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Sabato 13
dicembre, in occasione dell’apertura della nuova saletta per
gli eventi della libreria Guida Capua, la giornalista Tina
Cosmai ha presentato il libro “Terra, colore e novalgina”
di Luca Musella, della “NonSoloParole” Edizioni. La
serata è stata accompagnata dalla musica del duo “Rua Port’Alba”
composto da Massimo Mollo, voce e chitarra, e Marzia
Del Giudice, voce, che hanno interpretato mirabilmente
diversi brani realizzati da poesie tratte dal libro
dell’autore. Luca Musella è nato a Napoli il 1967. Per lo
stesso editore ha pubblicato: “La rabbia e l’orologio” e
“Luridi mail”. Il libro racconta le storie di cinque donne,
storie in cui la verità si unisce alla fantasia. “Frammenti
di vita essenziali e tetri. Un linguaggio crudo, solo a tratti
incisivamente poetico. Sono i due volti di Luca Musella: la
spietatezza e la malinconia” (Tina Cosmai, l’Unità). Così
l’autore descrive il suo ultimo lavoro: <<Di solito realizzo
opere molto brevi – spiega l’autore – tant’è vero che le mie
precedenti pubblicazioni, “La rabbia e l’orologio”, “Luride
mail” e “Un anno senza Janet”, sono composte da trenta pagine.
Invece, “Terra, colore è novalgina”, è di novantasei pagine,
quindi è quasi il libro medio che normalmente pubblica un
autore. I miei lavori sono spesso incentrati su fatti di
cronaca come “Un anno senza Janet”, la storia vera di una
barbona somala che viveva d’elemosina a Via Toledo e che lo
scorso anno è morta in circostanze misteriose. Io la conoscevo
perché il mio studio si trova proprio in quella strada ed ho
ricostruito la sua storia attraverso i miei ricordi e le
testimonianze di una giornalista che si è occupata del caso e
di un barbone che la conosceva. “Terra, colore e novalgina”,
invece, racchiude cinque storie sempre di donne, racconti un
po’ drammatici basati su storie vere ma molto travisate,
quindi non è proprio una ricostruzione fedele come in “Un anno
senza Janet”. Una delle protagoniste del libro è Novalgina,
una vecchia prostituta del dopoguerra napoletano che poi si
ritrova in carcere a Pozzuoli. Eva K., invece, la protagonista
dell’ultimo racconto, è una ragazza dei centri sociali che è
morta di overdose e della quale ho cercato di ricostruire la
storia però, ripeto, a differenza di Janet che è un racconto
vero, infatti è menzionato anche il suo nome, la storia di Eva
K., così come le altre, sono storie in cui, pur partendo da
elementi reali, mi sono affidato un po’ alla fantasia>>.
di:
Iolanda Roma
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