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Block Notes - Dicembre 2004 - 
Supplemento mensile del telegiornale quotidiano di ReteCapua

“Le Fortificazioni”, convegno con Robotti

Nella Sala dei Cannoni del Castello di Carlo V° 4 dicembre si è svolto un Seminario sulle “Fortificazioni nelle città del Mediterraneo”. Ad organizzarlo il docente universitario di architettura Ciro Robotti per il coordinamento scientifico mentre il coordinamento organizzativo è stato del comandante dello stabilimento Pirotecnico Fausto Claudio Villaccio. Dopo il benvenuto ai presenti di Villaccio ed una nota introduttiva di Robotti su “Castelli, masserie, torri. Segni forti nel paesaggio di territori e città interne e costiere” hanno relazionato il docente universitario di Palermo Nunzio Marsiglia (“Il sistema delle fortificazioni costiere della Sicilia. La Torre del Caricatore di Girgenti), Damiano Iacobone del Politecnico di Milano su “I fortini in terra, teppa et fascine della Lombardia spagnola”; Margarita Galceran Vila della scuola tecnica superiore di Barcellona su “Il Castello del Montjiuic a Barcellona”; Maria Adelaide Lala Compenso, del Politecnico di Torino su “Un database di architettura islamica”. E’ seguita l’inaugurazione della mostra “L’architettura delle Fortificazioni” di quasi tutte le regioni italiane e della Francia, Giordania, Malta, Spagna e Cina, quindi ha avuto luogo la visita guidata al Castello. Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti con Mario Coletta della SUN di Napoli su “Le difese naturali e territoriali”, Stefano Bertocci dell’Università di Firenze su “I castelli crociati dell’area di Petra in Giordania”, Fausto Pugnaloni, della Politecnica delle Marche su “Il recupero della cittadella del Sangallo ad Ancona”, Marcello Rotili, dell’Università di Napoli su “I sistemi difensivi in alcuni castelli della Campania interna”, Sabina Martusciello della Sun di Napoli su “L’Abbazia di S. Guglielmo al Boleto: geometria multidimensionale; Riccardo Dalla Negra della Sun di Napoli su “Il Corridore di Prato: la problematica del restauro di una fortificazione trecentesca”, Saverio Miccoli, della “Sapienza” di Roma su “Valutazioni e strategie attuative di progetti di valorizzazione”. Le conclusioni sono state di Carmine Gambardella della Facoltà di architettura della Sun di Napoli che ha parlato dell’ “Architettura delle fortificazioni: la nuova rete dei saperi di eccellenza”. Quindi ha avuto luogo la conclusione dei lavori con Aniello Montano della Facoltà di Lettere dell’Università di Salerno e con Circo Robotti della Facoltà di architettura della Sun di Napoli.

Il primo “Calendostorico” edito da Galluccio

Una bella iniziativa editoriale ha presentato il 18 dicembre il Col. Pasquale Galluccio che ha dato alle stampe il primo “Calendostorico” capuano del 2005. E’ l’associazione “Uniti per Capua” di cui è presidente l’attivo colonnello a dare il marchio del “copyrigth” alla pubblicazione caleidoscopica che ripercorre in rapida sintesi, con immagini molto suggestive, la storia della nostra città, presentando chiese e castelli, palazzi monumentali, risalendo agli eventi storici e bellici che rendono appassionante la visione e la lettura della realizzazione. La presentazione ha avuto luogo nella sala consiliare  con la presenza dell’Arcivescovo don Bruno Schettino, del Presidente della Provincia on. Riccardo Ventre,del Prefetto di Caserta Carlo Schilardi, del sindaco Alessandro Pasca, del prof. Giuseppe Centore, direttore del Museo Provinciale Campano, e dello stesso Col. Pasquale Galluccio. L’incontro è stato condotto da Pompeo Pelagalli. 

