Un Natale dove emerge l’arte: la pittura, la commedia...
Un vitulatino che si fa onore di Franco Valeriani
HANDBALL REALTA' VITULATINA
Capua, una
miniera d'oro
E' allo stato grezzo l'oro della nostra
miniera, Capua, racchiuso nei forzieri e nelle casseforti.
Bisognerebbe lavorarlo e poi metterlo in vetrina. Fuor di metafora
bisogna ammettere il disagio di noi capuani quando, con i monumenti
aperti che con molto buona volontà fa aprire l'amministrazione ora,
come in passato le altre, arrivano frotte di turisti che restano
ammirati per la bellezza dei nostri tesori d'arte, ma sbigottiti con
tutto il contorno dei randagi dappertutto, il traffico disordinato,
gli scempi visibilmente apportati a questo o a quell'edificio
interessante, i cavi di Telecom ed Enel che deturpano portali e
palazzi monumentali; i lavori fatti con i piedi o non controllati
quando si riparano la fogna o le condutture dell'acqua e del metano; i
fili metallici sospesi e arrugginiti delle luminarie che, a Natale e a
Carnevale, lasciano le ditte al loro posto per l'anno dopo, compreso
lo stesso palazzo municipale; l'uso del cemento disinvoltamente
autorizzato dal caporale di turno dell'ufficio tecnico sul basolato in
riparazione; i condizionatori d'aria posti all'esterno degli edifici
senza una regolamentazione appropriata; i colori dal paonazzo
all'arancione messi a proprio piacimento su questo o quell'edificio
dai proprietari; le grondaie di plastica rossa tanto care alla
precedente ed attuale amministrazione... e potremmo continuare, ma lo
spazio ci è tiranno. Un monito, che è anche appello, va agli
amministratori di oggi, di ieri e di domani, responsabili di questi
scempi, sul piano morale e politico, non impartendo agli uffici
competenti tutte quelle direttive tecnicamente valide per prevenire le
mille "magagne" che si perpetrano in questa nostro centro
storico, mancato "patrimonio dell'umanità" e per niente
"museo all'aperto". Le potenzialità turistiche, in un
ambiente preservato da tutte quelle negatività apportate da traffico,
smog, inquinamento, disordine ed altro, stanno a Capua come la Fiat
sta alla città di Torino. Bisogna concentrare tutti gli sforzi per
rendere possibile che l'obbiettivo del turismo si realizzi nella
nostra città essendoci la "materia prima", evitando sprechi
di risorse per indirizzarle verso questa meta. Ricordarlo al termine
di un altro anno che se ne va, è un obbligo per "Block
Notes" di oggi, per un domani che verrà e su cui ci sarà il
giudizio dei futuri cittadini. Non perdiamo altro tempo, Capua non lo
merita.
All'UNESCO mai avanzata la proposta per il riconoscimento di "Patrimonio dell'Umanità"
Capua "museo all'aperto" è un luogo comune
Capua "museo all'aperto", Capua "patrimonio dell'umanità": il dubbio ci assale quando si sentono questi slogan nel corso di "passerelle" culturali, profferiti da eruditi conferenzieri e studiosi della "civitas capuana", da cui sembrerebbe che la nostra città nel suo insieme urbanistico è da considerare ancora un paesaggio culturale integro "comprendendo in unica accezione il patrimonio culturale, il paesaggio, l'ambiente naturale" (dalla Dichiarazione di Capua del 1995). E pensare che Capua doveva diventare anche
"città slow", senza avere i requisiti di vivibilità per esserlo. Dovremmo passeggiare per strade, vicoli e piazze; guardare palazzi, tetti, cornicioni e balconi, porte e portali, per potere esprimere giudizi veritieri e non falsi, per prendere atto del declino a cui la città è condannata per le continue manomissioni e alterazioni del suo patrimonio urbanistico e della sua immagine violentata, nel tempo, per colpa di imperdonabili omissioni. Due momenti, che potevano essere decisivi per la salvaguardia del suo "insieme", e che testimoniano la volontà degli amministratori dell'epoca, sono degni di memoria: nel 1971, con il "check up" urbanistico fatto da studiosi di tutto il mondo sotto l'egida dell'Unesco, e nel 1995 con il convegno di livello universitario "Capua centro storico vitale dall'antichità all'età
