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Block Notes - Febbraio 2005 - 
Supplemento mensile del telegiornale quotidiano di ReteCapua
Per accedere alle pagine dell'indice del Block Notes
cliccare sul link di colore rosso
  • Mancano 360 giorni al Carnevale 2006...
  • “Tesoro di Capua”... troppi i monumenti?
  • Diario - L’A.V.O. in corsia per alleviare il dolore
  • Il Masci per lo Sri Lanka
  • I successi di Cesaro, poeta e pittore
  • Lutto Pantano
  • Riccardo Muti riscopre Martucci “Musicista sul tetto del mondo”
  • Villa triste... a quando la riapertura?
  • Museo Campano e dintorni
  • Prediche di Bellarmino a Capua (1602-3)
  • Pesce d’Aprile al Prof. G. Iannelli
  • Le proposte di Pompeo Pelagalli per il Carnevale
  • Carnevale, scurdammece ‘o passato
  • L’AVVOCATO RISPONDE Illegittima la sottrazione di punti dalla patente
  • Patenti a punti: ricordate che...
  • Le “Cicuzze” di Camillo, il “Supercarro” di Del Mese
  • La Candelora nel Duomo con Mons. Di Salvia
  • “ ‘O sole mio” infiamma Palazzo Fazio con Capurro
  • Mostro Telecom: scandalo!
  • Referendum vivibilità al palo: Manca il regolamento
  • Trapianto di midollo osseo, S.O.S. da un giovane
  • La gara di solidarietà continua
  • Nei rioni di Capua
  • Via S. Maria della Ferrara: da 20 anni ascensore fermo
  • Impiegata comunale in... palcoscenico al Garden
  • Duonnolo: teatro, impegno sociale, ambiente
  • Block Notes HINTERLAND - Vitulazio: Madre coraggio - Nicola, torna presto
  • Inaugurata la piazza Pietro Villano
  • Le strade di Bellona: Toponimi e cenni storici
  • Apre con Troisi, chiude in pizzeria

Mancano 360 giorni al Carnevale 2006...

Si chiudano le polemiche e si pensi al prossimo Carnevale 2006: mancano 360 giorni e il tempo passa in fretta. L’edizione di quest’anno è stata volutamente fatta nel modo che sappiamo, ma i cittadini non potranno mai credere che in avvenire sarà ancora “in tono minore” come ha ammesso con sincerità il sindaco Pasca. Si può ben capire che ci possono essere crisi passeggere in una manifestazione che risente del logorìo dei troppi anni che ha sulle spalle, ma non si può più sopportare di scendere anno per anno di quotazione, diventando un Carnevale piccolo piccolo, che quasi non si vede. Da alcuni anni dobbiamo inchinarci al cospetto di Sua Maestà il Carnevale di Villa Literno per la capacità che questo Comune ha dimostrato nella realizzazione di giganteschi carri di cartapesta, limitando la sua manifestazione solo a questo concorso, alla pari di come si fa a Cento, Viareggio o Putignano, mettendo da parte le mascherate. Capua non sta facendo bene né questo né quello, perché si vogliono improvvisare comitati all’ultim’ora, che accettano per dovere civico, ma sanno che sono impotenti di fronte al tempo concesso. Sembra un pò strano che tutti dicano: ”si deve partire il giorno dopo” e poi possono apparire ridicole o inopportune le iniziative che qualcuno si sente in dovere di fare nel corso dell’anno. Per poter pensare in un rilancio del Carnevale, bisogna che si ritrovino tutti intorno ad un tavolo e si studi un nuovo e qualificato progetto che sia in linea con i canoni della nostra tradizione, accogliendone altri più moderni e innovativi. Dal Comune dovrebbero muoversi i primi passi, con il coinvolgimento dei cittadini, dei commercianti e degli artigiani, dei rioni e delle scuole. La fiducia e la speranza dei cittadini è che il nostro Carnevale risalga la china e ritrovi una identità più consona alla più amata delle tradizioni cittadine. F.F.

“Tesoro di Capua”... troppi i monumenti?

