A colloquio con il Presidente del Circolo di Alleanza Nazionale di Vitulazio
Nuvole: ragazzi e bambini arruolatesi per la pac
H.C. Volturno: il punto della situazione
Medaglia d’Oro: l’impegno continua
Del presidente del comitato “Capua città martire” e presidente onorario dell’Associazione “ReteCapua”, Col. Pasquale Galluccio, presentiamo uno scritto riguardante le prospettive relative alla possibilità che la nostra città sia insignita di medaglia d’oro al valor civile da parte dal Capo dello Stato per l’immane tragedia in cui Capua venne a trovarsi nei terribili bombardamenti del ’43.
“Sono lieto di potere avere ospitalità dal diffusissimo Block Notes per riconfermare tutto il mio personale impegno e quello del Comitato che presiedo per concludere positivamente l’iter per fare sì che il Presidente della Repubblica possa appuntare sul gonfalone della città di Capua, la medaglia d’oro al valor civile. Non ci siamo fermati in tutto questo tempo dal 9 settembre scorso ed anzi abbiamo allacciato nuovi contatti con le alte sfere governative e militari per rendere la nostra istanza suadente, essendo suffragata da memorie, atti, testimonianze, suggellate dal sangue di migliaia di capuani, talché nella tragedia del ’43 il bombardamento del 9 settembre fu solo l’ultimo di una lunga serie in cui perirono altri inermi cittadini e successivamente fino al 5 ottobre immolarono la loro vita per mano tedesca numerosi altri concittadini,tra i quali primeggia la fulgida figura della medaglia d’oro Carlo Santagata. Nel giorno in cui nella nostra Capua diventa “nostro cittadino” il Sottocapo dello Stato Maggiore dell’Esercito Ten. Gen. Roberto Speciale, presidente onorario del Comitato, rivolgo un deferente saluto all’Alto Ufficiale, che da tempo guarda con attenzione alla nostra città, nella speranza che egli fervidamente possa tracciarci la giusta via per il conseguimento di un’onorificenza, che riteniamo giusta per Capua. Ancora vogliamo esprimere al Ten.Gen. Speciale un ulteriore “grazie” per il messaggio di “caserma aperta” che ci reca in occasione della cerimonia con la quale è insignito della “cittadinanza onoraria”. Capua è lieta di iscrivere nel suo Libro d’Oro il suo pregiato nome ed è sicura di contare sempre sulla sua autorevolezza per raggiungere mete ancor più ambiziose.
Un grazie riconoscente
Col.Pasquale Galluccio
La Caserma “Salomone” si apre alla città
Cittadinanza onoraria al Ten. Gen. Roberto Speciale: il discorso
“Nel rivolgere il mio saluto personale e dello Stato Maggiore dell'Esercito a Sua Eccellenza il Prefetto e alle Autorità civili, militari e religiose qui convenute, ringrazio il Sig. Sindaco e la città di Capua per l'alto onore conferitomi e per l'opportunità di illustrare in questa sede il grande progetto per la nuova Caserma di Capua. Vorrei concentrare questo mio intervento su tale argomento che mi sta particolarmente a cuore: la "caserma aperta" come risposta all'esigenza di migliorare la qualità della vita del personale militare. L'Esercito, che ha sempre avuto attenzione per i suoi uomini, si è impegnato nel condurre interventi che garantissero un ambiente e una vita lavorativa serena. Nel passato lo ha fatto, forse, in maniera intuitiva, con un approccio non sistemico, come d'altra parte facevano anche altre organizzazioni.
Due elementi hanno determinato il passaggio ad una gestione "scientifica" delle tematiche relative alla qualità della vita. Il primo, esterno alla Forza Armata è originato nell'attuale società dell'opulenza che ha dato un valore maggiore ai gradini più alti della scala dei bisogni di Maslow dal momento che la stragrande maggioranza della compagine sociale, anche quella che non versa in condizioni economiche di particolare agiatezza, è portatrice di esigenze che vanno ormai ben oltre la sfera materiale e che si concentrano sempre più in quella della soddisfazione dei bisogni affettivi-relazionali e di realizzazione del sé.
