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Block Notes - Marzo 2005 - 
Supplemento mensile del telegiornale quotidiano di ReteCapua

Capua nell’ispirazione di poesie e canzoni del Novecento

Capua è stata sempre prolifica di poeti dialettali e autori di canzonette, di musicisti e di orchestrine. Nei brani composti da una miriade di personaggi del passato, tra i quali esisteva sempre un pizzico di rivalità, qualche volta anche di invidia; un filo conduttore univa però un pò tutti ed era il sentito amore per Capua, il nome che esercitava un grande fascino in canzoni e liriche che venivano composte ai vari Carnevali e Piedigrotte, o per la loro pubblicazione. Anche luoghi e talvolta personaggi della città venivano proposti nei versi di canzoni e poesie. Dalle vecchie stampe d’epoca emerge tutto questo e si scopre anche quali tipografie operavano in Capua, come la Solari e la Salafia, le cui prime stampe risalgono agli albori del Novecento, se non prima. Come semplice parentesi al tema trattato, c’è da dire della storia delle tipografie locali che meritano un discorso a parte, ripromettendomi di farlo, “si a morte nun me sconceca”.  Ritornando ai poeti e autori nostrani, a circa un secolo fa, prendo a caso un ingiallito e consunto fascicolo del 1921 dal titolo “Capua che canta”. Su una pagina, a tutto spiano, c’è la pubblicità della  tipografia del luogo che ne curò la stampa: “La Tipografia “Stampa Nuova“ esegue ogni sorta di lavoro di lusso e commerciale - Prezzi assolutamente convenienti - Capua - Palazzo Ettore Fieramosca (interno)”. Il titolo della canzone è “ ‘Ncoppo Santangelo” e gli autori sono Giselas per i versi e per la musica Vincenzo Di Benedetto, detto “’O Russulillo“. In essa si descrivono i luoghi incontaminati e genuini di una volta: “I me vurria fissà ‘ncoppo Santangelo/ pese posto a piede e ‘na montagna/addò nce saglie addore d’ ‘a campagna/ca tantu bbene fa/E llà me ne jarrie ‘ncoppo Santangelo/prima ca ‘nfoca ‘o canto d’e cicale/qanno ll’amore se fa cchiu carnale/dint’ e cuntror’ està”. C’è poi l’ultima pagina dedicata alla pubblicità, trattandosi di una manifestazione di canzoni inedite, organizzata non si sa bene da chi: uno sponsor importante, la Banca Mercantile Italiana di Roma. Capua, si sa, a quei tempi era una piazza abbastanza importante.

Un altro fascicolo che conservo in originale, anche se un po’ rattoppato, riguarda la Piedigrotta Capuana (7 settembre 1925), stampato dalla Tipografia Solari, che allocava in via Seggio dei Cavalieri 7. Anche se Capua non è nominata apertamente, si intuisce inequivocabilmente dai temi proposti e dagli autori locali Alfredo Solari, Antonio Affinito e da alcuni pseudonimi.

Il fascicolo originale del Carnevale Capuano 1939 - Anno XVII (12-19- 21 febbraio) ci dà la certezza che la Tip. Solari si era trasferita nell’attuale sito, l’Arco Alessio Mazzocchi. Le citazioni per Capua sono parecchie. Mentre gli autori sono sicuramente tutti di casa nostra come V. Brandi, Di Bene Benedetto, A. Solari, A. Iannone, S. Farina, M. Scardino, valga per tutte la bella strofetta della canzone “Nubiltà Capuana” (Brandi-Farina): “A Capua appena vene ‘o furastiere/ ce resta e se vo subito ‘nzura/‘o danno ‘a croce ‘o fanno cavaliere/è rispettato e nun se mova a ccà/’pe’ tratte e ‘sti figliole capuanelle/femmene scicche e uocchie tante bbelle”.

