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Block Notes - Giugno 2004 - 
Supplemento mensile del telegiornale quotidiano di ReteCapua

I rifiuti ieri, oggi e domani - Dal “Ciucciariello” ai termovalorizzatori: una realtà che cambia

Frugando per caso nel cassetto dei ricordi, ho ritrovato un ingiallito, sgualcito foglietto di quaderno a quadretti del 1958, dove con pretese poetiche svanite, è annotata una mia poesiola in vernacolo, pensata lì per lì in presa diretta, al passaggio in via Bartolomeo De Capua del carrettino trainato da un asinello in cui un netturbino svuotava i “secchi” dell’immondizia che gli abbassava la gente subito dopo il fischio: un porta a porta, anzi un portone a portone, che funzionava bene anche perché non c’era bisogno che “ ‘o scupatore” passasse ogni giorno. Erano ancora gli anni della miseria post-bellica e di rifiuti se ne producevano ben pochi. C’erano anche i bidoni “Unra” anglo-americani agli angoli delle strade per svuotare i rifiuti durante il giorno, ma la produzione di immondizia era pur sempre ridotta perché a quei tempi non c’era molto da buttare. Gli scarti alimentari come le buste di patatine, o le lattine, le bottiglie di plastica e di vetro, non ancora avevano fatto la loro apparizione, per cui non è azzardato dire che allora il suolo pubblico era meno imbrattato di oggi.  La comprova che il volume di rifiuti fino ai primi anni ‘60 fosse notevolmente ridotto rispetto agli anni del post-boom economico risiede appunto nel fatto che l’intera città era servita per il ritiro dei rifiuti a domicilio da appena due, tre carrettini a sponde alte trainati dagli asinelli. Perché facciamo questo ragionamento? Semplice. Con l’avvento dell’età dello smodato consumismo, in considerazione che la produzione di rifiuti domestici e secchi supera anche il chilogrammo pro-capite di peso al giorno, si comprende benissimo come ci sia bisogno nella nostra società di capienti discariche per smaltire le tonnellate di rifiuti giornalieri. Meno male che ci sono impianti di trasformazione dei rifiuti solidi urbani che consentono di ricavare dai rifiuti stessi fonti energetiche importanti o per il loro riciclo. Non a caso quindi abbiamo voluto mettere in cantiere una piccola iniziativa relativa alla raccolta di elementi semplici come lattine di alluminio, bottiglie di plastica e di vetro allo scopo di avviare i più piccini a praticare la raccolta differenziata sin dai primi anni di vita, per combattere i tanti sprechi di questa società opulenta e sprecona nella quale però ci sono tante situazioni di emarginazione e di miseria che ci inducono a riflettere circa il modo disinvolto di buttare nella spazzatura anche ciò che invece può essere riusato o trasformato, ricavando una nuova ricchezza da esso e evitando di ricorrere alle fonti energetiche per le quali si spendono cifre astronomiche.  L’intento quindi de “Il cercatore d’oro” è di inculcare la cultura della tutela dell’ambiente a cominciare dai bambini ma sarebbe auspicabile che anche gli adulti praticassero la raccolta differenziata per migliorare l’ambiente circostante. Purtroppo nella nostra città la raccolta differenziata non ancora è stata istituita, mentre se facciamo solo alcuni chilometri andando a Bellona o a Vitulazio, ci accorgiamo che in quei comuni già da alcuni anni esiste.

Concludo questo primo intervento rispondendo al signor M.M. che voleva sapere dove smaltire medicinali scaduti. Rispondo semplicemente che se già non c’è la raccolta differenziata dei materiali più comuni, come carta, vetro, plastica, ecc. come è possibile che ci sia quella per i rifiuti pericolosi o tossici quali i medicinali, che purtroppo a Capua finiscono nella spazzatura indifferenziata inquinando in modo letale l’ambiente circostante? Franco Fierro

'O ciucciariello puntuale - di Franco Fierro
Ogni matina passa 'o ciucciariello,ca porta semp' appriesse 'a carrettella;
annanze 'e purtuncielle 'e tutta a gente
se ferma e s'arreposa, puntualmente.
Fischia e rifischia 'o padruncielle suie.'A gente scenne e tene mane 'o sicchie;
'o passa, velocissimo, o padrone
ca dint' 'o carro fa nu muntone.
 
'O ciucciariello, zittu zittu, magna,arape l'uocchie, 'e chiure e nun se lagna,
(finché 'o magnà int' 'o sacco è sufficiente)po, quanne vere ca è rimaste senza niente, 
s'avota arreta arape 'a vocca e raglia,povera bestia! vulesse l'ata paglia.
Ma 'o carrettiere acchiappe 'a frusta e 'o vatte
e po vott' 'a munnezza int' 'a carretta.



