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Un po' di storia...
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Il sindaco Pasca plaude all’iniziativa di un monumento a Fieramosca

Il sindaco Alessandro Pasca ha aperto uno spiraglio affinché si concreti l’iniziativa messa su da “Block Notes” per un monumento al valoroso eroe Ettore Fieramosca da inaugurare entro il 2003, nel quinto centenario del celebre episodio di Barletta. Fieramosca non fu solo un intrepido capitano di ventura, ma anche un poeta minore del suo tempo ed un aderente all’Accademia Pontaniana,
che nelle ore libere, invece di oziare, “ebbe cari gli studi e le lettere”. Nella lettera di risposta del sindaco Pasca a ReteCapua, Pasca scrive di “plaudire all’iniziativa di cui in oggetto e si rende necessaria una attenta valutazione sul sito in cui posizionare la statua nonché la previsione dei costi e la loro copertura”. Non il sito sarebbe un problema, ma il costo per la realizzazione del monumento. Per quanto riguarda la possibilità di finanziamenti a favore della statua, alcuni preliminari alla Regione e alla Provincia sono in corso e si è anche costituito il comitato ristretto che è stato affidato al presidente dell’Ascom Francesco Chianese e nel quale sono state chiamate associazioni e personalità che intendono dare un apporto al felice esito dell’iniziativa. Il sindaco Pasca, nella lettera inviata, propone un incontro che chiarisca tutti i complessi aspetti del progetto.
 

E.F.

I GIOCHI INFANTILI
(di Armando Medugno)

