PANETTONI
AL PENSIONATO PARENTE,
MITTENTE IL CAV. CIRO DE MAIO
I1 92.enne Cav. Ciro De Maio strizza l'occhio alle anziane del pensionato Parente di via Salomone? Qualcuno potrebbe pensarlo essendo il nostro caro e arzillo nonnino una persona sola, in quando da poco tempo ha perduto la sua cara congiunta. Invece l' "Amico di
Capua" è mosso da nobili intenti altruistici, un atto di bontà che gli sgorga dal cuore ed ha il significato vero dell'amicizia solidale. Dopo aver ricoperte le tombe anonime dei campi di inumazione con piantine di crisantemi il 2 novembre scorso, ora ha pensato di donare dei panettoni alle donne anziane del Pensionato, mentre attende lo scoccare del 26 gennaio prossimo, quando finirà i 92 anni, che festeggerà con i suoi e con gli auguri del sindaco Alessandro Pasca, del consigliere provinciale Carmine Antropoli e del direttore di "Block Notes" Franco Fierro. Auguri, cavaliere, di lunghissima attiva vita e serenità.
Mario Ragucci
Block Notes
HINTERLAND
BELLONA IERI E OGGI
di Franco Valeriani
Il cinema a Bellona
Dopo il II conflitto mondiale, che aveva causato lutti e distruzioni, la vita cominciava a riprendere il suo corso ed era ritornato il desiderio di trascorrere ore liete e spensierate. Molti bellonesi, il sabato e la domenica pomeriggio, si recavano a Capua in bicicletta per assistere, nei cinema Ricciardi o Martucci, alla proiezione di film di successo. L'America cominciava ad invadere la Penisola con pellicole interpretate dalle migliori attrici e attori di Hollywood che avevano già ottenuto consensi in tutte le platee del mondo: Rita Hayworth, Linda Darnell, Gree Garson, Marlene Dietrich, Greta Garbo, Katryn Hepburn, Jennifer Jones, Joan Fontaine, Edy Lamar, Ava Gariner, ecc. e gli attori: Tyron Power, Spencer Tracy, Gary Cooper, Montgomery Clift, James Mason, Clark Gable, John Wayne, Gregory Peck, Marlon Brando.
Nei cinema capuani i capolavori della cinematografia americana richiamavano spettatori da tutti i paesi viciniori. A questi film si affiancavano anche quelli di produzione italiana girati a Cinecittà, definita la Hollywood sul Tevere. I nostri attori più popolari erano: Rossano Brazzi (il latin lover per eccellenza), Carlo Ninchi, Gino Cervi, Fosco Giachetti, Andrea Checchi, Aldo Silvani, Raf Vallone, Paolo Stoppa, Roldano Lupi, Vittorio De Sica, Aldo Fabrizi, i fratelli De Filippo, Vittorio Gassman, ecc. affiancati da ottime attrici: Alida Valli, Valentina Cortese, Rina Morelli, Anna Magnani, Marina Berti, Carla Del Poggio, Lea Padovani, Marisa Merlini, Maria Denis, Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Virna Lisi ecc.
Nel 1948 a Bellona fu inaugurata la prima sala cinematografica denominata: "Cinema Monterageto" ogni sera colma di spettatori interessati alle avventure dei cow boys guidati da Buster Crabbe o a quelle di Tarzan, impersonato dall'atletico campione olimpionico di nuoto Johnny Weismuller. Saltavano tutti dalle poltrone quando sullo schermo apparivano gli indiani inseguiti dai cow boys. Era un continuo urlare per incitare i "bianchi" che inseguivano i "pellerossa" sempre sconfitti dai "Nordisti americani". Al cinema Monte Rageto seguì la Sala Parrocchiale; voluta dall'Arciprete Don Alfredo Cantiello.
