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Block Notes - Gennaio 2005 - 
Supplemento mensile del telegiornale quotidiano di ReteCapua

Ricordato “Scocchione” con una mostra in Piazza dei Giudici

A cura di due personaggi locali, Ciro Valletta detto “Cappottiello” e Antonio Mauro, sabato e domenica ha avuto luogo in piazza dei Giudici un’esposizione fotografiche  “amarcord” di tutte le indimenticabili scampagnate sul Monte Rageto a Bellona fatta da chiassose e pittoresche comitive di capuani, che partivano a piedi per la località prossima a Capua, per fare la scalata della montagna e poi ascoltare la messa nel convento di Maria SS. Di Gerusalemme. Quindi avevano luogo le libagioni innaffiate da buon vino locale. Protagonista della mostra è stato lo scomparso Mario Etna, a pochi mesi dalla morte, che fu un caratterista di prim’ordine, simpatico e gioviale e con un linguaggio condito di parole a doppio senso e nuovi vocaboli da lui inventati e inseriti nella sua prosa molto scombinata e divertente. Con Etna compaiono tutte le altre figure scomparse e sempre rimpiante come Mario Marino, Vittorio Guarino “Ciaccietta”, Gabriele Ferrone detto “O chiattone” e tanti altri personaggi popolari della vecchia Capua.

Le prime foto risalgono al periodo anteguerra, nel 1927 e si snodano lungo un percorso che giunge fino ai nostri giorni, tra cui le ultime foto di Mario Etna alla sua ultima partecipazione alla festa della Montagna nel 2004.

Centinaia di cittadini, visitando la mostra all’aperto, hanno rivissuto con la fantasia i tanti momenti sereni che centinaia di capuani trascorrevano nella quiete della collina bellonese. E mentre si chiude questa mostra, se ne annuncia un’altra ad alto livello della Fototeca Fierro, che consiste nella riproduzione su pannelli di 40 centimetri per 50 delle foto di tutti i carnevali ai quali ha partecipato “Scocchione”, ritenuta la maschera cittadina per eccellenza. E’ stato possibile predisporre questa mostra grazie alla disponibilità del colonnello Pasquale Galluccio, nipote dello scomparso, che ha riordinato tutte le fotografie reperibili nel domicilio di Mario Etna, rimaste lì dal momento in cui lo sfortunato caratterista fu colpito da un grave malore e trasportato all’ospedale, dove è deceduto il 26 settembre scorso.

La mostra della Fototeca Fierro si farà nel periodo carnevalesco sotto il titolo “Scocchione Story”. Gli appassionati e i fans dello scomparso aspettano con viva ansietà che l’esposizione sarà aperta al pubblico nel prossimo febbraio.

Sapio: “Nel 2004 S.O.S. ha svolto 5000 ore per interventi di Protezione Civile” il plauso da Regione Campania e Comune

Enti pubblici e istituzioni fanno i consuntivi delle attività svolte  nel 2004 ed arrivano riconoscimenti anche per chi ha operato al servizio della Protezione Civile. Attestati di stima sono venuti all’associazione Sos dal Dipartimento della P.C., dalla Regione Campania, dal Sindaco di Capua, nonché dal Comandante della Polizia Municipale per la professionalità e lo spirito di fattiva collaborazione che hanno sostenuto il Radiosoccorso SOS in varie occasioni a partire dall’ausilio importantissimo fornito alla municipalità per le recenti esondazioni del Volturno, in occasione delle manifestazioni carnascialesche 2004, per l’attività di tutela ambientale durante l’emergenza rifiuti, per il supporto fornito in occasione della giornata di esodo della Pasquetta, del 25 aprile e del 1° Maggio, per l’attenta e scrupolosa tutela dei beni architettonici e monumentali aperti al pubblico dopo anni di oblio, per l’attenzione rivolta dai volontari del nucleo antincendio in occasione della campagna per la tutela dei boschi 2004 durante la torrida estate scorsa, per la preziosa collaborazione offerta in occasione delle edizioni cittadine del prestigioso concorso ippico nazionale e per l’opera cosciente di salvaguardia della pubblica incolumità nelle festività natalizie.