Un’altra canzone, di Brandi e Di Benedetto, intitolata “ ‘O Carnevale ‘e Capua” descrive la manifestazione che era in corso: “ ‘O comitato ‘e Capua st’anno a fatte/nu scicche Carnevale o ssà, Rusì:/cu st’apparata a tutt’ a sudisfatte/vestimmece nce avimme divertì./Sta ammuinate e pronte ogni famiglia/ che vvò abballà cca mieze na quadriglia”, dove “cca mmieze” sta per piazza dei Giudici. Franco Fierro

Avete vecchie stampe di poesie, canzoni, fotografie in bianco e nero riferite alla nostra citta’? Si prega di renderle disponibili per la loro pubblicazione commentata su Block Notes. I duplicati saranno stampati a nostra cura e spese, gli originali restituiti subito. Tel. 3383805960.

Le musiche di Lucio Solari, una bella strenna pasquale

Con l’umiltà che lo ha sempre distinto, l’amico Lucio Solari, musicista e compositore per una passione che gli è stata tramandata dai suoi ascendenti, e di cui ho parlato sul giornale tempo fa (i Solari, tranne solo qualcuno della famiglia, dal principio del ‘900 ad oggi hanno sempre convissuto con l’attività musicale come esecutori strumentali (violino e contrabbasso, in modo particolare), mentre Lucio, oltre a suonare, ha avuto un hobby sano, pulito, divertente: la composizione di brani di musica leggera per adulti e molti adatti al mondo dell’infanzia.

A compendio della prima parte della sua vita musicale, ha voluto sintetizzare una piccola parte della sua produzione in un bel libricino dal titolo “Le musiche di Lucio Solari - canzoni per l’infanzia e di genere vario” che raccolgono i seguenti brani per bambini, che si avvalgono del testo originale di Franco Fierro: “Torna a scuola Michelì”, “Pinocchio 2000”, “Scuola di campagna”, “Leggendo il libro Cuore”, “Un aquilone”; dei testi del compianto Salvatore Luongo: “Tanti auguri”, “A tutti i papa del mondo”, “Sognare e volare”. Ancora, con il testo di Gennaro Madonna: “Voglio guardare il mondo”. Come canzoni di genere vario, presenta le seguenti composizioni: “C’o viento”, “Serenata a Maria”, “’O buontempone”, “Ridere e cantare” con testi di Salvatore Luongo, “Malinconia” con testo di Franco Fierro, “Varca furastera” e “Le tue lacrime” con testi dell’indimenticabile Ernesto Capparella.

Le canzoni hanno partecipato con successo, vincendo delle edizioni, alla Ribalta della Canzone, al “Girotondo di Primavera”, allo “Scoiattolo d’Oro” di Caserta, al Festival “Città di Capua”, al Carnevale di Capua, per il quale presenta “Allegro, allegro carnevale” che si avvale del suo testo in collaborazione con un altro compianto appassionato di canzoni, Tommaso De Rosa.

Ci complimentiamo vivamente con la bella pubblicazione di Lucio, che ha dovuto necessariamente fare una selezione delle sue musiche, in considerazione che ha all’attivo una produzione molto vasta.

Le nostre felicitazioni, dunque, per lo stile sobrio e discreto dell’opera, una cui copia ha voluto donare a me e al direttore del Museo Campano Giuseppe Centore.

Lucio non si ferma qua, sicuramente e con nuove composizioni ispirategli dalla Musa Euterpe sicuramente in seguito ci darà altre sorprese. Antonio Scala

Capua festeggia la società di pallamano promossa in A2

Capua è in festa per un evento sportivo che coinvolge tutti, dalle autorità locali ai commercianti e tutti i tifosi e sportivi, per i risvolti economici positivi che pur comporta una promozione in serie A di una qualsivoglia squadra locale.

Dopo lunghi 28 anni il G.S. Spartacus Pallamano Capua è in serie A.

Un traguardo storico per la società e per i giocatori allenati da mister Panariello.

Sabato scorso, hanno colto una vittoria contro l’ostica Atellana, che ha consolidato il primato in classifica, rimanendo invariato il distacco di sette punti a sole due giornate dal termine.

Siamo l’unica società, afferma raggiante il presidente Michele Vittorelli, a presentare la città di Capua nell’Olimpo della serie A.

