Nella
qual divisione seguitò Capua ad essere quella stessa antica
metropoli, fatta sede Consolare, presso la quale esisteva il
Pretorio, reggevasi la Curia, promulgavansi gli Imperiali statuti e
le leggi (Pratilli Consol. della Camp., Avellino Opusc.III p.215 e
seg.). E questo fino al grande Costantino, il quale perfezionò
l'opera di Augusto e d'Adriano, dividendo l'Italia più
conformemente alle membrature naturali e alle istoriche tradizioni,
e prenunziando più da presso l'attuale nuovo scompartimento
d'Italia.Ei la divise in diciassette Regioni.Tra le dieci Suburbicarie
amministrate dal Vicario di Roma iscriveva pur quella della
Campania, con a capo sempre la stessa Capua, che ottenne l'antico
dominio su tutta quella vasta Provincia, come stanno per attestarlo
e monumenti e scrittori. Capua metropoli sotto i Barbari e suoi Conti Longobardi (476-841).
Quando poi coll'infrangersi del Romano Colosso, tuttoché Capua,
preda di stragi, di fuoco e di rapine, scemasse alquanto del suo
antico splendore; come prima potettero riprendere un assetto
politico le cose, seguì nondimeno ad essere quel centro morale, che
non si distrugge per arbitrio prepotente di uomini; seguitò a
conservare il nome di Città
primaria (Leone Ostiens.Hist.
Chron.Cass.) della nuova Provincia
Capuana (Litt. scell. Parisiis 1879, p.145). Vandali, Unni,
Goti, Longobardi, orde irrequiete di popoli vi lasciarono orme
devastatrici di ruine. ILongobardi più felici, trovandola
già centro politico della Campania, vi si stanziarono, egualmente
come avevano fatto in Benevento; e la eressero in Contado. Il quale
avente a metropoli la stessa Capua, ed abbracciando sotto di sé
tutti i minori Contadi e Gastaldati al di quà e al di là del
Volturno, estendevasi fino a Sora inclusa (ex
Hist. Herchemperti, num.XXI) e giusta la gerarchica costituzione
feudale formava parte di quel vasto Ducato Beneventano surto per
opera degli stessi Longobardi, Ducato che fu poi anche alla sua
volta soggetto a Capua, quando fu poi eretta in Principato, come fra
poco staremo per riferire. E tutto ciò fino all'anno 841 che
un'orda spietata di Saraceni piombando terribili sul nostro suolo,
col ferro e colle fiamme riducendo in cenere Capuam
Primariam, come esprimersi sul proposito l'Ignoto Cassinese
num.8, fecero per sempre sparire dalla faccia della terra la più
vasta e sublime fra le città Italiane, che fu Capua antica. Capua moderna ancora metropoli sotto i suoi Conti Longobardi (anni
856-899)Ma
non però colla distruzione dell'antica Capua ogni gloria fu con lei
sepolta; ma per l'opposto elevata questa nuova Città su' ruderi
dell'antica Casilino, e venendo in essa trasferite tutte le storiche
tradizioni, la potenza del nome, e le civili grandezze della estinta
Città, per altrettanto crebbe nello splendore de' suoi fasti. Capua
risorge non sulle immani ruine degli arsi tempii e degli adeguati
monumenti; e a sé intorno raccogliendo tutte le grandi memorie del
passato, le sue leggi, i suoi costumi, si mette a sedere sulle
sponde tortuose del Volturno, credendo più opportuno questo sito e
per strategia e per commercio per piantarvi la sede del
suo Contado. Gli
immani ruderi dicono al passeggero: questi sono i campi ove fu Capua;
ma nella storia della moderna Città ei legge tutta la eredità
degli avi suoi; là vede le mura, qui gli abitanti, là il cadavere
delle sue grandezze, qui lo spirito che viene ad informare un nuovo
corpo che di propria mano si compone; là è la culla ove nacquero i
nostri padri antichi, ove sorgono i loro muti sepolcri, qui è
l'anima, qui è la continuazione della loro potenza morale che si
sviluppa sotto gli auspicii dello stesso nome; là la materia, qui
la Patria.
