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Ieri
mattina per molti studenti ha avuto inizio un nuovo anno
scolastico, ma non è stato così per gli alunni
dell’Istituto Liceale “Pizzi”. Dopo ventitré anni di
regolare attività, infatti, l’istituto non ha potuto
accogliere i ragazzi poiché l’Asl Ce2, in seguiti ai
controlli effettuati dai vigili sanitari, non ha rilasciato il
certificato d’igienicità necessario per lo svolgimento
dell’attività didattica. A spiegarcene in modo esaustivo le
ragioni è stato il preside del Pizzi il prof. Felice Vairo.
<<Il motivo per cui questa mattina (ieri ndr)
l’Istituto “Salvatore Pizzi” non ha riaperto per dare
regolare inizio all’anno scolastico 2004/2005 – ha detto
il prof. Vairo - è il mancato rilascio da parte dell’Asl
Ce2 di Capua del certificato d’igienicità dei locali,
relativo all’intero edificio. Però la responsabilità di
tutto ciò non ricade sull’Asl, che deve rilasciare
l’attestato in base alla presenza delle condizioni igieniche
necessarie. Quello che in realtà è successo è che noi
abbiamo un problema che riguarda i servizi igienici che sono
fatiscenti. Siccome la popolazione scolastica è diventata
particolarmente numerosa, abbiamo 1300 alunni con 55 classe,
oltre a 120 docenti, 40-45 persone non docenti (bidelli,
segreteria, tecnici, ecc.), l’istituto in pratica è
frequentato ogni giorno da oltre 1500 persone. Allora il punto
è questo: le strutture sono quelle di sempre ed oggi non sono
più sufficienti. I servizi igienici dislocati al piano terra,
al primo piano ed al secondo sono tutti sulla stessa
verticale, sicché se un servizio igienico del piano terra non
funziona le acque nere che scendono dai piani superiori non
trovano lo sfogo, risalendo e fuoriuscendo dappertutto. Cosa
che puntualmente si è verificata. Abbiamo segnalato più
volte il grave problema all’Amministrazione provinciale –
ha continuato il prof. Vairo - che ha effettuato degli
interventi tampone e quando non poteva farlo ho preso
direttamente l’iniziativa grazie all’aiuto di qualche
bidello volenteroso. Adesso, però, siamo arrivati a un punto
di non ritorno perché le condutture che sono deputate a
raccogliere i rifiuti più grossi non solo tali da poterli
smaltire e quindi si intasano bloccando tutto l’apparato.
E’ dal mese di maggio scorso che ho iniziato a segnalare la
gravità della situazione e, al termine dell’anno scolastico
(fine giugno – inizio luglio), ho anche scritto una
relazione all’Ufficio tecnico dell’Amministrazione
provinciale perché si attivasse per tempo utile. Ma passava
il tempo e nessuno si vedeva. Allora ho inviato diversi
solleciti ed è stata approvata dall’Amministrazione
provinciale una delibera che ha incluso l’istituto tra
quelli da sottoporre a manutenzione straordinaria. I lavori
però sono iniziati solo il 3 settembre u.s. anche se con la
garanzia, e ci sono testimoni verbali ed oculari, che
sarebbero stati completati nel giro di due-tre giorni. Ad ogni
modo ho continuato a fare tantissimi solleciti e telegrammi
consegnati anche a mano, inviati tra l’altro anche all’Asl
per informarla della situazione. Il 7 settembre l’Ufficio
tecnico dell’Amministrazione provinciale ha inviato una
comunicazione all’Asl, e a me per conoscenza, nella quale il
dirigente dell’ufficio spiegava che, ai fini del rilascio
del certificato d’igienicità, erano in corso i lavori
presso il “Pizzi”. Da quel momento – ha aggiunto il
prof. Vairo - non ho saputo più nulla. I lavori sono stati
sospesi e siamo arrivati alle 8,00 di stamattina (ieri mattina
ndr) nell’impossibilità di dare inizio alle lezioni. Mi
sono quindi trovato costretto a non far entrare gli alunni e
ad inviare denunce documentate alla Procura della Repubblica,
che valuterà se ci siano o meno inadempienze da parte di
qualcuno. Ognuno deve assumersi le responsabilità delle
proprie azioni oppure dei mancati adempimenti>>. Ma
adesso quanto tempo ci vorrà affinché l’attività
scolastica possa riprendere? <<Purtroppo non so quando
riprenderanno le lezioni – ha detto il prof. Vairo. I tempi
burocratici spesso sono lunghi anche se ho inviato la
documentazione a mano ai tutti gli interessati: l’Asl, il
Sindaco, l’Amministrazione provinciale e la Procura. Ma il
punto fondamentale è questo: finché la scuola non riaprirà
ci saranno alunni che non saranno tutelati nel diritto allo
studio, professori che percepiranno lo stipendio senza
lavorare, cosa che va contro il loro senso del dovere, ed io
che in qualità di dirigente scolastico resterò qui per
svolgere per intero il mio dovere per il bene della comunità.
Fortunatamente posso contare sul sostegno dei genitori degli
alunni che hanno perfettamente compreso la situazione>>
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