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Block Notes - Ottobre 2001- 

Supplemento mensile del telegiornale quotidiano di ReteCapua

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  • Ci sarebbe di che campare...
  • AFFRESCHI NELL'EX CASERMA DEI NERI UN TESORO "NASCOSTO" NEL CONVENTO DELLA CARITA'
  • L'amministrazione "libera" Piazza Medaglie d'Oro Parcheggi, dall'abusivismo alla regolamentazione
  • MEDICINA MAGICA: LA FATTURA E IL MALOCCHIO
  • MUSEO CAMPANO & DINTORNI
  • Fulvio Palmieri dona al Museo 47 medaglie e un prezioso manoscritto

  • Conferenza Robotti su Palazzo Antignano

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  • Storia del Sifilicomio, ospedale del 18º Secolo in un saggio di Francesco Garofano Venosta

  • APOLOGIA DI CAPUA
  • BELLONA IERI E OGGI
  • PIANO REGOLATORE GENERALE
  • HANDBALL CLUB VOLTURNO VITULAZIO: SI RIPARTE

Ci sarebbe di che campare...

Lo stato in cui è relegato il nostro patrimonio monumentale è sotto gli occhi di tutti con i monumenti inesorabilmente chiusi.Quasi tutti. Eppure, a dire del prof.Ciro Robotti, della IIUniversità di Napoli, a Capua sono presenti tutte le stratificazioni architettoniche, partendo da quella longobarda fino ai nostri giorni.
Capua - si dice ancora - "è uno scrigno prezioso di antichi tesori", con i suoi misteri e i suoi segreti, con i tanti reperti sepolti nel sottosuolo.
In un incontro con i soci del Lions Club Capua-Casa Hirta, il sindaco Alessandro Pasca ha ammesso che per adesso tanti monumenti e chiese sono chiusi ma ha assicurato che fra qualche mese si farà del tutto per riaprirli.Dopo l'apertura di un ufficio turistico, ora è necessario passare a vie di fatto. Con i tre "castelli negati", le due polveriere austriache, le chiese longobarde e le altre di varie epoche successive, i palazzi monumentali ed i cortili interni, il Museo Diocesano e quello Campano; con i ritrovamenti archeologici di epoca romana in via Brezza lungo il tracciato dell'antica via Appia... siamo a cento e passa monumenti. Alcune città con un solo monumento riescono a far turismo, noi no!
Ci sarebbe di che campare, in una città che con il suo incommensurabile, irripetibile patrimonio architettonico, è invidiata da tante altre città.
Le sue tradizioni, le sue usanze, i suoi sapori, i suoi costumi, il suo Carnevale, le sue due Fiere, in uno con la valorizzazione dei monumenti, potrebbero veramente rappresentare per l'economia un volano di straordinaria importanza per la città, per il commercio e l'artigianato, per tutti.
Ci sarebbe di che campare, con un po' di fantasia, per tutti i nostri giovani che sono il nostro primo pensiero in una città affamata di lavoro e che vuole guardare ad un domani più roseo.

AFFRESCHI NELL'EX CASERMA DEI NERI UN TESORO "NASCOSTO" NEL CONVENTO DELLA CARITA'