Un libro di Caporale a tutela degli animali

La redazione di Block Notes è lieta di segnalare la lodevole iniziativa editoriale di un cittadino capuano di origini calabresi, Nicola Vincenzo Caporale, agente di Polizia Municipale con grado di Assistente Principale presso il Comando VV. UU. di Caserta nonché animalista, naturalista e appassionato di fotografia. Il volume, dal titolo “La tutela degli animali nella dottrina e nella legislazione”, edito da Halley, rappresenta il primo documento completo dal punto di vista normativo e giurisprudenziale in materia di tutela di animali. Dall’esperienza della sua quotidianità, dalla esigenza di evidenziare con chiarezza le “regole del gioco” della tutela degli animali e con il fattivo sostegno del suo Comandante, dott. Francesco Delvino, coautore del testo, è nato questo libro che contiene, nel cd rom allegato alla pubblicazione, un’ampia raccolta di tutta la normativa statale e regionale (leggi, circolari e ordinanze), aggiornata alla recentissima Legge 20 luglio 2004 n. 189, in tema di animali. Nel libro sono raccolti i riferimenti normativi nazionali e le ipotesi applicative attraverso l’esperienza dell’Autonomia Locale. Vengono infatti trattati argomenti quali, ad esempio, gli animali di affezione, il randagismo, i combattimenti, gli animali in condominio, i regolamenti di polizia urbana, il codice della strada e gli animali, la vivisezione. Molteplici sono anche i modelli predisposti: schema di comunicazione di ritrovamento o restituzione di animale, schema per l’iscrizione/cancellazione del proprio cane all’anagrafe canina regionale o per denunciare la scomparsa, la morte, la cessione o la variazione di possesso dell’animale. Il libro contiene inoltre un utile prontuario delle violazioni ed un’ampia rassegna di massime giurisprudenziali. Un volume rivolto a tutti coloro che, a vario titolo, si trovano a combattere quotidianamente contro le ingiustizie perpetrate nei confronti degli esseri animali. Una preziosa raccolta di utili informazioni, frutto di un lavoro svolto con passione da un uomo estremamente disponibile e riservato che siamo certi ci regalerà altre preziose e utili pubblicazioni. PF

“Arte, Vini e Sapori”, riuscita iniziativa

Lo stand delle prelibate “trecce” di mozzarella di bufala del noto Caseificio “ Garofalo” con la degustazione continua di assaggi ha fatto da attrattore per le migliaia di persone che il 5 scorso hanno affollato la stupenda piazza dei Giudici, finalmente liberata per un giorno dalle auto: il salotto cittadino sembrava un grande “ristorante” all’aperto con gli stand espositivi di salumifici e caseifici, oleifici, aziende vinicole e artigianato vario dell’Associazione Portatori d’Handicap, o dell’affermata ceramista Anna Maria Ferrara, presidente di “Capua Fidelis”. Anche le collaboratrici della Pro Loco erano dietro una “bancarella” offrendo biscottini e taralli ai numerosi visitatori. La rinomata “mela annurca” e i migliori prodotti dell’orto erano in bella mostra dentro grossi cesti e canestri. In abbinamento armonico con i prodotti esposti, apparivano anche opere d’arte di artisti, tra i quali due grosse tele dell’assessore alle tradizioni, Vincenzo Del Mese, molto ammirate dai visitatori. E’ stato lo stesso assessorato in sinergia con la Pro Loco del presidente Tullio Del Pozzo e con un collaboratore eccezionale nella persona di Michele Nuzzo, ad organizzare la riuscita manifestazione, oltre a Masina Mancini, Mariana Iocco, Michele Dedicato, Antonio De Rosa, Pompeo Del Pozzo, Antonio Ciarmiello. Hanno patrocinato la manifestazione il Comune di Capua e l’Agenzia Giovani Provinciale. Le aziende espositrici sono state: la Cooperativa “Garofalo” di Capua, Lavoro e Salute dei fratelli Telaro di Galluccio, Vestini di Campagnano, le Fattorie Alois, Terra del principe, Borboni, Cooperativa “La Baronia”, Castello Ducale, Masseria I Trainelli di Luciano Di Meo, La Colombaia, Giò Sole, La Buona Cremeria di Nonna Vincenza, La cooperativa Corylus di Andolfi, la cooperativa Giotto, il Consorzio Alto Casertano, Brandi Creazioni in cera.

