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Scopritura della statua
di S. Francesco a Porta Fluviale
A Porta Fluviale,
dove c’era una volta un’autocarrozzeria, liberamente dismessa dal
conduttore, su iniziativa di un abitante del rione, Mario De Maio,
aiutato da alcuni volontari, si è provveduto a bonificare l’area per
creare un giardino pubblico aperto ai residenti. Armatosi di quel
senso civico che lo anima, Mario De Maio, ha ricavato dal manufatto,
720 mattoni, il muretto di recinzione del giardino. Il Comune ha poi
fatto il resto costruendo due grosse aiuole, e mettendovi a dimora
lecci e tigli. In un angolo è stata installata una fontanina e in
fondo allo spazio verde a forma di triangolo irregolare è stata
collocata la statua di S. Francesco, che reca sulla spalla sinistra
una colomba, a voler simboleggiare la pace.
Il 3 ottobre ha
avuto luogo la scopritura della statua, con il saluto ai presenti,
del sindaco Alessandro Pasca, accompagnato dall’assessore Fernando
Brogna, che ha sottolineato l’importanza dell’impegno civico del
comitato rionale presieduto da Mario De Maio, Marco Ricci ed altri.
Il sacerdote don Mimì Di Salvia ha benedetto la statua che è stata
scoperta, tra le acclamazioni degli astanti. Presenti in gran numero
le suore del vicino convento di S. Caterina, che con i loro canti
francescani hanno dato maggiore suggestione alla cerimonia.
Per l’ “Esempio
Civico” di Block Notes del mese di ottobre, la scelta cade su Mario
De Maio e i volontari che gli sono stati vicini.
Un successo il “Gran
Galà” di “Prestige”
Con una cornice di
pubblico delle grandi occasioni, nel Teatro Ricciardi il 16 scorso,
si è svolto il riuscito defilé di moda “Gran Galà” di “Prestige”,
presentato da Luigi Di lauro e curato nei minimi particolari da
Gennaro & Paolo, titolari della rinomata boutique, che hanno
realizzato personalmente l’incantevole e raffinata scenografia e le
indovinate e scelte coreografie. Con modelle eccezionali in
passerella, sono sfilati capi d’abbigliamento spaziando dallo
sportivo all’elegante e ispirati alla celebre protagonista di “Via
col vento”, Rossella Ohara alla quale è stata dedicata la serata.
Applauditissimi gli ospiti: Hammer, ballerino colombiano, reduce dai
trionfi a Can. 5 con Maria De Filippis, e Massimo Masiello,
interprete di brani melodici tradizionali della canzone napoletana.
DSM, 2000 giorni senza
incidenti
Entrerà nel
“Guinness dei primati” nel campo del lavoro l’industria della Dsm,
uno dei gioielli di famiglia della nostra città? Sembra proprio così
dai risultati conseguiti, oltre che per il ritmo di eccellente
produttività che ha saputo imporre alla fabbrica,senza riduzioni di
organico e conservando integri e anzi migliorandoli i livelli
occupazionali, i cui dipendenti assommano a circa 270 unità. Ma la
Dsm, in un campo molto difficile, sta bruciando ogni record,
superandosi anno per anno, tanto da poter orgogliosamente
dimostrare, con dati alla mano, di aver toccato il traguardo di 2000
giorni di lavoro senza infortuni, circa sei anni ininterrotti, per
tutte le precauzioni adottate nell’ambiente di lavoro in materia di
sicurezza e tutela dell’incolumità di tutti i lavoratori, dalla
dirigenza, ai massimi responsabili e ai lavoratori stessi. La Dsm,
il cui Direttore Generale è il dott. Giovanni De Felice, ha tenuto
un convegno il 19 u.s., nello stabilimento di via S. Tammaro sul
tema: “2000 giorni senza infortuni: un successo per lo stabilimento
di Capua. Quale futuro?”.