Non possiamo definire la Soprintendenza ai monumenti avara verso Capua, anzi… volendo snocciolare l’elenco delle opere restaurate nella nostra città da alcuni decenni in qua, possiamo senz’altro ritenerci moderatamente appagati, senza nemmeno dover dire che… lassù (Palazzo Reale di Caserta) qualcuno ci ama, perché di questi tempi le cose, per quanto riguarda il patrimonio monumentale, camminano da sé secondo i programmi ministeriali e i piani finanziari, rispettando più o meno i tempi imposti per il restauro e recupero di beni culturali. Capua è stracolma di chiese, torri e castelli, palazzi monumentali. Un inventario preciso non esiste, ma non per questo si può sopportare lo stato di degrado del palazzo dell’ex Macello, costruito dopo il 1850, definito “notevole” in “Cento città d’Italia” (1897), del Convento della Carità, dello stesso complesso dell’Annunziata o di altri di cui non si sa nemmeno se tutelati ai sensi della legge n. 1089 del ’39. Un vero e proprio elenco ben definito di siti monumentali o di interesse culturale non è stato mai fatto, malgrado da alcuni anni “Block Notes” e autorevoli voci della cultura vanno ripetendo inutilmente che bisognerebbe farlo. Quanti “turisti” occasionali e visitatori  del nostro centro storico ci invidiano il “ben di dio” che scoprono nella nostra città. In altre realtà (non facciamo autolesionismo dicendo solo del nord o centro) con solo qualche “monumentino” si vive di turismo per tutto l’anno con il commercio che è florido e la ricchezza che si distribuisce fra tutti i cittadini. Da noi non è così! Eppure nel tempo Capua è stata destinataria di ingenti finanziamenti, ivi compresi per la Cinta Bastionata ai bastioni Aragona e Napoli; per le chiese come l’Annunziata o S. Maria delle Dame Monache, S. Placida e S. Anna, che hanno goduto di interventi della Soprintendenza: tutto è stato rimesso in sesto con la valorizzazione di un incommensurabile patrimonio di beni religiosi e culturali, che è come un tesoro in cassaforte di cui si siano perse le chiavi.

Attualmente i lavori stanno interessando S. Eligio, S. Marcello, S. Angelo in Audoaldis, e il ripristino della Torre Normanna. Solo alle Torri di Federico II i lavori languono, non si sa perché. Inoltre, sommessamente esprimo scetticismo nel modo di procedere del “restauro” del Castello di Carlo V, un bene di proprietà militare, che va avanti a rilento e forse senza un progetto generale.

Alle amministrazioni pro tempore va, quindi, il nostro appello: se la Soprintendenza salva i nostri monumenti, ma poi non ne conseguono iniziative valide e continue in sede locale per esporli, vederli, studiarli, frequentarli… tutto resta allo stadio delle pie intenzioni… e così il turismo non si realizzerà mai. Franco Fierro 

Diario - L’A.V.O. in corsia per alleviare il dolore

Anche quest’anno, per il 5 gennaio, l’A.V.O. è stata presente nell’ospedale Palasciano per solennizzare la festività dell’Epifania, portando un po’ di serenità e allegria tra le corsie. Nel gruppo delle volontarie spiccava l’amorevole “Befana”, vestita di tutto punto, col suo inconfondibile cappellaccio, le ricche calze appese alla cintura e la gerla piena di dolciumi e giocattoli. La dolce vecchietta, aiutata dalle altre volontarie, ha girato per i vari reparti dispensando regali ad ognuno. Primi fra tutti i bambini del reparto pediatrico, che hanno gioito alla vista della Befana, carica di peluches e scatole di costruzioni. Si è passati poi agli altri reparti, distribuendo alle persone ricoverate bevande calde, con cioccolatini e dolciumi, preparati, come ogni anno, da alcune volontarie. L’associazione ha poi lasciato un pensiero anche nelle infermerie per il personale ospedaliero. (foto di gruppo A.V.O. al Palasciano F.F.

Il Masci per lo Sri Lanka

Aderendo ad un’iniziativa nazionale il Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani di Capua sarà presente oggi in piazza Giudici per una raccolta di fondi a favore della popolazione dello Sri Lanka, particolarmente segnata dal devastante maremoto del 26 dicembre scorso. Con i fondi raccolti saranno costruite case (una casa in Sri Lanka costa 3300 euro) e si farà fronte alle necessità più urgenti: accogliere e aver cura degli orfani e delle vedove. Simbolo dell’iniziativa una barchetta, simbolo privilegiato e ancestrale tra l’uomo e il mare. A Donato Mercogliano, Magister del Masci capuano e a tutti gli adulti scout certamente la città generosa di Capua non farà mancare il suo apporto di solidarietà.

