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Block Notes - Febbraio 2005 - 
Supplemento mensile del telegiornale quotidiano di ReteCapua

MOSTRO TELECOM, SCANDALO!

Sono ormai 20 anni abbondanti che esiste in pieno centro storico il cosiddetto Mostro Sip, ora Telecom.

I pochi ambientalisti ne osteggiarono la installazione al suo sorgere, per motivi urbanistici, a causa del suo impatto negativo sul piano della salvaguardia del profilo antico del centro storico, riuscendo ad ottenere, grazie anche ad un intervento del Prefetto a cui mi rivolsi per iscritto (lettera agli atti), la revoca delle concessioni edilizie. Infatti, sotto l’incalzante azione della Civica “Fieramosca”, il 3 ottobre 1996 la commissione edilizia dovette assumere quel provvedimento.

La revoca fu impugnata dalla Telecom presso il Tar di Napoli. Nel 1997 al sindaco Mariano da “Block Notes” fu evidenziato il duplice motivo (urbanistico e emissioni nocive di onde elettromagnetiche) per cui bisognava costituirsi nel contenzioso, cosa che avvenne di lì a poco (avv. U.Greco).

Da allora tutto è caduto nell’oblio, la causa forse è stata insabbiata e quindi il “mostro” resta ancora lì, come anche quello a Porta Roma mentre gli ambientalisti  avevano chiesto niente altro che la delocalizzazione della struttura illegittima. Purtroppo mai si effettuano controlli su “mostro” e “mostriciattolo” per le emissioni inquinanti: la città è tenuta completamente all’oscuro di tutto. Ambiente e profilo monumentale di Capua devono essere salvaguardati e per questo motivo  parte un estremo tentativo rivolgendosi una protesta scritta a Prefetto, Sindaco, Procura della Repubblica e Ministero dell’Ambiente per sbloccare una situazione veramente scandalosa e che può fare emergere grosse (ir) responsabilità se ci sono stati motivi di negligenza sulla vicenda, avvolta nel…mistero. Chi vuole accodarsi alle firme, mi contatti: c’è di tempo fino a sabato 5 marzo. Franco Fierro

REFERENDUM VIVIBILITA’ AL PALO: MANCA IL REGOLAMENTO 

L’iniziativa del Referendum promossa da numerosi cittadini sulla vivibilità, pedonalizzazione del centro storico e misure antismog del traffico veicolare e di inquinamento acustico al centro e alla periferia, con uno sguardo particolare anche alla realizzazione della Variante Anas per decongestionare l’attraversamento dell’abitato da Porta Roma al Quadrivio Caputo, è al palo per il semplice motivo che il consiglio comunale deve approvare il regolamento di attuazione dei Referendum come previsto dallo Statuto. Abbiamo più volte sollecitato la Presidenza del Consiglio Comunale di fare presto e di dare la possibilità ai cittadini di fare proposte referendarie. Il tempo passa inesorabile ma l’adempimento non arriva in porto. Nel frattempo, giusta la proposta partita dal dottor  Carlo Crispino, medico pneumologo del “Monaldi” di Napoli, nel corso di un convegno del comitato referendario ad ottobre del 2004. Perché non si attua il monitoraggio dell’ambiente con centraline nei punti più inquinati, per tenere sotto controllo il traffico cittadino? Quello che sta accadendo nelle grandi come piccole città con l’emissione di smog determinato dalle polveri sottili, dovrebbe insegnare che la tutela della salute dei cittadini è prioritaria rispetto a tante altre cose. Sollecitiamo quindi l’assessorato all’ambiente di esaminare favorevolmente la proposta scaturita al convegno, attuando quelle misure di prevenzione che tanto autorevolmente illustrò il predetto professionista. Antonio Scala

