Gli architetti Angelo Di Rienzo e Luca Branco sono soddisfatti, le loro “pianelle”con l’incisione degli stemmi della città realizzate con tecniche antiche in un numero limitato di esemplari sono state apprezzate per il loro pregio e ad esse don Giuseppe Centore ha dedicato la poesia Post fata resurgo. Di Rienzo dice: “Le finalità che ci eravano proposti erano di offrire ad un’ iniziativa valida come quella di “Capua Verde” il ricavato netto”.
Non c’è che dire: cinquecento euro per l’ associazione presieduta dalla prof. Anna Maria Mirra sono una buona partenza per alberare a segmenti gli ingressi cittadini e altre aree.
Con un accordo con il sindaco Pasca e con il consigliere delegato al verde,Antonio Della Mura, che sta seguendo con impegno l’iniziativa, il programma di alberatura prevede che il Comune si occupi per l’orditura delle piante, mentre gli alberi, già
adulti, saranno acquistati attraverso le “adozioni” o con contributi e sponsorizzazioni da “Capua verde” e messi a dimora.
M.R.
UN’INNOVAZIONE: A CARNEVALE I “CARRI MINIATI”
A bandire il concorso è il Comune di Capua, su iniziativa del consulente del sindaco Pasca, l’ architetto Gherardo de la Tour. Vi possono partecipare: Sezione A- gruppi scolastici delle scuole elementari; B- gruppi scolastici delle scuole medie; C- gruppi scolastici delle scuole superiori; D- cittadini singoli o in gruppo. I carri allegorici in miniatura devono avere una dimensione di base massima di 70x100 cm. e minima di 50x70 cm. e di 200 per quanto riguarda l’ altezza. Il tipo di trasporto è libero (su ruote, a braccia, sulla bici o sul “carruocciolo” ecc.). Per l’ iscrizione, che è
gratuita, chiedere il modulo all’ufficio cultura del Comune o scaricarlo dal sito internet www.comune.capua.ce.it .
Ecco l’ elenco dei premi per sezione:
A 1° Euro 1500.00; 2° 1.000.00; 3° 500.00.
B 1° Euro 2000.00; 2° 1500.00; 3° 1000.00.
C 1° Euro 2500.00; 2° 2000,00; 3° 1500.00.
D 1° Euro 3000.00; 2° 2500.00; 3° 2000.00.
(Leggere l’intero regolamento, essendo questo solo un estratto).
Incerta la datazione di inizio del Carnevale
A partire da questo numero cominciamo a descrivervi la storia del nostro carnevale dell'ultimo secolo, cercando di ricostruire quando esso è effettivamente nato, avendo a base fattori economici. Non è detto che esso sia nato nell'anno 1886. Questa notizia fu data la prima volta su "Il crogiolo" del 22 gennaio 1967, di cui ero redattore. Non approfondii a quei tempi, ebbi percezione che sembrava sottintendersi fosse così dal modo di come, su "La Campania democratica" del 24.1.1886 veniva annunciata che la festa diventava pubblica, in forma organizzata, con premi in palio e per favorire il commercio locale, mentre precedentemente il carnevale forse si svolgeva lo stesso ma con mascherate spontanee e scherzi o nel chiuso dei circoli aristocratici. L'articolista del tempo scrisse: "Una società costituitasi nella nostra città intende fare anche tra noi i carri in occasione del carnevale. Il municipio ha anche esso soccorso questa società con 500 lire. E' una buona cosa; i denari che ognuno si fa un dovere di spendere in quei giorni resteranno qui ed alimenteranno il piccolo commercio decaduto abbastanza. Così al dilettevole si configurerà l'utile e noi batteremo le mani".
