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Saman: ...e "Chi l'ha
visto?" più?
Nella nota e
seguitissima trasmissione televisiva nazionale “Chi l’ha visto?” è
stata diramata la foto segnaletica del giovane cingalese Saman,
scomparso nel nulla da Capua dal 22 aprile scorso. Il regista del
programma, Maurizio Rotondi, dopo aver lanciato l’ S.O.S. via etere,
ne ha voluto sapere di più ed è venuto con una troupe televisiva è
arrivato in città, per sentire i testimoni e vedere i luoghi in cui
si è consumato il drammatico e misterioso episodio, che affonda le
sue radici nella tragica e luttuosa vicenda del “Tsunami” nel Sud
Est Asiatico che ha sconvolto vati territori, distrutto case,
scuole, interi villaggi, con decine di migliaia di morti. Quel
mattino del 26 dicembre scorso, una tra le tante famiglie italiane
che vanno in vacanza nel “paradiso terreste” di paesaggi naturali e
scorci marini di una bellezza incomparabile, quella di Massimiliano
Cristarelli, era verso le 8 sulla riva della spiaggia di Dickwella
in Sri Lanka, con la moglie Anna Del Bene e il figlio novenne
Massimiliano Jr.. Improvvisamente la natura si scatenò con violenza
spaventosa con un maremoto dalle dimensioni impressionanti. Le
fragili case di legno e lamiere vennero tutte spazzate via, le
popolazioni travolte, uccise dallo “Tsumani”,con il mare che invase
vasti territori di quei poveri paesi coinvolti nella tragedia. Anche
a Dickewella il maremoto passò come un rullo compressore cancellando
tutto sul suo cammino e quanti non riuscirono prontamente a
scappare. Il piccolo Massimiliano, immerso nell’acqua a bagnarsi per
il caldo torrido, allorché la superficie del mare si sollevò e
ondeggiò paurosamente, cominciò ad annaspare e si perse negli alti
flutti. Poi riapparve e sparì di nuovo. Ma provvidenzialmente la
giovane guida turistica del posto, Saman Chandana, incurante del
pericolo, si lanciò eroicamente in suo soccorso e lo tirò fuori da
quell’inferno, salvandolo da sicura morte. Da quel giorno, il
piccolo si è profondamente affezionato al suo salvatore, e quando la
famiglia Cristarelli è rientrata in Italia, ha portato con sé come
ospite, con un permesso turistico, il giovane cingalese. E’ noto
quel che è avvenuto dopo. Forse l’ospite era preoccupato per la
scadenza prossima del permesso di soggiorno e ciò forse gli ha
potuto far commettere qualche gesto drammatico, insano, disperato.
Da allora la famiglia Cristarelli è in uno stato di prostrazione per
non avere più notizie dell’ amico di colore, che era diventato
l’inseparabile e fedele amico di gioco del piccolo Massimiliano, il
suo salvatore. piange e si dispera. I compagni di classe del bimbo
della 5^ elementare di S.Caterina, solidali con lui, hanno lanciato
un messaggio: “Saman, torna: Massimiliano piange e soffre, tutta la
città ti vuole qui”. Ora con “Chi l’ha visto?”, il 7 maggio scorso,
è stato raccontato il caso e si spera che la vicenda potrebbe
chiarirsi, avere un esito felice, come confida Massimiliano con
mamma e papà.
Monumenti in abbandono:
il cavalcavia dell'Annunziata in uno stato di grave degrado.
Pericolo per i passanti
Il cavalcavia di
comunicazione della chiesa dell’Annunziata con l’ex convento omonimo
langue in uno stato di preoccupante degrado e costituisce
sicuramente un reale pericolo per i passanti e per le auto che
transitano nel sottostante Corso Appio. Le facciate del breve tunnel
di congiungimento dei due corpi di fabbrica, che sono veramente
imponenti, presentano vistose macchie di umido probabilmente
dipendenti dall’infiltrazione dell’acqua piovana dalla tettoia
dell’ex convento. Erbacce e arbusti spontanei emergono dai muri in
modo copioso, tanto che un consigliere comunale di centro destra ha
riconosciuto lui stesso che è il caso di parlare di “giardino
pensile” per lo stato in cui si trovano cavalcavia e un buon tratto
di facciata dell’ex convento. Dai finestroni del cavalcavia, in
considerazione che le tettoie sono sconnesse e vulnerabili, la
pioggia si riversa dall’alto sui passanti nelle giornate piovose. I
pericoli vengono dall’alto, in quel punto del corso Appio. “Ci deve
scappare prima il morto o il ferito e poi si interviene - dice
Romano Lionetti - tardivamente, quando è già troppo tardi”,
esortando il Comune a fare presto e a trovare le soluzioni che
tecnicamente gli competono.
Già
qualche tempo fa furono chiamati i vigili del fuoco per rimuovere
alcune tegole pericolose, dopo che erano cadute delle pietre che
fortunatamente non colpirono nessuno. Ma il Bar Ritrovo, la vicina
merceria e altri negozi contigui furono transennati.
