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“Le Fortificazioni”,
convegno con Robotti
Nella Sala dei
Cannoni del Castello di Carlo V° 4 dicembre si è svolto un Seminario
sulle “Fortificazioni nelle città del Mediterraneo”. Ad organizzarlo
il docente universitario di architettura Ciro Robotti per il
coordinamento scientifico mentre il coordinamento organizzativo è
stato del comandante dello stabilimento Pirotecnico Fausto Claudio
Villaccio. Dopo il benvenuto ai presenti di Villaccio ed una nota
introduttiva di Robotti su “Castelli, masserie, torri. Segni forti
nel paesaggio di territori e città interne e costiere” hanno
relazionato il docente universitario di Palermo Nunzio Marsiglia
(“Il sistema delle fortificazioni costiere della Sicilia. La Torre
del Caricatore di Girgenti), Damiano Iacobone del Politecnico di
Milano su “I fortini in terra, teppa et fascine della Lombardia
spagnola”; Margarita Galceran Vila della scuola tecnica superiore di
Barcellona su “Il Castello del Montjiuic a Barcellona”; Maria
Adelaide Lala Compenso, del Politecnico di Torino su “Un database di
architettura islamica”. E’ seguita l’inaugurazione della mostra
“L’architettura delle Fortificazioni” di quasi tutte le regioni
italiane e della Francia, Giordania, Malta, Spagna e Cina, quindi ha
avuto luogo la visita guidata al Castello. Nel pomeriggio i lavori
sono proseguiti con Mario Coletta della SUN di Napoli su “Le difese
naturali e territoriali”, Stefano Bertocci dell’Università di
Firenze su “I castelli crociati dell’area di Petra in Giordania”,
Fausto Pugnaloni, della Politecnica delle Marche su “Il recupero
della cittadella del Sangallo ad Ancona”, Marcello Rotili,
dell’Università di Napoli su “I sistemi difensivi in alcuni castelli
della Campania interna”, Sabina Martusciello della Sun di Napoli su
“L’Abbazia di S. Guglielmo al Boleto: geometria multidimensionale;
Riccardo Dalla Negra della Sun di Napoli su “Il Corridore di Prato:
la problematica del restauro di una fortificazione trecentesca”,
Saverio Miccoli, della “Sapienza” di Roma su “Valutazioni e
strategie attuative di progetti di valorizzazione”. Le conclusioni
sono state di Carmine Gambardella della Facoltà di architettura
della Sun di Napoli che ha parlato dell’ “Architettura delle
fortificazioni: la nuova rete dei saperi di eccellenza”. Quindi ha
avuto luogo la conclusione dei lavori con Aniello Montano della
Facoltà di Lettere dell’Università di Salerno e con Circo Robotti
della Facoltà di architettura della Sun di Napoli.
Il primo “Calendostorico”
edito da Galluccio
Una bella
iniziativa editoriale ha presentato il 18 dicembre il Col. Pasquale
Galluccio che ha dato alle stampe il primo “Calendostorico” capuano
del 2005. E’ l’associazione “Uniti per Capua” di cui è presidente
l’attivo colonnello a dare il marchio del “copyrigth” alla
pubblicazione caleidoscopica che ripercorre in rapida sintesi, con
immagini molto suggestive, la storia della nostra città, presentando
chiese e castelli, palazzi monumentali, risalendo agli eventi
storici e bellici che rendono appassionante la visione e la lettura
della realizzazione. La presentazione ha avuto luogo nella sala
consiliare con la presenza dell’Arcivescovo don Bruno Schettino,
del Presidente della Provincia on. Riccardo Ventre,del Prefetto di
Caserta Carlo Schilardi, del sindaco Alessandro Pasca, del prof.
Giuseppe Centore, direttore del Museo Provinciale Campano, e dello
stesso Col. Pasquale Galluccio. L’incontro è stato condotto da
Pompeo Pelagalli.
