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   Di: Iolanda Roma - roma@capuaonline.com


- Reportage di Capuaonline -

Capua 16.9.2004

Inizia la Scuola: il "Liceo Pizzi" non apre...

L’Asl Ce2 non rilascia il certificato d’igienicità al “Pizzi”. <<I servizi igienici sono fatiscenti. Ho più volte segnalato il problema all’Amministrazione provinciale, ma i lavori iniziati solo il 3 settembre sono stati sospesi>> spiega il preside Vairo. Inviata dal dirigente scolastico una denuncia documentata alla Procura della Repubblica.

Nelle immagini, la situazione attuale dei servizi igienici

Ieri mattina per molti studenti ha avuto inizio un nuovo anno scolastico, ma non è stato così per gli alunni dell’Istituto Liceale “Pizzi”. Dopo ventitré anni di regolare attività, infatti, l’istituto non ha potuto accogliere i ragazzi poiché l’Asl Ce2, in seguiti ai controlli effettuati dai vigili sanitari, non ha rilasciato il certificato d’igienicità necessario per lo svolgimento dell’attività didattica. A spiegarcene in modo esaustivo le ragioni è stato il preside del Pizzi il prof. Felice Vairo. <<Il motivo per cui questa mattina (ieri ndr) l’Istituto “Salvatore Pizzi” non ha riaperto per dare regolare inizio all’anno scolastico 2004/2005 – ha detto il prof. Vairo - è il mancato rilascio da parte dell’Asl Ce2 di Capua del certificato d’igienicità dei locali, relativo all’intero edificio. Però la responsabilità di tutto ciò non ricade sull’Asl, che deve rilasciare l’attestato in base alla presenza delle condizioni igieniche necessarie. Quello che in realtà è successo è che noi abbiamo un problema che riguarda i servizi igienici che sono fatiscenti. Siccome la popolazione scolastica è diventata particolarmente numerosa, abbiamo 1300 alunni con 55 classe, oltre a 120 docenti, 40-45 persone non docenti (bidelli, segreteria, tecnici, ecc.), l’istituto in pratica è frequentato ogni giorno da oltre 1500 persone. Allora il punto è questo: le strutture sono quelle di sempre ed oggi non sono più sufficienti. I servizi igienici dislocati al piano terra, al primo piano ed al secondo sono tutti sulla stessa verticale, sicché se un servizio igienico del piano terra non funziona le acque nere che scendono dai piani superiori non trovano lo sfogo, risalendo e fuoriuscendo dappertutto. Cosa che puntualmente si è verificata. Abbiamo segnalato più volte il grave problema all’Amministrazione provinciale – ha continuato il prof. Vairo - che ha effettuato degli interventi tampone e quando non poteva farlo ho preso direttamente l’iniziativa grazie all’aiuto di qualche bidello volenteroso. Adesso, però, siamo arrivati a un punto di non ritorno perché le condutture che sono deputate a raccogliere i rifiuti più grossi non solo tali da poterli smaltire e quindi si intasano bloccando tutto l’apparato. E’ dal mese di maggio scorso che ho iniziato a segnalare la gravità della situazione e, al termine dell’anno scolastico (fine giugno – inizio luglio), ho anche scritto una relazione all’Ufficio tecnico dell’Amministrazione provinciale perché si attivasse per tempo utile. Ma passava il tempo e nessuno si vedeva. Allora ho inviato diversi solleciti ed è stata approvata dall’Amministrazione provinciale una delibera che ha incluso l’istituto tra quelli da sottoporre a manutenzione straordinaria. I lavori però sono iniziati solo il 3 settembre u.s. anche se con la garanzia, e ci sono testimoni verbali ed oculari, che sarebbero stati completati nel giro di due-tre giorni. Ad ogni modo ho continuato a fare tantissimi solleciti e telegrammi consegnati anche a mano, inviati tra l’altro anche all’Asl per informarla della situazione. Il 7 settembre l’Ufficio tecnico dell’Amministrazione provinciale ha inviato una comunicazione all’Asl, e a me per conoscenza, nella quale il dirigente dell’ufficio spiegava che, ai fini del rilascio del certificato d’igienicità, erano in corso i lavori presso il “Pizzi”. Da quel momento – ha aggiunto il prof. Vairo - non ho saputo più nulla. I lavori sono stati sospesi e siamo arrivati alle 8,00 di stamattina (ieri mattina ndr) nell’impossibilità di dare inizio alle lezioni. Mi sono quindi trovato costretto a non far entrare gli alunni e ad inviare denunce documentate alla Procura della Repubblica, che valuterà se ci siano o meno inadempienze da parte di qualcuno. Ognuno deve assumersi le responsabilità delle proprie azioni oppure dei mancati adempimenti>>. Ma adesso quanto tempo ci vorrà affinché l’attività scolastica possa riprendere? <<Purtroppo non so quando riprenderanno le lezioni – ha detto il prof. Vairo. I tempi burocratici spesso sono lunghi anche se ho inviato la documentazione a mano ai tutti gli interessati: l’Asl, il Sindaco, l’Amministrazione provinciale e la Procura. Ma il punto fondamentale è questo: finché la scuola non riaprirà ci saranno alunni che non saranno tutelati nel diritto allo studio, professori che percepiranno lo stipendio senza lavorare, cosa che va contro il loro senso del dovere, ed io che in qualità di dirigente scolastico resterò qui per svolgere per intero il mio dovere per il bene della comunità. Fortunatamente posso contare sul sostegno dei genitori degli alunni che hanno perfettamente compreso la situazione>>

      
Ancora un' immagine dei servizi igienici
L'ingresso dell'istituto capuano

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