E-mail | Scrivi alla Redazione | Chat | Meteo | Edicola | Pubblicità su Capuaonline |
                                            


 

Iscriviti alla MailingList di Capuaonline!

 

Iscriviti Cancellati
 
 
MENU' 
Home Page
Chi cerca trova
Numeri utili
Eventi & manifestazioni
Meteo
Chat
La parola al cittadino
Forum
Un occhio sul mondo
Edicola & borsa
Farmacie e medicina
Pubblicita'
Autori
 
Un po' di storia...

Storia & Monumenti

 
 
 
 
 
 
 
 
 

     

   

Block Notes - Ottobre 2003 - 
Supplemento mensile del telegiornale quotidiano di ReteCapua
Per accedere alle pagine dell'indice del Block Notes
cliccare sul link di colore rosso
  • Medaglia d’Oro, la prima istanza nel 1964
  • I soldi ci sono, ma si deve acquisire il suolo 
  • I debiti del carnevale vanno onorati
  • Le più belle vetrine di Capua sul Web
  • Messa in musica al Cappellone il 2 novembre
  • L’EUTANASIA
  • La risistemazione dei depositi delle terrecotte 
  • I Catasti Murattiani nella tesi di Laurea del Prof.Luigi Russo
  • 11 i bombardamenti dal 15 luglio al 9 settembre ‘43
  • Ciampi a Capua il 9 o 13 dicembre per la Medaglia d’Oro
  • Auguri al Generale Speciale
  • “Capua città martire” ha celebrato il 60° del Martirio di C.Santagata.
  • "L'AVVOCATO RISPONDE"  Un black-out da risarcire?
  • LETTERA A BLOCK NOTES - Tassa rifiuti, regole ingiuste
  • I GIOCHI INFANTILI
  • Un indizio per il ritrovamento della statua di S.Giovanni
  • Individuato l’Antonio di Largo Amico
  • Malcontento dei disabili nella giornata della lotta alle barriere architettoniche
  • Maggioni: “A metà novembre l’Università nell’ex Caserma Fieramosca”
  • Il mostro “Telecom” va a... scuola
  • Parte il biennio della presidente Paolina Pozzuoli
    Il martirio di Capua ricordato dalla F.I.D.A.P.A.
  • Piazza Etiopia, gli accessi e la ridefinizione dell’invaso
  • Dolcetto o scherzetto?
    Dal mondo anglosassone una “nuova” tradizione: HALLOWEEN
  • Battista il banditore, un antesignano del “Carosello” TV
  • BELLONESI IN GIRO PER SAPERNE DI PIU'
  • VIGLIUCCI CI RIPROVA
  • La Festa del Donatore a Bellona
  • UNA MOSTRA PER RICORDARE
  • Canzoni e Teatro.Rivivere quelle emozioni...

