A titoli di scatola la stampa ha riferito
che un sofisticato apparato elettronico sviluppato da un consorzio
napoletano potrebbe essere utile a "stanare" Bin Laden dal
suo nascondiglio del deserto afghano. Se fosse così, ci sarebbe anche
un po' di Capua nella realizzazione in quanto è il professore Sergio
Vetrella, presidente del C.I.R.A., ad essere a capo del consorzio
CORISTA, al quale sono associate tre sedi universitarie del Sud e l'Alenia
Spazio. Ma negli ambienti la notizia dell'impiego ad uso bellico
dell'apparato è considerata una baggianata. Il radar, infatti, è
utile a "perforare" volumi solidi e vedere con nitidezza
oggetti che si trovano nel sottosuolo. "Le caratteristiche del
radar fanno sì che sia possibile individuare una costruzione di
cemento armato sotto il deserto del Sahara più facilmente di una di
legno sotto un terreno umido" avrebbe detto a mò d'esempio il
prof. Vetrella e subito la stampa ci ha ricamato sopra, pensando alla
possibilità di catturare il barbuto Bin Laden. Le applicazioni del
radar a bassa frequenza riguardano in particolare i campi del sapere
come l'archeologia per l'individuazione di reperti sepolti, le
missioni spaziali per comprendere in dettaglio la distribuzione
dell'acqua sul pianeta Marte ed ottenere informazioni utili per
studiare l'evoluzione geofisica del pianeta. Tutta qui la notizia. Ma
è quanto bastato alla nostra redazione e agli "Amici del
Fiume" di mettersi subito in contatto con il centro spaziale di
Porta Roma per avanzare richiesta al prof. Vetrella, tramite il primo
cittadino, di sponsorizzare il ripescaggio sotto i fondali del
Volturno della statua di S. Giovanni Nepomuceno e di altri reperti.
No
alla prima guerra planetaria del terzo millennioLA PARTITA CHE SI GIOCA IL MONDO:CIVILTA' CONTRO TERRORISMO
Cari,
vecchi ricoveri dell'ultima guerra sepolti da tempo, rifugio obbligato
delle popolazioni di allora ad ogni squillo di sirena per il pericolo
imminente di incursioni aeree e di bombardamenti! Ora non è più così.
Oggi, in caso di conflitti, è l'intera popolazione mondiale ad essere
coinvolta e l'Italia, in forza di trattati internazionali, si deve
schierare con gli alleati, in una nuova avventura non desiderata dalla
maggioranza degli italiani, dai pacifisti e dai non violenti. Anche il
Papa si è pronunciato contro la guerra, invocando l'uso della ragione
e il dialogo. Volente o nolente l'Italia si dovrà allineare con USA e
alleati. Non allarmiamoci e non allarmiamo. Le preoccupazioni però
non sono mai troppe! Bene è se il governo ha deciso di rafforzare le
misure di sicurezza, in particolare su possibili obbiettivi a rischio
(aeroporti, ferrovie, acquedotti, caserme, ecc.). E' doveroso seguire
con apprensione la tragedia americana, la cui causa è da ricercare
nelle azioni criminali e terroristiche dell' "esercito
invisibile", il cui capo è individuato nel nome del potente
Osama Bin Laden. Oltre la solidarietà ed il cordoglio, per gli
assurdi eventi dell'11 settembre, data che può cambiare il corso
della storia contemporanea, c'è il "dopo" che sta per
incominciare e c'è da immaginare cosa può accadere: la catastrofe
mondiale, la strage di massa, l'autodistruzione del pianeta. Per
quanto micidiali, le bombe e le armi usate nella seconda guerra
mondiale erano innocui "moscerini" rispetto ai mezzi bellici
di sopraffazione di oggi. Armi invisibili, come le atomiche, le armi
chimiche e batteriologiche, che non darebbero scampo a nessuno. La
corsa all'acquisto in tante città, di maschere antigas e di tute
protettive è la conferma dei timori della gente, che non parla
d'altro, di quello che neanche si può immaginare se malauguratamente
dovesse succedere l'irreparabile. La speranza è che il terrorismo sia
