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Block Notes - Febbraio 2004 - 
Supplemento mensile del telegiornale quotidiano di ReteCapua
Per accedere alle pagine dell'indice del Block Notes
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Carnevale o festa di piazza? 

Purtroppo, con tutta la buona volontà degli organizzatori, in questo caso gli amministratori, anche quest’anno il nostro Carnevale è andato sempre e inesorabilmente più indietro, non già per gli spettacoli, che possono essere considerati anche benevolmente e con diversi punti di vista, ma per gli aspetti propriamente carnascialeschi. Non più una maschera artigianale o un bel costume, se non comprato al negozio; non un po’ di allegria, uno scherzo o una battuta che, bene o male, ci offrivano gli scomparsi “Gruppi Umoristici”; non un “Carro Allegorico” fatto a regola d’arte e frutto dell’inventiva di artigiani e artisti locali; non un addobbo decente e colorato come si addice ad un carnevale: è questa la fotografia dell’edizione 2004. Lo spirito del carnevale è stato completamente assente, la città non ha vissuto l’attesa della vigilia, non si è sentita coinvolta, e dobbiamo dire che è grazie alle scuole cittadine, con le loro creazioni artigianali messe in campo e le sfilate mascherate, se la manifestazione non stata solo una “festa di piazza”. Colpa dei tempi organizzativi ristrettissimi? Anche.Il Carnevale di Capua moderno viene da molto lontano, all’indomani dell’Unità d’Italia (“Block Notes ha ritrovato il programma dell’edizione 1876 «Giornale “Capua” del 19.2.1876»): ha una sua identità, una sua caratterizzazione, una sua tradizione, una sua storia che lo hanno reso importante e diverso dagli altri più noti. A parte i grandi carnevali, al confronto con Capua, fino agli anni sessanta, Putignano e Villa Literno erano sconosciuti o inesistenti. Ora siamo un “carnevalino”. Bisognerebbe riscrivere la formula del nostro Carnevale, chiarirci le idee e capire che cosa vogliamo fare, sul percorso di un intero anno, connotando l’organizzazione ad immagine di una piccola “azienda” con un suo apparato operativo. Che sia una Fondazione, Ente o altro, ma senza le improvvisazioni dell’ultima ora! Il Carnevale è in mano ai politici: il consiglio che posso dare da “persona informata sui fatti” è questo: aprite un confronto, prendete decisioni collegiali, ora, il giorno dopo l’edizione ultimata; chiarite se siamo carne o pesce o niente di tutte e due e operate con una concezione aziendalistica. Il carnevale in fretta e furia conviene solo a chi fa comodo per effimeri vantaggi clientelari, elettorali…; il glorioso Carnevale di Capua è invece di tutti e fatto con i soldi dei cittadini. Che sia una parentesi festosa per tutti, una volta l’anno! Franco Fierro

Reddito di cittadinanza,una speranza per vincere la povertà

Il tema del mese è senz’altro quello della rivoluzionaria legge regionale dal titolo “Reddito di cittadinanza” che favorisce le famiglie in condizioni di povertà. “Dopo l’abolizione del reddito minimo di inserimento - ci ha detto al telefono il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino - con il provvedimento della Regione Campania potremo arginare la drammatica situazione in tutto il territorio campano”. Giudizio politico a parte, Block Notes non si fa trascinare nel vortice delle polemiche politiche per capire e far capire chi ha ragione e chi torto, piuttosto gli piace far cosa gradita ai lettori interessati riportando, grosso modo, quelle che sono le linee essenziali del provvedimento. In Regione ci hanno illustrato i capisaldi della legge, considerata “apripista” per le altri regioni dove sono in tanti a ritenere che sia un esempio da imitare. In sostanza, il sussidio mensile per gli aventi diritti sarà di un massimo di 350 euro al mese per una persona del nucleo familiare il cui reddito è inferiore ai cinquemila euro annui; c’è l’obbligo di risiedere in Campania da almeno 60 mesi e questo vale anche per gli immigrati; l’erogazione è fatta attraverso i Comuni ai quali si inoltrano istanze, dichiarazioni e documentazioni sul reddito. Gli stanziamenti a quanto ammontano? Per il 2004 sono di settantasette milioni di euro e quindi sono assistibili dalle 25 alle 30 mila famiglie della Regione - ci dicono all’assessorato al lavoro. Con il bilancio finanziario non ancora approvato come potrà decollare la legge? No problem, per i primi tre mesi dell’anno si procederà con i dodicesimi dello stanziamento. Non appena pubblicata sul bollettino ufficiale regionale, i Comuni dovranno affiggere i bandi, selezionare le domande e trasmetterle alla Regione. L’Istituzione Regionale prevede anche altre forme di aiuto per i cittadini campani? Sono previsti interventi di sostegno per la frequenza di scuole, corsi di formazione, agevolazioni per gli studenti che usano il trasporto pubblico.
In conclusione, a ben capire, il sostegno è a favore di quei nuclei familiari in difficoltà, i senza lavoro e gli indigenti che possono trovare nel sussidio, anche temporaneamente fino a quando non si modificheranno le condizioni reddituali all’interno del nucleo, un minimo apporto finanziario accompagnato ad un pacchetto di servizi che favorisca l’inserimento sociale, in quanto è prevedibile che tutti o in parte i disoccupati che vi sono occupati attualmente, con un apporto eccezionale nell’ecologia e nei lavori manuali, potranno ritrovarsi in una nuova anche se modesta attività. Guardando in casa nostra, alla realtà di Capua, se, come sembra scontato, l’esperimento del Reddito Minimo di inserimento finirà il suo corso tra pochi mesi, e se i principi della nuova legge regionale prevedono una responsabilizzazione sociale dei beneficiari, la comunità locale non risentirà enormemente della soppressione del R.M.I..Il Reddito di Cittadinanza deve consistere in un’attività semilavorativa non di tipo assistenzialistico, allo scopo di non ricadere indietro di 50 anni con il famigerato fenomeno del “laurismo” che si basava sulla distribuzione del pacco dei viveri agli elettori o metà banconota da 50 o 100 lire prima e l’altra metà dopo lo svolgimento delle elezioni. Dignità e sicurezza sociale devono essere basilari per una legge moderna e avere in sé quei valori etici e sociali di una democrazia avanzata.  Franco Fierro