“Siamo riusciti con enormi sacrifici e con l’aiuto degli sponsor a portare la squadra in A/2 ed alle finali nazionali per il sesto anno consecutivo l’U 21 a testimonianza di un valido progetto ed un ottimo vivaio”. I festeggiamenti, iniziati al termine dell’ultimo incontro casalingo con lo Scafati, continueranno con una serie di iniziative, che prevedono:

il Torneo delle Regioni, la presentazione, del libro “Tecniche e fondamentali nella disciplina della Pallamano” scritto dal tecnico Rumeno, Ioan Baban e dell’ottavo torneo internazionale memorial Appollonio-Sabatella”.

“Quando mi proposero la presidenza onoraria, ne fui orgoglioso e dissi: questa squadra vincerà il campionato!

“Block Notes” sul Washington Post

Che il direttore del Museo Campano, prof. Centore, ci ricordi spesso che molti laureandi, nel preparare la tesi di laurea, consultano, tra i tanti volumi della biblioteca ed emeroteca museale, anche “Block Notes”, è per noi un incoraggiamento a proseguire il nostro impegno; che il mensile sia spedito da noi a tanti “ Capuani extra moenia” perché richiesto, o direttamente dai familiari che sono qui residenti, anche questo ci fa piacere; sapere adesso che anche un prestigioso quotidiano americano, il Washington Post, cita il nostro giornale, ci gratifica ancora di più nel nostro lavoro. La citazione si riferisce allo scienziato della Nasa, il vitulatino John Joseph Scialdone, morto nel 2003 e dall’Usa traslato nel cimitero del Comune di nascita. Lo scienziato ha ricevuto nel corso della sua carriera innumerevoli riconoscimenti, come quello che va dato a pochi, il “Silver Snnopy” per il contributo allo sviluppo dello Shuttle.

Nell’ottobre del 1998, ritornando per pochi giorni alla natìa Vitulazio, Scialdone partecipò ad un’intervista in diretta a ReteCapua con Franco Fierro; pochi giorni dopo il contenuto dell’intervista fu pubblicato da Antonio Scala sul “Block Notes” del 31 ottobre. Con la traduzione di Romeo Sabatini, l’articolo, ai primi di novembre del 1998, apparve integralmente sul “Washington Post” in Usa.

Questo ci sprona maggiormente a rendere sempre più ricco di servizi il mensile che, sebbene diffuso in un piccolo bacino, Capua e hinterland, si allarga in tante direzioni, travalicando i confini del perimetro in cui nasce.

Giunto al nono anno di vita, “Block Notes” si appresta a battere il record di durata di altri mensili locali.

Il risveglio culturale si chiama Fiorentino Duonnolo, che fonda l’Ass.ne sociale-ambientale “La Foglia”

Saper coniugare armonicamente arte teatrale e tematiche socio-ambientali sono un merito e un pregio del giovane attore santangiolese Fiorentino Duonnolo che nella sua pianificazione per l’anno 2005, ha voluto far partire un’altra brillante iniziativa: la costituzione di un’associazione di tutela dell’ambiente e della natura, che, nel segno dell’arcobaleno simbolo di pace, e di una foglia al vento, come anelito alla libertà, possa rappresentare un momento significativo del suo percorso culturale-sociale ed essere di sprono alla sua S. Angelo in Formis, per una valorizzazione dell’ambiente naturale e delle testimonianze culturali di questa amena località, ricca di storia e di ricordi risorgimentali, con la sua millenaria basilica, il cimitero dei caduti garibaldini nella battaglia del Volturno del 1860, e con un ambiente irripetibile come il bosco di S. Vito e Sansò, con la sua folta vegetazione arborea, tra cui primeggiano la grande plurisecolare quercia, l’ombroso sentiero di Monte dei Lupi, la stradina del Re, i resti archeologici dell’antico acquedotto romano e di quello carolingio. Ci sarà una sorta di gemellaggio tra Fiorentino Duonnolo, con l’associazione che sta per emettere i primi vagiti, e gli “Amici del Fiume” di Diego Giacobone e Franco Fierro, per creare un ponte ideale che unisce tutti gli aspetti ambientali di un’unica ed irripetibile città, come ha ritenuto opportuno il giovane e volitivo Fiorentino. “I miei progetti saranno realizzati in sinergia con un altro ambientalista come me, Franco Fierro, che conosce la realtà santangiolese, avendovi insegnato per oltre un decennio.