Stando alle cifre, dalle stime e dagli ordini di servizio fatti, i 25 volontari del nucleo operativo di SOS nel 2004 sono stati impegnati in azioni ed interventi per complessive cinquemila ore il . molte altre ore i volontari le dedicano all’addestramento e aggiornamento, nonché alla cura del rimessaggio e alla manutenzione delle strutture immobili nell’ex Latteria, agli ordini del responsabile dei servizi Pellegrino, e dei capisquadra Pietro Boccia, Giovanni Picciano, Dante Di Massimo e Giuseppe Marino.

Il mercatino dell’antiquariato ritorna alla sede originaria

Nel 1994 l’assessorato alla cultura diede vita alla prima mostra-mercato dell’antiquariato e del modernariato, che, sono il nome di “Capuantiquae” si svolgeva nel suggestivo scenario di piazza Etiopia, il cui perimetro per tre lati, è contornato da porticati dove sono ubicati numerosi negozi di frutta e generi alimentari. Il mercatino andò avanti per alcuni anni. Quindi ne fu istituito un altro dall’Associazione “Federico II” del presidente Giuseppe Buonanno, che aveva luogo in piazza Umberto I, molto affollato perché l’area fieristica si trovava a confine con un’arteria di grande transito, la state Appia, in corrispondenza del centro storico.

Da oltre un anno l’iniziativa del mercatino è passata all’Associazione Pro Loco sotto l’egida dell’assessorato alla cultura del Comune, con l’ausilio dell’associazione “Conca d’oro - Il fascino dell’antico”.

Esso riguarda l’esposizione di antiquariato, artigianato nazionale, collezionismo, numismatica, filatelia, oggettistica d’epoca cartacea, che si svolgeva fino a due mesi fa in piazza d’Armi, sede troppo sconfinata ed essendo fuori dal centro storico, poco invitante per i visitatori e amanti di queste mostre, e per gli stessi residenti. Domenica scorsa, si è ritornato quindi all’antico, da parte degli organizzatori, con l’esposizione in piazza Etiopia, ogni quarta domenica del mese. La notizia ha fatto molto piacere ai capuani e lo sarà certamente per tutti gli amanti delle cose del passato, in quanto sarà molto bello e piacevole andare al mercatino in un luogo pittoresco e storico, nel contesto di molte testimonianze del patrimonio monumentale della città e con la vista della riviera sulla passeggiata del Volturno. 

Pier della Vigna….in maschera!

Carnevale è alle porte e mentre l’amministrazione comunale è caduta in un pesante letargo, come sempre capita quando si tratta di organizzare questa manifestazione, i preparativi nella scuola elementare “Pier della Vigna” del 1° Circolo di Capua, fervono senza posa.

Ben diversamente dai tempi striminziti del Comune, le insegnanti del progetto Carnevale 2005 hanno cominciato a novembre la preparazione a quest’evento, con un’idea che, riportando i commenti di chi l’ha ascoltata, ha del rivoluzionario.

Decise a sganciarsi dai vincoli e dai limiti angusti a cui le hanno costrette negli scorsi anni i comitati organizzatori, le docenti hanno fatto ruotare il loro progetto intorno ad un obiettivo preciso: continuare a produrre con gli alunni manufatti di cartapesta, attività che li interessa enormemente, adoperandoli però non per una sfilata o per un minicarro, bensì per un’ambientazione fissa da creare all’interno della scuola.

Scelto il tema dal mondo avventuroso dei bambini, e cioè i maghi e le streghe,  si è ideato un ambiente che rappresenti questa dimensione fantastica in tutti i suoi elementi caratterizzanti.

Ed ecco allora che “magicamente”, al primo piano della scuola elementare “Pier della Vigna” sta prendendo vita un vero e proprio antro della strega, con tanto di ragnatela gigante, pipistrelli svolazzanti, gufi, alambicchi, libri di formule, calderone, ragni e quant’altro dalle mani degli alunni partecipanti al progetto sta venendo fuori.