Trapianto di midollo osseo, S.O.S. da un giovane

L’S.O.S. lanciato a favore di un giovane sedicenne affetto da leucemia acuta che deve essere sottoposto a trapianto di midollo osseo da donatore volontario, si sta allargando sempre più e ci sono buone possibilità che l’intervento operatorio a cui dovrà essere sottoposto sarà l’ancora di salvezza per lo sfortunato ragazzo. L’intervento operatorio sarà del tutto gratuito e dovrà essere praticato fuori regione, presso il centro di oncoematologia pediatrica del Gaslini di Genova. Ma l’operazione comporterà un lungo periodo di oneroso trasferimento della famiglia nel capoluogo genovese. Ci sono da affrontare le spese di viaggio, di vitto, soggiorno e quanto altro necessario per una vedova e altri familiari, non per pochi giorni ma per mesi. Il ragazzo vive nel popoloso rione Bellarmino ma la famiglia ha origine nel rione Gescal, dove è operante un comitato di quartiere. E’ da Amedeo Sili, a cui si è affiancato Oscar Ventriglia con altri residenti, che è partito l’accorato appello per sostenere moralmente e materialmente la famiglia. La madre del ragazzo è vedova da alcuni anni di un dipendente comunale. Ora vive appena decorosamente con la sua magra pensione, mentre le spese di cura e mantenimento da sostenere sono notevoli. E’ partito quindi da Sili e compagni l’iniziativa di creare una catena di solidarietà con la famiglia del giovane. Dall’altare  della chiesa di S. Pietro Apostolo, don Pasquale Scarola, ha lanciato il messaggio ai fedeli; la richiesta di aiuto è  passata di chiesa in chiesa, mentre il comitato spontaneo che si è costituito si sta rivolgendo in tutte le direzioni. Infatti all’interno del Liceo Scientifico “Garofano”, di cui è preside Gennaro Cassegno, è stata avviata una prima colletta, mentre nella casa di cura “Villa Fiorita”, la dipendente Lina Sili ha messo in moto altre iniziative di solidarietà. Giorno per giorno si verificano nuove adesioni di sostegno all’iniziativa avviata e lo stesso promotore Amedeo Sili ha interpellato il sindaco Pasca e l’assessore Compagnone per rappresentare loro il caso del ragazzo, A.O., che, per la gravità della prognosi, dovrà ottenere da un donatore volontario il midollo osseo per il trapianto, non essendoci in famiglia un donatore compatibile. Bisogna fare tutto il possibile per sostenere il giovane leucemico, che è tutt’ora ricoverato presso l’azienda ospedaliere antobono-Pausillipon per un ciclo i chemioterapia intensiva. Il responsabile dell’emittente locale ReteCapua, Franco Fierro, ha lanciato una proposta all’amministrazione: “In considerazione che la metà del budget del carnevale è stato destinato per beneficenza, vi proponiamo di assegnare un congruo contributo alla famiglia del ragazzo affetto da leucemia, per la dura e onerosa prova da affrontare presso il Gaslini di Genova”.

Il vero ostacolo, oltre a quello finanziario, per la famiglia del ragazzo è di trovare un donatore di midollo osseo che sia compatibile con il suo. E si sa che non è una cosa facile, né tantomeno si può disconoscere che dietro queste gravi infermità, non ci possano essere tentativi speculativi “sommersi” molto dispendiosi per le famiglie degli ammalati.

La gara di solidarietà continua

La sottoscrizione pro-A.O. sta andando avanti con la piena adesione di molte scuole superiori e medie.

Dopo essere partita dal Liceo Scientifico “Garofano” si è ampliata all’ITIS “Falco”, mentre anche dall’Istituto statale “Pizzi” il preside Vairo ha dato la sua adesione.

Tra le scuole medie è poi da mensionare l’Istituto Comprensivo “Fieramosca” che ha raccolto oltre mille euro.

La mamma di un’alunna, A.F. ha espresso la sua soddisfazione per la disponibilità dimostrata dalla dirigente scolastica Maria Rosa Bonacci.

In questi ultimi giorni la sottoscrizione si sta intensificando anche nella casa di cura “Villa Fiorita” ed anche fuori città.

Purtroppo è da condannare il tentativo di sciacallaggio di due donne non identificate che sarebbero andate in giro a chiedere contributi senza averne titolo, essendo i soli Sili e Ventriglia abilitati alla raccolta dei fondi.

NEI RIONI DI CAPUA

Il Rione Bellarmino si rivolta contro il degrado igienico-sanitario che lo sommerge. Sono almeno 36 i capifamiglia del popoloso rione Bellarmino che hanno firmato una petizione rivolta all’Amministratore Condominiale, al Sindaco e all’Asl CE2.

