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Block Notes - Luglio 2004 - 
Supplemento mensile del telegiornale quotidiano di ReteCapua

"L'AVVOCATO RISPONDE" - Novità in tema di illegittimità del fermo amministrativo

Ebbi già modo di scrivere circa l’illegittimità della procedura di iscrizione del fermo amministrativo sui veicoli da parte dei concessionari della riscossione.
La questione si fa sempre più interessante, anche perché i concessionari, incuranti delle numerose pronunce giurisdizionali sfavorevoli, continuano a far ricorso a detta discutibile procedura.
Da ultimo vi è stata un’interessante ordinanza del TAR del Lazio, confermata altresì dal Consiglio di Stato, con la quale è stato ribadito che “in assenza del prescritto regolamento attuativo, non emerge con ragionevole certezza la fondatezza della pretesa creditoria”.In altre parole si prospetta una vera e propria carenza di potere in materia, posto che non risultano delineate e definite le concrete modalità di esercizio di detto potere.Inoltre il giudice amministrativo ha altresì soffermato la propria attenzione sulla mancanza di proporzionalità tra “l’importo dovuto e il danno derivante al ricorrente dal fermo amministrativo”.
Va inoltre evidenziato che sovente i provvedimenti di fermo amministrativo non recano una descrizione dettagliata della pretesa impositiva, per cui il cittadino si vede “bloccare” la vettura senza essere messo in condizioni di sapere circostanziatamente in relazione a quale pretesa creditoria ciò accada. Il fermo amministrativo è sostanzialmente uno strumento di natura cautelare attribuito alle amministrazioni statali e dovrebbe essere utilizzato qualora specifiche esigenze del caso concreto lo richiedano e non già indiscriminatamente. E’ proprio per questi motivi che la legge ha previsto l’emanazione di un decreto attuativo che avrebbe dovuto specificare modi e termini della procedura, nonché porre limiti e definire specifici strumenti per proporre opposizione.Questo decreto non è però mai stato emanato e la legge è tuttora priva di disciplina attuativa, pertanto è evidente che i disposti fermi amministrativi risultano illegittimi.
Il Giudice di Pace di Bari è arrivato addirittura ad “apprezzare gravi profili di illegittimità di rilievo costituzionale, riconducibili alla violazione degli artt.24 e 97 della Costituzione” ritenendo che “l’inerzia del legislatore nell’emanazione della disciplina attuativa (...) comprometta irrimediabilmente l’esercizio del diritto di difesa, non sussistendo alcuna disciplina prevedente le modalità per l’impugnazione o la sospensione del fermo” e che sono agevolmente individuabili deviazioni dai principi costituzionali di legalità, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione (sent.del 17.3.03). Avv.Maria Gagliardi

ENZO DEL MESE ASSESSORE

Con la nomina di Vincenzo Del Mese ad assessore, la giunta municipale è al completo con il numero massimo di 7.
Le più vive felicitazioni ad Enzo, apprezzato e valente pittore, che in più occasioni ha collaborato con “Block Notes”.

