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Mancano 360 giorni al
Carnevale 2006...
Si chiudano le
polemiche e si pensi al prossimo Carnevale 2006: mancano 360 giorni
e il tempo passa in fretta. L’edizione di quest’anno è stata
volutamente fatta nel modo che sappiamo, ma i cittadini non potranno
mai credere che in avvenire sarà ancora “in tono minore” come ha
ammesso con sincerità il sindaco Pasca. Si può ben capire che ci
possono essere crisi passeggere in una manifestazione che risente
del logorìo dei troppi anni che ha sulle spalle, ma non si può più
sopportare di scendere anno per anno di quotazione, diventando un
Carnevale piccolo piccolo, che quasi non si vede. Da alcuni anni
dobbiamo inchinarci al cospetto di Sua Maestà il Carnevale di Villa
Literno per la capacità che questo Comune ha dimostrato nella
realizzazione di giganteschi carri di cartapesta, limitando la sua
manifestazione solo a questo concorso, alla pari di come si fa a
Cento, Viareggio o Putignano, mettendo da parte le mascherate. Capua
non sta facendo bene né questo né quello, perché si vogliono
improvvisare comitati all’ultim’ora, che accettano per dovere
civico, ma sanno che sono impotenti di fronte al tempo concesso.
Sembra un pò strano che tutti dicano: ”si deve partire il giorno
dopo” e poi possono apparire ridicole o inopportune le iniziative
che qualcuno si sente in dovere di fare nel corso dell’anno. Per
poter pensare in un rilancio del Carnevale, bisogna che si ritrovino
tutti intorno ad un tavolo e si studi un nuovo e qualificato
progetto che sia in linea con i canoni della nostra tradizione,
accogliendone altri più moderni e innovativi. Dal Comune dovrebbero
muoversi i primi passi, con il coinvolgimento dei cittadini, dei
commercianti e degli artigiani, dei rioni e delle scuole. La fiducia
e la speranza dei cittadini è che il nostro Carnevale risalga la
china e ritrovi una identità più consona alla più amata delle
tradizioni cittadine. F.F.
“Tesoro di Capua”...
troppi i monumenti?
Non possiamo
definire la Soprintendenza ai monumenti avara verso Capua, anzi…
volendo snocciolare l’elenco delle opere restaurate nella nostra
città da alcuni decenni in qua, possiamo senz’altro ritenerci
moderatamente appagati, senza nemmeno dover dire che… lassù (Palazzo
Reale di Caserta) qualcuno ci ama, perché di questi tempi le cose,
per quanto riguarda il patrimonio monumentale, camminano da sé
secondo i programmi ministeriali e i piani finanziari, rispettando
più o meno i tempi imposti per il restauro e recupero di beni
culturali. Capua è stracolma di chiese, torri e castelli, palazzi
monumentali. Un inventario preciso non esiste, ma non per questo si
può sopportare lo stato di degrado del palazzo dell’ex Macello,
costruito dopo il 1850, definito “notevole” in “Cento città
d’Italia” (1897), del Convento della Carità, dello stesso complesso
dell’Annunziata o di altri di cui non si sa nemmeno se tutelati ai
sensi della legge n. 1089 del ’39. Un vero e proprio elenco ben
definito di siti monumentali o di interesse culturale non è stato
mai fatto, malgrado da alcuni anni “Block Notes” e autorevoli voci
della cultura vanno ripetendo inutilmente che bisognerebbe farlo.
Quanti “turisti” occasionali e visitatori del nostro centro storico
ci invidiano il “ben di dio” che scoprono nella nostra città. In
altre realtà (non facciamo autolesionismo dicendo solo del nord o
centro) con solo qualche “monumentino” si vive di turismo per tutto
l’anno con il commercio che è florido e la ricchezza che si
distribuisce fra tutti i cittadini. Da noi non è così! Eppure nel
tempo Capua è stata destinataria di ingenti finanziamenti, ivi
compresi per la Cinta Bastionata ai bastioni Aragona e Napoli; per
le chiese come l’Annunziata o S. Maria delle Dame Monache, S.
Placida e S. Anna, che hanno goduto di interventi della
Soprintendenza: tutto è stato rimesso in sesto con la valorizzazione
di un incommensurabile patrimonio di beni religiosi e culturali, che
è come un tesoro in cassaforte di cui si siano perse le chiavi.