Un libro di Caporale a
tutela degli animali
La redazione di
Block Notes è lieta di segnalare la lodevole iniziativa editoriale
di un cittadino capuano di origini calabresi, Nicola Vincenzo
Caporale, agente di Polizia Municipale con grado di Assistente
Principale presso il Comando VV. UU. di Caserta nonché animalista,
naturalista e appassionato di fotografia. Il volume, dal titolo “La
tutela degli animali nella dottrina e nella legislazione”, edito da
Halley, rappresenta il primo documento completo dal punto di vista
normativo e giurisprudenziale in materia di tutela di animali.
Dall’esperienza della sua quotidianità, dalla esigenza di
evidenziare con chiarezza le “regole del gioco” della tutela degli
animali e con il fattivo sostegno del suo Comandante, dott.
Francesco Delvino, coautore del testo, è nato questo libro che
contiene, nel cd rom allegato alla pubblicazione, un’ampia raccolta
di tutta la normativa statale e regionale (leggi, circolari e
ordinanze), aggiornata alla recentissima Legge 20 luglio 2004 n.
189, in tema di animali. Nel libro sono raccolti i riferimenti
normativi nazionali e le ipotesi applicative attraverso l’esperienza
dell’Autonomia Locale. Vengono infatti trattati argomenti quali, ad
esempio, gli animali di affezione, il randagismo, i combattimenti,
gli animali in condominio, i regolamenti di polizia urbana, il
codice della strada e gli animali, la vivisezione. Molteplici sono
anche i modelli predisposti: schema di comunicazione di ritrovamento
o restituzione di animale, schema per l’iscrizione/cancellazione del
proprio cane all’anagrafe canina regionale o per denunciare la
scomparsa, la morte, la cessione o la variazione di possesso
dell’animale. Il libro contiene inoltre un utile prontuario delle
violazioni ed un’ampia rassegna di massime giurisprudenziali. Un
volume rivolto a tutti coloro che, a vario titolo, si trovano a
combattere quotidianamente contro le ingiustizie perpetrate nei
confronti degli esseri animali. Una preziosa raccolta di utili
informazioni, frutto di un lavoro svolto con passione da un uomo
estremamente disponibile e riservato che siamo certi ci regalerà
altre preziose e utili pubblicazioni. PF
“Arte, Vini e Sapori”,
riuscita iniziativa
Lo stand delle
prelibate “trecce” di mozzarella di bufala del noto Caseificio “
Garofalo” con la degustazione continua di assaggi ha fatto da
attrattore per le migliaia di persone che il 5 scorso hanno
affollato la stupenda piazza dei Giudici, finalmente liberata per un
giorno dalle auto: il salotto cittadino sembrava un grande
“ristorante” all’aperto con gli stand espositivi di salumifici e
caseifici, oleifici, aziende vinicole e artigianato vario
dell’Associazione Portatori d’Handicap, o dell’affermata ceramista
Anna Maria Ferrara, presidente di “Capua Fidelis”. Anche le
collaboratrici della Pro Loco erano dietro una “bancarella” offrendo
biscottini e taralli ai numerosi visitatori. La rinomata “mela
annurca” e i migliori prodotti dell’orto erano in bella mostra
dentro grossi cesti e canestri. In abbinamento armonico con i
prodotti esposti, apparivano anche opere d’arte di artisti, tra i
quali due grosse tele dell’assessore alle tradizioni, Vincenzo Del
Mese, molto ammirate dai visitatori. E’ stato lo stesso assessorato
in sinergia con la Pro Loco del presidente Tullio Del Pozzo e con un
collaboratore eccezionale nella persona di Michele Nuzzo, ad
organizzare la riuscita manifestazione, oltre a Masina Mancini,
Mariana Iocco, Michele Dedicato, Antonio De Rosa, Pompeo Del Pozzo,
Antonio Ciarmiello. Hanno patrocinato la manifestazione il Comune di
Capua e l’Agenzia Giovani Provinciale. Le aziende espositrici sono
state: la Cooperativa “Garofalo” di Capua, Lavoro e Salute dei
fratelli Telaro di Galluccio, Vestini di Campagnano, le Fattorie
Alois, Terra del principe, Borboni, Cooperativa “La Baronia”,
Castello Ducale, Masseria I Trainelli di Luciano Di Meo, La
Colombaia, Giò Sole, La Buona Cremeria di Nonna Vincenza, La
cooperativa Corylus di Andolfi, la cooperativa Giotto, il Consorzio
Alto Casertano, Brandi Creazioni in cera.
