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Capua nell’ispirazione
di poesie e canzoni del Novecento
Capua è stata
sempre prolifica di poeti dialettali e autori di canzonette, di
musicisti e di orchestrine. Nei brani composti da una miriade di
personaggi del passato, tra i quali esisteva sempre un pizzico di
rivalità, qualche volta anche di invidia; un filo conduttore univa
però un pò tutti ed era il sentito amore per Capua, il nome che
esercitava un grande fascino in canzoni e liriche che venivano
composte ai vari Carnevali e Piedigrotte, o per la loro
pubblicazione. Anche luoghi e talvolta personaggi della città
venivano proposti nei versi di canzoni e poesie. Dalle vecchie
stampe d’epoca emerge tutto questo e si scopre anche quali
tipografie operavano in Capua, come la Solari e la Salafia, le cui
prime stampe risalgono agli albori del Novecento, se non prima. Come
semplice parentesi al tema trattato, c’è da dire della storia delle
tipografie locali che meritano un discorso a parte, ripromettendomi
di farlo, “si a morte nun me sconceca”. Ritornando ai poeti e
autori nostrani, a circa un secolo fa, prendo a caso un ingiallito e
consunto fascicolo del 1921 dal titolo “Capua che canta”. Su una
pagina, a tutto spiano, c’è la pubblicità della tipografia del
luogo che ne curò la stampa: “La Tipografia “Stampa Nuova“ esegue
ogni sorta di lavoro di lusso e commerciale - Prezzi assolutamente
convenienti - Capua - Palazzo Ettore Fieramosca (interno)”. Il
titolo della canzone è “ ‘Ncoppo Santangelo” e gli autori sono
Giselas per i versi e per la musica Vincenzo Di Benedetto, detto “’O
Russulillo“. In essa si descrivono i luoghi incontaminati e genuini
di una volta: “I me vurria fissà ‘ncoppo Santangelo/ pese posto a
piede e ‘na montagna/addò nce saglie addore d’ ‘a campagna/ca tantu
bbene fa/E llà me ne jarrie ‘ncoppo Santangelo/prima ca ‘nfoca ‘o
canto d’e cicale/qanno ll’amore se fa cchiu carnale/dint’ e cuntror’
està”. C’è poi l’ultima pagina dedicata alla pubblicità, trattandosi
di una manifestazione di canzoni inedite, organizzata non si sa bene
da chi: uno sponsor importante, la Banca Mercantile Italiana di
Roma. Capua, si sa, a quei tempi era una piazza abbastanza
importante.
Un altro fascicolo
che conservo in originale, anche se un po’ rattoppato, riguarda la
Piedigrotta Capuana (7 settembre 1925), stampato dalla Tipografia
Solari, che allocava in via Seggio dei Cavalieri 7. Anche se Capua
non è nominata apertamente, si intuisce inequivocabilmente dai temi
proposti e dagli autori locali Alfredo Solari, Antonio Affinito e da
alcuni pseudonimi.
Il fascicolo
originale del Carnevale Capuano 1939 - Anno XVII (12-19- 21
febbraio) ci dà la certezza che la Tip. Solari si era trasferita
nell’attuale sito, l’Arco Alessio Mazzocchi. Le citazioni per Capua
sono parecchie. Mentre gli autori sono sicuramente tutti di casa
nostra come V. Brandi, Di Bene Benedetto, A. Solari, A. Iannone, S.
Farina, M. Scardino, valga per tutte la bella strofetta della
canzone “Nubiltà Capuana” (Brandi-Farina): “A Capua appena vene ‘o
furastiere/ ce resta e se vo subito ‘nzura/‘o danno ‘a croce ‘o
fanno cavaliere/è rispettato e nun se mova a ccà/’pe’ tratte e ‘sti
figliole capuanelle/femmene scicche e uocchie tante bbelle”.
Un’altra canzone,
di Brandi e Di Benedetto, intitolata “ ‘O Carnevale ‘e Capua”
descrive la manifestazione che era in corso: “ ‘O comitato ‘e Capua
st’anno a fatte/nu scicche Carnevale o ssà, Rusì:/cu st’apparata a
tutt’ a sudisfatte/vestimmece nce avimme divertì./Sta ammuinate e
pronte ogni famiglia/ che vvò abballà cca mieze na quadriglia”, dove
“cca mmieze” sta per piazza dei Giudici. Franco Fierro
Avete vecchie
stampe di poesie, canzoni, fotografie in bianco e nero riferite alla
nostra citta’? Si prega di renderle disponibili per la loro
pubblicazione commentata su Block Notes. I duplicati saranno
stampati a nostra cura e spese, gli originali restituiti subito.
