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Block Notes - Giugno 2002- 
Supplemento mensile del telegiornale quotidiano di ReteCapua
  • Morire e... non poter visitare il Castello Normanno
  • L'economia capuana al microscopio: un sondaggio rileva otto poli economici
  • Il generale Ceniccola: "Ho Capua nel cuore"
  • Ha origini capuane la famiglia de' Medici?
  • La tutela dell'ambiente nell'antichità
  • Seminarium Campanum, centro di spiritualità, cultura e casa per pellegrini
  • SINFONIA IN FESTIVAL: LA PROVINCIA VALORIZZA I GRUPPI BANDISTICI
  • Il numismatico Crawford alla scoperta di monete capuane
  • Mascoli e Centore per la valorizzazione della musica
  • Personale di Rosanna Zitelli
  •  "L'AVVOCATO RISPONDE" DEPURAZIONE, PURTROPPO SI PAGA!

  • Giovanni Andreozzi, un eroe dimenticato

  • PER UN PROGETTO VOLTURNO

  • S.Giovanni Nepomuceno, il fiume è il suo sepolcro

  • Anche Capua fu una tra le prime città ad avere le strade illuminate

  • SEPOLCRI ODORIFERI SOTTO IL PAVIMENTO DELLA CHIESA DI S. DOMENICO

  • Riaperte le Torri di Federico II,ma...

  • "Jatevenne, mariuoli" urlò la folla in Piazza d'Armi Il ruolo "passivo" dei marescialli C.C.Cirillo e Sciarra

  • Lavori in corso nella "stradina delle cadute"

  • Francesca Pasca ricorda M.A.Sementini

  • INCONTRI D'AUTORE ALLA LIBRERIA "GUIDA"

  • Ritrovato il testo di una conferenza di Capobianco tenuta a Capua prima di morire

  • Guillet, il comandante diavolo

  • Polveriera, salviamola!

  • Le Associazioni unanimi: "Giù le mani dal bosco!"

  • BELLONA IERI E OGGI di Franco Valeriani

  • UN GRADITO RITROVAMENTO

  • Ristrutturata la chiesetta di S.Maria delle Grotte

  • ANCORA UN TRIONFO PER IL "CAFFE' VERDI" VITULAZIO

Morire e...
non poter visitare
il Castello Normanno

Ho avuto il raro privilegio di arrampicarmi sulla sommità della torre normanna nel 1975 insieme al vicesindaco del tempo Andrea Stabile.
Allora commisi un piccolo "oltraggio" al monumento nazionale, (dichiarato tale nel 1875): incidere su un merlo il graffito con le iniziali del mio nome e la data di visita.
Ci sono stati vani tentativi, allora e anche prima, di "liberalizzare" ed aprire l'antico castello del 1065, mai riusciti. Nemmeno la leggenda (o la verità) del tesoro nascosto sotto il pavimento tompagnato della torre, come riferisce Il Col. Novi in un suo libro, ha risvegliato in chi può, a livello superiore, la voglia di intervenire e restituire alla città il castello negato e che è in "buona" compagnia con quello di Carlo V e con le Torri di Federico II.
A onor del vero, ci ha provato l'ex sindaco Mariano a riscattare il castello, teatro di tanti fatti lieti o truci, come quello del "défilé" organizzato dal sanguinario Cesare Borgia nel 1501, quando scelse, tra tante, le quaranta più belle capuane da portare con sé nella sua corte. Nel 1999 fu aperto un tavolo con Comune, Intendenza di Finanza, Soprintendenza, Ufficio Tecnico Erariale, Polstrada (Col. De Zorzi) per stabilire le modalità per una pubblica fruizione del monumento. Tutto è caduto nell'oblio... Ripartiamo dal protocollo del 1999, riproviamoci ancora, per rompere quel monotono, interminabile luogo comune, tramandato di generazione in generazione, secondo cui "moriremo e... non riusciremo a visitare il castello normanno".