Medaglia d’Oro, la prima istanza nel 1964

Prima dell’ultimo e riuscito tentativo del Comitato “Capua città martire” di ottenere l’onorificenza, sono da ricordare: l’istanza al Presidente della Repubblica del consiglio comunale del 22 luglio 1964 e la presentazione del disegno di legge n. 2492 (Sen. Medici ed altri) il 26 ottobre 1967, rimasto infruttuoso. Ancora, gli appelli del presidente dell’Archeoclub Arch. Luigi Monaco, poi dell’Ing. Vittorio Sortini (“Caro Presidente”), e alcune delibere di consiglio rimaste senza seguito.
Le prime due potevano avere un esito positivo in quel momento, ma per la prima istanza (1964) il motivo è spiegato in una lettera che il Ministro della Difesa dell’epoca Tremelloni scrisse alla sezione PSI nel 1966 e riportata su “Il crogiolo” dell’11.12.66: “…Da accurate ricerche presso gli archivi di questo Ministero è risultato che a favore della predetta città non è stata presentata alcuna proposta nei termini perentori di legge che sono scaduti il 12 marzo 1946 per le ricompense al valor militare per attività partigiana ed il 16 aprile 1948 per quelle relative al conflitto 1940-45… Tale iniziativa non ha potuto avere lo sperato esito per l’impedimento derivante dai citati termini perentori dai quali non si può derogare se non in virtù di apposito provvedimento legislativo”. Decisamente in chiave elettoralistica (alla vigilia delle elezioni nazionali del marzo 1968) quella del Ministro Giacinto Bosco a fine 1967. In un volantino l’allora D.C. scrisse: “A coronamento di una lunga azione sollecitatrice, su interessamento particolare del Ministro Bosco” (era della nostra Circoscrizione) ci fu la presentazione di un ddl decaduto successivamente. I più recenti tentativi si configurano più come appelli e voti, ma non sono stati istruiti secondo la prescritta documentazione che si richiede per ottenere tale conferimento. Ottimo, quindi, il lavoro impostato dal Comitato “Capua città martire” che ha seguito tutte le procedure previste.
I soldi ci sono, ma si deve acquisire il suolo 
In tre anni il grande Ospedale nel Campo Profughi
Se i politici dei due maggiori schieramenti si snobbano, se non si mettono intorno allo stesso tavolo e trovano una soluzione unitaria… c’è il rischio che la nostra città potrà essere penalizzata, che il fattore tempo possa alla fine sfavorire Capua. Stiamo parlando del nuovo grande ospedale da costruire, il DEA di 2° livello, che unificherà il Melorio e il Palasciano sul suolo dell’ex Campo Profughi. Ma l’Asl non ha “la certezza della proprietà”, che è del Ministero delle Finanze, come ha detto il manager dell’Azienda sanitaria Francesco Rotelli, ad un convegno dei Ds sul palazzo comunale dove l’on. Adolfo Villani ha tratto le conclusioni. C’è un “Project Financing” già pronto con 150 miliardi di vecchie lire di capitali pubblici e privati che può rendere più snella e celere la costruzione della grande opera, (si è parlato di tre anni) ma se il Comune non acquisisce il terreno e lo trasferisce all’Asl, potrebbero spuntare altre soluzioni che metterebbero in serio pericolo la prospettiva attuale di utilizzo della vasta e degradata superficie dell’ex Campo Profughi.
Con l’ex sindaco Mariano si era seguita la strada dell’art. 17 della Legge 127/97 (annessione di beni dopo 10 anni dalla loro dismissione, che nel caso del campo predetto è il 2000). Ma si è verificato che senza il regolamento attuativo l’articolo 17 non ha efficacia. Il cerino accesso dell’acquisizione del suolo passa ora al Comune. Per Villani la proposta lanciata dal convegno al sindaco Pasca è di richiedere un decreto d’urgenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, come avvenuto per il complesso della nuova sede universitaria. Per il sindaco Pasca, in una dichiarazione strappata a volo, “l’Amministrazione ha allo studio la soluzione da seguire”.
Riteniamo che una delle vie giuste e abbastanza celere potrebbe essere quella dell’esproprio con l’occupazione in via d’urgenza.
Le divisioni e le incomprensioni dei politici si possono capire su tanti argomenti amministrativi ma su temi di grande interesse pubblico non hanno senso e sono dannose per i cittadini, ai quali interessa solo che si faccia il nuovo ospedale, moderno, efficiente, in ambiente salubre, con molto spazio e lontano dai rumori e dall’inquinamento del traffico automobilistico.
Il glorioso Palasciano, quantunque per le prestazioni erogate, qualitativamente valido, resta pur sempre un palazzone fatiscente, buio, inadatto all’attività ospedaliera del terzo millennio; una struttura che per forza di cose e per un adeguamento alle esigenze attuali, è stato deturpato nel corso degli anni; nei confronti del quale tutti, Soprintendenza in testa, hanno perdonato qualsiasi scempio e stravolgimento edilizio, malgrado su una bella targa del 1867 in via Palasciano venga considerato monumentale da una scritta in latino: “Eretto dal Senato e dal popolo campano sul finire del sec. XIII e per tre volte di poi negli anni 1405, 1541 e 1750 più splendidamente ricostruito…”. Il nuovo ospedale al servizio del territorio è un’aspirazione di tutti e l’auspicio è che non ci siano tempi “biblici” per la sua realizzazione, come disse un sindacalista tre anni fa. Speriamo proprio di no!   Franco Fierro
I DEBITI DEL CARNEVALE VANNO ONORATI
Alcune ditte locali del Carnevale 2003 sono in fermento in quanto da otto mesi non ricevono i compensi pattuiti, sebbene abbiano rilasciato al comitato la dovuta fattura con l’aggiunta dell’Iva già versata all’erario. Siamo nell’ordine di svariate migliaia di euro ed è giusto che chi deve “rimetta i debiti ai suoi debitori”. La segnalazione la trasferiamo agli organizzatori della scorsa edizione affinché si venga a capo della questione, dando un riscontro certo circa il riconoscimento del debito e sui tempi di pagamento, visto che i comitati non sono adusi a sottoscrivere contratti con le ditte locali. Le quali si fidano sulla parola e molte volte hanno dovuto attendere anche anni per ottenere i loro crediti o addirittura essere buggerate.
Le più belle vetrine di Capua sul Web