Presenti varie
autorità locali con il sindaco Pasca e l’assessore regionale
Gianfranco Alois e il responsabile della Dsm Food Specialties Robert
van Leed. Al termine ha avuto luogo una visita guidata dello
stabilimento per gli intervenuti.
Volturno Live TV con
Paolo Boruni
Inizierà il 22
prossimo alle 20,30 a ReteCapua il programma di voci emergenti
“Volturno Live Tv”. Tutti i giovani che vogliono partecipare, in
modo del tutto gratuito, possono chiedere la scheda di iscrizione a
“Pianeta Musica” tel. 0823/968010. La parte organizzativa sarà
curata da Franco Fierro e staff, il coordinamento artistico a Paolo
Boruni. Il presentatore di molte puntate sarà Erennio De Vita.
Nel girone di
andata gli interpreti si esibiranno con brani noti, nella seconda
fase con brani inediti degli autori locali e della provincia. La
giuria sarà formata da musicisti e esperti.
Bosco di S. Vito e
Volturno a rischio con il condono proposto dal Governo
Abusi nel Bosco di
S. Vito, nelle vicinanze del fiume, sui palazzi di pregio artistico
o dove erano stati bloccati i lavori edilizi per motivi urbanistici;
anche l’abusivo mostro Telecom avranno il beneficio del condono!
Questo il possibile scenario che si può delineare anche per la
nostra città, dopo che il Senato ha votato la delega ambientale a
favore del governo, che ha come ministro dell’ambiente tale Altero
Matteoli, che ottenne, alla sua prima volta di ministro, il Premio
Nazionale “Attila 1994”. I politici locali, siano di centro destra o
di centro sinistra, non possono far finta di niente; le persone di
cultura non possono ignorare quel che si profila all’orizzonte. La
lunga onda del condono sta travolgendo tutte le città, e la nostra
non è immune dalle altre, nella frenetica ed abusiva attività
edilizia di “occultamento” di misfatti precedenti o in corso,
attività incontrollata anche quando c’è una parvenza di regolarità.
Comune,
funzionari, uffici preposti sanno bene che molte delle attività
edilizie, in particolare nel centro storico, sono abusive o
parzialmente abusive e mimetizzate dietro ben protette recinzioni;
che i volumi si aumentano senza che nessuno se ne avveda, escluso
chi abita nei palazzi confinanti e un bel mattino si accorge che
quella guglia o quel campanile che vedeva poco prima, è scomparsa
dalla visuale: Dalla mancanza di cartelli all’esterno di tanti
cantieri, non tutti per fortuna, si intuisce che gli speculatori
sono alacremente all’opera nella certezza matematica di farla
franca. La Lega Ambiente regionale ha fatto una dichiarazione molto
precisa: “Chi fino ad oggi se ne è infischiato delle norme, pagando
cifre relativamente modeste per il condono, potrà rivendere la villa
a picco sul mare o l’appartamento in pieno centro storico,
naturalmente abusivi, a cifre da capogiro”. Quindi il business è per
quanti non hanno mai rispettato le leggi urbanistiche ed ora vengono
pure premiati da una disposizione che favorisce la speculazione e
l’illecito arricchimento con il condono, previo il pagamento
all’erario di poche centinaia di euro.
La politica di
tutela del paesaggio e dell’ambiente, e di salvaguardia della
natura, dovrebbe essere preminente nel nostro Paese e meno
permissiva di quanto già lo era: immaginiamoci quindi quali orrendi
scenari e brutture si pareranno davanti ai nostri occhi, se anche la
Camera dirà di sì alla delega ambientale a favore del governo.
Molti sindaci,
amministratori regionali e provinciali,a prescindere dalla loro
appartenenza politica, sono contrari alla nuova legge di condono che
sana abusi in aree protette, escluso per gli ecomostri, commessi al
30 settembre. C’è pertanto da sperare che il ricorso alla Corte
Costituzionale di quanti osteggiano l’intento governativo possa
mandare tutto a monte.