In essa appare tutto il disagio di un rione che vuole riscattarsi da uno stato di emarginazione e di abbandono, ma che è invece sempre più distante dalla città, non solo per i due chilometri che lo separa del palazzo municipale, ma in senso metaforico. “In verità - dicono alcuni residenti - è il Comune con la sua amministrazione incapace ad essere lontana da noi”. I firmatari elencano una serie di gravi inconvenienti che succedono nel rione a partire dallo stato di abbandono delle palazzine dal punto di vista igienico-sanitario, lamentando in particolare per la palazzina F1, che è alta come un grattacielo, la massiccia presenza di immondezza ed elettrodomestici in disuso nel piano cantinato e nelle parti sottostanti i balconi del pianoterra, che provocano una incredibile proliferazione di colonie di topi di enormi dimensioni, la cui presenza mette in grave pericolo la salute dei residenti, assediati fin nelle case degli ultimi piani da numerosissimi roditori. Ma i cittadini lamentano il dissesto strutturale della fossa biologica, attorno a cui sorgono i box-garages; dissesto che per le numerose buche dove si annidano in quantità industriale i ratti, mette in pericolo l’integrità delle automobili, oggi strumento indispensabile. Per questi motivi i cittadini chiedono la rimozione immediata dell’immondizia dai cantinati o dovunque impropriamente essa sia, in quanto costituisce un focolaio di infezione di malattia anche mortali, come la Leptospirosi; l’appianamento delle buche, in prossimità delle fosse biologiche; la derattizzazione,disinfestazione e disinfezione periodiche dei luoghi.

Insomma, gli abitanti non vogliono né la luna né piscine o centri sociali, che sono solo un sogno impossibile e irrealizzabile, ma vogliono sentirsi parte integrante della città, avere un rione pulito e con i servizi che funzionino a dovere; vogliono anche, come hanno detto molti intervistati al di fuori della petizione, che ci sia una circolare che colleghi quotidianamente le periferie con il centro cittadino. “Viviamo in condizioni di inciviltà e di degrado - chiosa una signora, S.O. - possibile mai che all’inizio del terzo millennio dei cittadini,soltanto perché vivono in periferia, devono subire tutti questi affronti dal Comune, che ci emargina come se fossimo in un ghetto o in una riserva indiana. Nemmeno i nomadi sono lasciati in queste condizioni. Il rione vuole essere partecipe della vita cittadina e fa sul serio con questa petizione. Per risorgere e non morire”.

Via S. Maria della Ferrara: da 20 anni ascensore fermo

Da un’ulteriore richiesta al comune degli inquilini del palazzo comunale di via S. Maria della Ferrara emerge che lo stabile è provvisto di un ascensore che non ha mai funzionato, una serie di carenze all’impianto elettrico, alle tettoie e l’inconveniente dell’allagamento del vano scala scoperto quando piove. Purtroppo il patrimonio immobiliare comunale è degradato e il Comune dovrebbe in merito trovare le soluzioni per risanarlo.

Impiegata comunale in... palcoscenico al Garden

Fermi tutti, arrivo io… anzi ritorno io! Sembra essere questo lo slogan che ha lanciato ai quattro venti la sempreverde cantante-impiegata comunale Giovanna Canciello, per il grande ritorno  sulla scena artistica, destando grande curiosità in tutti i suoi colleghi ed in tutti gli amanti della musica e della canzone. E’ pur vero che con i ritmi di lavoro odierni, contro il logorio della vita moderna, una terapia antistress può essere un qualsiasi hobby come suonare, cantare, dedicarsi alla danza,fare sport e comunque riempire il tempo libero con attività di relax. La nostra Giovanna ha rispolverato una vera passione, quella di cantare. Soprattutto di cantare Mina. Per l’estensione e la modulazione di voce che ha, può senza sforzo cimentarsi nel difficile repertorio canoro della “tigre di Cremona” e quindi, anche perché incoraggiato dal marito batterista Michele Santiglia, che suona in una band molto in voga, ha deciso di calcare nuovamente le tavole del palcoscenico. Così si è ripresentata al suo pubblico amico, dopo i suoi trascorsi giovanili quando iniziò la carriera con i maestri Tronco, Ferraro ed altri, partecipando anche alla “Corrida” di Corrado. Nei primi anni settanta si impose all’attenzione del mondo artistico con una brano inedito “Non andartene più” dell’autore Franco Fierro.