I successi di Cesaro, poeta e pittore 

Il trimestrale di poesia, arte e cultura dell’Accademia Internazionale “Il Convivio” sito a Castiglione della Sicilia (CT), con una recensione del critico d’arte Antonia Izzi Rufo, esprime un lusinghiero giudizio sul lavoro poetico del nostro concittadino Giuseppe Cesaro “Buon giorno Emily” - Ed. del Ponticello, concludendo che nel poeta si manifesta “un’inventiva fervida e feconda, che non si riesce a controllare né a tenere a freno”. Cesaro, che si diletta anche in pittura, si è visto selezionare una sua opera “La bambola” - olio su tela cm. 40X50 alla Mostra Collettiva de “Il Convivio” di Messina, dove al Salone degli Specchi della Provincia il 17 aprile 2005 riceverà un apposito premio.

LUTTO PANTANO

La signora Paolina Pantano è deceduta il 14 scorso, sul traguardo dei cento anni tra pochi giorni. Siamo vicini in questa ora di dolore ai figli Italo, Alessandro e Sergio, e ai congiunti tutti.

RICCARDO MUTI RISCOPRE MARTUCCI “MUSICISTA SUL TETTO DEL MONDO”

La stampa nazionale ed internazionale sta contribuendo a rilanciare la figura e l’opera del musicista capuano  Giuseppe Martucci. In particolare un grosso contributo lo ha dato a questa causa il quotidiano “La Repubblica” quando ha ricordato i meriti del grande direttore d’orchestra Riccardo Muti che nel 1992 con la Berliner Philarmoniker ripropose il famoso “Notturno” op. 70 del maestro capuano. Poco dopo, nel Teatro Albanella di Milano, Muti realizzò alcune incisioni per la Sony Classical, inserendovi “Novelletta”, “Notturno” e “Giga” di Martucci. “Prima di allora - racconta la giornalista Laura Valente su “La Repubblica” - solo Arturo Toscanini, che lo aveva in repertorio e che proprio a Napoli, nel luglio del 1909 sceglierà di dirigere il concerto commemorativo del compositore, scomparso il primo giugno di quell’anno, e Vincenzo Vitale, interprete sublime dei suoi lavori per pianoforte in alcune registrazioni d’annata, avevano guardato all’opera di Martucci che, con Sgambati, si adoperò alla fine dell’Ottocento per la diffusione e la promozione del genere strumentale nel paese del melodramma”. La rinascenza di Martucci è ormai una realtà inarrestabile. Infatti come ultima novità editoriale di gennaio scorso la “Amadeus” presenta la storica registrazione di Toscanini del “Concerto n. 2 op. 66 in cui il direttore guida la Nbc Symphony Orchestra con Glauco d’Attili al pianoforte. Inoltre la London Symphony per il suo centenario ha in corso un mega programma al Barbican con musiche di un solo italiano, Giuseppe Martucci. L’autorevole quotidiano poi continua con gli esempi: il flautista Andrea Griminell, eletto dal New York Times tra gli 8 artisti emergenti degli ultimi 10 anni, svela al quotidiano americano la sua passione per Martucci, come il violoncellista Enrico Dindo, e la Poenix Classic che paragona le pagine del “Notturno” in sol bemolle maggiore martucciano all’adagietto della quinta sinfonia di Mahler. Un’altra bella chicca ce la offre poi Napoli che “non è da meno e si prepara all’uscita in aprile del cd del quartetto di Ilie Ionescu e Mariana Muresanu, con Aldo Piccolini al piano, che eseguiranno il “Quintetto in do maggiore, op.45” composto da Martucci nel 1878. Molte notizie forse per Capua inedite sono riportate dalla Valente: “Ammirato da Listz a Roma e da Anton Rubinstein a Napoli come pianista, salutato a Londra come “pianist of continental fame”, nella prima parte della sua carriera Martucci si dedicò alla composizione pianistica. Compositore, esecutore e direttore d’orchestra, Martucci ha avuto il merito di introdurre la musica wagneriana in Italia, dirigendo tra l’altro la prima italiana del “Tristano e Isotta” nel 1888 del Wagner.

I seguaci della musica martucciana in Italia e nel mondo e, non solo per campanilismo, anche a Capua, sono tantissimi. Purtroppo, ancora oggi, c’è poca attenzione per la memoria del nostro Martucci, e nessun riguardo per la sua casa natale imbrattata da mano vandalica. Per esserci ancora alcuni discendenti nella nostra città, del maestro Martucci, c’è ancora qualche “reliquia” che potrebbe salvarsi e andare ad arricchire la sala dei suoi cimeli al Museo Campano. E’ certo che è ancora esistente il pianoforte a coda dove si esercitava Martucci adolescente, che possedeva una sua parente, la maestra E.I., e che si fece a quattro per trasferirlo nell’istituzione capuana, lanciando un appello per ReteCapua. Ma non fece in tempo, perché deceduta. Si potrebbe tentare di recuperarlo presso chi attualmente lo detiene. Franco Fierro 

Villa triste... a quando la riapertura?