Oltre alla finalità principale di sviluppare la creatività dei fanciulli abituandoli a manipolare materiali diversi, se ne perseguono altre di non minore entità, come quella di stimolarli a lavorare in gruppo eseguendo precisi compiti, e di farli vivere in una dimensione ludica reale e non artificiale come può essere quella della tv o del computer.

Accanto all’ambizioso progetto di “stregare” la loro scuola, gli alunni inoltre hanno costruito anche maschere e addobbi da appendere un po’ dovunque con lo scopo di coinvolgere tutte le classi nell’atmosfera carnevalesca. Perché, come forse impropriamente ma realisticamente pensiamo noi, il Carnevale comincia innanzitutto a casa propria. Ed è soprattutto la gioia dei nostri ragazzi, il loro entusiasmo e la soddisfazione che leggiamo sul loro viso davanti ad un lavoro ben fatto, che ci spinge a continuare, malgrado le grandi difficoltà, sulla strada delle innovazioni, con la speranza che saranno proprio questi piccoli, un giorno a raddrizzare le sorti del Carnevale di Capua e a restituirgli quella dignità e quello splendore che merita. Antonella Pozzuoli

Riuscita la Mostra Presepiale nella chiesa di S. Placida - Il presidente Monaco al Comune: “Dateci una sede e faremo grandi cose”

Buona affluenza di visitatori alla VI Mostra di Arte Presepiale e Sacra, tenutasi nella chiesa di S. Placida dal 12 dicembre 2004 al 6 gennaio 2005, causa i lavori in corso a S. Eligio. Tutti i manufatti esposti erano veramente incantevoli e chi ha già visitato l’esposizione conferma questo giudizio. La mostra è stata organizzata dall’Associazione “Il Presepio” di cui è presidente Giuseppe Monaco, il quale, forte dell’incoraggiamento che ha ricevuto da tanta gente, ha in animo di costituire un laboratorio permanente aperto anche alle scuole per l’apprendimento dell’arte presepiale. Tra gli espositori capuani, Giuseppe Monaco, Beatrice De Simone e Anna Maria Ferrara, Pietro Sabino, e i non residenti Gennaro Bracale, Michele Colucci, Rosa Ferrante, Gina Migliozzi, Paola Molinaro, Vincenzo Silvestro. Il pittore Giovanni Leuci ha esposto un dipinto di arte sacra.

Nell’occasione il presidente Monaco ha rilanciato un appello alle autorità comunali già formulato l’anno scorso: “Dateci una sede e faremo grandi cose”. Perché non accontentare questa valida associazione che dà maggior prestigio alla nostra città?

Nell’inferno di via Grotte S. Lazzaro “Anche una pecora morta tra i rifiuti nel canalone”

Sembra veramente un girone infernale il canalone che rasenta l’abitato di via Grotte S. Lazzaro. In esso si trova di tutto. Un signore che abita in un fabbricato vicino dice: “Non dico bugie, anche una pecora morta è stata gettata nel canale della bonifica”. Poi frigoriferi e materassi, reti metalliche e lavatrici, mobili e un campionario ampio di materiali inservibili. La tentazione è forte per tutti: disfarsi di suppellettili ed elettrodomestici in disuso. Gli appelli del Consorzio CE2 per chiedere il suo intervento per i rifiuti ingombranti viene accolto solo dalle persone civili. Altre, invece, con la complicità della sera, caricano sulle auto materiali da eliminare e, tifando l’infarto, buttano giù nel canalone. Il consorzio questo non lo suggerisce, ma noi invece sì: perché tanta fatica quando è meglio scaricare vicino ai contenitori? La migliore cosa è chiamare il servizio ecologia e conferire i materiali inservibili. Ma ci sono anche “robivecchi” privati che ritirano gratuitamente i rifiuti ingombranti, allo scopo di rivenderli a aziende di trasformazione, per il loro riciclo e riuso. Il sig. Gerardo è amareggiato: “Lì fuori siamo completamente dimenticati dal Comune, il territorio è completamente degradato…”. Block Notes, ha perciò lanciato l’idea di creare un comitato agguerrito (e non di quelli fasulli per fini elettorali, che invece di pungolare gli enti inadempienti (Comune, Asl, Azienda di trasporto, enti e consorzi erogatori di servizi), finiscono per diventare subalterni ad essi, in cambio di qualche favore ricevuto dai vari “masanielli” di turno.