Affreschi dell'epoca a cavallo tra la fine del 1600 e l'inizio del secolo successivo sono stati scoperti dal prof. Ciro Robotti e dalla figlia Anna Maria, architetto e ricercatrice, nella caserma Collegio detta "dei neri" dove dal 1611 al 1767 era ubicato il collegio gesuitico, poi soppresso con bolla papale. Il ritrovamento non è stato casuale. Infatti, come ha dichiarato lo stesso Robotti "la scoperta dei dipinti giunge dopo tre anni di intensi studi compiuti insieme a mia figlia architetto". Il grosso vetusto edificio è sottoposto ad interventi ai sensi della legge 467 per la realizzazione di alloggi studenteschi della contigua facoltà di economia, in corso di realizzazione, e per anziani indigenti. I lavori in corso sono effettuati da un'impresa molto nota nel campo dei restauri, la Modugno V. srl. L'avvenuto ritrovamento potrà sicuramente cambiare l'attuale destinazione del complesso per l'importanza dei dipinti, nascosti dall'intonaco di pitturazioni successive che andrebbero altrimenti ad insistere sulle pareti degli appartamenti di edilizia economica e popolare da realizzare. Naturalmente la Soprintendenza è stata immediatamente avvertita e vedremo cosa deciderà in merito. Per gli interventi edilizi sul complesso gesuitico l'architetto Robotti è consulente generale e quindi c'è da evidenziare che grazie a questa scelta caduta sul noto studioso, è stato possibile il ritrovamento degli affreschi. Questi si sviluppano su una superficie di circa seicento metri quadrati e con essi compaiono vari dipinti a forma ovale realizzati a tempera raffiguranti scorci cittadini. Ma saranno poi, con la tecnica del restauro riportati alla luce. Il prof. Robotti ha espresso compiacimento per la qualificata collaborazione dell'ing. Fiorentino Aurilio, capo della ripartizione tecnica comunale,che ha la funzione di direttore dei lavori. Sulle pareti affrescate compare in modo inequivocabile il simbolo dell'ordine gesuitico rappresentato dalla scritta IHS. Gli affreschi ritrovati fanno parte di quella Capua "nascosta" che dovrebbe in modo più approfondito essere scandagliata ed esplorata.Basti pensare che nel complesso conventuale della Carità, dove nel '700 c'era anche il Conservatorio Musicale, abbiamo chiesto agli esploratori di fotografare una "Ruota" girevole e una grata del parlatorio, finemente lavorata, presenti nella loro sede. E' un altro piccolo tesoro caduto nell'oblio e che per fortuna, in mano agli scouts non è andato distrutto. In un edificio privato di via P.Normanni ci risulta che ci sia su una soffitta affrescata un dipinto del '700, così come in tanti altri palazzi esistono altri capolavori del passato. La Soprintendenza dovrà fare qualcosa per salvarli. A proposito, signor Soprintendente, quanti e chi sono i vostri "misteriosi" ispettori che vi dovrebbero essere di ausilio per la salvaguardia delle tante ricchezze e reperti presenti nella nostra città? Attendiamo una risposta per appagare la nostra curiosità. Franco Fierro

L'amministrazione "libera" Piazza Medaglie d'Oro Parcheggi, dall'abusivismo alla regolamentazione