Ora, presso lo studio di registrazione di Pianeta Musica di Capua, ha registrato un nuovo Cd dal titolo “Un volo nel passato”, concerto live che è un tributo a Mina. Il suo nuovo lavoro lo ha presentato il 24 u.s. al Garden Palace in via Brezza. La band era composta da due componenti del gruppo musicale di Adriano Pappalardo, il pianista Antonio Fierro e il bassista Enrico Pellegrino, dal session man Ciro Guarino, bravissimo chitarrista, e dal batterista Michele Santiglia, della Blues Band di GiòVescovi.

Con il grande ritorno di Giovanna Canciello nel mondo della canzone, c’è da scommettere che lo spettacolo ritroverà una valida artista e chissà che il sindaco e gli amministratori non siano in pensiero perché… possano perderla come impiegata modello. Franco Fierro

Duonnolo: teatro, impegno sociale, ambiente

Fiorentino Duonnolo, coordinatore e attore del gruppo teatrale “Eduardo De Filippo” di S. Angelo in Formis, ci dà qualche anticipazione sul suo nuovo cartellone teatrale. "Nonostante il mio gruppo teatrale nei mesi scorsi ha subito una scissione, andiamo avanti compatti e uniti più che mai con una scaletta di numerosi impegni. Non solo teatro, ma impegno pastorale e sociale, offrendo una campagna a favore dell’ambiente, affinché possa tornare sano, pulito e verde". Il regista e attore santangiolese poi ci preannuncia che verrà rilanciato e curato particolarmente un progetto di "Teatro Baby" che interesserà i piccoli aspiranti artisti amanti del teatro,della mimica e della recitazione.

"Continuo a curare il Progetto teatrale della scuola elementare di S. Angelo in Formis - dichiara Fiorentino - il mio obiettivo è di rilanciare i sani valori morali tra i giovani attraverso la cultura e l’ambiente. Sono un ambientalista dichiarato". A conclusione dell’intervista Duonnolo si proietta in quello che sarà il suo nuovo spettacolo e dice: "Sarà una rappresentazione che si ispirerà alla comicità di Vincenzo Salemme, attuale e frizzante. Non è un distacco dal filone scarpettiano o eduardiano, ma un nuovo metodo per evolvere versò una comicità più originale e meno tradizionalista". In altri termini più attuale, moderno e graffiante. E c’è da ritenere che alla fine Duonnolo, in continua ricerca della sua vera personalità artistico-teatrale, sfonderà nel suo campo professionalmente per il suo essere e mostrarsi cangiante e poliedrico, come si addice ad ogni autentico artista, che accomuna in sé il pregio di essere attore e regista, sceneggiatore e organizzatore, doti non comuni in tutti i mortali che scelgono la strada dell’arte e del successo. Franco Fierro

Block Notes HINTERLAND - Vitulazio: Madre coraggio - Nicola, torna presto; un tuo goal con dedica