Block Notes HINTERLAND
- Revival vincente del 2004
E' stato un anno,
il 2004, all'insegna della mentalità offensiva e vincente degli
organizzatori; non si sono fatte "barricate" e tutti hanno recitato
la loro parte con impegno e professionalità; insomma, una carrellata
di grosse manifestazioni, spettacoli originali, ma anche
commemorazioni importanti come il ritorno della salma dello
scienziato Giovanni Giuseppe Scialdone. I cittadini tutti, hanno
riservato per lui tanti applausi. Il compianto e mitico scienziato
della NASA (vitulatino D.O.C.), difficilmente verrà dimenticato. Il
sindaco Luigi Romano e tutta l'amministrazione comunale si stà
attivando per offrire (in un consiglio comunale da fare entro la
fine dell'anno) alla famiglia dello scienziato una medaglia d'oro di
merito per tutto quello che ha fatto Giovanni Giuseppe Scialdone.
Altresì il sindaco si è impegnato pure sul fatto che, una strada di
Vitulazio porterà il nome dello scienziato scomparso. Ma altre cose
importanti sono state presentate ai cittadini come il corso di
sommelier (degustazione del vino) svoltosi al Centro Sociale, ma
anche concerti aperti come quello de "I Corepolis". Spesso si sono
attivati per l'amministrazione comunale l'assessore delegato Achille
Cuccari, Regina Antropoli, Egidio Aiezza, ecc. Originali anche le
iniziative come "Spendi meglio e voli a Parigi". Tra l'altro
l'amministrazione nel mese di dicembre propone un originale
programma: 1) Babbo Natale a spasso con la musica; 2) Musiche e
fattarielli napoletani; 3) Concerto "Omaggio a Maria"; 4) Tombolata
al Centro Sociale; 5) Finalmente Musica (concerto al Centro
Parrocchiale). N.B.: A tutti una tessera e un regalo offerto alle
persone che assistono a tutti gli spettacoli.
Nel 2004, ha
risposto pure alla grande il Comitato Festa; elogi per
l'organizzazione della Festa della Madonna, ma anche la Festa di S.
Michele organizzata con maestria. La Pro Loco vitulatina ha svolto
un ruolo importante nei quartieri di Vitulazio; pare molto
suggestivo gareggiare tra squadre rionali con elementi motivati. Il
nuovo presidente Angelo Russo garantisce continuità e stabilità alla
Pro Loco. Registriamo pure l'evento sportivo organizzato da Giovanni
Carusone, maratoneta quanto basta per portare nelle strade di
Vitulazio circa 600 atleti (con tantissime donne). La sgambettata
annuale ricca di rosa con tante premiazioni: bravo Giovanni.