"...A quanto pare, dormendo le altre città, quivi si riverserà buona parte della Provincia. Evviva dunque i promotori." E ancora il 14 marzo: "L'allegria, il chiasso che alle volte sconfinava nella follia, ha regnato sovrano in tutti e tre giorni... Ogni casa aveva il suo balcone; ogni balcone la cassetta per coriandoli; e questi venivano giù
spessi, più insistenti dove abbondava il sesso che noialtri c'incocciamo a chiamare debole. Per via molte maschere, moltissimi spolverini. Tra le maschere le migliori "La sfiducia ai medici" e "Lo sciopero degli infermi", mascherata di circa 30 persone; e gli agricoltori di S. Angelo, anche numerosa. I balconi meglio addobbati rappresentavano: "La direttissima", "La follia", "La legge del catenaccio". "Il pupazzetto", "La pagliaia", "Una gondola" ecc. ecc. I carri tutti belli: migliore quello degli "abitanti della luna", per ricchezza di vesti dei suoi abitanti, nuovo "il globo misterioso" e assai ben fatto; come pure riuscito il carro degli "assalesi". Stupendo colpo d'occhio alla sera con la ritirata dei carri coi bengali, e coi bengali ad ogni balcone e giù per la via. Quei visini affilati, involontariamente incipriati al riverbero del rosso, si accendevano ed ...accendevano anche di più. L'ultima sera, martedì, come si era annunziato, vi fu la cremazione del carnevale in piazza dei Giudici; cremazione che anch'essa riuscì molto bene; onde la folla l'applaudì
entusiasticamente. Ed applausi e saluti e confetti e bomboniere si ricambiavano balconi e carri, carri e maschere, amici e nemici. La folla ci riuniva tutti in un solo. Lungo, infinito amplesso. Il Carnevale di Capua è
riuscito. Una lode al Comitato che l'organizzò, e curò che tutto procedesse per bene: una lode agli artisti che diressero ed eseguirono i carri. E tutto procedé
bene, nessuna disgrazia, nessun incidente turbò la gioia a cui sfrenatamente tutti si abbandonarono. Ed ora alla quaresima: durerà anche stavolta dieci anni? No, non lo crediamo, non possiamo crederlo!" Questa descrizione della festa si presta a numerose considerazioni, come quella dell'idea futuristica che già si fece strada nell'umanità in merito ai viaggi nello spazio per scoprire nuovi astri o, al lento cammino della donna sulla strada dell'emancipazione. Volendo attenersi scrupolosamente al tema trattato, la datazione esatta della prima edizione pubblica, c'è da riflettere sulla frase "Ed ora è quaresima durerà anche stavolta dieci anni" Siamo andati a ritroso nel tempo e...
Franco Fierro
(Segue al prossimo numero)
CIRCOLAZIONE CAOTICA: 4 ROTONDE IN ARRIVO
Il piano di viabilità e mobilità è avviato, il volume del traffico automobilistico è alle stelle; ogni strada, piazza, vicolo è invaso e occupato dalle auto, i pedoni devono mettere le ali ed innalzarsi al di sopra nella giungla di lamiere; l’ inquinamento da gas di auto e da rumori è un male che ci procuriamo noi stessi, per indifferenza al problema, ma anche per ignoranza. Che fare, come uscire da questa situazione allucinante ? Due provvedimenti importanti dovrebbero essere prioritari a tutti gli interventi per l’ attuazione del piano. Il primo è la realizzazione della Variante Anas, che rientra nei programmi statali delle grandi opere e i cui lavori sono ancora tanti chilometri dalla nostra città, mentre da Porta Roma al Quadrivio Caputo si scoppia per l’ incessante transito di serpentoni di veicoli, leggeri e pesanti, da mane a sera;problema più grande di noi per il quale poco si battono le rappresentanze parlamentari in sede ministeriale; il secondo riguarda la realizzazione dei parcheggi disciplinati a pagamento, liberi,a sosta oraria , che costituiscono un ottimo antidoto contro il caos del traffico automobilistico. Il prezzo di un euro ad ora, nelle aree centrali,come da tariffa fissata dal consiglio
comunale, è un valido deterrente contro l’ impiego delle auto a tutti i costi quando tante volte se ne può fare anche a meno.