L’associazione che nascerà avrà un carattere sociale, ambientale, sportivo e culturale e avrà un nome breve ma significativo: “La foglia”, che esprime bene il concetto insito in sé di natura e libertà. L’associazione chiamerà a raccolta tutti i sinceri ambientalisti e sarà un punto di riferimento per le tematiche eco-ambientali del territorio”. Ma la vera novità che emerge dalle parole di Duonnolo è la rivelazione che anche S. Angelo in Formis avrà un suo foglio mensile, che avrà lo stesso titolo dell’associazione, e di cui, come ha proposto il suo fondatore e promotore Fiorentino Duonnolo, sarà direttore responsabile, per essere iscritto all’ordine nazionale dei giornalisti di Roma, il pubblicista Franco Fierro. Le attività teatrali che svolge il giovane attore non sono quindi un punto di arrivo del suo impegno quotidiano, ma l’avvio di iniziative a più vasta scala, che sottintendono la voglia di riscatto culturale e sociale che anima i giovani del luogo e di cui Fiorentino Duonnolo rappresenta l’avamposto più solido e il portabandiera più qualificato.

Block Notes HINTERLAND - Arte e hostess di sala, nuove leve - RITORNO ALLE ORIGINI

I ricordi artistici degli anni '60 e '70; il maestro pittore Mario Clima (con studio in via Pier delle Vigne a Capua) assaporava la vittoria al Teatro Greco Romano di Taormina (1º Premio), con il quadro "Vecchia signora", ritratto di Rachele Mussolini. Quel fatto commosse un po' tutto l'ambiente dell'hinterland capuano; e nell'aprile del 1975, siamo stati nello studio del grande maestro, insieme ad Achille Cuccari ed il compianto presidente della Pro Loco prof. Andrea Russo, convincemmo l'artista Clima a presenziare alla Mostra di Vitulazio. Tutti ricordano, quella mostra, fu veramente un grande successo, di critica e di pubblico (oltre 5000 presenze); tra l'altro era presente a Vitulazio anche l'altro capuano, il pittore Benito De Rosa. Poi altre importanti mostre estemporanee; spesso presente il pittore bellonese Andrea Olivieri, anche lui vincitore di importanti premi, ricordiamo quello vinto al Teatro Manzoni di Milano; il giovane Andrea si faceva apprezzare per la sua personalità pittorica, per la sua creatività (negli anni '60, la sua auto era decorata con immagini che suscitavano sensazioni particolari). Insomma, gli anni '60 e '70, artisticamente parlando, sono risultati vincenti per l'arte; pensate che alla Galleria "Il Braciere" di Caserta (via Maielli) gli iscritti erano più di 500. Ci diceva Giovanni Leuci (artista capuano che oggi dipinge per la Curia): "La crisi investirà anche l'arte, i pittori non si devono mai scoraggiare, vedrete, ritorneremo alle origini". Tanti pittori però, all'epoca continuavano la missione, la produzione era frenetica anche per l'artista Vincenzo Del Mese, valido ritrattista, mentre il veterano pittore vitulatino Fiorentino Ciccarelli si impegnava sempre di più nei suoi affreschi, nelle chiese e nelle case gentilizie; a parer nostro, il Cav. Fiorentino ha lasciato un vuoto profondo, un pennello d.o.c. un improvvisatore e artista d'altri tempi. Da rimarcare anche Pasquale Pennacchio nell'ultimo periodo della sua vita (sposato a Bellona, via Caporale Di Lello) ha dipinto significativi paesaggi. L'arte poi, si è fermata, c'è stato il vuoto, dicevamo della crisi, ma non solo; sono venuti meno anche validi organizzatori, appassionati d'arte; però gli artisti erano sfiduciati, tristi, la nobile arte verso il declino; una ventata d'ossigeno la portava dall'America Nicola Iosca, pittore classico, ritrattista quotato nelle sue opere, quasi si intravede la mano del Caravaggio. una lunga assenza dell'arte