Risultavano vincenti gli spettacoli estivi al Centro Parrocchiale,
tanta beneficenza, tanto amore per cose semplici ma che lasciano il
segno, come gli stand con il fior fiore delle delizie. Naturalmente,
tutto curato con abilità dal nostro parroco Don Pietro Lagnese, e
spettacoli ben diretti da Gerardo Pezzulo. Nel 2004, nasce su
iniziativa di "Amici in Circolo" il sodalizio di Piazza Papa
Giovanni XXIII "La Piazzetta"; al centro della cronaca rimbalza il
nome del presidente, una donna, Melina Fiorillo eletta per
acclamazione. Subito iniziative importanti come le serate anni '60 e
le premiazioni di merito; consensi favorevoli per il Circolo "La
Piazzetta". E a proposito di fatti sportivi, la società di II
Categoria Stella Rossa, nel 2004 cambia look ai vertici societari:
il nuovo presidente è Pietro Di Marta e Pierino Di Lillo è vice
presidente; mentre Salvatore Fusco rimane tra i dirigenti. Il
giovane Antonio Fusco (classe '86) a luglio si trasferisce all'altra
società S.S. Vitulazio (Promozione), mentre arrivano poi alla corte
di Mister Salvatore Russo, Massimiliano Merolillo e Gianluca Cioppa.
Sempre a luglio 2004, il metodista Guido Cuccari (classe '86)
rifiuta allettanti offerte per passare dal Vitulazio del presidente
Antonio Catone alla Baronia (Eccellenza); la squadra è allenata da
Gigi Di Baia (ex Casertana). Franco De Cristofaro è confermato D.S.
del Vitulazio, mentre il dimissionario allenatore Franco Ciccarelli
si occuperà della squadra allievi regionali, naturalmente come
"trainer". Nella Scuola Calcio (Real Vitulazio) di Gigino Aurilio,
continuano a fare bene i due allenatori-selezionatori Carlo Guarino
e Gennaro Ciccarelli. Anche la squadra dei giovanissimi provinciali
va a gonfie vele: sugli scudi, il bomber (classe '91) Agostino
Montanaro, il ragazzo segna goal a grappoli. Da sottolineare che le
tre società calcistiche di Vitulazio sono penalizzate dal non
utilizzo del campo sportivo; come tutti sanno, vi sono dei lavori in
corso. Le sempre trasferte, senza la partita casalinga, e con tutte
le problematiche, le squadre subiscono pure una non congeniale
posizione di classifica. Spostando poi il pallone dal centro del
campo, diciamo pure che il Gruppo Teatrale "Vitulaccio '89" è
impegnato per le prove della commedia in tre atti di Eduardo De
Filippo e Armando Curcio "La fortuna con la effe maiuscola" e " 'A
morte 'e Carnevale". I lavori verranno presentati durante le
festività natalizie; sicuramente il Gruppo capitanato da Saverio
Scialdone farà ancora una volta colpo grosso. Al momento di stilare
il servizio non abbiamo altre notizie di rilievo, di spettacoli e
organizzazioni di fine anno (ci scusiamo se dimentichiamo qualcuno);
resta solo da dire a conclusione che il Circolo "La Piazzetta"
organizza due serate di spettacolo, beneficenza e solidarietà in
primis. Il 25 dicembre, grosso impegno per il Circolo: a Bellona
(scuola media) manifestazione artistico-ricreativa dal titolo
"Natale con i tuoi amici". L'altra serata il 31 dicembre per un fine
anno diverso, originale. Oltre la musica, le canzoni, saranno
premiate le vetrine più belle di Vitulazio, abbinate al concorso
"Artisti a... colori". I pittori, le vetrine, gli orchestrali
"Garden Club" riceveranno il giusto premio e l'applauso finale del
presidente Melina Fiorillo.
Spumante e auguri,
lenticchie, tutto gratis in piazza Papa Giovanni; tutti poi
saluteranno il nuovo anno, un anno con un "revival" forse vincente
sotto l'aspetto organizzativo. Complimenti e auguri a tutti. Buon
Natale e Felice Anno Nuovo. Michele Ciccarelli
Antonio D’Addio al
Ricciardi di Capua
Il 25 novembre
u.s. nel teatro Ricciardi di Capua Antonio D’Addio (Lollo) ha
presentato lo spettacolo dal titolo “Sì, sì, ma non è il caso”, un
mix di 9 poesie, 18 canzoni una fiaba ed alcuni balli.