Una novità furono i palchi che diventarono il ritrovo di tante coppie di fidanzati. Fra i due gestori sorse una concorrenza che esaudiva le richieste degli spettatori. Ogni lunedi i film del fine settimana erano proiettati a "prezzo ridotto", dando così la possibilità di andare al cinema anche a coloro che avevano i soldi in quantità limitata. Era diventata una piacevole abitudine si cenava in fretta per essere puntuali all'inizio della proiezione e le musiche diffuse dagli altoparlanti lasciavano capire l'avvenuta apertura del locale. Una mattina di novembre si seppe dell'arrivo a Triflisco, di una troupe cinematografica per le riprese delle scene di un film. Moltissimi giovani accorsero per osservare come si realizzava una pellicola cinematografica.
Sulla sponda destra del Volturno, nei pressi del ponte Annibale, vi erano degli attori, il regista con la sua poltroncina, i tecnici impegnati nella costruzione di una casa colonica con blocchi di cartapesta, un cane San Bernardo legato ad un albero e, nei pressi della casa, alcune sedie, un tavolo con delle scodelle, attrezzi agricoli poggiati alla parete esterna della casa e, all'interno di essa, un letto disfatto, un fornello ed un gatto accovacciato su di una sedia. Dopo tanto chiedere sapemmo che si apprestavano a girare alcune scene del film: "La strada finisce sul fiume", con noti attori italiani: Andrea Checchi, Aldo Silvani, Costance Dowling e Bella Starace Sainati nel suo tradizionale ruolo della mamma. Il regista era Luigi Capuano del quale avevamo già apprezzato altri film. Ci fu chiesto di non disturbare e prendemmo posto su un cumulo di terra non troppo lontano. Notammo che l'operatore della cinepresa copriva con uno speciale pannello l'obiettivo per ridurre la luminosità; un elettricista collegava due fili ad una batteria; un gregge di pecore, guidato da un vecchio pastore, attendeva di ritornare nel recinto. Fuori casa un altro vecchio (l'attore Aldo Silvani) era occupato nel sostituire i manici alle zappe ed ai badili, mentre sua figlia (l'attrice Costance Dowling) sciorinava i panni lavati in una tinozza. Un tecnico reggeva due tubi di gomma. Al ciack tutto cominciò ad animarsi. La scena si svolgeva al calar del sole il cielo era nuvoloso e minacciava un temporale (l'elettricista congiungeva i fili che emettevano cariche elettriche simili a lampi); cominciava a cadere una fitta pioggia (creata dal tecnico con l'ausilio dei due tubi da dove fuoriuscivano abbondanti getti di acqua).
Il vecchietto (Aldo Silvani) iniziava il suo lavoro, mentre sua figlia dopo aver raccolto in un canestro i panni asciugati al sole, stendeva quelli umidi. Soffiava un vento impetuoso (creato da due potenti ventilatori) e la pioggia cadeva in abbondanza. Sembrava una scena da diluvio universale! Il fiume Volturno, a causa delle abbondanti
piogge dei giorni precedenti, era straripato abbattendo gli argini e ciò completava la scena rendendo felice il regista. Ad un tratto giunge, tutto trafelato, un giovane (Andrea Checchi) che chiede ospitalità. Ha gli abiti inzuppati d'acqua, i capelli scompigliati ed indossa una giacca logora. In lontananza si notavano due carabinieri pronti a dare la caccia al giovane fuggiasco il quale, vistosi inseguito, lascia la casa portando con sé la ragazza. I militi impongono ai due di fermarsi, ma essi continuano nella fuga verso il fiume dove una barca è ad attenderli. Si odono due spari ed il giovane, ferito ad una spalla, cade la ragazza tenta di soccorrerlo. A questo punto il regista ferma l'azione, un altro giovane, (una controfigura), di spalle alla cinepresa,riprende la corsa, barcolla, cade, si rialza e finisce in acqua.
Il regista ordina un'altra sosta. Andrea Checchi scende in acqua e, dopo una smorfia di dolore, tenta di aggrapparsi alla riva; perde le forze, a causa della ferita sanguinante, e l'acqua lo trascina via mentre la ragazza, bagnata e sconvolta, chiede aiuto e crolla nel fango.
Accorre il vecchio (l'attore Aldo Silvani) che aiuta la giovane a rialzarsi mentre giungono, trafelati, i carabinieri che osservano il corpo del giovane (la controfigura) trascinato dalle acque in piena. Vedere tutte quelle finzioni fu per tutti noi una grande delusione ma, quando ci recammo al cinema Martucci di Capua, per assistere alla proiezione del film, dovemmo ricrederci poiché tutto sembrava incredibilmente vero!!
