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50 anni d’amore a S. Angelo in Formis
“Nozze d’Oro” per i coniugi Elisa ed Aniello
Floreni, domenica 14 u.s. nella Basilica Benedettina di S. Angelo in
Formis, durante la S. Messa officiata da Don Franco Duonnolo. Un
brindisi augurale, dopo la cerimonia religiosa si è svolto
all’esterno della basilica con parenti e amici. Ai due esemplari
genitori, distintisi per onestà, generosità e rettitudine,
l’abbraccio fortissimo di figli e nipoti. Auguri da Block Notes.
Block Notes HINTERLAND
- Antichi progetti, programmi futuri - Ci vediamo da Augusto o da Isidoro
Storie d'altri tempi, il ritrovo di tanti
validi organizzatori, sportivi, artisti, ma anche di giovani
motivati; l'appuntamento: ci vediamo alla "pompa di benzina"; forse
anche per il fatto, che la ragazza dei sogni, transitava in quel
punto strategico del Cavaiuolo; almeno quella era la speranza di
giovani pretendenti, e l'appuntamento, il ritrovo, risultava spesso
una sfida tra rivali, amici che concorrevano per la più bella. Ma da
Augusto ci si concentrava anche per una trasferta sportiva o
musicale come il Cantagiro, ma il ritrovo era anche oasi di
programmazione, organizzazione di gite, escursioni di pesca alle
anguille, raduno per gruppi musicali come "I Sofisti" (si aspettava
il chitarrista Milvio Brandi presso il distributore Gulf); si
parlava di pittura, d'arte, di teatro. Pietro Giuseppe Martone
(amico del titolare), a quei tempi già risultava un abile scrittore,
già forse coltivava il progetto di scrivere una commedia come "Sì
voi" oppure "Orgoglio e pregiudizio" (ultima fatica); ma anche il
regista e team-manager Saverio Scialdone, a quei tempi immaginava
sogni di gloria, ed il successo del Gruppo Teatrale Vitulaccio '89
parte da lontano. Una nota di merito, se ci è consentito,
sicuramente al valido autore Peppe Martone e tutti gli attori di
Vitulaccio '89. Il compianto fotografo Angelino Merola, più volte ha
immortalato il distributore di benzina, quella piccola struttura che
per tutti rappresentava un pezzo di storia, un cimelio curato con
eleganza ed ordine da Giovanni De Lucia prima, e Augusto Di Lillo
poi; vitulatini disponibili e cordiali. A Bellona, nel dopoguerra,
lo scenario è un po' diverso; la dialettica tra amici,
l'appuntamento, l'incontro: ci vediamo da Isidoro in piazza. Quel
locale (Gran Caffé Diaz) fu inaugurato negli anni '20 (1924) e
rappresentava il fiore all'occhiello per la vecchia Villa Volturno;
da sempre gestito con professionalità dalla famiglia Giudicianni. La
tappa era d'obbligo al Bar Diaz, anche quando si andava al "Cinema
del Prete" (S. Secondino); prima di assistere alla proiezione del
film Ursus o Annibale, si comprava al bar qualche caramella al latte
o alla liquirizia. Ci dice Peppino Vinciguerra: "Negli anni 1957-58,
si andava volentieri da Isidoro, c'era l'unica televisione, e noi
ragazzi affollavamo il bar per vedere i telefilm di Rin-Tin-Tin
oppure Penna di falco, e devo dire che a Bellona al Diaz c'era
l'unico bigliardino di calcio balilla, una rarità in quel contesto
dove tutti erano felici e contenti". Ancora oggi tanta cordialità e
allegria al Gran Caffè; continua il fair-play della continuità della
famiglia; Mauro Giudicianni si emoziona pure, quando gli parliamo
del mitico ritrovo della piazza bellonese, una storia intensa e
originale. Attualmente cambiano le abitudini, il ritrovo, il punto
d'incontro è diverso; ma la sostanza non cambia; ancora c'è