Il piano licenziato dal consiglio comunale nel 1998 è iniziato,
discutibilmente, dalle rotonde e la prima è in corso di realizzazione da parte della S.T.S., impresa edile di Frattaminore, al largo Porta Napoli, un incrocio nevralgico per il centro storico, perché una strada conduce verso l’ ospedale , la caserma dei carabinieri , l’Istituto Pizzi e la facoltà
universitaria; un’ altra verso via Napoli, arteria di entrata ed uscita dalla città; una terza verso il corso Appio e poi l’altra in direzione di S.Angelo in Formis. C’ è da immaginare quanto sia importante questa intersecazione di strade, ai margini delle quali insistono anche il teatro Ricciardi, i bar, il Banco Ambroveneto , un centro medico. La conseguenza era che quotidianamente la situazione che si parava davanti a chiunque era che centinaia di auto si sistemavano in modo disordinato ovunque ci fosse un centimetro quadrato libero e parcheggiate per lunghe ore. Da tempo era avvertita la necessità di dare ordine e decoro a quel grande spiazzo, diventato un porto di mare dall’ alba al tramonto, con un caos indescrivibile che penalizzava i passanti per l’ inquinamento e i pericoli del traffico incessante, e nello stesso tempo rappresentava anche un intralcio al normale flusso delle auto, che molte volte si vedevano sbarrare la carreggiata da altri veicoli disposti disordinatamente. La rotonda in costruzione consente il senso circolatorio delle auto intorno alla sua circonferenza, il cui diametro è di dieci metri. Con essa sarà possibile dare le dovute precedenze e lo stesso andamento rotatorio dei veicoli potrà essere disciplinatore del traffico e nello stesso tempo avere funzione di dissuasore nei confronti di quegli automobilisti indisciplinati che arrestavano le loro auto dove faceva loro comodo e se ne andavano ritornando dopo molte ore. L’ impresa S.T.S. ha avuto incarico di realizzare l’ intero piano di segnaletica orizzontale, verticale e luminosa, partendo proprio dalla “rotonda” di Porta Napoli.
Altre rotonde sono preannunciate nei seguenti punti: quadrivio Caputo, pentavia Ferrovia, slargo Mezzappia.
UN MONUMENTO AL CENTRO DELLA ROTONDA DI PORTA NAPOLI
Indubbiamente le rotonde fanno anche arredo, devono essere opportunamente illuminate , mentre la loro segnaletica deve essere assiduamente curata. La loro istituzione deve avere però carattere sperimentale perché se i risultati fossero negativi, si sarebbe sprecato solo denaro pubblico. Sarebbe stato meglio, quindi, prima di iniziare i lavori, di creare delle strutture mobili per verificare la riuscita della nuova viabilità.
A Marcianise e S.Maria C.V., ultimamente, sono state realizzate rotonde con al centro belle fontane illuminate di sera.
Sicuramente Capua farà lo stesso. Un monumento al centro delle rotonde le renderebbe valide anche esteticamente.
Block Notes
HINTERLAND
BELLONA IERI E OGGI
di Franco Valeriani
IL GIOCO DEL CALCIO
Il gioco del calcio a Bellona è sempre stato lo sport più
praticato, uno sport che richiamava numerosi tifosi in particolar modo quando si svolgeva l'incontro Bellona-Vitulazio durante il quale, per l'esasperato campanilismo si verificava un continuo scambio di insulti, epiteti, minacce ed ingiurie, da parte di numerosi scalmanati, all'indirizzo dei vincitori e dell'arbitro.
Al termine della partita scoppiava una furibonda e rabbiosa sassaiola, fra i ragazzi delle due fazioni, che terminava con il pròvvido intervento dei Carabinieri i quali costringevano i contendenti alla fuga. Oggi tutto questo non accade più ed il campanilismo è quasi scomparso.