Attualmente i
lavori stanno interessando S. Eligio, S. Marcello, S. Angelo in
Audoaldis, e il ripristino della Torre Normanna. Solo alle Torri di
Federico II i lavori languono, non si sa perché. Inoltre,
sommessamente esprimo scetticismo nel modo di procedere del
“restauro” del Castello di Carlo V, un bene di proprietà militare,
che va avanti a rilento e forse senza un progetto generale.
Alle
amministrazioni pro tempore va, quindi, il nostro appello: se la
Soprintendenza salva i nostri monumenti, ma poi non ne conseguono
iniziative valide e continue in sede locale per esporli, vederli,
studiarli, frequentarli… tutto resta allo stadio delle pie
intenzioni… e così il turismo non si realizzerà mai. Franco Fierro
Diario - L’A.V.O. in
corsia per alleviare il dolore
Anche quest’anno,
per il 5 gennaio, l’A.V.O. è stata presente nell’ospedale Palasciano
per solennizzare la festività dell’Epifania, portando un po’ di
serenità e allegria tra le corsie. Nel gruppo delle volontarie
spiccava l’amorevole “Befana”, vestita di tutto punto, col suo
inconfondibile cappellaccio, le ricche calze appese alla cintura e
la gerla piena di dolciumi e giocattoli. La dolce vecchietta,
aiutata dalle altre volontarie, ha girato per i vari reparti
dispensando regali ad ognuno. Primi fra tutti i bambini del reparto
pediatrico, che hanno gioito alla vista della Befana, carica di
peluches e scatole di costruzioni. Si è passati poi agli altri
reparti, distribuendo alle persone ricoverate bevande calde, con
cioccolatini e dolciumi, preparati, come ogni anno, da alcune
volontarie. L’associazione ha poi lasciato un pensiero anche nelle
infermerie per il personale ospedaliero. (foto di gruppo A.V.O. al
Palasciano F.F.
Il Masci per lo Sri
Lanka
Aderendo ad
un’iniziativa nazionale il Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani
di Capua sarà presente oggi in piazza Giudici per una raccolta di
fondi a favore della popolazione dello Sri Lanka, particolarmente
segnata dal devastante maremoto del 26 dicembre scorso. Con i fondi
raccolti saranno costruite case (una casa in Sri Lanka costa 3300
euro) e si farà fronte alle necessità più urgenti: accogliere e aver
cura degli orfani e delle vedove. Simbolo dell’iniziativa una
barchetta, simbolo privilegiato e ancestrale tra l’uomo e il mare. A
Donato Mercogliano, Magister del Masci capuano e a tutti gli adulti
scout certamente la città generosa di Capua non farà mancare il suo
apporto di solidarietà.
I successi di Cesaro,
poeta e pittore
Il trimestrale di
poesia, arte e cultura dell’Accademia Internazionale “Il Convivio”
sito a Castiglione della Sicilia (CT), con una recensione del
critico d’arte Antonia Izzi Rufo, esprime un lusinghiero giudizio
sul lavoro poetico del nostro concittadino Giuseppe Cesaro “Buon
giorno Emily” - Ed. del Ponticello, concludendo che nel poeta si
manifesta “un’inventiva fervida e feconda, che non si riesce a
controllare né a tenere a freno”. Cesaro, che si diletta anche in
pittura, si è visto selezionare una sua opera “La bambola” - olio su
tela cm. 40X50 alla Mostra Collettiva de “Il Convivio” di Messina,
dove al Salone degli Specchi della Provincia il 17 aprile 2005
riceverà un apposito premio.
LUTTO PANTANO
La signora Paolina
Pantano è deceduta il 14 scorso, sul traguardo dei cento anni tra
pochi giorni. Siamo vicini in questa ora di dolore ai figli Italo,
Alessandro e Sergio, e ai congiunti tutti.
