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I “CATTIVI RITRATTI” di Giuseppe Monaco

Siamo al secondo numero di pubblicazione delle caricature di personaggi capuani realizzate dall’artista capuano, Giuseppe Monaco. L’intento è anche quello di dare vita ad una Galleria delle Caricature con personaggi non solo locali, chiamando a collaborare i vari Ciro Ingicco, Vincenzo Del Mese, Yarin Mattoni, lo stesso Monaco, e chi si sente in grado di realizzare caricature.
Caricaturisti, mandateci le vostre opere e noi vi... premieremo, prima facendo una mostra e poi realizzeremo la “GALLERIA DELLE CARICATURE” che intitoleremo al compianto Pasquale Valletta, di cui restano alcune caricature molto originali, tra cui una dedicata al direttore del Museo Giuseppe Centore.
Pasquale Valletta, tra l’altro, ci ha lasciato alcuni logo di edizioni del Carnevale.
L’iniziativa riteniamo che potrà attecchire se ci sarà il concorso di quanti si dedicano a scarabocchiare sulla carta qualche volto noto o meno noto.
Come per la prima caricatura e per quelle che presenteremo ogni mese non idicheremo il nome: ci penserete voi ad attribuirglielo. Non si sa mai!
Naturalmente sorteggeremo simpatici gadget tra quanti indovineranno il nome esatto del personaggio.  F.F.

La rievocazione del
Sacco di Capua del 1501

Nel ricordo del 502° “Sacco di Capua” la confraternita della Santella ha indetto la rievocazione del tragico avvenimento con una solenne messa in onore dei cinquemila capuani periti per mano del crudele Cesare Borgia e delle sue soldatesche, il 24 luglio del 1501. Capua da allora ricorda con rintocchi mesti di campane il terribile eccidio. 
Al rito religioso svoltosi nella Santella, il 27 si è aggiunta un celebrazione storico-folcloristica a cura della Pro Loco, con un corteo lungo corso Appio e la Riviera Volturno. Migliaia di petali di rose sono stati gettati sul letto del fiume, a ricordo di quel triste giorno quando il sangue di cinquemila capuani lo colorò di rosso. Trombonieri, cavalieri e dame in costumi d’epoca hanno percorso le strade cittadine. L’ evento luttuoso è sempre presente nel cuore e nella memoria dei cittadini malgrado siano trascorsi 502 anni da quel terribile 24 luglio del 1501.

RIAPERTA AL CULTO LA CHIESA DI S. ANNA

La riapertura al culto, dopo molti anni di chiusura, della chiesa di S. Maria in Abate, che tutti chiamano di S. Anna, è avvenuta venerdi 18 luglio con una solenne cerimonia. L’arcivescovo Mons. Bruno Schettino e il parroco della Parrocchia Ognissanti don Domenico di Salvia hanno dato l’annuncio dell’importante evento religioso e culturale, attesa da tempo dai fedeli, avendo il tempio rappresentato per decenni, nel popolare rione di S. Caterina, il punto di riferimento di tutti. Restaurata dall’impresa Modugno V. con i finanziamenti della Soprintendenza ai Beni A.P.P.S.A.D. di Caserta e Benevento, il luogo sacro è stato solennemente benedetto dall’arcivescovo Schettino, presenti il sindaco della città, Alessandro Pasca di Magliano, la soprintendente Giovanna Petrenga, il progettista e direttore dei lavori della soprintendenza Gennaro Leva, che hanno svolto brevi interventi illustrando l’importanza dell’evento e rifacendo la storia della chiesa. Particolarmente sentito e velato da una nota di commozione l’intervento del dott. Raffaele Modugno, che, a proposito del restauro della chiesa , aveva già anticipato nell’annuale calendario artistico la possibilità di consegnarla alla città per il mese di luglio, come avvenuto. Ha ricordato poi che questa chiesa gli è molto cara perché è sita nel rione dove è nato e vissuto e che non poteva non fargli ricordare la memoria del genitore scomparso.
Franco Fierro

