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Ricordato “Scocchione”
con una mostra in Piazza dei Giudici
A cura di due
personaggi locali, Ciro Valletta detto “Cappottiello” e Antonio
Mauro, sabato e domenica ha avuto luogo in piazza dei Giudici
un’esposizione fotografiche “amarcord” di tutte le indimenticabili
scampagnate sul Monte Rageto a Bellona fatta da chiassose e
pittoresche comitive di capuani, che partivano a piedi per la
località prossima a Capua, per fare la scalata della montagna e poi
ascoltare la messa nel convento di Maria SS. Di Gerusalemme. Quindi
avevano luogo le libagioni innaffiate da buon vino locale.
Protagonista della mostra è stato lo scomparso Mario Etna, a pochi
mesi dalla morte, che fu un caratterista di prim’ordine, simpatico e
gioviale e con un linguaggio condito di parole a doppio senso e
nuovi vocaboli da lui inventati e inseriti nella sua prosa molto
scombinata e divertente. Con Etna compaiono tutte le altre figure
scomparse e sempre rimpiante come Mario Marino, Vittorio Guarino “Ciaccietta”,
Gabriele Ferrone detto “O chiattone” e tanti altri personaggi
popolari della vecchia Capua.
Le prime foto
risalgono al periodo anteguerra, nel 1927 e si snodano lungo un
percorso che giunge fino ai nostri giorni, tra cui le ultime foto di
Mario Etna alla sua ultima partecipazione alla festa della Montagna
nel 2004.
Centinaia di
cittadini, visitando la mostra all’aperto, hanno rivissuto con la
fantasia i tanti momenti sereni che centinaia di capuani
trascorrevano nella quiete della collina bellonese. E mentre si
chiude questa mostra, se ne annuncia un’altra ad alto livello della
Fototeca Fierro, che consiste nella riproduzione su pannelli di 40
centimetri per 50 delle foto di tutti i carnevali ai quali ha
partecipato “Scocchione”, ritenuta la maschera cittadina per
eccellenza. E’ stato possibile predisporre questa mostra grazie alla
disponibilità del colonnello Pasquale Galluccio, nipote dello
scomparso, che ha riordinato tutte le fotografie reperibili nel
domicilio di Mario Etna, rimaste lì dal momento in cui lo sfortunato
caratterista fu colpito da un grave malore e trasportato
all’ospedale, dove è deceduto il 26 settembre scorso.
La mostra della
Fototeca Fierro si farà nel periodo carnevalesco sotto il titolo
“Scocchione Story”. Gli appassionati e i fans dello scomparso
aspettano con viva ansietà che l’esposizione sarà aperta al pubblico
nel prossimo febbraio.
Sapio: “Nel 2004 S.O.S.
ha svolto 5000 ore per interventi di Protezione Civile” il plauso da
Regione Campania e Comune
Enti pubblici e
istituzioni fanno i consuntivi delle attività svolte nel 2004 ed
arrivano riconoscimenti anche per chi ha operato al servizio della
Protezione Civile. Attestati di stima sono venuti all’associazione
Sos dal Dipartimento della P.C., dalla Regione Campania, dal Sindaco
di Capua, nonché dal Comandante della Polizia Municipale per la
professionalità e lo spirito di fattiva collaborazione che hanno
sostenuto il Radiosoccorso SOS in varie occasioni a partire
dall’ausilio importantissimo fornito alla municipalità per le
recenti esondazioni del Volturno, in occasione delle manifestazioni
carnascialesche 2004, per l’attività di tutela ambientale durante
l’emergenza rifiuti, per il supporto fornito in occasione della
giornata di esodo della Pasquetta, del 25 aprile e del 1° Maggio,
per l’attenta e scrupolosa tutela dei beni architettonici e
monumentali aperti al pubblico dopo anni di oblio, per l’attenzione
rivolta dai volontari del nucleo antincendio in occasione della
campagna per la tutela dei boschi 2004 durante la torrida estate
scorsa, per la preziosa collaborazione offerta in occasione delle
edizioni cittadine del prestigioso concorso ippico nazionale e per
l’opera cosciente di salvaguardia della pubblica incolumità nelle
festività natalizie.