Il contesto di forte degrado della zona, infestata di ratti, insetti e serpenti, richiede il massimo sforzo degli enti interessati, per primo il Comune, affinché Grotte S. Lazzaro e i quartieri periferici vengano curati a dovere.

Nato il Comitato S. Caterina-Carmine con l’intento di valorizzare storia e tradizioni

Il lungo segmento di via Roma che va da S. Caterina al Carmine (la chiesa omonima fu distrutta nei bombardamenti del ’43) ha una sua identità omogenea che discende dalla sua storia e dalle sue tradizioni che, tornando a ritroso nel tempo, partono dagli anni 50 a tornare indietro.

Fino ad allora la città pressappoco era racchiusa tutta nel centro storico, i bassi erano superaffollati, la natalità era molto alta e quindi nel perimetro via B. de Capua, Asilo Infantile, via Pomerio, Porta Fluviale, Riviera Casilino, Piazza Eboli, con tutto il reticolo interno di stradine, era concentrata una notevole massa di residenti. Dalle abitazioni più povere sono usciti i “contranomi” per individuare questo o quel capo famiglia. Molti erano i “sulignanielli”; c’era poi “Giuvanne ‘o gravunare”, Battista e ‘On Peppe ‘a Sesca con le rispettive salumerie, molti “ciummaioli” che costruivano i loro attrezzi di pesca e stendevano le reti al sole, ed ancora tanti venditori ambulanti con le loro “trainelle” davanti all’uscio del misero terranno. La “Festa di S. Anna” con la processione della statua e con i festeggiamenti civili ha retto fino agli anni sessanta. Altri punti di riferimento del quartiere erano la chiesa di S. Martino alla Giudea (chi degli anziani non ricorda “‘o prevete Chitarrella?”), la chiesa crollata del Carmine e “Al Grappolo d’oro” di Pesa, ritrovo preferito dagli anziani. Memorabili le “vricciate” (lancio di schegge di pietra) tra i ragazzi di via Roma nord (per l’appunto il quartiere che vi stiamo presentando) e quelli di S. Antonio, per la rivalità esistente tra le due “bande” di ragazzini e ragazzacci. Per conservare e tramandare storia, tradizioni, usanze, il comitato di quartiere costituito da Salvatore Carbone, Gianfranco Buglione, Antonio Martucci, Osvaldo Pizzolo, Franco Fierro, Maurizio Grillo, Giovanni Montagna  tiene incontri periodici per le problematiche e i disservizi quotidiani nei rioni, invitando i residenti ad aderire e dare il loro apporto al potenziamento del comitato.

(Per saperne di più www.capuaonline.com  e-mail: info@capuaonline.com)

Capua batte Forlì a “Per un pugno di Libri”

La televisione ci offre numerose trasmissioni, ciascuna con caratteristiche e intenti diversi. Accanto a fiction, telenovelas, soap-operas, reality show che ormai sommergono i palinsesti di tutte le tv, e accanto a programmi che accentuano ed usano qualsiasi fatto scabroso o violento pur di aumentare l’audience, ci sono programmi veramente interessanti che presentati sotto forma di gioco-quiz hanno un alto valore educativo.

Una di queste trasmissioni è “Per un pugno di libri”, che va in onda tutte le domeniche su Rai Tre alle 18:00, condotta da Neri Marcorè, affiancato dal prof. Piero Dorfles.

Vista l’abbondanza di trasmissioni che si basano su quel culto dell’effimero soddisfacente tanti bisogni artificiali e nascondendo così quelli essenziali, è bello assistere ad una trasmissione che si basa invece sulla cultura e sull’interesse per la lettura e il conseguente piacere e beneficio che se ne ricava. Leggere è un esercizio di libertà, proprio perché attinge ad una sfera emozionale più profonda di quella che normalmente si mette in gioco nell’osservare delle immagini, quindi, è un’attività coinvolgente.

Ma passiamo al racconto vero e proprio della nostra “giornata negli studi della RAI”.