nell'hinterland, quasi 20 anni di buio; poi la svolta. Probabilmente, i progetti contemporanei, una mostra organizzata in modo diverso, le ragazze di Miss Muretto che hanno fatto da coreaorafia alla vernissage, la professionalità dei gestori delle gallerie e altro, tutto questo, ha dato le giuste motivazioni a giovani artisti emergenti, gli stimoli appropriati per poi proiettarli in questo difficile mondo. A Bellona hanno organizzato mostre, oltre quella dell'arch. Caputo, la giovane Maria Salerno, accademica e creativa per giungere alla ribalta; mentre a Vitulazio bravi i nuovi artisti, parliamo di Crescenzo Di Maio, Francesco Iadicicco, Robert Di Lillo (passione per Venezia) e Rosa Guarino proiettata su un palcoscenico artistico di prestigio (predilige l'arte moderna). Forse il ritorno alle origini è maturato anche dal fatto che sono stati realizzati centri d'arte importanti come il C.U.I.I., la Galleria di Antonio e Aika Sapone, il centro di Bellona, è anche meta di visite guidate di spessore internazionale. Sempre a Bellona, troviamo la Galleria d'Arte Vinciguerra, gestita dal mitico Giovanni e con Marina Scialdone, abile scrittrice e critico d'arte. E' diventato operativo anche il Centro Sociale "Agorà" di vitulazio voluto dall'Amministrazione Comunale. Al Centro, è stata organizzata la 1ª Rassegna d'Arte, una mostra di pittura allestita dalla Pro Loco vitulatina. A Bellona (agosto 2004) durante le "Vacanze Bellonesi", la Dea Sport proponeva la 1ª Estemporanea di Pittura, mentre a Natale era di scena "Arte in Vetrina", originale kermesse del panorama artistico nazionale, un'esposizione ben organizzata dal Circolo "La Piazzetta". Ad inizio 2005 l'artista Roberto Arizzi presentava al Museo Campano i suoi lavori; in quella manifestazione, da rilevare che il colpo d'occhio era perfetto, una coreografia stupenda con la presenza delle ragazze dell'Istituto Alberghiero di Aversa (hostess di sala), dirette ed accompagnate dal prof. Sandro Scialdone. Non da meno, ma con successo, si è conclusa pure (marzo 2005) la personale del Maestro Andrea Olivieri al Teatro Garibaldi di S. Maria C.V.. Le sue opere hanno davvero deliziato la folta e competente platea. Come si evince, tante attività frenetiche, di artisti e organizzatori; la svolta c'è stata, ci vuole continuità; da apprezzare pure l'ottimo lavoro di Annunziata Friozzi (di Pastorano), una casa stracolma di quadri; qualità e amore nelle sue opere. Bravo pure il pignatarese Giorgio D'Auria, passato alla ribalta per la sua padronanza dei colori, quasi un romantico, di sicuro un talento. L'artista Ruggiero Alfei, non ha bisogno di presentazioni, ha conosciuto tutti i grandi a cominciare da Picasso; il Comune di Vitulazio nel 2004 gli ha riservato un posto d'onore; una mostra tutta per lui nel salone comunale. Per onor di cronaca, dobbiamo pur dire e ricordare il compianto pittore Carmine Antropoli (ha esposto dalle suore insieme a Clima); i complimenti anche a Franco Ciccarelli (calciatore prima, artista dopo), ma anche a Carmine Scialdone (Nené), nel passato si è molto parlato di lui. A conclusione, una nota di merito ad Antonio Scala (Arte Grafica), il quale con coraggio ha partecipato all'estemporanea di "Vacanze Bellonesi"; una sua presenza anche ad "Arte in Vetrina" (opera Padre Pio, un mosaico realizzato con la corteccia di pino). Ad Antonio, va il merito artistico per la costanza e devozione, oltre che per la sua personale tecnica. L'appassionato, il lettore attento, già è informato; tante iniziative, tante mostre, prima elencate, sono state pure coordinate, ideate, da chi ha curato questo servizio. Michele Ciccarelli