Nel 1952 il cinema Monte Rageto fu acquistato da due bellonesi appassionati di cinematografia: il Prof. Antonio Vinciguerra e l'ins. Luigi Ragozzino.
Dopo quattro anni fu inaugurato il nuovo Cinema Monte Rageto, un piccolo gioiello con schermo panoramico (una novità per quel tempo), un moderno impianto sonoro stereofonico ed un ampio palcoscenico idoneo per qualsiasi spettacolo teatrale.
Con la nuova gestione i bellonesi ebbero la possibilità di assistere, in prima visione, alla proiezione di molti capolavori della cinematografia italiana e straniera fra cui: "Anna" con Silvana Mangano, "Polvere di Stelle" con John Payne, "Il Passatore" con Rossano Brazzi, "La Grande Pioggia" con Tyrone Power, "Bellezze al Bagno" con Ester Williams, "Roma città aperta" con Anna Magnani, "Ladri di Biciclette" e "Sciuscià" due capolavori del cinema neo realista di Vittorio De Sica, "Sangue e Arena" con Rita Hayworth, "Giulietta e Romeo" con Norma Shearer e Leslie Howard, Maria Antonietta con Michelle Morgan, "Il cammino della speranza" con Raf Vallone, "Il Brigante Musolino" con Amedeo Nazzari.
Il diffondersi della televisione in tutte le case dei bellonesi, fu la causa determinante di un calo di spettatori ed i gestori dei due cinema sospesero le proiezioni. Da allora il cinema, a Bellona, è rimasto un caro ricordo. Auguriamoci che verrà il giorno in cui un locale riaprirà i battenti per restituire, ai bellonesi, il piacere di assistere alla proiezione di capolavori sul grande schermo che, attraverso il suono stereofonico e gli effetti speciali, restano indimenticabili.
Franco Valeriani
Un Bellonese ad El Alamein
Seconda parte
Dopo aver frequentato a Tarquinia la scuola paracadutisti, Vincenzo De Blasio, oggi di anni 82, fu arruolato nella Divisione Folgore e partì diretto in Africa Settentrionale dove prese parte alla battaglia di El Alamein. Quando si chiedono ragguagli a riguardo, Vincenzo resta un attimo in silenzio, abbassa lo sguardo per poi rivolgerlo all'interlocutore e, con gli occhi colmi di lacrime, inizia a parlare di quei terribili giorni, di quelle tristi ore, quando non si aveva neppure il tempo di raccomandarsi al Signore. «Era un inferno di fuoco. Tra lo scoppio incessante delle bombe e dei cannoneggiamenti, si udivano i laceranti lamenti di tanti feriti che chiedevano aiuto, le urla di incitamento dei superiori, mentre centinaia di carri armati correvano nel deserto ricoperto di sangue. Alcuni di essi saltavano in aria a causa delle mine nascoste nel terreno». Vincenzo De Blasio, notevolmente commosso dal racconto, asciuga i suoi occhi, emette un profondo sospiro e riprende il triste
racconto: «In quella battaglia si scontrarono oltre 300.000 giovani di tante nazioni. Molti compagni d'arme non sono più
tornati. L'artiglieria inglese sparava 1200 colpi al minuto. Era una impari lotta tra uomini ed automezzi. Noi della "Folgore" affrontavamo i carri armati inglesi lanciando bottiglie molotov e molti miei commilitoni, hanno perso la vita travolti dai carri nemici.