Tel. 3383805960.
Le musiche di Lucio
Solari, una bella strenna pasquale
Con l’umiltà che
lo ha sempre distinto, l’amico Lucio Solari, musicista e compositore
per una passione che gli è stata tramandata dai suoi ascendenti, e
di cui ho parlato sul giornale tempo fa (i Solari, tranne solo
qualcuno della famiglia, dal principio del ‘900 ad oggi hanno sempre
convissuto con l’attività musicale come esecutori strumentali
(violino e contrabbasso, in modo particolare), mentre Lucio, oltre a
suonare, ha avuto un hobby sano, pulito, divertente: la composizione
di brani di musica leggera per adulti e molti adatti al mondo
dell’infanzia.
A compendio della
prima parte della sua vita musicale, ha voluto sintetizzare una
piccola parte della sua produzione in un bel libricino dal titolo
“Le musiche di Lucio Solari - canzoni per l’infanzia e di genere
vario” che raccolgono i seguenti brani per bambini, che si avvalgono
del testo originale di Franco Fierro: “Torna a scuola Michelì”,
“Pinocchio 2000”, “Scuola di campagna”, “Leggendo il libro Cuore”,
“Un aquilone”; dei testi del compianto Salvatore Luongo: “Tanti
auguri”, “A tutti i papa del mondo”, “Sognare e volare”. Ancora, con
il testo di Gennaro Madonna: “Voglio guardare il mondo”. Come
canzoni di genere vario, presenta le seguenti composizioni: “C’o
viento”, “Serenata a Maria”, “’O buontempone”, “Ridere e cantare”
con testi di Salvatore Luongo, “Malinconia” con testo di Franco
Fierro, “Varca furastera” e “Le tue lacrime” con testi
dell’indimenticabile Ernesto Capparella.
Le canzoni hanno
partecipato con successo, vincendo delle edizioni, alla Ribalta
della Canzone, al “Girotondo di Primavera”, allo “Scoiattolo d’Oro”
di Caserta, al Festival “Città di Capua”, al Carnevale di Capua, per
il quale presenta “Allegro, allegro carnevale” che si avvale del suo
testo in collaborazione con un altro compianto appassionato di
canzoni, Tommaso De Rosa.
Ci complimentiamo
vivamente con la bella pubblicazione di Lucio, che ha dovuto
necessariamente fare una selezione delle sue musiche, in
considerazione che ha all’attivo una produzione molto vasta.
Le nostre
felicitazioni, dunque, per lo stile sobrio e discreto dell’opera,
una cui copia ha voluto donare a me e al direttore del Museo Campano
Giuseppe Centore.
Lucio non si ferma
qua, sicuramente e con nuove composizioni ispirategli dalla Musa
Euterpe sicuramente in seguito ci darà altre sorprese. Antonio Scala
Capua festeggia la
società di pallamano promossa in A2
Capua è in festa
per un evento sportivo che coinvolge tutti, dalle autorità locali ai
commercianti e tutti i tifosi e sportivi, per i risvolti economici
positivi che pur comporta una promozione in serie A di una
qualsivoglia squadra locale.
Dopo lunghi 28
anni il G.S. Spartacus Pallamano Capua è in serie A.
Un traguardo
storico per la società e per i giocatori allenati da mister
Panariello.
Sabato scorso,
hanno colto una vittoria contro l’ostica Atellana, che ha
consolidato il primato in classifica, rimanendo invariato il
distacco di sette punti a sole due giornate dal termine.
Siamo l’unica
società, afferma raggiante il presidente Michele Vittorelli, a
presentare la città di Capua nell’Olimpo della serie A.