Stando alle cifre,
dalle stime e dagli ordini di servizio fatti, i 25 volontari del
nucleo operativo di SOS nel 2004 sono stati impegnati in azioni ed
interventi per complessive cinquemila ore il . molte altre ore i
volontari le dedicano all’addestramento e aggiornamento, nonché alla
cura del rimessaggio e alla manutenzione delle strutture immobili
nell’ex Latteria, agli ordini del responsabile dei servizi
Pellegrino, e dei capisquadra Pietro Boccia, Giovanni Picciano,
Dante Di Massimo e Giuseppe Marino.
Il mercatino
dell’antiquariato ritorna alla sede originaria
Nel 1994
l’assessorato alla cultura diede vita alla prima mostra-mercato
dell’antiquariato e del modernariato, che, sono il nome di
“Capuantiquae” si svolgeva nel suggestivo scenario di piazza
Etiopia, il cui perimetro per tre lati, è contornato da porticati
dove sono ubicati numerosi negozi di frutta e generi alimentari. Il
mercatino andò avanti per alcuni anni. Quindi ne fu istituito un
altro dall’Associazione “Federico II” del presidente Giuseppe
Buonanno, che aveva luogo in piazza Umberto I, molto affollato
perché l’area fieristica si trovava a confine con un’arteria di
grande transito, la state Appia, in corrispondenza del centro
storico.
Da oltre un anno
l’iniziativa del mercatino è passata all’Associazione Pro Loco sotto
l’egida dell’assessorato alla cultura del Comune, con l’ausilio
dell’associazione “Conca d’oro - Il fascino dell’antico”.
Esso riguarda
l’esposizione di antiquariato, artigianato nazionale, collezionismo,
numismatica, filatelia, oggettistica d’epoca cartacea, che si
svolgeva fino a due mesi fa in piazza d’Armi, sede troppo sconfinata
ed essendo fuori dal centro storico, poco invitante per i visitatori
e amanti di queste mostre, e per gli stessi residenti. Domenica
scorsa, si è ritornato quindi all’antico, da parte degli
organizzatori, con l’esposizione in piazza Etiopia, ogni quarta
domenica del mese. La notizia ha fatto molto piacere ai capuani e lo
sarà certamente per tutti gli amanti delle cose del passato, in
quanto sarà molto bello e piacevole andare al mercatino in un luogo
pittoresco e storico, nel contesto di molte testimonianze del
patrimonio monumentale della città e con la vista della riviera
sulla passeggiata del Volturno.
Pier della Vigna….in
maschera!
Carnevale è alle
porte e mentre l’amministrazione comunale è caduta in un pesante
letargo, come sempre capita quando si tratta di organizzare questa
manifestazione, i preparativi nella scuola elementare “Pier della
Vigna” del 1° Circolo di Capua, fervono senza posa.
Ben diversamente
dai tempi striminziti del Comune, le insegnanti del progetto
Carnevale 2005 hanno cominciato a novembre la preparazione a quest’evento,
con un’idea che, riportando i commenti di chi l’ha ascoltata, ha del
rivoluzionario.
Decise a
sganciarsi dai vincoli e dai limiti angusti a cui le hanno costrette
negli scorsi anni i comitati organizzatori, le docenti hanno fatto
ruotare il loro progetto intorno ad un obiettivo preciso: continuare
a produrre con gli alunni manufatti di cartapesta, attività che li
interessa enormemente, adoperandoli però non per una sfilata o per
un minicarro, bensì per un’ambientazione fissa da creare all’interno
della scuola.
Scelto il tema dal
mondo avventuroso dei bambini, e cioè i maghi e le streghe, si è
ideato un ambiente che rappresenti questa dimensione fantastica in
tutti i suoi elementi caratterizzanti.
Ed ecco allora che
“magicamente”, al primo piano della scuola elementare “Pier della
Vigna” sta prendendo vita un vero e proprio antro della strega, con
tanto di ragnatela gigante, pipistrelli svolazzanti, gufi,
alambicchi, libri di formule, calderone, ragni e quant’altro dalle
mani degli alunni partecipanti al progetto sta venendo fuori.
Oltre alla
finalità principale di sviluppare la creatività dei fanciulli
abituandoli a manipolare materiali diversi, se ne perseguono altre
di non minore entità, come quella di stimolarli a lavorare in gruppo
eseguendo precisi compiti, e di farli vivere in una dimensione
ludica reale e non artificiale come può essere quella della tv o del
computer.