All'evoluzione socio-economica che ha imposto, quindi, una considerazione prioritaria e innovativa circa gli aspetti riguardanti la qualità della vita, si è affiancato il secondo elemento, costituito dal nuovo scenario geo-strategico, che ha inciso notevolmente sulla riorganizzazione della Forza Armata. Chiamato a compiti diversi per qualità e consistenza, l'Esercito ha dovuto adeguarsi. E lo ha fatto riconfigurandosi su base completamente professionale. In tale contesto va anche inquadrata l'acquisizione dall'A.M. della Caserma "O. SALOMONE" di Capua e la sua attivazione come Polo Addestrativo Volontari dell'Esercito. Da qui la necessità di porre l'attenzione non solo sulla qualità della vita dell'uomo soldato ma anche su quella del militare professionista: equipaggiamenti, vestiario, mezzi e materiali insieme alle esigenze di formazione e addestramento hanno assunto più che mai una valenza strategica. In conseguenza di questo mutamento culturale e sociale ed in seguito alla riorganizzazione della Forza Armata, gli interventi legati al miglioramento della qualità della vita intesa in questa più ampia accezione sono stati articolati in maniera sistemica ed hanno sfruttato il classico "uovo di Colombo": la creazione di relazioni con l'ambiente circostante alla caserma che è stato da sempre lo strumento utilizzato da molti comandanti per favorire lo scambio osmotico tra il mondo civile e quello militare.
"Aprire la caserma" alla società esterna non è perciò una nuova idea. La novità, mi preme sottolinearlo, consiste nell'approccio sistemico con cui si è intesa realizzare questa apertura convogliando nel progetto in maniera armonica, tutte le iniziative finalizzate a migliorare la qualità della vita sia dell'uomo soldato che del militare professionista.
Sulla base di una consapevolezza da sempre presente, cioè che il rapporto con il territorio costituisce una risorsa indispensabile a cui fare riferimento e grazie alla consulenza di docenti universitari ed esperti nel campo della sociologia, della statistica, della psicologia, della comunicazione, della psichiatria, l'Esercito ha elaborato il modello ideale di "Caserma Aperta" conciliando in maniera sinergica la sistematizzazione di esperienze già realizzate e la realizzazione di progetti innovativi.
Realizzare una "Caserma aperta" vuol dire operare sui processi partecipativi nella comunità in cui è ubicata la struttura militare, potenziarne il "tessuto", massimizzare l'integrazione fra le persone, civili e militari, e l'ambiente, in una parola agire sullo sviluppo del senso di comunità. Vuol dire, inoltre, la creazione di una struttura con spazi funzionali ed attrezzati per rispondere anche ai bisogni della popolazione locale. I giovani residenti nell'area interessata possono, ad esempio, disporre per alcuni giorni della settimana e per alcune ore, di spazi utili alle proprie esigenze ricreative e sportive di tempo libero e anche formative usufruendo delle attrezzature per conoscere o migliorare la loro formazione rispetto alle "tre i": inglese, informatica, internet. Ma, e qui sta una delle novità, chi investe per la realizzazione tutto ciò? Alla rete di relazioni tra militari e società civile spetta il compito di attivare sinergie per la concezione e la realizzazione di nuovi spazi e tecnologie avanzate.
L'implementazione del modello prevede, allora, il coinvolgimento di molteplici attori:
- l'osservatorio permanente sulla Qualità della Vita che realizza indagini presso il personale dei reparti interessati all'insediamento per rilevarne le esigenze sia individuali che dei nuclei familiari di appartenenza;
- l'Università e gli enti di ricerca locali che rilevano i bisogni e le aspettative della popolazione civile rispetto alla realtà da costituire;
- la sfera politica locale per accordi su investimenti e finanziamenti di abitazioni e strutture sportive;
- i rappresentanti politici a livello centrale (Governo e Parlamento) che promuovono il progetto;
- gli enti di formazione (scuole e università) disposte a collaborare per attività di formazione;
- le imprese private disponibili a sponsorizzare iniziative quali, ad esempio, lo spazio multimediale o il centro sportivo;
- altri partners intenzionati a sostenere il progetto con convenzioni e contributi: ad esempio l'azienda trasporti, l'ente autonomo turismo e soggiorno, agenzie di collocamento al lavoro.
Il "modello generale" si struttura, quindi, in tre "sotto-modelli" attagliati alle esigenze della categoria di militari che andrà a vivere nella "Caserma Aperta": Volontari in Ferma Annuale (VFA), Volontari in Ferma Breve (VFB), Volontari in Servizio Permanente (VSP). Sottomodelli che in fase di implementazione si "personalizzano" anche in relazione al sistema socio-economico regionale in cui è localizzato l'insediamento.
L'organizzazione militare si è dovuta già confrontare con le diverse aspettative e motivazioni dei militari professionisti rispetto a quelle dei soldati in ferma annuale: gli uni affrontano l'esperienza militare come un'occasione lavorativa che ha un risvolto essenziale sulla vita privata; gli altri vivono la realtà della caserma come un momento della propria esistenza destinato a chiudersi nel breve volgere del tempo.