Giullari alla corte del re… Carnevale

Con questo tema la scuola elementare “Pier della Vigna” del 1° Circolo di Capua si è presentata puntuale, come ogni anno all’appuntamento con il Carnevale.
Il Laboratorio Carnevale ha tra i suoi obiettivi quelli di avvicinare i ragazzi all’uso della cartapesta, per recuperare quest’antica “abilità capuana” oggi non molto praticata; di sperimentare nuove forme di espressione attraverso i gesti, la danza, la mimica; di proporre e far amare ai bambini la tradizione del Carnevale che è profondamente radicata nella cultura della nostra città.
Già dall’8 gennaio le insegnanti che aderiscono a tale progetto e cioè: Adelina Farina, che è anche l’ideatrice dei costumi, Antonietta Di Rienzo, Maria Papale, Paola Pesce, Antonella Pozzuoli e Silvia Ricciardi hanno allestito con gli alunni (circa una novantina, dalla prima alla quinta classe) un vero e proprio laboratorio della cartapesta nei locali dell’ex refettorio della scuola. Armati di colla, giornali e pennelli i bambini hanno prima costruito le maschere per completare il loro costume, poi una serie di oggetti per la scenografia per la sfilata per le strade cittadine e infine si sono dedicati all’allestimento del minicarro che ha partecipato al concorso dei carri miniati bandito dal Comune.
Il gruppo ha rappresentato dei giullari che accompagnano una giostra di cavalli.
L’esperienza della cartapesta si sta rivelando per gli alunni molto divertente ed entusiasmante, oltre che per la loro innata passione a manipolare anche per i risultati immediati che essa produce. Anche i bambini più piccoli hanno rivelato doti di sorprendente creatività nell’accostamento dei colori e ciò a testimonianza del fatto che ogni tecnica può essere insegnata fin dalla più tenera età, basta che sia fatto sotto forma di gioco e con riscontri concreti nella produzione di manufatti.
Attività collaterali a tale progetto sono state: l’addobbo dell’edificio scolastico con lavori realizzati dalle classi, e lo svolgimento della 3ª edizione del concorso “Crea la maschera”, che ha visto i bambini partecipare con creazioni originali, utilizzando i più diversi materiali riciclati. Tali creazioni sono state esposte in una mostra allestita al primo piano della scuola e verranno premiate con medaglie e diplomi nei giorni successivi al Carnevale in una cerimonia appositamente preparata, in cui anche gli alunni iscritti al progetto riceveranno un premio per le “fatiche” svolte.
Dulcis in fundo, questi coloratissimi e rumorosissimi giullari hanno fatto un’incursione danzata sul palco durante la giornata dedicata all’esibizione delle scuole.
Comunque, al di là della coreografia e degli aspetti scenografici e folkloristici, l’obiettivo principale che perseguono le docenti è quello di dimostrare ai bambini che ci si può divertire in modo semplice, sano, senza bisogno di ricercare emozioni estreme o pericolose per sé e per gli altri. E mai come ai nostri giorni, inculcare nei giovani tale insegnamento è diventato, per tutti gli educatori, una primaria necessità.  Antonella Pozzuoli
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