Se
non che, allettati di soverchio i Capuani dalla clemenza del cielo e
feracità de' campi, temuti, né paventando perciò d'ostili
aggressioni, cominciarono per impigrire ed ammollirsi nell'ozio e
ne' tripudi della vita. Fu quindi facile a' robusti e montanari
Sanniti non d'altro mestiere studiosi che quello delle armi, di
dominarli, e fondere l'elemento loro in mezzo a quello degli
Etruschi.Fu con ciò che Capua si rifaceva di nuova forza guerresca,
e risoluta si collegava a Roma, nella cui confederazione trovò
scampo e salute, tornando inutili i tentativi de' suoi nemici sempre
pronti a nuove incursioni. Capua metropoli in tempo della sua Prefettura e Colonia Romana (anni
212-29 av.G.C.). Ma conscia Capua della sua grandezza di stare
a paro colla stessa Roma, venne fino all'alteregia dalle promesse
del gran Capitano Cartaginese di potersi ormai costituire signora di
tutta Italia. E ne pareva possibile la riuscita, dopodiché le
famose giornate del Ticino, della Trebia, del Trasimeno, e più
quella di Canne, troppo funeste a' Romani, ne scompigliarono le
sorti, e danno gravissimo apportarono alla Repubblica di Roma.
Ma i destini volsero contrari alla Metropoli della Campania. Essa fu
disfatta; i Campani perdettero la loro autonomia, ma non la loro
preminenza sulle Città Campane; la famosa Etrusco-Sannitica Capuana
Repubblica vennea
tramutarsi è vero in miserevole Prefettura; ma né per questo
rimase estinto il nome e la grandezza della soggiogata Città,
rispettata persino dall'esercito vincitore, che altra volta avea
chiesto di trasferire ivi la Patria, dicendo esser poco giusto che
essi vincitori stentassero in Roma, mentre i vinti godeano
pacificamente di sì ubertose contrade (Cantù Stor. degli Ital.
vol.1. p.113). Così ne' settantanove anni di servil
Prefettura, ella non ismettendo punto delle sue antiche costumanze,
e a forza di tenersi pacifica delle sue condizioni, suscitò per sé
novello amore nel petto de' Romani, i quali la vollero ben presto
innalzata al grado di primaria Colonia, e sempre Metropoli della
regione Campania.Fu con ciò che vennesi ordinando in modo la
costituzione politica della Città da presentare col fatto una
piccola effigie della maestà del popolo Romano, secondo
l'espressione di Gellio (Notti Attich.Lib.XVI.Cap.13). Capua Metropoli sotto l'Impero (30 av.G.C.473.dopo) Ridotta ad
unità l'Italia sotto lo scettro di Augusto, questi imprese l'opera
della ricostituzione amministrativa, problema che oggidì la stessa
Italia, dopo diciannove secoli, di bel nuovo ridotta ad unità, è
chiamata a risolvere. In undici Regioni divise Augusto
l'Italia, rispettando le geografiche membrature e le storiche
tradizioni con que' centri morali, che pur oggi si desidera far
rivivere e rispettare. Tra le undici collocava per prima la
Campania unitamente alla Provincia del vecchio e nuovo Lazio e buona
parte del Sannio e i Picentini, confirmando Capua per Metropoli di
così vasta novella Regione.Fu allora nell'apparire del Romano
Impero che Capua elevossi a una nobiltà e celebrità superiore a
qualunque altra Città d'Italia; solo da pareggiarsi con Roma.
Detta circoscrizione amministrativa e politica durò fino ad
Adriano, il quale restrinse l'Italia in sole quattro vastissime
regioni, allargando i confini della Campania dal di quà di Roma
insino al Silaro della Lucania (Paul.Diacon. Hist.Longob.
Lib.2.Cap. 17).
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NOTES HINTERLAND
Da
quell'anno ebbero inizio i festeggiamenti in onore di Maria SS. di
Gersalemme e la giornata del Martedi in Albis fu dedicata alla Santa
Patrona. Quando il 7 agosto 1809, Gioacchino Murat dichiarò estinte
nel Regno di Napoli tutte le corporazioni religiose, la comunità
dei Serviti si sciolse ed il convento fu del tutto abbandonato. Dopo
una disputa tra i bellonesi ed i cittadini di Pontelatone, nel 1810
la statua fu trasferita a Bellona e collocata nella Chiesa Madre, su
di un altare in legno. Più tardi fu collocata nella nicchia
frontale, della navata di sinistra, fatta costruire per un ex voto,
da Clementina Marra nel 1889, come ancora si legge. Il 17 Aprile
1906, il Martedi in Albis, Maria, SS. di Gersalemme fu incoronata
dal Capitolo Vaticano. A
presiedere la cerimonia fu invitato il Cardinale Capecelatro
Arcivescovo di Capua. Non potendo presenziare, il prelato delegò
Mons. Biagio Pisani arcivescovo di Lepanto e Mons. Angelo Della
Cioppa Arcivescovo di Lanciano, nativo di Bellona. La cerimonia si
svolse sulle pendici del Monticello di Bellona dove, nel 1910, i
fedeli fecero erigere una stele e sul marmo fu inciso, il solenne
avvenimento da trasmettere ai posteri. Nella notte tra il 5 ed il 6
ottobre 1915, nella Chiesa Madre di Bellona si sviluppò un violento
incendio che distrusse la Statua di S. Secondino, patrono di Bellona
e quella lignea della Madonna. Su iniziativa del parroco Giovanni
Palazzo, fu organizzata una sottoscrizione per reperire fondi utili
alla realizzazione di una nuova statua. L'incarico fu dato al Prof.