Per scrivere sul gioco del calcio a Bellona, è necessario ritornare indietro nel tempo e precisamente appena dopo il II Conflitto Mondiale. Il campo da gioco era un appezzamento di terreno messo a disposizione da agricoltori tifosi del calcio. Fra i campi da gioco improvvisati ricordiamo quello in contrada Starza, quello nei pressi del Mausoleo Ossario dei 54 Martiri, di fronte al vecchio cimitero di Vitulazio, e quello in contrada Monticello sul terreno della parrocchia di Bellona. Alcuni giorni prima dell'incontro di calcio un gruppo di giovani, insieme ai calciatori, si recava nel campo per togliere o tritare le zolle, riempire con terriccio le buche per evitare pericolose cadute, tagliare rovi ed erbacce, fissare le due porte e preparare la segnaletica. Al termine di ogni incontro, combattuto fino allo spasimo, i calciatori avevano il volto ricoperte di polvere mista a sudore, escoriazioni alle ginocchia, ai gomiti, alle gambe e gli indumenti ridotti in uno stato pietoso. Erano irriconoscibili, ma per noi ragazzi erano i nostri eroi! I calciatori indossavano magliette bianche oppure camiciole simili a quelle dei canottieri. Le scarpe per il gioco del calcio erano un sogno irrealizzabile! Fra i calciatori del periodo post bellico ricordiamo: Baldovino Di Rubbo, Raffaele Manco (una delle vittime dell'eccidio dei 54 Martiri) ed altri i cui nomi si sono perduti nei vortici del tempo. La squadra che più di tutte è rimasta nei ricordi dei giovani di allora è quella di cui fecero parte Salvatore Pezzulo, Luigi Pinto, i tre fratelli Fusco Giovanni, Umberto e Luca e Umberto Sorrentino. Salvatore Pezzulo, nel ruolo di portiere, incantava tutti per le sue spericolate parate e per il coraggio nel tuffarsi per togliere il pallone dai piedi dell'avversario; Luigi Pinto, soprannominato "Il Campione", per la sua eleganza nel dribblare l'avversario, l'abile palleggio ed una condotta di gioco che rispecchiava l'assoluto rispetto dell'avversario. Durante il servizio militare, Pinto fece parte della squadra di calcio della Scuola Truppe Corazzate di Caserta che sostenne molti incontri di calcio con squadre di serie B e C. Meritano una citazione anche i fratelli Fusco Giovanni, Umberto e Luca che formavano una insormontabile linea di mediani, un trio che riusciva a fermare qualsiasi avversario e che, con i terzini, costituiva una inespugnabile difesa; infine Umberto Sorrentino, una invidiabile ala sinistra che, con i suoi traversoni, passava sulla destra, all'amico Pinto, molte palle goal. Fra tutti i calciatori, Umberto Sorrentino fu quello che fece parte di una squadra fuori dalle mura bellonesi. Acquistato dal Marzano Appio, Umberto giocò in quella formazione per cinque anni con un lusinghiero successo 21 goal durante il campionato del primo anno e capocannoniere nel campionato del quarto e quinto anno. Un atleta del quale i bellonesi erano orgogliosi e che tanti giovani calciatori prendevano ad esempio per l'impegno, il senso del dovere e la correttezza nel gioco. Nel 1954 la formazione calcistica bellonese partecipò ad un incentro di calcio per l'inaugurazione dello stadio di Pietramelara e la sorpresa fu grande quando i calciatori bellonesi si trovarono di fronte ad una squadra di serie B. Nel primo tempo i nostri riuscirono a tener testa agli avversari per circa trenta minuti. Luigi Pinto segnò un goal che fu salutato dalle lunghe ovazioni dei tifosi bellonesi; si credette nella vittoria, ma nel secondo tempo gli avversari dilagarono segnando tre reti. Al termine delle ostilità gli atleti scambiarono cordiali strette di mano e gli avversari lodarono i bellonesi per l'impegno dimostrato nel contrastare ogni loro azione. Quella fu l'unica volta in cui i calciatori bellonesi giocarono in un "vero campo di calcio". In seguito gli incontri che essi sostennero, sia "in casa" che "fuori casa", continuarono svolgersi in campi improvvisati. Molti erano i tifosi bellonesi che, in bicicletta, e qualche voIta anche a piedi, seguivano la squadra per sostenerla durante gli incontri a