Anche Bellona ricorda
l'Arcivescovo Carmine Rocco,
Nunzio Apostolico in giro per il mondo
Ricordare il Nunzio Apostolico Carmine Rocco, a 20 anni dalla sua dipartita vuol dire soprattutto elencare le molteplici opere realizzate da lui che fu, per le vie del mondo, pellegrino di speranza e di pace.
Il 12 aprile 1912 nasceva in Camigliano Carmine, Gabriele, Giovanni, Rocco penultimo di sette figli dei coniugi Vincenzo Rocco e Clementina Giusti.
Il piccolo fu battezzato il 24 aprile nella chiesa parrocchiale di San Simeone Profeta. All'età di 12 anni Carmine entrò nel seminario di Calvi e Teano, dove ebbe illustri docenti che lo avviarono agli studi umanistici.
Dal 1930 al 1936 fu nel seminario Campano di Posillipo diretto dai Padri Gesuiti. Il 26 luglio del 1936, all'età di 24 anni, fu ordinato sacerdote nel Duomo di Teano. In seguito continuò a studiare e conseguì la laurea in Diritto Canonico e all'Accademia dei Nobili si formò alla vita diplomatica. Il primo settembre 1939 fu chiamato alla segreteria del Vaticano ed il primo novembre 1939 fu inviato presso la Nunziatura di Francia come collaboratore del Nunzio Apostolico Valerio Valeri. Nelle sue memorie Mons. Rocco traccia un diario minuzioso degli avvenimenti che caratterizzarono il burrascoso periodo bellico nella Francia occupata dalle truppe germaniche.
Nel 1944 fu nominato collaboratore del Nunzio Apostolico Angelo Roncalli (futuro Papa Giovanni XXIII) il quale apprezzò le doti e la generosità del Rocco nel servire la Chiesa. Il futuro Pontefice così esprimeva i propri sentimenti: "Mio carissimo Mons. Rocco. Sul punto in cui Ella lascia la Nunziatura di Parigi e la mia compagnia, nulla so offrirLe di meglio e di più prezioso che questo anello episcopale fatto di oro, platino, ametista e rubini.
E' quello che io portavo da molti anni e che prediligevo. Lo conservi come segno della mia riconoscenza, della mia stima e della mia affezione. Si ricordi di me che non cesserò di volerLe bene e di pregare per Lei. Aff.mo nel Signore, Angelo Roncalli". Nel 1946 Carmine Rocco fu inviato presso la Nunziatura di Buenos Aires, in Argentina. Da qui, il 1956, passò in quella del Brasile retta da Mons. Armando Lombardi, compagno del Rocco nel Seminario di Posillipo. Nel 1959 Mons. Rocco veniva nominato Nunzio Apostolico in Bolivia e nel 1961 Arcivescovo Titolare di Giustinianopoli. Il 12 novembre dello stesso anno ricevette, nella Basilica di S. Carlo in Roma, l'ordinazione episcopale dal Cardinale Amleto Cicognani. A La Paz nel 1966 Mons. Rocco fondò il nuovo Seminario Maggiore e l'Università Cattolica Boliviana e il 18 Aprile 1970 fondò il Seminario "San Josè" di Cochabamba. In Bolivia trascorse atto anni fra tante vicende politiche e militari facendo valere la sua prudenza ed il suo equilibrio. Il 22 maggio 1974 fu nominato Nunzio Apostolico in Brasile, una nazione immensa che attendeva questo infaticabile "Nomade di Cristo e della Chiesa". Qui si adoperò per creare 30 nuove Diocesi, 20 Prelature e 122 nuovi Vescovi. La visita del Santo Padre in Brasile, nel 1980, contribuì a rafforzare in lui l'indomabile fede. Aveva scelto di servire la Chiesa, ma non dimenticò mai la sua Camigliano dove spesso ritornava per un periodo di riposo a casa presso la sua adorata mamma che l'attendeva per stringerlo tra le braccia come quando era bambino.
Riabbracciare amici e parenti era per Mons. Rocco fonte di serena distensione e consumare gustosi pasti, senza la rigida etichetta era motivo di immensa gioia.
Nel suo paese nativo, che egli serbava nel cuore, riassaporava la freschezza degli anni giovanili. Il 12 novembre 1981 celebrò in Roma il ventennio della sua ordinazione episcopale e la stessa cerimonia si svolse a Camigliano. In quell'occasione annunziò di voler destinare la sua casa paterna per accogliere persone anziane e le diede il nome: "Casa Santi Vincenzo e Clemente". Ritornò in Brasile ma un improvviso male cominciò a minare la sua forte fibra. Non fece pesare sugli altri il suo male, ma lo sopportò con cristiana rassegnazione.