Parte decima

‘E carrozzelle e l’acqua ‘e San Francisco,
Fino alla prima metà del secolo scorso, per i ragazzi dei vari rioni di Capua, anche il giorno della Santa Pasqua era motivo di divertimento, perché già dalle prime ore del mattino, quando i ragazzi delle famiglie con una certa disponibilità economica, vestiti a festa, incrociavano quelli meno abbienti, con abiti rivoltati o rattoppati, s’insultavano, come a volersi preparare per le battaglie di sputi che si sarebbero tenute tutto il pomeriggio, durante il tragitto, di andata e ritorno sulle carrozzelle, da Piazza dei Giudici fino al convento di San Francesco. S’incrociavano per recarsi presso i loro parenti per farsi vedere i vestiti, sia rivoltati che nuovi appositamente “ ‘ncignati (1)“ il Giovedì Santo per lo struscio (2); e con la scusa degli auguri di buona Pasqua, ricevere un bicchierino di rosolio (3) e qualche soldo che, con gli altri tolti dal salvadanaio, sarebbero serviti per pagare le corse al cocchiere.Questi ragazzi, al primo pomeriggio, dopo il pranzo tradizionale di Pasqua fatto con minestra maritata, agnello con parate, carciofi, insalata, fellata (4) di salame, prosciutto e uova sode; la pigna (5) e ‘o casatiello (6), si ritrovavano tutti in Piazza dei Giudici presso la fila dei culuonni (7), dove stazionavano molte carrozzelle; e mentre uno di quei ragazzi che disponeva una discreta somma di soldi pagava il pedaggio per salire per primo e sedersi a cassetta con cocchiere, tutti gli altri facevano ressa per riuscire a sistemarsi a malapena sui sedili interni: non mancava qualche scroccone che si attaccava dietro, tormentato dalle frustate del cocchiere. Appena la carrozzella era ben caricata, partiva per raggiungere il convento di Santa Caterina, dove le suore francescane regalavano un bicchiere d’acqua fresca attinta dalla cisterna, situata al centro del chiostro.
Durante il percoso, lungo la strada, quando le carrozzelle s’incrociavano, i ragazzi, dall’una all’altra parte, facevano a gara a spurtarsi in faccia e continuavano a farlo fino a tarda sera. In quelle battaglie di sputi non era risparmiato neanche il cocchiere, il quale, di tato in tanto, si ascigava il viso e non osava ribellarsi perché ben conosceva a quali supplizzi si sottoponeva per pochi soldi, per averlo fatto anch’egli da ragazzo, e sfogava la sua ira repressa frustando il cavallo con la sua bacchetta con i continui schiocchi della frusta, costringendo così la povera bestia ad una corsa sfrenata, con lo sferragliare degli zoccoli sulle basole, per tutta Via Roma. Tra le molte carrozzelle che facevano tali viaggi vi era anche il break, ossia, ‘o blek e Citarella (8) così chiamato in gergo,il quale era un carro a quattro ruote coperto e sfinestrato sui laterali, con due file di panche dove si potevano sedere moltissimi ragazzi, i quali vi accedevano salendo una scaletta retrattile. Quello che succedeva su quel carrozzone neanche a parlarne.
NOTE:
1. ‘Ncignato, ‘ncigna’ parola dialettale derivata dal tardo latino encaeniare e anche dal greco eyxinia con il significato di festa inaugurali da xainos, nuovo e per tale vestire o indossare un abito nuovo.
2. Struscio è una parola derivata dalla voce latina extrusus, così detto per il rumore prodotto dalle scarpe strisciate per terra e dallo sfrusciare delle vesti di seta durante il passeggio delle dame e cavalieri dei secoli passati che, il Giovedi Santo, si recavano a visitare i Sepolcri. Tale consuetudine per la visita ai Sepolcri della sera del Giovedì Santo ebbe inizio il 18 marzo del 1704, al tempo
di Ferdinado IV di Borbone.
3. Il rosolio era una specie di liquore fatto in casa ed era più dolce che forte di alcool, in quanto diluito con acqua e molto zucchero, il tutto colorato con una o più fialette di anilina, comprate da uno dei tanti speziale che avevano la bottega in Capua. Già prima, però, nei secoli passati, i vari colori per il rosolio venivano preparati con la macerazione nel alcol di petali di rose, fiori d’arancio,
cannelle, garofano e gelsomino. Per la festa di Pasqua, oltre ai dolci (3bis), facevano bella mostra nella cristalliera diverse bottiglie di rosolio dai colori più vari che andavano dal rosso (Forse era stato proprio questo colore rosso, dalla rosa, a dare il nome al rosolio) al verde e dal giallo all’azzuro. Il rosolio serviva anche a zi’ Michele che metteva sulle grattate di ghiaccio quando, girando
per le strade di Capua, gridava: - Uagliù’ chiagnite che passa z’ Michele! –
4. 3bis - Secondo la tradizione, i dolci si potevano mangiare solo dopo suonata la Gloria, prima, si diceva, vi erano i vermi dentro.
5. ‘A fellata non era altro che un affettato di salumi.
6. ‘A pigna è una parola dferivata dal altino pinea, ed è prodotta del pino da dove si ricavono i pinoli. La pigna che a Capua si fa per la Santa Pasqua così è chiamata, mentre a Napoli dicono ‘o casatiello, in entrambi i casi sono anche tortani, in quanto fatti con gli stessi ingredienti: ‘nzogna, pepe e uova comporta sulle uova delle croci con il significato allegorico del mistero della vita e della
resurrezione.
7. ‘O casatiello, dal latino medievale casata e dallo spagnolo quesadilla, oppure tortano è fatta con gli stessi ingredienti della pigna: farina, sugna, pepe uova, con l’aggiunta dei ciccioli del lardo
8. I culuonni che si trovano ion Piazza dei Giudici che delimitano la piazza e danno invito a Via duomo, si differenziano dalle colonne per l’altezza, in quanto bassi e poiché sono maschili, a tempo degli Osci, simboleggiavano il fallo, tanto che venivano posti davanti ai fabbricati sia per il per il buono auspicio e sia per difendere le gambe dei passanti dagli assi dei carri che dietro di essi trivavano
riparo.
9. ‘O Blek è una parola dialettale, corrotta dall’originale break in quanto più facile a pronunciarsi. Per break leggasi nel riquadro.