Ogni matina a copp' 'o barcunciello'o'o veco, quanne passe, 'o ciucciariello
c'annanze 'e purtuncielle 'e tutta a gente
se ferma e s'arreposa puntualmente.

Il “Cercatore d’oro”, un concorso a premi  per “Estate in Riviera”

“I rifiuti sono oro? E’ possibile ciò? Grazie allo sviluppo tecnologico, i moderni macchinari, creati dall’intelligenza umana, trasformano un oggetto o una materiale apparentemente inservibili in qualcosa che ha di nuovo valore: una magia che si può avverare con la raccolta differenziata. Anche i rifiuti quindi sono utili per  rendere produttivo tutto ciò che non gettiamo nella spazzatura indifferenziata” (F. Fierro).

IL GIOCO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA DURANTE “ESTATE IN RIVIERA”

Regolamento de “IL CERCATORE D’ORO”

01)  ReteCapua con il mensile Block Notes indice ed organizza il concorso “IL CERCATORE D’ORO”, aperto a tutti, piccoli e grandi, ambosessi, relativo alla raccolta differenziata specifica di alcuni materiali di usuale consumo durante il periodo estivo, così distinto e separato: 1) bottiglie di plastica 2) lattine di alluminio  3) bottiglie di vetro. 02) Si può partecipare liberamente ad uno o più tipi di raccolta (esempio: solo lattine; a due  o a tutte). 03) Il concorso partirà in coincidenza con la manifestazione degli “Amici del Fiume”, “Estate in Riviera” 2004. In via Conte Landone, ogni lunedì e giovedi, dalle 18 alle 20, a partire dal 2 agosto e fino al 31 dello stesso mese, i concorrenti ( Categoria Aindividuale e Categoria B:  a squadre da tre elementi) conferiranno in sacchetti separati i materiali raccolti che saranno pesati seduta stante. (Possibilmente schiacciare bottiglie di plastica e di alluminio per ridurne il volume). 04) Sarà attribuito con ricevuta un punto per ogni chilogrammo di materiale raccolto complessivamente. 05) Al termine, si stilerà una classifica distinta in categorie per assegnare i premi in palio. 06 )Il giorno dell’ultima consegna sarà venerdi 27 agosto, mentre domenica 29, alle ore 21,00, ad inizio dell’ultima serata di “Estate in Riviera” ci sarà la proclamazione dei vincitori delle due categorie con l’assegnazione dei premi. A tutti, oltre ai premi previsti, sarà assegnato il titolo di “Sentinella dell’Ambiente”. 07) Le iscrizioni, del tutto gratuite, sono aperte dal 15 giugno al 31 luglio, presso la sede di “ReteCapua”, via Corte della Bagliva, tel. 0823/621651 cell. 3383805960; presso il Bar Giacobone tel. 0823/622844; presso Pianeta Musica, via Corte della Bagliva 7/9 tel e fax 0823/968010 (ore 17-20 di tutti i giorni, esclusi i festivi). 08) Presso gli stessi punti indicati, per iscriversi è disponibile l’apposito modulo, da compilare e riconsegnare. 09) Premi: categoria A (individuale): LATTINE oggetto in oro e diploma dal 1° al 3° classificato; BOTTIGLIE PLASTICA oggetto in oro e diploma dal 1° al 3° classificato; BOTTIGLIE VETRO oggetto in oro e diploma dal 1° al 3° classificato; agli altri partecipanti eventuali premi di rappresentanza e diploma. Categoria B (a squadre di 3 unità): oggetto in oro al primo classificato, in argento al 2° e 3°; gadget agli altri. 10) Alle operazioni di pesatura sarà presente una giuria di tre persone nominata da ReteCapua; 11) Si può partecipare sia alla categoria A (individuale) che categoria B (squadra di 3 persone). 12) In caso di modifica o integrazione del presente regolamento, ReteCapua si riserva di comunicarlo a tutti i partecipanti alla gara, attraverso stampa e tv locali e mediante volantini.

I DATI OCCORRENTI PER ADERIRE

Cognome e nome, indirizzo, n. di telefono, città, la/e materia/e di riciclo per cui si partecipa. Adesioni gratuite entro il 31 luglio c/o ReteCapua - Tel. 0823621651 - 3383805960.

