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A De Franciscis
Può sembrare una
semplice formalità rivolgere le felicitazioni al nuovo Presidente
della Provincia, on. Sandro De Franciscis. Ma il motivo per cui gli
scriviamo è per augurargli buon lavoro, e a noi, affinché
determinate cose per la nostra città si realizzino. Tutta la
cittadinanza che ha scelto De Franciscis, deve ritenersi un unico
“consigliere provinciale” di maggioranza che prospetta alla
Provincia le problematiche più urgenti e necessarie, come,
innanzitutto, alcune strade di sua pertinenza, da riparare o rifare
radicalmente, come via Brezza o via Grotte S. Lazzaro e via
Provinciale per S. Angelo. Altri problemi poi nascono dal settore
della scuola: la Provincia, secondo la volontà del Comune, dovrebbe
acquistare il plesso scolastico dell’Istituto Comprensivo Fieramosca…
incomprensibilmente, per mandare alunni adolescenti in un
fantomatico nuovo edificio scolastico a Porta Roma e concedere alla
Ragioneria, che è gestita dall’ente di Corso Trieste a Caserta, il
plesso di Porta Fluviale, per ospitare ragazzi già grandi. Su questo
punto non ci va che si possano fare accordi verticistici! Un altro
punto, segnalato dagli “Amici del Fiume”, che sta a cuore ai Capuani
, riguarda il fiume Volturno, il cui corso, lungo le sponde, con i
suoi sentieri naturalistici, da S. Antonio alla Limata e fino alle
Torri di Federico II, è stato sottratto alla fruizione collettiva,
che invece vogliamo sia ripristinata, nel rispetto delle competenze
delegate alla Provincia. Infine auspichiamo un’affermazione in campo
internazionale del nostro Museo Campano, sempre più alta e
qualificata, rendendo possibile che, ogni volta che dei reperti
archeologici vengono alla luce nel territorio capuano, siano
destinati all’Istituzione, secondo le inequivocabili disposizioni di
legge che le associazioni Archeoclub e Capuana Civitas hanno
evidenziato in occasione del ritrovamento di alcune anfore a Porta
Roma. De Franciscis-Provincia, in parole povere, per le tante
problematiche locali, dobbiamo essere noi, la nostra città. E le
città di questa nostra terra, ultima in tante cose. Con questi
auspici rinnoviamo al Presidente e alla sua coalizione auguri di
buon lavoro. Franco Fierro
Dedicare Piazza d’Armi
a Papa Wojtyla
Un Comitato
propone l’erezione di una statua al centro dell’area. Da anni, da
quando il Papa era ancora in vita ed effettuava i suoi viaggi in
Paesi e Continenti del mondo, tante sono state le voci, isolate e
inascoltate, che hanno proposto ai sindaci pro tempore di dedicare
piazza d’Armi al Papa, in ricordo della sua visita del 24 maggio
1992 per il Congresso Mariologico. Sono molti a ricordare quell’intensa
giornata vissuta dal Pontefice a Capua: “Il nostro pensiero va a
quando nel corso di un viaggio, Papa Wojtyla venne a Capua in piazza
d’Armi, celebrando da quella immensa piazza l’Angelus domenicale,
che ora non potrà più recitare” dice commossa una donna, che quel
giorno era in prima fila in mezzo a circa 50 mila spettatori. La
donna ricorda quando il Papa giunse con il suo seguito
dall’autostrada alla chiesa di S. Giuseppe a Porta Roma, a bordo
della sua “Papamobile”, si recò quindi in piazza dei Giudici, dove
dal sagrato della chiesa di S. Eligio, rivolse un saluto alla città,
con la presenza di molti sindaci in fascia tricolore. Quindi si recò
nella chiesa di S. Pietro Apostolo per la vestizione con gli arredi
appropriati alla funzione religiosa che tenne poco dopo in piazza
d’Armi. “Una giornata indimenticabile - racconta la signora - Egli
fu per l’intera giornata con i fedeli dell’arcidiocesi e con
l’arcivescovo don Luigi Diligenza, pernottando nello stesso
Vescovato”. Risuonano ancora nella memoria dei capuani le parole del
Papa quando in piazza dei Giudici, nell’incontro con la
cittadinanza, “in questa storica piazza Giudici, sede di avvenimenti