Leoni e gazzelle
Il gioco dei leone e gazzelle i ragazzi lo preferivano farlo in autunno fino a primavera ed era un gioco a punti e penalità con pegni.
Ad ogni giocatore si assegnavano dieci punti, si tracciavano due linee, una per la tana del leone e l’altra, considerata zona franca, per le gazzelle, dove non potevano essere catturare dal leone. Si tirava a sorte ed il toccato dalla conta era il leone e tutti gli altri le gazzelle. Il gioco aveva inizio quando le gazzelle cercavano di avvicinarsi alla tana del leone, il quale uscendo cercava di
catturarne almeno una, ma se questa riusciva a raggiungere velocemente la linea franca era salva ed il leone perdeva un punto, se poi veniva catturata era lei a perdere il punto e andava sotto. Il gioco finiva quando molti dei giocatori avevano perso i punti o avavano avute molte penalità, il vincitore era colui che aveva realizzato più punti. Alla fine, ogni giocatore per riprendersi i pegni
depositati subiva delle penalità, sottoponendosi alla decisione di uno o più ragazzi di andare dal tabaccaio a comprare il tozza-bancone, oppure tirare la veste ad una ragazza, o scapigliarla o recarsi a casa per portare un oggetto richiesto e tante cose ancora. Il gioco si faceva anche a squadre.

Fine della decima puntata

Lega Ambiente presenta il consuntivo sul Salone Municipale.
“Capua è senza un piano di emergenza”
affermano i dirigenti dell’Associazione

Si è conclusa con successo la campagna di informazione e di prevenzione contro il rischio idrogeologico di Lega Ambiente e del Dipartimento di Protezione Civile, nell’ambito dell’Operazione Fiumi 2003. Una delle dieci tappe ha interessato la nostra città, attraversata dal Volturno, la quale è il Comune più importante delle località che sono insediate lungo i 175 Km. di sponde.
Nella sala consiliare, per fare il punto della situazione, al termine di quattro giorni di iniziative, si sono dati convegno il presidente regionale di Lega Ambiente Michele Buonomo e Simone Andreotti, del Dipartimento nazionale di protezione civile, il sindaco Alessandro Pasca di Magliano, il tecnico dell’assessorato regionale all’ambiente Giuseppe Esposito. Numeroso il pubblico presente,
rappresentato in massima parte dai volontari dell’associazione S.O.S. Radiosoccorso, con il presidente Antonio Sapio, e del gruppo comunale di protezione civile di S. Maria C.V. Simone Andreotti ha ribadito la necessità che i Comuni a rischio devono munirsi di un Piano di Emergenza contro le conseguenze delle esondazioni, a scopo di prevenzione. Nella sua relazione finale Andreotti ha detto che in provincia tre Comuni sono un esempio negativo perché non svolgono alcun lavoro di mitigazione del rischio idrogeologico, tra cui Capua. Il grafico di Lega Ambiente per quanto riguarda Capua rappresenta il disegno di un viso sorridente solo per il supporto che il Comune dà al volontariato; di un viso triste invece per quanto attiene al rischio idrogeologico, al piano di emergenza, all’informazione ai cittadini. Ma nel suo intervento successivo il sindaco Pasca ha ricordato che recentemente ha siglato una convenzione con l’Autorità di Bacino per affrontare tutte le problematiche connesse a tale rischio. Per Pasca è stato un ottimo esperimento quello della pulizia di un tratto delle sponde del fiume, un evento molto significativo che è servito a sensibilizzare molti cittadini al problema ambientale. Per Michele Buonomo, presidente regionale di Lega Ambiente, ”il volontariato è una risorsa che serve a prevenire ed evitare tragedie” e riferendosi ai fatti di Sarno, nei quali l’associazione ha dato tutto l’impegno dopo l’evento
calamitoso, ha detto che se in tutte le località a rischio esistessero piani di emergenza e di evacuazione, molte di queste tragedie si sarebbero evitate. Simone Andreotti ha concluso esaltando il ruolo del volontariato affermando: ”Sono proprio i soccorsi locali nell’ambito di un sistema di difesa comunale, che salvano la vita di tanti cittadini“. Per la mitigazione del rischio alluvioni nella
nostra provincia, per i responsabili di Lega Ambiente e della P.C. sono importanti alcuni elementi di base per evitare tragedie.
”Innanzitutto la buona gestione del territorio, la manutenzione degli argini, l’informazione alla popolazione, la presenza del volontariato di protezione civile” ha concluso Andreotti. Uno dei presenti, Antonio Russo, è intervenuto per proporre l’aumento della portata d’acqua del fiume, mentre il rappresentante degli “Amici del Fiume” ha ribadito che occorre una conferenza di servizio con
tutti gli enti interessati come Autorità di Bacino, Comuni rivieraschi, Corpo Forestale, Consorzio di Bonifica, Volontariato e Protezione civile, per dare al problema risposte concrete e non condite di mille promesse, mai mantenute.