l'intuito dell'organizzatore, le idee hanno valore; c'è la moda
della Pop-Art, dove proprio le idee, il concetto, vale più della
realizzazione. Si parla a Vitulazio, di impianti sportivi, tira
molto il calcio a 5 e si vuole realizzare una struttura con campi di
calcetto, magari al coperto. Ed è proprio il vice presidente della
S.S. Bellona Calcio a 5 (serie A2) dott. Giuseppe Vinciguerra (ex
arbitro internazionale di atletica leggera), che a suo modo di
vedere consiglia: "Una società che nasce, per avere successo, ha
bisogno di validi elementi con profonda cultura sportiva, nel gruppo
deve esserci tanta amicizia e tutti devono avere una passione innata
per lo sport; poi la dirigenza si deve avvalere della collaborazione
dell'amministrazione comunale; solo così è possibile realizzare una
tendo-struttura come quella comunale di Marcianise". Per onor di
cronaca, ci pare giusto sottolineare che Peppino Vinciguerra (come
riportato da altri giornali) è stato premiato alla Reggia di Caserta
dal Sottosegretario C.O.N.I. Mario Pescante; un riconoscimento con
Stella al Merito Sportivo. A conclusione, noi continueremo a
scrivere piccole storie, forse più affascinanti, semplici; con voi
gentili lettori, magari ci vediamo su un tappeto verde sintetico,
collocato su un piccolo rettangolo di calcio a 5; probabilmente alla
"Vernissage" dell'impianto. Michele Ciccarelli
Ricordando mia nonna
Mia nonna Rosa Maiori risiedeva in America del
Nord, presso le due figlie e, sofferente di cuore, nel 1935 decise
di ritornare in Italia per rivedere i figli Giuseppe, Massimo e
Stefano. Nel mese di giugno lasciò gli Stati Uniti e da New York, a
bordo del piroscafo “Conte Biancamano”, raggiunse Napoli dove mio
padre era ad attenderla. A casa fu accolta con gioia da mia mamma e
da me, ansioso di conoscere la nonna che tante volte avevo visto in
fotografia.
Ricordo il suo dolce sorriso quando mi prese
tra le braccia e mi sembra di avvertire ancora la dolce sensazione
delle sue carezze.
In nostra compagnia la nonna visse giorni
sereni; nelle ore della sera uscivamo a passeggio e, percorrendo la
strada che costeggiava il fiume, raggiungevamo la periferia del
paese. Venne l'inverno rigido e quell'anno cadde abbondante pioggia.
Il fiume straripò in più punti inondando le
campagne circostanti. Per l'imperversare delle intemperie, le strade
erano deserte e tutti restavano in casa in attesa del bel tempo. In
compagnia di mia nonna restavo accanto al fuoco, seduto su di uno
sgabello costruito dal falegname del paese, ed ascoltavo con
interesse le avventure di Pinocchio, di Cenerentola, di Cappuccetto
Rosso e del Gatto con gli stivali. Furono mesi sereni e gioiosi
quelli che trascorsi con mia nonna ma, come dice un proverbio, le
cose belle hanno breve durata.
Un lancinante dolore al torace costrinse la
nonna a letto. Furono chiamati, per un consulto, il dottore Romìta e
il dottore Guaragna che dopo una accurata visita, riscontrarono una
cardiopatia acuta consigliarono riposo assoluto e prescrissero
alcune medicine.
Ma a nulla valsero le cure e le premure: la
cara nonna ci lasciò nella più profonda disperazione. Spesso insieme
a mamma e papà, mi recavo al cimitero per deporre un fiore sulla sua
tomba e pregare come ella mi aveva insegnato. Piangendo e
singhiozzando la invocavo di ritornare tra noi. Mi auguro di tornare
un giorno al mio paese nativo per rendere, ancora una volta, il mio
affettuoso saluto alla cara nonna Rosa che, dal 1935, riposa nella
pace del vecchio cimitero.
