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Far riscoprire alla gente del sud la propria storia, le proprie radici e commemorare i caduti borbonici nella battaglia del Volturno. E' questo l'obiettivo che si è prefissato l'associazione culturale "Il Giglio" di Napoli e il referente capuano della stessa associazione dottor Giovanni Salemi organizzatori del convegno "Per la memoria contro l'oblio" che si svolge, con cadenza annuale, nella nostra città. La manifestazione di quest'anno avrà luogo il 19 ottobre prossimo ed inizierà con una messa, alle ore 18, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, meglio conosciuta come Chiesa della Santella. La celebrazione religiosa sarà officiata in suffragio dei caduti delle Due Sicilie. A seguire nella Sala Baccarini del Seminarium Campanun si svolgeranno i lavori dell'incontro. Il programma prevede l'introduzione del dott. Giovanni Salemi; la cronologia della battaglia del Volturno; l'intervento del professor Giovanni Turco su "memoria storica e bene comune"; l'intervento del professor Gennaro De Crescenzo, presidente nazionale del Movimento Neoborbonico, su "Eroi sconosciuti" e, in conclusione, la lettura drammatizzata de "il tempo dell'orgoglio ritrovato" curata da Nicola Cesaro con l'accompagnamento alle tastiere di Antonio De Stefano. L'appuntamento capuano vuole essere non solo una doverosa commemorazione dei caduti delle Due Sicilie ma soprattutto l'occasione per quanti interverranno, di conoscere un determinato periodo storico della città di Capua e dell'intero meridione d'Italia. Di un Regno pacifico, dalle prospere finanze che subì (e la battaglia del Volturno ne è un significativo episodio) una vera e propria aggressione e successiva annessione da parte del Piemonte e dei Savoia. Fu quello l'inizio della fine del Regno delle Due Sicilie. Da quel momento in poi il Meridione fu spogliato di tutte le sue ricchezze e milioni di abitanti furono costretti ad emigrare. Chi si opponeva al regime sabaudo come i cosiddetti "briganti" che in realtà erano i veri eroi di una resistenza meridionale, veniva sistematicamente massacrato. Interi paesi distrutti e migliaia di deportati al nord, in Piemonte, in quelli che sono stati definiti i "lager dei Savoia".
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