Lo spettacolo si è
svolto in una suggestiva ed intimistica atmosfera, anzi surreale,
contraddistinto da un primo atto concentrato sulla poesia e musiche
alquanto mistiche, per poi trasformarsi nel secondo atto in un
susseguirsi di canzoni dal linguaggio popolare, al cospetto di circa
250 spettatori paganti e diverse autorità pubbliche e
giornalistiche.
Da un sondaggio
effettuato dopo il concerto, e dalle stesse critiche che lo
spettatore ha potuto annotare sul biglietto d’ingresso e imbucato in
una cassetta all’uscita del Ricciardi, lo spettacolo è risultato
essere una bella misce
a di teatralità.
Antonio D’Addio si ritiene soddisfattissimo della riuscita dello
spettacolo, sia per quanto riguarda l’aspetto tecnico ma soprattutto
per la professionalità.
Con infinita
contentezza ci dice: “Non credevo che il mio messaggio sarebbe
arrivato così in profondità”.
L’autore si
prefigge un tour nei vari teatri della provincia, presso
associazioni culturali e in tutti quei luoghi dove si diffonde
cultura.
Si sta già
lavorando ad altri progetti musicali e non, che saranno presentati
al pubblico nel prossimo anno.
Mentre andiamo in
stampa apprendiamo che lo spettacolo di Antonio D’Addio sarà
replicato il giorno 21 gennaio 2005 alle ore 20,00 nella chiesa di
S. Rufo e Carponio in Corso Gran Priorato di Malta a Capua. Lo
spettavolo è gratuito. Antonio Scala
Nel 2004 è nata l’A. S.
“Monterageto”
Ha solo sei mesi
di vita ma ha già mietuto tantissimi successi l’Associazione
Sportiva “Monterageto” del presidente Gabriele Aurilio. Squadra di
serie A regionale di Calcio a 5 il “Monterageto” è intenzionata ad
arrivare alla vittoria finale in questo campionato e lo sta
dimostrando gara dopo gara. Vorrei approfittare dell’occasione che
ci offre Block Notes - ci dice il presidente Aurilio - per fare i
nomi delle ragazze che compongono la squadra e che sono: Roberta
Caricchia, il neo acquisto Valentina Gambardella, Loredana D’Elia,
Marianna Paritario, Amalia Marrocco, Michelina Inverno, Francesca
Amato, Ines Leone, Maria Buonocore, Maria Giovanna Carusone e Simona
Miccio. E’ grazie a loro che il “Monterageto è primo in classifica.
Vorrei altresì ringraziare gli sponsor della squadra che sono Acqua
Minerale Suio e il Centro Umanistico Incontri Internazionali di Aika
e Antonio Sapone”. A.S.
Annibale, il nemico di
Roma - "Intervista con la Storia" - Nona ed ultima Puntata
La riscossa dei
romani - Cartagine umiliata e distrutta. Le vittorie riportate da
Scipione suscitarono a Roma un tripudio di popolo perché, per molti
anni, si erano verificate inspiegabili e mortificanti sconfitte. Il
Senato romano proclamò tre giorni di festa e le matrone, ornate di
oggetti preziosi, si recarono al tempio per intonare canti di gioia.
Per quanti anni
ancora i cartaginesi opposero resistenza alle legioni romane?
Annibale:
“Opponemmo resistenza ai romani per altri quattro anni e nessuno
riuscì a piegarci. Restammo asserragliati su un fronte di un
centinaio di chilometri fra Locri e Crotone e ci rendemmo conto che
stava per iniziare la nostra agonia. Speravo che mio fratello Magone
riuscisse a cacciare dalla Spagna i romani. Non avevo sufficiente
danaro per pagare i soldati, le vettovaglie erano al minimo, ma i
miei uomini restavano fedeli.. I condottieri romani erano quasi
tutti morti in battaglia ed io, che avevo fatto tremare Roma,
cominciavo ad avvertire i primi sintomi della stanchezza e speravo
nella pace”.