che hanno segnato il cammino della vostra storia”, ammonì la folla
dei presenti ad essere contrari ad ogni forma di egoismo:
“Carissimi, davanti ai fenomeni della disoccupazione, della povertà,
della tossico-dipendenza, presenti qui come altrove, ma soprattutto
di fronte al fenomeno immigratorio, specialmente di cittadini
extracomunitari, che assume qui particolare rilevanza, voglio
chiedere a voi tutti di non rinchiudervi nell’egoismo, negazione
dell’amore”. Quel 24 maggio di 13 anni fa, un Wojtyla sano e forte,
fu tra i fedeli della diocesi, in una città silenziosa e
particolarmente suggestiva, che visse in un’atmosfera ovattata
dovuta alla presenza dell’Illustre Porporato. Ora per una profonda
riconoscenza al defunto Pontefice, dai fedeli stessi viene la
proposta di chiamare l’area da Lui “calpestata” il 24 maggio 1992,
da attuale Piazza d’Armi a Piazza Giovanni Paolo II. Ma da parte di
molti, portavoce Antonio Ciarmiello, viene anche una richiesta più
concreta al Comune: al centro della piazza dedichiamo un bel
monumento con la statua di Colui che consacrò alla città, dopo aspre
battaglie con i privati, l’immensa area dove attualmente si svolge
il mercato settimanale del lunedì. Un’altra statua del Papa a
ricordo della sua visita fu realizzata dal sacerdote Battista
Marello e collocata nella Cattedrale nell’anno della sua visita, nel
1992. Franco Fierro
Diario - Un tuffo nella
natura con “Volturno Byke”
Un vero successo è
arriso alla passeggiata “Vivi-Bike” organizzata dalla Volturnia Bike
A.S.C.C. Libertas di Capua del presidente Enzo Bernasconi e del
coordinatore Antonio Nigro, collaborato da un affiatato staff
composto da Franca e Rosario Orsacchiotto, Giuliana Ruggiero, Paolo
Raucci, Mario Bernasconi, Veronica Ricca e Francesco Cembalo, con la
collaborazione dell’associazione di protezione civile “Volturnia
Civitas” presente con il coordinatore Enrico Di Rauso e un folto
gruppo di volontari. L’organizzazione della passeggiata ecologica e
l’assistenza sono stata perfetta e c’è stato anche un posto ristoro
sulla piazza del Giubileo. Il merito degli organizzatori è di avere
fatto riscoprire ai circa 100 partecipanti, tra cui molti bambini,
il gusto di potersi immergere nella natura e nella storia, con il
periplo delle vecchie “cupe” intorno S. Angelo in Formis e a
contatto con alcuni monumenti cittadini, come la Cinta Bastionale e
il Cimitero Garibaldino.
Raffaella Di Benedetto,
talento scientifico
Un traguardo,
davvero importante, è quello raggiunto alcuni giorni fa dalla nostra
concittadina Raffaella Di Benedetto. La capuana, laureata in Fisica
presso l'Università degli studi “Federico II” di Napoli, ha discusso
a Roma presso l'Università degli studi "La Sapienza" la tesi di
specializzazione in Fisica Sanitaria dal titolo: "Caratterizzazione
delle neoplasie cerebrali con spettroscopia in risonanza magnetica
in vivo”. In questo ultimo anno, la nostra concittadina ha
sviluppato tra la sede Universitaria di Roma ed alcuni centri
clinici neurologici del Sud, importanti studi di ricerca sui tumori
cerebrali. La giovane dottoressa ha tra l'altro tenuto, nel mese di
dicembre, un congresso neurologico proprio sulle applicazioni della
spettroscopia in risonanza magnetica per la diagnosi dei tumori
cerebrali. Non mancano, dunque, nella nostra città talenti
scientifici, che danno conferma del fatto che Capua, oltre all'arte,
è una città che esprime ad alti livelli anche studi scientifici. La
nostra concittadina si distingue e si fa valere tra l'altro anche
sotto il profilo sociale, è infatti impegnata nel tempo libero come
redattrice nella realizzazione del portale internet cittadino
www.capuaonline.com. La Dottoressa infatti è la moglie di Mario
Nardiello, uno dei proprietari del portale cittadino. La redazione
di Block Notes augura a Raffaella Di Benedetto un futuro ricco di
soddisfazioni e di successi professionali.