Diciassette medaglie d'oro furono assegnate ad altrettanti soldati della Folgore. Era un continuo soffrire: l'acqua scarseggiava e ad ogni soldato era assegnato mezzo litro di acqua al giorno. Mangiavamo gallette durissime che si ammorbidivano nell'acqua, e carne in scatola. Ciò causò a tutti un noioso male: la dissenteria, una infezione intestinale accompagnata da diarrea spesso con muco e sangue. Le gavette si pulivano con la sabbia del deserto impregnata di benzina, gasolio e di escrementi umani. Quota 33, la collina di El Alamein divenne una postazione ora conquistata, poi perduta e poi ripresa con il sacrificio di tante giovani vite. Le perdite italo-tedesche furono di 9.000 uomini e 15.000 feriti. Nel sacrario di El Alamein riposano 4.800 soldati italiani e su una lastra di marmo è
scritto: "Mancò la fortuna, non il valore". Il generale inglese Montgomery non era considerato un grande stratega, disponeva solo di una forza schiacciante. Il generale tedesco Rommel era in Germania per curare un suo male e lo sostituì il generale Stumme che morì nelle prime ore della battaglia, per cui l'armata germanica rimase senza comandante in capo.
Quando Rommel ritornò in Africa, trovò una grave situazione anche a causa della mancanza di rifornimenti. All'alba del 24 ottobre, continua il De Blasio, l'attacco si era trasformato in un massacro di uomini. Gli inglesi erano finiti nei campi minati, detti "i giardini del diavolo", fatti preparare da Rommel. Dal 25 al 29 ottobre gli inglesi ebbero la peggio. Si seppe che a Londra Churchill, irritatissimo, chiese che cosa stesse combinando il suo pupillo Montgomery e poi concluse: "Possibile che non ci sia un generale in grado di vincere almeno una
battaglia?". «La nostra resa - continua De Blasio, è il ricordo più brutto che porto con me, in particolare quando fummo costretti a deporre le armi e salire su un camion che ci portò verso altra destinazione». Vincenzo De Blasio prigioniero degli inglesi fu trasferito nel campo di Bassòra, in Irak.
Ritornò in Italia il 1946, dopo quattro anni di dura e tormentata
prigionia. «La guerra divide nazioni e popoli - afferma De Blasio - sono trascorsi 60 anni dalla battaglia di El Alamein ed il mondo è
cambiato. Noi, sopravvissuti a quella immane carneficina, auspichiamo che mai più ci sia una guerra e che gli uomini difendano sempre la pace, un bene inestimabile».
Franco Valeriani
La chiesa di Maria SS. dell'Agnena di Vitulazio
Sulle rovine di un tempio pagano dedicato al dio Vitulo fu costruita, nel 1803, durante il regno del re Borbone Ferdinando IV, l’attuale chiesa madre, ad unica navata, dove si venera Maria S.S. dell’Agnena che, con S. Stefano, è la patrona di questo ridente centro casertano.
A causa delle gravi condizioni in cui versava l’antica chiesa, tanto cara ai vitulatini, necessitava di un immediato restauro. L’attivo e dinamico sacerdote, don Pietro Lagnese, nativo di Vitulazio e quindi sensibile ai problemi della sua chiesa, si è impegnato affinché tutto fosse riportato all’antico splendore senza cancellare i dipinti che gli antenati donarono come ex voto alla Santa patrona per le numerose grazie ricevute. Dopo lunghi mesi di accurato lavoro da parte degli esperti nell’arte del restauro, tutto l’interno della chiesa è ritornato allo splendore di un tempo e, per tramandare ai posteri il lavoro eseguito con cura e dedizione, appena dopo l’ingresso, sulla parete di destra, vi è una lapide in marmo su cui si può
leggere: Alle soglie del terzo millennio Sommo Pontefice Giovanni Paolo II la comunità cristiana di Vitulazio rinnovata dal Concilio Vaticano II e dal XXXI Sinodo Diocesano questo Tempio di Maria S.S. dell’Agnena restaura il 25/3/1996. Il visitatore dopo essere passato tra due colonne di marmo pregiato, poste all’ingresso principale, può ammirare sull’altare maggiore, in tutta la sua bellezza, la miracolosa statua della Santa protettrice che ogni anno viene portata in solenne processione lungo le strade cittadine fra un tripudio di canti liturgici ed una folla osannante.
Dalla vetrata centrale una suggestiva immagine dello Spirito Santo aleggia sulla Santa patrona come a voler proteggere tutti i suoi fedeli.