“Siamo riusciti
con enormi sacrifici e con l’aiuto degli sponsor a portare la
squadra in A/2 ed alle finali nazionali per il sesto anno
consecutivo l’U 21 a testimonianza di un valido progetto ed un
ottimo vivaio”. I festeggiamenti, iniziati al termine dell’ultimo
incontro casalingo con lo Scafati, continueranno con una serie di
iniziative, che prevedono:
il Torneo delle
Regioni, la presentazione, del libro “Tecniche e fondamentali nella
disciplina della Pallamano” scritto dal tecnico Rumeno, Ioan Baban e
dell’ottavo torneo internazionale memorial Appollonio-Sabatella”.
“Quando mi
proposero la presidenza onoraria, ne fui orgoglioso e dissi: questa
squadra vincerà il campionato!
“Block Notes” sul
Washington Post
Che il direttore
del Museo Campano, prof. Centore, ci ricordi spesso che molti
laureandi, nel preparare la tesi di laurea, consultano, tra i tanti
volumi della biblioteca ed emeroteca museale, anche “Block Notes”, è
per noi un incoraggiamento a proseguire il nostro impegno; che il
mensile sia spedito da noi a tanti “ Capuani extra moenia” perché
richiesto, o direttamente dai familiari che sono qui residenti,
anche questo ci fa piacere; sapere adesso che anche un prestigioso
quotidiano americano, il Washington Post, cita il nostro giornale,
ci gratifica ancora di più nel nostro lavoro. La citazione si
riferisce allo scienziato della Nasa, il vitulatino John Joseph
Scialdone, morto nel 2003 e dall’Usa traslato nel cimitero del
Comune di nascita. Lo scienziato ha ricevuto nel corso della sua
carriera innumerevoli riconoscimenti, come quello che va dato a
pochi, il “Silver Snnopy” per il contributo allo sviluppo dello
Shuttle.
Nell’ottobre del
1998, ritornando per pochi giorni alla natìa Vitulazio, Scialdone
partecipò ad un’intervista in diretta a ReteCapua con Franco Fierro;
pochi giorni dopo il contenuto dell’intervista fu pubblicato da
Antonio Scala sul “Block Notes” del 31 ottobre. Con la traduzione di
Romeo Sabatini, l’articolo, ai primi di novembre del 1998, apparve
integralmente sul “Washington Post” in Usa.
Questo ci sprona
maggiormente a rendere sempre più ricco di servizi il mensile che,
sebbene diffuso in un piccolo bacino, Capua e hinterland, si allarga
in tante direzioni, travalicando i confini del perimetro in cui
nasce.
Giunto al nono
anno di vita, “Block Notes” si appresta a battere il record di
durata di altri mensili locali.
Il risveglio culturale
si chiama Fiorentino Duonnolo, che fonda l’Ass.ne sociale-ambientale
“La Foglia”
Saper coniugare
armonicamente arte teatrale e tematiche socio-ambientali sono un
merito e un pregio del giovane attore santangiolese Fiorentino
Duonnolo che nella sua pianificazione per l’anno 2005, ha voluto far
partire un’altra brillante iniziativa: la costituzione di
un’associazione di tutela dell’ambiente e della natura, che, nel
segno dell’arcobaleno simbolo di pace, e di una foglia al vento,
come anelito alla libertà, possa rappresentare un momento
significativo del suo percorso culturale-sociale ed essere di sprono
alla sua S. Angelo in Formis, per una valorizzazione dell’ambiente
naturale e delle testimonianze culturali di questa amena località,
ricca di storia e di ricordi risorgimentali, con la sua millenaria
basilica, il cimitero dei caduti garibaldini nella battaglia del
Volturno del 1860, e con un ambiente irripetibile come il bosco di
S. Vito e Sansò, con la sua folta vegetazione arborea, tra cui
primeggiano la grande plurisecolare quercia, l’ombroso sentiero di
Monte dei Lupi, la stradina del Re, i resti archeologici dell’antico
acquedotto romano e di quello carolingio. Ci sarà una sorta di
gemellaggio tra Fiorentino Duonnolo, con l’associazione che sta per
emettere i primi vagiti, e gli “Amici del Fiume” di Diego Giacobone
e Franco Fierro, per creare un ponte ideale che unisce tutti gli
aspetti ambientali di un’unica ed irripetibile città, come ha
ritenuto opportuno il giovane e volitivo Fiorentino. “I miei
progetti saranno realizzati in sinergia con un altro ambientalista
come me, Franco Fierro, che conosce la realtà santangiolese,
avendovi insegnato per oltre un decennio.