Camigliano, Pastorano, Pignataro, Formicola, Capua e Vitulazio. Fra i calciatori di Vitulazio destavano ammirazione i fratelli Iannone Natalino, Raffaele e Giulio ed i fratelli Lagnese: Pierino e Giovanni, un quintetto che, spesso, era la dannazione delle difese avversarie e dei tifosi che vedevano soccombere le loro squadre. Un quintetto guidato da un ottimo calciatore di professione Bruno Porpora, soprannominato "Il Triestino" perché originario di Trieste, che aveva sposato una bruna ed avvenente vitulatina. Nel suo ruolo di difensore, Bruno era un ostacolo insormontabile e ciò fece di lui l'idolo dei tifosi vitulatini, la sua fama di ottimo calciatore si diffuse in tutta la regione Campania tanto che fu acquistato dalla U.S. Frattese di cui, in seguito, fu allenatore. Questo il calcio giocato a Bellona nei primi anni del dopoguerra. Successero anni di stasi durante i quali il calcio era seguito sui giornali o ascoltando le radiocronache sportive di Niccolò Carosio e di Nando Martellini dai campi di serie A. Il periodo d'oro del calcio bellonese iniziò nel 1959 e, per ben quattro anni, fino al 1962, l'entusiasmo dei tifosi fu incontenibile. Ogni vittoria della squadra era salutata da una folla che sfilava per le vie della città fino a tarda sera, inneggiando ai suoi eroi. Il merito di questo salto di qualità fu del compianto Andrea Salerno che, con un lavoro da certosino, riuscì a costituire una squadra di calcio realizzando, di tasca propria, ottimi acquisti. Il compito di allenare gli atleti fu affidato ad un profondo conoscitore del calcio: Cesarino Di Lillo, che fu membro della F.I.A. (Federazione Italiana Arbitri). Alla formazione tecnica della squadra collaborò Bruno Porpora di cui abbiamo scritto in precedenza. Un trio di appassionati del calcio che dedicarono tutte le loro energie per raggiungere lo scopo prefisso. Si costituì così l' "U.S. Bellona" e la formazione dei titolari era: Franco Fierro, portiere dalle indiscusse doti atletiche, Bonucci, Rachiero, Sunarich, Cerbone, Ivesich, Marchiolli, Madaia, Bait, Aiezza e Costa Una squadra di undici campioni che, in panchina, aveva degni sostituti come: Musco (ottima riserva di Fierro), Ciriello, Ammirati, Buono, Cioppa, Rossi e Bebé.
Il sarto Antonio Rossi fornì le divise con la scritta "U.S. Bellona". Della squadra facevano parte cinque calciatori originari della Jugoslavia, ospiti nel campo profughi di Capua: Marchielli (originario di Fiume) e Bait facevano parte della Nazionale Giovanile Jugoslava; Madaia, Costa e Ivesich della serie B Jugoslava. Il più giovane della squadra, 21 anni, era Sandro Aiezza che Andrea Salerno acquistò dal Pignataro per 185.000 lire. Fino a 18 anni Sandro visse, con i suoi familiari, a Pignataro deve iniziò a dare i primi calci ad un
pallone. «Era il 1959, ci dice Sandro, quando il presidente Salerno mi portò a Bellona dove iniziò la mia più bella avventura calcistica. Vincemmo due campionati realizzando 60 vittorie e segnando 120 goal. Riuscimmo a battere squadre ritenute, fin allora, invincibili e, senza alcuna presunzione, posso dire che con la nostra preparazione atletica potevamo competere con squadre del campionato di serie C. Furono anni meravigliosi, continua Sandro, che tutti noi portiamo nel cuore. Quando incontro l'amico Franco Fierro, ricordiamo insieme le nostre imprese sportive ed avvertiamo un brivido di commozione. Di Franco ricordo le sue parate temerarie, le sue prese feline, i suoi tuffi spericolati tra i piedi degli avversari. Era quello che si dice un vero baluardo insormontabile!!! Dopo quattro anni di meritati successi, i cinque Jugoslavi lasciarono l'Ialia: Marchiolli partì alla volta del Canada, Bait in Australia, Madaia, Costa e Ivesich in Germania. Andarono in giro per il mondo in cerca di fortuna. Dalle lettere che per alcuni anni mi inviarono, appresi che continuavano a praticare il gioco del calcio. Sono trascorsi molti anni e, per me che oggi ho 65 anni, la gioventù è solo un lontano ricordo ricco di tante vicende sportive che ho rispolverato con immenso piacere».