LA STORIA DI CAPUA RACCONTATA IN PIAZZA di Armando Medugno - Nona puntata

Chi fece erigere la prima basilica nella Capua antica?
Ripigliando il discorso interrotto con l’ottava puntata su chi fece erigere la prima basilica nella Capua Antica, cercherò di dare una risposta all’interrogativo consultando alcuni storici locali, se fu l’Imperatore Costantino, il "Grande", o altri.
Costantino a Capua. Costantino, dopo la morte del padre, Costanzo I, detto Cloro, il Pallido, che avvenne nel 306, ne assunse il titolo e nel 320, seguendo la scia del genitore che aveva accordato ai capuani non solo molti privilegi, ma anche facendo eseguire diverse opere pubbliche, si recò a Capua e fece edificare la prima basilica detta appunto "Costantiniana", arricchendola di bellissimi marmi e colonne, oltre a dotarla di preziosi suppellettili, vasi d’oro e molti donativi per il sostentamento.
La visione di Costantino: Dopo la sconfitta di Massenzio sul Ponte Milvio, Costantino ebbe la visione della croce con il monogramma di Cristo, il quale, secondo alcuni studiosi moderni, si sarebbe trattato di un simbolo del culto solare a tendenza monoteistica, da lui fino allora praticato; ma anche se adorava il simbolo monoteistico del sole aveva convertita la madre, Sant’Elena, al cristianesimo e nel 313, con l’editto di Milano, proclamò la libertà di culto dei cristiani e nel 337, sul letto di morte, si convertì, dopo essere stato battezzato dal vescovo ariano, Eusebio di Nicomedia. Ma fu veramente Costantino a edificare la prima basilica in Capua?
Si legge nella "Storia Sacra" del Granata quanto segue: - Edificata la Cattedrale, secondo la volontà di Costantino e la dedicò ai SS. Apostoli. Non si sa se sotto il nome di Apostoli intendesse i soli San Pietro e Paolo, oppure tutti i dodici. Anche il Rinaldo nelle sue "Memorie Storiche" scrive che fu Costantino a edificare la prima basilica in Capua in onore dei SS. Apostoli, nel luogo dove ora si trova l’attuale basilica di Santa Maria Maggiore che vi era già prima una catacomba dove, al tempo della persecuzione, si riunivano i cristiani per celebrare il "Sacrificio Eucaristico". Discordanze. Da quanto scritto dai nostri Granata e Rinaldo, pare che non sia del tutto d’accordo Nicola Teti, in quanto nella sua storia di "Capua Antica", riporta che fu Costantino detto il "Grande" a edificare la prima basilica, ma nel sito dove ora si trova l’attuale chiesa di San Pietro in Corpo e la dedicò ai Santi Apostoli Pietro e Paolo per essere stato guarito dalla scabbia. Anche Don Addelio nel Volume: "La Basilica di Santa Maria Maggiore di Capua Vetere", scrive che la prima chiesa fu quella di San Pietro in Corpo, similmente dal nome di un altro antichissimo tempio, dedicato dal Magno Costantino, di cui una piccola parte ancora vi è rimasta, ma bastevole a darne a vedere qual fu la sua forma.
Concludendo. Visto che alcuni autori sostengono che l’Imperatore fondo la basilica di San Pietro in Corpo, nasce spontaneo chiedersi: - Allora chi fondò la basilica dove ora c’è l’attuale duomo? Per essere sicuro di non sbagliare, mi recai a Santa Maria per fare le foto sia del Duomo, già pubblicate nell’ottava puntata, e sia quelle di San Pietro in Corpo, qui riportate, e chiesi al parroco, Don Antonio Pagano, che conoscevo da seminarista, se era quella la basilica fondata da Costantino. No! mi rispose: - L’attuale duomo sorge sul primo impianto della basilica fondata da San Simmaco che la dedicò alla Vergine Maria - . La stessa versione è riportata anche nel volume di "Santa Maria di Capua" di Alberto Perconte Licatese, dove si legge: - ... generalmente concorde è l’opinione degli studiosi circa l’epoca e l’autore della fondazione della basilica di Santa Maria Maggiore. Secondo i più, infatti, questa chiesa monumentale fu eretta da San Simmaco, vescovo di Capua, il quale nel 432, di ritorno dal Concilio di Efeso, che aveva proclamato Maria, Madre di Dio, volle dedicare alla Vergine un grandioso tempio. In seguito, dopo la devastazione dei Saraceni, la stessa città ne acquisì il nome di "Santa Maria Maggiore", cambiato nel 1860 in Santa Maria Capua Vetere. Nelle prossime puntate saranno proposti molti altri interrogativi.  Fine della nona puntata

L’ex vicepreside del “Pizzi”, amministratore e sportivo - Giovanni Dal Poggetto si è spento nel rimpianto di tutti

Un pezzo di storia cittadina che va via del periodo dai primi decenni del ventesimo secolo fino a pochi anni fa: il prof. Giovanni Dal Poggetto, uomo probo e figura di vecchio stampo, è deceduto nella notte della giornata di ieri e i funerali si sono svolti nella chiesa di S. Domenico in piazza S. Tommaso d’Aquino nel pomeriggio dello stesso giorno. La sua chiesa, per essere stato per decenni il Priore della Confraternita del S. Rosario e poi, per l’età avanzata, sodale fino alla fine.
Uomo dalla forte tempra, era stato in gioventù un ottimo atleta di Pentathlon, calciatore e quindi arbitro della lega semiprofessionisti, conseguendo dal CONI nazionale la “Stella al merito sportivo”. Docente di Educazione Fisica nell’Istituto Magistrale “Pizzi” fu per moltissimi anni tra il 1950 e 1970 anche vicepreside, istruendo nella sua materia diverse generazioni di giovani. Per alcuni anni fu poi allenatore di calcio fondando il Gruppo Sportivo “Savoia” che negli anni 1953-1956 furoreggiò su tutti i campi della Campania, grazie alla preparazione tecnica rigorosa che seppe inculcare negli atleti, due dei quali, il bomber Giuseppe Gagliardi e il mediano Carlo Giovanetti militarono in Serie C, oggi paragonabile alla serie cadetta.
Apprezzato da tutti, fu insignito delle onorificenze di cavaliere, cavaliere ufficiale e commendatore dal Presidente della Repubblica. Nel corso della sua carriera scolastica fu coordinatore dei servizi per l’educazione fisica e sportiva del Provveditorato agli Studi di Caserta. Fu inoltre presidente della sezione dell’Unuci - unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, cedendo solo recentemente la guida al giovane cap. l’avv. Gabriele Rendina, presente ai funerali per rappresentare le condoglianze di tutti gli ufficiali in congedo. Il prof. Dal Poggetto fu anche un leale uomo politico fedele alla dinastia dei Savoia, divenendo assessore e consigliere varie volte nel decennio dal 1950 al 1960, quando si fronteggiavano il partito monarchico del sindaco Vincenzo Salamone e quello della democrazia cristiana, aderendo a quest’ultimo partito e concludendo la sua esperienza politica da consigliere democristiano nella consiliatura 1965-70. Alla cerimonia funebre officiata dal Rev. Mons. Don Mimì Di Salvia c’era una grande folla di estimatori che si è stretta intorno al feretro di Giovanni Dal Poggetto, vedovo da molti anni e ai suoi figli Adele, Anna Maria, Ugo e Franco, ai generi, alle nuore e a tutti i nipoti.
Giovanni Dal Poggetto resterà nel ricordo di tutti una figura incancellabile non solo per la sua probità, ma per il suo senso civico, per la passione sportiva, per l’amore sviscerato che nutriva verso la sua città.

