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Block Notes - Dicembre 2004 - 
Supplemento mensile del telegiornale quotidiano di ReteCapua
Per accedere alle pagine dell'indice del Block Notes
cliccare sul link di colore rosso
  • Sotto l’albero di Natale..

  • Un anno da ricordare per la Fidapa

  • ... il cachet di Manuela Arcuri

  • ...Alessandra Gentili

  • ...Alfredo Finotto superstudente ad Udine

  • ...Il Nonnino di Capua ha 104 anni

  • La Chirurgia dei Preciani e dei Norcini

  • MUSEO CAMPANO & DINTORNI - UNA MOSTRA DI “ARSNOVA”

  • Già nel VII secolo si venerava a Capua il culto dell’Immacolata

  • Sculture di Nuzzo esposte al Museo

  • Libri ricevuti

  • Ferdinando Ventriglia ricordato a “Capuanova”

  • “Cittadinanza onoraria” alla memoria di Federico II

  • Concerto di Natale della Filarmonica “Rinaldo da Capua”

  • L’AVVOCATO RISPONDE - Vietate le immissioni intollerabili nei condomini

  • Festa degli Auguri alla Pro Loco

  • LA STORIA DI CAPUA RACCONTATA IN PIAZZA di Armando Medugno

  • Commissione toponomastica a quando?

  • Rinasce “Il Crogiolo” dopo oltre 20 anni

  • Ditelo voi (Indicazioni dei lettori per la toponomastica)

  • Una testimonianza di guerra di Mario Porchiazzo

  • Il Preside Chillemi ha presentato l'annuario "Capys" N. 37

  • Al Rione Risorgimento cittadini... giardinieri

  • Via Fieramosca, il cattivo stato della pavimentazione fa arrabbiare i residenti

  • Il 10 settembre 1943 morì imprigionata sotto le macerie di via Duomo

  • Nel libro di Carlo De Vivo il dramma di Capua nel 1943-1944

  • Il Presepe Vivente a S. Angelo in Formis

  • “Le Fortificazioni”, convegno con Robotti

  • Il primo “Calendostorico” edito da Galluccio

  • Un libro di Caporale a tutela degli animali

  • “Arte, Vini e Sapori”, riuscita iniziativa

  • Block Notes HINTERLAND - Revival vincente del 2004

  • Antonio D’Addio al Ricciardi di Capua

  • Nel 2004 è nata l’A. S. “Monterageto”

  • Annibale, il nemico di Roma - "Intervista con la Storia"

Sotto l’albero di Natale...

... capuani si ritrovano “doni” graditi e altri no: il giudizio a loro. Nel 2004 sono iniziati i lavori del Corso Appio, opera incompiuta e discussa; i fossati sono stati acquisiti dal Comune e inaugurati con l’evento Max Pezzali-Paolo Boruni; l’ospedale Palasciano è stato “spogliato” di molte prestazioni e il Dea di II livello è solo un miraggio; l’Università nell’ex Caserma Fieramosca ha incominciato a funzionare; la Provincia ha reinaugurato il Museo Provinciale Campano mentre  la Soprintendenza ci ha regalato un altro angolo monumentale suggestivo al Largo S. Angelo in Audoaldis. La Chiesa ha celebrato il 150º anniversario della proclamazione del dogma dell’Immacolata e a Porta Fluviale per iniziativa del volontariato è stato bonificato uno spazio abbandonato con il concorso del popolo dedicato a S. Francesco; l’impegno delle associazioni di protezione civile, bersaglieri, carabinieri, ufficiali è stato intenso. L’associazionismo è un dono di cui Capua si deve sentire orgogliosa. Tra i sodalizi, per primo, si è imposto all’attenzione con il “Follaro d’Oro” Capuanova, seguito dal T.C.I. con le visite ai rari monumenti aperti; l’Associazione Palasciano, che ha premiato la C.R.I. per meriti umanitari; la Fidapa  con  le  sue  affollate conferenze; Pasquale Galluccio con il suo “Calendostorico”; la Pro Loco, con la riuscita sagra di “Arte, Vini e Sapori”; gli “Amici del Fiume” con una vivacissima “Estate in Riviera”, Archeoclub e Capuana Civitas per la loro protesta per la fuga da Capua delle anfore portaromane; “Capua Verde” per le sue alberature regalate alla città; “Il Presepio” per i bei presepi  esposti nella chiesa di S. Placida; la Filarmonica “Rinaldo da Capua” che va per i 10 anni di vita; “Capuaonline”, sempre impegnata a favore dei camminamenti cittadini, che ha rotto i rapporti col Comune. Tra gli studiosi, don Giuseppe Centore ha lanciato la sua 41ª pubblicazione; il Preside Rosolino Chillemi ha presentato il suo “Capys” e Carlo De Vivo “Capua nella tempesta”. Un grazie alle “Grafiche Boccia” e al grafico Antonio Scala. E adesso, scusate le dimenticanze e tanti auguri da “Block Notes”, che inizia da gennaio 2005 il 9º anno di vita. Vostro affezionatissimo Franco Fierro