La “Notte delle Muse” della FIDAPA scopre un talento, Roberta Adelini

Il 24 u.s., con un saluto quasi commosso, la presidente della Fidapa Paolina Pozzuoli Luceri, insieme alle colleghe di S. Tammaro e Maddaloni, nel corso di un incontro conviviale alla Masseria Giò Sole, ha annunciato la sospensione delle attività delle fidapine per le tanto sospirate vacanze estive. “Sono grata a voi tutte perché avete seguito passo passo tutte le iniziative nel primo anno di attività da parte mia e assicuro che fino al termine del biennio ce la metterò tutta per far ben figurare la Fidapa - ha esordito Pozzuoli - Ringrazio innanzitutto le istituzioni locali come il sindaco e l’arcivescovo che ci sono stati sempre vicini e voi tutte che siete state stupende, sempre pronte all’invito che vi rivolgevo”. La sera precedente nel cortile di Palazzo Lanza, affollatissimo, ha avuto luogo la manifestazione la “Notte delle Muse”, con un grande successo. La presidente Pozzuoli in proposito ha detto: “Tutti gli artisti che si sono esibiti sono stati valenti e preparati ma non posso sottolineare che ho trovato in Roberta Adelini le qualità dell’artista già completa, che ci ha deliziato prima con il flamenco con il suo partner e quindi cantando come un usignolo alcune canzoni soft molto belle, vivamente applaudite. In un bravo però deve accomunare tutti per aver costruito uno spettacolo suggestivo e riuscito”. All’evento culturale-mondano che si è svolto a Palazzo Lanza in collaborazione con la Libreria Guida, conduttore è stato Luigi Di Lauro, mentre lo storico locale Pompeo Pelagalli ha declamato alcune poesie delle fidapine Francesca Scotto Lavina e Paolina Pozzuoli Luceri. Alla serata hanno partecipato: per il settore dell’arte il pittore Umberto Fabrocile e la ceramista Anna Maria Ferrara; per la musica ha avuto luogo un intermezzo musicale con il M° Giovanni D’Ovidio e gli strumentisti Miriam e Daniela D’Ovidio rispettivamente al clarinetto soprano sib e al sax tenore; Sergio Palladino al sax contralto, Giuseppe Paolino al flauto in do, Angelo De Simio al sax e canto, Antonio Pascarella, Carmine Madonna e Guido Di Iorio alle percussioni. Molto ammirata inoltre una bella ragazza capuana, Roberta Adelini, che ha danzato il flamenco e poi cantato alcuni brani con il contributo del gruppo “Art Project” (Mauro per la fonica, Vincenzo alla chitarra e Roberto al basso). Con la “Notte delle Muse”, la FIDAPA chiude alla grande il primo anno del biennio della Prof. Paolina Pozzuoli, che in questo ruolo di “prima donna” ha saputo dimostrare di avere carisma e senso di coinvolgimento, incrementando notevolmente il numero delle socie.  Franco Fierro

Un manifesto dell’ associazione ambientalista - UN GRAZIE DA “CAPUA VERDE”

L’Associazione “Capua Verde” vuole ringraziare i tanti amici che con il loro generoso sostegno morale e materiale le hanno permesso di alberare con oleandri il tratto fuori Porta Roma da Olivieri al caseificio Picciuolo, poi via Riviera Casilino con lecci e la piazza Di Rauso con tigli per una spesa totale di euro 2400; cura inoltre l’addobbo floreale delle fioriere dei porticati di via Duomo. Lo scavo delle buche e i cordoli sono per convenzione a carico del Comune. ”Capua Verde” ora si prepara a sistemare ed alberare altri  spazi , su progetti offerti dal socio arch. Angelo Di Rienzo. Felice di aver potuto contribuire ad abbellire la città anche con la collaborazione dell’ufficio ambiente del Comune, “Capua Verde” ringrazia tutti di vero cuore. Il presidente Prof. Anna Maria Mirra

Nell’ ultimo incontro di lavoro tra le altre iniziative è venuta dal socio Italo Perfetto la proposta di rilanciare nelle scuole la Festa degli Alberi, mentre Franco Fierro si sta occupando di rendere efficace la legge Rutelli che prevede la messa a dimora di un albero per ogni nuovo nato.

Castello di Carlo V, Torre Normanna, polveriere... se fossero nostri

Non si fa tanto mistero del fatto che la Polveriera Austriaca di via Gran Maestrato S.Lazzaro sia stata fatta recintare dall’Ente Militare che ne vanta la proprietà per ragioni intuibili: come fatto con la Spianata, per cercare come ha fatto con la confinante porzione di disfarsi del bene per essa “improduttivo”. Scrivemmo in prima pagina, nel Block Notes del gennaio del 2003, che sono in  alienazione vari siti militari, lanciando l’appello  affinché il Comune tenga gli occhi bene aperti ad evitare che alcuni siti monumentali come le Polveriere venissero classificati edifici da dimettere e vendere: il cosiddetto “Tagliacapo” di S. Caterina, un non meglio identificato “Deposito” in piazza Umberto I° (che non siano i ruderi esterni dell’Istituto “Pizzi”?), i depositi di Porta Fluviale e di via Gran Maestrato di S. Lazzaro, la cortina Olivarez, l’area demaniale di via Provinciale per Telese, l’ex Poligono di tiro. Non abbiamo la pretesa di sapere noi quali di questi “rottami” alienandi hanno valore storico e architettonico, e se siano vincolati ai sensi della legge 1089 del 1939, sperando che ci sarà data quanto prima, per poter fare da “sentinelle” per determinati siti. Ritornando alla Polveriera Austriaca dei primi del Settecento, nel maggio del 2000 una libera unione di associazioni promossa da ReteCapua provvide a fare una bonifica ambientale dell’intero sito, dotandolo anche di cancelli in stile pagati con sottoscrizioni volontarie; il 4 luglio prot. 011150 le associazioni unite invitarono il sindaco pro tempore a “verificare se la Polveriera risulti vincolata dalla Soprintendenza… che in caso di messa in vendita dall’Ente proprietario, voler concorrere all’eventuale asta e/o esercitare il diritto di prelazione”. Il 9 luglio 2000 fu organizzata dagli stessi volontari, nella Polveriera illuminata da cento fiaccole, una “visita guidata in notturna”. Si è tentato in seguito di mantenerla al meglio, dando atto che una ditta inviata dal Col. Galluccio ha provveduto di recente a tenerla ancora in uno stato decoroso.