“Capua Verde” ripristina la Festa degli Alberi

Nel corso dell’ultimo incontro dell’associazione “Capua Verde”, presieduta dalla docente di scuola media Annamaria Mirra, non si è parlato solo di messa a dimora degli alberi ad alto fusto per “verdeggiare” una città ancora disadorna e senza colore e ossigeno, ma di una nuova possibilità che nasce dalla proposta del prof. Italo Perfetto, di ripristinare e rilanciare la festa degli alberi, che è quasi del tutto caduta in disuso in questi ultimi anni. Sono in poche le scuole a mantenere accesa la fiaccola dell’ambientalismo, promovendo iniziative per il verde, mentre nella società odierna c’è sempre più bisogno una cultura del verde per difendere natura e paesaggio arboreo-floreale per una sana vivibilità in contrapposizione al dilagare della cementificazione a tutti i costi.
“Con l’inizio dell’anno scolastico 2004-5 proporremo a tutte le scuole di rilanciare la festa degli alberi - ha detto Perfetto - Non possiamo affermare categoricamente che una politica del verde nelle scuole non si fa più ma bisogna incoraggiare quanti credono in questa iniziativa e coinvolgere tutti dai Capi di Istituto agli alunni e ai docenti per potere finalmente vedere una città ricca di alberi, di verde, di colori in quanto le piante per tutti sono vita, salute, ossigeno, bellezza paesaggistica. Per noi la “V” della parola “Verde” coincide con quella di “Vita”. Negli ultimi tempi “Capua Verde” con poche risorse, è riuscita ad alberare piazza Di Rauso con tigli, un tratto di via Napoli con platani e un altro di Fuori Porta Roma con oleandri.

La “Volturnia Civitas” rappresenta Terra di Lavoro a Roma per il ritiro della Medaglia d’Oro al M.C.

L’Associazione “Volturnia Civitas” ha conseguito una bella affermazione che non ha inorgoglito il solo presidente Raffaele Pezzera, giovane e valente architetto, ma tutti i volontari dell’attivo sodalizio di protezione civile, che si impegna con tutti gli sforzi possibili per essere vicina alle esigenze della città e dei cittadini. E’ di giorni fa la notizia che la funzionaria dell’ufficio volontariato della Regione Campania, Rosa Gentile, ha prescelto il presidente Pezzera a rappresentare la provincia di Caserta alla cerimonia che si è tenuta poi al Quirinale il 16 luglio dove il Presidente Carlo Azeglio Ciampi ha insignito di medaglia d’oro al merito civile la Protezione Civile nazionale. Per l’occasione ogni provincia ha espresso un rappresentante per far parte della folta schiera di volontari che in modo unitario sono stati espressione di tutte le sigle esistenti sul territorio nazionale.
Istituita negli anni settanta, la Protezione Civile è un organismo molto valido per la protezione e la sicurezza dei cittadini per tutti i casi di calamità naturali, come esondazioni, incendi boschivi ed altre attività tendenti a difendere l’ambiente e la natura. Per le benemerenze che si è conquistato sul campo, in mille occasioni e sinistri, la Protezione Civile ha meritatamente ottenuto che il Capo della Stato le concedesse la benemerenza al merito civile. “Sono orgoglioso di aver rappresentato l’intera provincia di Caserta - ha dichiarato Raffaele Pezzera - la medaglia d’oro concessa alla Protezione Civile simbolicamente va a quelle migliaia di volontari che, in silenzio e nell’anonimato, prestano il loro servizio disinteressatamente per stare a fianco dei bisogni della gente. In questo momento particolare un pensiero grato a quanti, nell’adempimento del loro dovere, dettato da una scelta consapevole, hanno immolato la loro vita per stare con i cittadini in ogni calamità che si verifica nel nostro Paese”. DA S.O.S. UNA PRECISAZIONE SULLA RAPPRESENTANZA CASERTANA A ROMA “Non per invidia o per contestazione - ha dichiarato da parte sua il presidente dell’associazione S.O.S. Radiosoccorso, prof. Antonio Sapio, ma si deve chiarire che la dottoressa Gentile dalla Regione ha chiamato anche noi, non trovandoci disponibili perché impegnati nell’opera di spegnimento degli incendi boschivi che generano i piromani quando non si tratta di autocombustione. Anche il delegato provinciale De Lucia e tanti altri hanno dovuto declinare l’incarico. Disponibile è stato l’arch. Pezzera, che ha rappresentato quindi la Provincia nella sua interezza”.

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