|
Nella
mattinata di oggi, si è svolta una visita guidata della
rinascimentale “Cisterna Tortelli o S. Benedetto” che prende
il nome dal suo progettista e autore. Erano presenti l'Arch.
Gennaro Leva della Soprintendenza, che ha fornito ogni utile
informazione storica relativa al sito da visitare, Tullio Del
Pozzo e Dedicato (Pro Loco), prof. Pompeo Pelagalli, Armando
Medugno, Annamaria Troili, arch. Luigi Monaco, Franco Fierro,
Mario Nardiello (Capuaonline), Achille Di Benedetto (Ass. Il
presepio), sig.ra Paolina Pozzuoli (Fidapa) e il preside
Ferdinando La Marra. Si ringraziano la Soprintendente dott.
Giovanna Petrenga e l'Impresa V. Modugno per la disponibilità
dimostrata, accogliendo favorevolmente la richiesta avanzata
da "Block Notes". Da alcuni anni se ne parla, ma pochi hanno
avuto la fortuna di visitarla e tanti non conoscono com’è
fatta, tranne ovviamente alcuni studiosi come la compianta
arch. Isabella Di Resta. Parliamo dell’opera. Nel 1998 la
testata locale "Block Notes", diretta da Franco Fierro, lanciò
un appello per il recupero della cisterna e l'allora
Soprintendenza non potè fare nulla per mancanza di fondi, ma
ora, da circa due anni, il monumento è in fase di restauro.
<<A quel tempo Capua, per nuove esigenze idriche, - spiega
Franco Fierro - decise di aggiungere alle acque già
incanalate, la sorgente perpetua "della fico", incaricando
Benvenuto Tortelli di realizzare la cisterna “S. Benedetto”.
Quest’ultima era capace di contenere circa 6000 botti d’acqua
ed era contigua al “Collegio gesuitico”, a ridosso dell'ex
"Caserma dei neri", e frontale al versante sinistro della
caserma "ex Fieramosca" (attuale sede della Facoltà di
Economia). In un rilevamento del prof. Ciro Robotti, la
cisterna misura m. 26,50 x 26,50 pari a mq. 702,30, mentre le
dimensioni dei quattro pilastri interni sono di m. 1,50 x 1,50
l'uno. Benvenuto Tortelli – continua il promotore
dell’iniziativa - era un architetto bresciano, come si rileva
da indagini archivistiche del prof. Robotti. Artista
poliedrico, iniziò la sua attività nella bottega del padre con
opere di sculture in legno per cori, chiese e conventi. Nel
vice-regno napoletano dal 1576 al 1580, si occupò delle opere
pubbliche per la Corte Regia, a cominciare dalla soluzione del
problema idrico, incanalando da Benevento verso Napoli l'acqua
del Serino. Dal 1585 - conclude Fierro - fu al servizio della
città di Capua con l’incarico di ingegnere, reso vacante
dall'improvvisa morte dell'architetto Ambrogio Attendolo>>.
di: Vincenzo Paternuosto |