Block Notes HINTERLAND - Revival vincente del 2004

E' stato un anno, il 2004, all'insegna della mentalità offensiva e vincente degli organizzatori; non si sono fatte "barricate" e tutti hanno recitato la loro parte con impegno e professionalità; insomma, una carrellata di grosse manifestazioni, spettacoli originali, ma anche commemorazioni importanti come il ritorno della salma dello scienziato Giovanni Giuseppe Scialdone. I cittadini tutti, hanno riservato per lui tanti applausi. Il compianto e mitico scienziato della NASA (vitulatino D.O.C.), difficilmente verrà dimenticato. Il sindaco Luigi Romano e tutta l'amministrazione comunale si stà attivando per offrire (in un consiglio comunale da fare entro la fine dell'anno) alla famiglia dello scienziato una medaglia d'oro di merito per tutto quello che ha fatto Giovanni Giuseppe Scialdone. Altresì il sindaco si è impegnato pure sul fatto che, una strada di Vitulazio porterà il nome dello scienziato scomparso. Ma altre cose importanti sono state presentate ai cittadini come il corso di sommelier (degustazione del vino) svoltosi al Centro Sociale, ma anche concerti aperti come quello de "I Corepolis". Spesso si sono attivati per l'amministrazione comunale l'assessore delegato Achille Cuccari, Regina Antropoli, Egidio Aiezza, ecc. Originali anche le iniziative come "Spendi meglio e voli a Parigi". Tra l'altro l'amministrazione nel mese di dicembre propone un originale programma: 1) Babbo Natale a spasso con la musica; 2) Musiche e fattarielli napoletani; 3) Concerto "Omaggio a Maria"; 4) Tombolata al Centro Sociale; 5) Finalmente Musica (concerto al Centro Parrocchiale). N.B.: A tutti una tessera e un regalo offerto alle persone che assistono a tutti gli spettacoli.

Nel 2004, ha risposto pure alla grande il Comitato Festa; elogi per l'organizzazione della Festa della Madonna, ma anche la Festa di S. Michele organizzata con maestria. La Pro Loco vitulatina ha svolto un ruolo importante nei quartieri di Vitulazio; pare molto suggestivo gareggiare tra squadre rionali con elementi motivati. Il nuovo presidente Angelo Russo garantisce continuità e stabilità alla Pro Loco. Registriamo pure l'evento sportivo organizzato da Giovanni Carusone, maratoneta quanto basta per portare nelle strade di Vitulazio circa 600 atleti (con tantissime donne). La sgambettata annuale ricca di rosa con tante premiazioni: bravo Giovanni. Risultavano vincenti gli spettacoli estivi al Centro Parrocchiale, tanta beneficenza, tanto amore per cose semplici ma che lasciano il segno, come gli stand con il fior fiore delle delizie. Naturalmente, tutto curato con abilità dal nostro parroco Don Pietro Lagnese, e spettacoli ben diretti da Gerardo Pezzulo. Nel 2004, nasce su iniziativa di "Amici in Circolo" il sodalizio di Piazza Papa Giovanni XXIII "La Piazzetta"; al centro della cronaca rimbalza il nome del presidente, una donna, Melina Fiorillo eletta per acclamazione. Subito iniziative importanti come le serate anni '60 e le premiazioni di merito; consensi favorevoli per il Circolo "La Piazzetta". E a proposito di fatti sportivi, la società di II Categoria Stella Rossa, nel 2004 cambia look ai vertici societari: il nuovo presidente è Pietro Di Marta e Pierino Di Lillo è vice presidente; mentre Salvatore Fusco rimane tra i dirigenti. Il giovane Antonio Fusco (classe '86) a luglio si trasferisce all'altra società S.S. Vitulazio (Promozione), mentre arrivano poi alla corte di Mister Salvatore Russo, Massimiliano Merolillo e Gianluca Cioppa. Sempre a luglio 2004, il metodista Guido Cuccari (classe '86) rifiuta allettanti offerte per passare dal Vitulazio del presidente Antonio Catone alla Baronia (Eccellenza); la squadra è allenata da Gigi Di Baia (ex Casertana). Franco De Cristofaro è confermato D.S. del Vitulazio, mentre il dimissionario allenatore Franco Ciccarelli si occuperà della squadra allievi regionali, naturalmente come "trainer". Nella Scuola Calcio (Real Vitulazio) di Gigino Aurilio, continuano a fare bene i due allenatori-selezionatori Carlo Guarino e Gennaro Ciccarelli. Anche la squadra dei giovanissimi provinciali va a gonfie vele: sugli scudi, il bomber (classe '91) Agostino Montanaro, il ragazzo segna goal a grappoli. Da sottolineare che le tre società calcistiche di Vitulazio sono penalizzate dal non utilizzo del campo sportivo; come tutti sanno, vi sono dei lavori in corso. Le sempre trasferte, senza la partita casalinga, e con tutte le problematiche, le squadre subiscono pure una non congeniale posizione di classifica. Spostando poi il pallone dal centro del campo, diciamo pure che il Gruppo Teatrale "Vitulaccio '89" è impegnato per le prove della commedia in tre atti di Eduardo De Filippo e Armando Curcio "La fortuna con la effe maiuscola" e " 'A morte 'e Carnevale". I lavori verranno presentati durante le festività natalizie; sicuramente il Gruppo capitanato da Saverio Scialdone farà ancora una volta colpo grosso. Al momento di stilare il servizio non abbiamo altre notizie di rilievo, di spettacoli e organizzazioni di fine anno (ci scusiamo se dimentichiamo qualcuno); resta solo da dire a conclusione che il Circolo "La Piazzetta" organizza due serate di spettacolo, beneficenza e solidarietà in primis. Il 25 dicembre, grosso impegno per il Circolo: a Bellona (scuola media) manifestazione artistico-ricreativa dal titolo "Natale con i tuoi amici". L'altra serata il 31 dicembre per un fine anno diverso, originale. Oltre la musica, le canzoni, saranno premiate le vetrine più belle di Vitulazio, abbinate al concorso "Artisti a... colori". I pittori, le vetrine, gli orchestrali "Garden Club" riceveranno il giusto premio e l'applauso finale del presidente Melina Fiorillo.