Piazza Medaglie d'Oro non è più parcheggio dal 12 u.s., allorquando di buon'ora l'agente municipale, Antonio Nigro, si è presentato davanti ai due accessi e ha invitato gli automobilisti a non parcheggiare le vetture. L'area era sotto la tutela di alcuni disoccupati. La piazza è in pieno centro storico, a due passi dalla torre normanna e dalla chiesa dell'Annunziata.
Sulla sua area, il cui manto è visibilmente molto precario ed è sprofondato in molti punti, fino al 1964 sorgeva la chiesa del Purgatorio, abbastanza fatiscente ma ciò non era un buon motivo per abbatterla. Nel sottosuolo vi sono i resti mortali di molti religiosi che, prima dell'istituzione dei cimiteri, venivano sepolti nelle cripte delle chiese.
Da anni c'è un progetto per destinare a verde lo spazio, mettendo in evidenza in modo parziale i reperti sottostanti. Pochi anni fa un'impresa di costruzioni si era resa disponibile a sponsorizzare il rifacimento della piazza, rendendola area verde.
Ma non se ne è fatto più niente. Come preannunciato dal sindaco Alessandro Pasca, piazza Medaglie d'Oro era nella lista delle piazze da restituire alla fruizione dei cittadini e così è stato.
Tiepide e isolate proteste sono state avanzate da alcuni commercianti e artigiani della zona, i quali, pur gradendo la "liberazione" della piazza, hanno osservato che bisognava da parte dell'amministrazione prima provvedere ad allestire parcheggi alternativi per le esigenze della zona. La chiusura della piazza ripropone all'attenzione dei politici la questione dei parcheggi, custoditi e liberi. Capua solo per una breve stagione, circa due anni, sul finire degli anni Ottanta, ha potuto allinearsi ai tanti Comuni della nostra provincia che hanno regolarizzato l'istituzione dei parcheggi a pagamento.
Poi il caos e l'abusivismo hanno preso il sopravvento. Adesso è necessario riordinare l'intera materia con un piano dei parcheggi che dia certezza lavorativa a molti disoccupati che si arrangiano nel settore. Non si tratta solo di dare lavoro a chi svolge queste mansioni precariamente, ma anche di ottenere effetti positivi dai parcheggi quali regolatori del traffico. Non bisogna ritenere impopolare prevedere tariffe "scoraggianti" per i parcheggi del centro storico, in quanto sono le disposizioni ministeriali a prevederne un costo sostenuto.
Esse sono un deterrente per quegli automobilisti abituati ad utilizzare l'auto anche quando non ce n'è bisogno e che saranno scoraggiati per non sopportare il peso dei costi tariffari. A Caserta, come d'incanto, in alcune zone del centro storico, con l'elevazione a tremila lire ad ora della tariffa, il traffico veicolare si è notevolmente sgonfiato.
Capua non è certo Caserta, ma un prezzo lievemente al di sotto dissuaderebbe molti automobilisti dal parcheggiare a tutti i costi. E' l'ora dei "grattini"? Lo vedremo a breve. Molto meglio comunque sarebbe chiudere il centro storico o parte di esso, come prevede il piano di mobilità approvato. E invitare i cittadini a usare il "cavallo di San Francesco", cioè i piedi, non solo per gli effetti salutari ma anche per preservare una realtà storica e architettonica ricca di testimonianze monumentali. (Nella foto la chiesa del Purgatorio dove oggi c'è piazza Medaglie d'Oro). Franco Fierro