moderna" che vide riuniti a Palazzo Antignano il fior fiore dei "cervelloni": architetti, urbanisti, economisti, giuristi, che sottoscrissero la misconosciuta "Dichiarazione di Capua", con cui si sottoponeva la richiesta all'Unesco, chissà se mai inoltrata, di candidatura del centro storico di Capua a "patrimonio dell'umanità". Le intenzioni non sono state supportate dai fatti. Nell'una e nell'altra occasione furono spesi una barca di milioni di vecchie lire senza approdare a nulla. L'imbarbarimento culturale fortemente presente nella nostra area geografica e capace di produrre mostruosità urbanistiche d'ogni genere, ha fatto il resto, sconvolgendo il tessuto cittadino con deturpazioni, scempi e manomissioni. Fossero stati altrove i nostri tesori, avrebbero potuto avere maggior fortuna! Purtroppo, sono qui. Non si sa nemmeno quali fabbricati o luoghi sono sotto vincolo della Soprintendenza ai beni culturali, né esiste indicazione all'esterno per quelli che sono sotto tutela. Ora non ci resta che sperare nel Piano di Recupero che dovrebbe essere approvato a breve e le cui norme diventeranno prescrittive per tutti i proprietari di fabbricati. Ma quel che conta soprattutto è che bisogna inculcare in tutti la "cultura della salvaguardia" del patrimonio monumentale ed artistico della nostra città in vista di una auspicabile ed improcrastinabile serie di interventi tesi al recupero e alla valorizzazione dell'intero impianto urbanistico ed artistico della nostra città.
Franco Fierro
"I PANNIELLI"
DI BRANDI
Visitare la bottega d'arte di Luigi Brandi è già dire "Aspettando Natale" rimirando le preziosità esposte nelle vetrine del suo laboratorio Brandi è stato con il G8 il fondatore della manifestazione; che si svolge nel suggestivo scorcio dell'antica Capua.
(Nella foto: Immagine del personaggio creato da Brandi, "Peppeniello, 'o portafortuna d' 'e
Pannielli").
LA VETRINA DI
NATALE: "PRESTIGE"
Come è ormai consuetudine, ogni anno l'obiettivo di ReteCapua si sofferma sulle vetrine più belle. Anche per il 2002 dobbiamo congratularci con i titolari di "Prestige" per lo splendido, incantevole paesaggio presepiale in esposizione che dà risalto alla serenità che infonde nei cuori la ricorrenza del Natale. I beni materiali, rappresentati dagli oggetti luccicanti che brillano nella vetrina, passano volutamente in secondo piano, nell'intento di minimizzare il particolare momento commerciale rispetto alla grandezza e all'attesa della Natività raffigurata dai pastori sullo sfondo del cielo incantato punteggiato di stelle. Nella vetrina-bis, "Prestige" ha voluto rappresentare, nel contesto dell'emancipazione della donna nel mondo in uno con l'evoluzione della moda femminile che trova nel riscatto di donne asiatiche libere dai veli di un tempo, la più alta espressione di progresso e libertà.
Cento presepi scaldano S.Eligio
Un grande successo sta riscuotendo la IV Rassegna di Arte Presepiale organizzata dall'Associazione "Il Presepio", presieduta da Giuseppe Monaco, che si concluderà il 6 gennaio p.v.. Espongono: Gennaro Bracale, Beatrice De Simone, Rosa Ferrante, Annamaria Ferrara, Giovanni Leuci (pittura sacra), Paola Molinaro, Giuseppe Monaco, don Raffaele Paolucci, Salvatore Ricciardi, Pietro Sabino, Vincenzo Silvestri.Coordinatore: Achille Di
Benedetto.