Spumante e auguri, lenticchie, tutto gratis in piazza Papa Giovanni; tutti poi saluteranno il nuovo anno, un anno con un "revival" forse vincente sotto l'aspetto organizzativo. Complimenti e auguri a tutti. Buon Natale e Felice Anno Nuovo. Michele Ciccarelli

Antonio D’Addio al Ricciardi di Capua

Il 25 novembre u.s. nel teatro Ricciardi di Capua Antonio D’Addio (Lollo) ha presentato lo spettacolo dal titolo “Sì, sì, ma non è il caso”, un mix di 9 poesie, 18 canzoni una fiaba ed alcuni balli.

Lo spettacolo si è svolto in una suggestiva ed intimistica atmosfera, anzi surreale, contraddistinto da un primo atto concentrato sulla poesia e musiche alquanto mistiche, per poi trasformarsi nel secondo atto in un susseguirsi di canzoni dal linguaggio popolare, al cospetto di circa 250 spettatori paganti e diverse autorità pubbliche e giornalistiche.

Da un sondaggio effettuato dopo il concerto, e dalle stesse critiche che lo spettatore ha potuto annotare sul biglietto d’ingresso e imbucato in una cassetta all’uscita del Ricciardi, lo spettacolo è risultato essere una bella misce

a di teatralità. Antonio D’Addio si ritiene soddisfattissimo della riuscita dello spettacolo, sia per quanto riguarda l’aspetto tecnico ma soprattutto per la professionalità.

Con infinita contentezza ci dice: “Non credevo che il mio messaggio sarebbe arrivato così in profondità”.

L’autore si prefigge un tour nei vari teatri della provincia, presso associazioni culturali e in tutti quei luoghi dove si diffonde cultura.

Si sta già lavorando ad altri progetti musicali e non, che saranno presentati al pubblico nel prossimo anno.

Mentre andiamo in stampa apprendiamo che lo spettacolo di Antonio D’Addio sarà replicato il giorno 21 gennaio 2005 alle ore 20,00 nella chiesa di S. Rufo e Carponio in Corso Gran Priorato di Malta a Capua. Lo spettavolo è gratuito. Antonio Scala

Nel 2004 è nata l’A. S. “Monterageto”

Ha solo sei mesi di vita ma ha già mietuto tantissimi successi l’Associazione Sportiva “Monterageto” del presidente Gabriele Aurilio. Squadra di serie A regionale di Calcio a 5 il “Monterageto” è intenzionata ad arrivare alla vittoria finale in questo campionato e lo sta dimostrando gara dopo gara. Vorrei approfittare dell’occasione che ci offre Block Notes - ci dice il presidente Aurilio - per fare i nomi delle ragazze che compongono la squadra e che sono: Roberta Caricchia, il neo acquisto Valentina Gambardella, Loredana D’Elia, Marianna Paritario, Amalia Marrocco, Michelina Inverno, Francesca Amato, Ines Leone, Maria Buonocore, Maria Giovanna Carusone e Simona Miccio. E’ grazie a loro che il “Monterageto è primo in classifica. Vorrei altresì ringraziare gli sponsor della squadra che sono Acqua Minerale Suio e il Centro Umanistico Incontri Internazionali di Aika e Antonio Sapone”. A.S.

