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Università a Capua -
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L'inchiesta di
Tina Cosmai
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Il cortile
interno della nuova Facoltà di Economia |
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La
facoltà passo dopo passo |
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La
Facoltà di Economia della seconda Università degli Studi di
Napoli, inizia la propria attività a Capua nell'anno
accademico 1991/92 utilizzando un’ala del complesso che già
ospita da anni l’istituto magistrale Pizzi. Cinque corsi di
laurea di primo livello: Economia Aziendale con curriculum in
manager di impresa, manager delle Amministrazioni Pubbliche e
delle Istituzioni senza scopo di lucro. Economia e Commercio
con curriculum sui mercati finanziari e gestione del
territorio. Il nuovo corso di laurea in Economia e
Amministrazione delle Imprese, con percorsi per consulenti del
lavoro e professionisti e giuristi d'impresa. Nato da tre
anni, in concorso con la facoltà di Lettere di S. Maria Capua
Vetere, il corso di laurea in Scienze del Turismo e dei Beni
Culturali, anch’esso atyinente alle potenziali risorse del
territorio. Infine il corso in Studi internazionali. Negli
ultimi cinque anni, v'è stato un incremento delle
immatricolazioni, tra i 550/600 studenti iscritti ogni anno.
Gli iscritti complessivi sono 2800, distribuiti tra i vari
corsi. Buono il numero dei laureati, circa 100 all'anno,
grazie ad attività particolari come esami intermedi,
tutoraggio e campagne di sensibilizzazione allo studio. Degli
immatricolati, un terzo riesce a laurearsi. Tina
Cosmai |
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Un'aula interna |
Il giorno
dell'inaugurazione |
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Manager in cerca di spazio
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È
una istituzione forte, che intende raggiungere i propri
obiettivi, nel miglioramento a 360 gradi di struttura
edilizia, di offerta formativa ed umana, di valore
manageriale; è la seconda Università degli Studi di Napoli,
Facoltà di Economia e Commercio, cellula capuana, situata
ancora in quel complesso unico che apparteneva all'istituto
magistrale, una struttura edilizia che non è in grado di
contenere una istituzione dalle forti ambizioni dialoganti. Le
aule sono piccole, mancano le cattedre, la segreteria ha
dimensioni minute e a disposizione della facoltà, v'è soltanto
il pianterreno e il secondo piano, al primo c'è ancora
l'istituto magistrale. La contaminazione non è fruttuosa in
questo caso, anzi, è d'impedimento al processo, nonché
obiettivo permanente, di interlocuzione con il territorio, con
le imprese, con gli atenei, che la seconda università intende
sviluppare sempre più. Perché la facoltà ha una identità
manageriale più forte sotto la presidenza Maggioni, v'è una
proiezione in avanti che stimola l'animo studentesco e invita
alla compattezza nel raggiungimento degli obiettivi.
«In questa prospettiva d'avanguardia che la nuova presidenza
propone - dichiara Francesco Mincione, rappresentante degli
studenti - ci devono permettere di traslocare nella nuova
sede, la caserma Fieramosca, inaugurata a maggio scorso dal
governatore Bassolino, perché abbiamo bisogno di spazio fisico
per realizzare i nostri progetti e soprattutto intendiamo
farlo in maniera compatta». È il problema più sentito in
questo momento e si stanno facendo grandi sforzi per
risolverlo: «Si tratta di un grave handicap che ci impedisce
di fare un'offerta formativa di qualità - afferma il preside
Vincenzo Maggioni, il terzo della facoltà dopo Ottavio
Lucarelli che la guidò dopo il passaggio dalla Federico II e
Manlio Ingrosso che l’ha diretta per quasi dieci anni - ma i
sacrifici logistici non ci impediscono di esprimere al meglio
le nostre capacità, tanto che abbiamo ricevuto premi in
competizioni specifiche, in altre università, nel campo del
marketing».