Il Generale Scialdone a
Franco Fierro
Il Gen. O.A.
Armando Scialdone, esperto di scienze strategiche, balistica forense
e criminologia, fratello dello scienziato Nasa, ha inviato a
ReteCapua questa lettera: “Esprimiamo tutta la nostra gratitudine
per aver onorato con la vostra rappresentanza l’estremo saluto allo
scienziato di valore mondiale Gian Giuseppe Scialdone, professore e
ingegnere emerito della Nasa. (Il servizio sul tributo allo
scienziato con una cerimonia a Vitulazio, suo paese natale, nelle
pagine dell’hinterland).
Artisti contro la
guerra
La cantautrice
Agnese Ginocchio, definita la Joan Baer, instancabile nel cantare la
pace, ha invitato il poeta Giuseppe Cesaro ad aderire all’iniziativa
promossa e organizzata a Roma da BLOGGERS PER LA PACE. “Già avevo in
passato delle mie personali iniziative un po’ “controcorrenti” - ci
dice il poeta - che ricorda un suo manifesto “No war”. Ho aderito
però soprattutto per l’autentica vocazione alla pace e alla
fratellanza, nonché per i valori più veri d’amore e d’amicizia che
Agnese eleva con il suo canto libero”.
Il Liceo “Pizzi”, la
migliore scuola in Campania
Nell’Aula Magna
del Liceo Statale “Salvatore Pizzi” martedì 26 ottobre ha avuto
luogo l’inaugurazione solenne dell’anno scolastico del Liceo Statale
“S. Pizzi”, che si svolge annualmente, grazie all’iniziativa del suo
dinamico dirigente scolastico, il preside Felice Vairo.
Dai diagrammi
presentati sul maxischermo dal preside Vairo è apparso evidente che
l’Istituto Pizzi può ritenersi dai risultati conseguiti il migliore
in Campania.
Alla cerimonia,
che si è conclusa con l’assegnazione di attestati e premi agli
studenti, hanno partecipato l’arcivescovo Bruno Schettino e il
dirigente dei Servizi Ispettivi dott. Pietro De Simone.
Il 26 novembre il
Comitato Referendario per la vivibilità
Il secondo
incontro, ampliato anche ai nuovi aderenti, del Comitato
Referendario per la pedonalizzazione e riqualificazione del centro
storico, e delocalizzazione tralicci telefonici, con invito a
domicilio, avrà luogo venerdi 26 novembre alle 18 presso Palazzo
Fazio, sede di Capuanova, con l’intervento qualificato del prof.
Carlo Crispino, pneumologo del “Cardarelli” di Napoli, ed un
esponente di Legambiente regionale.
Block Notes HINTERLAND
- Lo scienziato tumulato nella tomba di famiglia
E’ TORNATO NELLA
SUA VITULAZIO! Il 27 settembre scorso sono ritornate, nella sua
Vitulazio, le spoglie mortali di Gian Giuseppe Scialdone, lo
scienziato della N.A.S.A., l’ente spaziale americano, venuto a
mancare all’affetto dei suoi cari circa un anno fa. Alle 16,30
davanti al sagrato della chiesa madre c’era ad attenderlo una folla
di cittadini desiderosi di dare l’estremo saluto ad un figlio di
Vitulazio che ha saputo con la sua scienza portare alto, nel mondo,
il nome del proprio paese, della propria provincia, della propria
regione e dell’Italia intera.
Personaggio di
spicco nel mondo della ricerca scientifica Gian Giuseppe Scialdone
ricevette la Massima Onorificenza da parte della N.A.S.A. e altre
due Onorificenze di Stato negli U.S.A.
Capo della Sezione
Polimeri del Centro Goddard della N.A.S.A partecipò al progetto
Apollo e a quello dello Shuttle.