Annibale, il nemico di Roma - "Intervista con la Storia" - Nona ed ultima Puntata

La riscossa dei romani - Cartagine umiliata e distrutta. Le vittorie riportate da Scipione suscitarono a Roma un tripudio di popolo perché, per molti anni, si erano verificate inspiegabili e mortificanti sconfitte. Il Senato romano proclamò tre giorni di festa e le matrone, ornate di oggetti preziosi, si recarono al tempio per intonare canti di gioia.

Per quanti anni ancora i cartaginesi opposero resistenza alle legioni romane?

Annibale: “Opponemmo resistenza ai romani per altri quattro anni e nessuno riuscì a piegarci. Restammo asserragliati su un fronte di un centinaio di chilometri fra Locri e Crotone e ci rendemmo conto che stava per iniziare la nostra agonia. Speravo che mio fratello Magone riuscisse a cacciare dalla Spagna i romani. Non avevo sufficiente danaro per pagare i soldati, le vettovaglie erano al minimo, ma i miei uomini restavano fedeli.. I condottieri romani erano quasi tutti morti in battaglia ed io, che avevo fatto tremare Roma, cominciavo ad avvertire i primi sintomi della stanchezza e speravo nella pace”.

Intanto Scipione era riuscito a convincere il Senato romano ad iniziare la “Guerra di Roma” contro Cartagine. Riorganizzato l’esercito e rafforzata la cavalleria, il giovane trentunenne condottiero romano, nella primavera del 204 a.C. partì per l’Africa. I cartaginesi, preoccupati, dissero di essere disposti a firmare la pace, a richiamare Annibale e a rinunciare a tutti i territori d’oltremare. Ma Scipione voleva di più. Sospese le trattative ed iniziò le operazioni militari. Ormai le legioni romane erano inarrestabili! Le vittorie si succedevano una dopo l’altra tra lo sgomento dei cartaginesi. Furono iniziate nuove trattative di pace e Annibale, richiamato in patria, lasciò l’Italia.

Quanti anni avevano trascorso i cartaginesi in Italia?

Annibale: “Dopo sedici anni di permanenza, l’Italia era divenuta parte della mia stessa vita. A stento riuscii a trattenere le lacrime pensando al mio triste destino. Non discussi l’ordine, obbedii come sa obbedire un soldato. Ci imbarcammo, alla volta di Cartagine, nella primavera dell’anno 203 a.C. insieme a 15.000 uomini, resti valorosi di un esercito che aveva combattuto strenuamente. Ero arrivato in Italia all’età di 29 anni e ripartivo all’età di 45 anni”.

Intanto le truppe di Scipione, appena giunte in Africa, si erano accampate nella piana di Tunisi, nei pressi del villaggio di Jama, diventata in seguito Zama. Il campo di battaglia di Zama era simile ad una conca larga molti chilometri, circondata dalle colline del Gebel Massugh. In quello spazio si affrontarono, in un giorno d’estate del 202 a.C., più di 80.000 uomini e quasi 50.000 erano quelli di Annibale. Mentre i romani avevano una cavalleria superiore di numero, Annibale oltre al numeroso esercito, aveva 80 elefanti che intendeva collocare davanti alle prime linee d’attacco.

Fu chiesto un colloquio prima della battaglia?

Annibale: “Inviai un messaggero al campo del rivale per un colloquio che ebbe luogo nello spazio tra i due accampamenti. Ambedue avanzammo a cavallo seguiti da un gruppo di ufficiali. Ci osservammo in silenzio, immobili sotto il sole che imperversava. Sapevo che Scipione era un giovane di 32 anni gli occhi ricchi di uno sguardo pieno di fascino. Con il volto ricoperto da una folta barba nera, io ero imponente nell’aspetto e mostravo sicurezza. Al termine del colloquio ci allontanammo senza avere stipulato alcun accordo. La mattina seguente gli eserciti erano pronti per lo scontro”.

La battaglia di Zama iniziò con la carica degli 80 elefanti lanciati contro le legioni romane. La terra tremava sotto le loro zampe ed i loro barriti si diffondevano nel campo.

