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Block Notes - Maggio 2005 - 
Supplemento mensile del telegiornale quotidiano di ReteCapua

Saman: ...e "Chi l'ha visto?" più?

Nella nota e seguitissima trasmissione televisiva nazionale “Chi l’ha visto?” è stata diramata la foto segnaletica del giovane cingalese Saman, scomparso nel nulla da Capua dal 22 aprile scorso. Il regista del programma, Maurizio Rotondi, dopo aver lanciato l’ S.O.S. via etere, ne ha voluto sapere di più ed è venuto con una troupe televisiva è   arrivato in città, per sentire i testimoni e  vedere i luoghi in cui si è consumato il drammatico e misterioso episodio, che affonda le sue radici nella tragica e luttuosa vicenda del “Tsunami” nel Sud Est Asiatico che ha sconvolto vati territori, distrutto case, scuole, interi villaggi, con decine di migliaia di morti. Quel mattino del 26 dicembre scorso, una tra le tante famiglie italiane che vanno in vacanza nel “paradiso terreste” di paesaggi naturali e scorci  marini di una bellezza incomparabile, quella di Massimiliano Cristarelli, era verso le 8 sulla riva della spiaggia di Dickwella in Sri Lanka, con la moglie Anna Del Bene e il figlio novenne Massimiliano Jr.. Improvvisamente la natura si scatenò con violenza spaventosa con un maremoto dalle dimensioni impressionanti. Le fragili case di legno e lamiere vennero tutte spazzate via, le popolazioni travolte, uccise dallo “Tsumani”,con il mare che invase vasti territori di quei poveri paesi coinvolti nella tragedia. Anche a Dickewella il maremoto passò come un rullo compressore cancellando tutto sul suo cammino e quanti non riuscirono prontamente a scappare. Il piccolo Massimiliano, immerso nell’acqua a bagnarsi per il caldo torrido, allorché la superficie  del mare si sollevò e ondeggiò paurosamente, cominciò ad annaspare e si perse negli alti flutti. Poi riapparve e sparì di nuovo. Ma provvidenzialmente la giovane guida turistica del posto, Saman Chandana, incurante del pericolo, si lanciò eroicamente in suo soccorso e lo tirò fuori da quell’inferno,  salvandolo da sicura morte. Da quel giorno, il piccolo si è profondamente affezionato al suo salvatore, e quando la famiglia Cristarelli è rientrata in Italia, ha portato con sé come ospite, con un permesso turistico, il giovane cingalese. E’ noto quel che è avvenuto dopo. Forse l’ospite era preoccupato per la scadenza prossima del permesso di soggiorno e ciò forse gli ha potuto far commettere  qualche gesto drammatico, insano, disperato. Da allora la famiglia Cristarelli è in uno stato di prostrazione per non avere più notizie dell’ amico di colore, che era diventato l’inseparabile e fedele amico di gioco del piccolo Massimiliano, il suo salvatore. piange e si dispera. I compagni di classe del bimbo della 5^ elementare di S.Caterina, solidali con lui, hanno lanciato un messaggio: “Saman, torna: Massimiliano piange e soffre, tutta la città ti vuole qui”. Ora con “Chi l’ha visto?”, il 7 maggio scorso, è stato raccontato il caso e si spera che la vicenda potrebbe chiarirsi, avere un esito felice, come confida Massimiliano con mamma e papà.

Monumenti in abbandono: il cavalcavia dell'Annunziata in uno stato di grave degrado. Pericolo per i passanti

Il cavalcavia di comunicazione della chiesa dell’Annunziata con l’ex convento omonimo langue in uno stato di preoccupante degrado e costituisce sicuramente un reale pericolo per i passanti e per le auto che transitano nel sottostante Corso Appio. Le facciate del breve tunnel di congiungimento dei due corpi di fabbrica, che sono veramente imponenti, presentano vistose macchie di umido probabilmente dipendenti dall’infiltrazione dell’acqua piovana dalla tettoia dell’ex convento. Erbacce e arbusti spontanei emergono dai muri in modo copioso, tanto che un consigliere comunale di centro destra ha riconosciuto lui stesso che è il caso di parlare di “giardino pensile” per lo stato in cui si trovano cavalcavia e un buon tratto di facciata dell’ex convento. Dai finestroni del cavalcavia, in considerazione che le tettoie sono sconnesse e vulnerabili, la pioggia si riversa dall’alto sui passanti nelle giornate piovose. I pericoli vengono dall’alto, in quel punto del corso Appio. “Ci deve scappare prima il morto o il ferito e poi si interviene - dice Romano Lionetti - tardivamente, quando è già troppo tardi”, esortando il Comune a fare presto e a trovare le soluzioni che tecnicamente gli competono.

Già qualche tempo fa furono chiamati i vigili del fuoco per rimuovere alcune tegole pericolose, dopo che erano cadute delle pietre che fortunatamente non colpirono nessuno. Ma il Bar Ritrovo, la vicina merceria e altri negozi contigui furono transennati.