L’antica villa comunale è stata messa a nuovo da tempo dai volontari del Progetto di Inclusione Sociale. Tutto lo spazio verde è stato ripulito e bonificato con l’impegno duro e continuo di un gruppo di giovani che hanno provveduto a tutto, dalle pulizie ai locali e servizi igienici fino alla potatura degli alberi: ciò che ha saputo produrre un numero esiguo di volontari, con l’affidamento ad una ditta, al Comune sarebbe costato cifre notevoli. Ma, esauritosi il ciclo di lavoro, che prevedeva da parte del Comune la corresponsione di compensi irrisori, ritornano i problemi. Innanzitutto la villa deve essere sempre ben tenuta, l’impianto di pubblica illuminazione efficiente; i servizi igienici funzionare bene ed essere lindi e pinti; il parco giochi arricchito continuamente verificandone la sicurezza. Ma soprattutto la vigilanza deve essere garantita, di giorno e di notte. Non compete a noi suggerire all’Amministrazione Comunale cosa fare, ma un affidamento del polmone di verde ai giovani in continuità con il R.M.I. e il Progetto di Inclusione Sociale sarebbe la strada più percorribile, investendo nel bilancio una cifra annua adeguata.

MUSEO CAMPANO & DINTORNI 

Cadendo quest’anno il 180° anniversario della nascita (1825) e il 110° della morte (1895) del canonico Gabriele Iannelli, fondatore del Museo Campano, proponiamo un succinto profilo, conservato manoscritto nella biblioteca del nostro museo, dell’illustre storico capuano, che più degnamente sarà celebrato nel corso dell’anno. Il profilo è databile agli anni Venti dello scorso secolo (Top. Sp. 11 Rep. Capua PI.-2-1269 ter: «Gabriele Iannelli- Capua). Gabriele Iannelli nacque a Capua da Elpidio Antonio e Raffaella Portolano il 9 Febbraio 1825 e fu battezzato lo stesso giorno nella parrocchia di S. Giovanni Nobiluomini. All'età di sette anni fu chiuso nel Seminario di Capua, ove attese più alle lettere che alle scienze, primeggiando fra i condiscepoli; ivi [vi] fece tutti i suoi studi e ne uscì sacerdote. Nella giovane età cominciò subito a farsi ammirare nella poesia e nell'oratoria sacra, tanto che nelle accademie, che un tempo si facevano nel Comizio Agrario di Caserta, egli v'interveniva spesso recitandovi dei versi. Fu amicissimo di Giuseppe Regaldi, colto e gentile poeta, e per più giorni [volte] l'ospitò in sua casa a Capua.

La sua passione era il carteggio con [i] letterati, e, primo fra i suoi amici, col quale si comunicava le scoperte e gli studi fatti, fu il suo

concittadino Cesare Malpica. Fu anche in attiva corrispondenza col grande araldista Carlo Padiglione e scambievolmente si aiutavano nelle loro ricerche. Al fine si determinò di darsi tutt'uomo all'Archeologia Campana e questo proponimento divenne una passione, una febbre che l'accompagnò fino alla tomba. Si diede quindi allo studio dei famosi storici di Capua: Pellegrino, Rinaldi, Granata, Pratilli, Michele Monaco, li divorò e si impadronì della materia e poscia cominciò ad annunziarsi con qualche opuscolo, trattando di cose archeologiche.