Deceduta la nonnina di
Capua - Nicolina Esposito Sales
Aveva toccato il
traguardo dei cento anni il 6 dicembre del 2003 la nonnina di Capua
Nicolina Sales nata Esposito. Nativa della città sulle rive del
fiume Volturno ha vissuto la sua lunga vita passando attraverso
eventi ora lieti ora drammatici, come l’ultima guerra che distrusse
gran parte del patrimonio edilizio della città. Dopo il suo
matrimonio, divenne madre di tre figli, Maria e Sisa, e il compianto
Luigi, che fu dirigente di spicco del vecchio Psi. L’ultracentenaria
aveva cinque nipoti e cinque pronipoti, godendo sempre ottima salute
e se qualche volta c’era qualche acciacco proprio dell’età, sapeva
essere sempre ironica e dimostrare uno spirito di sopportazione
eccezionale. La scomparsa era la nonna di Gaetano Cantiello,
delegato dell’Automobile Club dell’agenzia di Capua, e delle prof.sse
Cristina e Liana.
Cesaro alla Libreria
Guida
Il 21 scorso alla
Libreria Guida in Palazzo Lanza si è tenuta un’importante serata
d’arte e di poesia. Tramite un “quaderno”, il poeta e artista
capuano Giuseppe Cesaro ha presentato la sua sorprendente “Arte
infantile”, interagendo con le domande del pubblico. La lettura
delle poesie, anch’ essa aperta a tutti, si è tenuta nell’ambito
della rubrica mensile di poesia dai “lettori” Gianluca Brogna,
Antonio Cuccurullo e Giovanna Signore. Da Caserta è intervenuto il
poeta Gerardo Zampella.
Le fontane ornamentali
completamente abbandonate
Da quando caddero
alcune lastre di marmo dalla Fontana del Nettuno, in via Roma,
angolo di via Lorenzo Menicillo, in corrispondenza dell’arco del
Museo Campano, il sito monumentale è rimasto intrappolato
all’interno di una recinzione di lamiere. Tutto ciò da oltre un
anno. Dal palazzo comunale sembra che tutti se ne siano dimenticati,
dal sindaco all’assessore all’urbanistica e a quello dei lavori
pubblici. All’interno della recinzione i soliti incivili buttano i
sacchetti dell’immondizia, giocando a far… canestro. Attraverso
alcune fessure si nota chiaramente che all’interno c’è una montagna
di sporcizia che gli spazzini non possono nemmeno eliminare, in
quanto la recinzione non è possibile aprirla. “Proliferano i topi,
li ho visti io, con i miei occhi” giura la moglie di un professore
che abita in via Menicillo. Da tempo viene segnalato questo
inconveniente del “Nettuno dimenticato”, considerando anche che il
sito si trova proprio di fronte all’entrata principale del Museo
Campano e ricordiamo che spesso ci sono cerimonie, mostre e
convegni. Tanti ospiti si soffermano da fuori per intravedere la
fontana e poi commentano negativamente la circostanza che il
monumentino è abbandonato e dimenticato, esprimendo giudizi poco
positivi verso il Comune. Se la fontana del Nettuno piange, non
ridono certamente le altre, che i libri di storia locale dicono
siano di epoca rinascimentale. In piazza S. Tommaso d’Aquino,
infatti, a causa del cattivo funzionamento degli zampilli d’acqua,
il marmo della fontana si è rovinato, essendosi in molte parti
annerito come marcito; in piazza Etiopia un’altra bella fontana
viene utilizzata più per lavarvi al suo interno ortaggi e frutta da
parte di alcuni venditori del mercatino giornaliero, che per motivi
ornamentali, mentre a via Luca Censio addirittura la fontana è
completamente spenta e muta, e dalle sue cannule l’acqua non sgorga
da anni. Si spera in tempi migliori che le fontane ritornino
decorosamente efficienti e svolgano anche una funzione ornamentale
per la nostra storica città. Max Spada
Cisterna Tortelli, a
quando i lavori di restauro?
