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Ancora
una volta la scuola primaria “Pier della Vigna” del 1° Circolo di
Capua si impone all’attenzione per l’innovazione e l’originalità
delle attività extracurricolari rivolte agli alunni, con il suo
progetto Danze etniche e di carattere
ideato e curato da due docenti, Paola Pesce e Annalisa Sario l’una
esperta in scienze motorie e l’altra in danza.
Con
l’intento di coniugare musica e movimento in un contesto di ricerca
storica che fosse significativo per i bambini, le due insegnanti hanno
raccolto le adesioni di trentaquattro alunne delle classi quarte e
quinte dell’Istituto e con esse hanno montato le coreografie di tre
balletti. Il primo era la danza ungherese nr.
5 in
sol minore di Brahms, il secondo era la tarantella di Rossini e il
terzo era il can can di Offenbach. Il finale era costituito
dall’Apoteosi dall’Excelsior di Marenco.
I
costumi, disegnati dalle insegnanti Adele Farina e Silvia Ricciardi,
curatissimi nei dettagli e impreziositi da elementi eleganti e
ricercati, hanno contribuito ad arricchire le coreografie danzate di
effetti scenici di grande impatto emotivo.
Ma a
parte lo spettacolo sul palco che è stato apprezzato e
applauditissimo dal pubblico presente, quello che sicuramente queste
bambine ricorderanno sarà la passione e l’impegno che hanno profuso
per lasciare una traccia nel Carnevale di Capua, che adesso consegna
alla sua centenaria storia anche il loro piccolo, ma grande
contributo.
Una
traccia di un cammino che le docenti cercheranno di continuare ed
intensificare nei prossimi anni con la convinzione che senza un forte
coinvolgimento popolare che parta in primis dai ragazzi per questa
manifestazione non c’è futuro.
E
come ulteriore segno distintivo di questa scuola che
precorre i tempi con le sue sperimentazioni, al gruppo delle
alunne quest’anno si è aggiunto un gruppo di quattordici maestre
che hanno sfilato indossando delle maschere veneziane di loro
creazione e aggiungendo in tal modo un tocco di raffinata eleganza e
di intrigante mistero all’atmosfera del Carnevale.
I
complimenti e lo stupore della gente soprattutto proveniente da paesi
vicini, è stato il riconoscimento più bello per tutto il lavoro
svolto che aveva anche lo scopo di lanciare un segnale forte ai
capuani per svegliarli dal torpore nel quale sono caduti da anni e per
dire che mascherarsi da adulti si può. Basta un
po’ di autoironia e di voglia di divertirsi, con l’aggiunta, se mi
è concesso, di tanto amore per la propria città.
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