Massimiliano Spada

“Piccolo Palasciano Day”
Il grazie del Comitato di Solidarietà

All’indomani del grosso incendio sprigionatosi in un villaggio nei pressi di Manila, dove ad essere maggiormente esposti sono stati i bambini del luogo, è immediatamente scattata la gara di solidarietà del Comitato misto “Piccolo Palasciano”, “Telethon”, ”Block Notes”, ”Leo Club”, per la raccolta di piccole sottoscrizioni per acquisto medicinali, da inviare alla missionaria Madre Flora per le pressanti esigenze del “Piccolo Palasciano” di Bulusan (Filippine), sicuro vanto della nostra città.
L’obiettivo di “1000 euro” per il “Piccolo Palasciano” è stato raggiunto e superato. Infatti, è stata raccolta una prima somma di 1223,40 euro, inviata sul conto bancario del “Piccolo Palasciano”, più 70 euro di spiccioli che si cumuleranno alla seconda e ultima sottoscrizione del 31 maggio, con la distribuzione del mensile “Block Notes” in piazza dei Giudici dalle 18 alle 21.
Nella prima fase, si ringraziano: il sindaco Alessandro Pasca e il consigliere Mario Fasano, il colonnello Pasquale Galluccio, il Leo Club, ”Capua Verde” e vari anonimi cittadini; le scuole elementari del 1° e 2° circolo; l’I.C. Fieramosca e la scuola media “P. della Vigna”; la scuola materna “Le Primule” e la scuola elementare “S. Caterina”, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose. Una delle
persone più impegnate per il Piccolo Palasciano, il primo ad imbucare il suo obolo nel salvadanaio è stato il nonnino di Capua cav. Ciro De Maio, che ha detto: “Sono orgoglioso di dare un contributo per la nobile iniziativa per sostenere tanti bambini ammalati e sono anche contento che i capuani stanno dando valore al nome di Ferdinando Palasciano nel mondo”.
Il Comitato di solidarietà è composto da Maddalena Dragone, Sonia ed Ester D’Auge, Nunzia Di Molfetta, Amelia Cappuccio, Franco Fierro, Erennio De Vita, Giuseppe Apuleo, il Leo Club con il presidente dott. Gaetano Aurilio e soci, Antonietta Cucciardi, impossibilitata a partecipare per la scomparsa del caro fratello Francesco.
Ha collaborato inoltre il portale cittadino Capuaonline.
Aggiungendosi alle iniziative di solidarietà per il “Piccolo Palasciano Day”, anche il Liceo Linguistico Pizzi ha contribuito grazie al dirigente scolastico Felice Vairo e alla prof. Anna Mozzi, devolvendo a madre Flora il ricavato dell’atto unico “Tuledo ‘e notte” con gli studenti in veste di attori tenutosi al Teatro Ricciardi ieri 30 maggio.
La congregazione delle Suore Francescane dei SS.CC. ringrazia la comunità locale per la nobile iniziativa in corso.
Il Comitato dal canto suo ha voluto anche esso esprimere la profonda gratitudine principalmente alle scuole della fascia dell’obbligo con un vivo ringraziamento ai dirigenti scolastici Emilio Natale, Pasquale Parillo, Mariarosa Bonacci e Italo Raimondo con tutti i docenti e le famiglie.
A partire da quest’anno, è istituito il “Piccolo Palasciano Day”, che avrà luogo ogni prima domenica del mese di maggio.