L'anima dell'istituzione è aperta allo scambio con il
territorio e le imprese, che sono interlocutori e non semplici
riferimenti. «L'anno scorso uno dei seminari più brillanti -
continua Maggioni - c'è stato con Ciro Paone della Kiton,
società di Arzano, leader mondiale nel settore della
confezione di altissima qualità, per non dimenticare
l’incontro con Gianni Carità del Tarì. Vorremmo avere maggiori
rapporti con le aziende casertane, finora le relazioni erano
più dirette alle aziende del Napoletano». Novità anche
per le offerte formative post laurea, con un master di primo
livello in diritto tributario e, grande impegno per la
realizzazione di un master in management sanitario in
collaborazione con la facoltà di Medicina. Un percorso
impegnativo data la forte domanda sul territorio, per ricevere
un'offerta di servizi finora dati da istituti privati. La
facoltà di Economia si pone come un ardito interlocutore, per
richieste che arrivano da professionisti e da strutture
pubbliche come l’Asl. Molta attenzione al lato umano, al
valore morale dello studio: nasce il progetto di un'adozione a
distanza di una bambina brasiliana di 5 anni che riceverà
istruzione ed alimenti sino all'età di 13 anni. Tutto questo
all'interno del corso di Economia e Gestione delle imprese,
una delle scommesse già vinte dalla facoltà. Tina Cosmai |
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L'intervista al Preside
Maggioni |
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È
un ottimista il preside della Facoltà di Economia Vincenzo
Maggioni ( in foto ), e il suo spirito positivo dà forza a
studenti, a professori e a tutto il personale amministrativo
che combatte con lui, quotidianamente, per realizzare
ambiziosi obiettivi in un complesso edilizio piccolo e
malstrutturato. E l'ottimismo, quello sano, ha sempre una vena
polemica che Maggioni evidenzia: «Oggi l'Università vive un
momento difficile a causa di una falsa autonomia e di una
forte restrizione delle risorse, che ci toglie la possibilità
di diventare adulti, boicottando il nostro percorso di
competizione, di crescita, di miglioramento della qualità».
Eppure avete raggiunto degli obiettivi... «Certo, perché
nonostante i sacrifici logistici, non ci siamo fermati
nell'allargamento dei nostri orizzonti. Quest'anno parte un
corso di laurea in Studi Internazionali in concorso con la
facoltà di Giurisprudenza, all'Università di Malta. Abbiamo
già rapporti con le università di Philadelphia e di Granada e
scambi di docenti con l'università australiana». E i rapporti
con il territorio e le imprese?
«Vogliamo essere una istituzione dialogante e al servizio del
territorio; lo stesso vale per le imprese. Stiamo per
sottoscrivere una convenzione con l'agenzia generale delle
entrate, che prevede un tirocinio per i nostri studenti.Coinvolgiamo
le imprese e i loro titolari nei nostri seminari.
L'interlocuzione è la nostra forza portante». L'aspetto
relazionale però prevede attenzione anche al lato umano e
culturale; come intende esprimerlo? «Nella nuova sede
che spero avremo definitivamente, dopo l'estate 2004, ci
saranno degli spazi destinati ad eventi culturali, mostre
fotografiche ed archeologiche. I ragazzi devono conoscere il
loro territorio anche nella storia e nell'arte. Ospiteremo
opere d'arte provenienti dai vari musei. Nella nostra facoltà
si deve respirare la cultura, non solo l'economia
dell'impresa». A proposito della nuova sede, quali i problemi
d'inserimento effettivo? «Quattro aule sono già pronte e
speriamo, per novembre, di trasferire la segreteria studenti.
Abbiamo incontrato molti problemi burocratici, e mancano i
collaudi importanti e l'impianto delle norme di sicurezza,
inoltre, essendo una struttura storica, per tutelarne la
conservazione, spesso il progetto dev'essere modificato, ma
siamo fiduciosi; questa nuova struttura è un fattore
d'attrazione, è tanto bella che chi la visita, non può che
iscriversi alla facoltà di Economia».
Tina Cosmai
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All'interno
del nuovo complesso universitario |
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Prima dei
lavori... |
...dopo la
ristrutturazione |
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Fonte degli articoli : IL MATTINO del
16.10.03 - Autrice: Tina Cosmai - Foto Capuaonline |
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