Il cavalcavia aveva una funzione molto importante nel 1500 e nei secoli successivi. Infatti dal convento le suore raggiungevano la cantoria seicentesca della chiesa e potevano poi far ritorno nelle loro celle senza essere viste. La chiesa sorge sull’impianto di una primitiva fabbrica angioina risalente all’epoca di Carlo II d’Angiò (1285-1309). L’edificio attuale fu eretto tra il 1531 e il 1574 e presenta una veste rinascimentale, conservatasi nonostante gli interventi operati tra il Seicento e il Settecento. Il disegno della cupola della chiesa è attribuito al grande architetto Domenico Fontana.

Autodromo" a Porta Fluviale, i residenti infuriati chiedono i dissuasori

E’ vero che in tante zone non se ne può più dei centauri e degli automobilisti amanti delle velocità, in particolare quando essi trovano davanti dei rettilinei che diventano nella loro fantasia delle vere piste sentendosi tutti dei novelli Schumaker o Valentino Rossi. Ciò avviene un po’ nelle strade dei periferia e  nelle circumvallazioni, soprattutto in ora serale. Sarebbe utile l’Autovelox proprio per queste strade, ma le corse di questi veicoli sfrenati avvengono quando la vigilanza sulle strade si è già conclusa, terminando l’ultimo turno di lavoro della polizia municipale. Uno dei quartieri a lamentare il pericolo che può arrecare il transito a velocità da autodromo di molti veicoli è Porta Fluviale. “Siamo stanchi di aspettare - ha detto M.G., portavoce dei residenti - è dal 29 giugno 2003 prot. 15426 che abbiamo presentato una petizione al sindaco, senza ottenere nulla”. Nei piazzali dei fabbricati popolari si vedono decine di bimbi intenti a giocare, in particolare con il pallone che molte volte  schizza nella strada. I residenti del rione S. Caterina chiedono che sia presa in considerazione la loro petizione del 2003 affinchè vengano messi dei dissuasori di velocità sul tratto che da via Riviera Casilina conduce a Porta Fluviale, perché tale tratto diventa una sorta di pista per auto e moto che si trovano davanti una linea di strada veloce e senza alcun ostacolo”. Il 16 scorso i cittadini si sono rifatti avanti con una nuova lettera. F.F.

Block Notes HINTERLAND - Non abbandonate gli animali - LAMENTO DI UN CANE

Ricordi d'infanzia: Masseria Vigna d'Albore, fine anni '50. Giocavo spesso con Bruno, il cane di famiglia, amico e guardiano della vigna; ho sofferto quando in una buca innevata, papà Vincenzo si prodigava per dare una degna sepoltura al cane presso l'albero di mandorle.

A quei tempi (come oggi), a Vitulazio non c'era un camposanto per gli animali. Ci sono poi altre storie come quella attuale, il dramma dell'amico Antonio, che pur di non far soffrire il proprio cane (affetto da una grave malattia), decide insieme al veterinario di privarsene. Una scelta di coraggio, inedita, suggestiva per il suo verso; oggi, il cane di Antonio riposa in un cimitero improvvisato (ma efficace) di Capua. Racconti di cani randagi, il passante che viene aggredito, polemiche, proteste; ma vi sono pure storie a lieto fine, l'animale che salva un anziano e diventa un eroe, e poi si impegna pure per mettere in fuga avventurosi ladruncoli di villette e appartamenti. La personalità e il coraggio di un cane crea pure emozioni, passione; il tifoso Giannino (che vive in Sardegna) pur di non abbandonare Katty, prenota due posti in aereo, per portare con sé il "trovatello" cane (collocato in agibile cuccetta) a Vitulazio.

Tante persone, forestieri e non abbandonano gli animali alla deriva, spesso non è amore, ma egoismo, il protagonismo di farsi vedere con un cane di valore; il cane non è un'opera d'arte, un quadro da esporre. Più volte, sono stato aggredito a azzannato dal cane da trasferta; per un attimo avevo il senso di ritorsione, di odio, poi il ricordo di Bruno riusciva a sventare il pericolo di vendetta.

Tanti intellettuali, poeti, cronisti, hanno scritto e parlato degli animali, come amarli, rispettarli, denunciare chi li trascura, chi li "parcheggia" altrove. Esistono pure i "Campi Elisi" degli animali, in Campania si stanno organizzando; Caserta ha voluto il cimitero degli animali, l'amministrazione, già nel passato è stata sensibile al progetto, e presso il nuovo cimitero, troviamo lo spazio dei defunti (cani e gatti) e sulla tomba pure una foto. Naturalmente, le spese di sepoltura sono a carico del proprietario dell'animale. Anch'io sono sensibile al messaggio di tanti amici degli animali, mi impegno e faccio da portavoce presso le amministrazioni comunali del comprensorio. Loro avranno consensi e non critiche, se si farà un progetto in tal senso, la cosa è fattibile, non ci vuole molto spazio, un'area quasi come un campo sportivo. Un camposanto per gli animali quindi, una buca nella terra, e una fotografia del cane rappresenta per il padrone un piacevole ricordo, la continuità di vita, che proprio non è una vita da cane. Michele Ciccarelli

Festeggiato il Santo Patrono

Dopo i festeggiamenti in onore di Maria SS. di Gerusalemme, la comunità parrocchiale ha celebrato, dal 19 al 22 maggio c.a. la ricorrenza della festa in onore di San Secondino Vescovo, Patrono di Bellona.