La registrazione della nostra puntata era prevista per il 20 dicembre. L’inizio di quella giornata, che si è rivelata poi memorabile, non fu quello certo dei migliori. Doveva prelevarci dalla nostra scuola l’autobus mandato dalla Rai alle ore 9,00… ed a quell’ora eravamo tutti già pronti, eccitatissimi e volenterosi di intraprendere il viaggio. Con nostra enorme sorpresa l’autobus arrivò con quasi 4 ore di ritardo, ma questi sono solo imprevisti che rendono più stuzzicanti le esperienze! Nel tempo vuoto dell’attesa approfittammo per ripassare particolari del libro.

Finalmente alle 15,30 circa giungemmo a Roma agli studi della Rai, appena in tempo per un brevissimo pranzo e poi subito in studio per la registrazione della puntata.

Inutile dire che eravamo tutti molto emozionati, pronti e pieni di voglia di vincere, di fare bella figura, di rendere orgogliosi di noi tutti in nostri professori nonché tutti i nostri colleghi studenti del Liceo, e ovviamente tutti i parenti e amici che ci avrebbero poi seguito in tv.

I primi tre giochi ci hanno visto in leggero svantaggio rispetto all’altra squadra, anche se al primo e al terzo gioco è stato un testa a testa senza un reale vincitore e al secondo gioco è stato il coraggio, l’irruenza e l’istintività a penalizzarci facendoci tentare subito una risposta che si è poi rivelata troppo azzardata.

All’ultimo gioco, invece, abbiamo praticamente sbancato, rispondendo a entrambe le domande che ci permettevano di acquisire maggior punteggio, mentre la squadra del Liceo di Forlì è crollata su quella che si può definire la domanda più complicata dell’intero gioco, ovvero quella che attribuisce 30 libri.

A quel punto la nostra felicità è esplosa in abbracci, strette e battiti di mano e in un urlo collettivo. Eravamo davvero soddisfatti di noi e del nostro lavoro. I nostri punti di forza credo siano stati l’unione e la fiducia in noi stessi e nei compagni.

Sicuramente tutti noi dobbiamo ringraziare molto questa trasmissione per averci trasmesso la voglia di scoprire i mondi nascosti dei libri e per averci insegnato che il detto “l’unione fa la forza” non bisogna considerarlo solo un luogo comune come tanti altri, ma un precetto significativo.

Il 20 dicembre 2004 rimarrà un giorno da ricordare come uno dei più significati dei 5 anni di liceo… tutti noi alunni della magica VC 2004/05 porteremo quel giorno sempre nel cuore come “la nostra vittoria”.

Grazie a tutti quelli che hanno reso possibile tutto ciò.