Con la Caserma Aperta le differenze di bisogni e aspettative da considerare non sono solo quelle che esistono tra militari a ferma annuale e militari professionisti ma anche e soprattutto quelle all'interno dei militari professionisti in relazione alla categoria di appartenenza. Il Volontario in Ferma Annuale è un giovane che sceglie questa esperienza professionale in alternativa alla leva e che vede questo periodo come una parentesi costruttiva della sua esistenza. Durante la vita militare cerca occasioni di svago e contatti con altri giovani sul territorio. Il modello di "Caserma Aperta" per questa tipologia di militare, prevede contatti e partnership con tutte le strutture territoriali preposte alla formazione dei giovani ed all'aggregazione per il tempo libero, scambi con centri di formazione professionale, circoli sportivi, ricreativi ed associazioni culturali.
Il Volontario in Ferma Breve che frequenta il corso di formazione a Capua è un giovane che vive, invece, questa breve esperienza come inizio di un percorso professionale più lungo ed ha quindi interesse a costruirsi una certa stabilità di vita. In questo caso il modello di caserma aperta mira ad istaurare relazioni con la popolazione locale e a creare le basi per i contatti con le strutture formative e lavorative del mondo civile.
Per il Volontario in Servizio Permanente, giovane che ha scelto di svolgere in maniera stabile la professione del soldato, che ha una famiglia o che intenda costruirsela, le strategie da attivare sono più articolate perché più complesse sono le esigenze di cui è portatore.
In questo caso la "Caserma Aperta" di Capua potrà anche essere uno spazio di socializzazione frequentato dalle famiglie: i giovani figli hanno la possibilità di trascorrere il tempo libero, interagendo e creando relazioni con i coetanei del territorio che hanno la possibilità di accedere agli stessi spazi; le mogli possono, invece, trovare luoghi di aggregazione ed integrazione con persone del posto oltre che occasioni lavorative. La Forza Armata ha il dovere di pensare al futuro dei giovani soldati in qualità di capifamiglia: questo è uno degli strumenti di risposta insieme alla disponibilità di alloggi confortevoli a prezzi accessibili. L'Amministrazione Locale, con cui l'Amministrazione Difesa può trovare forme di accordo (protocolli d'intesa) può impegnare risorse in tal senso. Il progetto-pilota di "Caserma aperta" per i Volontari in Servizio Permanente, è partito nel comune di Macomer (NU), in Sardegna dove, nell'ambito della riorganizzazione della componente "genio", lo Stato Maggiore dell'Esercito ha insediato un Reggimento genio guastatori presso la struttura della Caserma "Bechi Luserna".
Proprio perché consapevole che un elemento indispensabile alla realizzazione del modello di "Caserma Aperta" è una efficace comunicazione intesa, oltre che come strumento di informazione, come mezzo per creare interesse e stimolare l'adesione e la motivazione verso il progetto, la Forza Armata ha curato in maniera particolare le attività di comunicazione relative all'esperienza di Macomer. Tale attività informativa l'Esercito è intenzionato a svolgerla anche per la Caserma di Capua, collaborando con giornali, radio e televisioni locali e nazionali. Mi ritengo oltremodo soddisfatto di come l'idea moderna di "Caserma Aperta" abbia "preso concretezza" e stia progressivamente dimostrando la sua efficacia. Mi auguro pertanto che anche il progetto per Capua possa avere lo stesso successo. A tal fine occorrerà costituire apposito comitato che, composto da rappresentanti dell'Esercito e del Comune, dovrà elaborare progetti e protocolli d'intesa atti a concretizzare le idee per la Caserma aperta di Capua. Come dicevo all'inizio del mio discorso la realizzazione di questo percorso richiede quale prerequisito essenziale l'attivazione della comunità. La comunità siamo anche noi: la "Caserma Aperta" avrà un futuro nella misura in cui noi tutti ci sentiremo attori responsabili del progetto e ne condivideremo i fini. Grazie”.
Ten. Gen. Roberto Speciale
Cittadino Onorario - Capua, 28 marzo 2003
Diario
Grande rimpianto per la scomparsa del dott. Francesco Parente
Una folla interminabile ha seguito il feretro del compianto dott. Francesco Parente, che per lunghi anni è stato un apprezzato medico all’Ospedale Palasciano, pediatra e medico di famiglia.