L'economia capuana al microscopio:
un sondaggio rileva otto poli economici

Capua conta solo circa ventimila abitanti, ma con il pendolarismo quotidiano è come se fossero quarantamila. Sono infatti otto i poli economici intorno a cui ruota l'incessante attività dell'indotto per tutto l'arco della giornata. Block Notes ha affidato al portale internet cittadino Capuaonline un sondaggio di opinione con le interviste a cinquecento cittadini distinti nelle varie fasce d'età, condizioni, istruzione e cultura e ne è scaturito un quadro molto incoraggiante per il futuro dell'economia locale e territoriale. "Quali secondo voi le risorse che possono rappresentare un grosso volano per lo sviluppo economico?".
A questa domanda gli internauti hanno dato le più disparate risposte indirizzando le loro proposte verso le strutture industriali e le istituzioni più trainanti dell'economia, risultando alla fine un quadro che vede gli indici di preferenza orientati verso la scuola militare dell'Esercito, attestata su una percentuale del 27%, seguita dalle potenzialità delle risorse turistiche, monumentali, ambientali e culturali in uno con quelle commerciali e artigianali, e di sviluppo delle attività alberghiere e di ristorazione, che per i capuani potrebbero avere un ruolo di sviluppo formidabile con una percentuale del 22,4%, se si capitalizzano le attività gravitanti intorno al Museo Campano, ai musei diocesani e al patrimonio monumentale. Le attività sanitarie con il movimento di uffici, ospedale e case di cura riscuotono un 14,3% e si tenga presente che nell'ex campo profughi si dovrà costruire il Dea di II livello. Quindi l'attenzione degli internauti è rivolta al Cira, con una percentuale del 12,5, università e scuole per il 9,5, Dsm 8,3, Pirotecnico 2,6, Pierrel 2,4. Un punto percentuale è stato genericamente attribuito alle "varie", per indicare le attività non rilevate ma che si riferiscono al discreto indotto nello sport e attività ludiche. "E' un quadro ottimistico quello che ci presenta il sondaggio on line di Block Notes - afferma il presidente dell'Ascom Francesco Chianese -. La nostra città ha le risorse per accrescere la sua economia e in particolare l'occupazione dei giovani e nei servizi". Naturalmente non dobbiamo indulgere a facili ottimismi e dobbiamo sperare che la classe politica, industriale, commerciale, culturale faccia tesoro di queste indicazioni ed apra un dibattito serio sulle potenzialità della nostra città.
Franco Fierro

Tante le autorità presenti all'incontro
Il generale Ceniccola: "Ho Capua nel cuore"

E' stata la giornata degli affetti e dei ricordi, il 17 u.s., la visita del generale di corpo d'armata Mariano Ceniccola, vice comandante generale dell'Arma dei carabinieri, capuano doc, classe 1937. La Capua che lo conosceva, con gli amici della fanciullezza, si è stretta intorno a lui, nel salone municipale. Il momento più bello e toccante è stato quando il generale Ceniccola ha detto: "Ho lasciato la mia città quarantaquattro anni fa, ho girato l'Italia intera, sono stato a Genova e a Roma, Modena e Torino, ma Capua resta Capua", parole che sono state scandite dall'applauso prolungato del pubblico. E' superfluo sottolineare che quando ha pronunciato il nome della sua mai dimenticata città, nella quale vive la sua anziana madre, una lieve punta di commozione si leggeva nello sguardo del generale. Ha poi ricordato alcuni momenti giovanili dei suoi studi e ha detto di aver trovato una città più evoluta e bella, che resta "la radice della sua vita".
Il sindaco Alessandro Pasca di Magliano, il senatore Emiddio Novi e il prefetto Carlo Schilardi hanno rivolto all'illustre alto ufficiale parole di elogio. Pasca, esordendo, ha tracciato una rapida descrizione della nostra città, ricca di stratificazioni storiche, lanciando un messaggio al prefetto e alle alte sfere militari con l'auspicio che la nostra città possa fruire in modo stabile del castello di Carlo V e che la Real Sala d'Armi possa diventare presto un museo.
All'incontro erano presenti parlamentari, amministratori e autorità.
Dopo la cerimonia nell'aula consiliare, ha avuto luogo una visita al Castello di Carlo V, di cui il gen. Ceniccola è rimasto molto ammirato. Numerosi suoi amici d'infanzia, come don Giuseppe Centore, sono accorsi alla cerimonia per salutare il generale.
Franco Fierro

Ha origini capuane la famiglia de' Medici?

Costituisce un evento culturale di prim'ordine la presentazione del saggio di Giancarlo Bova dal titolo: "Nuove ipotesi sull'origine della famiglia Medici", stampato dal Comune di Firenze, che si è tenuta nella stessa città gigliata il 19 u.s., nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, stipato all'inverosimile in ogni ordine di posti.
Sono stati svolti interventi sull'argomento, dopo il saluto del sindaco fiorentino Leonardo Domenici, dall'assessore Giani, dal prof.Italia, direttore generale degli archivi, dal prof.Borgia della Soprintendenza archivistica toscana e dal prof.Paolucci, Soprintendente del polo museale fiorentino. La presentazione è stata promossa da don Giovan Battista de' Medici discendente della famiglia.
Erano presenti alla manifestazione le massime autorità culturali, civili e religiose. L'illustre autore, nell'originale e documentato saggio (nella foto la copertina), sulla base di accurate e capillari ricerche d'archivio, avanza l'ipotesi sulla origine capuana della famiglia de' Medici. Il lavoro, ricco di citazioni, di documenti d'archivio, pergamene inedite e materiale lapideo, suffraga in maniera credibile e convincente l'ipotesi. Un ricco corredo iconografico arricchisce il testo e ne consolida sul piano dimostrativo la verosimiglianza.Era presente a Firenze con l'autore, il prof.Giuseppe Centore, direttore del Museo Campano, presso la cui istituzione da anni il prof.Bova conduce le sue approfondite ricerche. Egli, nella fase conclusiva degli interventi, ha offerto un tema di riflessione, sui possibili legami semantici e filologici tra il "Meddix Tuticus", supremo magistrato etrusco a Capua e appunto il cognome "Medici" che da esso potrebbe verosimilmente essere derivato. Franco Fierro

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