Intanto Scipione
era riuscito a convincere il Senato romano ad iniziare la “Guerra di
Roma” contro Cartagine. Riorganizzato l’esercito e rafforzata la
cavalleria, il giovane trentunenne condottiero romano, nella
primavera del 204 a.C. partì per l’Africa. I cartaginesi,
preoccupati, dissero di essere disposti a firmare la pace, a
richiamare Annibale e a rinunciare a tutti i territori d’oltremare.
Ma Scipione voleva di più. Sospese le trattative ed iniziò le
operazioni militari. Ormai le legioni romane erano inarrestabili! Le
vittorie si succedevano una dopo l’altra tra lo sgomento dei
cartaginesi. Furono iniziate nuove trattative di pace e Annibale,
richiamato in patria, lasciò l’Italia.
Quanti anni
avevano trascorso i cartaginesi in Italia?
Annibale: “Dopo
sedici anni di permanenza, l’Italia era divenuta parte della mia
stessa vita. A stento riuscii a trattenere le lacrime pensando al
mio triste destino. Non discussi l’ordine, obbedii come sa obbedire
un soldato. Ci imbarcammo, alla volta di Cartagine, nella primavera
dell’anno 203 a.C. insieme a 15.000 uomini, resti valorosi di un
esercito che aveva combattuto strenuamente. Ero arrivato in Italia
all’età di 29 anni e ripartivo all’età di 45 anni”.
Intanto le truppe
di Scipione, appena giunte in Africa, si erano accampate nella piana
di Tunisi, nei pressi del villaggio di Jama, diventata in seguito
Zama. Il campo di battaglia di Zama era simile ad una conca larga
molti chilometri, circondata dalle colline del Gebel Massugh. In
quello spazio si affrontarono, in un giorno d’estate del 202 a.C.,
più di 80.000 uomini e quasi 50.000 erano quelli di Annibale. Mentre
i romani avevano una cavalleria superiore di numero, Annibale oltre
al numeroso esercito, aveva 80 elefanti che intendeva collocare
davanti alle prime linee d’attacco.
Fu chiesto un
colloquio prima della battaglia?
Annibale: “Inviai
un messaggero al campo del rivale per un colloquio che ebbe luogo
nello spazio tra i due accampamenti. Ambedue avanzammo a cavallo
seguiti da un gruppo di ufficiali. Ci osservammo in silenzio,
immobili sotto il sole che imperversava. Sapevo che Scipione era un
giovane di 32 anni gli occhi ricchi di uno sguardo pieno di fascino.
Con il volto ricoperto da una folta barba nera, io ero imponente
nell’aspetto e mostravo sicurezza. Al termine del colloquio ci
allontanammo senza avere stipulato alcun accordo. La mattina
seguente gli eserciti erano pronti per lo scontro”.
La battaglia di
Zama iniziò con la carica degli 80 elefanti lanciati contro le
legioni romane. La terra tremava sotto le loro zampe ed i loro
barriti si diffondevano nel campo.
Appena le trombe
dei romani suonarono il segnale dell’attacco, i pachidermi furono
colpiti da centinaia di frecce e, impauriti dal continuo suono, si
volsero indietro travolgendo la cavalleria di Annibale attaccata dai
legionari guidati da Massinissa, uno sceicco numìda fedele alleato
di Roma. I cavalieri cartaginesi abbandonarono il campo di battaglia
inseguiti dalle truppe di Massinissa. Notato il cedimento del
nemico, Scipione preparò la manovra di accerchiamento. I cartaginesi,
sorpresi, si diedero alla fuga riparando sui vicini monti. I romani
continuarono ad avanzare, non intendevano abbandonare la preda!
Richiamati da Scipione, i legionari ritornarono sulla linea del loro
schieramento segnata dal cumulo di cadaveri dei nemici. La battaglia
ebbe un momento di tregua e i due rivali cercarono di riordinare le
forze.