Accanto
all’ambizioso progetto di “stregare” la loro scuola, gli alunni
inoltre hanno costruito anche maschere e addobbi da appendere un po’
dovunque con lo scopo di coinvolgere tutte le classi nell’atmosfera
carnevalesca. Perché, come forse impropriamente ma realisticamente
pensiamo noi, il Carnevale comincia innanzitutto a casa propria. Ed
è soprattutto la gioia dei nostri ragazzi, il loro entusiasmo e la
soddisfazione che leggiamo sul loro viso davanti ad un lavoro ben
fatto, che ci spinge a continuare, malgrado le grandi difficoltà,
sulla strada delle innovazioni, con la speranza che saranno proprio
questi piccoli, un giorno a raddrizzare le sorti del Carnevale di
Capua e a restituirgli quella dignità e quello splendore che merita.
Antonella Pozzuoli
Riuscita la Mostra
Presepiale nella chiesa di S. Placida - Il presidente Monaco al
Comune: “Dateci una sede e faremo grandi cose”
Buona affluenza di
visitatori alla VI Mostra di Arte Presepiale e Sacra, tenutasi nella
chiesa di S. Placida dal 12 dicembre 2004 al 6 gennaio 2005, causa i
lavori in corso a S. Eligio. Tutti i manufatti esposti erano
veramente incantevoli e chi ha già visitato l’esposizione conferma
questo giudizio. La mostra è stata organizzata dall’Associazione “Il
Presepio” di cui è presidente Giuseppe Monaco, il quale, forte
dell’incoraggiamento che ha ricevuto da tanta gente, ha in animo di
costituire un laboratorio permanente aperto anche alle scuole per
l’apprendimento dell’arte presepiale. Tra gli espositori capuani,
Giuseppe Monaco, Beatrice De Simone e Anna Maria Ferrara, Pietro
Sabino, e i non residenti Gennaro Bracale, Michele Colucci, Rosa
Ferrante, Gina Migliozzi, Paola Molinaro, Vincenzo Silvestro. Il
pittore Giovanni Leuci ha esposto un dipinto di arte sacra.
Nell’occasione il
presidente Monaco ha rilanciato un appello alle autorità comunali
già formulato l’anno scorso: “Dateci una sede e faremo grandi cose”.
Perché non accontentare questa valida associazione che dà maggior
prestigio alla nostra città?
Nell’inferno di via
Grotte S. Lazzaro “Anche una pecora morta tra i rifiuti nel
canalone”
Sembra veramente
un girone infernale il canalone che rasenta l’abitato di via Grotte
S. Lazzaro. In esso si trova di tutto. Un signore che abita in un
fabbricato vicino dice: “Non dico bugie, anche una pecora morta è
stata gettata nel canale della bonifica”. Poi frigoriferi e
materassi, reti metalliche e lavatrici, mobili e un campionario
ampio di materiali inservibili. La tentazione è forte per tutti:
disfarsi di suppellettili ed elettrodomestici in disuso. Gli appelli
del Consorzio CE2 per chiedere il suo intervento per i rifiuti
ingombranti viene accolto solo dalle persone civili. Altre, invece,
con la complicità della sera, caricano sulle auto materiali da
eliminare e, tifando l’infarto, buttano giù nel canalone. Il
consorzio questo non lo suggerisce, ma noi invece sì: perché tanta
fatica quando è meglio scaricare vicino ai contenitori? La migliore
cosa è chiamare il servizio ecologia e conferire i materiali
inservibili. Ma ci sono anche “robivecchi” privati che ritirano
gratuitamente i rifiuti ingombranti, allo scopo di rivenderli a
aziende di trasformazione, per il loro riciclo e riuso. Il sig.
Gerardo è amareggiato: “Lì fuori siamo completamente dimenticati dal
Comune, il territorio è completamente degradato…”. Block Notes, ha
perciò lanciato l’idea di creare un comitato agguerrito (e non di
quelli fasulli per fini elettorali, che invece di pungolare gli enti
inadempienti (Comune, Asl, Azienda di trasporto, enti e consorzi
erogatori di servizi), finiscono per diventare subalterni ad essi,
in cambio di qualche favore ricevuto dai vari “masanielli” di turno.