Un anno da ricordare pe la Fidapa

Una delle associazioni cittadine più attive nel 2004 è stata senz’altro la Federazione Italiana delle Donne in Arti, Professioni, Affari - FIDAPA, che è presieduta dalla prof. Paolina Pozzuoli Luceri. Non si conta il numero delle conferenze e convegni tenuti. Basta enumerarne qualcuno: il 15 gennaio scorso la capuana dott. Elda Buonanno, docente universitario di Letteratura comparata presso la City University of New York ha illustrato il tema: “Una lettura del “Cristo si è fermato ad Eboli” tra parola, tela e storia”; il 6 maggio la dott. Elvira Martusciello, nostra concittadina, ha parlato della “Tutela della salute: l’alimentazione. Le allergie”; il 23 giugno ha avuto luogo la “Notte delle Muse” con una rassegna di arte, musica, danza, poesia, evidenziando tra i tanti artisti i capuani Roberta Anellini nel canto e nella danza e Anna Maria Ferrara nell’arte; il 12 ottobre ha svolto un interessante convegno su “La gestione del territorio: il Volturno. Flora e fauna” con un interventi qualificato della concittadina dott. Eleonora Mingione, e relazioni del prof. Antonio Sapio, Nunzia Iocco, Anna Maria Ferrara. Ancora il 22 ottobre ha trattato il tema “Il patrimonio culturale della Provincia di Caserta considerato nella realtà europea” e l’11 novembre un tema di attualità: “Gerusalemme: il rischio della pace” nel giorno in cui moriva Arafat.

... il cachet di Manuela Arcuri

Tra gli eventi di quest’anno, registriamo la venuta  dell’attrice Manuela Arcuri al Carnevale di Capua organizzato dal Comune. L’artista si è “esibita” per 10 minuti in ora insolita, (alle 16,00) ricevendo per la prestazione il modico cachet di 4.500 euro. Gli organizzatori allora smentirono, ma nel bilancio del Carnevale la cifra è comparsa lo stesso.

...Alessandra Gentili

 Nata a Napoli il 25.8.1977 (ma capuana di adozione da 20 anni) laureata in Scienze Biologiche con 110 e lode nel 2001, ha discusso in data 7.12.2004 la tesi "Studio chimico di metaboliti sugli ecosistemi acquatici" per il conseguimento del titolo di "Dottore di Ricerca in processi biologici e biomolecole". Auguri!

...Alfredo Finotto superstudente ad Udine

Tra i primi 20 allievi della Scuola Superiore dell’Università di Udine, ritenuto istituto d’eccellenza, dopo una severa prova selettiva, è stato prescelto anche Alfredo Finotto da Capua per le Relazioni Pubbliche. Giovani saranno ospitati durante il percorso di studi nel rinomato collegio Renati. Auguri al giovane Alfredo e alla sua famiglia.

...Il Nonnino di Capua ha 104 anni

Auguri al nostro concittadino Filippo De Blasio che ha raggiunto l’invidiabile età di 104 anni, essendo nato a Capua il 1° dicembre del 1900. Trovandosi presso un figlio a Castellammare di Stabia, rivolge ai capuani un grato pensiero e gli auguri natalizi che ricambiamo fervidamente.

La Chirurgia dei Preciani e dei Norcini

Ai lettori di Block Notes

Con questo articolo si chiude la mia collaborazione al giornale. Ho deciso così perché ritengo che ogni esperienza, anche se bella ed entusiasmante come quella che ho vissuto, debba avere un termine. Vi ringrazio per avermi seguito per sei lunghi anni.

AD ANTONIO CITARELLA

Nel ringraziare vivamente il dott. Antonio Citarella per la voluminosa opera a puntate pubblicata sul “Block Notes” sulla Storia della Chirurgia che, commentata autorevolmente e arricchita da aneddoti, spunti e ricerche personali, l’hanno resa ancora più preziosa, ci auguriamo che il suo commiato sia solo provvisorio per una pausa di riflessione in attesa di nuovi apporti letterari e scientifici al nostro giornale. Per questo motivo la terza pagina di “Block Notes” resta disponibile per lui, per nuovi contributi professionali. Al più presto! (f.f.)