Block Notes
HINTERLAND

17 Ottobre 1943,
Bellona Liberata
Seconda Puntata

Nelle ore di libera uscita i soldati alleati, accampati nella periferia di Bellona, venivano in paese e si recavano nelle stesse trattorie frequentate dai militari italiani e tedeschi, dove gustavano, per la prima volta, le pietanze della cucina italiana e lo squisito vino locale.
Buona parte dei ragazzi bellonesi si recavano negli accampamenti americani portando in dono, per i soldati, frutta, pane casereccio, salsicce e vino. In cambio ottenevano: cioccolate, marmellata a cubetti, barattoli di crema di noccioline e salsiccini dal nome strano: Wurstel. Altre novità furono: la gomma da masticare, la Chewing Gum, ed una bevanda dalla strano sapore: la Coca Cola. Molti soldati americani, trascorrevano il tempo in nostra compagnia, accogliendoci nelle loro tende e, quelli che conoscevano a stento la nostra lingua, perché figli di italiani emigrati in America, ci confidavano la preoccupazione di essere inviati nell'inferno di Mignano Montelungo o di Montecassino, due baluardi della linea tedesca Gustav che riuscirono a fermare, per ben otto mesi, le truppe alleate. Molte vite si immolarono durante quei mesi di guerra e Cassino fu quasi tutta distrutta. A quelle due strenue battaglie presero parte soldati polacchi, francesi, italiani e marocchini che, a fianco delle truppe alleate, sostennero cruenti combattimenti. Numerose furono le vittime che oggi riposano nel Sacrario di Mignano Montelungo e nei tre cimiteri alle falde di Montecassino.
Appena entrammo, per la prima volta negli accampamenti americani si presentò ai nostri occhi uno spettacolo che suscitò stupore e meraviglia: carri armati giganteschi, camion mastodontici, una enorme quantità di motociclette, cannoni dalla lunga gittata, un enorme deposito di viveri e munizioni custodite in ampie tende sorvegliate, giorno e notte da sentinelle armate e un lungo filare di piccoli automezzi dallo strano nome: jeep. Di sera cominciavano ad avvertirsi i primi freddi, ed i militari alleati si scaldavano restando seduti intorno a bidoni che contenevano benzina a cui davano fuoco tra la meraviglia di tutti noi che non avevamo mai visto un caso simile negli accampamenti italo-tedeschi. Molti militari alleati, dopo aver cenato nelle trattorie su menzionate. uscivano completamente ubriachi. A causa del troppo vino bevuto percorrevano le strade barcollando e, ai passanti, chiedevano: "Signorine, signorine!". Per le donne bellonesi diventò pericoloso uscire dopo le ore 19 ed i loro mariti si recarono presso il Comando Alleato ubicato nel palazzo Marra, in via XX Settembre, per informare i superiori circa il comportamento dei loro soldati. Accadde qualcosa di inaspettato: i superiori non gradirono le proteste e, in malo modo, respinsero gli uomini in apprensione. Dopo la paura di essere uccisi dai tedeschi, ne iniziava un'altra con le truppe d'occupazione: il pericolo che le nostre donne subissero violenze, come spesso accadeva in altri paesi o città. A differenza degli alleati, i tedeschi, durante la loro permanenza a Bellona, ebbero una condotta irreprensibile. Se alzavano il gomito più del normale, ritornavano nel loro accampamento senza molestare i passanti. Almeno in questa circostanza si distinsero dai "Liberatori" che, in alcuni momenti, ricordavano le orde dei barbari, irrispettosi di tutto e di tutti, come narra Alberto Moravia nella sua opera "La Ciociara". Dopo aver trascorso tre settimane nelle grotte sui monti presso Bellona, avevamo un aspetto macilento e gli indumenti logorati dalle lunghe traversie. I nostri genitori si adoperavano per acquistare cibo e vestiario, in particolare, perché si avvicinava il periodo invernale. Seppero che era possibile acquistare ogni cosa alla "borsa nera", una losca attività praticata in tutta l'Italia. Fra i tanti bellonesi che esercitavano il commercio della borsa nera, ricordo un tizio residente in via Mazzini, a tutti noto come "il commendatore", il quale vendeva ad un prezzo esoso ogni sorta di cibo e di abbigliamento. A causa di costui era un continuo andare di gente ed egli, impietoso, rifiutava di vendere gli alimenti a coloro che non potevano pagarli al prezzo richiesto. Un ignobile strozzino che, sulla fame altrui, realizzò il proprio benessere, come egli stesso spavaldamente affermava.
Vendeva di tutto: indumenti, calzature, sigarette americane, zucchero, caffè, olio, pasta, riso, farina, biscotti, prodotti che egli acquistava a Napoli.
Partiva di buon mattino, con un'auto guidata da un suo vecchio amico, e ritornava a Bellona a tarda sera per evitare di essere scoperto dalle autorità. La fame di tutti gli italiani fu alleviata con il Piano E.R.P. ed i famosi pacchi U.N.R.R.A. che arrivarono in tutte le case di Bellona. Fu così che mangiammo la famosa "polvere di piselli", la "polvere d'uovo" e la "polvere di latte" e conoscemmo la "margarina", il caffè liofilizzato e lo zucchero di Cuba. Promotore del Piano E.R.P. e dei pacchi U.N.R.R.A. fu il ministro degli esteri americano George Catlett Marshall. Il Piano E.R.P. (European Recovery Program) per la ricostruzione economica dell'Europa, nei suoi tre anni di vita (1949/1951), erogò circa 6.000 milioni di dollari. Al piano E.R.P. si affiancava l'assistenza U.N.R.R.A. (United Nations Relief and Rehabilitation Administration) Amministrazione delle Nazioni Unite per l'Assistenza e la Riabilitazione, un organismo creato per l'assistenza economica alle popolazioni delle Nazioni Unite ed ai paesi ex nemici. Questa organizzazione prese il nome di "Piano Marshall" per rendere merito al suo ideatore. Con il passare dei mesi si cominciò a notare un certo mutamento tra le persone. Molti, con atteggiamento compiaciuto, pronunciavano parole inglesi. Si notava un mutamento anche nel pudore, ed una certa libertà di linguaggio cominciava a far presa sulla gente che raccontava avvenimenti di cui, un tempo, si parlava con riservatezza. Alla vita tranquilla di una volta si era sostituito uno smodato desiderio di guadagno e molti, un tempo miseri, erano riusciti ad accumulare ingenti somme di danaro. Tutti erano alla ricerca di facili guadagni nella speranza di migliorare la loro posizione sociale e ciò creava egoismo, opportunismo e tanta cattiveria.
Dai discorsi si capiva che erano subentrate nuove idee. Cominciarono a sorgere tanti partiti politici e, ogni loro esponente, affermava di essere il depositario della verità, della giustizia e di voler migliorare la vita degli italiani. Tutto ciò non portò alcun cambiamento, anzi risvegliò in molti italiani, particolarmente in quelli del Sud, sempre disastrato e dimenticato, il bisogno di emigrare, come accadde negli anni venti. Da Bellona molti partirono diretti in Francia, Belgio, Germania, Inghilterra, Irlanda, Argentina, Canada e Nord America dove trovarono un lavoro dignitoso ed onesto che permise loro di soddisfare ogni necessità. Chissà se verrà il giorno in cui l'uomo non sarà più Homo Homini Lupus: l'uomo un lupo per l'uomo, un nemico dei suoi simili. La superbia, l'arroganza e le prepotenze sono i gravi difetti di una società che, illudendosi di essere progredita, non si rende conto di essere allo sbando e di lasciare, ai propri figli, un mondo sempre più irto di ostacoli. Un mondo dove prevalgono arrivismo e spavalderia, un mondo dove i valori della vita vanno scomparendo sempre più.
Franco Valeriani