Il contesto di
forte degrado della zona, infestata di ratti, insetti e serpenti,
richiede il massimo sforzo degli enti interessati, per primo il
Comune, affinché Grotte S. Lazzaro e i quartieri periferici vengano
curati a dovere.
Nato il Comitato S.
Caterina-Carmine con l’intento di valorizzare storia e tradizioni
Il lungo segmento
di via Roma che va da S. Caterina al Carmine (la chiesa omonima fu
distrutta nei bombardamenti del ’43) ha una sua identità omogenea
che discende dalla sua storia e dalle sue tradizioni che, tornando a
ritroso nel tempo, partono dagli anni 50 a tornare indietro.
Fino ad allora la
città pressappoco era racchiusa tutta nel centro storico, i bassi
erano superaffollati, la natalità era molto alta e quindi nel
perimetro via B. de Capua, Asilo Infantile, via Pomerio, Porta
Fluviale, Riviera Casilino, Piazza Eboli, con tutto il reticolo
interno di stradine, era concentrata una notevole massa di
residenti. Dalle abitazioni più povere sono usciti i “contranomi”
per individuare questo o quel capo famiglia. Molti erano i “sulignanielli”;
c’era poi “Giuvanne ‘o gravunare”, Battista e ‘On Peppe ‘a Sesca con
le rispettive salumerie, molti “ciummaioli” che costruivano i loro
attrezzi di pesca e stendevano le reti al sole, ed ancora tanti
venditori ambulanti con le loro “trainelle” davanti all’uscio del
misero terranno. La “Festa di S. Anna” con la processione della
statua e con i festeggiamenti civili ha retto fino agli anni
sessanta. Altri punti di riferimento del quartiere erano la chiesa
di S. Martino alla Giudea (chi degli anziani non ricorda “‘o prevete
Chitarrella?”), la chiesa crollata del Carmine e “Al Grappolo d’oro”
di Pesa, ritrovo preferito dagli anziani. Memorabili le “vricciate”
(lancio di schegge di pietra) tra i ragazzi di via Roma nord (per
l’appunto il quartiere che vi stiamo presentando) e quelli di S.
Antonio, per la rivalità esistente tra le due “bande” di ragazzini e
ragazzacci. Per conservare e tramandare storia, tradizioni, usanze,
il comitato di quartiere costituito da Salvatore Carbone, Gianfranco
Buglione, Antonio Martucci, Osvaldo Pizzolo, Franco Fierro, Maurizio
Grillo, Giovanni Montagna tiene incontri periodici per le
problematiche e i disservizi quotidiani nei rioni, invitando i
residenti ad aderire e dare il loro apporto al potenziamento del
comitato.
(Per saperne di
più www.capuaonline.com e-mail: info@capuaonline.com)
Capua batte Forlì a
“Per un pugno di Libri”
La televisione ci
offre numerose trasmissioni, ciascuna con caratteristiche e intenti
diversi. Accanto a fiction, telenovelas, soap-operas, reality show
che ormai sommergono i palinsesti di tutte le tv, e accanto a
programmi che accentuano ed usano qualsiasi fatto scabroso o
violento pur di aumentare l’audience, ci sono programmi veramente
interessanti che presentati sotto forma di gioco-quiz hanno un alto
valore educativo.
Una di queste
trasmissioni è “Per un pugno di libri”, che va in onda tutte le
domeniche su Rai Tre alle 18:00, condotta da Neri Marcorè,
affiancato dal prof. Piero Dorfles.
Vista l’abbondanza
di trasmissioni che si basano su quel culto dell’effimero
soddisfacente tanti bisogni artificiali e nascondendo così quelli
essenziali, è bello assistere ad una trasmissione che si basa invece
sulla cultura e sull’interesse per la lettura e il conseguente
piacere e beneficio che se ne ricava. Leggere è un esercizio di
libertà, proprio perché attinge ad una sfera emozionale più profonda
di quella che normalmente si mette in gioco nell’osservare delle
immagini, quindi, è un’attività coinvolgente.
Ma passiamo al
racconto vero e proprio della nostra “giornata negli studi della
RAI”.