L’associazione che
nascerà avrà un carattere sociale, ambientale, sportivo e culturale
e avrà un nome breve ma significativo: “La foglia”, che esprime bene
il concetto insito in sé di natura e libertà. L’associazione
chiamerà a raccolta tutti i sinceri ambientalisti e sarà un punto di
riferimento per le tematiche eco-ambientali del territorio”. Ma la
vera novità che emerge dalle parole di Duonnolo è la rivelazione che
anche S. Angelo in Formis avrà un suo foglio mensile, che avrà lo
stesso titolo dell’associazione, e di cui, come ha proposto il suo
fondatore e promotore Fiorentino Duonnolo, sarà direttore
responsabile, per essere iscritto all’ordine nazionale dei
giornalisti di Roma, il pubblicista Franco Fierro. Le attività
teatrali che svolge il giovane attore non sono quindi un punto di
arrivo del suo impegno quotidiano, ma l’avvio di iniziative a più
vasta scala, che sottintendono la voglia di riscatto culturale e
sociale che anima i giovani del luogo e di cui Fiorentino Duonnolo
rappresenta l’avamposto più solido e il portabandiera più
qualificato.
Block Notes HINTERLAND
- Arte e hostess di sala, nuove leve - RITORNO ALLE ORIGINI
I ricordi
artistici degli anni '60 e '70; il maestro pittore Mario Clima (con
studio in via Pier delle Vigne a Capua) assaporava la vittoria al
Teatro Greco Romano di Taormina (1º Premio), con il quadro "Vecchia
signora", ritratto di Rachele Mussolini. Quel fatto commosse un po'
tutto l'ambiente dell'hinterland capuano; e nell'aprile del 1975,
siamo stati nello studio del grande maestro, insieme ad Achille
Cuccari ed il compianto presidente della Pro Loco prof. Andrea
Russo, convincemmo l'artista Clima a presenziare alla Mostra di
Vitulazio. Tutti ricordano, quella mostra, fu veramente un grande
successo, di critica e di pubblico (oltre 5000 presenze); tra
l'altro era presente a Vitulazio anche l'altro capuano, il pittore
Benito De Rosa. Poi altre importanti mostre estemporanee; spesso
presente il pittore bellonese Andrea Olivieri, anche lui vincitore
di importanti premi, ricordiamo quello vinto al Teatro Manzoni di
Milano; il giovane Andrea si faceva apprezzare per la sua
personalità pittorica, per la sua creatività (negli anni '60, la sua
auto era decorata con immagini che suscitavano sensazioni
particolari). Insomma, gli anni '60 e '70, artisticamente parlando,
sono risultati vincenti per l'arte; pensate che alla Galleria "Il
Braciere" di Caserta (via Maielli) gli iscritti erano più di 500. Ci
diceva Giovanni Leuci (artista capuano che oggi dipinge per la
Curia): "La crisi investirà anche l'arte, i pittori non si devono
mai scoraggiare, vedrete, ritorneremo alle origini". Tanti pittori
però, all'epoca continuavano la missione, la produzione era
frenetica anche per l'artista Vincenzo Del Mese, valido ritrattista,
mentre il veterano pittore vitulatino Fiorentino Ciccarelli si
impegnava sempre di più nei suoi affreschi, nelle chiese e nelle
case gentilizie; a parer nostro, il Cav. Fiorentino ha lasciato un
vuoto profondo, un pennello d.o.c. un improvvisatore e artista
d'altri tempi. Da rimarcare anche Pasquale Pennacchio nell'ultimo
periodo della sua vita (sposato a Bellona, via Caporale Di Lello) ha
dipinto significativi paesaggi. L'arte poi, si è fermata, c'è stato
il vuoto, dicevamo della crisi, ma non solo; sono venuti meno anche
validi organizzatori, appassionati d'arte; però gli artisti erano
sfiduciati, tristi, la nobile arte verso il declino; una ventata
d'ossigeno la portava dall'America Nicola Iosca, pittore classico,
ritrattista quotato nelle sue opere, quasi si intravede la mano del
Caravaggio. una lunga assenza dell'arte nell'hinterland, quasi 20
anni di buio; poi la svolta. Probabilmente, i progetti
contemporanei, una mostra organizzata in modo diverso, le ragazze di
Miss Muretto che hanno fatto da coreaorafia alla vernissage, la
professionalità dei gestori delle gallerie e altro, tutto questo, ha
dato le giuste motivazioni a giovani artisti emergenti, gli stimoli
appropriati per poi proiettarli in questo difficile mondo. A Bellona
hanno organizzato mostre, oltre quella dell'arch. Caputo, la giovane
Maria Salerno, accademica e creativa per giungere alla ribalta;
mentre a Vitulazio bravi i nuovi artisti, parliamo di Crescenzo Di
Maio, Francesco Iadicicco, Robert Di Lillo (passione per Venezia) e
Rosa Guarino proiettata su un palcoscenico artistico di prestigio
(predilige l'arte moderna). Forse il ritorno alle origini è maturato
anche dal fatto che sono stati realizzati centri d'arte importanti
come il C.U.I.I., la Galleria di Antonio e Aika Sapone, il centro di
Bellona, è anche meta di visite guidate di spessore internazionale.
