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Block Notes - Novembre 2001- 

Supplemento mensile del telegiornale quotidiano di ReteCapua

Clikka sul link in rosso per visionare tutti gli articoli scritti in nero!

  • Diario di Novembre

  • DEFINITIVAMENTECHIUSAL'EXSERIT Un altro colpo all'economia cittadina

  • Quando c'erano le cantine... La cantina di don Peppe 'a Sesca

  • Giovanna Di Rauso, attrice capuana protagonista con Ferilli e Virna Lisi

  • Medicina Magica: Le streghe e gli stregoni

  • I Normanni e le Fortificazioni: Convegno al Pirotecnicio

  • Gli pneumologi ospedalieri in convegno al Museo

  • Prolusione di Ingrosso all'Istituto di Scienze Religiose

  • Porcellane e ceramiche al Museo, apprezzamenti per la Ferrara

  • Donazione di 7000 volumi in Andrea Russo al Museo

  • Il premio Palasciano sarà assegnato il primo dicembre Il chirurgo Strada, dall'Afghanistan a Capua per il Premio Palasciano

  • Complesso della Carità: ancora un contributo del dott. Gianfrotta BLOCK NOTES: "MOSTRATE AL PUBBLICO QUEL PICCOLO TESORO"

  • CAPUANI ILLUSTRI

  • TOPONOMASTICA VIVA A cura di Gaetano Surdi CONTI Osvaldo Medaglia d'Oro al Valor Militare

  • S. Francesco d'Assisi sostò a Capua tra il 1221 e il 1222

  • Una sede ACLI a Capua

  • Canile sanitario troppo vicino all'abitato: dubbi sulla sua apertura

  • A proposito di "canare" e "gattare"...

  • GIOCHI DI IERI, GIOCHI DI OGGI LA "PALLA DI PEZZA"

  • GLI ULTIMI ARTIGIANI

  • AVALLADOLID le spoglie di Fieramosca ?

  • AL PRIMO VOTO LE SCUOLE DELL'OBBLIGO PER ELEGGERE IL "PARLAMENTINO" UNA RAGAZZA SINDACO? E' POSSIBILE

  • I BERSAGLIERI CERCANO SEDE…

  • IL TENNIS CLUB FESTEGGIA IL MEZZO SECOLO DI VITA

  • PRIMA CANDELINA DI "CAPUAONLINE"

  • III RASSEGNA DI ARTE PRESEPIALE A S.ELIGIO

  • QUANDO SI RACCONTAVANO LE FAVOLE UNA FAVOLA CHE NON DIMENTICO

  • Rischiava la chiusura ma adesso è diventato addirittura meta di decine di visitatori

  • PELLEGRINAGGIO DAL BEATO PADRE PIO

DIARIO DI NOVEMBRE

La guerra in Afghanistan continua senza sosta con una strategia militare che non tutti condividono. Anzi. La cattura di Bin Laden o delle sue spoglie sembra essere l'unico assillo degli Americani, che individuano in lui, in un uomo solo, la vera causa di tutti i mali, mentre c'è tutto un potenziale terroristico che si scuote nel mondo e che ha cause economiche vecchie ben individuabili. Ma le guerre le decidono i governi e a noi non resta altro che "credere, obbedire e combattere". Come succede con il contingente italiano che è partito alla volta del teatro di guerra. L'atto terroristico, incredibile e bieco, a tradimento, dell'11 settembre va condannato e perseguito, ma secondo strategie alternative, non rispondendo con l'uso della forza e non coinvolgendo negli interventi bellici inermi popolazioni civili, tra cui innocenti bambini. Evidentemente ci sono mezzi più innocui, che l' "intelligence" degli Stati alleati ben conosce e che avrebbe consentito di risparmiare tante vite umane, "aggredendo" alla base le radici vere del terrorismo. Dal mondo alla città, per parlare di Capua. Qui, tra le forze politiche, il dibattito langue, non c'è vivacità dialettica, c'è un appiattimento della vita quotidiana. Il giudizio, poi, sull'Amministrazione Comunale, sul suo lavoro, sulla sua attività, non lo avochiamo a noi, lasciandolo ai partiti della minoranza, che devono esercitare il loro ruolo istituzionale di controllo e di opposizione costruttiva. La nostra appare al momento una città alquanto sorniona. Di giorno la vita di sempre si svolge senza l'affermazione di quell'idea turistica che è in molti, con monumenti, castelli e chiese sempre chiusi. Di sera, dopo le 20,00 sembra che ci sia il "coprifuoco", tutti a casa, forse aspettando i soldati che verranno (quando?) e con i pochi giovani in piazza. L'unica fiammella ancora accesa è rappresentata dalle forze della cultura.
Meno male che le associazioni sembrano abbastanza sveglie in questo periodo, producendo iniziative interessanti, da Capuanova alla Pro Loco, dall'associazione "Il presepio" all'Agesci, agli "Amici di Capua" con il suo nuovo numero di "Capys", a ReteCapua, e alle tante manifestazioni che si sviluppano al salone Capecelatro e al Museo Campano. Il mese di novembre è stato animato poi dalle scuole dell'obbligo con le prime elezioni del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Ed ora? Aspettando Natale.