La registrazione
della nostra puntata era prevista per il 20 dicembre. L’inizio di
quella giornata, che si è rivelata poi memorabile, non fu quello
certo dei migliori. Doveva prelevarci dalla nostra scuola l’autobus
mandato dalla Rai alle ore 9,00… ed a quell’ora eravamo tutti già
pronti, eccitatissimi e volenterosi di intraprendere il viaggio. Con
nostra enorme sorpresa l’autobus arrivò con quasi 4 ore di ritardo,
ma questi sono solo imprevisti che rendono più stuzzicanti le
esperienze! Nel tempo vuoto dell’attesa approfittammo per ripassare
particolari del libro.
Finalmente alle
15,30 circa giungemmo a Roma agli studi della Rai, appena in tempo
per un brevissimo pranzo e poi subito in studio per la registrazione
della puntata.
Inutile dire che
eravamo tutti molto emozionati, pronti e pieni di voglia di vincere,
di fare bella figura, di rendere orgogliosi di noi tutti in nostri
professori nonché tutti i nostri colleghi studenti del Liceo, e
ovviamente tutti i parenti e amici che ci avrebbero poi seguito in
tv.
I primi tre giochi
ci hanno visto in leggero svantaggio rispetto all’altra squadra,
anche se al primo e al terzo gioco è stato un testa a testa senza un
reale vincitore e al secondo gioco è stato il coraggio, l’irruenza e
l’istintività a penalizzarci facendoci tentare subito una risposta
che si è poi rivelata troppo azzardata.
All’ultimo gioco,
invece, abbiamo praticamente sbancato, rispondendo a entrambe le
domande che ci permettevano di acquisire maggior punteggio, mentre
la squadra del Liceo di Forlì è crollata su quella che si può
definire la domanda più complicata dell’intero gioco, ovvero quella
che attribuisce 30 libri.
A quel punto la
nostra felicità è esplosa in abbracci, strette e battiti di mano e
in un urlo collettivo. Eravamo davvero soddisfatti di noi e del
nostro lavoro. I nostri punti di forza credo siano stati l’unione e
la fiducia in noi stessi e nei compagni.
Sicuramente tutti
noi dobbiamo ringraziare molto questa trasmissione per averci
trasmesso la voglia di scoprire i mondi nascosti dei libri e per
averci insegnato che il detto “l’unione fa la forza” non bisogna
considerarlo solo un luogo comune come tanti altri, ma un precetto
significativo.
Il 20 dicembre
2004 rimarrà un giorno da ricordare come uno dei più significati dei
5 anni di liceo… tutti noi alunni della magica VC 2004/05 porteremo
quel giorno sempre nel cuore come “la nostra vittoria”.
Grazie a tutti
quelli che hanno reso possibile tutto ciò.
Block Notes HINTERLAND
- I filodrammatici vitulatini in scena
Assistere alle
rappresentazioni della filodrammatica “Vitulaccio ‘89” è diventata,
ormai, una tradizione che si rinnova durante le festività natalizie
e quelle di fine anno. Il 25 dicembre 2004, nell’ampia palestra
delle scuole elementari di Vitulazio, sono state rappresentate due
opere della migliore scuola teatrale partenopea: “‘A morte ‘e
Carnevale” di Raffaele Viviani e “La fortuna con l’Effe maiuscola”
di Armando Curcio. Considerata l’indiscussa bravura e la
professionalità dei componenti la filodrammatica vitulatina, diretta
da Saverio Scialdone, il successo era del tutto scontato. Alle ore
21 il sipario si alzava tra gli applausi dei presenti che salutavano
l’inizio della commedia. E’ stato uno scoppiettante succedersi di
“botte e risposte” del protagonosta Mario De Lucia, fiancheggiato da
Dora De Lucia nel ruolo della moglie, e da Vittorio Aurilio, suo
nipote Raffaele. Tre atti ricchi di saggezza partenopea, ma anche di
tanta avidità da parte di “Carnevale”, Mario De Lucia, che sa di
dover lasciare ogni ricchezza, per avviarsi lungo le strade del
cielo. Unica novità di quest’anno è stato il debutto di due giovani
appassionati di teatro: Linda Scala e Roberto Celentano. Un
proverbio dice: “Buon sangue non mente”, infatti la giovane Linda,
fin da piccola, ha respirato teatro tra le mura domestiche poiché il
suo papà, Antonio, è fta gli ottimi attori della filodrammatica. Per
festeggiare l’inizio del nuovo anno, andava in scena l’esilarante
commedia di Armando Curcio: “La fortuna con l’Effe maiuscola”, con
la regia di Orlando Di Lillo, che confermava la bravura e la
padronanza scenica degli attori. Anche con la rappresentazione della
commedia di Armando Curcio si è verificato il tutto esaurito.