Sempre a Bellona, troviamo la Galleria d'Arte Vinciguerra, gestita
dal mitico Giovanni e con Marina Scialdone, abile scrittrice e
critico d'arte. E' diventato operativo anche il Centro Sociale
"Agorà" di vitulazio voluto dall'Amministrazione Comunale. Al
Centro, è stata organizzata la 1ª Rassegna d'Arte, una mostra di
pittura allestita dalla Pro Loco vitulatina. A Bellona (agosto 2004)
durante le "Vacanze Bellonesi", la Dea Sport proponeva la 1ª
Estemporanea di Pittura, mentre a Natale era di scena "Arte in
Vetrina", originale kermesse del panorama artistico nazionale,
un'esposizione ben organizzata dal Circolo "La Piazzetta". Ad inizio
2005 l'artista Roberto Arizzi presentava al Museo Campano i suoi
lavori; in quella manifestazione, da rilevare che il colpo d'occhio
era perfetto, una coreografia stupenda con la presenza delle ragazze
dell'Istituto Alberghiero di Aversa (hostess di sala), dirette ed
accompagnate dal prof. Sandro Scialdone. Non da meno, ma con
successo, si è conclusa pure (marzo 2005) la personale del Maestro
Andrea Olivieri al Teatro Garibaldi di S. Maria C.V.. Le sue opere
hanno davvero deliziato la folta e competente platea. Come si
evince, tante attività frenetiche, di artisti e organizzatori; la
svolta c'è stata, ci vuole continuità; da apprezzare pure l'ottimo
lavoro di Annunziata Friozzi (di Pastorano), una casa stracolma di
quadri; qualità e amore nelle sue opere. Bravo pure il pignatarese
Giorgio D'Auria, passato alla ribalta per la sua padronanza dei
colori, quasi un romantico, di sicuro un talento. L'artista Ruggiero
Alfei, non ha bisogno di presentazioni, ha conosciuto tutti i grandi
a cominciare da Picasso; il Comune di Vitulazio nel 2004 gli ha
riservato un posto d'onore; una mostra tutta per lui nel salone
comunale. Per onor di cronaca, dobbiamo pur dire e ricordare il
compianto pittore Carmine Antropoli (ha esposto dalle suore insieme
a Clima); i complimenti anche a Franco Ciccarelli (calciatore prima,
artista dopo), ma anche a Carmine Scialdone (Nené), nel passato si è
molto parlato di lui. A conclusione, una nota di merito ad Antonio
Scala (Arte Grafica), il quale con coraggio ha partecipato
all'estemporanea di "Vacanze Bellonesi"; una sua presenza anche ad
"Arte in Vetrina" (opera Padre Pio, un mosaico realizzato con la
corteccia di pino). Ad Antonio, va il merito artistico per la
costanza e devozione, oltre che per la sua personale tecnica.