Ogni tanto ci
piace rammentare pubblicamente che il nostro patrimonio si è
“arricchito” di un nuovo monumento nascosto, da salvaguardare e
mettere in fruizione per il turismo e per i capuani, i quali devono
essere grati a colui che lo progettò ed edificò alla fine del 1500,
per le esigenze della collettività per la funzione di dare acqua
potabile alla città, proveniente dalle sorgenti di S. Angelo in
Formis. “Riscoperta” nel 1998 da Block Notes, la Cisterna Tortelli
fu evidenziata alla Soprintendenza di Caserta per lo stato di
degrado e di oblio in cui si trovava. Finalmente un primo intervento
di somma urgenza per il suo consolidamento statico è stato attuato,
con l’Impresa di Restauro V. Modugno di Capua, due anni fa, e
successivamente il Soprintendente autorizzò il nostro mensile di
svolgere una visita guidata nel monumento, mettendo a nostra
disposizione anche un architetto dell’Istituzione. In quell’occasione
solo un centinaio di capuani hanno avuto il piacere di vedere la
bella costruzione rinascimentale. Ora il nostro desiderio è di
vederla finalmente restaurata, augurandoci che nel piano finanziario
pluriennuale della Soprintendenza venga considerata anche
l’opportunità di destinare i fondi necessari al restauro stesso.
Vogliamo con l’occasione ribadire un concetto già espresso
precedentemente e cioè che la Cisterna si trova nel bel mezzo della
nuova sede della facoltà di economia (ex Caserma Fieramosca) e della
Caserma Collegio. La stradina perpendicolare che unisce Corso Gran
Priorato di Malta con via Pomerio deve essere assolutamente
conservata all’uso comunale dalla nostra Amministrazione, in quanto
è l’unico percorso per accedere alla Cisterna. Per dare ancora una
volta pochi cenni in merito al monumento, definito “Piscina
Mirabilis”, ricordiamo con la Di Resta che “Benvenuto Tortelli ideò
e realizzò (1582-1592) la cisterna di S. Benedetto: Lo magnifico
Benevenuto Tortello ingegniero è di parere che la città facci da
passo in passo per l’intufulatura le conserve et un’altra più grande
ne potria fare al bastione di S. Maria delle Monache… Vi è un gran
vaso di buona fabbrica, mantenuto con mirabile architettura, ove si
conserva pel pubblico l’acqua da bere… capace tal vaso di circa 6000
botti d’acqua… (circa 35 mila ettolitri ndr)…”. F.F.
MUSEO CAMPANO &
DINTORNI
Le epigrafi del
Museo in una raccolta di Laura Chioffi. Nel novero delle numerose e
preziose pubblicazioni promosse dal Direttore e dal Comitato di
Gestione del Museo Campano, siamo felici di annunziare che è stato
edito il volume: “Museo Provinciale Campano - LA RACCOLTA
EPIGRAFICA” di Laura Chioffi che sarà prossimamente presentato al
pubblico nel corso di una solenne manifestazione. Intanto riportiamo
la presentazione al volume scritta dal direttore del Museo Campano
prof. Giuseppe Centore: “Il presente lavoro si iscrive nel solco di
un’alta ed autorevole tradizione erudita, alla quale sono
riconducibili i nomi di Camillo Pellegrino, Alessio Simmaco
Mazzocchi, Teodoro Mommsen, Gabriele Iannelli e ai nostri giorni
Heikki Solin. Figure di primario prestigio culturale che qui si
citano non per istituire tavole comparative di valore, né per
sottolineare i caratteri distintivi e l’originalità dei contributi
da ciascuno di essi arrecati ad una più rigorosa e compiuta
conoscenza del patrimonio epigrafico presente nel Museo Campano di