Vitulazio ha
voluto rendergli omaggio partecipando alla cerimonia religiosa, alla
quale, per impegni improrogabili, non è potuto essere presente
l’arcivescovo di Capua, Mons. Bruno Schettino che scusandosi con i
parenti faceva pervenire una missiva che è stata letta durante
l’omelia dall’officiante don Pietro Lagnese e che qui ci piace
riportare integralmente: “Distinta famiglia Scialdone, desidero con
questo messaggio rendermi spiritualmente presente e porgere le mie
sentite condoglianze a tutta la famiglia per la dipartita del Prof.
Gian Giuseppe Scialdone, luminoso docente e Scienziato della Nasa,
prematuramente scomparso, ed elevare al Signore la mia preghiera per
la sua Anima eletta.
Ha illustrato con
la Sua elevata intelligenza la nostra Patria, la città di Vitulazio
e la sua famiglia attraverso il sapere, la cultura, il suo impegno
professionale.
E’ stato uno dei
tanti “cervelli” partiti dall’Italia, di grande valore, che si sono
giustamente affermati in campo internazionale per lo spessore della
preparazione scientifica, per la vastità del sapere.
Il suo ricordo
rimanga sempre come esempio luminoso di fede e di cultura, di
professionalità e impegno anche per la nostra popolazione ed in
particolare per i giovani, perché possano guardare avanti con
fiducia ed entusiasmo.
Il Signore accolga
nel suo cuore questo figlio devoto e gli conceda la felicità eterna,
promessa ai Giusti.
Rinnovo
condoglianze e Vi benedico di cuore.
Firmato Bruno
Schettino Arcivescovo”.
All’uscita dalla
chiesa, la professoressa Maria Russo D’Onofrio, ha voluto dare il
suo contributo all’amico d’infanzia Peppino (così in paese lo
chiamavano gli amici) leggendo una toccante lettera nella quale, tra
l’altro, si diceva: “In modo particolare ricordo un simpatico
ragazzetto, rosso di capelli, con tante lentiggini e dallo sguardo
vivo e buono, che guidava i nostri giochi, frenava la nostra
vivacità; ed egli, che aveva solo qualche anno più di me, tra un
gioco e l’altro, una dondolata e l’altra alla culletta, mi insegnò a
scrivere il mio nome”, ed ancora: “Ricordo poi con tanta tenerezza e
nostalgia il periodo della nostra adolescenza, quando tutte le
mattine, con le biciclette ci recavamo nella vicina Capua per
frequentare le scuole superiori. La strada provinciale era piena di
buche, di sassi ed era un’impresa arrivarci: forature di ruote,
cadute, ma tante risate, tanta sana allegria!”. Dopo questa lettura
si è formato il corteo che è giunto in piazza Riccardo II, dove ad
attendere Gian Giuseppe Scialdone c’era la Fanfara dei Bersaglieri
della Brigata Garibaldi, una rappresentanza dell’Aeronautica
Militare della Scuola Sottufficiali guidata dal Col. Benedetto Testa
e i Gonfaloni della Città di Caserta, della vicina Bellona e quello
di Vitulazio accompagnati dai rispettivi sindaci Giancarlo Della
Cioppa e Achille Cuccari.
La Fanfara ha
intonato le note dell’Inno americano e di quello italiano, ci sono
stati poi vari interventi tra i quali quello di Franco Falco,
presidente della Dea Sport di Bellona, che ha avuto l’incarico di
organizzare la cerimonia, Franco Valeriani e a chiusura quello del
prof. Giovanni Lagnese che ha voluto sottolineare la preparazione
tencnico-scientifica leggendo gran parte del vasto curriculum vitae
dell’illustre scienziato. Tutto questo è stato accompagnato da
scroscianti applausi da parte dei numerosi presenti.
Al termine della
cerimonia commemorativa è ripreso il corteo che ha accompagnato
“Peppino” al Cimitero di Vitulazio dove ora riposa nella tomba di
famiglia.