Karaoke 2003. Non solo... canzonette

Alla "Fiera Fest" di Vitulazio ancora una volta il Karaoke 2003 (tappa regionale) ha avuto tanti favorevoli consensi di critica e di pubblico. La giuria presieduta dal sindaco Achille Cuccari e dal direttore di critica Franco Fierro è stata imparziale giudicando con professionalità.
Ha vinto Rosy Merolillo con il brano "Grande amore" di Mina; ha vinto con grandi consensi. La cantante vitulatina comunque precedeva di poco Angela Natale, forse l'unica in quella serata, con personalità, "insidiava" la Merolillo. Al terzo posto Luisa Scialdone. Anche l'ormai affermato Giovanni Russo con il brano "Avrai" di Baglioni ha impressionato i critici della giuria come il Mº Luigi Vinciguerra, il Mº Pierluigi Natale Fiano ed Enzo Natale; per Giovanni Russo un importante Premio Critica.
Premio Critica anche per Diana Tessitore, Maria Vigliucci e Olga Tessitore. La canzone "Daniela" (di Cristian) cantata da Leo Fusco ha ricevuto il premio giornalistico.
La sorpresa arrivava da una cantante di Bellona, Miriam Sbocciato; la sua voce impressionava particolarmente. Apprezzamenti anche per Enzo Nocera, Carlo Antropoli, Piero Del Bene, Teresa Di Lillo, Ugo Bencivenga e Orsola Antropoli.
Il Karaoke, ancora una volta ha fatto centro, una kermesse musicale, con curiosità e polemiche, una gara dove si sono iscritti oltre 100 cantanti, al selezionatore naturalmente, l'ingrato compito di scegliere 30 debuttanti per quella mitica serata.
Già arrivano adesioni per il prossimo karaoke, ciò significa che bisogna continuare in tal senso. Per onor di cronaca, alcuni di questi cantanti che si sono distinti, andranno alle semifinali regionali di Caserta, altri andranno al karaoke di Capua, patrocinato dalla Provincia di Caserta e dall'Agenzia Giovani. La "kermesse" di Capua verrà coordinata dal direttore di ReteCapua Franco Fierro. 
Per dovere di cronaca, registriamo che nel mese di luglio si è svolta a Vitulazio una importante manifestazione a carattere nazionale Miss Muretto 2003. Il concorso nazionale di bellezza ha avuto molta risonanza qui a Vitulazio dove tante giovanissime modelle sfilavano sulla passerella impegnandosi tutte, per aggiudicarsi un posto per la finale di Alassio (28 agosto 2003). La finale verrà trasmessa da Italia 1. La manifestazione è stata promossa ed organizzata dall’Amministrazione Comunale di Vitulazio e nella giuria diretta dal sindaco Achille Cuccari faceva parte anche l’assessore Antonio Catone insieme ad altri esponenti di rilievo. La gara si è svolta sul campo sportivo. I premi più importanti sono stati attribuiti così: Miss Muretto 2003: Simona Nugnes; Ragazza Copertina: Anna Ragucci; Miss Vitulazio: Maria Grazia Rivetti.
Come vedete, queste manifestazioni hanno un grosso seguito, forse perché le canzoni interpretate da artisti casertani, non sono solo canzonette!    Michele Ciccarelli
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