Luigi De Luca della scuola delle Belle Arti di Napoli. Il De Luca
scolpì una prima statua ma, ai bellonesi, non piacque l'espressione
del viso della Madonna. L'artista rifece la testa che prese il posto
della prima. La nuova Immagine, che si venera tuttora, fu benedetta
il Lunedi in Albis del 24 Aprile 1916 in Piazza
Umberto I gremita di fedeli e devoti accorsi da tutto il
circondario. Anche dopo la partenza dei Padri Serviti il Monastero
sul Monte Rageto continuò ad essere il punto di richiamo di
numerosi fedeli e di tanti pellegrini. Durante il II conflitto
mondiale il monastero diventò una postazione dell'artiglieria
germanica che, con precisi colpi, abbatteva i ponti che gli alleati
costruivano sul fiume Volturno durante la battaglia che vide
dispendio di munizioni e sacrificio di giovani vite umane. Il
monastero fu in parte distrutto. Dopo un ventennio di completo
abbandono, nella ricorrenza del cinquantenario dell'Incoronazione
della Madonna il comitato festeggiamenti si fece promotore di una
iniziativa per ricostruire la Cappella ridotta ad un cumulo di
macerie. Tutti i bellonesi si adoperarono nel trasportare a spalla
acqua, calce, cemento, mattoni ecc. Impiegarono
tre mesi di estenuante lavoro per costruire la Cappella, l'ingresso
e la sagrestia. Grande fu la gioia di coloro che, ritornati sul
Monte Rageto, non credevano ai loro occhi: la Cappella, restaurata,
poteva finalmente accogliere i fedeli ed il sacerdote celebrare le
S. Messe di ringraziamento come voleva la tradizione. Sul pavimento
della Cappella si notavano, senza alcun danno bellico, integri nella
loro bellezza, lo stemma in marmo della città di Capua, quello del
Capitolo Metropolitano, quello dei Carrafa e quello dei Padri
Serviti. Per cantare le lodi alla Santa Protettrice il canonico
Cesare De Titta di Lanciano compose i versi della canzoncina "O
Ierusalemm celeste" musicata dal Maestro Fortunato De Rubertis,
che tuttora si canta durante la processione del Martedi in Albis. A
partire dal 1881, molti sono stati gli oratori che durante la S.
Messa solenne del Mercoledi in Albis, hanno tenuto panegirici in
onore della S. Patrona di Bellona. Fra i tanti oratori ricordiamo:
Mons. Carlo Mola, vescovo di Foggia, Mons. Agostino Bartolini, Don
Franco Feola, Canonico del Duomo di Napoli, Mons. Luigi Finoja
vescovo di Catanzaro. Mons. Baccarini Arcivescovo di Capua e
numerosi Padri Gesuiti e Salesiani.
Al
via la 9ª Edizione della Sgambettata Vitulatina
"Le
Lepri" ritornano: si corre!