Norcia che diede i natali a S. Benedetto e Preci,un piccolo borgo poco distante, sono conosciuti dagli storici della Medicina perché colà nacquero, tra il quattordicesimo ed il diciottesimo secolo, numerosi chirurgi indipendenti cioè liberi professionisti appartenenti al ruolo di “incisori” e “tagliatori” i quali esercitarono per molti anni la loro professione come “itineranti”, cioè andando in giro da un paese all’altro, ad eseguire interventi chirurgici. Erano chirurgi  appartenenti per lo più a famiglie che per tradizione esercitavano questo lavoro. Eseguivano diversi interventi ma in particolare l’operazione del “taglio della pietra” cioè l’estrazione di calcoli dalla vescica e l’intervento per il trattamento della cataratta. Operavano però anche l’ernia e le fistole perianali. La rinoplastica, cioè la ricostruzione del naso gravemente mutilato durante i combattimenti, veniva invece eseguita quasi esclusivamente dai Branca, padre e figlio, che vissero in Sicilia nel quindicesimo secolo. I chirurgi di cui parlo erano detti empirici o anche chirurgi barbieri perché non appartenevano al mondo universitario al quale invece appartenevano chirurgi eruditi ma senza alcuna esperienza operatoria che si limitavano solo a medicare e a curare le ferite. Questi disdegnavano di fare gli interventi che eseguivano gli altri chirurgici ritenendoli rischiosi e tali da danneggiare la loro reputazione per l’elevata incidenza di mortalità. In realtà non li sapevano fare. Se non ci fossero stati i chirurgi empirici a riempire il vuoto lasciato dai chirurgi accademici, durante il Medioevo e durante il Rinascimento, non ci sarebbe stata alcuna attività chirurgica nell’Europa ed in particolare in Germania, Francia ed Italia. Gli empirici erano abili ed intraprendenti ed usavano tecniche operatorie che mantenevano segrete e che con il passare degli anni riuscirono a rendere sempre più fini. E’ vero che curavano malattie senza speranza di guarigione ma è altrettanto vero che lasciavano spesso, dietro di sé, morte e miseria. I loro guadagni erano raggiunti mediante l’inganno e frequentemente dopo l’intervento, percepito l’onorario, scomparivano prima che apparisse evidente il fallimento della loro opera. Qualcuno era analfabeta ma la maggioranza, anche se non era uscita da scuole ufficiali e non era quindi munita di patente o di laurea, ebbe ufficialmente l’ ”approvazione alla pratica” cioè l’autorizzazione a praticare interventi. Questa chirurgia popolare, tramandata da padre in figlio, era basata sull’esperienza e sulla pratica invece che sull’insegnamento e sulla conoscenza dei testi. In Italia la reputazione dei Norcini e dei Preciani fu tale da farli chiamare a volte presso le corti regnanti. Così fu per Scacchi di Preci che diventò chirurgo del re di Francia e per Benedetto Riguardati da Norcia, chirurgo di Papa Sisto IV° e di Francesco Sforza Duca di Milano. Orazio da Norcia invece era conteso da tutti perché diventò abilissimo operatore di ernie. La chirurgia fu esercitata dai Preciani e dai Norcini, conosciuti per lo più in famiglie, dal tredicesimo al diciottesimo secolo. Di queste famiglie ventisei sono rimaste celebri. Le più conosciute sono: gli Accorramboni, gli Alessi , gli Amici, i Catani, i Lapi, i Serrantoni. A decretare la fine della loro attività fu certamente il mutare dei tempi e l’avvento del diciottesimo secolo conosciuto come il “secolo dei lumi” cioè della ragione ma la fine fu accelerata dagli  abusi compiuti da molti chirurgi empirici che non avevano nulla a che fare con le famiglie di Norcia e Preci ma esercitavano la chirurgia senza aver praticato l’esame prescritto. Per questo motivo  nel 1673 il Collegio Veneto dei Chirurgi mise fine all’abuso dei Norcini che esercitavano la Medicina a Venezia senza aver praticato l’esame prescritto. Aggiungo che questa chirurgia, considerata l’epoca in cui veniva praticata, rappresentava un rischio enorme per il paziente. Veniva esercitata infatti in ambienti per lo più non idonei, a casa dei pazienti e senza alcuna garanzia di rispetto di norme igieniche. Non erano stati ancora scoperti gli antibiotici ed i chirurgi conoscevano solo il lavaggio dei tessuti con soluzioni medicate. Anche per questi motivi la mortalità era elevata L’intervento era eseguito con l’ausilio di sostanze anestetiche che venivano somministrate al paziente come bevanda o per inalazione. Non c’era ancora l’etere che fu impiegato per la prima volta da Liston il 21 dicembre 1846 per anestetizzare un uomo di 36 anni al quale fu amputato un arto. I chirurgi empirici eseguivano i loro interventi con l’ausilio della spugna soporifera, di una spugna cioè che conteneva nel suo interno delle sostanze stupefacenti essiccate: l’oppio, la belladonna, il giusquiamo e la mandragora. Al momento dell’intervento si metteva la spugna su di un recipiente contenente acqua bollente e,quando il vapore acqueo scioglieva quelle sostanze, la si poneva sul naso del paziente invitandolo a respirare profondamente. Con l’inalazione di quelle sostanze si otteneva uno stato di sonnolenza simile a quello che si otterrà negli anni successivi con l’anestesia eterea. Pazzini, a proposito di queste “anestesie”, nel suo testo di Storia della Medicina, cita una novella di Boccaccio, la decima della quarta giornata, dove tratta di un medico che dovendosi recare l’indomani ad amputare la gamba di un suo paziente così si esprime: “Il medico avvisando che l’infermo senza essere adoppiato (vale a dire trattato con l’oppio) non sosterrebbe la pena né si lascerebbe medicare, dovendo attendere sul vespro a questo servizio fè la mattina d’una sua composizione stillare un’acqua la quale l’avesse, bevendola, tanto a far dormire quanto essa avvisava il doverlo poter penare a curare”. Antonio Citarella 