L'appassionato, il lettore attento, già è informato; tante
iniziative, tante mostre, prima elencate, sono state pure
coordinate, ideate, da chi ha curato questo servizio. Michele
Ciccarelli
Monsignore Alfredo
Cantiello
La mattina del 7
ottobre 1943 il parroco di Bellona, Don Andrea Rovelli, mentre
celebrava la S. Messa, fu prelevato dai militari nazisti, in seguito
ad una rappresaglia, e condotto nella Cappella di S. Michele. Da
quì, insieme ad altri nove prigionieri,percorse via della Vittoria
(oggi via 54 Martiri) e, sotto l'occhio vigile di due militari
nazisti raggiunse una cava di tufo abbandonata dove fu fucilato. Era
quella la prima decina di uomini contro cui i nazisti scaricavano la
loro rabbia per l'uccisione di un loro commilitone. Con la morte di
Don Andrea, i bellonesi persero il loro parroco che, per alcuni
anni, fu sostituito dal giovane sacerdote Don Antimo De Angelis. Si
sperava che Don Antimo restasse a Bellona ma, l'anno
seguente, si
diffuse la notizia che in paese sarebbe giunto un altro giovane
parroco: Don Alfredo Cantiello, nativo di S. Andrea del Pizzone
(Caserta). Era l'anno 1944. Il giorno del suo arrivo molti bellonesi
si radunarono nel Largo Sentella e, insieme alle Confraternite di S.
Michele e di Maria SS. di Gerusalemme, raggiunsero la chiesa Madre
dove fu celebrata una S. Messa di ringraziamento. Don Alfredo restò
a Bellona 32 anni e ogni domenica molti fedeli si ritrovavano in
chiesa per la S. Messa ed ascoltare il commento al Vangelo letto
durante la celebrazione. Era un momento in cui tutti i fedeli erano
affascinati dal suo linguaggio ricco di immagini e sentimenti
religiosi. Dopo il II Conflitto Mondiale, la chiesa Madre di Bellona
versava in condizioni disastrose: i continui scoppi delle bombe in
paese, oltre ad abbattere molte abitazioni, avevano creato crepe e
fenditure alle cupole e crollo dell'intonaco all'interno. Don
Alfredo, per evitare che l'acqua piovana penetrasse nel sacro luogo,
credette opportuno affidare il restauro ad alcuni muratori
specializzati. In seguito decise di abbellire le pareti della navata
centrale con dipinti sacri, invitando i fedeli a versare offerte per
sostenere le spese. Per l'opera pittorica fu incaricato un noto
artista capuano: Mario Clima, allora all'apice della sua arte.
L'artista riprodusse opere di famosi pittori come: l'Ascensione di
Guido Reni, la Crocifissione di S. Pietro del Caravaggio, i Quattro
Evangelisti, la Strage degli Innocenti e altre immagini sacre che
suscitavano l'ammirazione di tanti bellonesi che, si intrattenevano
in chiesa per osservare il Maestro al lavoro. Con l'arrivo a Bellona
di Don Alfredo Cantiello ripresero le attività della parrocchia., fu
ricostituita l'Azione Cattolica e molti giovani si ritrovarono nella
stessa sede frequentata, in passato, dai loro genitori. Spesso,
nelle ore serali, Don Alfredo si intratteneva con i giovani
discutendo di sport, di scuola, fornendo spiegazioni a chi gli
chiedeva di latino o italiano o dissertando su temi religiosi. Ai
giovani di Azione Cattolica appassionati di calcio, permise di
utilizzare, in località Monticello, un appezzamento di terreno della
parrocchia. Nei pomeriggi estivi si svolgevano incontri di calcio a
cui assistevano tanti bellonesi e Don Alfredo compiaciuto e felice
di vedere i suoi ragazzi praticare il loro sport preferito. Un campo
privo di qualsiasi attrezzatura, ma tanto utile per darci
l'illusione di sentirci campioni! Fra le tante iniziative prese da
Don Alfredo, quella ancora oggi ricordata è l'intervento che nel
1956, fu effettuato per restaurare la cappella diroccata del
convento sul Monte Rageto. I bellonesi parteciparono in massa,
insieme a Don Alfredo, portando sul monte: acqua, mattoni, pietre di
tufo, sacchi di cemento, tegole, calce, sabbla e tutto il necessario
per ricostruire la tettoia, le pareti ed il pavimento dell'antica
chiesa abbattuta durante il II Conflitto Mondiale. Appena
restaurata, la Cappella accolse tanti bellonesi giunti per assistere
ad una S. Messa celebrata da Don Alfredo. Ma la gioia fu di breve
durata. Dopo alcuni anni, dal tetto cominciò a filtare acqua piovana
che causò un crollo, quello definitivo. Oggi, un residente di
Bellona, Antonio Sapone, legato da profonda venerazione per il sacro
luogo, tra tante difficoltà e tanti ostacoli posti lungo il suo
cammino, si sta adoperando per riportare all'antico splendore quel
luogo che dovrebbe suscitare momenti di riflessione da dissuadere i
tanti oppositori nel loro tentativo di fermare i lavori, ricordando
che, da quella chiesa sul Monte Rageto, originò la fede dei loro
antenati i quali, di certo, sarebbero in disaccordo con i loro
discendenti per l'avversa attività intrapresa nei riguardi di chi
vuole costruire e non distruggere. E a tutto ciò sarebbe contrario
anche il compianto Don Alfredo, poiché provava una profonda
venerazione per la nostra Patrona Maria SS. di Gerusalemme. Altra
iniziativa di Don Alfredo fu la "Sala Parrocchiale", un locale
cinematografico adiacente alla chiesa Madre, dove si proiettavano
films educativi che richiamavano una moltitudine di spettatori.