Nella [Nel] restaurazione [restauro] della Cattedrale di Capua fu egli che diresse e diede lume ai pittori per la scelta dei soggetti e dei loro quadri. Stampò poi la Guida illustrativa di questo gran monumento ch'è il Duomo di Capua, guida ricca di tante notizie storiche. Cominciò nei nuovi tempi a vagheggiare la fondazione di un Museo Campano; ardua era l'impresa, ma non si perdette d'animo, vi si accinse con fede tenace e riuscì a far attuare il suo proponimento con l'aiuto di un valentuomo: il Prefetto di Caserta Comm. Giuseppe Colucci, ed ora i dotti vengono a vedere il Museo di Capua e restano ammirati, come abbia potuto in breve tempo raccogliere tanti svariati oggetti, tante anticaglie! Il museo Campano è la gloria principale di Iannelli, il frutto più bello dei suoi lunghi e pazienti studi, e, sarebbe ben giusto che per onorarlo degnamente, lo si intitolasse col suo nome. Questo Museo lo fece conoscere, ammirare e stimare dai dotti archeologi d'Italia, di Germania e d'altri paesi quali Giuseppe Fiorelli, Giulio Minervini, Demetrio Salazar, Luigi Tosti, Giuseppe De Blasio, Gaetano Caporale e tanti altri d'Italia e degli esteri il Von Duhn, lo Zangemeister, l'Obermeg, il Frey, lo Zvetaeff, il Demavzoshi, il Kraus ecc, e primo fra tutti lo illustre fra gli illustri Teodoro Mommsen che assai lo amò e lo stimò e più volte venne a vederlo a Capua. Venuto in Capua il Cardinale Capecelatro, avendo già sentito nominarlo per fama, ebbe a meravigliare di trovarlo semplice sacerdote e lo fece Canonico del Duomo. Quando egli predicava la parola in Capitolo gli altri canonici non osavano interloquire perché nessuno poteva competere con la sua profonda dottrina. Ebbe decorazioni e commende dal Governo italiano, dalla Russia e dalla Germania. Fu socio di molte accademie, [italiane ed estere] ma egli sempre modesto non s'inorgogliva di tanta fama e di tanta altezza e rimase sempre per tutti il buon: D. Gabriele. Pubblicò varie opere e sostenne acre [i] polemiche col canonico De Paolis di Marcianise e con l'avv. Faraone di Caiazzo e queste dispute gli fecero pubblicare due storie voluminose, una sopra Marcianise, l'altra sulla vera patria di Pier della Vigna. Queste opere fanno conoscere, per i tanti documenti che vi riporta e cita, i severi studi fatti per risolvere le due contese, e la sua profonda cultura. Le 26 annate del bollettino della Commissione Archeologica di Caserta, di cui il Canonico Iannelli ne era ad un tempo degno componente ed attivissimo Segretario, fu tutto scritto da lui e manifesta la vasta conoscenza che aveva e l'acume critico, e chi lo legge deve convenire che quello non è un bollettino, ma bensì una miniera di notizie. Si era perfezionato nella paleografia e leggeva ed interpretava pergamene ed iscrizioni e di queste non solo le latine, ma anche le longobarde e le osche con molta faciltà, quasi con intuito di divinazione. Che dire della numismatica? Basta consultare il gran Monetiere del suo Museo. Qualunque moneta gli era portata, appena guardata la identificava, ne diceva l'epoca e la rarità. Instancabile nelle ricerche, era felice quando poteva fare l'acquisto di un libro, di un marmo, di una statuetta. Un vaso antico poi per lui era un tesoro e lo entusiasmava. Era insomma una storia ambulante di Capua non solo, ma di tutta la Campania, che tanta parte ebbero, sia nell'epoca romana, che nel medio evo nella storia dell'Italia meridionale. Era suo antico desiderio di trasportare nel Museo il prezioso archivio storico del Municipio di Capua e riordinarlo; ampliare il Museo e dargli un ingresso grandioso per la porta maggiore. Il primo lo vide attuato, l'altro lo fu poco tempo dopo la sua morte. Amava, incoraggiava i giovani studiosi. Fu per molti anni insegnante di rettorica nel Seminario, di poi professore [di lettere] nel liceo di Capua. L'insegnamento letterario lo rese affabile, gentile, manieroso e specialmente con i giovani che mostravano ingegno e cultura. Con la sua dipartita - morì il il 15 Dicembre 1895 - Capua fece una perdita irreparabile. E' scorso più di un quarto di secolo ed egli è sempre rimpianto. Non è facile sostituire uomini di tal tempra, di tanta dottrina, di tante belle doti.

[Fu sepolto nel reparto degli illustri capuani ed il Comune vi fece apporre la seguente epigrafe: MDCCCXCVI I più tardi nepoti / Ricorderanno come gloria cittadina / Il Canonico Gabriele Iannelli / Patriota e archeologo / Fin dalla dotta Alemagna ammirato / In ventisei anni / Con sacrifici ineguagliabili / Eresse / nella sua Capua adorata / Un monumento più del, bronzo perenne / Il Museo Campano / Nobile e venerato Panteon / Della grandezza antica / Il Municipio di Capua, cui il Iannelli rivendicò / il titolo di Senato Capuano.]

Sono state poste tra parentesi quadre le aggiunte o le correzioni, di altra mano, al testo.

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