Infatti la platea era gremita da tanti appassionati di teatro che,
ogni anno, accorrono nella certezza di assistere alla
rappresentazione di opere teatrali che fanno parte della migliore
tradizione italiana e partenopea. Dopo il successo riportato nella
commedia di Viviani è toccato ad Armando Curcio il compito di far
“crepare dalle risate” ed il protagonista, Antonio Scala, insieme ai
suoi meravigliosi colleghi di palcoscenico, è riuscito a strappare
risate con una incredibile successione di battute ed una mimica del
tutto originale. Applausi a scena aperta premiavano la “Vis Comica”
che scaturiva da situazioni ingarbugliate di cui erano vittime un
po’ tutti i protagonisti. A conferma di quanto già scritto, Giovanni
Di Lillo, ex componente il gruppo, ha voluto fare un breve
intervento: “Sono stato spettatore soddisfatto della
rappresentazione, un lavoro di gruppo svolto molto bene, un bravo
pieno ai singoli personaggi. Un applauso meritato in più a
personaggi di rilievo; un ottimo Antonio Scala che fantasiosamente,
sposa bene una mimica caratteriale con una dialettica appropiata,
eccellente nel rilevare le battute. Una bravissima Angela Emanuele,
col suo tono di voce ti fa capire che oltre ad interpretare, vive
proprio il personaggio”. Al termine, Saverio Scialdone, dopo aver
presentato gli attori e ringraziato il pubblico, informava che
l’incasso sarà devoluto per i disastrati dell’Indonesia. Una nobile
iniziativa che dimostra la sensibilità dei nostri beniamini! Un
plauso dunque a tutti e, agli auguri di un anno sereno, aggiungiamo
quelli di maggiori successi. Franco Valeriani
Prodigarsi per gli
altri, fatti e storie inedite
Già si è scritto e
parlato dell’8ª Cena di Beneficenza promossa e ben organizzata
dall’Associazione “Alas de Esperanza”; il presidente Michele
Iadicicco ha fatto le cose in grande, il gruppo musicale, poi, ha
deliziato la platea con musiche e canzoni latino-americane. Tutto è
servito a promuovere progetti e iniziative tendenti alla creazione
di scuole, chiese, impianti sportivi, in un mondo quasi dimenticato,
arido, il Perù. Da 25 anni, opera il bellonese Padre Don Carlo
Iadicicco; una scelta di vita, una missione a favore dei deboli, dei
malati, dei dimenticati, un impegno costante per migliorare la vita,
la cultura della gente peruviana. Ebbene, a nostro avviso Don Carlo,
riesce con efficacia a raggiungere quasi tutti gli obiettivi con
abilità e senso del sacrificio, si fa apprezzare da tutti. Nel
filmato da noi visto, tutto ruota a favore di Don Carlo, un carisma
unico, la chiesa affollata, gli occhi felici dei ragazzi che
assistono alla celebrazione della S. Messa, e che poi, guardano
l’altare proposto con il Cristo e le lavagne, appunti di scuola,
esercizi; una mamma che offre il proprio latte al neonato; si
avverte un silenzio surreale, dove il padre provato, sereno, si fa
capire in una dialettica a noi sconosciuta. Anche la sorella di Don
Carlo, Geremia Iadicicco, opera da anni in Perù, il suo lavoro, un
impegno per i bisognosi, una beneficenza continua, un amore innato,
sottolineato anche dal console del Perù in Italia, Josè dàvila
Carlos (presente alla Cena di Beneficenza). Il console, tra l’altro,
ci diceva che era doveroso ringraziare la famiglia Iadicicco per il
suo impegno. Alla cena del 29.12.2204, nei locali del risto-pizzeria
“La Bruschetta” era presente anche l’arcivescovo Bruno Schettino,
che apprezzava molto l’operato dell’Associazione “Alas de
Esperanza”, nel locale stracolmo, tutti erano contenti. Di caratura
anche la 3ª Edizione “Sii più buono, la Dea Sport ti osserva”; una
iniziativa culturale organizzata dalla Dea Sport ONLUS. Sono stati
consegnati premi di merito a 20 ragazzi; tra l’altro tutti i bambini
presenti hanno ricevuto una busta regalo (giocattoli, ecc.). E’
stata poi illustrata la figura del compianto scienziato della NASA
Giovanni Giuseppe Scialdone, un illustre ingegnere vitulatino che
non verrà mai dimenticato. Il prof. Giuseppe Felice, nel suo
intervento, ha messo in risalto le qualità dello scienziato. Il
sindaco di Bellona Giancarlo Della Cioppa nel salutare i presenti,
sottolineava il grosso impegno della Dea Sport, una iniziativa di
successo nel giorno dell’Epifania, un grazie al presidente Franco
Falco sensibile a problematiche di carattere socio-culturali. Sono
intervenuti pure il consigliere provinciale dott. Carmine Antropoli,
il dott. Giovanni Giudicianni, il preside prof. Luca Antropoli.