Colloquiando con Sandro Aiezza si avverte il piacere di ascoltare un campione del passato che, con nostalgia ed un pizzico di commozione, ricorda i suoi compagni di squadra, le vittorie conseguite, le strette di mano e gli abbracci di centinaia di tifosi. Nelle sue particolareggiate descrizioni rivive le azioni-goal, le clamorose rimonte e la gioia della vittoria. I suoi interventi erano implacabili e decisivi; nessuno riusciva a contrastarlo nella sua azione contro la porta avversaria. Un rullo compressore che non perdonava. I suoi goal erano una beffa per gli avversari e la gioia dei tifosi. Questo era Sandro Aiezza, un campione tra i campioni dell'U.S. Bellona una squadra solida, compatta, invincibile.
Franco Valeriani
Lo sportello I.S.E. delle Acli a Bellona: un successo
“E’ un innegabile,grande successo avere istituito il servizio per il rilascio dei certificati Ise e Isee. Merito di tutto questo è dell’ assessore alle politiche sociali Giovanni Sarcinella con il suo sindaco Giancarlo Della Cioppa”. E’ il coordinatore del Centro Servizi dell’Acli capuana, Maurizio Paolucci ad esprimere l’ encomio per gli amministratori bellonesi. “Analogamente è stato fatto nel Comune di Grazzanise dal sindaco Enrico Parente” aggiunge Paolucci. “Il servizio dell’Acli è ovviamente del tutto gratuito” afferma l’ assessore Sarcinella. Lo sportello istituito dal Comune di Bellona ha avuto quindi il pieno successo e snellisce il lavoro che prima era di competenza degli uffici comunali. Ise e Isee sono strumenti del Welfare e indicano la situazione economica al fine di ottenere agevolazioni disposte dalla legge che rappresentano un aiuto che lo Stato dà a quelle persone bisognevoli o svantaggiate economicamente.
Il Comune di Bellona ha fatto distribuire depliant con l’indicazione dei servizi che l’ Acli rende alla comunità
bellonese, in particolare interessandosi per l’ assegno di maternità alle donne residenti, anche comunitarie ed extracomunitarie in regola col soggiorno, o ancora dell’ assegno al nucleo familiare con tre figli minori . L’ ufficio inoltre si occupa anche del riconoscimento dell’ invalidità civile con la decretazione dallo stesso ufficio consegnata. Le Acli, quindi, con questo servizio, facilitano i cittadini nei rapporti con la burocrazia e dai risultati che si stanno registrando si può veramente affermare che scelta più indovinata per efficienza e serietà non si poteva fare. Questo servizio molto utile alla cittadinanza si svolge analogamente nella città di Capua in Piazza Camillo Pellegrino, presso la sede delle ACLI - Servizi, che ha nel dott.Maurizio Paolucci il migliore e valido dirigente e capace professionalmente.E' auspicabile che, con queste premesse, gli sportelli delle ACLI, che erogano una infinità di servizi, si possano estendere anche in altri comuni, i quali potranno trovare la loro utilità dall'istituzione stessa.