Domenica
10 giugno 2001, in piazza Giovanni XXIII a Vitulazio, alle ore 9,30
sarà dato il via alla partenza della 9ª Sgambettata Vitulatina,
una manifestazione podistica amatoriale non competitiva a passo
libero. Organizzata d'intesa con il Comitato Interprovinciale FIASP
e dal Club "Le Lepri" di Vitulazio la gara si articolerà
lungo due percorsi, uno di sei e l'altro di dodici chilometri che si
snoderanno lungo strade cittadine e sentieri di campagna, con posti
di ristoro, intermedio per i 12 Km e finale per tutti i
partecipanti. «Ci sarà ovviamente assistenza medica lungo tutto il percorso - ci
spiega Giovanni Carusone, coordinatore del Club "Le Lepri"
- e a tal proposito vorrei, a
nome del Club "Le Lepri", ringraziare in maniera
particolare il sindaco di Vitulazio, dott.Achille Cuccari, che oltre
ad essere il medico della corsa (seguirà gli atleti a bordo
dell'ambulanza del Comune) ha messo a disposizione i vigili urbani e
gli umini della Protezione Civile.Per quanto riguarda lo svolgimento della manifestazione, 15 minuti prima
della partenza ci sarà uno spettacolo pirotecnico offerto dal cav.Franco
Siciliano e la partenza sarà data da un grande dello sport di
Vitulazio: Mister Sandro Aiezza al quale va tutta la nostra
ammirazione per gli anni trascorsi a praticare sport sui campi di
calcio dell'intera regione».L'iscrizione
alla gara potrà essere effettuata anche prima della partenza e
prevede una quota di L.5.000, ovviamente ci saranno all'arrivo premi
per tutti i partecipanti e coppe e trofei per i gruppi più
numerosi. Alla manifestazione è abbinata una lotteria con quattro
premi: 1) un prosciutto; 2) orologio da camera; 3) personal
organizer Lee; 4) 4 pizze e 4 birre da consumare presso la pizzeria
"L'Anfora" in viale degli Ulivi a Vitulazio. E' una
manifestazione questa, che nelle passate edizioni ha visto iscritti
numerosi atleti provenienti da ogni parte della regione che
puntualmente, alla fine si sono complimentati con gli organizzatori
per l'ottima riuscita e per l'ospitalità dei vitulatini. «Vorrei ringraziare - continua Giovanni Carusone - per la passione che mettono nel loro impegno i podisti del Club Pierino
Di Gaetano, Luca Antropoli, Tommaso Cioppa, Rodolfo Russo, Luigi Di
Lillo, Armando Di Lillo, Fabio Pezzulo, Luigi Di Lillo e Francesco
Di Gaetano assieme all'ormai immancabile e sempre disponibile
Agostino Arzillo che metterà a disposizione il palco per le
premiazioni e ancora Giovanni Benincasa per la strumentazione. Un
ringraziamento particolare va a tutti i commercianti di Vitulazio
che con il loro aiuto economico fanno sì che questa giornata di
festa e di sport possa ripetersi ogni anno. Saranno presenti sul
palco per le premiazioni il prof.Giuseppe Felice che è stato
l'ideatore, ai tempi del Circolo Area, di questa bella iniziativa,
Nando Catone, presidente della squadra di calcio, oltre a varie
autorità locali e non. Presenterà il tutto, con la solita
simpatia, il dott.Giovanni Giudicianni al quale va tutta la nostra
stima. Prima di concludere vorrei invitare, attraverso Block Notes,
tutti quei lettori che praticano questo tipo di attività a venire a
Vitulazio per trascorrere assieme a noi una giornata simpatica e
salutare per il fisico e per la mente.Vi aspettiamo!».
Antonio Scala
Il
nuovo piano di viabilità a Bellona
DISSENSI
E DISSAPORI... SCOMPARSI
Ogni
innovazione crea, quasi sempre, dissensi e dissapori ma, con il
passare del tempo, i primi a ricredersi sono quelli che all'inizio
dissentivano. Ciò è accaduto a Bellona quando l'Amministrazione
Comunale, guidata dal Sindaco Giuseppe Pezzulo, pensò di invertire
i sensi di marcia di alcune delle principali arterie del paese: via
Regina Elena, via Vinciguerra, via 54 Martiri, via Aldo Moro, via
Nazario Sauro, via Sorrentino, via A. Diaz e inizio per via
Triflisco. Tutte queste arterie, a causa del caotico traffico, erano
diventate un costante pericolo sia per i pedoni che per coloro che
guidano rispettando i limiti di velocità. In particolare via Regina
Elena e via Vinciguerra, dalle prime ore del pomeriggio, fino a
notte inoltrata, si trasformavano in circuiti automobilistici dove i
pedoni vendevano cara la pelle. Oggi, invece, il traffico scorre
ordinato rendendo sicura la passeggiata ai pedoni che transitano sui
marciapiedi. Altra modifica rivelatasi utile è quella effettuata al
Largo Santella dove una segnaletica stradale costringe gli
automobilisti a decelerare per incanalarsi nella direzione
prescelta. Un'altra innovazione che ha portato benefici al traffico
è quella che indirizza, i guidatori per Triflisco, ad imboccare la
corsia di sinistra nei pressi del semaforo, evitando così possibili
incidenti nelle vicinanze di una pizzeria dove, in particolare nel
fine settimana, il traffico diventa caotico.Per concludere prendiamo
in esame piazza Rosselli dove, oggi, il traffico affluisce più
ordinato sia da via Vittorio Emanuele che da via Regina Elena. E'
stata, quindi, una meritevole iniziativa che ha apportato efficaci
modifiche al traffico delle principali strade del paese rendendo così
più sicuro anche il cammino ai pedoni, ai cicli e motocicli. Franco
Valeriani