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La
Cooperativa Culturale Capuanova e l’Associazione Culturale Uthopia
hanno
organizzato una manifestazione per parlare della storia di Capua nel
periodo 1940 – 1943. Una storia
ancora poco nota e poco studiata della quale resta qualche
pubblicazione ed alcune testimonianze raccolte grazie al lavoro di
volenterosi studiosi locali tra i quali spicca sicuramente Carlo De
Vivo, il quale in una serie di articoli pubblicati prima sul
“Crogiolo” e poi su Block Notes ha rievocato una parte degli
avvenimenti vissuti dalla città durante la II Guerra Mondiale.
Eppure
quegli avvenimenti non furono marginali nello scontro avvenuto fra
Americani ed Inglesi da una parte ed i Tedeschi in ritirata
dall’altra. Come afferma Maria Buglione nelle conclusioni del suo
lavoro “Capua deve essere considerata significativo esempio della
guerra totale perché la città ed i suoi abitanti si sono trovati al
centro dello scontro fra due eserciti” fino al punto da subire
contemporaneamente “i bombardamenti degli alleati e le razzie delle
truppe tedesche”. Proprio in quanto città a vocazione militare e
nodo militare strategico, dal luglio ’43 Capua subì diversi
bombardamenti con vittime civili e militari fino a quello
violentissimo del 9 settembre “che danneggiò la città per oltre il
75% dei suoi edifici e provocò la morte di 1062 persone, 425
identificate e 637 rimaste sconosciute” dice ancora Maria Buglione e
continua “Dopo il 9 settembre Capua, duramente provata dal
bombardamento, si trovo ad affrontare anche la ferocia delle truppe
tedesche …” “La violenza viene esercitata da parte tedesca e da
parte alleata: i massacri seguono di qualche giorno i bombardamenti,
confondendo le morti causate dai fronti opposti”. L’ampio
coinvolgimento della popolazione civile contraddistingue questi
momenti della guerra; in particolare bombardamenti e stragi sono
considerati come elementi tipici della “guerra totale”, la
peggiore, suggerisce acutamente Maria Buglione “quella che
disconosce le regole dello ius in bello e rende difficoltoso stabilire la differenza fra un
atto legittimo ed un crimine di guerra”. I fatti di Capua, come per
molti altri accadimenti simili avvenuti nel sud Italia, sono
ricordati esclusivamente in ambito locale. “La documentazione
è scarsa: manca del tutto quella tedesca, ci sono pochi documenti
italiani, qualche documento alleato, ma, cosa rilevante, queste stragi
non fanno parte della memoria pubblica, della memoria storica
ufficiale. Questa dimenticanza … non permette di vedere che a Capua
gli eccidi e le violenze dell’occupazione tedesca avvengono a
ridosso delle morti di massa per i bombardamenti, ….. i
bombardamenti e i massacri sono la massima espressione della guerra
totale” e “entrambe le azioni rispondono ad una strategia militare
che cancella la distinzione tra militari e civili”.Termina con
queste parole la Tesi di Laurea di Maria Buglione preparata con
l’impulso e la sicura guida scientifica della Professoressa
Gabriella Gribaudi. Un lavoro costruito sulle dichiarazioni di diversi
testimoni dei fatti e che ha tenuto conto di tutto quanto pubblicato
in proposito fino ad oggi. Ne
è venuto fuori un testo che, almeno nella sua parte rievocativa,
merita di essere conosciuto ed approfondito. Con questi presupposti
Capuanova ed Uthopia lo presentano alla città sperando che tutti
vogliano collaborare ad ampliare e, quindi, storicizzare la conoscenza
di quei dolorosi e funesti avvenimenti.
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