Recentemente il sindaco Alessandro Pasca ne ha richiesto il possesso alle autorità militari.

Una osservazione in merito al possesso comunale di beni artistici-architettonici è a nostro avviso da fare. Come città desideriamo che tutto il patrimonio monumentale, come le proprietà di altri enti, sia nostro. Amministratori e cittadini hanno scritto nei decenni non uno ma cento volumi del "Libro dei Sogni" con le ipotesi di come utilizzarlo. Il vero problema è invece di manutenzione e di utilizzazione di quegli edifici monumentali che in buona parte grazie alla Soprintendenza o ai finanziamenti regionali ed europei, ci sono dati "chiavi in mano" come monumenti da aprire.

Ma il vero problema è di chi li apre, chi li vigila, chi li chiude, come li arrediamo, se possiamo accendere la luce, ecc.

Di queste cose non se ne parla mai. Apriamo pertanto un dibattito sul tema: "Gestione del prezioso patrimonio monumentale: come, con chi, con quali mezzi". (Prenotatevi tutti)   (F.F.)

Muti dirige a Berlino musiche di Martucci

Il grande Riccardo Muti ha presentato alla Philharmonie di Berlino un programma musicale tutto italiano con composizioni di Verdi, Respighi, Busoni, fino al nostro Giuseppe Martucci, per il cui “Notturno” il pubblico berlinese entusiasta ha richiesto il bis. Muti, presumendo che non molti in sala conoscessero il compositore campano, ha tenuto anche una estemporanea lezione ricordando che il Capuano oltre ad essere compositore, fu un grande pianista e direttore e il primo ad introdurre in Italia la musica wagneriana, dirigendo “Il Tristano ed Isotta” dell’autore tedesco.

Una “riscoperta” del musicista capuano è in atto in altre nazioni e Capua dovrebbe essere in prima linea a diffondere e valorizzare l’immagine di Martucci. Non sarebbe male se alcune istituzioni locali per l’apprendimento della musica le intitolassero al nome del nostro concittadino, visto che ormai il Liceo Musicale a lui intestato non funziona da anni. Le forze musicali locali potrebbero unificarsi per onorare il nome di Martucci in Italia e nel mondo.

Giuseppe Martucci nacque a Capua il 6 gennaio 1856 in un basso di via Monte dei Pegni, da Gaetano, modesto suonatore di trombone, e da Orsola Martucciello. Musicista precoce , si esibì in pubblico a 11 anni con una polka da lui composta e dedicata a Cristina Serra Caracciolo. Un attestato che porta la firma di Salvatore Pizzi ricorda il primo concerto tenuto dal musicista a Capua nella Casina di S. Cipriano l’8 dicembre 1865. Spirò nella sua casa di Rione Amedeo a Napoli il 1° giugno 1909.  F.F.

Dal 9 all’11 luglio gruppi archeologici a Capua

E’ con vero piacere che annunciamo che venerdi 9 luglio dalle ore 17 presso il Seminario Campano affluiranno nella nostra città alcune centinaia di delegati e accompagnatori dei Gruppi Archeologici d’Italia per l’assemblea nazionale di tre giorni con l’organizzazione curata dal Comitato Regionale della Campania. La mattina del 10 con un bus del Comune gli ospiti visiteranno l’Anfiteatro, il Mitreo e il Museo dei Gladiatori a S.Maria C.V. e poi la Basilica Benedettina di S. Angelo in Formis; alle 15,30 presso il Seminario si apriranno i lavori con il saluto delle autorità alla presenza delle associazioni del territorio, quindi i G.A. d’Italia svolgeranno la loro assemblea nazionale a tema, mentre accompagnatori e visitatori andranno in visita per la città di Capua accompagnati dalla Console TCI Annamaria Troili, con la collaborazione della Protezione Civile. In tarda serata nel cortile del Seminario sarà rappresentato un atto unico tratto da Lucilio, “Il cavaliere del tempo perduto” a cura delle Officine Kulturali Aurunke; quindi ci sarà il “Laboratorio del gusto” con la degustazione di cibi della tradizione di Roma antica. Domenica 11 infine la mattinata sarà dedicata dai delegati alla fase conclusiva dell’assemblea nazionale, mentre gli accompagnatori visiteranno il Museo Campano.