Monsignore Alfredo Cantiello

La mattina del 7 ottobre 1943 il parroco di Bellona, Don Andrea Rovelli, mentre celebrava la S. Messa, fu prelevato dai militari nazisti, in seguito ad una rappresaglia, e condotto nella Cappella di S. Michele. Da quì, insieme ad altri nove prigionieri,percorse via della Vittoria (oggi via 54 Martiri) e, sotto l'occhio vigile di due militari nazisti raggiunse una cava di tufo abbandonata dove fu fucilato. Era quella la prima decina di uomini contro cui i nazisti scaricavano la loro rabbia per l'uccisione di un loro commilitone. Con la morte di Don Andrea, i bellonesi persero il loro parroco che, per alcuni anni, fu sostituito dal giovane sacerdote Don Antimo De Angelis. Si sperava che Don Antimo restasse a Bellona ma, l'anno

seguente, si diffuse la notizia che in paese sarebbe giunto un altro giovane parroco: Don Alfredo Cantiello, nativo di S. Andrea del Pizzone (Caserta). Era l'anno 1944. Il giorno del suo arrivo molti bellonesi si radunarono nel Largo Sentella e, insieme alle Confraternite di S. Michele e di Maria SS. di Gerusalemme, raggiunsero la chiesa Madre dove fu celebrata una S. Messa di ringraziamento. Don Alfredo restò a Bellona 32 anni e ogni domenica molti fedeli si ritrovavano in chiesa per la S. Messa ed ascoltare il commento al Vangelo letto durante la celebrazione. Era un momento in cui tutti i fedeli erano affascinati dal suo linguaggio ricco di immagini e sentimenti religiosi. Dopo il II Conflitto Mondiale, la chiesa Madre di Bellona versava in condizioni disastrose: i continui scoppi delle bombe in paese, oltre ad abbattere molte abitazioni, avevano creato crepe e fenditure alle cupole e crollo dell'intonaco all'interno. Don Alfredo, per evitare che l'acqua piovana penetrasse nel sacro luogo, credette opportuno affidare il restauro ad alcuni muratori specializzati. In seguito decise di abbellire le pareti della navata centrale con dipinti sacri, invitando i fedeli a versare offerte per sostenere le spese. Per l'opera pittorica fu incaricato un noto artista capuano: Mario Clima, allora all'apice della sua arte. L'artista riprodusse opere di famosi pittori come: l'Ascensione di Guido Reni, la Crocifissione di S. Pietro del Caravaggio, i Quattro Evangelisti, la Strage degli Innocenti e altre immagini sacre che suscitavano l'ammirazione di tanti bellonesi che, si intrattenevano in chiesa per osservare il Maestro al lavoro. Con l'arrivo a Bellona di Don Alfredo Cantiello ripresero le attività della parrocchia., fu ricostituita l'Azione Cattolica e molti giovani si ritrovarono nella stessa sede frequentata, in passato, dai loro genitori. Spesso, nelle ore serali, Don Alfredo si intratteneva con i giovani discutendo di sport, di scuola, fornendo spiegazioni a chi gli chiedeva di latino o italiano o dissertando su temi religiosi. Ai giovani di Azione Cattolica appassionati di calcio, permise di utilizzare, in località Monticello, un appezzamento di terreno della parrocchia. Nei pomeriggi estivi si svolgevano incontri di calcio a cui assistevano tanti bellonesi e Don Alfredo compiaciuto e felice di vedere i suoi ragazzi praticare il loro sport preferito. Un campo privo di qualsiasi attrezzatura, ma tanto utile per darci l'illusione di sentirci campioni! Fra le tante iniziative prese da Don Alfredo, quella ancora oggi ricordata è l'intervento che nel 1956, fu effettuato per restaurare la cappella diroccata del convento sul Monte Rageto. I bellonesi parteciparono in massa, insieme a Don Alfredo, portando sul monte: acqua, mattoni, pietre di tufo, sacchi di cemento, tegole, calce, sabbla e tutto il necessario per ricostruire la tettoia, le pareti ed il pavimento dell'antica chiesa abbattuta durante il II Conflitto Mondiale. Appena restaurata, la Cappella accolse tanti bellonesi giunti per assistere ad una S. Messa celebrata da Don Alfredo. Ma la gioia fu di breve durata. Dopo alcuni anni, dal tetto cominciò a filtare acqua piovana che causò un crollo, quello definitivo. Oggi, un residente di Bellona, Antonio Sapone, legato da profonda venerazione per il sacro luogo, tra tante difficoltà e tanti ostacoli posti lungo il suo cammino, si sta adoperando per riportare all'antico splendore quel luogo che dovrebbe suscitare momenti di riflessione da dissuadere i tanti oppositori nel loro tentativo di fermare i lavori, ricordando che, da quella chiesa sul Monte Rageto, originò la fede dei loro antenati i quali, di certo, sarebbero in disaccordo con i loro discendenti per l'avversa attività intrapresa nei riguardi di chi vuole costruire e non distruggere. E a tutto ciò sarebbe contrario anche il compianto Don Alfredo, poiché provava una profonda venerazione per la nostra Patrona Maria SS. di Gerusalemme. Altra iniziativa di Don Alfredo fu la "Sala Parrocchiale", un locale cinematografico adiacente alla chiesa Madre, dove si proiettavano films educativi che richiamavano una moltitudine di spettatori. Quando la pellicola, durante la proiezione, si inceppava, o l'inizio della proiezione ritardava, dal pubblico impaziente partivano fischi ed urla all'indirizzo dell'operatore. Altre occasioni per scatenarsi erano i lunghi inseguimenti dei soldati nordisti americani per catturare gli indiani; ne scaruriva uno schiamazzo generale con incitamenti, urla ed un continuo e assordante battere dei sedili delle poltrone che richiamavano l'attenzione di Don Alfredo il quale, sorridendo, invitana gli scalmanati alla calma.

