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MOSTRO TELECOM,
SCANDALO!
Sono ormai 20 anni
abbondanti che esiste in pieno centro storico il cosiddetto Mostro
Sip, ora Telecom.
I pochi
ambientalisti ne osteggiarono la installazione al suo sorgere, per
motivi urbanistici, a causa del suo impatto negativo sul piano della
salvaguardia del profilo antico del centro storico, riuscendo ad
ottenere, grazie anche ad un intervento del Prefetto a cui mi
rivolsi per iscritto (lettera agli atti), la revoca delle
concessioni edilizie. Infatti, sotto l’incalzante azione della
Civica “Fieramosca”, il 3 ottobre 1996 la commissione edilizia
dovette assumere quel provvedimento.
La revoca fu
impugnata dalla Telecom presso il Tar di Napoli. Nel 1997 al sindaco
Mariano da “Block Notes” fu evidenziato il duplice motivo
(urbanistico e emissioni nocive di onde elettromagnetiche) per cui
bisognava costituirsi nel contenzioso, cosa che avvenne di lì a poco
(avv. U.Greco).
Da allora tutto è
caduto nell’oblio, la causa forse è stata insabbiata e quindi il
“mostro” resta ancora lì, come anche quello a Porta Roma mentre gli
ambientalisti avevano chiesto niente altro che la delocalizzazione
della struttura illegittima. Purtroppo mai si effettuano controlli
su “mostro” e “mostriciattolo” per le emissioni inquinanti: la città
è tenuta completamente all’oscuro di tutto. Ambiente e profilo
monumentale di Capua devono essere salvaguardati e per questo
motivo parte un estremo tentativo rivolgendosi una protesta scritta
a Prefetto, Sindaco, Procura della Repubblica e Ministero
dell’Ambiente per sbloccare una situazione veramente scandalosa e
che può fare emergere grosse (ir) responsabilità se ci sono stati
motivi di negligenza sulla vicenda, avvolta nel…mistero. Chi vuole
accodarsi alle firme, mi contatti: c’è di tempo fino a sabato 5
marzo. Franco Fierro
REFERENDUM VIVIBILITA’
AL PALO: MANCA IL REGOLAMENTO
L’iniziativa del
Referendum promossa da numerosi cittadini sulla vivibilità,
pedonalizzazione del centro storico e misure antismog del traffico
veicolare e di inquinamento acustico al centro e alla periferia, con
uno sguardo particolare anche alla realizzazione della Variante Anas
per decongestionare l’attraversamento dell’abitato da Porta Roma al
Quadrivio Caputo, è al palo per il semplice motivo che il consiglio
comunale deve approvare il regolamento di attuazione dei Referendum
come previsto dallo Statuto. Abbiamo più volte sollecitato la
Presidenza del Consiglio Comunale di fare presto e di dare la
possibilità ai cittadini di fare proposte referendarie. Il tempo
passa inesorabile ma l’adempimento non arriva in porto. Nel
frattempo, giusta la proposta partita dal dottor Carlo Crispino,
medico pneumologo del “Monaldi” di Napoli, nel corso di un convegno
del comitato referendario ad ottobre del 2004. Perché non si attua
il monitoraggio dell’ambiente con centraline nei punti più
inquinati, per tenere sotto controllo il traffico cittadino? Quello
che sta accadendo nelle grandi come piccole città con l’emissione di
smog determinato dalle polveri sottili, dovrebbe insegnare che la
tutela della salute dei cittadini è prioritaria rispetto a tante
altre cose. Sollecitiamo quindi l’assessorato all’ambiente di
esaminare favorevolmente la proposta scaturita al convegno, attuando
quelle misure di prevenzione che tanto autorevolmente illustrò il
predetto professionista. Antonio Scala
Trapianto di midollo
osseo, S.O.S. da un giovane
L’S.O.S. lanciato
a favore di un giovane sedicenne affetto da leucemia acuta che deve
essere sottoposto a trapianto di midollo osseo da donatore
volontario, si sta allargando sempre più e ci sono buone possibilità
che l’intervento operatorio a cui dovrà essere sottoposto sarà
l’ancora di salvezza per lo sfortunato ragazzo. L’intervento
operatorio sarà del tutto gratuito e dovrà essere praticato fuori