La scelta di Capua è quanto mai opportuna privilegiando la nostra storica città. Per l’occasione certamente ci sarà una buona affluenza di visitatori da ogni località d’Italia, per cui c’è da sperare che da parte dell’Amministrazione Comunale ci sarà il massimo di impegno per presentare una città accogliente, ospitale e bene organizzata per ben figurare nei confronti degli ospiti.

Il Nobel Dario Fò, i Bennato e Barra per il “Luglio” capuano

Punzecchiato dal presentatore Luigi Di Lauro, nel corso di una serata culturale-mondana a Palazzo Lanza, il sindaco Alessandro Pasca non ha potuto fare a meno di dare alcune indiscrezioni a riguardo delle manifestazioni che il Comune intende allestire nel corso del mese di luglio e che sono gemellate con “Leuciana Festival”. In città c’è sempre una grande attesa, memore dei fasti di alcune edizioni di “Luglio a Capua” di qualche anno addietro, quando artisti di fama furono inseriti nel cartellone estivo, come Lina Sastri, Sergio Bruni, Lino Cannavacciuolo. “La nostra intenzione è di animare il chiostro dell’Annunziata con concerti e mostre – ha detto Pasca – il sito lo vedrete ancora così, abbandonato.
Ma solo per poco in quanto in settembre dovrebbero incominciare i lavori di sistemazione con il progetto che è stato approvato dalla Regione Campania con un importo di molti milioni di euro”. Ancora stuzzicato da Di Lauro, il primo cittadino ha rivelato che nella cinta muraria ci sarà un grande concerto dei fratelli Eduardo ed Eugenio Bennato, per la prima volta insieme, rappresentando un’autentica novità che sicuramente avrà ampio risalto sulla stampa e in tv. Secondo indiscrezioni altri artisti del programma sarebbero Dario Fò e Peppe Barra. Il programma si articolerà in una serie di spettacoli e di mostre, tra cui alcune in villa comunale. Quindi sembra sottinteso che in linea di massima i fossati, dove ci sarà il nuovo concorso ippico, il chiostro dell’Annunziata, la villa comunale e piazza dei Giudici faranno da teatro sotto le stelle al “Luglio 2004” in allestimento dall’Amministrazione Comunale.
Il luglio capuano si arricchisce anche del concerto degli 883 ovverosia Max Pezzali, nel grande spiazzo dei fossati, il 26 luglio, grazie all’iniziativa di Paolo Boruni, presidente dell’associazione disabili, il quale con il ricavato della vendita dei biglietti, già disponibili presso Pianeta Musica, intende realizzare un piccolo stadio senza barriere architettoniche e quindi aperto a chi afflitto da disabilità e handicap. Massimiliano Spada

Ammirato a “Capua mai vista” di Capuaonline - Ha 500 anni il fico selvatico dello “Sperone”

Da quando i botanici lo hanno catalogato come uno dei più antichi del pianeta, il fico selvatico del camminamento “Sperone” è considerato una rarità, una pianta da studio da essere mostrata nel corso del prossimo congresso mondiale di botanica la cui sede non ancora è stata designata. In margine al viaggio nei cunicoli organizzato da Capuaonline domenica scorsa con una nutrita schiera di escursionisti, ancora si commenta la bellezza del bell’esemplare di fico che ha un impianto radicale centrale e centinaia di diramazioni in tutte le direzioni.
Tutto incominciò nel 2001 quando con un piccola comitiva, compreso l’allora sindaco Aldo Mariano, ReteCapua chiese ed ottenne dalla Soprintendenza di Caserta di potere accedere al camminamento sottostante la villa in fase di restauro. Con l’autorizzazione scritta, i pochi escursionisti allargarono la visita anche agli altri camminamenti e uno dei presenti, Pasquale Ricciardone, dell’Istituto Sperimentale di Caserta, adocchiò la pianta selvatica e successivamente con i docenti universitari Aliotta e Piccirillo, del Dipartimento di Scienze della Vita della Seconda Università di Napoli, diede vita ad una gruppo di lavoro pubblicando sulla rivista specializzata “Italus Hortus”, notiziario della Società Orticola Italiana, edito a Firenze, uno studio dettagliato sul numero di ottobre 2001. Da quel momento il fico è considerato un fenomeno naturale, perché si può vedere in tutta la sua articolazione e con le diramazioni invasive che si perdono per centinaia di metri lungo il percorso dei camminamenti e dei terreni circostanti. “E’ un vero e proprio laboratorio all’aperto – dichiara Pasquale Ricciardone – dove la natura ha ricamato una rete di radici infinita che lasciano ammirati e stupefatti”.
Il Comune deve prendere atto del grosso valore naturalistico-culturale del “fico di Capua” e attuare iniziative sia per la sua protezione, sia per far conoscere, attraverso l’invitante richiamo di visita dei camminamenti, questa novità molto interessante che i botanici ritengono una rarità. (F.F.)