isolato e neutralizzato, possibilmente più con il dialogo che con la
guerra, senza improponibili guerre di religione che
criminalizzerebbero milioni di persone ree solo di avere un altra
fede, mentre i veri nemici da battere sono il fanatismo,
l'intolleranza, la violenza ed hanno solo e sempre lo stesso nome:
terrorismo. Franco
Fierro
Le
"basole" del centro storico...lisce come l'olio, con le
prime piogge iniziano i disagi per i pedoni
Il
reticolo di strade della vecchia Capua è in massima parte costituito
da vie con basolato e fino agli anni cinquanta il Comune anche per le
nuove strade procedeva con questo materiale. Spesso interveniva con
gli scalpellini che bucciardavano le basole abbisognevoli
dell'intervento come rimedio per non far scivolare i passanti, in
particolar modo quando le strade erano bagnate dalla pioggia o dal
ghiaccio. Emblematica l'immagine lasciataci dal compianto pittore
Mario Clima che in un suo quadro, conservato presso un'abitazione
privatra, aveva immortalato un manovale con scalpello che riparava
alcune basole. Poi, con gli anni sessanta, il modernismo ha distrutto
quello che apparteneva al passato anche recente ed è arrivata la
nuova moda delle piastrelle in cemento, che hanno sostituito il
vecchio basolato.L'ufficio tecnico comunale ha sempre sostenuto che
sul mercato il basolato è di difficile reperibilità o costa un po'
troppo rispetto ad altri materiali più recenti. Per questo motivo,
molte vie del centro storico come Principi Normanni, Ludovico
Abenavolo, corso Gran Priorato di Malta ed altre sono state
pavimentate con piastrelle moderne. Poi, con un recupero della memoria
storica, si è corso ai ripari con un improvviso cambio di rotta.
Corso Gran Priorato di Malta, una delle strade appartenenti al primo
insediamento della città longobarda costruita nell'856, è stata
nuovamente ripavimentata a basole. Quale indirizzo futuro, la vecchia
amministrazione Mariano ha tracciato queste indicazioni per altre
strade del centro storico, cosa che sicuramente farà anche la giunta
Pasca, in considerazione che in precedenti interrogazioni sulla
scellerata pavimentazione di corso Appio l'ex opposizione forzista
aveva già espresso il suo pensiero in merito, privilegiando una
scelta adeguata alla storicità della città. E' superfluo ricordare
che sono centinaia le persone, specie gli anziani, che sono cadute
sulle basole dissestate e prova ne è il contenzioso giacente presso
l'ufficio legale comunale. Alcuni interventi riparatori sono stati
posti in essere sia dalla precedente gestione che dalla nuova, per
riassestare alcuni tratti di pavimentazione. Ma per recuperare tutto
il basolato esistente, che ha subito riparazioni con impiego di
cemento armato, con tracce molto visibili in superficie, sarebbe
opportuno fare un intervento organico veramente radicale, nonché
sistemando a basole anche quelle strade interne che hanno in passato
subito violenza con l'onta dell'asfalto e della pavimentazione in
cemento armato. Per sostenere che Capua è ancora un "Museo
all'aperto", bisogna dimostrarlo ed ora c'è l'occasione di porre
in essere quelle misure necessarie per una risistemazione generale del
centro antico. In un piano di recupero che prossimamente andrà in
discussione, se non si fissano importanti criteri a salvaguardia del
centrostorico, che senso
avrebbe ignorare la tipologia della pavimentazione cittadina? Franco Fierro
Abenavolo metri lineari 212, P.Normanni
176, Rinaldi 238, Pratillo 30, S.Salvatore 70, S.Martino 98,
Albamonte 86, Secondo S.Vincenzo 58, Pomerio 958, Porta Fluviale -
R.Casilino 450, G.M.S.Lazzaro 364, per una larghezza media di 6-8
metri. Piazze (in metri quadrati) Sanità 1220, Eboli 874, Di Rauso
1120, Medaglie d'Oro 840... per un totale di oltre 20.000 mq.