regione, presso il centro di oncoematologia pediatrica del Gaslini
di Genova. Ma l’operazione comporterà un lungo periodo di oneroso
trasferimento della famiglia nel capoluogo genovese. Ci sono da
affrontare le spese di viaggio, di vitto, soggiorno e quanto altro
necessario per una vedova e altri familiari, non per pochi giorni ma
per mesi. Il ragazzo vive nel popoloso rione Bellarmino ma la
famiglia ha origine nel rione Gescal, dove è operante un comitato di
quartiere. E’ da Amedeo Sili, a cui si è affiancato Oscar Ventriglia
con altri residenti, che è partito l’accorato appello per sostenere
moralmente e materialmente la famiglia. La madre del ragazzo è
vedova da alcuni anni di un dipendente comunale. Ora vive appena
decorosamente con la sua magra pensione, mentre le spese di cura e
mantenimento da sostenere sono notevoli. E’ partito quindi da Sili e
compagni l’iniziativa di creare una catena di solidarietà con la
famiglia del giovane. Dall’altare della chiesa di S. Pietro
Apostolo, don Pasquale Scarola, ha lanciato il messaggio ai fedeli;
la richiesta di aiuto è passata di chiesa in chiesa, mentre il
comitato spontaneo che si è costituito si sta rivolgendo in tutte le
direzioni. Infatti all’interno del Liceo Scientifico “Garofano”, di
cui è preside Gennaro Cassegno, è stata avviata una prima colletta,
mentre nella casa di cura “Villa Fiorita”, la dipendente Lina Sili
ha messo in moto altre iniziative di solidarietà. Giorno per giorno
si verificano nuove adesioni di sostegno all’iniziativa avviata e lo
stesso promotore Amedeo Sili ha interpellato il sindaco Pasca e
l’assessore Compagnone per rappresentare loro il caso del ragazzo,
A.O., che, per la gravità della prognosi, dovrà ottenere da un
donatore volontario il midollo osseo per il trapianto, non essendoci
in famiglia un donatore compatibile. Bisogna fare tutto il possibile
per sostenere il giovane leucemico, che è tutt’ora ricoverato presso
l’azienda ospedaliere antobono-Pausillipon per un ciclo i
chemioterapia intensiva. Il responsabile dell’emittente locale
ReteCapua, Franco Fierro, ha lanciato una proposta
all’amministrazione: “In considerazione che la metà del budget del
carnevale è stato destinato per beneficenza, vi proponiamo di
assegnare un congruo contributo alla famiglia del ragazzo affetto da
leucemia, per la dura e onerosa prova da affrontare presso il
Gaslini di Genova”.
Il vero ostacolo,
oltre a quello finanziario, per la famiglia del ragazzo è di trovare
un donatore di midollo osseo che sia compatibile con il suo. E si sa
che non è una cosa facile, né tantomeno si può disconoscere che
dietro queste gravi infermità, non ci possano essere tentativi
speculativi “sommersi” molto dispendiosi per le famiglie degli
ammalati.
La gara di solidarietà
continua
La sottoscrizione
pro-A.O. sta andando avanti con la piena adesione di molte scuole
superiori e medie.
Dopo essere
partita dal Liceo Scientifico “Garofano” si è ampliata all’ITIS
“Falco”, mentre anche dall’Istituto statale “Pizzi” il preside Vairo
ha dato la sua adesione.
Tra le scuole
medie è poi da mensionare l’Istituto Comprensivo “Fieramosca” che ha
raccolto oltre mille euro.
La mamma di
un’alunna, A.F. ha espresso la sua soddisfazione per la
disponibilità dimostrata dalla dirigente scolastica Maria Rosa
Bonacci.
In questi ultimi
giorni la sottoscrizione si sta intensificando anche nella casa di
cura “Villa Fiorita” ed anche fuori città.
Purtroppo è da
condannare il tentativo di sciacallaggio di due donne non
identificate che sarebbero andate in giro a chiedere contributi
senza averne titolo, essendo i soli Sili e Ventriglia abilitati alla
raccolta dei fondi.
NEI RIONI DI CAPUA
Il Rione
Bellarmino si rivolta contro il degrado igienico-sanitario che lo
sommerge. Sono almeno 36 i capifamiglia del popoloso rione
Bellarmino che hanno firmato una petizione rivolta
all’Amministratore Condominiale, al Sindaco e all’Asl CE2.