“Grande
protagonista della NASA, un impegno continuo, dedicato alla ricerca
dei misteri dello spazio - ci dice Michele Ciccarelli, uno dei
promotori, assieme a chi scrive e all’ex assessore Pierino Pezzulo
di un’iniziativa per l’intitolazione di una strada o una piazza a
Gian Giuseppe Scialdone - un illustre scienziato che ha onorato il
suo paese. Rimane di lui un affascinante ricordo, una persona
quotata ma modesta, semplice con la tonalità dei grandi; lontano
dalle passerelle, dai salotti, vicino invece, ai suoi amici,
compagni di scuola di Vitulazio; presente spesso o quasi alla festa
patronale, la figurina della Madonna dell’Agnena nel taschino della
giacca; pure passionale e romantico: il tutto quanto basta ad un
cronista che mai dimenticherà Giovanni Giuseppe Scialdone”; e ancora
di Scialdone ci parla Gabriele Aurilio che ebbe modo di incontrare
Peppino in America durante il viaggio di nozze: “Ricordo che lo
andammo a salutare, io e mia moglie Gabriella. Allora freschi sposi
in viaggio di nozze, due giovinotti, lui era già molto famoso in
America ci sentivamo un tantino in imbarazzo, ma lui con la
semplicità che lo ha sempre distinto ci mise a nostro agio, anzi, ci
portò in giro per il Centro Goddard, dove lavorava e ci fece da
“cicerone” spiegandoci in maniera semplice e comprensibile che
cos’era questa o come funzionava l’altra cosa. Peppino è rimasto
inciso nel mio cuore ed in quello di mia moglie Gabriella, non lo
dimenticheremo mai”.
Infine il nostro
direttore Franco Fierro: “Ebbi l’onore di ospitarlo a ReteCapua per
un’intervista televisiva e capii subito di che persona si trattava,
pensai: “le persone più sono grandi più sono umili”. Ho un ricordo
immenso di Gian Giuseppe Scialdone e custodisco gelosamente
nell’archivio di ReteCapua quella cassetta con l’intervista. Stiamo,
con la Redazione del Block Notes, pensando alla realizzazione di un
Comitato che porta proprio il suo nome, e che si interessi di
spronare le autorità per l’intitolazione di una strada e per la
realizzazione di un piccolo “museo” dove vengano raccolte tutte le
pubblicazioni (81), i manoscritti, i premi, gli attestati e tutto
quello che può servire a conoscere e a far conoscere un personaggio
di così notevole spessore umano e scientifico”. Antonio Scala
Il Circolo "La
Piazzetta" ha preso il via
Nella serata di
domenica 10 ottobre 2004, si è tenuta in P.zza Papa Giovanni XXIII
la festa di inaugurazione del circolo socio-culturale "La
Piazzetta". Quella che all'inizio era solo un'idea, oggetto di
discussione tra amici, per evadere dalla monotonia di un paese forse
troppo poco avvezzo a determinate iniziative, oggi è una realtà che
ha fatto il suo ingresso ufficiale riscuotendo consensi,
ammirazione, curiosità ma anche tante perplessità, che non mancano
mai! La serata, svoltasi con il patrocinio del comune di Vitulazio,
è stata condotta sulle note immortali dei mitici anni '60; è stato
infatti il gruppo "Garden Club Anni '60" con Michele ladicicco, Enzo
Natale, Luigi Vinciguerra, Giannino Taddeo e Armando Giuliano, che
ha allietato i presenti con brani delle Orme, i Nuovi Angeli, Adamo
e di tanti altri. Pezzi che in quegli anni hanno fatto innamorare,
facevano sognare e che oggi vengono ancora riproposti per tornare
appena qualche istante ai ricordi del passato, per ripercorrere la
semplicità e la magia di quel periodo. Presentatori d'eccezione sono
stati Luca Antropoli e Alfredo Di Lorenzo, che si sono calati
perfettamente nel loro ruolo ed hanno condotto la serata con enorme