Spesso il locale era utilizzato per cerimonie nuziali e molti appassionati di musica o del ballo, si intrattenevano per ascoltare gli ultimi successi canori eseguiti da cantanti ed orchestrine locali. Sul palco della "Sala Parrocchiale" si sono svolti spettacoli in ricorrenza della festa della mamma o rappresentazioni sacre come la "Passione e morte di Gesù". Oggi tutto è finito nel più completo abbandono a causa di un inspiegabile incendio che, anni addietro, distrusse l'impianto di illuminazione, il palcoscenico, la platea ed il loggione che fu il ritrovo di tanti  innamorati. Si spera che un giorno il locale, restaurato, possa ritornare ai fasti del passato.

Dopo 32 anni di sacerdozio a Bellona, Don Alfredo Cantiello, nel 1976, lasciò la Parrocchia perché nominato Canonico della Cattedrale di Capua dove operò fino al giorno in cui il Signore lo volle fra i più.

A sostituirlo nella sua missione pastorale fu inviato Don Antonio Iodice, tuttora guida spirituale della chiesa bellonese. Franco Valeriani

LE STRADE DI BELLONA - Toponimi e cenni storici - PIAZZA GIOVANNI XXIII

In questo spazio si erge, in tutta la sua maestosità, la Chiese Madre di Bellona dedicata al santo patrono San Secondino.

La chiesa fu costruita nel 1630 ad unica navata (quella di sinistra).

In seguito, dal 1825 al 1830, fu riedificata con l'aggiunta di altre due navate e tre cupole. Tra le tante statue di ottima fattura citiamo quelle di S. Francesco, S. Antonio, S. Teresa, S. Anna, S. Giuseppe,

Madonna del Carmine, S. Padre Pio, Sacro Cuore di Gesù e S. Secondino. Ma quella che più di tutte è nel cuore dei bellonesi è la Statua di Maria SS. di Gerusalemme Patrona di Bellona. La notte tra il 5 ed il 6 ottobre 1915, nella chiesa si sviluppò un incendio che distrusse la statua della S. Patrona e quella di S. Secondino. Un apposito comitato incaricò il Prof. Luigi De Luca, docente di scultura all'Istituto delle Belle Arti di Napoli, di scolpire due nuove statue. Lo scultore realizzò le due statue interamente in legno e, la sera del Lunedì Santo del 24 aprile 1916, furono benedette in Piazza Umberto I dall'Arcivescovo di Capua Mons. Gennaro Cosenza, al cospetto di una moltitudine di fedeli che cantavano l'inno alla S. Patrona composto dal Canonico Cesare De Titta da Lanciano e musicato dal Maestro Fortunato De Rubertis. La S. Patrona, con decreto del Capitolo Vaticano, fu incoronata il 17 aprile del 1906. Franco Valeriani