Il cavalcavia
aveva una funzione molto importante nel 1500 e nei secoli
successivi. Infatti dal convento le suore raggiungevano la cantoria
seicentesca della chiesa e potevano poi far ritorno nelle loro celle
senza essere viste. La chiesa sorge sull’impianto di una primitiva
fabbrica angioina risalente all’epoca di Carlo II d’Angiò
(1285-1309). L’edificio attuale fu eretto tra il 1531 e il 1574 e
presenta una veste rinascimentale, conservatasi nonostante gli
interventi operati tra il Seicento e il Settecento. Il disegno della
cupola della chiesa è attribuito al grande architetto Domenico
Fontana.
Autodromo" a Porta
Fluviale, i residenti infuriati chiedono i dissuasori
E’
vero che in tante zone non se ne può più dei centauri e degli
automobilisti amanti delle velocità, in particolare quando essi
trovano davanti dei rettilinei che diventano nella loro fantasia
delle vere piste sentendosi tutti dei novelli Schumaker o Valentino
Rossi. Ciò avviene un po’ nelle strade dei periferia e nelle
circumvallazioni, soprattutto in ora serale. Sarebbe utile
l’Autovelox proprio per queste strade, ma le corse di questi veicoli
sfrenati avvengono quando la vigilanza sulle strade si è già
conclusa, terminando l’ultimo turno di lavoro della polizia
municipale. Uno dei quartieri a lamentare il pericolo che può
arrecare il transito a velocità da autodromo di molti veicoli è
Porta Fluviale. “Siamo stanchi di aspettare - ha detto M.G.,
portavoce dei residenti - è dal 29 giugno 2003 prot. 15426 che
abbiamo presentato una petizione al sindaco, senza ottenere nulla”.
Nei piazzali dei fabbricati popolari si vedono decine di bimbi
intenti a giocare, in particolare con il pallone che molte volte
schizza nella strada. I residenti del rione S. Caterina chiedono che
sia presa in considerazione la loro petizione del 2003 affinchè
vengano messi dei dissuasori di velocità sul tratto che da via
Riviera Casilina conduce a Porta Fluviale, perché tale tratto
diventa una sorta di pista per auto e moto che si trovano davanti
una linea di strada veloce e senza alcun ostacolo”. Il 16 scorso i
cittadini si sono rifatti avanti con una nuova lettera. F.F.
Block Notes HINTERLAND
- Non abbandonate gli animali - LAMENTO DI UN CANE
Ricordi
d'infanzia: Masseria Vigna d'Albore, fine anni '50. Giocavo spesso
con Bruno, il cane di famiglia, amico e guardiano della vigna; ho
sofferto quando in una buca innevata, papà Vincenzo si prodigava per
dare una degna sepoltura al cane presso l'albero di mandorle.
A quei tempi (come
oggi), a Vitulazio non c'era un camposanto per gli animali. Ci sono
poi altre storie come quella attuale, il dramma dell'amico Antonio,
che pur di non far soffrire il proprio cane (affetto da una grave
malattia), decide insieme al veterinario di privarsene. Una scelta
di coraggio, inedita, suggestiva per il suo verso; oggi, il cane di
Antonio riposa in un cimitero improvvisato (ma efficace) di Capua.
Racconti di cani randagi, il passante che viene aggredito,
polemiche, proteste; ma vi sono pure storie a lieto fine, l'animale
che salva un anziano e diventa un eroe, e poi si impegna pure per
mettere in fuga avventurosi ladruncoli di villette e appartamenti.
La personalità e il coraggio di un cane crea pure emozioni,
passione; il tifoso Giannino (che vive in Sardegna) pur di non
abbandonare Katty, prenota due posti in aereo, per portare con sé il
"trovatello" cane (collocato in agibile cuccetta) a Vitulazio.
Tante persone,
forestieri e non abbandonano gli animali alla deriva, spesso non è
amore, ma egoismo, il protagonismo di farsi vedere con un cane di
valore; il cane non è un'opera d'arte, un quadro da esporre. Più
volte, sono stato aggredito a azzannato dal cane da trasferta; per
un attimo avevo il senso di ritorsione, di odio, poi il ricordo di
Bruno riusciva a sventare il pericolo di vendetta.
Tanti
intellettuali, poeti, cronisti, hanno scritto e parlato degli
animali, come amarli, rispettarli, denunciare chi li trascura, chi
li "parcheggia" altrove. Esistono pure i "Campi Elisi" degli
animali, in Campania si stanno organizzando; Caserta ha voluto il
cimitero degli animali, l'amministrazione, già nel passato è stata
sensibile al progetto, e presso il nuovo cimitero, troviamo lo
spazio dei defunti (cani e gatti) e sulla tomba pure una foto.