La storia di Nicola Aurilio, il ragazzo di 16 anni, risvegliatosi dal coma dopo 18 mesi di buio profondo e subendo 14 interventi chirurgici (in seguito ad un ematoma cerebrale), ha commosso l’Italia intera. La vicenda del giovane di Vitulazio, è stata messa in risalto dagli organi di informazione di carattere nazionale; tutte le televisioni seguono il dramma di Nicola che a giugno 2003 cadeva in malomodo nel cortile di casa mentre giocava. Anche a Vitulazio, paese dove abita tutta la famiglia, nella centralissima via Roma (vico Arezzo) tante persone affollano le strade, aspettano e sperano il rientro dello sfortunato tifoso del Milan. Tutti, a cominciare dal padre, il bellonese Michele Aurilio si augurano che la storia abbia un lieto fine. Anche l’Amministrazione comunale di Vitulazio prende a cuore l’intera vicenda; già prima con il sindaco Achille Cuccari era stato effettuato un contributo-spese a favore della famiglia (come ha dichiarato la stessa madre Angela). Altresì, ci pare giusto sottolineare che anche l’attuale sindaco Luigi Romano si adopera in tal senso, anche al momento in cui, Nicola si trovava allo specializzato Ospedale di Crotone. Ci ha detto il sindaco di Vitulazio Romano: “Seguo la vicenda emotivamente, ma questo lo fa tutta l’Amministrazione; Nicola è un ragazzo che merita; sono stato il suo professore nei tre anni delle scuole medie, lo conosco bene, educato ed intelligente, sempre promosso, lo voglio abbracciare al ritorno come alunno e come cittadino di Vitulazio”. Il sindaco ci ha pure detto che la giunta comunale si stà attivando per trovare un appartamento al piano terra, per poi consegnarlo alla famiglia; spazi senza saliscendi per muoversi meglio, e con le spese dell’affitto, naturalmente, a carico dell’Amministrazione comunale. Dicevamo, che l’odissea di Nicola ha commosso l’Italia intera; a nostro giudizio anche il ruolo che ha svolto la madre Angela Scialdone (definita madre-coraggio), che nei giorni tristi del buio profondo, parlava al figlio con continuità, gli parlava di tutto, sempre vicina a Nicola, gli raccontava pure che il Milan aveva vinto (la squadra di cui era tifoso). Il professore responsabile del reparto (Divisione Neuro Chirurgica dell’Ospedale S. Sebastiano di Caserta) Massimo Schonauer, tempo addietro, dichiarò che la madre Angela è risutata determinante in tutto e per tutto; lei che per prima ha fatto sorridere il figlio, lei che ha lasciato tutto, ha perso pure il lavoro. Una lunga storia d’amore tra madre e figlio dunque. Il fatto ha commosso pure la società del Milan Calcio; è noto a tutti che la maglia dell’ucraino Chevchenko, con la firma e dedica è stata consegnata a Nicola Aurilio dal Delegato dell’Associazione Nazionale Milan Club Tommaso D’Ambrosio. Naturalmente, lui Nicola ce la metterà tutta, ed al momento di stilare il servizio, non parla ancora, ma si alimenta da solo, scherza con la madre; in autunno probabilmente sarà ancora operato, e nella sala operatoria potrà ancora correre con la fantasia, magari a S. Siro, e per poi riprendersi con un calcio i giorni che il destino gli ha tolto. La Redazione di Block Notes, come tutte le redazioni di cronaca è vicina alla famiglia Aurilio, segue questa storia dell’hinterland capuano, e che al momento Nicola stà ancora all’Ospedale di Caserta, anche nella sfortunata sorte, lui diventa protagonista assoluto, con tantissimi tifosi al seguito; da parte nostra un in bocca al lupo e... torna presto Nicola! Michele Ciccarelli