Quando la pellicola, durante la proiezione, si inceppava, o l'inizio
della proiezione ritardava, dal pubblico impaziente partivano fischi
ed urla all'indirizzo dell'operatore. Altre occasioni per scatenarsi
erano i lunghi inseguimenti dei soldati nordisti americani per
catturare gli indiani; ne scaruriva uno schiamazzo generale con
incitamenti, urla ed un continuo e assordante battere dei sedili
delle poltrone che richiamavano l'attenzione di Don Alfredo il
quale, sorridendo, invitana gli scalmanati alla calma.
Spesso il locale
era utilizzato per cerimonie nuziali e molti appassionati di musica
o del ballo, si intrattenevano per ascoltare gli ultimi successi
canori eseguiti da cantanti ed orchestrine locali. Sul palco della
"Sala Parrocchiale" si sono svolti spettacoli in ricorrenza della
festa della mamma o rappresentazioni sacre come la "Passione e morte
di Gesù". Oggi tutto è finito nel più completo abbandono a causa di
un inspiegabile incendio che, anni addietro, distrusse l'impianto di
illuminazione, il palcoscenico, la platea ed il loggione che fu il
ritrovo di tanti innamorati. Si spera che un giorno il locale,
restaurato, possa ritornare ai fasti del passato.
Dopo 32 anni di
sacerdozio a Bellona, Don Alfredo Cantiello, nel 1976, lasciò la
Parrocchia perché nominato Canonico della Cattedrale di Capua dove
operò fino al giorno in cui il Signore lo volle fra i più.
A sostituirlo
nella sua missione pastorale fu inviato Don Antonio Iodice, tuttora
guida spirituale della chiesa bellonese. Franco Valeriani
LE STRADE DI BELLONA -
Toponimi e cenni storici - PIAZZA GIOVANNI XXIII
In questo spazio
si erge, in tutta la sua maestosità, la Chiese Madre di Bellona
dedicata al santo patrono San Secondino.
La chiesa fu
costruita nel 1630 ad unica navata (quella di sinistra).
In seguito, dal
1825 al 1830, fu riedificata con l'aggiunta di altre due navate e
tre cupole. Tra le tante statue di ottima fattura citiamo quelle di
S. Francesco, S. Antonio, S. Teresa, S. Anna, S. Giuseppe,
Madonna del
Carmine, S. Padre Pio, Sacro Cuore di Gesù e S. Secondino. Ma quella
che più di tutte è nel cuore dei bellonesi è la Statua di Maria SS.