RICCARDO MUTI RISCOPRE
MARTUCCI “MUSICISTA SUL TETTO DEL MONDO”
La stampa
nazionale ed internazionale sta contribuendo a rilanciare la figura
e l’opera del musicista capuano Giuseppe Martucci. In particolare
un grosso contributo lo ha dato a questa causa il quotidiano “La
Repubblica” quando ha ricordato i meriti del grande direttore
d’orchestra Riccardo Muti che nel 1992 con la Berliner Philarmoniker
ripropose il famoso “Notturno” op. 70 del maestro capuano. Poco
dopo, nel Teatro Albanella di Milano, Muti realizzò alcune incisioni
per la Sony Classical, inserendovi “Novelletta”, “Notturno” e “Giga”
di Martucci. “Prima di allora - racconta la giornalista Laura
Valente su “La Repubblica” - solo Arturo Toscanini, che lo aveva in
repertorio e che proprio a Napoli, nel luglio del 1909 sceglierà di
dirigere il concerto commemorativo del compositore, scomparso il
primo giugno di quell’anno, e Vincenzo Vitale, interprete sublime
dei suoi lavori per pianoforte in alcune registrazioni d’annata,
avevano guardato all’opera di Martucci che, con Sgambati, si adoperò
alla fine dell’Ottocento per la diffusione e la promozione del
genere strumentale nel paese del melodramma”. La rinascenza di
Martucci è ormai una realtà inarrestabile. Infatti come ultima
novità editoriale di gennaio scorso la “Amadeus” presenta la storica
registrazione di Toscanini del “Concerto n. 2 op. 66 in cui il
direttore guida la Nbc Symphony Orchestra con Glauco d’Attili al
pianoforte. Inoltre la London Symphony per il suo centenario ha in
corso un mega programma al Barbican con musiche di un solo italiano,
Giuseppe Martucci. L’autorevole quotidiano poi continua con gli
esempi: il flautista Andrea Griminell, eletto dal New York Times tra
gli 8 artisti emergenti degli ultimi 10 anni, svela al quotidiano
americano la sua passione per Martucci, come il violoncellista
Enrico Dindo, e la Poenix Classic che paragona le pagine del
“Notturno” in sol bemolle maggiore martucciano all’adagietto della
quinta sinfonia di Mahler. Un’altra bella chicca ce la offre poi
Napoli che “non è da meno e si prepara all’uscita in aprile del cd
del quartetto di Ilie Ionescu e Mariana Muresanu, con Aldo Piccolini
al piano, che eseguiranno il “Quintetto in do maggiore, op.45”
composto da Martucci nel 1878. Molte notizie forse per Capua inedite
sono riportate dalla Valente: “Ammirato da Listz a Roma e da Anton
Rubinstein a Napoli come pianista, salutato a Londra come “pianist
of continental fame”, nella prima parte della sua carriera Martucci
si dedicò alla composizione pianistica. Compositore, esecutore e
direttore d’orchestra, Martucci ha avuto il merito di introdurre la
musica wagneriana in Italia, dirigendo tra l’altro la prima italiana
del “Tristano e Isotta” nel 1888 del Wagner.
I seguaci della
musica martucciana in Italia e nel mondo e, non solo per
campanilismo, anche a Capua, sono tantissimi. Purtroppo, ancora
oggi, c’è poca attenzione per la memoria del nostro Martucci, e
nessun riguardo per la sua casa natale imbrattata da mano vandalica.
Per esserci ancora alcuni discendenti nella nostra città, del
maestro Martucci, c’è ancora qualche “reliquia” che potrebbe
salvarsi e andare ad arricchire la sala dei suoi cimeli al Museo
Campano. E’ certo che è ancora esistente il pianoforte a coda dove
si esercitava Martucci adolescente, che possedeva una sua parente,
la maestra E.I., e che si fece a quattro per trasferirlo
nell’istituzione capuana, lanciando un appello per ReteCapua. Ma non
fece in tempo, perché deceduta. Si potrebbe tentare di recuperarlo
presso chi attualmente lo detiene. Franco Fierro
Villa triste... a
quando la riapertura?