Un amaro destino volle che ella, dopo anni di
lontananza, non riabbracciasse i figli Massimo e Stefano dei quali,
spesso, parlava con mio padre ricordando gli anni trascorsi a
Napoli.
Adesso, cara nonna, tuo nipote Franco è anche
egli un uomo e sua nipote Sonia che egli vide nascere a Villafranca
di Verona, ora vive tanto, tanto lontano. La sua dolce vocina giunge
da Las Vegas, nel Nevada, in America del Nord, insieme a quella di
sua mamma Rita, del papà Massimo e degli zii Franco ed Ivana. Tutti
lontani, ma sempre a me vicini! Breve è stato il tempo delle favole!
Poche ne ho raccontate alla mia cara nipotina Sonia, un raggio di
sole nelle tenebre della mia vita!
Tu invece, cara nonna Rosa, ne raccontasti
tante al tuo nipotino Franco, che ascoltava estasiato, come la
piccola Sonia. Riposa in pace, nonna, e resta accanto a me per
aiutarmi, come quando bambino, ad evitare gli ostacoli che
incontrerò lungo il tratto di strada che mi resta. Ascolta, nonna,
questa mia accorata invocazione e volgi una preghiera al Signore
affinché protegga i miei cari lontani, mi conceda di stringerli
ancora ancora una volta al cuore e raccontare, come un tempo, tante
favole alla mia adorata Sonia. Franco Valeriani
Annibale, il nemico di Roma
- "Intervista con la Storia"
Ottava Puntata
SPUNTA L’ASTRO DI SCIPIONE
L'occupazione di Capua da parte delle legioni
Romane, fece crollare i sogni di grandezza di una città seconda a
nessuna. Roma si vendicava della sua rivale distruggendola anche
politicamente. Ogni funzione pubblica della città passò nelle mani
dei prefetti romani che amministravano la giustizia e restavano in
carica un anno. Tutto il territorio e gli edifici pubblici capuani
divennero proprietà del popolo romano e fu stabilito che la città
non avrebbe avuto più né Senato, né assemblea di popolo, né
magistratura. L’antica capitale della Campania fu ridotta, come
scrisse Cicerone a sede di coltivatori e divenne il deposito ed il
granaio campano. Nonostante il duro castigo, la città conservava il
suo prestigio ed una importante posizione economica, mentre si
notava l'influenza dell'architettura romana ancora oggi evidente in
vari monumenti: come: l'Anfiteatro, il Mitreo, l'Arco di Adriano, la
Conocchia e le Carceri Vecchie.
Durante questo triste periodo entrò in scena
l'uomo che avrebbe sconfitto Annibale e piegata Cartagine alle leggi
di Roma: Publio Cornelio Scipione figlio di Gneo Scipione, che
passerà alla storia con il nome di "Africano".
Publio aveva sposato Emilia figlia del console
Paolo Emilio perito nella battaglia di Canne.
Annibale: “Ricordo che il giovane Scipione fu
mio avversario nelle battaglie del Rodano e della Trebbia. Nello
scontro del Ticino (218 a.C.) il diciassettenne romano combatté
valorosamente a fianco di suo padre. Visto il genitore in pericolo,
riuscì a sottrarlo alla morte prima che fosse sopraffatto dai feroci
cavalieri Numìdi. Anche nella battaglia di Canne il giovane Scipione
fu nostro valoroso avversario, ma era senza alcuna esperienza di
comando. In seguito apprendemmo che gli stessi Romani furono
sorpresi quando a Scipione, allora venticinquenne, il Senato aveva
affidato il comando della guerra in Spagna per contrastare i
rifornimenti inviati alle truppe cartaginesi”.
Dove si scontrarono per la prima volta i
Cartaginesi con le legioni di Scipione?