MUSEO CAMPANO & DINTORNI - UNA MOSTRA DI “ARSNOVA” AL MUSEO

Sotto l’egida dell’Amministrazione Provinciale di Caserta, il Museo Provinciale Campano di Capua il 19 scorso ha inaugurato presso i suoi locali una mostra di pittura e di scultura promossa dall’Associazione artistico-culturale “ARSNOVA”, dal titolo: “L’uomo per l’uomo”. Sono intervenuti il direttore del Museo Mons. Giuseppe Centore e il prof. Angelo Calabrese. Espongono: Gaetano Beffardo, Carlo Capone, Michelangelo Cice, Giuseppe Della Volpe, Belgiro Di Marzo, Nicola Erboso, Pasquale Iavarone, Giuseppe Maietta, Antimo Restivo, Carlo Valerio.

La mostra continua fino al 31 dicembre e si può visitare nell’orario di apertura del Museo.

Di seguito riportiamo la presentazione scritta dal direttore del Museo Giuseppe Centore per la qualificata iniziativa culturale di Arsnova: “E' motivo di grande gioia, in un mondo attraversato da sussulti di violenza, segnato dalle rosse stimmate della sofferenza e da quelle tenebrose della morte, ostaggio ora di una banalità avvilente, ora protesa alla esclusiva realizzazione di un profitto sempre più cospicuo, e che enfatizza la categoria dell'effimero (usa e getta), in una società che ha smarrito il senso dell'armonia, che appare sovente sorda ai valori della bellezza, della gratuità, dell'amicizia, è fonte di sincero compiacimento, ripeto, vedere persone che si associano nel comune amore per l'arte, in un vincolo di stima e di fraternità.

Questa considerazione preliminare è dettata dalla fondazione in Marcianise di un sodalizio nato appunto all'insegna di una sincera e fattiva volontà di promuovere manifestazioni culturali intese a proporre le risultanze dell'impegno creativo dei membri che la costituiscono.

Il nucleo fondativo dell'associazione, risulta composto dagli artisti: Gaetano Buffardo, Carlo Capone, Michelangelo Cice, Giuseppe Della Volpe, Belgiro Di Marzo, Nicola Erboso, Pasquale Iavarone, Giuseppe Maietta, Antimo Restivo e Carlo Valerio, i quali operano nei distinti e contigui campi della scultura, pittura, poesia e musica.

L'associazione persegue i suoi intenti senza finalità di lucro ed è orientata unicamente, anche attraverso uno scambio proficuo di idee, suggerimenti, proposte, confronti e dibattiti, a far si che si crei un fervido clima di collaborazione in cui ciascuno si senta sorretto e confortato dalla solidale compresenza di artisti, animati dallo stesso desiderio di trasfondere nella materia modellata con perizia fabbrile, il fantasma ideativo affiorato dal loro estro ispirativo.