Esulta il Comitato “Capua Città Martire”:
LA MEDAGLIA D’ORO AL VALOR CIVILE
ALLA NOSTRA CITTA’

L’esultanza del Comitato “Capua città martire” per la notizia della medaglia d’oro al valor civile che il Presidente Ciampi ha assentito di concedere alla città è stata espressa in un manifesto che è apparsa sui muri a frima del colonnello Pasquale Galluccio, unanimemente considerato l’artefice di questa meritata onorificenza. “Giustizia è fatta, dopo sessanta anni - scrive Galluccio nel manifesto - ma alla fine il sofferto iter procedurale è andato a buon fine”.
Galluccio ritiene che la città si debba sentire orgogliosa della medaglia che prossimamente Ciampi appunterà sul gonfalone della città, medaglia che è stata ottenuta “al valor civile” per i bombardamenti del 1943 quando perirono tragicamente, solo il 9 settembre, 1066 cittadini. La richiesta era stata avanzata con la motivazione del “valor militare”, ma la procedura per questo tipo di
concessione è molto più complessa. “Comunque c’è da essere soddisfatti - ha dichiarato Galluccio - la concessione della medaglia d’oro dà diritto ad una serie di benefici come vitalizi, agevolazioni e riconoscimenti. Ma al di là di questi aspetti, il vero e solo merito va a chi ha versato il sangue in quei tragici bombardamenti, i quali seminarono lutti in tutte le famiglie e che ancora oggi
fanno ricordare quei drammatici momenti”. Oltre al colonnello Galluccio, fanno parte del Comitato “Capua città martire” Franco Nespoli, Fernando La Marra, Vittorio Sortini, Ferruccio Luceri, Nicola Lacerenza, Francesco Chianese, Stefano Cancello, Franco Fierro, Antonio Pollaiolo, Sergio Cosmai. “Sono grato al sindaco, alla giunta e al consiglio comunale che hanno recepito la nostra
istanza ed hanno reiterato la richiesta al Capo dello Stato della medaglia d’oro” ha concluso Galluccio. E’ da ricordare che in occasione del 9 settembre scorso, Galluccio diede corso all’iniziativa coinvolgendo molte autorità e alte sfere militari. Nell’occasione fece coniare anche delle medaglie a ricordo del tragico evento. Finalmente tutto è culminato con la notizia recata dal prefetto Carlo
Schilardi al sindaco Alessandro Pasca il 18 scorso, con un annuncio durante una cerimonia pubblica, che suscitò il corale consenso della cittadinanza.
Di Rauso e Gagliardi, stesso tragico destino
Il 18 scorso, l’Associazione Nazionale Carabinieri di Capua ha celebrato una manifestazione commemorativa per l’eroico brigadiere CC. Gaetano Di Rauso, Medaglia d’Argento al V.M., in un conflitto a fuoco con dei banditi.
Presenti tutte le massime autorità della Provincia. Nel corso della cerimonia è stato accomunato al sacrificio di Di Rauso quello di altri commilitoni morti nell’adempimento del proprio dovere come l’ultimo che ha spezzato la vita di un giovane capuano, Andrea Antony Gagliardi, da tutti chiamato Chicco.