Appena le trombe dei romani suonarono il segnale dell’attacco, i pachidermi furono colpiti da centinaia di frecce e, impauriti dal continuo suono, si volsero indietro travolgendo la cavalleria di Annibale attaccata dai legionari guidati da Massinissa, uno sceicco numìda fedele alleato di Roma. I cavalieri cartaginesi abbandonarono il campo di battaglia inseguiti dalle truppe di Massinissa. Notato il cedimento del nemico, Scipione preparò la manovra di accerchiamento. I cartaginesi, sorpresi, si diedero alla fuga riparando sui vicini monti. I romani continuarono ad avanzare, non intendevano abbandonare la preda! Richiamati da Scipione, i legionari ritornarono sulla linea del loro schieramento segnata dal cumulo di cadaveri dei nemici. La battaglia ebbe un momento di tregua e i due rivali cercarono di riordinare le forze.

Perché non approfittaste della breve tregua per aggredire i romani?

Annibale: “Se avessi approfittato di quella tragua, di sicuro avrei sbaragliato il nemico!

Era un momento propizio per aggredire gli uomini di Scipione. Forse, per un istante, ebbi la vittoria a portata di mano! Con il sopraggiungere della cavalleria di Massinissa, quel momento propizio svanì ed ai miei uomini non restava che fuggire, come mai era accaduto. A quella vista provai un dolore al cuore ricordando le stupende vittorie conseguite!

L’impeto della fanteria romana distrusse l’esercito cartaginese e più di 20.000 morti giacevano sul terreno intriso di sangue. Una cruenta sconfitta che fece crollare tutti i miei sogni, tutti i miei progetti!”.

Al termine della battaglia Annibale si ritrovò con pochissimi cavalieri.

Cavalcando il suo destriero, si lanciò al galoppo diretto a casa sua. Percorse la distanza in una sola tappa e, appena giunto, si gettò sul letto e dormì profondamente.

La spedizione cartaginese contro Roma costò più di 30.000 morti ed Annibale fu sottoposto ad un processo. Fu accusato di aver tralasciato l’assedio di Roma, di essersi appropriato di tutto il bottino senza averne inviato una parte a Cartagine.

Dopo accurate indagini, Annibale riuscì a conoscere gli abusi commessi in sua assenza e pronunciò parole di condanna: “Mentre noi combattevamo, voi speculavate sulle nostre sofferenze!”. L’uomo che aveva combattuto per l’onore di Cartagine, fu dichiarato fuorilegge e cacciato dalla città. I suoi beni furono confiscati e la sua casa rasa al suolo, preludio dell’immane catastrofe che abrebbero commesso i romani.

Con una nave fenicia, Annibale si trasferì a Tiro, da qui raggiunsero Efeso ed infine Creta, sempre inseguito dalle legioni romane che lo raggiunsero a Libissa nell’autunno del 183 a.C. I romani bloccarono l’uscita del fortino in attesa di catturarlo. Ad un gruppo di soldati, Annibale disse: “Ora non ci resta che la pace! Speriamo di ottenerla senza vergogna!”.

Una delle sentinelle comunicò al generale l’avvicinarsi di uomini armati e, per non essere consegnato ai romani, Annibale sollevato il castone dell’anello che conteneva un potente veleno, rovesciò il capo all’indietro e bevve senza esitazione, rivolgendo un accorato pensiero alla sua Cartagine.

Aveva 64 anni ed il suo corpo fu arso alla presenza dei suoi fedeli soldati in lacrime.

Era l’anno 146 a.C. quando le legioni romane entrarono in Cartagine.

Procedevano lentamente espugnando una casa dopo l’altra. La città fu messa a sacco e fuoco e le fiamme l’avvolsero per 17 giorni e 17 notti. I legionari camminavano su mucchi di cenere e sulle rovine furono portati gli aratri tirati da decine di buoi.

Il suolo di Cartagine fu rivoltato ed i soldati lo cosparsero di sale.

Quando Scipione ritornò in patria gli furono tributati grandi onori per avere annientato il nemico di Roma. Ma, negli ultimi anni di vita, a causa dell’invidia dei potenti che lo accusarono di peculato, subì un processo e fu costretto a difendersi da accuse infamanti. Si ritirò in esilio a Liternum.

Prima di morire (183 a.C.) pronunciò una frase rimasta nella storia: “Ingrata patria, non avrai le mie ossa!”.

Aveva 52 anni. Per le sue imprese Scipione fu soprannominato “l’africano” e, come scrisse Tito Livio, “fu il primo ad essere onorato con il nome del popolo da lui vinto”. Franco Valeriani

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