Ancorché inaugurata da breve tempo, avendo gli artisti in questione già alle loro spalle una varia e vasta esperienza creativa, offrono all'attenzione, all'interesse ed all'ammirazione di quanti sono sensibili alla ragione dell'arte, alcune delle loro opere di più antica o recente composizione.

La rassegna collettiva delle loro opere, offre uno spaccato sufficientemente indicativo e persuasivo della validità del loro lavoro.

Ci auguriamo che a questa loro prima mostra, altre ne seguano e che la nascita dell'Associazione ARSNOVA attragga nuovi talenti, specialmente giovanili, che possano trovare in essa un'occasione di sprone a corrispondere generosamente e tenacemente alla loro vocazione artistica, senza subire il limite costrittivo ed alienante della solitudine o della marginalità.

Altamente espressivo è il titolo della mostra L'UOMO per l'uomo, a significare come un'autentica opera d'arte, non ha soltanto la funzione di dilettare contemplandola, ma più ancora quella - nobilmente edificante - di rendere l'uomo più umano. Vale a dire incline a potenziare in sé e ad irradiare intorno a sé, il riflesso di quei valori onde esortava il sommo poeta: «Nati non foste a viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza»”. Giuseppe Centore

Già nel VII secolo si venerava a Capua il culto dell’Immacolata

La chiesa di Capua che fin dal IV secolo venerava la perpetua verginità di Maria, vanta altresì il merito di aver creduto e festeggiato il mistero dell’Immacolata Concezione della madre di Dio da tempo remotissimo. Mentre questo culto a Napoli risale alla metà del IX secolo così come nella sede patriarcale di Aqui e in quella di Tolosa, col vescovo Condisalvo a prima dell’800 e quella di Lucca al secolo XIII, la chiesa capuana come si ricava dal primo dei suoi cinque calendari pubblicati da Michele Monaco, “tra le cattoliche chiese in Occidente, la nostra Capua tra le prime si tenga che in età lungamente remota serbarono come indubitata questa credenza dell’Immacolata Concezione, festeggiandola con culto religioso.

Questo stesso merito di remotissima antichità di culto verso Maria Immacolata potrebbe indubitatamente ascriversi alla Capuana chiesa ove mai debba essere egualmente ritenuta l’autorità d’altro antichissimo Calendario latino della nostra medesima chiesa, che è il 1° de’ cinque Calendari capuani già pubblicati dal Monaco”, opera considerata monumentale e su cui appoggia fondatamente il suo giudizio “quel Giovanni Tamayo Salazar, Presbitero Ipense, in riferirne la testimonianza allora appunto, che sotto il dì 8 dicembre del Martyrologium Hispanum, a cui ha egli  fatto de’ copiosi commentarj resi alla luce in Lione nel 1659, s’ingegnava provare con la stessa autorità, di già trovarsi in vigore nella Capuana Chiesa la festività della SS. Concezione insino dalla metà del VII, alla quale epoca ei reputa doversi esso mentovato antichissimo calendario di Capua  rapportare ai tempi del vescovo S. Desiderio. “In questo caso dovrebbe eziandio la Capuana chiesa prendere la precedenza su quella Patriarcale di Aquileja nella quale vuolsi ordinata la festività della SS. Concezione”.

Nel libro si fa un’altra osservazione giusta a comprova delle asserzioni fatte: “Una chiesa come quella di Capua, istituita nella Città metropoli della Campania, e riguardata per ciò come la prima tra le chiese tutte della stessa vastissima Provincia, si sarebbe mai lasciata indietro alle altre nella istituzione di tale Festa? E a chi, se non ad essa tanto più imcombeva di veder glorificata Maria, la cui verginità anche dopo il parto diffinita veniva la prima volta nel plenario Sinodo in essa chiesa di Capua celebrato nell’anno 391? Ed allorquando nel general Concilio Efesino altresì veniva contro di Nestorio, nel 431, dommatizzata la maternità della SS. Vergine, non era forse in Capua medesima eretto immediatamente un sontuoso tempio sotto il titolo di S.M. Maggiore, a similitudine di quello sotto lo stesso titolo elevato in Roma? Una Chiesa adunque così religiosamente assuefatta a venerare la sempre illibata verginità di Maria insino al IV secolo... non poteva non dare alle rimanenti il bell’esempio nel promuovere dagli antichi tempi il culto, e quello particolarmente del suo SS. Immacolato Concepimento.

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