L'innovativa idea tecnologica è stata sposata in pieno da numerosi commercianti capuani. Si è inaugurato infatti nei giorni scorsi, su www.capuaonline.com il portale Internet di Capua & Dintorni, il primo sistema d'esposizione online di vetrina commerciale.
In pratica, collegandosi al portale, e scegliendo uno dei tanti canali tematici a disposizione, è possibile entrare virtualmente nel negozio prescelto, e attraverso le immagini visitare le vetrine e sbirciare tra gli scaffali del negozio. In più, a corredo delle immagini, si possono trovare e leggere tutte le informazioni e i contenuti specifici relativi all'attività commerciale che si sta visitando, come gli orari di apertura, i numeri di telefono, le abilitazioni per il pagamento elettronico, i nomi dei responsabili, i marchi, i prodotti in esclusiva, il periodo dei saldi, e tante altre notizie fondamentali per il consumatore, che fanno, insieme a tutte le notizie dell'intero parco negozi, un vero database strategico messo a disposizione dal sito per i cittadini, ma soprattutto per i potenziali turisti che intendono visitare la Città.
L'idea di tale operazione è nata e si è resa necessaria in occasione della manifestazione turistica dello scorso maggio "La Penisola del Tesoro". Infatti, nei giorni precedenti a tale evento, la redazione del portale ha ricevuto centinaia di contatti via e-mail nei quali, i navigatori chiedevano tutti i servizi disponibili della città, del tipo: dove mangiare, dove dormire, dove e cosa acquistare.
Nei mesi a seguire verranno a richiesta, inserite altre vetrine online, in modo da ottenere una mappatura generale delle attività commerciali presenti nella nostra storica città.
Allora, per fare virtualmente shopping a Capua, basterà collegarsi ed accedere all'indirizzo:
www.capuaonline.com/vetrine 
Buona Navigazione - Mario Nardiello

Messa in musica al Cappellone il 2 novembre
Da oltre 15 anni opera nella nostra città un Comitato spontaneo composto da Gaetano Russo, Concetta Paglino, Pompeo Benvenuto, Augusto Ferrara ed altri, che organizza annualmente il 2 novembre al Cappellone una solenne messa in musica con artisti valenti, con la piena approvazione delle Autorità religiose.
Il costo dei musici e cantori reclutati è sostenuto dalle sottoscrizioni volontarie dei cittadini.
Quando possibile, il Comitato provvede a deporre un crisantemo sulle tombe senza nome dei campi di inumazione.
Inoltre, il 1º novembre, il Comitato sponsorizza il pranzo per gli indigenti presso la Mensa di Don Gianni Branco nella chiesa di SS.Filippo e Giacomo.
L’arte informale di Giuseppe Cesaro

Dieci piccole tele in miniatura formato fotografia e firmate da Giuseppe Cesaro Rosario.
Sono l'ultimo impegno, in ordine di tempo del poeta-artista Giuseppe Cesaro. L'arte informale, sviluppatasi in America nel dopoguerra, è diventata col tempo un linguaggio più "commerciale" per rappresentare in forma gestuale paesaggi e figurazioni segniche e pittoriche astratte. Tuttavia nella forma più originaria i colori, a smalto di vernice, rossi gialli blu, rosa, irrompono come provocazione e grido sulla tela, arrivando perfino a distruggerla.
Pure se in altri lavori dell'artista v'è come segnalato da associazioni, la riproduzione di varie opere figurative ove prevale la fantasia di forme spontanee, egli vuole recuperare, a suo modo, l'originario grido dell'informale.

