RICORDANDO... LE STATUE
E IL TEMPIETTO DELLA VILLA
Mi piace ricordare di quando, dalle pagine de "Il Crogiolo" di Capua, dedicai un articolo, nei primi anni settanta, alla valida iniziativa dell'allora delegato alla villa, il consigliere Franco Fierro, il quale recuperò, facendo effettuare degli scavi, i busti e le teste di molte statue ivi sotterrate. Fu la ditta di Luigi De Cecio, detto " 'o vurdummaro", che aveva la sua officina di fabbro in mezzo alla Panatica trasferita poi nell'attuale palazzo di famiglia, a far ricollocare dai suoi operai sui piedistalli ancora al loro posto i busti, mentre per le teste bifronti furono usate delle "anime" di ferro. Elogiai l'iniziativa del giovane delegato socialista, il quale provvide a recuperare anche alcuni frammenti archeologici abbandonati facendoli sistemare in villa, compreso un bel reperto emerso durante dei lavori edili a Porta Tifatina, ancora visibile oggi. Un brutto giorno, verso il 1974, durante la notte, ignoti ladri trafugarono le statue, lasciando nello sconcerto i capuani. L'allora sindaco Bosco sporse regolare denuncia ai carabinieri ma non se ne è saputo più
niente. In quel periodo fu compiuto un errore imperdonabile. Infatti fu distrutto il tempietto di stile pompeiano che era al centro della villa, costruita in epoca borbonica, perché ritenuto fatiscente e pericoloso. L'ufficio tecnico, in una relazione (forse ancora negli archivi comunali) avallata dalla Soprintendenza, decise di abbattere la costruzione per i costi elevati del restauro. Contro l'iniziativa si espressero il consigliere Fierro e l'allora assessore alla cultura Rosolino Chillemi, con vibranti proteste. Fu detto che il tempietto sarebbe stato ricostruito, casse comunali permettendo... Non ne parliamo poi quando nella villa addirittura fu sistemato un campo di bocce! Le proteste si allargarono in città in modo notevole. Mi fa piacere apprendere da Fierro che ha scritto una nota ai Nuclei dei carabinieri per la tutela del patrimonio artistico, dando alcuni indizi che potrebbero essere validi per il recupero delle statue. Oggidì c'è un controllo più accurato in questo settore e se succede, non possiamo che dire grazie dapprima ai carabinieri dando merito di ciò al "Block Notes", impegnato dalla nascita sul fronte della cultura, per
Capua. Carlo De Vivo
Maddalena e Annunziata,
ritornano gli arredi rubati...
ma le chiese sono a rischio
Block Notes: Indizi ai carabinieri per recuperare le statue della Villa trafugate nel 1974
Una bella notizia per Capua, per il suo scrigno ricco di tesori artistici e di reperti dell'antichità. In seguito all'operazione dei carabinieri del Nucleo operativo per la tutela del patrimonio monumentale S. Pietro di Roma, sono state recuperate numerose opere d'arte, compresi gli interi arredi delle chiese della Maddalena e dell'Annunziata, spogliate dai ladri nel 1999. La base del traffico internazionale era nella provincia di Napoli ed ha interessato città come Benevento, Avellino, Modena, Pordenone, Milano e Vicenza, arrivando fino in Francia. Proprio a Vicenza, in un magazzino di campagna dove i reperti venivano dati a "pulitura", i carabinieri hanno recuperato gli arredi delle due chiese capuane. Molte delle opere d'arte più pregiate andavano a finire a Montpellier e dopo essere battute all'asta, rientravano in Italia in Versilia, per risultare acquistate da un commerciante d'arte, che le rivendeva a sua volta. Parlando della nostra città, possiamo senz'altro affermare che le chiese, non tutte, sono state sempre a rischio per i saccheggi degli oggetti più asportabili e spesso sono profanate senza pietà e rispetto per il culto da "manovali" mandati da trafficanti d'arte per realizzare facili quanto lauti profitti. Non sono mancati casi eclatanti come quello della chiesa in restauro di S. Girolamo in via Roma, dove dei ladri furono sorpresi a smontare il seicentesco pavimento maiolicato. I predatori d'arte, oltre che degli arredi, hanno sempre avuto un debole per le mattonelle di antichi palazzi e chiese, per cui bisogna dotare di idonei allarmi tutti questi edifici, quantanche malmessi o diroccati, in quanto i loro antichi pavimenti possono valere un occhio della fronte. Tra i vari oggetti d'arte rubati nella nostra città val la pena di ricordare i busti marmorei delle statue bifronti della villa comunale. Siamo ai primi anni settanta e la città era amministrata dal centrosinistra con il sindaco Manfredi Bosco. I busti erano stati rimessi sui piedistalli, dopo essere stati dissepolti sotto una coltre di terreno nel 1971. A qualche amatore d'arte fecero tanto gola, che furono razziati di nottetempo. L'allora sindaco Bosco sporse regolare denuncia ai Carabinieri, ma le indagini non diedero esito positivo. Qualcuno pensa, dice o sa che potrebbero essere in qualche villa sulla Domitiana o del Campo Stellato. Sull'esempio di quello che è successo di recente con il ritrovamento dei reperti delle due chiese capuane, perché non tentare il recupero anche delle statue? C'è da insistere anche per il recupero delle statue lignee di S. Lazzaro e S. Lucia rubate ai tempi del parroco Munno e di cui esistono anche esemplari fotografici, nonché di quant'altro trafugato e di cui esistono denunce. Per Capua è stata un'iniezione di fiducia l'operazione dei carabinieri da poco conclusasi, per cui ho ritenuto di scrivere una nota con foto allegate al Nucleo per il recupero dei beni artistici dei Carabinieri con la speranza che quanto prima la villa comunale possa tornare agli antichi splendori,con le statue ripristinate.
Franco Fierro
Inediti di tre studiosi
capuani nel nuovo
"Capys" in pubblicazione
Esce oggi, con la solita puntualità, la trentacinquesima miscellanea di studi capuani "Capys", autorevolmente diretta dal prof. Rosolino Chillemi, storico e archeologo capuano. La miscellanea di storia e di arte, che è annuale e viene apprezzata e diffusa negli ambienti culturali e accademici italiani e stranieri, per i suoi contributi di alto valore scientifico, verrà da noi recensita nel prossimo numero di Block Notes. Ci piace in questa sede segnalare come nella miscellanea "Capys" 2002 vengono pubblicati, tra gli altri, i contributi di tre giovani collaboratori che presentano aspetti e documenti inediti di storia capuana. Si tratta di tre ricercatori universitari: Daniela De Rosa, Daniela Cammarota e L. Di Tullio, rispettivamente autori di ben documentati articoli sulle antiche fontane di Capua, sulla definizione della topografia in Campania col caso Capua, sulla costruzione della chiesa di S. Maria delle Dame Monache fatta dall'architetto napoletano Giovan Battista Nauclerio
Il telethon il 14 e 15 dicembre
Si svolgerà il 14 e 15 dicembre in Piazza dei Giudici il Telethon capuano che è stato indetto dall’Unione contro le Distrofie Muscolari, Associazione di cui è valido dirigente Giuseppe del Bene che coordina il comitato cittadino che curerà le due giornate.I componenti sono: Maddalena Dragone, Sonia ed Ester D’Auge, Nina Staro, Argia Dell’Aquila, Giuseppe Apuleo, Erennio de Vita e Franco Fierro.In piazza ci sarà la tenda della solidarietà e si svolgeranno spettacoli ed iniziative varie. Nelle scuole cittadine sarà ripetuta l’iniziativa di chiedere un aiuto a favore
dell’iniziativa.