Viaggio nel passato - Il ponte romano che ispirò Di Giacomo

Per chi 70 anni fa percorreva il vecchio ponte romano, distrutto dagli eventi bellici del 1943, era d’obbligo fermarsi davanti alla statua in marmo di S. Giovanni Nepomuceno. Sotto la lapide in latino il santo si rivolgeva ai viandanti, con quale speranza di essere capito, non lo so! Di questa lapide ricordo solo le prime parole: “Viator quisquis est…”. A quell’epoca correva tra i capuani un detto dal tono scherzoso: “Abbracciate a S. Giuvanne e buttate a sciummo”. S. Giovanni era stato destinato dalla fantasia del popolino, l’ultimo consolatore di colui che ci si voleva sbarazzare. Dirimpetto la statua c’era una lapide di notevoli dimensioni con una bella cornice in pietra, con un’altra effige, quella di S. Apollonia. Anche quella targa era scritta in latino, più per suggestionare che per farsi capire; in essa il re borbone aveva voluto eternare i lavori di restauro che, mercè la sua buona grazia, erano stati effettuati al ponte. Sia questa lapide, sia la statua di S.Giovanni, si trovano in fondo al Volturno, e precisamente dal giorno in cui i tedeschi, in gara con gli angloamericani, decisero di cancellarlo completamente dalla faccia della terra. Ed infatti il ponte romano si vede solo su qualche vecchia foto che a stento riusciamo a trovare. A distanza di tanto tempo dalla sua distruzione, il ponte per noi è sempre di “epoca romana”, anche se è un ammasso di cemento armato di discutibile architettura. Eppure da quel ponte sul fiume per secoli quanta gente avrà mirato e rimirato il bel paesaggio di una volta (e non quello attuale con i resti della struttura crollata nel 1943 avvolta dal degrado e ancora in evidenza, circondata di vegetazione incolta piena di insetti) come fece il poeta e scrittore Salvatore Di Giacomo che scrisse la novella “L’ignoto”, ambientata nella nostra Capua, ispirandosi proprio in questo luogo: “Sul ponte del Volturno, con le spalle alla Riviera Casilina, e ritta sul parapetto, si stagliava sul livido cielo la statua di san Giovanni Nepomuceno: un rigido braccio era steso al fiume e la mano spiegata ne benediceva il queto cammino trascorrente lungo le umide rive, a occidente. Erano ancora illuminate, in quel marmo barocco, la testa del santo e il busto suo quasi tutto: le membra inferiori, già investite dall’ombra, avevano apparenza confusa. Sotto la statua, addossati al parapetto, due uomini contemplavano il tramonto…”.
Quanti ricordi e momenti tristi e felici evocano le vecchie pietre di Capua; ed è per questo che invito tutti a passeggiare nel centro antico dove chiese e palazzi nobiliari, castelli e torri, benché sfigurati o manomessi, ci raccontano la bimillenaria storia della Regina del Volturno... di una volta. Carlo De Vivo