Il culto di S. Secondino risale all'anno 1300 e nei primi decenni di quell'anno furono intitolate al Santo varie chiese nel territorio capuano: a Carinola, Pastorano, Bellona ecc. Le reliquie del Santo si venerano nelle cattedrali di Benevento, Montevergine, Ampellosa, Ceppaloni, Campolieto, Troia (Foggia) e nella Chiesa Madre di Bellona. San Secondino fece parte di un gruppo di dodici vescovi espulsi dall'Africa settentrionale durante la persecuzione di Genserico del 427 d.C. Scampato alla morte, durante l'affondamento della barca che lo trasportava nel mare Mediterraneo, riuscì miracolosamente a raggiungere i lidi della Campania il 10 maggio del 443 e quì si fermò per convertire i coloni al Cristianesimo. A tarda età raggiunse Aeca, l'odierna Troia (Foggia) dove morì l'11 febbraio ma si ignora l'anno. Sul sarcofago che conservava i suoi resti si legge: "Hic requiescit Sanctus ac Venerabilis Secundinus Episcopus raptus in requiem tertio idus Februarii", (Qui riposa il Santo e Venerabile Secondino Vescovo rapito nel terzo idi di febbraio". San Secondino è invocato come protettore nelle malattie renali, in seguito ad un miracolo compiuto nel 1038 al vescovo Aniano, che rinvenne i suoi resti mortali. Presso la Chiesa Madre di Bellona è conservata, in una teca d'argento, una reliquia del Santo donata da Mons. Raffaele Cantelli, vescovo di Lucera e Troia (Foggia). La prima statua del S. Protettore fu distrutta dalle fiamme sviluppatesi in chiesa nella notte tra il 5 ed il 6 ottobre 1915. L'incarico di scolpire una nuova statua fu affidato allo scultore napoletano Luigi De Luca, della Scuola delle Belle Arti. Oggi la statua può essere ammirata nella cappella della navata di sinistra della Chiesa Madre. Franco Valeriani

Il 5 giugno a Vitulazio si corre!

Organizzata dal Club "Le Lepri" di Vitulazio si svolgerà (quella che possiamo ormai definire "classica") una manifestazione podistico-amatoriale a passo libero e non competitiva. Sono apertissime le iscrizioni per gruppi o singoli. Il percorso si snoderà lungo le strade cittadine e nelle zone campestri di Vitulazio. Varie attrazioni accompagneranno la 13ª Edizione della Sgambettata Vitulatina. Info: Club Podistico "Le Lepri" Via Iardino, 21 Vitulazio - Tel. 0823.990673.

Soggiorno turistico in Romagna: si parte!

Anche quest'anno, come negli anni scorsi, è stato organizzato un soggiorno-vacanza di 10 giorni, in Romagna (da domenica 21 agosto a martedi 30 agosto 2005) per permettere ai partecipanti di godere del mare, del caloroso ambiente e della rinomata cucina romagnola.

La partenza è fissata per il giorno 21 da piazza Riccardo II di Vitulazio, alle ore 6,00.

Lungo il percorso ci si fermerà ad Assisi per visitare la Basilica di San Francesco ove, successivamente, i partecipanti potranno consumare la colazione a sacco.

Per le ore 16,00 è previsto l'arrivo a Rivazzurra di Rimini ove i gitanti troveranno sistemazione presso il Feldberg Palace Hotel. Quest'ultimo, completamente ristrutturato, si presenterà ai partecipanti con un nuovo look: camere tutte rinnovate e modernamente arredate, munite di balcone, aria condizionata, TV, filodiffusione, cassaforte, phon e tutto quanto possa offrire un albergo recentemente rinnovato.

La quota di partecipazione pro-capite è di 400,00 euro ed è comprensiva di viaggio andata e ritorno con pullman GT, pensione completa per l'intero soggiorno e una sosta al Santuario di Loreto durante il viaggio di ritorno. La quota suddetta dovrà essere versata entro il 4 agosto 2005 all'organizzatore Giovanni Cioppa - Via Marconi, 26 - Vitulazio - Tel. 0823965924 al fine di comunicare in tempo utile alla direzione dell'albergo il numero esatto dei partecipanti per la loro sistemazione ottimale nelle camere.

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