Ricoverato d'urgenza all'ospedale Gemelli di Roma, il 12 maggio 1982 Mons. Carmine Rocco lasciava questa vita. Il 14 maggio, nella Basilica di S. Pietro, gli furono tributate solenni onoranze funebri e tanti camiglianesi erano presenti per onorare il loro concittadino. Il 15 maggio anche a Camigliano si svolse una solenne celebrazione religiosa presieduta da S.E. Mons. Lucas Moreira Neves, brasiliano, segretario della congregazione dei Vescovi. Erano presenti membri della Conferenza episcopale Brasiliana, dell'Episcopato Campano, Autorità italiane e brasiliane. Mons. Carmine Rocco ebbe una assidua corrispondenza con Mons. Alfredo Cantiello, quando questi era Arciprete di Bellona. Riportiamo un brano di una delle tante lettere inviate a Mons. Cantiello: "La mia vocazione è una sola: quella di sacerdote. Ciascuno di noi è chiamato a servire Gesù Cristo dove egli vuole. Io lo servo dove la Chiesa ed il Papa mi mandano. Non ho scelto posti e ho accettato la mia parte nella missione di Gesù Cristo. So che questa missione è una Croce, non un onore".
Mons. Rocco viveva intensamente il suo sacerdozio e, durante il suo episcopato nelle Filippine, in Bolivia, in Brasile ed in Argentina, fu in grado di infondere a tutti i fedeli di quelle terre lontane, la forza ed il coraggio per fronteggiare qualsiasi minaccia. Tutti lo ricordano come un diplomatico abile ed esperto , sempre pronto a risolvere gli innumerevoli casi di relazioni tra la Chiesa e le autorità civili in un periodo carico di tensioni ed incomprensioni. Mons. Rocco sapeva parlare alle Massime Autorità con franchezza e coraggio riuscendo a risolvere problemi importanti.
Per questa ragione i suoi collaboratori conservano ancora il più grato ed affettuoso ricordo. Tutti ammiravano la sua pace interiore, la sua eccezionale calma e la sua disponibilità per la comprensione dei problemi altrui. Per la rettitudine del suo agire, soffuso di tanta cordialità, ispirava in tutti fiducia e serenità.
Ancora oggi, Monsignor Carmine Rocco, è ricordato con tanto affetto nel suo paese nativo dove gli è stata dedicata una strada e dove tanti suoi coetanei lo ricordano con immutato orgoglio, considerandolo un degno figlio di Camigliano che, con il suo operato in terre lontane, onorò la sua famiglia, il suo paese nativo e l'Italia tutta.
A Vitulazio, evento eccezionale...
Centro Sociale, Centro Parrocchiale, Gruppo Teatrale...
APPLAUSI
Giugno 2002 sarà probabilmente il mese che verrà ricordato con ammirazione nella storia della comunità vitulatina. Prima, l'inaugurazione della 1ª Rassegna d'Arte al Centro Sociale Polivalente, struttura ideata e ben curata dall'Amministrazione Comunale di Vitulazio. Poi sono state inaugurate gare di bocce, sgambettate e gare di fondo, i giovani della Juniores che partono per il Torneo Internazionale di Barcellona (Spagna). Tanti applausi nel mese di giugno, soprattutto per l'inaugurazione del Centro Parrocchiale, un complesso contemporaneo, all'avanguardia, un Centro voluto fortemente dal nostro parroco don Pietro Lagnese; elogi per lui da parte del vescovo Mons. Bruno Schettino, dal sindaco dott. Achille Cuccari, da tutta la gente intervenuta prima, durante e dopo la manifestazione. Nella settimana della Festa parrocchiale tutti gli artisti che si sono esibiti sono rimasti incantati dall'organizzazione perfetta. A conclusione della commedia in tre atti "Non ti pago" di Eduardo De Filippo diceva il regista Saverio Scialdone: "Un eventro straordinario, la realizzazione di questo Centro Parrocchiale". Tanti applausi anche per il Gruppo Teatrale "Vitulaccio '89" nel mitico mese di giugno 2002; un gruppo, a nostro parere, che si è esibito alla grande su un palcoscenico destinato a diventare "preda" degli artisti. La commedia "Non ti pago" interpretata da bravi artisti vitulatini ha riscosso notevoli consensi di critica e di pubblico, una scenografia di tutto rispetto, un cast di attori motivati, e parliamo di Vittorio Aurilio, Dora De Lucia, Antonio Scala, Walter Celestino, Orlando Di Lillo, Angela Emanuele, Nando Catone, Maria Scialdone, Aurelio Scialdone, Marinella Catone e Enza Lamberti. "La gente, soprattutto gli anziani, ci guardano incuriositi, ci salutano, sorridono, ci incoraggiano a continuare" ci dice Antonio Scala, uno dei protagonisti. Ma nel mese della mietitura oltre al gruppo "Vitulaccio '89" ha impressionato molto lo spettacolo del soprano messicano suor Graciela, le sue parole hanno lasciato il segno; al microfono diceva: "Io in Messico ero un grosso artista, avevo tutto dalla vita, popolarità, soldi, ma non ero felice: lo sono con voi, con Dio". Anche il prete don Giosy Cento che ha "cantato per amore" ha lasciato qualcosa di grosso col suo spettacolo: la creatività di un artista bravo veramente. Altro spettacolo di rilievo è stato quello del gruppo "Alas de esperanza" che ci ha abituati ad apprezzare la musica andina, con una varietà di brani eseguiti magistralmente. Un plauso finale va, naturalmente, al tenore vitulatino Raffaele Russo, eccellente quanto basta per un pubblico competente di musica e non.