DEFINITIVAMENTECHIUSAL'EXSERIT
Un altro colpo all'economia cittadina

I capuani possono pure recitare il "de profundis", dal coma irreversibile alla morte il passo è stato breve ed ora sono in corso i funerali di quello che fu uno degli uffici più utili e affollati soprattutto per la sua utilità. E' l'ex Serit, passato poi alla Concessionaria Banco di Napoli che ufficialmente "non è più" e il cui trapasso è avvenuto tra l'immensa costernazione dei cittadini.
La "bara" di questo silenzioso funerale è rappresentata dalle tante cartacce e suppellettili che stanno prendendo la via di Caserta.
Insomma, i macchinari della catena di montaggio che una volta trasferiti, non renderanno più possibile il ripristino del servizio di riscossione in loco. Eppure lo sportello di via Fieramosca, collocato in un palazzo prestigioso nel cuore della città, era utile alla popolazione locale e ad un totale di nove Comuni del circondario. Lì gli utenti andavano e venivano per pagare le cartelle esattoriali e dei rifiuti solidi, che potevano pagare e possono pagare, questo è vero, anche in banca o all'ufficio postale con la relativa tassa di millecinquecento lire. Ma l'ufficio aveva quella marcia in più rappresentata dal fatto che i dipendenti fornivano all'utenza un'infinità di informazioni attraverso il computer con il quale erano collegati al terminale del servizio centrale. Ora tutto questo non può accadere più, bisogna pagare e basta, con il rischio di fare un versamento relativo ad una tassa già pagata o non dovuta.
Nell'ufficio vi lavoravano intorno ai cinque impiegati e altrettanti operavano all'esterno per la consegna delle cartelle.
Adesso resteranno solo i "brandelli" di quello che era un ufficio funzionante e il rimpianto dei cittadini per il servizio perduto. Servizio che viene espletato invece a Teano e a Calvi Risorta, a Caserta e Aversa, tanto per citare Comuni più vicini.
Se questo devono sopportare gli utenti locali, bene farebbe la direzione generale del Banco di Napoli ad istituire un numero verde almeno per le informazioni.
Da alcuni anni la direzione del Banco di Napoli aveva annunciato che aveva intenzione di tagliare i "rami secchi", Capua compresa. L'amministrazione Mariano intervenne con l'assessore D'Angelo per trovare un accordo con la direzione del Banco di Napoli per trasferire l'esazione dell'Ici allo sportello locale, anziché gestirlo direttamente il Comune, nell'intento di giustificare l'esistenza in vita del servizio, aumentandone la produttività. Sembrava che tutto potesse andare in porto con il salvataggio dello sportello.
Ma il Comune fece cadere la cosa, forse per negligenza o indifferenza al problema e la patata bollente è passata ai successori forse quando i giochi erano già fatti.
Entro il 18 dicembre, data in cui si concluderà il contratto di fitto dei locali, lo smantellamento dell'ufficio sarà completo e per l'ennesima volta i cittadini dovranno rinunciare ad un altro importante ufficio funzionante in città. Amen. Franco Fierro

Quando c'erano le cantine
La cantina di don Peppe 'a Sesca

La presenza in Capua di bettole, osterie e cantine caratterizzò molti anni del secolo ventesimo fino a poco tempo fa. Nel primo decennio dopo la fine dell'ultimo conflitto mondiale, la più rinomata delle cantine fu quella di don Giuseppe Pesa, detto "A sesca", cioè che fischia, dal soprannome ereditato da qualche antenato. La cantina era denominata "Al grappolo d'oro" e situata nel cuore della vecchia Capua, in via Bartolomeo de Capua, ad angolo con Piazzetta Quadrapane. All'esterno del locale, sotto un ombreggiante pergolato, gli avventori per lo più anziani ottuagenari, erano soliti sedersi ai tavoli e passare ore serene a chiacchierare tra una partita di scopa e briscola e un buon bicchiere di vino, ora disturbati dagli schiamazzi dei bambini intenti a giocare lì d'intorno, ora allietati nelle sere d'estate da un "concertino" organizzato dalla vecchia guardia notturna Danesi, che abitava nella vicina Piazzetta Madonna dei Leoni. La cantina era molto ampia e fungeva anche da salumeria che don Peppe e donna Maddalena conducevano molto bene, anche se tante erano le famiglie che compravano "a debito" con la "cartuscella" (striscia di carta di maccheroni) o con il "libretto" (classico "block notes" con copertina nera). Poche le insolvenze dei debitori in quanto don Peppe era un uomo che incuteva rispetto ed in fondo era generoso e comprensivo, dietro quei suoi occhialini molto spessi. I "misurini" dell'olio e del vino si usavano perché i due liquidi si somministravano sfusi e non in confezioni come adesso. II vino era per lo più contenuto in capienti "pizzipapere" (grosse brocche) per tenerlo in fresco, quando non ancora era stato introdotto in Italia il frigo ed esistevano solo le "ghiacciaie" di legno, come quella di don Peppe. I misurini facevano bella mostra dietro il bancone di marmo lavorato ed oggi sono quanto resta della cantina ed esposti come in un museo nella casa di famiglia di Salvatore Pesa insieme ad altri ricordi. Un particolare da menzionare è quello riferitoci da Salvatore. I misurini per l'olio andavano da 25 centilitri fino a due litri. Da essi si risaliva al censo dei clienti. Infatti don Peppe quando mesceva un litro di olio sapeva che aveva a che fare con famiglie che non avevano problemi finanziari. Ma si verificavano anche altre situazioni, come ci spiega Salvatore: "Quante volte gli acquirenti chiedevano solo venticinque centilitri di olio, che doveva essere il condimento per il pasto anche di sette-otto persone".
(Foto:Don Peppe all'opera alla mescita del vino) Franco Fierro

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