In essa appare
tutto il disagio di un rione che vuole riscattarsi da uno stato di
emarginazione e di abbandono, ma che è invece sempre più distante
dalla città, non solo per i due chilometri che lo separa del palazzo
municipale, ma in senso metaforico. “In verità - dicono alcuni
residenti - è il Comune con la sua amministrazione incapace ad
essere lontana da noi”. I firmatari elencano una serie di gravi
inconvenienti che succedono nel rione a partire dallo stato di
abbandono delle palazzine dal punto di vista igienico-sanitario,
lamentando in particolare per la palazzina F1, che è alta come un
grattacielo, la massiccia presenza di immondezza ed elettrodomestici
in disuso nel piano cantinato e nelle parti sottostanti i balconi
del pianoterra, che provocano una incredibile proliferazione di
colonie di topi di enormi dimensioni, la cui presenza mette in grave
pericolo la salute dei residenti, assediati fin nelle case degli
ultimi piani da numerosissimi roditori. Ma i cittadini lamentano il
dissesto strutturale della fossa biologica, attorno a cui sorgono i
box-garages; dissesto che per le numerose buche dove si annidano in
quantità industriale i ratti, mette in pericolo l’integrità delle
automobili, oggi strumento indispensabile. Per questi motivi i
cittadini chiedono la rimozione immediata dell’immondizia dai
cantinati o dovunque impropriamente essa sia, in quanto costituisce
un focolaio di infezione di malattia anche mortali, come la
Leptospirosi; l’appianamento delle buche, in prossimità delle fosse
biologiche; la derattizzazione,disinfestazione e disinfezione
periodiche dei luoghi.
Insomma, gli
abitanti non vogliono né la luna né piscine o centri sociali, che
sono solo un sogno impossibile e irrealizzabile, ma vogliono
sentirsi parte integrante della città, avere un rione pulito e con i
servizi che funzionino a dovere; vogliono anche, come hanno detto
molti intervistati al di fuori della petizione, che ci sia una
circolare che colleghi quotidianamente le periferie con il centro
cittadino. “Viviamo in condizioni di inciviltà e di degrado - chiosa
una signora, S.O. - possibile mai che all’inizio del terzo millennio
dei cittadini,soltanto perché vivono in periferia, devono subire
tutti questi affronti dal Comune, che ci emargina come se fossimo in
un ghetto o in una riserva indiana. Nemmeno i nomadi sono lasciati
in queste condizioni. Il rione vuole essere partecipe della vita
cittadina e fa sul serio con questa petizione. Per risorgere e non
morire”.
Via S. Maria della
Ferrara: da 20 anni ascensore fermo
Da un’ulteriore
richiesta al comune degli inquilini del palazzo comunale di via S.
Maria della Ferrara emerge che lo stabile è provvisto di un
ascensore che non ha mai funzionato, una serie di carenze
all’impianto elettrico, alle tettoie e l’inconveniente
dell’allagamento del vano scala scoperto quando piove. Purtroppo il
patrimonio immobiliare comunale è degradato e il Comune dovrebbe in
merito trovare le soluzioni per risanarlo.
Impiegata comunale
in... palcoscenico al Garden
Fermi tutti,
arrivo io… anzi ritorno io! Sembra essere questo lo slogan che ha
lanciato ai quattro venti la sempreverde cantante-impiegata comunale
Giovanna Canciello, per il grande ritorno sulla scena artistica,
destando grande curiosità in tutti i suoi colleghi ed in tutti gli
amanti della musica e della canzone. E’ pur vero che con i ritmi di
lavoro odierni, contro il logorio della vita moderna, una terapia
antistress può essere un qualsiasi hobby come suonare, cantare,
dedicarsi alla danza,fare sport e comunque riempire il tempo libero
con attività di relax. La nostra Giovanna ha rispolverato una vera
passione, quella di cantare. Soprattutto di cantare Mina. Per
l’estensione e la modulazione di voce che ha, può senza sforzo
cimentarsi nel difficile repertorio canoro della “tigre di Cremona”
e quindi, anche perché incoraggiato dal marito batterista Michele
Santiglia, che suona in una band molto in voga, ha deciso di calcare
nuovamente le tavole del palcoscenico. Così si è ripresentata al suo
pubblico amico, dopo i suoi trascorsi giovanili quando iniziò la
carriera con i maestri Tronco, Ferraro ed altri, partecipando anche
alla “Corrida” di Corrado. Nei primi anni settanta si impose
all’attenzione del mondo artistico con una brano inedito “Non
andartene più” dell’autore Franco Fierro.