Tanti applausi per tutti in un mese caldo, di serate di stelle, con un pubblico da dieci e lode.
Il Comitato Festa, rinnovato, si accinge, a luglio, ad organizzare l' "Estate Vitulatina" con un finale scoppiettante che è quello del Karaoke 2002.
Ragazzi, anche voi, fateci sognare! Michele Ciccarelli
Ultimi giorni per prenotarsi!
Tradizionale appuntamento, anche quest'anno, con il soggiorno turistico in Romagna organizzato dagli "Amici della Romagna" capeggiati dall'instancabile prof.Luciano Cioppa. Quest'anno la partenza è fissata per il giorno 19 agosto e si farà ritorno mercoledi 28. Dieci giorni di divertimento e di vacanza in terra romagnola per godere del mare, del caloroso ambiente e per gustare buoni piatti tipici della Romagna. Come tutti gli anni sono previste, durante il viaggio di andata e ritorno delle soste in luoghi caratteristici come Assisi, S.Marino, Loreto, ecc. Si pernotterà presso il Feldberg Hotel di Rivazzurra di Rimini, un albergo completamente ristrutturato, con camere finemente arredate e munite di balcone, aria condizionata, TV, filodiffusione e quant'altro possa rendere gradevole il soggiorno. Le iscrizioni si accettano fino al 4 di agosto e la quota di partecipazione e di Euro 350 pro-capite.Per ulteriori informazioni: Prof.Luciano Cioppa - Tel. 0823965924.
Sgambettata Vitulatina: un successo!
Il Club "Le Lepri" di Vitulazio di cui è presidente l'inossidabile Giovanni Carusone, in collaborazione con il Comitato interprovinciale Caserta-Napoli-Benevento della federazione italiana amatori sport per tutti, ha organizzato una sgambettata. In Piazza Giovanni XXIII si sono radunati 450 atleti nonché numerosi cittadini. 30 i gruppi partecipanti di cui 2 numerosissimi, l'Euroclub 2000, proveniente da Camigliano con 104 componenti e il Caffè Verdi di Vitulazio con 67 partecipanti. Alle ore 9,00, il complesso bandistico "Eco della Campania" diretto dal maestro Secondino Plumitallo e l'Ass. Naz. Carabinieri in congedo di Bellona, hanno formato un corteo per deporre, in piazza Riccardo II, una corona di alloro al monumento ai caduti di tutte le guerre. Una giovane atleta precedeva la sfilata recando una fiaccola che ha acceso il fuoco nel tripode appositamente allestito, un gesto che ricordava i giochi di Olimpia nell'antica Grecia. Durante la cerimonia la banda ha eseguito inni patriottici tra cui l'inno di Mameli cantato da tutti i presenti. Prima del via, una scenografia di fuochi d'artificio offerta dal cav. Franco Siciliano, ha salutato la partenza degli atleti. Il percorso della sgambettata di 6 e 12 chilometri, terminava in piazza Giovanni XXIII dove era allestito un punto ristoro per i partecipanti. Alle "atlete" del gentil sesso è stata offerta anche una rosa mentre gli "atleti" sono stati premiati con coppe, targhe e trofei consegnati dal sindaco Achille Cuccari, dal presidente della squadra di calcio vitulatina, Nando Catone e dal professore Giuseppe Felice, organizzatore delle passate edizioni. La manifestazione è stata presentata da Mario Di Lillo e Antonio Scala. Al termine il sindaco ha voluto ringraziare i partecipanti, gli organizzatori ed i cittadini che hanno contribuito al buon esito della manifestazione. Lo stesso sindaco ha tenuto a mettere l'accento sulla partecipazione dei presenti nel cantare l'inno di Mameli simbolo dei valori patriottici che devono albergare nei cuori di tutti gli italiani.
Franco Falco