Capua intera con la moglie e i suoi tre figli, con le sorelle ed i parenti tutti, si è stretta intorno alle spoglie mortali di Francesco che è deceduto prematuramente all’età di 61 anni.
Socio dell’Associazione “F. Palasciano”, ha lasciato un grande vuoto tra i colleghi medici della nostra Provincia. I funerali si sono svolti nella Cattedrale con un’immensa partecipazione di gente in lacrime.
A Capuanova l’inviato di guerra Fulvio Grimaldi
e la vedova di Eduardo
Con “Presidente ci manchi” Capuanova il 12 marzo ha ricordato l’opera del suo fondatore Enzo Galeone con la partecipazione dell’on. Adolfo Villani, del critico d’arte Massimo Bignardi, del presidente della cooperativa Andrea Vinciguerra, di Margherita Leone, nipote dello scomparso, con un filmato di Pompeo Pelagalli. Le manifestazioni culturali che con tanta competenza organizza la cooperativa sono il miglior modo per onorare la memoria del defunto primo presidente.
Il 13 marzo un grosso successo è arriso all’atteso incontro a Palazzo Fazio, organizzato dalle associazioni Capuanova e Uthopia, con un dibattito tra Fulvio Grimaldi, giornalista e inviato di guerra, Sergio Tanzarella della facoltà di teologia dell’Italia Merdionale e Antonio Casale, presidente della commissione giustizia e pace dell’Arcidiocesi.
Dopo il dibattito ha avuto luogo la proiezione di un film realizzato da Fulvio Grimaldi in Iraq, con il commento del giornalista Rai sulle tragiche guerre degli ultimi trentanni: Palestina, Belfast, Balcani, Afghanistan, con immagini di terrore e di morte, con violenze inaudite e con la strage di tanti poveri innocenti, molti dei quali bambini. Come scrive il presidente Vinciguerra “L’ultimo lavoro di Grimaldi è la sintesi di un documentario su di un Iraq ridotto alla fame da una dittatura che strangola ogni possibilità di speranza nel futuro e dall’embargo dell’Onu”.
La “Primavera della Cultura” alla Libreria Guida
Il poeta Michele Tancredi, residente a Capua, ha presentato alla Libreria Guida il 22 marzo scorso la sua produzione poetica dal 1980 ad 2002. Nel volume di Tancredi si rivivono temi e situazioni quotidiane, che spaziano dall’amore alla natura, con un modo espressivo semplice e convincente, che appassiona il lettore nell’impatto con la sua poesia. “Non ha un nome particolare il titolo del libro - aggiunge Tancredi - per la varietà dei temi, degli stati d’animo ed emozioni che si ritrovano nella pubblicazione”. Per l’occasione della presentazione del libro “Poesie”, raccolta 1980-92, edizioni La Musa, era presente il critico Giorgio Agnisola, presidente dell’Associazione Alfredo Guida-Amici del Libro Onlus.
La libreria Guida sta producendo un grosso sforzo culturale per caratterizzare positivamente l’impegno non comune dei tre promotori della stessa libreria: Giuseppe Bellone, Maria Teresa Lanza e Mariana Capocci.
Con essi la “primavera della cultura” si è concretizzata nell’organizzazione degli “Eventi di marzo 2003” con vari appuntamenti con il pittore Andrea Martone, con le scrittrici Patrizia Papa e Maria Teresa Giuffrè, l’attore Flavio Albanese (interprete fiction Rai3 “La squadra”), con il gruppo teatrale Meanico e con il regista Bruno Di Marcello.
Presso la libreria continua inoltre con successo la “Lectura Dantis” che presenta con cadenza settimanale, ogni giovedì, il giovane Marco Palasciano, presidente dell’Associazione Palasciania, tutto l’Inferno in diciotto puntate nell’interpretazione molto coinvolgente del giovane erede del precursore della Croce Rossa, Ferdinando Palasciano.
Mazzotta
presenta il suo giallo sulla scia
del commissario Montalbano
Sulla scia di Montalbano, il commissario inventato da Cammilleri: potrebbe definirsi così il contenuto dei romanzi gialli “made in Napoli” che stanno realizzando molti scrittori emergenti che stanno sfornando libri di quel filone. Il giallo meridionale quindi si sta imponendo all’attenzione del grande pubblico, come lo attesta l’incontro che ha avuto luogo a Palazzo Fazio a cura Capuanova e Uthopia, il 1° marzo scorso dove lo scrittore Ugo Mazzotta ha presentato il suo libro “Commissariato di Polizia Bella Napoli”, annunciandone la pubblicazione di un secondo libro sullo stesso filone.