Inaugurata la piazza Pietro Villano

La vittoria riportata durante le elezioni amministrative del 1964, dal Prof. Antonio Vinciguerra, dopo una intensa campagna elettorale, suscitò tra i bellonesi la speranza di un rinnovamento per Bellona. Ma un amaro destino, il 5 Aprile 1968, improvvisamente tolse ai bellonesi un loro degno concittadino. Crollavano così tutte le speranze ed i buoni propositi. Quindi, vi fu il buon settennato di Luca Fusco a cui seguì un periodo durante il quale Bellona fu amministrata con superficialità ed indifferenza, un male che rese impossibile qualsiasi realizzazione. Stanchi di una tale situazione politica, i bellonesi, nelle elezioni del 7 maggio 1978 decisero, con i loro voti, di dare una svolta. Le liste elettorali erano due: la numero 1 - con simbolo la " colomba picassiana" e la numero 2 con simbolo la "stretta di mano". Vinse la lista numero 1, capeggiata dal giovane bellonese Pierino Villano. E la colomba picassiana, simbolo di pace, portò a Bellona la tanto attesa svolta. Fu una campagna elettorale all'insegna del rispetto reciproco fra gli avversari e il 18 Giugno 1978, nel primo Consiglio Comunale, avvenne l'elezione del nuovo Sindaco di Bellona : con 15 voti fu eletto Pietro Villano, salutato da calorosi applausi dai bellonesi che affollavano la Sala Consiliare del Comune, allora ubicato in via Sorrentino. Alcuni giorni dopo, il neo Sindaco, alla presenza del Commissario Prefettizio Dott. Ferdinando Donadio e di due autorevoli testimoni, il dott. Giovanni Vinciguerra ed il prof. Eugenio Salerno, recatosi a Caserta, giurava alla presenza del Prefetto. Durante il viaggio di ritorno, dopo aver percorso via Platani, l'auto, giunta al Largo Santella, fu costretta a fermarsi perché attorniata da una folla acclamante. Sul volto del vincitore si notava la felicità e la gioia, miste a tanta commozione, per quanto stava accadendo. Un lungo corteo lasciò Largo Santella per incamminarsi attraverso le strade di Bellona. Molti cittadini plaudenti offrivano al neo Sindaco bouquets di fiori che egli, commosso accettava scambiando calorose strette di mano ed abbracci di riconoscenza. Il corteo si concluse presso la Casa Comunale dove il Sindaco ringraziò tutti per la fiducia riposta in lui. Un'alba nuova sorgeva all'orizzonte ed i bellonesi restavano in attesa di un domani più radioso. Pietro Villano era nato a Bellona il 26 aprile 1942 da Francesco e da Mariangela Della Gioppa. Il piccolo "Pierino" rimase orfano del papà, brigadiere dei Carbinieri, trucidato dai nazisti con altri 53 innocenti cittadini la mattina del 7 ottobre 1943. All'età di 31 anni, Il 29 ottobre 1973 convolò a nozze con la giovane Pina Graziano che lo rese padre di Francesco e Marianna.

Al termine del suo primo mandato, il giovane Sindaco fu rieletto nel 1983 e restò in carica fino al 29 ottobre 1986, anno della sua immatura scomparsa causata da una complicazione a seguito di un intervento chirurgico al cuore. Alla cerimonia funebre era presente tutta Bellona e tanti amici giunti da ogni dove. In Piazza Umberto I il corteo funebre sostò, e molti furono i personaggi politici che vollero esprimere il loro profondo dolore con accorate parole di saluto. Furono ricordati gli anni trascorsi in amministrazione, durante i quali sorse il nuovo Rione Salicioni, la nuova Casa Comunale, orgoglio dei bellonesi, e tante altre strade che ampliarono la toponomastica del paese. Durante le orazioni funebri, pronunciate in Piazza Umberto I, fu espressa la promessa di intitolargli una piazza. A causa delle vicissitudini amministrative che seguirono, la promessa fu dimenticata ma, dopo 18 anni. l'Amministrazione guidata dal Sindaco Giancarlo Della Gioppa, il 30 ottobre 2004, con una cerimonia svoltasi nella Sala Consiliare della nuova Sede Comunale, realizzava la promessa. Alla cerimonia erano presenti gli amministratori bellonesil il Presidente della Provincia di Caserta nonché l'Europarlamentare Riccardo Ventre, il Senatore Antonio Ventre, la consorte del compianto Sindaco con i figli Francesco e Marianna ed un folto pubblico. Il Sindaco Giancarlo Della Cioppa così ricordava Pietro Villano: "L'Amministrazione Comunale, nel diciottesimo anniversario della scomparsa di Pietro Villano, intende ricordarlo dedicandogli lo spazio antistante la Casa Comunale che egli volle edificare affrontando non poche difficoltà.

Durante il suo mandato egli gestì la Cosa Pubblica preoccupandosi dello sviluppo occupazionale e dando un notevole impulso al commercio. Pietro Villano è stato uno dei protagonisti, della storia di Bellona e lo ricorderemo per l'impegno che egli profuse a favore del progresso del suo paese nativo". Dopo il saluto del Presidente della Provincia Riccardo Ventre, il Senatore Antonio Ventre così concludeva il suo intervento: "Questa sera Bellona, una cittadina cara ai miei ricordi, mi ospita per celebrare e ricordare un amico: Pierino Villano che, all'età di 44 anni, fu tolto all'affetto dei suoi cari proprio quando stava dando il meglio di se stesso. Diciotto anni fa commemorai l'amico e dissi che Bellona non avrebbe seppellito questo suo figlio nei gelidi ricordi della memoria e conclusi: "Non sarà distrutta la memoria di un uomo del quale resterà sempre vivo il ricordo", come posso vedere questa sera, nell'Aula Consiliare del vostro Comune, dedicata ai 54 Martiri fra i quali si annovera il padre del caro Pierino. Con mia e vostra soddisfazione posso dire che la dedica a Pietro Villano della Piazza antistante il Comune è un gesto che denota un profondo sentimento di ammirazione e di ricordo per un cittadino che fu l'amico di tutti". Al termine il Parroco di Bellona, Don Antonio Iodice, benediceva i due marmi su cui si legge: "Piazza Pietro Villano, Sindaco di Bellona". Franco Valeriani