Bellona: i preparativi per il Carnevale
Continua imperterrito l’impegno per la preparazione della IV^ edizione del “Carnevale Bellonese”. Quest’anno molte sono le novità apportate dagli organizzatori. Tra le tante, l’unica che siamo stati autorizzati a pubblicare è la durata della manifestazione: sei giorni di festa. Gli organizzatori, ricordano gli allenatori del calcio quando mettono in atto la pretattica, non scoprono le carte, né rivelano alcun segreto. Il comitato organizzatore, presieduto da Lello Langella, non vuole che si divulgano altre notizie, ma noi un dispettuccio lo vogliamo fare. Abbiamo saputo che alcuni membri del suddetto comitato si sono recati a Viareggio per acquistare cinque mascheroni che, rappresentano altrettanti personaggi del mondo di Walter Disney. I luoghi dove stanno allestendo i carri allegorici sono top secret ed a nessuno è permesso entrarvi. Abbiamo appreso che sono dieci i carri in allestimento ed altri, provenienti da comuni viciniori, si sono iscritti per partecipare. Nelle edizioni trascorse fin dall’inizio era conosciuto il nome della vedette mondiale che si sarebbe esibita durante la festa e, questo si è sempre rivelato “lo scherzo di carnevale”. Ossia, la vedette non è mai giunta. Quest’anno, non si parla del personaggio in arrivo solamente perché, ci sarà la vera sorpresa. Circolano grossi nomi e molte sono le previsioni: Pino Daniele, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Ivana Spagna, Anna Oxa e tanti altri. Ma, stando ad alcune voci molto attendibili, la dovrebbe spuntare una coppia inedita: Gigi Proietti e Valeria Marini, presentati da due maestri dello spettacolo: Paolo Bonolis e Luisa Corna. Quest’enigma troverà la soluzione soltanto la serata finale del Carnevale Bellonese. Franco Falco
A
Vitulazio, fine aprile IL"S.U.D." TRASLOCA
Anche se provvisoriamente, per motivi di ristrutturazione e ammodernamento della struttura e sede di Piazza Riccardo, il circolo "S.U.D." si trasferirà in un altro locale.
La notizia, ha suscitato naturalmente molta apprensione nei soci ormai affezionati da tantissimi anni a quella sede e si intravede un velo di tristezza nei loro volti, abituati, i soci, a ritrovarsi in quel posto.Il presidente Franco Del Monte rassicura gli iscritti: "Ritorneremo, il nostro impegno è quello di sollecitare che i lavori verranno eseguiti al più presto".Segnaliamo che il sodalizio vitulatino
(il S.U.D.) è senza dubbio il più antico di Vitulazio, circolo con il record degli iscritti, il più
gettonato, più amato da tutti: professionisti, impiegati, operai.
Tra l'altro è doveroso sottolineare un altro record.Il presidente che per oltre venti anni ha ricoperto quella carica (anche se in periodi
diversi) è il già citato Franco Del Monte, che guida il vecchio S.U.D., il sodalizio nato dopo la IIGuerra Mondiale (1944-45).
Il S.U.D. ha come tutti la sua storia, i suoi racconti, probabilmente ha vissuto momenti di gloria nel momento in cui si organizzavano oltre alle attività sociali e culturali, le gare ciclistiche e di corsa campestre.
Al mitico sodalizio del "Cavaiuolo" non hanno retto al confronto altri circoli, non hanno resistito nel tempo e parliamo del Circolo XXI Secolo, Area, Circolo Sportivo, Club La Mela, Circolo 22-28 ed altri; ma ha tenuto bene il gruppo del Club Napoli al quale facciamo un plauso, un team che ha resistito a tutte le problematiche di gestione.
A nostro giudizio, a codesti tifosi-dirigenti del Club Napoli come voto va un bel 10.
Ma il cronista attento e obiettivo, non può che assegnare il massimo dei voti e la lode al circolo del quale parlavamo, il S.U.D., il mitico circolo che dopo la festa patronale traslocherà.Ci dice un socio che vuole mantenere l'anonimeto: "Sempre Uniti Dovunque!".