simpatia e trasporto; un trasporto che, in verità, ben traspariva
anche dagli occhi dei singoli membri de "La Piazzetta". Il circolo,
presieduto da Melina Fiorillo, la quale ha intrapreso questo
percorso con zelo e vitalità, ha voluto cogliere l'occasione di
questa festa inaugurale e cominciare così la sua attività nel
sociale, rendendo omaggio a personaggi di Vitulazio che hanno fatto
e fanno la storia di questo paese, che si sono distinti per
dedizione, spirito d'iniziativa, impegno e meritano di essere
ricordati. Si pensi a cosa hanno rappresentato a Vitulazio
personaggi del calibro di Pierino Lagnese, Vittorio Pozzuoli, John
Scialdone, Giuseppe Scialdone, e quale attività svolgono oggi per
questo paese don Pietro Lagnese, l'attuale sindaco Luigi Romano,
dott. Francesco Scialdone, dott. Achille Cuccari, Maria D'Onofrio,
Peppe Martone, il gruppo teatrale "Vitulaccio '89" e il comitato
festeggiamenti "Maria SS. dell'Agnena". Chi in passato, chi
attualmente, sono persone che hanno contribuito a dare valore a
questa società, in parte ne hanno permesso l'evoluzione e, se è
consentito dirlo, anche la maggiore considerazione. "La Piazzetta"
ha voluto considerare tutto questo e, con la consegna delle targhe,
ha concesso ai presenti un momento di grande commozione, che però
ben si è amalgamato con il brio, il divertimento, le emozioni che
hanno accompagnato tutta la serata. Ed ora, che si dia inizio ai
progetti, alla loro più ampia realizzazione nella comunità
vitulatina e perché no, anche al di fuori; tante idee aleggiano in
"piazzetta", tanta voglia di fare e di operare nella società.
Qualcuno dice che i progetti sono vita, è vero! I progetti aiutano a
vivere meglio, ad affrontare le incombenze dell'esistenza con uno
spirito più propositivo e questo circolo sta dando a tutti la
dimostrazione reale di quanto sia piacevole riunirsi, esprimere le
proprie idee, vederle svilupparsi e di quanto possa essere
costruttivo lavorare insieme per uno scopo comune, divertirsi e
impegnarsi allo stesso tempo. Questo circolo può davvero insegnarci
quanto sia bella la voglia di vivere. Quindi non possiamo che
augurarci che questo sia solo l'inizio di tanta fortuna per "La
Piazzetta", l'inizio di un'attività associativa originale e
rigogliosa, l'inizio di qualcosa di diverso!! Angela Natale
Annibale, il nemico di
Roma - "Intervista con la Storia"
Settima puntata.
Le Legioni Romane occupano Capua. Durante la loro permanenza a Capua,
i Cartaginesi trascorsero un periodo sereno e gli ozi, in seguito,
risultarono una diceria inventata dai Romani che invidiavano la
ricca città campana.
Annibale: “La
nostra permanenza a Capua fu un errore che permise ai Romani di
fortificare sia la loro città, che il territorio capuano. Spesso
eravamo costretti a sedare aggressioni contro i nostri accampamenti,
subendo gravi perdite. Quattro legioni romane avevano accerchiato
Capua e
altre quattro
controllavano i movimenti delle mie truppe, inoltre si seppe che
2000 legionari romani erano partiti, da Brindisi, per mettere in
fuga i macedoni”.
Che cosa accadde
quando l'esercito romano cominciò a stringere d'assedio Capua?
Annibale: I
capuani capirono di essere soli, quando si resero conto che noi
Cartaginesi ripiegavamo verso il Sud poiché ritenemmo perduta ogni
speranza di salvare la città rimasta senza viveri e senza
collegamenti”.
Capua si arrese ai
Romani verso la metà di aprile dell'anno 211 a.C.. Il magistrato
Lèsio convocò il senato e, durante l'assemblea, Vibio Virrio
dimostrò che era inutile inviare messaggeri a Roma per trattare la
resa.