LE STRADE DI BELLONA Toponimi e cenni storici

VIA REGINA ELENA - E’ considerata il Corso di Bellona. Molti sono gli esercizi commerciali disseminati lungo il percorso e molti sono gli edifici che, con le loro artistiche facciate, lo abbelliscono. La strada fu intitolata alla Regina Elena, terza Regina d’Italia.

Elena Petrovic era figlia di Nicola Re del Montenegro dove ella nacque nel 1873. Il 24 ottobre 1896 la giovane principessa Elena si trasferì sulla Costa Azzurra, a Montpellier, dove morì nel 1952.

VIA XX SETTEMBRE - Dalla piazza Umberto I si accede in via XX Settembre dove è ubicata la Cappella di San Michele, il sacro luogo che i tedeschi utilizzarono per radunare più di 200 uomini frutto di una spietata rappresaglia.

La Cappella di San Michele fu edificata, nel 1776, dalla nobile famiglia Silvagni. All’interno è custodita l’antica statua lignea di San Michele scolpita nel 1721 da un artista rimasto sconosciuto. Sulla destra della Cappella si nota un marmo che riporta i nomi dei componenti l’antica Congrega di San Michele che fu ripristinata, nel 1760, dal sacerdote Michele Maccarello. Via XX Settembre prende il nome da uno storico evento. A Porta Pia, una delle porte della cinta muraria di Roma, l’esercito italiano, comandato dal Generale Raffaele Cadorna, il 20 settembre 1870, aprì la storica “breccia” che diede all’Italia l’unità e Roma capitale. Franco Valeriani

Apre con Troisi, chiude in pizzeria 

Renato Terlizzi, un factorum vitulatino, quasi sempre al centro della notorietà locale, anticonformista, con il piglio dell’artista. Ha avuto pure la vocazione del calciatore amatoriale, si muoveva con eleganza, forse gli è mancata la struttura fisica per diventare famoso.

I più, l’hanno definito l’artista del capello, oppure acconciatore per uomo, le forbici manovrate con signorilità; aveva un bel salone in piazza Riccardo II di Vitulazio.

In ogni festa, si presentava vestito con un raffinato vestito, a volte classico, spesso contemporaneo; al revival canoro, al karaoke, l’ospite spesso era Renato Terlizzi; il comico emergente che imitava Massimo Troisi e Beppe Grillo e non solo; lui anche quando non era invitato voleva entrare nella scaletta dello spettacolo; spesso veniva accontentato, per il solo fatto che Renato era un simpatico artista. Svolge pure il ruolo dell’operaio quasi modello, scriveva barzellette e cantava con buona tonalità canzoni romantiche.

Oggi Renato ha dato un taglio alle vecchie abitudini, al passato; gestisce una risto-pizzeria (L’Anfora vedi spazio pubblicitario), nel suo paese, coordinatore ed organizzatore di sala, che offre ai clienti ottime castagne dopo la degustazione della pizza. Pare che al primo impatto il locale riscuote favorevoli consensi; certamente a parer nostro ci vuole continuità e professionalità per chiudere in bellezza in un lavoro appena cominciato.

Ci dice Renato: “A 42 anni, conservo buoni ricordi, come quando ero a Milano (1978-82), facevo il parrucchiere con mio zio, e poi sono stato chiamato dalla RAI per un provino; ho declinato perché imitare grossi artisti era una passione, ma solo un hobby. Per quel provino devo ringraziare due concittadini che erano con me a Milano, parlo di Alfredo Cipriano e Carmine Natale, loro si sono interessati”. Peccato. Michele Ciccarelli

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