Ora, presso lo
studio di registrazione di Pianeta Musica di Capua, ha registrato un
nuovo Cd dal titolo “Un volo nel passato”, concerto live che è un
tributo a Mina. Il suo nuovo lavoro lo ha presentato il 24 u.s. al
Garden Palace in via Brezza. La band era composta da due componenti
del gruppo musicale di Adriano Pappalardo, il pianista Antonio
Fierro e il bassista Enrico Pellegrino, dal session man Ciro
Guarino, bravissimo chitarrista, e dal batterista Michele Santiglia,
della Blues Band di GiòVescovi.
Con il grande
ritorno di Giovanna Canciello nel mondo della canzone, c’è da
scommettere che lo spettacolo ritroverà una valida artista e chissà
che il sindaco e gli amministratori non siano in pensiero perché…
possano perderla come impiegata modello. Franco Fierro
Duonnolo: teatro,
impegno sociale, ambiente
Fiorentino
Duonnolo, coordinatore e attore del gruppo teatrale “Eduardo De
Filippo” di S. Angelo in Formis, ci dà qualche anticipazione sul suo
nuovo cartellone teatrale. "Nonostante il mio gruppo teatrale nei
mesi scorsi ha subito una scissione, andiamo avanti compatti e uniti
più che mai con una scaletta di numerosi impegni. Non solo teatro,
ma impegno pastorale e sociale, offrendo una campagna a favore
dell’ambiente, affinché possa tornare sano, pulito e verde". Il
regista e attore santangiolese poi ci preannuncia che verrà
rilanciato e curato particolarmente un progetto di "Teatro Baby" che
interesserà i piccoli aspiranti artisti amanti del teatro,della
mimica e della recitazione.
"Continuo a curare
il Progetto teatrale della scuola elementare di S. Angelo in Formis
- dichiara Fiorentino - il mio obiettivo è di rilanciare i sani
valori morali tra i giovani attraverso la cultura e l’ambiente. Sono
un ambientalista dichiarato". A conclusione dell’intervista Duonnolo
si proietta in quello che sarà il suo nuovo spettacolo e dice: "Sarà
una rappresentazione che si ispirerà alla comicità di Vincenzo
Salemme, attuale e frizzante. Non è un distacco dal filone
scarpettiano o eduardiano, ma un nuovo metodo per evolvere versò una
comicità più originale e meno tradizionalista". In altri termini più
attuale, moderno e graffiante. E c’è da ritenere che alla fine
Duonnolo, in continua ricerca della sua vera personalità
artistico-teatrale, sfonderà nel suo campo professionalmente per il
suo essere e mostrarsi cangiante e poliedrico, come si addice ad
ogni autentico artista, che accomuna in sé il pregio di essere
attore e regista, sceneggiatore e organizzatore, doti non comuni in
tutti i mortali che scelgono la strada dell’arte e del successo.
Franco Fierro
Block Notes HINTERLAND
- Vitulazio: Madre coraggio - Nicola, torna presto; un tuo goal con
dedica
La storia di
Nicola Aurilio, il ragazzo di 16 anni, risvegliatosi dal coma dopo
18 mesi di buio profondo e subendo 14 interventi chirurgici (in
seguito ad un ematoma cerebrale), ha commosso l’Italia intera. La
vicenda del giovane di Vitulazio, è stata messa in risalto dagli
organi di informazione di carattere nazionale; tutte le televisioni
seguono il dramma di Nicola che a giugno 2003 cadeva in malomodo nel
cortile di casa mentre giocava. Anche a Vitulazio, paese dove abita
tutta la famiglia, nella centralissima via Roma (vico Arezzo) tante
persone affollano le strade, aspettano e sperano il rientro dello
sfortunato tifoso del Milan. Tutti, a cominciare dal padre, il
bellonese Michele Aurilio si augurano che la storia abbia un lieto
fine. Anche l’Amministrazione comunale di Vitulazio prende a cuore
l’intera vicenda; già prima con il sindaco Achille Cuccari era stato
effettuato un contributo-spese a favore della famiglia (come ha
dichiarato la stessa madre Angela). Altresì, ci pare giusto
sottolineare che anche l’attuale sindaco Luigi Romano si adopera in
tal senso, anche al momento in cui, Nicola si trovava allo
specializzato Ospedale di Crotone. Ci ha detto il sindaco di
Vitulazio Romano: “Seguo la vicenda emotivamente, ma questo lo fa
tutta l’Amministrazione; Nicola è un ragazzo che merita; sono stato
il suo professore nei tre anni delle scuole medie, lo conosco bene,
educato ed intelligente, sempre promosso, lo voglio abbracciare al
ritorno come alunno e come cittadino di Vitulazio”. Il sindaco ci ha
pure detto che la giunta comunale si stà attivando per trovare un
appartamento al piano terra, per poi consegnarlo alla famiglia;
spazi senza saliscendi per muoversi meglio, e con le spese
dell’affitto, naturalmente, a carico dell’Amministrazione comunale.