Alla sinistra dell’altare maggiore si erge, in tutta la sua maestosità, un antico Crocefisso restaurato in tutti i suoi particolari. Sulle pareti di destra e di sinistra dell’altare maggiore si notano due dipinti: l’Ascensione e l’Annunciazione, opere di un artista sconosciuto.
Il soffitto è abbellito da lunotti con dipinti che raffigurano la Gloria della Croce, Gesù nell’orto degli ulivi, Gesù che parla ai dottori nel tempio, San Francesco che riceve le stimmate ed infine Gesù in trono, tutte opere del pittore Barbato risalenti al 1899. Nella sagrestia, sulla parete di sinistra, si può ammirare un dipinto del 1800 che riproduce la dolce immagine della Santa patrona, di cui è autore il pittore napoletano Gaetano Gigante. Sulla parete di destra vi è un quadro della Madonna del Carmelo e il medaglione di una nobile famiglia vitulatina, che aveva per stemma gentilizio il sole ed un leone rampante.
Al centro della navata, sulla parete di destra, vi è un antico pulpito da dove hanno predicato insigni oratori gesuiti durante le festività in onore della Santa. Nel sagrato, infine, si può ammirare una Deposizione, opera del compianto pittore vitulatino Fiorentino Ciccarelli tuttora ricordato dai suoi concittadini per l’inconfondibile stile classicheggiante.
Al sacerdote, don Pietro Lagnese, esprimiamo le nostre più sincere parole di stima per aver reso la chiesa più bella ed accogliente di prima e per aver lasciato ogni cosa al proprio posto, evitando, così, di creare dissapori e risentimenti, come è avvenuto altrove per una incomprensibile ed inspiegabile iniziativa, sono stati cancellati tutti i dipinti offerti come ex voto da numerosi fedeli legati alla loro chiesa madre.
Franco Valeriani
GIUSEPPE MARTUCCI, UN GRANDE DELLA MUSICA
Giuseppe Martucci, pianista concertista e compositore, nacque a Capua il 1865 e morì a Napoli il l9O9. Fu uno dei maggiori sinfonisti del suo tempo ed ottimo direttore d'orchestra. Compose sinfonie, concerti, notturni, musica da camera, pagine per voci e brani pianistici. Gli idoli di Martucci erano Brahms e Wagner e fu per suo merito, se in Italia si diffusero le composizioni dei due grandi autori tedeschi. Il "Notturno" che egli orchestrò nel 1901, è quello che Riccardo Muti dirige con particolare predilezione. E' una musica molto carezzevole che si diffonde con lenti efflussi, allargando lo spazio sonoro. Protagonisti sono gli archi che devono eseguire il brano con tocchi morbidi, raggiungendo una fusione di suono di stile viennese. Per la musica di Martucci la qualità del suono è essenziale come si può notare nei sette poemi della "Canzone dei Ricordi", un insieme di temi crepuscolari che toccano vari stati d'animo: il sogno dell'amore che svanisce, la primavera perduta, il pianto presente, l'oblio della natura, la carezza del vento, i silenzi della notte, il tutto avvolto in un'aura di sconsolata nostalgia. E' una musica, quella di Martucci, che emana lunghe melodie che carezzano l'animo
dell'ascoltatore. Franco Valeriani
A Vitulazio
Un Natale dove emerge l’arte: la pittura, la commedia...
Il pubblico attento, obiettivo, ha espresso parere favorevole a due grosse manifestaioni artistiche che in queste feste di Natale hanno deliziato le persone di palato fine. Parliamo della 2ª Rassegna d’Arte, organizzata dall’Amministrazione comunale di Vitulazio e della rappresentazione teatrale “Natale in casa Cupiello” organizzata dalla filodrammatica “Vitulaccio ‘89”.
La bella mostra di pittura si è svolta al centro Sociale Polivalente, con esposizione alla grande degli artisti casertani Anna Villano, Rosa Salzillo, Oriana Vitella e Salvatore Bifone. Gli artisti espositori hanno esposto le loro opere in mostre nazionali e hanno tenuto a sottolineare (da noi intervistati) che si sono formati artisticamente presso lo studio del Mº Andrea Olivieri di Bellona.