Premio speciale per il Centro di Fisioterapia Cinquegrana, di
Camigliano. Da rilevare che la zia dello scomparso Marco Di Rauso
(Anna Di Rauso), lanciava un ulteriore appello per aiutare le
ricerche, notizie e un accorato messaggio a collaborare. La serata
di premiazioni è stata allietata dalla bella voce di Diana
Tessitore, presentata da Lucia Vagliviello, abile cronista e
presentatrice. Era presente alla manifestazione anche l’assessore
Pasquale Pazzulo. Sono intervenuti alla consegna dei premi anche
l’ing. Antimo Russo, Michele Iadicicco, Melina Fiorillo (presidente
del circolo “La Piazzetta”), Franco Valeriani, Antimo Scialdone, e
tanti altri. Un plauso di rilievo a Franco Falco da parte nostra,
che ha diretto ottimamente l’appuntamento annuale “Sii più buono, la
Dea Sport ti osserva”. Michele Ciccarelli
LE STRADE DI BELLONA -
Toponimi e cenni storici - VIA 54 MARTIRI
E’ la strada che,
più di tutte, i bellonesi portano nel cuore perché la mattina del 7
ottobre 1943 fu percorsa, a gruppi di dieci, da 54 innocenti
cittadini condotti dai nazisti presso una cava di tufo per essere
fucilati. Dei Martiri facevano parte 5 sacerdoti, soldati, studenti,
impiegati, agricoltori e giovinetti, condannati a pagare, con la
vita, l’uccisione di un soldato tedesco avvenuta in un cortile di un
palazzo ubicato in via della Vittoria, oggi via 54 Martiri. Ai
Martiri ed a Bellona fu concessa, dal Presidente della Repubblica
Scalfaro, la Medaglia d’Oro al Valor Militare durante una sua
partecipazione alla cerimonia che ogni anno, il 7 ottobre, si svolge
presso il Mausoleo Ossario dove riposano i resti dei Martiri
bellonesi. Fino ad alcuni anni addietro, via 54 Martiri aveva
conservato l’antico manto stradale costituito da lastre di pietra
ma, per una inspiegabile e strana iniziativa degli amministratori di
quel tempo, furono divelte e sostituite con un manto di catrame. Si
distruggeva così, tra l’indifferenza generale, una parte antica e
storica di Bellona. Antica perché era stata l’orgoglio dei bellonesi
di un tempo, rispettosi di ciò che ricordava i loro padri, e storica
perché lungo quella strada erano transitate le truppe garibaldine
guidate da Nino Bixio che, presso un’abitazione, si fermò per
medicarsi una leggera ferita. Lungo la detta strada passarono anche
le truppe del Re Vittorio Emanuele II dirette a S. Angelo in Formis
per la Battaglia sul Volturno. Ultimo avvenimento storico quello
avvenuto la mattina del 7 ottobre 1943 quando 54 innocenti
percorsero la suddetta strada. In memoria di quanto riportato, era
doveroso lasciare la pavimentazione a lastricato. Franco Valeriani -
(Continua sul prossimo numero) |