Il portale dell’Annunziata deturpato dai cavi elettrici e telefonici

Uno dei migliori portali antichi cittadini, versa in condizioni pessime per quanto riguarda le condizioni degli stucchi e dei colori esterni, elemento negativo, questo, facilmente superabile con un restauro. Ma quel che aggrava maggiormente il suo stato è la presenza di vari cavi aggrovigliati esterni che rappresentano una bruttura da eliminare. Ci riferiamo all’imponente portale dell’Annunziata, lungo il Corso Appio, di tipo classicistico e sulla cui sommità campeggia un’epigrafe in latino del 1700. Noi capuani evidentemente abbiamo fatto l’abitudine a non notare la deturpazione della facciata dell'antico manufatto, ma per chi, turista o casuale visitatore della città passa per un percorso obbligato come il Corso Appio, lo scempio rappresenta un autentico pugno nell’occhio, uno spettacolo indecoroso, una bruttura vergognosa. I principali artefici dello scempio sono l'Enel e la Telecom che, in passato, sbrigativamente, hanno posizionato i cavi all’esterno del portale. Ne è risultato quello che è oggi sotto l’evidenza di tutti. Block Notes già in passato ha avanzato richiesta al Comune per porre riparo all'inconveniente. Addirittura ci fu una petizione di cittadini promossa dal sig. Carlo Lanza affinché il Comune provvedesse a bonificare il centro storico dalla presenza di fili metallici, cavi e corde che si trovano sospesi a decine di edifici pubblici e privati. Non se ne fece niente da parte di chi di competenza.
In merito al fabbricato dell’Annunziata, immaginandolo ripulito dal groviglio di cavi e riattintato con restauri appropriati, si evidenzierebbe un portale degno di una città storica e antica come se ne ammirano in tante città. Bisogna essere più guardinghi da parte degli uffici comunali addetti quando enti esterni attuano lavori del genere. Un intervento da parte loro presso i citati enti non guasterebbe.
Sulla parte sovrastante l’imponente portale è presente una lapide marmorea in latino, che omettiamo di riportare, dandovi solo il testo in italiano, tradotto dall’ottimo preside Fernando La Marra, sempre disponibile quando “Block Notes” gli chiede una collaborazione. Nella lapide si legge: “Questa casa consacrata al Signore, costruita come nosocomio per curare i malati di ambedue i sessi e come brefotrofio, onde procurare il sostentamento ai bambini esposti nonché una dote alle fanciulle per la sicurezza e l’educazione delle esposte, nel corso del 18º secolo fu restaurata più magnificamente e ingrandita. (Tu passante) Considera la mirabile generosità della Divina Provvidenza!“.

La sottoscrizione pro “Piccolo Palasciano” a quota 1654 Euro

L’iniziativa del “Piccolo Palasciano Day” del mese scorso si è conclusa con un netto incremento della somma raccolta per il centro pediatrico di Madre Flora della Congregazione Francescana dei Sacri Cuori a Bulusan nelle Filippine, ospedaletto che porta il marchio indelebile di Capua, essendo nato grazie al contributo iniziale di alcuni benefattori, all’indomani del lancio sul “Corriere di Caserta” dell’idea da parte di ReteCapua di costruire l’opera, dopo un videoreportage fatto in terra filippina. Infatti, dopo il secondo versamento effettuato al Sanpaolo Banco di Napoli il 25 scorso di 424 euro (codice bonifico 73000013948166) per acquisto medicinali, la somma a favore del Piccolo Palasciano sale a 1654. Nel precedente “Day” 2003 la somma era di circa 1200 euro. Abbiamo già ringraziato i sottoscrittori, in maggioranza i più piccini con i loro spiccioli, dichiarandoci soddisfatti. Dobbiamo però aggiungere che mancano all’appello due salvadanai. Se ci perverranno, ve ne daremo notizia nel numero di luglio. Oltre alla somma raccolta, sottolineamo che l’Associazione Palasciano (presidente Antonio Citarella) invia altri contributi annui.

Gli allievi dell’ “Aqui” e della “Ferrara” hanno giurato nel giorno della festa del Corpo

Il 19 u.s. si è svolta presso la Caserma O. Salomone la cerimonia di giuramento degli allievi del 17º RAV “Aqui”, comandato dal Col. Angelo Pezzella e del 47º RAV “Ferrara”, comandato dal Col. Raffaele D’Ambrosio. In tribuna erano presenti i sindaci di Capua, Alessandro Pasca, di Camigliano, Giuseppe Di Bernardo e di Pastorano, Antonio Bonacci; in rappresentanza dell’Arcivescovo Schettino, mons. Giuseppe Centore, direttore del Museo Campano di Capua, e le massime autorità civili e militari. Hanno giurato fedeltà alla Repubblica i volontari in ferma breve del sesto concorso primo bando 2004 e i volontari in ferma annuale del secondo, terzo e quinto blocco 2004. Dopo l’allocuzione del Col. D’Ambrosio, i volontari schierati sull’ampio piazzale hanno pronunciato la fatidica frase “Lo giuro”.
Quindi il Brig. Gen. Antonio De Vita ha pronunciato un applaudito discorso. La cerimonia è coincisa con la Festa del Corpo del 47° “Ferrara” che ricorre il 15 giugno quale anniversario della battaglia del Piave. Con l’occasione sono stati assegnati riconoscimenti al Capitano Angelo Barbato per meriti civili, al Maresciallo Capo Franco Di Rauso, per meriti sportivi per aver dato lustro al Corpo, e a tre caporali. Presenti i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma.

A Capua l’associazione “Caruso”

L’Associazione musicale “Enrico Caruso” con sede a Caserta e Casagiove e con presidente il giornalista Giuseppe Di Gennaro ha invitato Franco Fierro, che ha accettato, di assumere la presidenza della succursale di Capua.