BELLONA
IERI E OGGI
Dopo
la fine del II conflitto mondiale, iniziato il primo settembre 1939
e durato sei lunghi anni, la vita in Italia cominciò a riprendere
il suo corso. Si ritornò a scuola in aule che mostravano i segni
dei continui bombardamenti: crepe, fenditure, finestre e balconi
privi di vetri e pochi banchi rimasti integri. Terminate le
elementari, molti alunni bellonesi decisero di continuare gli studi
e sostennero una prova d'esame detta: esame di ammissione, che
permetteva la frequenza della scuola media inferiore. Ma, dal 1943
al 1945 era impossibile la frequenza della scuola media di Capua a
causa delle continue incursioni degli aerei alleati che tentavano di
abbattere i ponti sul Volturno e l’edificio sede del Pirotecnico
dell'Esercito.
Gli alunni che superarono l'esame d'ammissione furono costretti a
studiare da esterni e sostenere gli esami a fine anno scolastico.
Dopo la ricostruzione dei ponti sul Volturno da parte degli alleati,
fu possibile la frequenza della scuola media Ettore Fieramosca
mentre altri si scrissero al ginnasio-liceo di S. Maria C.V.
La mancanza dei mezzi di trasporto ci costringeva a raggiungere
Capua con gli automezzi alleati che trasportavano lavoratori
bellonesi per il Pirotecnico dell'Esercito (che aveva ripreso la sua
attività) e per il campo d’aviazione. Ogni mattina subivamo
una imposizione da parte di un soldato alleato (un inglese) alla
guida del camion: bisognava lasciare un uovo ciascuno, in un
canestro posto sul sedile accanto al guidatore. Le nostre mamme, per
evitarci possibili assenze a scuola, acquistavano uova presso i
pochi negozi o dai più vicini agricoltori. Gli
automezzi partivano da piazza Umberto I e da piazza IV Novembre e
noi tutti dovevamo correre da una piazza all'altra, distanti circa
50 metri, per montare sul camion aiutati da compaesani lavoratori.
Se guidava un militare alleato goloso di uova, ci era concesso
viaggiare e scendere prima del ponte sul Volturno poiché, in quel
tratto di strada, l'autista decelerava. Se invece l'autista
dissentiva, montavamo di soppiatto nascondendoci tra i
lavoratori. Il camion iniziava la sua corsa e, giunto a
destinazione, entrava difilato nel Pirotecnico dove, burberi
ufficiali alleati (in particolare inglesi) redarguivano tutti noi
lasciando intendere di non gradire la nostra iniziativa. Ci
imponevano di pulire alcune stanze, l'ingresso, alcuni uffici ed il
cortile. Terminato il lavoro eravamo liberi di recarci a scuola dove
era ad attenderci il Preside De Francesco, ansioso di conoscere la
ragione del notevole ritardo. Il continuo ripetersi di tale
situazione spinse il Preside a recarsi, insieme noi alunni
ritardatari, presso il Pirotecnico per un colloquio con il
comandante alleato. “Se trasportate questi studenti con i vostri
automezzi è giusto che li lasciate venire a scuola. Altrimenti, non
trasportateli!" Questa la conclusione a cui giunse il capo
dell'Istituto. Venuto a mancare il trasporto con i camion alleati
fummo costretti a raggiungere Capua a piedi ogni mattina. Si
partiva da piazza Rosselli alle ore 7. In quegli anni l'orario
d'ingresso a scuola era fissato per le ore 9. Eravamo una schiera di
baldi giovani che percorrevano gli 8 km, da Bellona a Capua, con la
spensieratezza e la gagliardìa della gioventù. Se durante il
cammino cominciava a piovere trovavamo rifugio in qualche masseria
dove il proprietario ci lasciava riscaldare accanto al focolare.