L’EUTANASIA

“Vincent ha realizzato il suo sogno di morire”. Con questo titolo sul quotidiano “La Stampa“ di Sabato 27 Settembre 2003 veniva data notizia della triste vicenda di un giovane paraplegico francese ucciso per pietà dalla madre mediante iniezione endovenosa di un farmaco in dosi non terapeutiche. Con la morte di questo giovane di nome Vincent Humbert che aspirava a diventare pompiere, si è conclusa una dolorosa vicenda iniziata tre anni fa, quando, la notte del 24 Settembre 2000 alla guida della sua auto, si scontrò con un tir che procedeva contro mano. In seguito al trauma diventò cieco ed incapace di parlare. Il suo corpo si paralizzò totalmente tranne il pollice della mano destra che gli serviva per comunicare con gli altri. Era lucido e attraverso quel pollice chiedeva ormai da quasi un anno di morire. Sempre dal quotidiano apprendiamo del singolare testamento di questo giovane contenuto in un libro ”Je vous demande le droit de mourir” cioè “Io vi domando il diritto di morire” scritto con la collaborazione di una giornalista ed uscito in libreria il 24 settembre. Questo triste fatto di cronaca ci ferisce profondamente. Nessuno può infatti rimanere indifferente di fronte all’amore e alla disperazione di una mamma. Quella donna ha infatti ucciso il proprio figlio per amore. Le considerazioni che ne derivano sono tante. Prima di tutto è legittimo chiedersi se un malato abbia il diritto di rifiutare una terapia soprattutto quando il trattamento ha il solo scopo di ritardare il momento della morte ed è altrettanto giusto chiedersi se un malato possa o non chiedere di morire quando sa che la sua malattia è inguaribile e se le cure alle quali viene sottoposto, avendo il significato di “accanimento terapeutico” cioè senza poter incidere sul decorso della malattia, possano considerarsi lesive della dignità della persona morente. Ognuno di noi darà la risposta che ritiene giusta ma cosa risponderemmo alla domanda se la madre del giovane Vincent era moralmente e giuridicamente legittimata a procurare la morte al proprio figlio? In Francia, ove il fatto è accaduto e ove non vi è legge che giustifichi l’eutanasia, l’opinione pubblica ha dimostrato tanta comprensione per questa sfortunata madre e per l’altrettanto sfortunato figlio. Il 6 aprile 1978 fu depositata presso la presidenza del Senato francese la proposta di legge Caillavet (che prende il nome dal proponente) favorevole all’eutanasia. Da allora il dibattito sulla legge non è stato mai avviato.E’ bastato questo avvenimento però perché se ne iniziasse a discutere. La madre del giovane è libera anche se sarà comunque sottoposta ad un processo perché ha commesso un reato ma non vi è stato nei suoi confronti accanimento giudiziario. Il Ministro della Giustizia ha chiesto alla procura di Boulogne sur Mer di “far prova della più grande umanità e di tener conto delle sofferenze di questa madre nell’applicazione della legge”. La procura dopo un arresto d’obbligo ha rilasciato la donna. François Fillon ministro del Lavoro, uno dei ministri più influenti nel governo Raffarin, dice che “bisogna modificare la legge”. Il medico Jean François Mattei Ministro della Sanità che in altre occasioni ha dichiarato di essere contrario alla depenalizzazione dell’eutanasia ha dichiarato “che bisogna riaprire il dibattito”. L’ex Ministro della Sanità Bernard Kouchner ha detto: “Questa non è soltanto una storia moderna, ma anche una grande e grave storia d’amore fra una madre ed il figlio”. Ha ricordato poi che in Francia l’eutanasia è un reato ma per quanto riguarda il povero Vincent Hubert si può invocare la legge sui diritti dei malati del 4 marzo 2002 che autorizza il malato a rifiutare le cure che corrispondano ad un accanimento terapeutico. Tale legge prevede che “Nessun atto medico né alcun trattamento può essere praticato senza il consenso libero e chiaro della persona interessata e tale consenso può essere ritirato in qualsiasi momento”. In Italia l’eutanasia non è legale e da quanto ha detto il Ministro Sirchia è molto difficile che la legge vigente venga modificata ma un’indagine, pubblicata recentemente dai quotidiani, ha accertato che il 60% degli Italiani è favorevole all’eutanasia e il 27% contrario. Il 13% degli intervistati, invece, non si è pronunciato. In Gran Bretagna nel 1990 la Camera dei Lord ha respinto con 101 voti contro 35 la richiesta di legalizzare l’eutanasia attiva volontaria. Anche nel 1936 la stessa richiesta era stata bocciata. In Germania non è considerato reato aiutare una persona, in grado di intendere e volere, al suicidio. Al contrario è considerato reato aiutare a morire una persona affetta da turbe psichiche o uccidere una persona su sua semplice richiesta. In Australia l’eutanasia è illegale. Nel Canada il suicidio assistito è proibito. In Giappone è in corso un’iniziativa parlamentare per legalizzare l’eutanasia. Negli Stati Uniti l’eutanasia non è riconosciuta dalla legge. Gli Stati dell’Unione possono però legiferare in materia. Finora solo l’Oregon ha approvato una legge a favore dell’eutanasia.