Vitulazio, Villa Rotondo nel degrado

Un tempo era l'orgoglio di Vitulazio ed era l'edificio che, per la sua bellezza architettonica, tutti avrebbero voluto possedere. Oggi, invece, Villa Rotondo, una costruzione dallo stile neo classico, versa in un vergognoso abbandono. In quelle stanze, in passato, echeggiavano le soavi voci ed il canto delle damigelle della famiglia Rotondo e molte erano le feste a cui partecipavano gli amici vitulatini, e quelli dei paesi viciniori, invitati, dai proprietari, a consumare lauti pranzi o cene favolose e poi ballare al suono di una orchestrina locale. Partecipare ad una festa organizzata dalla famiglia Rotondo era una piacevole occasione da non perdere. Molti amori sono "fioriti" tra il verde dell'ampio giardino, ricco di una splendida vegetazione, e molti giovani cuori hanno avvertito i primi palpiti d'amore. Poi tutto cadde nel silenzio, nell'abbandono, ed il logorio del tempo, e la trascuratezza da parte degli eredi dei Rotondo, residenti in città lontane, hanno contribuito ad un progressivo degrado. Alcuni anni fa, per completare l'opera distruttiva, i soliti piromani, forse per uno stupido gioco, appiccarono il fuoco alle antiche palme che adornavano il giardino antistante la villa. Oggi quelle maestose piante sono tronchi senza vita! Erbacce e terpi avviluppano le mura esterne dell'edificio, l'ngresso principale e le finestre devastate dal fuoco, le modanature esterne diroccate e numerosi cani randagi circolano tra le stanze fredde e vuote. Una scena, a dir poco, pietosa che suscita tanta rabbia e disappunto! Perché tutto questo? Nessuno è in grado di fornire spiegazioni! Neanche gli amministratori, che si dicono innamorati della loro città! Un vero peccato, un imperdonabile peccato che offende la storia di Vitulazio ed i suoi concittadini! Dopo il II Conflitto Mondiale, Villa Rotondo, ospitò gli uffici municipali e, per molti vitulatini e bellonesi, quella fu l'occasione per poter visitare ed ammirare le bellezze, allora fortunatamente rimaste integre, dell'intera struttura. Alcuni anni fa, durante il periodo delle elezioni provinciali, un candidato in vena di promesse affermò che, se avesse vinto, avrebbe restaurato Villa Rotondo per destinarla e Museo o Biblioteca Comunale. Fu una voce nel deserto! Oggi, purtroppo, restano tutti indifferenti a questo urlo di dolore perché in altre faccende affaccendati! Così facendo, quello storico edificio dalla classica architettura finirà i suoi giorni in un cumulo di macerie e, forse, dopo, una mano pietosa farà fissare un marmo con la scritta: "In questo spazio sorgeva una villa meravigliosa lasciata al suo destino dall'indifferenza degli uomini!" E pensare che altri popoli, privi di storia, se la inventano!!! Franco Valeriani

Presentato il libro di Pietro Giuseppe Martone "Orgoglio e Pregiudizio"

 Segnaliamo che al Centro Sociale Polivalente "Agorà" di Vitulazio è stato presentato il testo-commedia "Orgoglio e Pregiudizio" scritto e ideato da Pietro Giuseppe Martone, già autore di "Sì, voi" commedia di successo rappresentata dagli attori del Gruppo Teatrale "Vitulaccio '89". L'evento artistico-culturale (al Centro Sociale, marzo 2005) per la presentazione del nuovo lavoro di Martone, è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra Amministrazione Comunale di Vitulazio e il Circolo "La Piazzetta". Tutti si augurano che il lavoro sia messo in scena il più presto possibile.

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