Block Notes HINTERLAND - Vitulazio, le tradizioni scomparse - La gara ciclistica, l’agonismo che non c’è più

Ancora oggi, rivediamo il film di una storia antica, gli atleti, le autovetture con le biciclette sul tetto, le squadre formate da validi direttori sportivi, campioni del pedale o future promesse, ciclisti con sogni di gloria che offrono il loro nominativo, per poi venire registrati su un apposito tabellone, collocato su un tavolo del Circolo SUD. La persona preposta, per contro, consegna al corridore il numero da posizionare sulla maglia. Piazza Riccardo II, il Cavaiuolo, nell’anteprima della partenza della tradizionale corsa di biciclette, era stracolma di persone, di macchine, di bici; tanta curiosità, tanto amore per questo sport. Questo tipo di organizzazione, quasi sempre, veniva proposta appena dopo la festa patronale, sponsorizzata dal Comitato Festa, da circoli sociali, ma anche da privati. La corsa di bicicletta era come il concertino: per tradizione festa, si doveva fare. Oggi protagonisti organizzatori di allora come i compianti Giuseppe Scialdone e Paolo Pzzuoli, sarebbero rattristati nel vedere un film diverso, giovani si disinteressano della bicicletta, dell’organizzazione di corse; dopo la festa, non ci sono più i ciclisti che riempiono le loro borracce o mangiano banane, strade transennate senza il parterre dei tifosi. I due ex direttori di gara Peppe e Paolo, o se volete, i due giudici di corsa oggi non sono più con noi; sono stati dei grandi appassionati del ciclismo, facevano parte della Federazione Nazionale del settore; ma come si è detto, si sono impegnati a valorizzare la gara ciclistica di Vitulazio, una corsa di grande risonanza nazionale, con team che arrivavano anche da altre regioni, altre nazioni, dilettanti e professionisti, ciclisti, tutti per vincere il Premio Città di Vitulazio, ed altri importanti trofei. Peppe Scialdone si è impegnato con gli organizzatori del Giro d’Italia, e grazia al suo intervento il Giro è arrivato pure a Vitulazio; a suo tempo abbiamo espresso un nostro personale elogio, un plauso all’ex giudice di gara nazionale. Ci fa piacere che recentemente altre persone si sono impegnate in tal senso; l’87º Giro è transitato con tutta la “carovana” di nuovo per le vie del cetro storico. Tra l’altro, il direttore del Giro, Carmine Castellano, si è fermato sul Cavaiuolo per abbracciare la famiglia di Scialdone, la moglie e le figlie Giovanna e Luigia; tutta la cittadinanza e l’amministrazione comunale assisteva con commozione all’episodio inedito. E’ doveroso ricordare, che tra il pubblico mancava zio Luigi Aiezza (‘u pittilone, per capirci), un’assenza che pesava per i nostalgici. Una nota di merito, anche a Mimì Ciriello (oggi sposato a Bellona), ancje lui ha collaborato come giudice alle grandi corse; amico e partner di Peppe. Ricorda Domenico: “Io collaboravo con Peppe anche al Trofeo Leggiero di Caserta; lui tra l’altro ha premiato il campione del mondo Vincenzo D’Amore, il quale ha partecipato anche all’87º Giro d’Italia nella squadra di Palmiero Masciarelli; Scialdone ha diretto importanti tappe nazionali, tra cui il Giro d’Italia del 1968 vinto da Eddy Merckx, ed è stato poi l’artefice di far transitare per Vitulazio una tappa della Tirreno-Adriatico”. Probabilmente non rivedremo più la corsa del dopo festa, la gara locale con la macchina della propaganda Caffè Patria, che precedeva la corsa; la Fiat 600 Coriasco, guidata da Tonino Benincasa, alla sua destra con il microfono Osvaldo Pennacchio, seduti dietro Italo Merola e Mario De Lucia; non rivedremo più i tifosi, la premiazione con tutta la gente felice e contenta, protagonisti e non. Noi (spesso lo diciamo) riportiamo un po’ la voce della gente, tante persone vorrebbero rivedere la corsa di biciclette, ben organizzata, inserita nel programma della festa; diciamo pure che un romantico o sognatore, o semplicemente uno sportivo, rilancia il suo appello, un messaggio che può arrivare a tanti giovani vitulatini, potenzialmente bravi, le cosiddette giovani promesse, che Vitulazio si onora di avere. Pensiamo che fa piacere a tutti rivedere quella vecchia pellicola, lo striscione dell’arrivo, lo sprint del velocista che alza la mano e che vince in uno sport vissuto tra tanti sacrifici. Tra le tantissime fotografie sfogliate, foto di corse o di premiazioni, ci siamo soffermati sul ritratto di Peppe Scialdone e Paolo Pozzuoli, felici con Adorni, Gimondi, Moser, Torriani, Castellano, ma si evince pure che in una foto bianco e nero Peppe era contento di abbracciare il collaboratore super tifoso zio Luigi con il suo mitico berretto in testa che un giorno, purtroppo lontano, gli regalò Vito Tacconi. Michele Ciccarelli

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