Dicevamo, che l’odissea di Nicola ha commosso l’Italia intera; a
nostro giudizio anche il ruolo che ha svolto la madre Angela
Scialdone (definita madre-coraggio), che nei giorni tristi del buio
profondo, parlava al figlio con continuità, gli parlava di tutto,
sempre vicina a Nicola, gli raccontava pure che il Milan aveva vinto
(la squadra di cui era tifoso). Il professore responsabile del
reparto (Divisione Neuro Chirurgica dell’Ospedale S. Sebastiano di
Caserta) Massimo Schonauer, tempo addietro, dichiarò che la madre
Angela è risutata determinante in tutto e per tutto; lei che per
prima ha fatto sorridere il figlio, lei che ha lasciato tutto, ha
perso pure il lavoro. Una lunga storia d’amore tra madre e figlio
dunque. Il fatto ha commosso pure la società del Milan Calcio; è
noto a tutti che la maglia dell’ucraino Chevchenko, con la firma e
dedica è stata consegnata a Nicola Aurilio dal Delegato
dell’Associazione Nazionale Milan Club Tommaso D’Ambrosio.
Naturalmente, lui Nicola ce la metterà tutta, ed al momento di
stilare il servizio, non parla ancora, ma si alimenta da solo,
scherza con la madre; in autunno probabilmente sarà ancora operato,
e nella sala operatoria potrà ancora correre con la fantasia, magari
a S. Siro, e per poi riprendersi con un calcio i giorni che il
destino gli ha tolto. La Redazione di Block Notes, come tutte le
redazioni di cronaca è vicina alla famiglia Aurilio, segue questa
storia dell’hinterland capuano, e che al momento Nicola stà ancora
all’Ospedale di Caserta, anche nella sfortunata sorte, lui diventa
protagonista assoluto, con tantissimi tifosi al seguito; da parte
nostra un in bocca al lupo e... torna presto Nicola! Michele
Ciccarelli
Inaugurata la piazza
Pietro Villano
La vittoria
riportata durante le elezioni amministrative del 1964, dal Prof.
Antonio Vinciguerra, dopo una intensa campagna elettorale, suscitò
tra i bellonesi la speranza di un rinnovamento per Bellona. Ma un
amaro destino, il 5 Aprile 1968, improvvisamente tolse ai bellonesi
un loro degno concittadino. Crollavano così tutte le speranze ed i
buoni propositi. Quindi, vi fu il buon settennato di Luca Fusco a
cui seguì un periodo durante il quale Bellona fu amministrata con
superficialità ed indifferenza, un male che rese impossibile
qualsiasi realizzazione. Stanchi di una tale situazione politica, i
bellonesi, nelle elezioni del 7 maggio 1978 decisero, con i loro
voti, di dare una svolta. Le liste elettorali erano due: la numero 1
- con simbolo la " colomba picassiana" e la numero 2 con simbolo la
"stretta di mano". Vinse la lista numero 1, capeggiata dal giovane
bellonese Pierino Villano. E la colomba picassiana, simbolo di pace,
portò a Bellona la tanto attesa svolta. Fu una campagna elettorale
all'insegna del rispetto reciproco fra gli avversari e il 18 Giugno
1978, nel primo Consiglio Comunale, avvenne l'elezione del nuovo
Sindaco di Bellona : con 15 voti fu eletto Pietro Villano, salutato
da calorosi applausi dai bellonesi che affollavano la Sala