di Gerusalemme Patrona di Bellona. La notte tra il 5 ed il 6 ottobre
1915, nella chiesa si sviluppò un incendio che distrusse la statua
della S. Patrona e quella di S. Secondino. Un apposito comitato
incaricò il Prof. Luigi De Luca, docente di scultura all'Istituto
delle Belle Arti di Napoli, di scolpire due nuove statue. Lo
scultore realizzò le due statue interamente in legno e, la sera del
Lunedì Santo del 24 aprile 1916, furono benedette in Piazza Umberto
I dall'Arcivescovo di Capua Mons. Gennaro Cosenza, al cospetto di
una moltitudine di fedeli che cantavano l'inno alla S. Patrona
composto dal Canonico Cesare De Titta da Lanciano e musicato dal
Maestro Fortunato De Rubertis. La S. Patrona, con decreto del
Capitolo Vaticano, fu incoronata il 17 aprile del 1906. Franco
Valeriani
Vitulazio, Villa
Rotondo nel degrado
Un tempo era
l'orgoglio di Vitulazio ed era l'edificio che, per la sua bellezza
architettonica, tutti avrebbero voluto possedere. Oggi, invece,
Villa Rotondo, una costruzione dallo stile neo classico, versa in un
vergognoso abbandono. In quelle stanze, in passato, echeggiavano le
soavi voci ed il canto delle damigelle della famiglia Rotondo e
molte erano le feste a cui partecipavano gli amici vitulatini, e
quelli dei paesi viciniori, invitati, dai proprietari, a consumare
lauti pranzi o cene favolose e poi ballare al suono di una
orchestrina locale. Partecipare ad una festa organizzata dalla
famiglia Rotondo era una piacevole occasione da non perdere. Molti
amori sono "fioriti" tra il verde dell'ampio giardino, ricco di una
splendida vegetazione, e molti giovani cuori hanno avvertito i primi
palpiti d'amore. Poi tutto cadde nel silenzio, nell'abbandono, ed il
logorio del tempo, e la trascuratezza da parte degli eredi dei
Rotondo, residenti in città lontane, hanno contribuito ad un
progressivo degrado. Alcuni anni fa, per completare l'opera
distruttiva, i soliti piromani, forse per uno stupido gioco,
appiccarono il fuoco alle antiche palme che adornavano il giardino
antistante la villa. Oggi quelle maestose piante sono tronchi senza
vita! Erbacce e terpi avviluppano le mura esterne dell'edificio,
l'ngresso principale e le finestre devastate dal fuoco, le
modanature esterne diroccate e numerosi cani randagi circolano tra
le stanze fredde e vuote. Una scena, a dir poco, pietosa che suscita
tanta rabbia e disappunto! Perché tutto questo? Nessuno è in grado
di fornire spiegazioni! Neanche gli amministratori, che si dicono
innamorati della loro città! Un vero peccato, un imperdonabile
peccato che offende la storia di Vitulazio ed i suoi concittadini!
Dopo il II Conflitto Mondiale, Villa Rotondo, ospitò gli uffici
municipali e, per molti vitulatini e bellonesi, quella fu
l'occasione per poter visitare ed ammirare le bellezze, allora
fortunatamente rimaste integre, dell'intera struttura. Alcuni anni
fa, durante il periodo delle elezioni provinciali, un candidato in
vena di promesse affermò che, se avesse vinto, avrebbe restaurato
Villa Rotondo per destinarla e Museo o Biblioteca Comunale. Fu una
voce nel deserto! Oggi, purtroppo, restano tutti indifferenti a
questo urlo di dolore perché in altre faccende affaccendati! Così
facendo, quello storico edificio dalla classica architettura finirà
i suoi giorni in un cumulo di macerie e, forse, dopo, una mano
pietosa farà fissare un marmo con la scritta: "In questo spazio
sorgeva una villa meravigliosa lasciata al suo destino
dall'indifferenza degli uomini!" E pensare che altri popoli, privi
di storia, se la inventano!!! Franco Valeriani
Presentato il libro di
Pietro Giuseppe Martone "Orgoglio e Pregiudizio"
Segnaliamo che al
Centro Sociale Polivalente "Agorà" di Vitulazio è stato presentato
il testo-commedia "Orgoglio e Pregiudizio" scritto e ideato da
Pietro Giuseppe Martone, già autore di "Sì, voi" commedia di
successo rappresentata dagli attori del Gruppo Teatrale "Vitulaccio
'89". L'evento artistico-culturale (al Centro Sociale, marzo 2005)
per la presentazione del nuovo lavoro di Martone, è stato reso
possibile grazie alla collaborazione tra Amministrazione Comunale di
Vitulazio e il Circolo "La Piazzetta". Tutti si augurano che il
lavoro sia messo in scena il più presto possibile. |