Block Notes HINTERLAND - I filodrammatici vitulatini in scena

Assistere alle rappresentazioni della filodrammatica “Vitulaccio ‘89” è diventata, ormai, una tradizione che si rinnova durante le festività natalizie e quelle di fine anno. Il 25 dicembre 2004, nell’ampia palestra delle scuole elementari di Vitulazio, sono state rappresentate due opere della migliore scuola teatrale partenopea: “‘A morte ‘e Carnevale” di Raffaele Viviani e “La fortuna con l’Effe maiuscola” di Armando Curcio. Considerata l’indiscussa bravura e la professionalità dei componenti la filodrammatica vitulatina, diretta da Saverio Scialdone, il successo era del tutto scontato. Alle ore 21 il sipario si alzava tra gli applausi dei presenti che salutavano l’inizio della commedia. E’ stato uno scoppiettante succedersi di “botte e risposte” del protagonosta Mario De Lucia, fiancheggiato da Dora De Lucia nel ruolo della moglie, e da Vittorio Aurilio, suo nipote Raffaele. Tre atti ricchi di saggezza partenopea, ma anche di tanta avidità da parte di “Carnevale”, Mario De Lucia, che sa di dover lasciare ogni ricchezza, per avviarsi lungo le strade del cielo. Unica novità di quest’anno è stato il debutto di due giovani appassionati di teatro: Linda Scala e Roberto Celentano. Un proverbio dice: “Buon sangue non mente”, infatti la giovane Linda, fin da piccola, ha respirato teatro tra le mura domestiche poiché il suo papà, Antonio, è fta gli ottimi attori della filodrammatica. Per festeggiare l’inizio del nuovo anno, andava in scena l’esilarante commedia di Armando Curcio: “La fortuna con l’Effe maiuscola”, con la regia di Orlando Di Lillo, che confermava la bravura e la padronanza scenica degli attori. Anche con la rappresentazione della commedia di Armando Curcio si è verificato il tutto esaurito. Infatti la platea era gremita da tanti appassionati di teatro che, ogni anno, accorrono nella certezza di assistere alla rappresentazione di opere teatrali che fanno parte della migliore tradizione italiana e partenopea. Dopo il successo riportato nella commedia di Viviani è toccato ad Armando Curcio il compito di far “crepare dalle risate” ed il protagonista, Antonio Scala, insieme ai suoi meravigliosi colleghi di palcoscenico, è riuscito a strappare risate con una incredibile successione di battute ed una mimica del tutto originale. Applausi a scena aperta premiavano la “Vis Comica” che scaturiva da situazioni ingarbugliate di cui erano vittime un po’ tutti i protagonisti. A conferma di quanto già scritto, Giovanni Di Lillo, ex componente il gruppo, ha voluto fare un breve intervento: “Sono stato spettatore soddisfatto della rappresentazione, un lavoro di gruppo svolto molto bene, un bravo pieno ai singoli personaggi. Un applauso meritato in più a personaggi di rilievo; un ottimo Antonio Scala che fantasiosamente, sposa bene una mimica caratteriale con una dialettica appropiata, eccellente nel rilevare le battute. Una bravissima Angela Emanuele, col suo tono di voce ti fa capire che oltre ad interpretare, vive proprio il personaggio”. Al termine, Saverio Scialdone, dopo aver presentato gli attori e ringraziato il pubblico, informava che l’incasso sarà devoluto per i disastrati dell’Indonesia. Una nobile iniziativa che dimostra la sensibilità dei nostri beniamini! Un plauso dunque a tutti e, agli auguri di un anno sereno, aggiungiamo quelli di maggiori successi. Franco Valeriani

