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Block Notes - Settembre 2001- 

Supplemento mensile del telegiornale quotidiano di ReteCapua

UN RADAR PER STANARE BIN LADEN.  NO GRAZIE!

A titoli di scatola la stampa ha riferito che un sofisticato apparato elettronico sviluppato da un consorzio napoletano potrebbe essere utile a "stanare" Bin Laden dal suo nascondiglio del deserto afghano. Se fosse così, ci sarebbe anche un po' di Capua nella realizzazione in quanto è il professore Sergio Vetrella, presidente del C.I.R.A., ad essere a capo del consorzio CORISTA, al quale sono associate tre sedi universitarie del Sud e l'Alenia Spazio. Ma negli ambienti la notizia dell'impiego ad uso bellico dell'apparato è considerata una baggianata. Il radar, infatti, è utile a "perforare" volumi solidi e vedere con nitidezza oggetti che si trovano nel sottosuolo. "Le caratteristiche del radar fanno sì che sia possibile individuare una costruzione di cemento armato sotto il deserto del Sahara più facilmente di una di legno sotto un terreno umido" avrebbe detto a mò d'esempio il prof. Vetrella e subito la stampa ci ha ricamato sopra, pensando alla possibilità di catturare il barbuto Bin Laden. Le applicazioni del radar a bassa frequenza riguardano in particolare i campi del sapere come l'archeologia per l'individuazione di reperti sepolti, le missioni spaziali per comprendere in dettaglio la distribuzione dell'acqua sul pianeta Marte ed ottenere informazioni utili per studiare l'evoluzione geofisica del pianeta. Tutta qui la notizia. Ma è quanto bastato alla nostra redazione e agli "Amici del Fiume" di mettersi subito in contatto con il centro spaziale di Porta Roma per avanzare richiesta al prof. Vetrella, tramite il primo cittadino, di sponsorizzare il ripescaggio sotto i fondali del Volturno della statua di S. Giovanni Nepomuceno e di altri reperti.

No alla prima guerra planetaria del terzo millennio LA PARTITA CHE SI GIOCA IL MONDO: CIVILTA' CONTRO TERRORISMO

Cari, vecchi ricoveri dell'ultima guerra sepolti da tempo, rifugio obbligato delle popolazioni di allora ad ogni squillo di sirena per il pericolo imminente di incursioni aeree e di bombardamenti! Ora non è più così. Oggi, in caso di conflitti, è l'intera popolazione mondiale ad essere coinvolta e l'Italia, in forza di trattati internazionali, si deve schierare con gli alleati, in una nuova avventura non desiderata dalla maggioranza degli italiani, dai pacifisti e dai non violenti. Anche il Papa si è pronunciato contro la guerra, invocando l'uso della ragione e il dialogo. Volente o nolente l'Italia si dovrà allineare con USA e alleati. Non allarmiamoci e non allarmiamo. Le preoccupazioni però non sono mai troppe! Bene è se il governo ha deciso di rafforzare le misure di sicurezza, in particolare su possibili obbiettivi a rischio (aeroporti, ferrovie, acquedotti, caserme, ecc.). E' doveroso seguire con apprensione la tragedia americana, la cui causa è da ricercare nelle azioni criminali e terroristiche dell' "esercito invisibile", il cui capo è individuato nel nome del potente Osama Bin Laden. Oltre la solidarietà ed il cordoglio, per gli assurdi eventi dell'11 settembre, data che può cambiare il corso della storia contemporanea, c'è il "dopo" che sta per incominciare e c'è da immaginare cosa può accadere: la catastrofe mondiale, la strage di massa, l'autodistruzione del pianeta. Per quanto micidiali, le bombe e le armi usate nella seconda guerra mondiale erano innocui "moscerini" rispetto ai mezzi bellici di sopraffazione di oggi. Armi invisibili, come le atomiche, le armi chimiche e batteriologiche, che non darebbero scampo a nessuno. La corsa all'acquisto in tante città, di maschere antigas e di tute protettive è la conferma dei timori della gente, che non parla d'altro, di quello che neanche si può immaginare se malauguratamente dovesse succedere l'irreparabile. La speranza è che il terrorismo sia isolato e neutralizzato, possibilmente più con il dialogo che con la guerra, senza improponibili guerre di religione che criminalizzerebbero milioni di persone ree solo di avere un altra fede, mentre i veri nemici da battere sono il fanatismo, l'intolleranza, la violenza ed hanno solo e sempre lo stesso nome: terrorismo. Franco Fierro