Altre volte viaggiavamo su carri agricoli guidati da compaesani che
si recavano nei poderi per i lavori dei campi. Durante le giornate
di pioggia non abbondante, oppure in quelle assolate d'estate, erano
un piacevole ed utile riparo i numerosi platani che, dal Largo
Santella, formavano un "tunnel verdeggiante" con i loro
rami che si sovrapponevano, per ben tre chilometri, fino alla
masseria Tuoro. Era quello l'anno scolastico 1945-46 un anno che
portava con sé tutti i dolori della guerra, le privazioni, e le
sofferenze sopportate dai bellonesi con ammirevole dignità. Ricordo
ancora i miei "compagni podisti" di allora:
Gennaro Antropoli, Luigi Della Cioppa, Francesco (Ciccillo) Sgueglia,
Vincenzo Liguori, Gaetano Criscione, Giuseppe Merola, Gaetano
Antinolfi, Isidoro Della Cioppa e tanti altri. Al termine dell'anno
scolastico fummo tutti promossi. L'anno seguente (1946-47) fummo di
nuovo insieme ma, questa volta, forniti di un mezzo di locomozione:
sgangherate biciclette con saldature in diversi punti e tubolari
riparati alla meglio. In quello stesso anno al nostro gruppo si
aggiunsero Alfonso e Gino Di Nardo e alcune giovinette anche esse
munite di bicicletta: Teresa Altieri, Gemma Nardiello, Giovanna
Sgueglia, Nicolina Di Nardo, Maria del Bene, Carmela Aurilio e
Margherita Giudicianni. I libri, acquistati sulle bancarelle o da
altri studenti, erano contenuti in borse che le nostre mamme
confezionavano con pezzi di tela militare. Per ripararci dalla
pioggia usavamo uno strano cappello ottenuto con tela impermeabile e
sostenuto da due stringhe legate sotto il mento. Durante il ritorno
da Capua, i maschi si impegnavano, ogni giorno, in una gara
ciclistica e, a fine settimana, veniva stilata una classifica. Al
termine dell'anno scolastico, il ciclista-studente che aveva
ottenuto più vittorie risultava il vincitore. In quell'anno
nacquero tanti amori alcuni finirono dopo pochi mesi, altri furono
più duraturi, ma nessuno fu coronato sull'altare. Le
nostre colazioni consistevano in pane e frittata, pane e broccoli,
pane e provolone (dal sapore di patate lesse); per i più abbienti
pane e mortadella, pane e marmellata. Spesso scambiavamo metà della
colazione per gustare qualcosa di diverso e più gradevole. Il
successivo anno scolastico (1947-48) vide tutti gli studenti
viaggiare con uno strano autobus soprannominato: "La
Cristalliera”, per l'esagerato numero di vetrate e finestrini.
Luigi Scialdone da Vitulazio, aveva acquistato un vecchio autobus e,
dopo averlo rimesso a nuovo iniziò a "fare le corse",
come allora tutti dicevano, sulla linea Vitulazio, Bellona, Capua,
Caserta. Fu un'ottima iniziativa che rese più sicuri e veloci gli
spostamenti ed un'ottima soluzione per le giornate piovose; un
viaggiare comodo, anche se, qualche volta, eravamo pigiati come
sardine in scatola. Oggi non accade tutto ciò. Gli studenti del
2000 hanno a disposizione, oltre a moderni autobus, automobili,
motoscooter, motorini e motociclette di tutte le cilindrate. Alla
varietà di automezzi va aggiunto l'abbigliamento:
Jeans e scarpe ultima moda, borse di tutti i formati e di tutti i
colori; per le donne rossetti di ogni colore, pantaloni e gonne
attillate, scarpe dai tacchi sempre più strani, possibilità di
cambiare l'acconciatura dei capelli ogni settimana. Per colazione
cornetti alla crema, marmellata o nutella, tramezzini e panini
ripieni di ogni ben di Dio ed infine, il sabato sera, tutti in
discoteca per “fare le ore piccole" e poi, forse, finire
spiaccicati sotto un Tir o contro un parapetto dell'autostrada.
Senza tralasciare lo spinello e la maledetta droga che continua,
imperterrita, a mietere giovani vite lasciando i familiari nella più
profonda disperazione. Franco
Valeriani
"Le
Lepri": un trionfo!