MEDICINA MAGICA: LA FATTURA E IL MALOCCHIO

Credo che a gran parte dei miei lettori sia capitato di sentir parlare qualche volta della fattura o del malocchio e dei loro effetti negativi. Sono sicuro che quelli della mia età e delle generazioni precedenti ricorderanno di aver ascoltato da bambini, durante le lunghe sere di inverno, i racconti di persone anziane sul malocchio e sulle fatture, sulle streghe, sul lupo mannaro, sul "monaciello" o sulla Bella Imbriana che producevano, è vero, una sensazione di paura ma esercitavano sui piccoli ascoltatori anche fascino e curiosità. Ma cosa è la fattura e cosa c'entra con la medicina? Tutto quello che produce una modificazione dello stato di salute di un individuo, anche se ottenuto grazie all'intervento di forze occulte, diventa di interesse medico. La fattura è un procedimento a scopo di male diretto contro una determinata persona. Viene compiuta da altra persona adatta con materiale particolare e nel corso di cerimonie particolari. La fattura nell'antica divisione della magia fa parte della magia nera e perciò, dovendo produrre il male, vengono invocate forze infernali nel corso della sua esecuzione. Numerosi sono i procedimenti di fattura. Essi variano comunque da regione a regione. Il principio è lo stesso cioè quello di procurare il male al prossimo. La fattura si esegue fondamentalmente in due modi: direttamente ed indirettamente. Con la prima si agisce direttamente sulla vittima o su oggetti che le appartengono usando polveri, liquidi o altre sostanze appositamente preparati. Con la seconda si agisce su materiale appartenente alla vittima come ritagli di unghie, residui di alimenti, ritagli di abiti. Si infiggono spilli o altri oggetti acuminati su di un oggetto su cui è stata trasferita la personalità della vittima come ad esempio una fotografia, un pupazzo o qualsiasi altra immagine che la possa ricordare. Altre volte si infiggono spilli sui suoi vestiti o sul suo materasso. Quello dell'infissione di spilli sulle immagini è uno dei mezzi più usati nelle fatture. E' un sistema antico. Platone raccomandava agli Ateniesi di non usare figurine di creta, di cera o di cenci per farsi del male vicendevolmente alludendo chiaramente all'uso improprio che si faceva delle immagini. Nel Medioevo e nel Rinascimento si continuò ad usare le figurine per le fatture. Oggi vengono usate dagli indigeni del Congo e da molti contadini in diverse regioni d'Italia. Gli scopi che si vogliono ottenere con la fattura sono i più disparati ma la più comune è la fattura erotica cioè quella che vuole agire su di una situazione amorosa suscitando la passione nell'animo di una persona che non la sente. La fattura può essere diretta oltre che verso un essere umano anche verso un animale, una pianta o una casa provocando incendi, tempeste, grandine. Lo scopo comunque è sempre quello di provocare un danno. Altro sistema di fattura è quello della putrefazione cioè un sistema che è indice di morte e di disfacimento. Questo è il suo significato: come va incontro a disfacimento l'oggetto appartenente alla vittima così andrà incontro a disfacimento il corpo della vittima consunto da una malattia. L'esecuzione prevede che si metta a putrefare in un catino colmo d'acqua un indumento della vittima. Si usa pure seppellire il detto indumento o addirittura seppellire insieme al cadavere di un defunto un poco di terra su cui la vittima ha lasciato le sue impronte. Qualcuno parla anche della distruzione con il fuoco come mezzo per eseguire una fattura. Il significato del fuoco è quello della purificazione. Molti pensano, quindi, che questo sistema sia più usato per togliere che per fare una fattura. Le fatture si fanno in genere, come già detto, con materiale di trasferimento rappresentato da unghie, capelli, residui alimentari. Se vogliamo evitare che qualcuno ci faccia una fattura non dobbiamo mettere a disposizione di un male intenzionato nulla che ci appartenga. Non dobbiamo quindi tagliarci le unghie in presenza di altre persone e dobbiamo aver cura di eliminare i capelli che cadono quando ci pettiniamo gettandoli nel water e orinandoci sopra. I capelli di per se stessi sono malefici. Si può, infatti, affatturare una persona appuntando uno spillo sul suo vestito o mettendogli in tasca dei capelli. In alcune regioni d'Italia le fatture si eseguono sotterrando i capelli insieme ad altre sostanze putrescibili. Altre volte con essi vengono annodati insieme dei rospi o si chiudono in un recipiente rospi e capelli affinché i rospi se ne possano cibare. Anche i residui di un pasto servono per praticare efficaci fatture sotterrandoli insieme a rospi o dandoli in pasto a questi. I rospi e i gatti sono gli animali di cui si servono più frequentemente i fattucchieri per la loro attività malefica. Si dice in Romagna che i gatti hanno sette peli del demonio ed in Friuli, per confermare la natura diabolica dei gatti, si dice che se si origlia attraverso la porta di una stanza nella quale