Senza ombra di dubbio, un grosso successo quello della 2ª Rassegna d’Arte, successo di pubblico e di critica, non era mai successo che tanti visitatori affollassero i saloni del Centro, anche i ragazzi delle scuole accompagnati dai rispettivi insegnanti si sono complimentati con gli organizzatori. E proprio a loro va il nostro plauso, a cominciare dal Sindaco dott. Achille Cuccari, per finire con l’assessore prof. Antonio Catone e PierinoPezzulo.
Lo stesso successo lo ha ottenuto la filodrammatica “Vitulaccio ‘89” con la rappresentazione di “Natale in casa Cupiello” (di E. de Filippo) come al solito ben diretta (nell’Auditorium del Centro Parrocchiale di Vitulazio) da Saverio Scialdone. Già abbiamo scritto e parlato dei veterani artisti che professionalmente si sono esibiti con il “piglio dei grandi”; anche sabato sera, 14 dicembre, sul nuovo palcoscenico messo a disposizione dal parroco don Pietro Lagnese. E’ doveroso mettere in risalto che “Vitulaccio ‘89” si presentava sul palco per beneficenza con i fondi destinati alla fondazione Telethon. Tra l’altro quasi sicuramente ci saranno delle repliche durante i restanti giorni delle feste natalizie, manifestazioni coordinate pure dall’attuale amministrazione comunale.
Soffermandoci sulla “performance” degli addetti ai lavori di “Natale in casa Cupiello”, ancora una volta, al Centro Parrocchiale, la gente ha subissato di applausi gli interpreti principali della mitica commedia di Eduardo. A nostro giudizio questa volta è emersa tanta creatività espressiva negli attori, e parliamo di Vittorio Aurilio (Luca Cupiello), Dora De Lucia (Concetta), Antonio Scala (Nennillo), Mario De lucia (Pasqualino), Angela Emanuele (Ninuccia), Nando Catone (Nicolino), Orlando Di Lillo (Vittorio Elia), la regia, come si è
detto, è di Saverio Scialdone.
Noi come cronisti non possiamo che rallegrarci con gli artisti e gli organizzatori di manifestazioni artistiche-culturali a Vitulazio; abbiamo assistito al tutto con uno stato d'animo particolare, addirittura ci siamo emozionati; sicuramente dicembre 2002 verrà ricordato per questi eventi artistici: una rassegna d'arte di grosso spessore, una compagnia teatrale "Vitulaccio '89" motivata quanto basta per riscuotere, a fine rappresentazione, ben cinque minuti di applausi.
"Della nostra ultima fatica è meglio che parlano i critici, gli appassionati - ci dice Saverio Scialdone - vorrei mettere in risalto che a Vitulazio, ci sono giovani talenti, futuri attori, che già si sono iscritti a corsi di dizione e recitazione. Forse influenzati dal nostro teatro, per noi è un motivo di grossa soddisfazione.Poi la nostra gratuita esibizione, offerta a Telethon, è una beneficenza sentita: gli attori, i tecnici pr primi hanno fatto la loro offerta".