Naturalmente, le spese di sepoltura sono a carico del proprietario
dell'animale. Anch'io sono sensibile al messaggio di tanti amici
degli animali, mi impegno e faccio da portavoce presso le
amministrazioni comunali del comprensorio. Loro avranno consensi e
non critiche, se si farà un progetto in tal senso, la cosa è
fattibile, non ci vuole molto spazio, un'area quasi come un campo
sportivo. Un camposanto per gli animali quindi, una buca nella
terra, e una fotografia del cane rappresenta per il padrone un
piacevole ricordo, la continuità di vita, che proprio non è una vita
da cane. Michele Ciccarelli
Festeggiato il Santo
Patrono
Dopo i
festeggiamenti in onore di Maria SS. di Gerusalemme, la comunità
parrocchiale ha celebrato, dal 19 al 22 maggio c.a. la ricorrenza
della festa in onore di San Secondino Vescovo, Patrono di Bellona.
Il culto di S.
Secondino risale all'anno 1300 e nei primi decenni di quell'anno
furono intitolate al Santo varie chiese nel territorio capuano: a
Carinola, Pastorano, Bellona ecc. Le reliquie del Santo si venerano
nelle cattedrali di Benevento, Montevergine, Ampellosa, Ceppaloni,
Campolieto, Troia (Foggia) e nella Chiesa Madre di Bellona. San
Secondino fece parte di un gruppo di dodici vescovi espulsi
dall'Africa settentrionale durante la persecuzione di Genserico del
427 d.C. Scampato alla morte, durante l'affondamento della barca che
lo trasportava nel mare Mediterraneo, riuscì miracolosamente a
raggiungere i lidi della Campania il 10 maggio del 443 e quì si
fermò per convertire i coloni al Cristianesimo. A tarda età
raggiunse Aeca, l'odierna Troia (Foggia) dove morì l'11 febbraio ma
si ignora l'anno. Sul sarcofago che conservava i suoi resti si
legge: "Hic requiescit Sanctus ac Venerabilis Secundinus Episcopus
raptus in requiem tertio idus Februarii", (Qui riposa il Santo e
Venerabile Secondino Vescovo rapito nel terzo idi di febbraio". San
Secondino è invocato come protettore nelle malattie renali, in
seguito ad un miracolo compiuto nel 1038 al vescovo Aniano, che
rinvenne i suoi resti mortali. Presso la Chiesa Madre di Bellona è
conservata, in una teca d'argento, una reliquia del Santo donata da
Mons. Raffaele Cantelli, vescovo di Lucera e Troia (Foggia). La
prima statua del S. Protettore fu distrutta dalle fiamme
sviluppatesi in chiesa nella notte tra il 5 ed il 6 ottobre 1915.
L'incarico di scolpire una nuova statua fu affidato allo scultore
napoletano Luigi De Luca, della Scuola delle Belle Arti. Oggi la
statua può essere ammirata nella cappella della navata di sinistra
della Chiesa Madre. Franco Valeriani
Il 5 giugno a Vitulazio
si corre!
Organizzata dal
Club "Le Lepri" di Vitulazio si svolgerà (quella che possiamo ormai
definire "classica") una manifestazione podistico-amatoriale a passo
libero e non competitiva. Sono apertissime le iscrizioni per gruppi
o singoli. Il percorso si snoderà lungo le strade cittadine e nelle
zone campestri di Vitulazio. Varie attrazioni accompagneranno la 13ª
Edizione della Sgambettata Vitulatina. Info: Club Podistico "Le
Lepri" Via Iardino, 21 Vitulazio - Tel. 0823.990673.
Soggiorno turistico in
Romagna: si parte!
Anche quest'anno,
come negli anni scorsi, è stato organizzato un soggiorno-vacanza di
10 giorni, in Romagna (da domenica 21 agosto a martedi 30 agosto
2005) per permettere ai partecipanti di godere del mare, del
caloroso ambiente e della rinomata cucina romagnola.
La partenza è
fissata per il giorno 21 da piazza Riccardo II di Vitulazio, alle
ore 6,00.
Lungo il percorso
ci si fermerà ad Assisi per visitare la Basilica di San Francesco
ove, successivamente, i partecipanti potranno consumare la colazione
a sacco.
Per le ore 16,00 è
previsto l'arrivo a Rivazzurra di Rimini ove i gitanti troveranno
sistemazione presso il Feldberg Palace Hotel. Quest'ultimo,
completamente ristrutturato, si presenterà ai partecipanti con un
nuovo look: camere tutte rinnovate e modernamente arredate, munite
di balcone, aria condizionata, TV, filodiffusione, cassaforte, phon
e tutto quanto possa offrire un albergo recentemente rinnovato.
La quota di
partecipazione pro-capite è di 400,00 euro ed è comprensiva di
viaggio andata e ritorno con pullman GT, pensione completa per
l'intero soggiorno e una sosta al Santuario di Loreto durante il
viaggio di ritorno. La quota suddetta dovrà essere versata entro il
4 agosto 2005 all'organizzatore Giovanni Cioppa - Via Marconi, 26 -
Vitulazio - Tel. 0823965924 al fine di comunicare in tempo utile
alla direzione dell'albergo il numero esatto dei partecipanti per la
loro sistemazione ottimale nelle camere.
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