Annibale: Mi fu
riferito ciò che accadde a Capua quando entrarono le legioni romane.
Durante un banchetto, Virrio disse: "Dal momento che non mi è
possibile sfuggire alla morte, mi sottrarrò, con una fine onorevole,
alle sevizie e alle offese dei Romani, né sarò trascinato in catene
per le vie di Roma. Non vedrò l'incendio della mia città, ne la
distruzione di essa, né sarò spettatore delle offese alle madri,
alle giovinette e ai fanciulli di Capua". Vibio Virrio, e altri 27
senatori capuani si uccisero bevendo un potente veleno. Il giorno
dopo fu aperta la porta di Giove e l'esercito vincitore entrò in
Capua. I senatori furono incatenati e depredati di tutti gli averi,
25 senatori furono mandati prigionieri a Cales (l'odierna Calvi
Risorta) e 28 a Teano perché ritenuti colpevoli della ribellione di
Capua contro Roma. Furono giustiziati nel Foro alla presenza di
cittadini capuani increduli”.
Alle esecuzioni
capitali seguì la soppressione della personalità giuridica di Capua,
Casilino, Calazia e Atella.
Annibale: “Alcuni
ritenevano che Capua dovesse essere distrutta ma, in seguito, fu
salvata perché diventò sede di coltivatori poiché le sue terre erano
le più fertili d'Italia. Tutto divenne proprietà dei Romani e Capua
non ebbe più il senato, un'assemblea di popolo, né magistrature”.
Capua era
precipitata da una vita di splendore, ad una vita umile e
sottomessa. Roma si era così vendicata dell’odioso tradimento subìto.
Annibale: "I
capuani avevano tentato di sfruttare la nostra presenza per
riconquistare la piena autonomia. Ma crollò l'antico sogno di
grandezza di una città seconda a nessuno, una città e cui avevo
promesso che, dopo aver vinto Roma, l'avrei nominata capitale
d'Italia".
I Cartaginesi,
scesi in Italia con l'intento di liberare le città dal dominio di
Roma, dopo le grandi vittorie erano costretti ad abbandonare alla
vendetta romana, le città che avevano creduto in loro.
Annibale: "Le
vittorie dei primi anni di guerra erano solo un lontano ricordo. Da
tempo avvertivo tanta stanchezza e tanta delusione. Solo in alcuni
momenti si risvegliava l'antico furore. Una sensazione che non avevo
mai provato durante i miei 40 anni di vita. Esasperato misi in
marcia i miei uomini con l'intento di punire i Romani, ma fui
informato che Fabio Massimo, dopo la resa di Capua, si preparava ad
assediare Taranto difesa da un esercito Cartaginese e da 30 navi
ancorate nel porto. Fabio, noncurante di tutto ciò, si gettò
all'assalto con le sue legioni e conquistò una piazzaforte
Cartaginese. Era l'anno 209 a.C.. I romani saccheggiarono Capua e,
quasi tutti gli abitanti furono venduti come schiavi. Quando i
Romani entrarono in Taranto, noi eravamo a due giornate di marcia
dal nemico, privi dell'aiuto di Filippo il Macedone che, come ci
informò il nostro spionaggio, era sul punto di trattare, con Roma,
una pace separata. Unica mia speranza erano i soccorsi che sarebbero
arrivati da Cartagine: un nuovo esercito guidato da mio fratello
Asdrubale. Ma fummo informati che i fratelli Publio e Gneo Scipione,
alla testa di legioni romane molto combattive, avevano sbaragliato
le truppe di Asdrubale. Fu una notizia che sconvolse i miei piani.
Alcuni giorni dopo si seppe che le forze Romane erano state
distrutte e i due fratelli uccisi in combattimento. Per Roma fu un
duro colpo e per noi una vittoria clamorosa”. Franco Valeriani |