L’antica villa
comunale è stata messa a nuovo da tempo dai volontari del Progetto
di Inclusione Sociale. Tutto lo spazio verde è stato ripulito e
bonificato con l’impegno duro e continuo di un gruppo di giovani che
hanno provveduto a tutto, dalle pulizie ai locali e servizi igienici
fino alla potatura degli alberi: ciò che ha saputo produrre un
numero esiguo di volontari, con l’affidamento ad una ditta, al
Comune sarebbe costato cifre notevoli. Ma, esauritosi il ciclo di
lavoro, che prevedeva da parte del Comune la corresponsione di
compensi irrisori, ritornano i problemi. Innanzitutto la villa deve
essere sempre ben tenuta, l’impianto di pubblica illuminazione
efficiente; i servizi igienici funzionare bene ed essere lindi e
pinti; il parco giochi arricchito continuamente verificandone la
sicurezza. Ma soprattutto la vigilanza deve essere garantita, di
giorno e di notte. Non compete a noi suggerire all’Amministrazione
Comunale cosa fare, ma un affidamento del polmone di verde ai
giovani in continuità con il R.M.I. e il Progetto di Inclusione
Sociale sarebbe la strada più percorribile, investendo nel bilancio
una cifra annua adeguata.
MUSEO CAMPANO &
DINTORNI
Cadendo quest’anno
il 180° anniversario della nascita (1825) e il 110° della morte
(1895) del canonico Gabriele Iannelli, fondatore del Museo Campano,
proponiamo un succinto profilo, conservato manoscritto nella
biblioteca del nostro museo, dell’illustre storico capuano, che più
degnamente sarà celebrato nel corso dell’anno. Il profilo è databile
agli anni Venti dello scorso secolo (Top. Sp. 11 Rep. Capua PI.-2-1269
ter: «Gabriele Iannelli- Capua). Gabriele Iannelli nacque a Capua da
Elpidio Antonio e Raffaella Portolano il 9 Febbraio 1825 e fu
battezzato lo stesso giorno nella parrocchia di S. Giovanni
Nobiluomini. All'età di sette anni fu chiuso nel Seminario di Capua,
ove attese più alle lettere che alle scienze, primeggiando fra i
condiscepoli; ivi [vi] fece tutti i suoi studi e ne uscì sacerdote.
Nella giovane età cominciò subito a farsi ammirare nella poesia e
nell'oratoria sacra, tanto che nelle accademie, che un tempo si
facevano nel Comizio Agrario di Caserta, egli v'interveniva spesso
recitandovi dei versi. Fu amicissimo di Giuseppe Regaldi, colto e
gentile poeta, e per più giorni [volte] l'ospitò in sua casa a Capua.
La sua passione
era il carteggio con [i] letterati, e, primo fra i suoi amici, col
quale si comunicava le scoperte e gli studi fatti, fu il suo
concittadino
Cesare Malpica. Fu anche in attiva corrispondenza col grande
araldista Carlo Padiglione e scambievolmente si aiutavano nelle loro
ricerche. Al fine si determinò di darsi tutt'uomo all'Archeologia
Campana e questo proponimento divenne una passione, una febbre che
l'accompagnò fino alla tomba. Si diede quindi allo studio dei famosi
storici di Capua: Pellegrino, Rinaldi, Granata, Pratilli, Michele
Monaco, li divorò e si impadronì della materia e poscia cominciò ad
annunziarsi con qualche opuscolo, trattando di cose archeologiche.
Nella [Nel]
restaurazione [restauro] della Cattedrale di Capua fu egli che
diresse e diede lume ai pittori per la scelta dei soggetti e dei
loro quadri. Stampò poi la Guida illustrativa di questo gran
monumento ch'è il Duomo di Capua, guida ricca di tante notizie
storiche. Cominciò nei nuovi tempi a vagheggiare la fondazione di un
Museo Campano; ardua era l'impresa, ma non si perdette d'animo, vi
si accinse con fede tenace e riuscì a far attuare il suo
proponimento con l'aiuto di un valentuomo: il Prefetto di Caserta
Comm. Giuseppe Colucci, ed ora i dotti vengono a vedere il Museo di
Capua e restano ammirati, come abbia potuto in breve tempo
raccogliere tanti svariati oggetti, tante anticaglie! Il museo
Campano è la gloria principale di Iannelli, il frutto più bello dei
suoi lunghi e pazienti studi, e, sarebbe ben giusto che per onorarlo
degnamente, lo si intitolasse col suo nome. Questo Museo lo fece