Tutti avete lasciato un messaggio.Continuate, siamo sicuri che ci farete ancora
sognare! Michele Ciccarelli
Un vitulatino che si fa onore
di Franco Valeriani
Il concorso bandito dalla direzione del Teatro San Carlo di Napoli per l’assunzione di alcune voci nuove nella categoria tenori, ha visto la partecipazione di artisti giunti da tutto il mondo. Tra i tanti ha partecipato un giovane di Vitulazio. Fin dalla giovane età Raffaele Russo ha sempre nutrito la passione per la musica lirica e, per soddisfarla, era diventato un assiduo frequentatore del Teatro San Carlo di Napoli dove seguiva con interesse tutte le opere rappresentate. Sognava di calcare le scene di quel teatro e, per realizzare il suo sogno, frequentò lezioni di canto presso il conservatorio di Benevento. Iniziò così, in sordina, una carriera che lo portò a cantare in molti teatri d’Europa e, le tappe che stanno segnando il suo futuro, sono le esibizioni che egli ha tenuto presso i teatri di Praga, Vienna e Berlino, in una tournee effettuata durante la scorsa estate e che, per il successo ottenuto, sarà replicata nell’estate del 2003 con l’aggiunta del teatro di Goteborg in Svezia. Inoltre, Raffaele Russo ha deliziato con la sua voce gli spettatori del Teatro Comunale di Cagliari e dell’Accademia Santa Cecilia in Roma. Finalmente il sogno del tenore vitulatino si è
avverato. Ormai è diventato l’idolo di tanti appassionati della lirica che accorrono per ascoltare dalla sua voce le più belle arie operistiche. Quando Raffaele Russo seppe del concorso indetto dal San Carlo, restò
titubante. Furono le insistenze degli amici e dei parenti a convincerlo. Sapeva che quello sarebbe stato il suo ultimo traguardo, un traguardo difficile da superare. Si sottopose ad un’accurata preparazione vocale e, confidando nella “Vergine degli Angeli” che egli aveva sempre cantato, s’iscrisse per partecipare. L’esito è stato inaspettato e clamoroso ed ha reso entusiasti tutti i suoi concittadini. Raffaele Russo è risultato il primo tra tutti i concorrenti. Ora a Vitulazio tutti sono nell’attesa di applaudirlo durante il suo debutto nello storico teatro San Carlo di Napoli. Quel giorno, di certo, tutta Vitulazio sarà in
platea.
HANDBALL
REALTA' VITULATINA
Un saluto a tutti i lettori di Block Notes.
Siamo a fine Anno e l'H.C. Volturno Vitulazio vuole festeggiare questa annata piena di svolte societarie e tecniche. Dopo cinque anni di duro lavoro l'Handball è diventato a Vitulazio una realtà che tutti conoscono per la serietà dei suoi dirigenti e dei tecnici che svolgono il proprio lavoro con una efficacia straordinaria. E' questo il momento per ringraziare gli sponsor che ci consentono di mantenere alto il nome dell'Handball Vitulatino in tutta la Campania, cito il CBS supermarket, la BNetwork di Vitulazio, Diapason di Angelo Scialdone, l'Ina Assitalia di Vitulazio che con il loro contributo stanno dando la possibilità ai nostri giovani atleti Vitulatini di misurarsi con squadre blasonate, quali Salerno Handball, Flumeri (AV), Napoli, Benevento, eccetera, Vitulazio quindi, sfida Napoli, Benevento, Salerno, etc., città contro un piccolo paese, e questo è molto bello e molto interessante, questo ci fa crescere sportivamente e socialmente. Voglio ringraziare l'Amministrazione Comunale che ci sta aiutando a migliorare la struttura di via Jardino (scuola materna), e spero che il progetto per la costruzione del palazzetto venga seguito e realizzato in tempi accettabili, visto il grande bisogno che gli sportivi di Vitulazio hanno. Questo è il secondo anno che Vitulazio partecipa al campionato di Serie B femminile, la squadra diretta da Giovanni Di Rubba, si sta comportando benissimo, sta lavorando molto e stà crescendo di partita in partita senza sfigurare al cospetto di formazioni che hanno tra le proprie fila straniere in grado di vincere le gare da sole. E' un anno di maturazione della matricola Vitulatina prima di puntare a traguardi più
importanti. Il nostro è un gruppo compatto di 15 ragazze, giovanissimo per la categoria, concreto, attento alle disposizioni del coach Di Rubba, dice il capitano Ada Di Lillo, l'innesto delle ragazze della scuola media ci fa ben sperare per il futuro. Il campionato under 18 darà la possibilità a tutti di giocare con maggiore continuità facendo esperienza. Ritengo importante l'ingresso di altre persone per aumentare il numero di giocatrici in modo da avere una rosa ancora più ampia e dare la possibilità di praticare lo sport a più
persone. Rinnovo gli auguri a tutti, e invito tutti a seguire le gare dell'HC Vitulazio che si svolgono al campo della scuola materna di Viale Dante. L'ingresso è gratis, quindi, tutti al campo... e tanti auguri di Buon Natale e Felice Anno
Nuovo. Arcangelo Lagnese