Consiliare del Comune, allora ubicato in via Sorrentino. Alcuni
giorni dopo, il neo Sindaco, alla presenza del Commissario
Prefettizio Dott. Ferdinando Donadio e di due autorevoli testimoni,
il dott. Giovanni Vinciguerra ed il prof. Eugenio Salerno, recatosi
a Caserta, giurava alla presenza del Prefetto. Durante il viaggio di
ritorno, dopo aver percorso via Platani, l'auto, giunta al Largo
Santella, fu costretta a fermarsi perché attorniata da una folla
acclamante. Sul volto del vincitore si notava la felicità e la
gioia, miste a tanta commozione, per quanto stava accadendo. Un
lungo corteo lasciò Largo Santella per incamminarsi attraverso le
strade di Bellona. Molti cittadini plaudenti offrivano al neo
Sindaco bouquets di fiori che egli, commosso accettava scambiando
calorose strette di mano ed abbracci di riconoscenza. Il corteo si
concluse presso la Casa Comunale dove il Sindaco ringraziò tutti per
la fiducia riposta in lui. Un'alba nuova sorgeva all'orizzonte ed i
bellonesi restavano in attesa di un domani più radioso. Pietro
Villano era nato a Bellona il 26 aprile 1942 da Francesco e da
Mariangela Della Gioppa. Il piccolo "Pierino" rimase orfano del
papà, brigadiere dei Carbinieri, trucidato dai nazisti con altri 53
innocenti cittadini la mattina del 7 ottobre 1943. All'età di 31
anni, Il 29 ottobre 1973 convolò a nozze con la giovane Pina
Graziano che lo rese padre di Francesco e Marianna.
Al termine del suo
primo mandato, il giovane Sindaco fu rieletto nel 1983 e restò in
carica fino al 29 ottobre 1986, anno della sua immatura scomparsa
causata da una complicazione a seguito di un intervento chirurgico
al cuore. Alla cerimonia funebre era presente tutta Bellona e tanti
amici giunti da ogni dove. In Piazza Umberto I il corteo funebre
sostò, e molti furono i personaggi politici che vollero esprimere il
loro profondo dolore con accorate parole di saluto. Furono ricordati
gli anni trascorsi in amministrazione, durante i quali sorse il
nuovo Rione Salicioni, la nuova Casa Comunale, orgoglio dei
bellonesi, e tante altre strade che ampliarono la toponomastica del
paese. Durante le orazioni funebri, pronunciate in Piazza Umberto I,
fu espressa la promessa di intitolargli una piazza. A causa delle
vicissitudini amministrative che seguirono, la promessa fu
dimenticata ma, dopo 18 anni. l'Amministrazione guidata dal Sindaco
Giancarlo Della Gioppa, il 30 ottobre 2004, con una cerimonia
svoltasi nella Sala Consiliare della nuova Sede Comunale, realizzava
la promessa. Alla cerimonia erano presenti gli amministratori
bellonesil il Presidente della Provincia di Caserta nonché l'Europarlamentare
Riccardo Ventre, il Senatore Antonio Ventre, la consorte del
compianto Sindaco con i figli Francesco e Marianna ed un folto
pubblico. Il Sindaco Giancarlo Della Cioppa così ricordava Pietro
Villano: "L'Amministrazione Comunale, nel diciottesimo anniversario
della scomparsa di Pietro Villano, intende ricordarlo dedicandogli
lo spazio antistante la Casa Comunale che egli volle edificare
affrontando non poche difficoltà.