conoscere, ammirare e stimare dai dotti archeologi d'Italia, di
Germania e d'altri paesi quali Giuseppe Fiorelli, Giulio Minervini,
Demetrio Salazar, Luigi Tosti, Giuseppe De Blasio, Gaetano Caporale
e tanti altri d'Italia e degli esteri il Von Duhn, lo Zangemeister,
l'Obermeg, il Frey, lo Zvetaeff, il Demavzoshi, il Kraus ecc, e
primo fra tutti lo illustre fra gli illustri Teodoro Mommsen che
assai lo amò e lo stimò e più volte venne a vederlo a Capua. Venuto
in Capua il Cardinale Capecelatro, avendo già sentito nominarlo per
fama, ebbe a meravigliare di trovarlo semplice sacerdote e lo fece
Canonico del Duomo. Quando egli predicava la parola in Capitolo gli
altri canonici non osavano interloquire perché nessuno poteva
competere con la sua profonda dottrina. Ebbe decorazioni e commende
dal Governo italiano, dalla Russia e dalla Germania. Fu socio di
molte accademie, [italiane ed estere] ma egli sempre modesto non
s'inorgogliva di tanta fama e di tanta altezza e rimase sempre per
tutti il buon: D. Gabriele. Pubblicò varie opere e sostenne acre [i]
polemiche col canonico De Paolis di Marcianise e con l'avv. Faraone
di Caiazzo e queste dispute gli fecero pubblicare due storie
voluminose, una sopra Marcianise, l'altra sulla vera patria di Pier
della Vigna. Queste opere fanno conoscere, per i tanti documenti che
vi riporta e cita, i severi studi fatti per risolvere le due
contese, e la sua profonda cultura. Le 26 annate del bollettino
della Commissione Archeologica di Caserta, di cui il Canonico
Iannelli ne era ad un tempo degno componente ed attivissimo
Segretario, fu tutto scritto da lui e manifesta la vasta conoscenza
che aveva e l'acume critico, e chi lo legge deve convenire che
quello non è un bollettino, ma bensì una miniera di notizie. Si era
perfezionato nella paleografia e leggeva ed interpretava pergamene
ed iscrizioni e di queste non solo le latine, ma anche le longobarde
e le osche con molta faciltà, quasi con intuito di divinazione. Che
dire della numismatica? Basta consultare il gran Monetiere del suo
Museo. Qualunque moneta gli era portata, appena guardata la
identificava, ne diceva l'epoca e la rarità. Instancabile nelle
ricerche, era felice quando poteva fare l'acquisto di un libro, di
un marmo, di una statuetta. Un vaso antico poi per lui era un tesoro
e lo entusiasmava. Era insomma una storia ambulante di Capua non
solo, ma di tutta la Campania, che tanta parte ebbero, sia
nell'epoca romana, che nel medio evo nella storia dell'Italia
meridionale. Era suo antico desiderio di trasportare nel Museo il
prezioso archivio storico del Municipio di Capua e riordinarlo;
ampliare il Museo e dargli un ingresso grandioso per la porta
maggiore. Il primo lo vide attuato, l'altro lo fu poco tempo dopo la
sua morte. Amava, incoraggiava i giovani studiosi. Fu per molti anni
insegnante di rettorica nel Seminario, di poi professore [di
lettere] nel liceo di Capua. L'insegnamento letterario lo rese
affabile, gentile, manieroso e specialmente con i giovani che
mostravano ingegno e cultura. Con la sua dipartita - morì il il 15
Dicembre 1895 - Capua fece una perdita irreparabile. E' scorso più
di un quarto di secolo ed egli è sempre rimpianto. Non è facile
sostituire uomini di tal tempra, di tanta dottrina, di tante belle
doti.
[Fu sepolto nel
reparto degli illustri capuani ed il Comune vi fece apporre la
seguente epigrafe: MDCCCXCVI I più tardi nepoti / Ricorderanno come
gloria cittadina / Il Canonico Gabriele Iannelli / Patriota e
archeologo / Fin dalla dotta Alemagna ammirato / In ventisei anni /
Con sacrifici ineguagliabili / Eresse / nella sua Capua adorata / Un
monumento più del, bronzo perenne / Il Museo Campano / Nobile e
venerato Panteon / Della grandezza antica / Il Municipio di Capua,
cui il Iannelli rivendicò / il titolo di Senato Capuano.]
Sono state poste
tra parentesi quadre le aggiunte o le correzioni, di altra mano, al
testo. |