Prodigarsi per gli altri, fatti e storie inedite

Già si è scritto e parlato dell’8ª Cena di Beneficenza promossa e ben organizzata dall’Associazione “Alas de Esperanza”; il presidente Michele Iadicicco ha fatto le cose in grande, il gruppo musicale, poi, ha deliziato la platea con musiche e canzoni latino-americane. Tutto è servito a promuovere progetti e iniziative tendenti alla creazione di scuole, chiese, impianti sportivi, in un mondo quasi dimenticato, arido, il Perù. Da 25 anni, opera il bellonese Padre Don Carlo Iadicicco; una scelta di vita, una missione a favore dei deboli, dei malati, dei dimenticati, un impegno costante per migliorare la vita, la cultura della gente peruviana. Ebbene, a nostro avviso Don Carlo, riesce con efficacia a raggiungere quasi tutti gli obiettivi con abilità e senso del sacrificio, si fa apprezzare da tutti. Nel filmato da noi visto, tutto ruota a favore di Don Carlo, un carisma unico, la chiesa affollata, gli occhi felici dei ragazzi che assistono alla celebrazione della S. Messa, e che poi, guardano l’altare proposto con il Cristo e le lavagne, appunti di scuola, esercizi; una mamma che offre il proprio latte al neonato; si avverte un silenzio surreale, dove il padre provato, sereno, si fa capire in una dialettica a noi sconosciuta. Anche la sorella di Don Carlo, Geremia Iadicicco, opera da anni in Perù, il suo lavoro, un impegno per i bisognosi, una beneficenza continua, un amore innato, sottolineato anche dal console del Perù in Italia, Josè dàvila Carlos (presente alla Cena di Beneficenza). Il console, tra l’altro, ci diceva che era doveroso ringraziare la famiglia Iadicicco per il suo impegno. Alla cena del 29.12.2204, nei locali del risto-pizzeria “La Bruschetta” era presente anche l’arcivescovo Bruno Schettino, che apprezzava molto l’operato dell’Associazione “Alas de Esperanza”, nel locale stracolmo, tutti erano contenti. Di caratura anche la 3ª Edizione “Sii più buono, la Dea Sport ti osserva”; una iniziativa culturale organizzata dalla Dea Sport ONLUS. Sono stati consegnati premi di merito a 20 ragazzi; tra l’altro tutti i bambini presenti hanno ricevuto una busta regalo (giocattoli, ecc.). E’ stata poi illustrata la figura del compianto scienziato della NASA Giovanni Giuseppe Scialdone, un illustre ingegnere vitulatino che non verrà mai dimenticato. Il prof. Giuseppe Felice, nel suo intervento, ha messo in risalto le qualità dello scienziato. Il sindaco di Bellona Giancarlo Della Cioppa nel salutare i presenti, sottolineava il grosso impegno della Dea Sport, una iniziativa di successo nel giorno dell’Epifania, un grazie al presidente Franco Falco sensibile a problematiche di carattere socio-culturali. Sono intervenuti pure il consigliere provinciale dott. Carmine Antropoli, il dott. Giovanni Giudicianni, il preside prof. Luca Antropoli. Premio speciale per il Centro di Fisioterapia Cinquegrana, di Camigliano. Da rilevare che la zia dello scomparso Marco Di Rauso (Anna Di Rauso), lanciava un ulteriore appello per aiutare le ricerche, notizie e un accorato messaggio a collaborare. La serata di premiazioni è stata allietata dalla bella voce di Diana Tessitore, presentata da Lucia Vagliviello, abile cronista e presentatrice. Era presente alla manifestazione anche l’assessore Pasquale Pazzulo. Sono intervenuti alla consegna dei premi anche l’ing. Antimo Russo, Michele Iadicicco, Melina Fiorillo (presidente del circolo “La Piazzetta”), Franco Valeriani, Antimo Scialdone, e tanti altri. Un plauso di rilievo a Franco Falco da parte nostra, che ha diretto ottimamente l’appuntamento annuale “Sii più buono, la Dea Sport ti osserva”. Michele Ciccarelli

LE STRADE DI BELLONA - Toponimi e cenni storici - VIA 54 MARTIRI 

E’ la strada che, più di tutte, i bellonesi portano nel cuore perché la mattina del 7 ottobre 1943 fu percorsa, a gruppi di dieci, da 54 innocenti cittadini condotti dai nazisti presso una cava di tufo per essere fucilati. Dei Martiri facevano parte 5 sacerdoti, soldati, studenti, impiegati, agricoltori e giovinetti, condannati a pagare, con la vita, l’uccisione di un soldato tedesco avvenuta in un cortile di un palazzo ubicato in via della Vittoria, oggi via 54 Martiri. Ai Martiri ed a Bellona fu concessa, dal Presidente della Repubblica Scalfaro, la Medaglia d’Oro al Valor Militare durante una sua partecipazione alla cerimonia che ogni anno, il 7 ottobre, si svolge presso il Mausoleo Ossario dove riposano i resti dei Martiri bellonesi. Fino ad alcuni anni addietro, via 54 Martiri aveva conservato l’antico manto stradale costituito da lastre di pietra ma, per una inspiegabile e strana iniziativa degli amministratori di quel tempo, furono divelte e sostituite con un manto di catrame. Si distruggeva così, tra l’indifferenza generale, una parte antica e storica di Bellona. Antica perché era stata l’orgoglio dei bellonesi di un tempo, rispettosi di ciò che ricordava i loro padri, e storica perché lungo quella strada erano transitate le truppe garibaldine guidate da Nino Bixio che, presso un’abitazione, si fermò per medicarsi una leggera ferita. Lungo la detta strada passarono anche le truppe del Re Vittorio Emanuele II dirette a S. Angelo in Formis per la Battaglia sul Volturno. Ultimo avvenimento storico quello avvenuto la mattina del 7 ottobre 1943 quando 54 innocenti percorsero la suddetta strada. In memoria di quanto riportato, era doveroso lasciare la pavimentazione a lastricato. Franco Valeriani - (Continua sul prossimo numero)

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