Annibale: “Il primo scontro di Scipione con le
truppe Cartaginesi i guidate da Magone e da mio fratello Asdrubale,
avvenne il 209 a.C. nei pressi di Cartagèna, Spagna. Egli dimostrò
le capacità del grande stratega: astuzia, sicurezza, sorpresa e
magnanimità con gli avversari. Dopo la vittoria si seppe che gli
Spagnoli acclamarono Scipione loro Re, ma egli rifiutò”.
I Cartaginesi subirono altre sconfitte dalle
legioni di Scipione?
Annibale: “Nel 209 a.C. fummo sconfitti a
Becula (Spagna) e nel 206 nella battaglia di Ilipa dove avvenne lo
scontro delle legioni romane con l’esercito comandato da mio
fratello Asdrubale, composto da 7000 fanti, 4000 cavalieri e 32
elefanti. Scipione attuò la mia stessa tattica cambiando
schieramento: gli Spagnoli al centro e i Romani sulle ali.
L'esercito Cartaginese, disorientato, fu travolto dalla furia delle
legioni di Scipione”.
Quale fu la maggiore sconfitta subita dalle
truppe Cartaginesi?
Annibale: “La sconfitta che ancora oggi, al
solo ricordo, mi arreca tanto dolore fu quella subita il 207 a.C.
nella battaglia presso il fiume Metauro. Mio fratello Asdrubale, di
notte, risalì il fiume aiutato da guide locali, ma non riuscirono a
trovare il guado. Le truppe cartaginesi vagarono tutta la notte e i
Romani, giunti presso la stessa sponda del fiume, si lanciarono con
incredibile violenza contro i Cartaginesi che subirono una cocente
sconfitta. All'alba del giorno seguente, un cavaliere romano scagliò
un fagotto nel mio accampamento. Un soldato fu incaricato di
portarlo al mio cospetto e, appena fu aperto, vidi con immenso
dolore la testa di Asdrubale, il fratello tanto amato! Osservai, con
gli occhi colmi di lacrime, quelle care sembianze che mi ricordavano
i tempi della giovinezza trascorsi insieme i nostri progetti per il
futuro e piansi di dolore e rabbia. Ad un mio fedele soldato, che
cercava di consolarmi, dissi: “Ormai so quale sarà il destino della
nostra Patria!”.
Rientrato a Roma, dalla Spagna, Scipione fu
accolto con tutti gli onori degni di un vincitore. Recatosi in
Senato si adoperò per convincere a portare la guerra in Africa, ma
incontrò l'opposizione dei poteri dello Stato e l'invidia di coloro
che ritenevano pericolosa la popolarità di Scipione. Alla fine, dopo
un lungo dibattito, concessero a Scipione 7000 uomini ed il governo
della Sicilia da dove sarebbe potuto, partire per l'Africa. Franco Valeriani
Giovanni Vigliucci ci riprova a Caserta
Giovanni Vigliucci, titolare del Ristorante e
Pizzeria New York di Bellona, dopo il successo riscosso l’anno
scorso, nel mese di settembre, a Bellona, ha organizzato la seconda
edizione della gara internazionale di pizza denominata “Pala d’Oro”.
Questa volta, però, Giovanni ha fatto le cose
alla grande e, sponsorizzato dalla Confesercenti, debutterà con la
sua troupe di pizzaioli provenienti da ogni parte d’Italia e
d’Europa in piazza Vanvitelli a Caserta.
La manifestazione avrà luogo il 13 e 14
dicembre, e sarà una gar a premi. Presente, come sempre la squadra
acrobatica nazionale che facendo volteggiare in aria le pizze
sicuramente attirerà l’attenzione degli spettatori. Sono previste
diverse degustazioni allietate da un gruppo, ormai noto in zona, “I
Lazzaroni di Masaniello” che con le loro melodie popolari faranno da
contorno alla kermesse.
L’inizio delle due serate “pizzaiole” è
previsto per le ore 16,00.
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