Le "basole" del centro storico...lisce come l'olio, con le prime piogge iniziano i disagi per i pedoni

Il reticolo di strade della vecchia Capua è in massima parte costituito da vie con basolato e fino agli anni cinquanta il Comune anche per le nuove strade procedeva con questo materiale. Spesso interveniva con gli scalpellini che bucciardavano le basole abbisognevoli dell'intervento come rimedio per non far scivolare i passanti, in particolar modo quando le strade erano bagnate dalla pioggia o dal ghiaccio. Emblematica l'immagine lasciataci dal compianto pittore Mario Clima che in un suo quadro, conservato presso un'abitazione privatra, aveva immortalato un manovale con scalpello che riparava alcune basole. Poi, con gli anni sessanta, il modernismo ha distrutto quello che apparteneva al passato anche recente ed è arrivata la nuova moda delle piastrelle in cemento, che hanno sostituito il vecchio basolato.L'ufficio tecnico comunale ha sempre sostenuto che sul mercato il basolato è di difficile reperibilità o costa un po' troppo rispetto ad altri materiali più recenti. Per questo motivo, molte vie del centro storico come Principi Normanni, Ludovico Abenavolo, corso Gran Priorato di Malta ed altre sono state pavimentate con piastrelle moderne. Poi, con un recupero della memoria storica, si è corso ai ripari con un improvviso cambio di rotta. Corso Gran Priorato di Malta, una delle strade appartenenti al primo insediamento della città longobarda costruita nell'856, è stata nuovamente ripavimentata a basole. Quale indirizzo futuro, la vecchia amministrazione Mariano ha tracciato queste indicazioni per altre strade del centro storico, cosa che sicuramente farà anche la giunta Pasca, in considerazione che in precedenti interrogazioni sulla scellerata pavimentazione di corso Appio l'ex opposizione forzista aveva già espresso il suo pensiero in merito, privilegiando una scelta adeguata alla storicità della città. E' superfluo ricordare che sono centinaia le persone, specie gli anziani, che sono cadute sulle basole dissestate e prova ne è il contenzioso giacente presso l'ufficio legale comunale. Alcuni interventi riparatori sono stati posti in essere sia dalla precedente gestione che dalla nuova, per riassestare alcuni tratti di pavimentazione. Ma per recuperare tutto il basolato esistente, che ha subito riparazioni con impiego di cemento armato, con tracce molto visibili in superficie, sarebbe opportuno fare un intervento organico veramente radicale, nonché sistemando a basole anche quelle strade interne che hanno in passato subito violenza con l'onta dell'asfalto e della pavimentazione in cemento armato. Per sostenere che Capua è ancora un "Museo all'aperto", bisogna dimostrarlo ed ora c'è l'occasione di porre in essere quelle misure necessarie per una risistemazione generale del centro antico. In un piano di recupero che prossimamente andrà in discussione, se non si fissano importanti criteri a salvaguardia del centro  storico, che senso avrebbe ignorare la tipologia della pavimentazione cittadina? Franco Fierro

Capua "Museo all'aperto"  LEVIEDAPAVIMENTARE  CONBASOLE

Abenavolo metri lineari 212, P.Normanni 176, Rinaldi 238, Pratillo 30, S.Salvatore 70, S.Martino 98, Albamonte 86, Secondo S.Vincenzo 58, Pomerio 958, Porta Fluviale - R.Casilino 450, G.M.S.Lazzaro 364, per una larghezza media di 6-8 metri. Piazze (in metri quadrati) Sanità 1220, Eboli 874, Di Rauso 1120, Medaglie d'Oro 840... per un totale di oltre 20.000 mq.

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