siano stati lasciati soli dei gatti si sentono delle bestemmie. Il gatto ed il rospo diventano oggetti di trasferimento ai fini di una fattura perciò gli stregoni con un certo sadismo esercitano su questi animali atti di estrema crudeltà, gli stessi che praticherebbero, se potessero, sulla vittima oggetto della fattura. I vestiti usati per fare una fattura devono essere quelli a più diretto contatto della pelle come una camicia che a tal fine è indumento prezioso specie se è ancora calda. Anche la terra su cui sono state lasciate le impronte dal soggetto da sottoporre a fattura vengono utilizzate allo scopo. La terra delle impronte viene fatta seccare al sole e poi seppellita in una bara o posta sotto una pietra consacrata di un altare. Il significato di questa procedura e il seguente: l'impronta mantiene la vitalità di una persona perché è prodotta dal suo movimento. Distruggendo l'impronta con il seppellimento significa distruggere la persona alla quale appartiene. La fotografia come materiale per la fattura rappresenta un'acquisizione moderna ma nell'antichità quando non c'erano fotografie si usavano tavolette di cera o altre effigi del soggetto da colpire. E' pericoloso farsi fotografare da sconosciuti perché la fotografia potrebbe servire per una fattura. Per questo motivo molti, specie i contadini, fino a poco tempo fa avevano dei pregiudizi nei confronti della macchina fotografica. E' necessario, per dare maggior forza alla fattura, la presenza di oggetti della vittima. Il significato di questo procedimento risiede nella convinzione che l'anima della vittima penetri nell'immagine sulla quale l'operatore di fattura infigge spilli in corrispondenza dell'organo da colpire. A tal fine l'organo più importante è il cuore e su questo si agisce non solo con gli spilli ma anche serrandolo con fettucce. La fattura spesso si prepara durante una messa nera cioè nel corso di una di quelle cerimonie in cui, con un rituale molto complesso, si esalta Satana. Ci si ingrazia la divinità del male per essere certi che ad un persona capiti tutto il male possibile. Una delle forme di fattura indiretta più efficace è la legatura. La si rivolge ad uno sposo la prima notte di nozze pensando di ridurlo all'impotenza. Altra fattura è quella a nodi. Annodare significa legare una persona, cioè costringerla o impedirla. Alle persone affatturate si legano i capelli. Ai cavalli si legano i crini della coda e nei materassi delle vittime si legano piume lana e penne. Con la fattura diretta si somministrano, invece, ad una persona alcune sostanze come sangue mestruale, urine, sperma, polvere di ossa umane, feci. Per quanto riguarda il sangue mestruale bisogna ricordare che quello delle donne rosse è considerato, da sempre, altamente velenoso ed entra nella composizione di molte specie di veleni. La sua azione consiste nel fare impazzire coloro che lo bevono mescolato anche in piccole quantità in cibi o bevande. Anche lo sperma e la polvere di ossa umane vengono somministrate a questa maniera alle persone da affatturare. La diagnosi di fattura viene fatta in genere ogni qual volta ci si trova di fronte ad una persona che deperisce progressivamente senza che vi sia una causa apparente che possa giustificare il malessere. E' difficile, infatti, pensare alla fattura quando una persona viene colpita da un accidente acuto. Per stabilire se vi è o meno una fattura la persona esperta ricorre al metodo delle gocce d'olio che, cadendo in una scodella d'acqua, formano delle figure. Altri ricorrono a chicchi di grano fatti cadere in un recipiente con l'acqua. Se affondano significa che vi è in corso una fattura; se restano a galla vuol dire che non c'è. Il malocchio è simile alla fattura ma la sua azione malefica è rapida e viene prodotta da un presupposto fluido che emana dagli occhi di particolari persone. Per eseguirlo non vi è bisogno di un cerimoniale particolare.
La persona che è dotata del potere del malocchio guarda un'altra persona a cui vuol fare del male ed immediatamente si verificano gli effetti negativi desiderati. Il malocchio non è peccato grave come la fattura, specie quando questa è legata ad azioni di magia nera o di stregoneria.
Tutto quanto ho detto è oggetto di studio di quella parte della medicina chiamata da Pazzini Medicina Demoiatrica che significa Medicina del popolo. Non poggia però su nessun fondamento scientifico. Che i fatti raccontati rispondano alla realtà o siano solo fantasticherie non dovrebbe interessarci perché ritengo che ciò che conta sia il sapere che essi appartengono alla tradizione popolare. Trattasi quindi di cultura che va conservata e tramandata. E' per questo che ne ho parlato al di là dell'interesse o della curiosità che queste forme di magia possono suscitare.
Testi consultati: 1) Enciclopedia Treccani; 2) A. Pazzini: Storia della Medicina; 3) A. Pazzini: Storia tradizioni e leggende nella Medicina Popolare Antonio Citarella

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