Durante il suo
mandato egli gestì la Cosa Pubblica preoccupandosi dello sviluppo
occupazionale e dando un notevole impulso al commercio. Pietro
Villano è stato uno dei protagonisti, della storia di Bellona e lo
ricorderemo per l'impegno che egli profuse a favore del progresso
del suo paese nativo". Dopo il saluto del Presidente della Provincia
Riccardo Ventre, il Senatore Antonio Ventre così concludeva il suo
intervento: "Questa sera Bellona, una cittadina cara ai miei
ricordi, mi ospita per celebrare e ricordare un amico: Pierino
Villano che, all'età di 44 anni, fu tolto all'affetto dei suoi cari
proprio quando stava dando il meglio di se stesso. Diciotto anni fa
commemorai l'amico e dissi che Bellona non avrebbe seppellito questo
suo figlio nei gelidi ricordi della memoria e conclusi: "Non sarà
distrutta la memoria di un uomo del quale resterà sempre vivo il
ricordo", come posso vedere questa sera, nell'Aula Consiliare del
vostro Comune, dedicata ai 54 Martiri fra i quali si annovera il
padre del caro Pierino. Con mia e vostra soddisfazione posso dire
che la dedica a Pietro Villano della Piazza antistante il Comune è
un gesto che denota un profondo sentimento di ammirazione e di
ricordo per un cittadino che fu l'amico di tutti". Al termine il
Parroco di Bellona, Don Antonio Iodice, benediceva i due marmi su
cui si legge: "Piazza Pietro Villano, Sindaco di Bellona". Franco
Valeriani
LE STRADE DI BELLONA
Toponimi e cenni storici
VIA REGINA ELENA -
E’ considerata il Corso di Bellona. Molti sono gli esercizi
commerciali disseminati lungo il percorso e molti sono gli edifici
che, con le loro artistiche facciate, lo abbelliscono. La strada fu
intitolata alla Regina Elena, terza Regina d’Italia.
Elena
Petrovic era figlia di Nicola Re del Montenegro dove ella nacque nel
1873. Il 24 ottobre 1896 la giovane principessa Elena si trasferì sulla Costa Azzurra, a Montpellier, dove morì nel
1952.
VIA XX SETTEMBRE -
Dalla piazza Umberto I si accede in via XX Settembre dove è ubicata
la Cappella di San Michele, il sacro luogo che i tedeschi
utilizzarono per radunare più di 200 uomini frutto di una spietata
rappresaglia.
La Cappella di San
Michele fu edificata, nel 1776, dalla nobile famiglia Silvagni.
All’interno è custodita l’antica statua lignea di San Michele
scolpita nel 1721 da un artista rimasto sconosciuto. Sulla destra
della Cappella si nota un marmo che riporta i nomi dei componenti
l’antica Congrega di San Michele che fu ripristinata, nel 1760, dal
sacerdote Michele Maccarello. Via XX Settembre prende il nome da uno
storico evento. A Porta Pia, una delle porte della cinta muraria di
Roma, l’esercito italiano, comandato dal Generale Raffaele Cadorna,
il 20 settembre 1870, aprì la storica “breccia” che diede all’Italia
l’unità e Roma capitale. Franco Valeriani
Apre con Troisi, chiude
in pizzeria
Renato Terlizzi,
un factorum vitulatino, quasi sempre al centro della notorietà
locale, anticonformista, con il piglio dell’artista. Ha avuto pure
la vocazione del calciatore amatoriale, si muoveva con eleganza,
forse gli è mancata la struttura fisica per diventare famoso.
I più, l’hanno
definito l’artista del capello, oppure acconciatore per uomo, le
forbici manovrate con signorilità; aveva un bel salone in piazza
Riccardo II di Vitulazio.
In ogni festa, si
presentava vestito con un raffinato vestito, a volte classico,
spesso contemporaneo; al revival canoro, al karaoke, l’ospite spesso
era Renato Terlizzi; il comico emergente che imitava Massimo Troisi
e Beppe Grillo e non solo; lui anche quando non era invitato voleva
entrare nella scaletta dello spettacolo; spesso veniva accontentato,
per il solo fatto che Renato era un simpatico artista. Svolge pure
il ruolo dell’operaio quasi modello, scriveva barzellette e cantava
con buona tonalità canzoni romantiche.
Oggi Renato ha
dato un taglio alle vecchie abitudini, al passato; gestisce una
risto-pizzeria (L’Anfora vedi spazio pubblicitario), nel suo paese,
coordinatore ed organizzatore di sala, che offre ai clienti ottime
castagne dopo la degustazione della pizza. Pare che al primo impatto
il locale riscuote favorevoli consensi; certamente a parer nostro ci
vuole continuità e professionalità per chiudere in bellezza in un
lavoro appena cominciato.
Ci dice Renato: “A
42 anni, conservo buoni ricordi, come quando ero a Milano (1978-82),
facevo il parrucchiere con mio zio, e poi sono stato chiamato dalla
RAI per un provino; ho declinato perché imitare grossi artisti era
una passione, ma solo un hobby. Per quel provino devo ringraziare
due concittadini che erano con me a Milano, parlo di Alfredo
Cipriano e Carmine Natale, loro si sono interessati”. Peccato.
Michele Ciccarelli |