Perché non
approfittaste della breve tregua per aggredire i romani?
Annibale: “Se
avessi approfittato di quella tragua, di sicuro avrei sbaragliato il
nemico!
Era un momento
propizio per aggredire gli uomini di Scipione. Forse, per un
istante, ebbi la vittoria a portata di mano! Con il sopraggiungere
della cavalleria di Massinissa, quel momento propizio svanì ed ai
miei uomini non restava che fuggire, come mai era accaduto. A quella
vista provai un dolore al cuore ricordando le stupende vittorie
conseguite!
L’impeto della
fanteria romana distrusse l’esercito cartaginese e più di 20.000
morti giacevano sul terreno intriso di sangue. Una cruenta sconfitta
che fece crollare tutti i miei sogni, tutti i miei progetti!”.
Al termine della
battaglia Annibale si ritrovò con pochissimi cavalieri.
Cavalcando il suo
destriero, si lanciò al galoppo diretto a casa sua. Percorse la
distanza in una sola tappa e, appena giunto, si gettò sul letto e
dormì profondamente.
La spedizione
cartaginese contro Roma costò più di 30.000 morti ed Annibale fu
sottoposto ad un processo. Fu accusato di aver tralasciato l’assedio
di Roma, di essersi appropriato di tutto il bottino senza averne
inviato una parte a Cartagine.
Dopo accurate
indagini, Annibale riuscì a conoscere gli abusi commessi in sua
assenza e pronunciò parole di condanna: “Mentre noi combattevamo,
voi speculavate sulle nostre sofferenze!”. L’uomo che aveva
combattuto per l’onore di Cartagine, fu dichiarato fuorilegge e
cacciato dalla città. I suoi beni furono confiscati e la sua casa
rasa al suolo, preludio dell’immane catastrofe che abrebbero
commesso i romani.
Con una nave
fenicia, Annibale si trasferì a Tiro, da qui raggiunsero Efeso ed
infine Creta, sempre inseguito dalle legioni romane che lo
raggiunsero a Libissa nell’autunno del 183 a.C. I romani bloccarono
l’uscita del fortino in attesa di catturarlo. Ad un gruppo di
soldati, Annibale disse: “Ora non ci resta che la pace! Speriamo di
ottenerla senza vergogna!”.
Una delle
sentinelle comunicò al generale l’avvicinarsi di uomini armati e,
per non essere consegnato ai romani, Annibale sollevato il castone
dell’anello che conteneva un potente veleno, rovesciò il capo
all’indietro e bevve senza esitazione, rivolgendo un accorato
pensiero alla sua Cartagine.
Aveva 64 anni ed
il suo corpo fu arso alla presenza dei suoi fedeli soldati in
lacrime.
Era l’anno 146
a.C. quando le legioni romane entrarono in Cartagine.
Procedevano
lentamente espugnando una casa dopo l’altra. La città fu messa a
sacco e fuoco e le fiamme l’avvolsero per 17 giorni e 17 notti. I
legionari camminavano su mucchi di cenere e sulle rovine furono
portati gli aratri tirati da decine di buoi.
Il suolo di
Cartagine fu rivoltato ed i soldati lo cosparsero di sale.
Quando Scipione
ritornò in patria gli furono tributati grandi onori per avere
annientato il nemico di Roma. Ma, negli ultimi anni di vita, a causa
dell’invidia dei potenti che lo accusarono di peculato, subì un
processo e fu costretto a difendersi da accuse infamanti. Si ritirò
in esilio a Liternum.
Prima di morire
(183 a.C.) pronunciò una frase rimasta nella storia: “Ingrata
patria, non avrai le mie ossa!”.
Aveva 52 anni. Per
le sue imprese Scipione fu soprannominato “l’africano” e, come
scrisse Tito Livio, “fu il primo ad essere onorato con il nome del
popolo da lui vinto”. Franco Valeriani |