Capua (in particolare di quello riguardante le epigrafi latine di
età romana) ma solo per evidenziare l’importanza insurrogabile che
esso riveste sul piano documentario per dare più salda e persuasiva
illustrazione di quella “capuana civitas” che fa tutt’uno con la
storia del nostro territorio. Anche all’occhio di un lettore
sprovveduto che scorra con fuggevole sguardo queste pagine risulta
impressionante la doviziosa messe di notizie storiche, topografiche,
archeologiche e filologiche in esse presenti, l’impeccabile
trascrizione delle epigrafi inventariate, le lapidarie e perspicue
note di commento che le accompagnano sicchè ne deriva un testo non
solo di pregevole valenza dottrinale ma di grande utilità pratica
per i gestori, i visitatori e gli studiosi del nostro Museo. E non
solo. Mentre anche a nome della Presidenza della Provincia e dei
comitati di Gestione e Tecnico Esecutivo esprimo il mio sentimento
di profonda gratitudine alla prof.ssa Laura Chioffi, auspico che al
presente catalogo altri ne seguano con l’edizione dei restanti
documenti presenti nel nostro Museo, meritevoli anch’essi di un
intervento ricognitivo ed ermeneutico pari a quello le cui felici
risultanze ho qui l’onore di presentare”. Giuseppe Centore
Gli auguri del
direttore e del personale del Museo al neo Presidente De Franciscis
Il direttore del
Museo Campano prof. don Giuseppe Centore con il personale tutto
rivolge al neo eletto presidente della Provincia di Caserta, on.
Dott. Sandro De Franciscis le espressioni del più vivo compiacimento
per il lusinghiero successo ottenuto nella competizione elettorale
del 3 e 4 aprile scorso e per la sua dichiarata volontà di
intraprendere le più opportune iniziative per l’ulteriore
valorizzazione del Museo Campano e quindi di riflesso per la
cittadinanza capuana, alla quale egli sa quanto stia a cuore la
promozione di un istituto che custodisce le reliquie e le
testimonianze archeologiche, storiche e artistiche della Capuana
Civitas. In attesa di poterlo salutare di persona nell’istituto
mussale stesso, egli e i suoi collaboratori augurano all’on. De
Franciscis i più fervidi auguri di buon lavoro.
Un saggio di Centore su
Pier della Vigna
Vede la luce con
la sigla editoriale “Capua Fidelis” un saggio tanto stringato quanto
informato di Giuseppe Centore sul nostro grande concittadino Pietro
della Vigna. Sulla base di una rigorosa e di aggiornata
documentazione egli ricostruisce il profilo complesso ed unitario di
un personaggio che ha segnato col peso della sua multiforme opera di
legislatore, diplomatico erudito e primario consigliere
dell’Imperatore Federico II l’epoca che fu la sua. Sulla scorta di
quanto dalla lettura del testo si evince, ci sembra opportuno
rilanciare la proposta di intitolare al grande capuano la Seconda
Università di Napoli alla cui fondazione egli contribuì in maniera
determinante.
NUOVE DONAZIONI DI
LIBRI AL MUSEO
La prof.
Borrelli-Vitagliano ved. Monaco, con squisita gentilezza e magnanima
generosità, continua a far dono al Museo Campano di antichi testi e
preziosi manoscritti, patrimonio di famiglia. Mentre ancora una
volta esprimiamo i più sentiti ringraziamenti alla Professoressa, ci
ripromettiamo, ad inventario concluso, di pubblicare un ulteriore
elenco di libri ricevuti dalla distinta signora.