Nell’Unione Europea le relazioni presentate per avviare l’iter per il riconoscimento dell’eutanasia non sono state ancora prese in considerazione. L’Irlanda è il Paese più lontano dalla depenalizzazione dell’eutanasia. Si pensi che colà fino al 1993 il suicidio era ancora reato. L’ Olanda, invece, è il Paese più permissivo nei confronti dell’eutanasia attiva e del suicidio assistito che comunque rimangono reati pur avendo indicato delle normative nei confronti del suicidio attivo e dell’eutanasia passiva. Ed i medici che cosa ne pensano? L’immunologo Ferdinando Aiuti dice che” il medico ha sempre il dovere di tutelare la vita”. Corrado Manni, Professore e Rianimatore al Policlinico Gemelli: ”Non si può rispondere al desiderio,magari passeggero e non si sa quanto consapevole o indotto, del paziente di farla finita, uccidendolo”. I giornali del 5 ottobre scorso riportavano però la notizia di un altro medico, il dott. Piero Morino responsabile dell’Unità cure continue della ASL 10 di Firenze, che ha aiutato a morire senza sofferenza un suo paziente non togliendogli le cure di cui aveva bisogno o somministrandogli una sostanza che gli togliesse la vita ma addormentandolo per le ultime ore quando i sintomi della malattia erano diventati insopportabili. “Una via lontana dall’eutanasia, ma anche dall’accanimento terapeutico” come ha spiegato il medico. Il Presidente del comitato di bioetica Francesco D’agostino difende il medico fiorentino. Ha detto infatti:” Ha solo sedato i pazienti. Il suo non può essere considerato come un caso di eutanasia ma di cure palliative… Il principio delle cure palliative è quello di aiutare il malato a sopportare il dolore nelle malattie allo stato terminale e non solo”. In bioetica infatti si è d’accordo che quando una malattia è all’ultimo stadio la cura palliativa è lecita anche se può alterare le funzioni dell’organismo aumentando il rischio di morte. La finalità del trattamento palliativo è infatti quella di diminuire il dolore altrimenti sarebbe eutanasia. Lo scrittore Luciano De Crescenzo con la sua abituale ironia dice che: “Nell’antichità la morte per eutanasia non era praticata, poiché non esisteva nessuna forma di accanimento terapeutico verso i malati. E’ con la medicina moderna che si arriva, con mille artifici, a prolungare la vita oltre ogni limite, anche a costo di sofferenze insopportabili”. I credenti dicono che la vita è sacra ed appartiene a Dio e nessuno ha il diritto di toglierla. La morale cattolica distingue però l’eutanasia dall’accanimento terapeutico e parla perciò di trattamenti terapeutici normali e straordinari. Dai primi non ci si può astenere. Dai secondi ci si può astenere se aumentano la sofferenza del paziente e rappresentano un costo oneroso per la collettività. Ed i laici cosa ne pensano? Giovanni Berlinguer presidente del comitato di bioetica dice: “Sono contrario all’eutanasia attiva, e con questo intendo la somministrazione volontaria di morte. Ogni individuo però ha il diritto di poter decidere di sé stesso, acconsentendo o meno alle cure in caso di malattie e chiedendo che gli sia risparmiato l’accanimento terapeutico. E’ lecito chiedere che le cure siano sospese”. Furio Colombo giornalista, direttore dell’Unità:“ E’ un gesto troppo simile alla pena di morte. Per me è ingiustificabile”. Paolo Crepet psichiatra dice: ”La scelta dell’eutanasia è talmente privata, intima, che lo Stato deve tirarsi indietro. Non si possono stabilire rigide norme o leggi”. L’ex ministro per la famiglia Antonio Guidi: “La vita non è nostra e sono contrario a chi vorrebbe poter decidere per ognuno di noi: Tu vivi e tu no”. La scrittrice Dacia Maraini: “Sono contrario perché è un pericolo per le persone più deboli. Stefano Rodotà: ”Ognuno deve poter essere giudice assoluto della propria esistenza”. Come si vede le opinioni sono diverse ma tutti concordano sul diritto del malato di accettare o non un trattamento terapeutico e nel rifiutarlo quando diventa accanimento terapeutico. L’episodio poi del medico di Firenze ha chiarito quanto sia differente l’eutanasia dalla leniterapia cioè la somministrazione di farmaci antidolorifici ed ipnotici per accompagnare un malato alla morte senza farlo soffrire. E’ questo un atto di umanità e di civiltà che nobilita chi lo compie e rende al paziente la dignità che gli è propria.  -  Antonio Citarella

Pagina 2
Altri Servizi
Autocertificazione
Scuola di Cucina
Cinema a Capua  
Teatro a Capua 
I link preferiti  
Segnala un sito 

 

Museo Campano

Visita virtuale

 

Foto Story

Raccolte fotografiche

 

Tutti i diritti sono riservati - Capuaonline®  e' un marchio registrato