Grande
successo di pubblico, di partecipanti e a livello organizzativo ha
riscosso la 9ª Edizione della Sgambettata Vitulatina, voluta ed
organizzata in modo impeccabile dall'ormai immancabile ed
instancabile Giovanni Carusone. 29 gruppi di cui 16 provenienti da
altri paesi della provincia per un totale di 345 atleti si sino dati
appuntamento domenica 10 giugno in piazza Giovanni XXIII per
trascorrere insieme una giornata di sano divertimento. «Ho ricevuto
i complimenti - ci dice Giovanni Carusone - da moltissimi
partecipanti che mi hanno manifestato la loro meraviglia allorquando
c'è stato lo spettacolo di fuochi pirotecnici prima della partenza
in piazza Giovanni XXIII».In effetti, e ci piace sottolinearlo, il
Cav. Franco Siciliano ha fatto davvero uno show di fuochi
d'artificio circa un quarto d'ora prima della partenza
allietando tutti i presenti atleti e spettatori, con uno spettacolo
davvero unico in questo genere di manifestazioni. Altra nota lieta
della giornata sono stati i passaggi a bassa quota degli aerei dell'Aeroclub
"La Selva" di Vitulazio con diversi lanci di volantini che
salutavano i partecipanti della manifestazione, volantini che sono
stati offerti dalla ditta di arredamenti Hot Line dei fratelli
Merola che opera in Vitulazio. «Desidero ringraziare ancora una
volta - dice Giovanni Carusone - tutti coloro che hanno contribuito
per la buona riuscita della manifestazione, in primo luogo i
commercianti che con il loro contributo aiutano in maniera
determinante la buona riuscita della corsa, ancora un ringraziamento
particolare per il Cav.Siciliano che è riuscito, con i suoi fuochi
pirotecnici a concentrare intorno alla piazza Giovanni XXIII i
numerosi atleti e tutte quelle persone che erano lì per assistere
allo svolgimento della corsa.Altro ringraziamento che mi preme fare
va a tre "big" che hanno contribuito in maniera
determinante e mi riferisco al sindaco di Vitulazio dott.Achille
Cuccari che è stato il responsabile sanitario, al dott. Giovanni
Giudicianni che ha intrattenuto il folto pubblico prima, durante e
dopo la corsa con la consueta consegna dei premi e, infine, a Sandro
Aiezza uno sportivo d.o.c. che è stato lo starter della corsa.
Ovviamente desidero ringraziare innanzitutto Block Notes che,
puntuale ogni anno, dà la possibilità al Club "Le Lepri"
di pubblicizzare questo appuntamento con lo sport, il divertimento e
che è innanzitutto momento di aggregazione. Non posso altresì non
nominare i vigili urbani e la protezione civile di Vitulazio: senza
di loro non ce l'avremmo fatta, grazie! Concludo dando appuntamento
a tutti all'anno prossimo con la speranza di poter fare sempre
meglio per lo sport, per il divertimento e per la nostra cara
Vitulazio». A conclusione di questo articolo ci piace sottolineare
la presenza nelle fila degli atleti di un "giovane" di
84anni, il Sig.Mario Fiorillo di S.Maria C.V. che è arrivato al
traguardo ed è stato premiato con una coppa per essere stato il
"meno giovane" della corsa: complimenti! Antonio
Scala
Vita
Nova al New Star
Il
glorioso Pub "New Star" di Vitulazio che nel corso degli
anni ha visto passare i migliori gruppi jazz, rock e il meglio del
cabarettismo locale, ha cambiato look, ha cambiato nome ed ha cambiato
attività.E' diventato, infatti ristorante e pizzeria.Con una
rivoluzionaria trasformazione il proprietario, Bruno Ciriello, è
riuscito a rendere un locale rustico in uno supermoderno con le pareti
dipinte con colori vivaci e con delle pietanze veramente saporite e
genuine e... un terrazzo enorme dove trascorrere al fresco queste
calde serate d'estate.
Tutti
in vacanza con gli "Amici della Romagna"
Anche
quest'anno, come negli anni scorsi, si è organizzato un
soggiorno-vacanza il Romagna, dal 20 al 29 agosto, per permettere ai
partecipanti di godere del mare, del caloroso ambiente e di gustare la
rinomata cucina romagnola. La partenza è fissata per il giorno
20 da piazza Riccardo II di Vitulazio, alle ore 5,30. Si farà
sosta a Rona e si visiterà, in San Pietro, la tomba di Papa Giovanni
XXIII, recentemente traslata dalle Grotte Vaticane. Lungo il
percorso è prevista una sosta all'area di servizio
"Flaminia" dove i partecipanti potranno consumare la
colazione a sacco. Per le ore 17,00 è previsto l'arrivo a
Rivazzurra di Rimini ove i gitanti saranno ospitati presso l'Hotel
"Feldberg". La quota di partecipazione pro-capite è
di L.630.000 ed è comprensiva di viaggio andata e ritorno con pulman
GT, pernottamento, colazione, pranzo e cena, di un'escursione
facoltativa a S.Marino prevista per il giorno 29 e una sosta al
Santuario di Loreto durante il viaggio di ritorno. La quota
suddetta dovrà essere versata entro il 10 agosto 2001
all'organizzatore Prof.Luciano Cioppa - Via Marconi, 26 - Vitulazio -
Tel.0823965924, al fine di comunicare in tempo utile alla direzione
dell'albergo il numero esatto dei partecipanti per la loro
sistemazione ottimale nelle camere.