Armando Medugno, Capua
e "Block Notes" i suoi veri amori
Studioso e
ricercatore, “capuanista” ed enciclopedista per eccellenza, amante
dei monumenti cittadini, dopo aver dedicato l’intera esistenza alla
sua cara, amata città, ha chiuso gli occhi per sempre, in silenzio,
nella mattinata del 30 marzo 2005, al risveglio della tanto attesa
primavera, senza emettere un gemito, nel suo letto di composta
sofferenza, amorevolmente accudito dalla sua adorata consorte, e dai
suoi figli e familiari. Armando Medugno, già dipendente del
“Pascale” di Napoli, benché ancora attivo e dinamico per la sua
passione per tante discipline che sapeva mettere in diretta
relazione con l’amore e l’impegno civico, è spirato nella sua
abitazione di via Alessio Mazzocchi, dove è stata allestita la
camera ardente; nella sua casa che era tutto per lui e nella quale
si rifugiava nelle tante ore di appassionata lettura dei volumi
della sua ricca biblioteca, o per strimpellare qualche strumento
musicale, che era un altro dei suoi tanti hobby, o coltivarne altri,
come quello di scrivere poesie, che inviava a riviste e giornali, e
novelle e racconti. Ma, avendogliene offerto la possibilità il
periodico mensile “Block Notes”, si era tuffato pienamente nello
studio e nell’elaborazione di episodi della storia capuana, nella
riscoperta delle tradizioni locali, nell’esposizione di fatti e
racconti dai quali riemergevano personaggi del passato o descrizioni
di luoghi e di situazioni, che altrimenti sarebbero caduti
nell’oblio. Ironia della sorte, l’ultima sua pubblicazione su Block
Notes è uscita a Pasqua e conclude con la parola “fine” alla 15ª
puntata la “Storia di Capua raccontata in piazza”, quella piazza dei
Giudici che aveva nel cuore e che non ha più rivisto da alcuni mesi.
Come direttore di questo modesto mensile, che ha nove anni, durante
i quali Armando mi ha sempre fatto buona compagnia, mi sento di dire
che ora bisogna rileggere a ritroso tutti gli scritti di anni e anni
della sua sanguigna passione per Capua, per la Civitas Capuana e per
tutte le storie e storielle che ci ha raccontato nel corso della sua
collaborazione al giornale e a ReteCapua. Per raccogliere tutto e
poi ripubblicarlo in un unico volume. Armando era molto addentrato
nella conoscenza della lingua napoletana, presentando una ricca
antologia di avvenimenti e una vetrina di personaggi, quasi sempre
legati alla nostra città. Non solo scriveva di queste cose, ma le
sapeva porgere con ottima dialettica, che era farcita molte volte di
colorite espressioni ed etimi tratti dal suo vocabolario
napoletano-capuano; fatti e fatterelli che racchiuse in una serie di
trasmissioni a puntate dall’emittente televisiva ReteCapua,
inchiodando i telespettatori alla tivvu per la sua affabilità e
simpatia”. Armando Medugno possedeva una biblioteca contenente molte
migliaia di libri e volumi, probabilmente la più cospicua tra quelle
che si trovano presso le abitazioni private; e di essa ne andava
fiero, quando spesso lo si vedeva uscire da una libreria dove aveva
acquistato le opere più in voga. Armando se ne è andato cosciente il
30, all’indomani dell’uscita del Block Notes del 27 marzo, da lui
visto e sfogliato col consueto interesse di sempre e in cui
concludeva una delle sue tante storie legate alla nostra città. E ha
scritto fine anche alla sua vita. Ne siamo addolorati, sinceramente,
perché Armando era un amicone e siamo certi che da lassù vigilerà su
di noi, sentendolo vicino, immaginando di vederlo in piazza dei
Giudici a conversare e polemizzare garbatamente con i suoi amici,
che lo piangono e rimpiangono e mai potranno dimenticarlo per quel
che ha fatto e per il patrimonio di cultura che ci ha lasciato in
eredità. Addio, Armando! Franco Fierro
Un ricordo del Dott.
Citarella di Armando Medugno
Semplice e
bonario, apparentemente distaccato dal mondo che lo circondava ne
era invece attento osservatore. Era rispettoso degli altri come lo
erano i signori d’altri tempi. E’ riuscito con la sua ironia a
sopravvivere alla routine della quotidianità. Ha avuto il merito di
volgarizzare la storia di Capua come hanno fatto altri più
importanti e conosciuti di Lui che hanno raccontato a fumetti altre
storie. Anche così si fa informazione e Tu, caro Armando, lo hai
fatto con umiltà e con dignità. Grazie per il servizio che ci hai
reso. Antonio Citarella
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