Un successo la presentazione della raccolta di poesie
di Paolina Pozzuoli presentata da don Giuseppe Centore

Un vero trionfo, un successo incredibile sottolineato da applausi fragorosi, continui. Questo in sintesi il pomeriggio culturale l’11 maggio al salone Capecelatro presso il Seminario Campano per la presentazione dell’opera “Le ragioni del cuore”, la prima raccolta organica di poesie della docente in materie letterarie in congedo, la prof. Paolina Pozzuoli Luceri. Mai visti tanti spettatori
ad un incontro di cultura né tanti fasci di fiori e piante, in numero elevatissimo, oltre cento. Il lungo tavolo degli oratori sembrava una serra fitta di fasci di rose pregiate, orchidee, calle, un grande spettacolo di colori che elevavano un profumo dolce per il grande salone.
“Dateli alle chiese della città - ha suggerito la poetessa al termine della serata - in segno di omaggio alla Madonna alla quale è dedicato questo mese” e don Giuseppe Centore, il sacerdote poeta, scrittore, saggista e critico d’arte ha sorriso facendo capire il suo apprezzamento per il bel gesto. La manifestazione culturale-mondana è stata organizzata dalla Fidapa, con la presidente
tuttofare, la docente Licia Trimarchi, che ha svolto i preliminari della serata salutando i tanti ospiti e dando lettura dei messaggi inviati dal prefetto Carlo Schilardi, dal presidente della Provincia Riccardo Ventre e dall’arcivescovo don Bruno Schettino. In prima fila il sindaco Alessandro Pasca, l’on. Adolfo Villani, il vice questore Olimpia Abbate, il duca Giuseppe Picazio, le autorità militari con
il maresciallo dei CC Caterino e il rappresentante della P.M. Ferrara, il presidente dell’associazione Palasciano Antonio Citarella, il presidente dei Lions Francesco Simeone, il gen. Ugo Grillo, molte dirigenti provinciali della Fidapa, i consiglieri Del Mese e De Simone. Con il suo forbito eloquio e con esempi e citazioni appropriati, il prof. Centore, direttore del Museo Campano e dell’Istituto
di Scienze Religiose, ha svolto la presentazione ufficiale dell’opera della Pozzuoli, rendendo avvincente il suo accattivante discorso che non solo ha dato spessore culturale all’evento ma ha suscitato nei presenti stati d’animo e emozioni piacevoli per quanto ha saputo trarre dal semplice ed ermetico contenuto della poesia della Pozzuoli, intimistico e privato, ”che lasciano nel cuore una scia
di tenero, dolente rimpianto, di nostalgia, di non colmabile vuoto”. Per Centore il libro della Pozzuoli è presentato “quasi sotto forma di diario sentimentale o confessionale ad alta voce… fuggevoli impressioni o tenaci ricordanze” evocando i volti e i nomi che hanno avuto e hanno parte rilevante nella vita. Tra essi si riconoscono persone del cuore che non vivono più ma che sono ricordate
con grande affetto da tutti. Alcune poesie con la voce recitante di Simona Pirtac, con l’accompagnamento musicale del duo di flauto e clarinetto Miriam e Daniela D’Ovidio, con l’interpretazione coreografica di David e la presentazione di Alfredo Finotto, hanno dato un ulteriore arricchimento alla serata.
Alla fine, prima del party finale, la poetessa Pozzuoli è stata vivamente invitata a esprimere le sue impressioni sulla manifestazione in suo onore. ”Non sapevo di godere di tanto affetto e stima, non me l’aspettavo” e ha preferito chiudere la serata per non essere vinta dalla commozione. Centinaia di volumi della raccolta poetica “Le ragioni del cuore” stampata da Boccia con la bella copertina
con l’acquerello di Vincenzo Del Mese che ritrae Casa Pozzuoli sullo sfondo della chiesa delle Dame Monache, sono stati dati in omaggio ai presenti e quasi tutti autografati dall’autrice.

Franco Fierro
 

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