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   Di: Nazzaro Buonocore - Foto Capuaonline


- Reportage di Capuaonline -

Capua 21.3.2005

I Graffiti deturpano la Città ed i monumenti

Attenzione, pene severe per i dementi che imbrattano

Alle porte di Capua, un vergognoso "Ti Amo"

Nella numerosa escalation di azioni nocive per la città, un posto di primo piano occupano di certo i graffiti sui muri, che oltre ad imbrattare pareti spesso intonacate di fresco, costituiscono in qualche caso più grave, addirittura danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale , quando cioè le iscrizioni vengono ad essere realizzate su un bene di cui sia noto il pregio. Dunque, prendo ad esempio due iscrizioni che mi hanno colpito: la prima delle due è sulle pareti della costruzione dove sono i bagni all’interno della villa comunale e reca la dicitura “Lisa ti amo” ; la seconda è una iscrizione  o graffito, come oggi si è soliti chiamarli, che è stata realizzata poche ore fa’ sulla facciata di un edificio in pieno centro e reca l’espressione dialettale “ Fra’ , sto pariann comm’ o cess’ ” ( fratello mi sto divertendo come un cesso). Cerchiamo di fare un po’ di ordine. Mi sono documentato e ho appreso che “graffito” in arte sta a significare una particolare tecnica che consente di ottenere un disegno incidendo o graffiando una superficie di colore o di stucco in modo da scoprire un colore sottostante. La tecnica del graffito era diffusa nell’antichità e fu applicata anche nel medioevo; oggi il termine indica anche le iscrizioni e i disegni anonimi realizzati sui muri. Pitture murali di questo genere ci sono pervenute in gran numero specialmente dall’Egitto, da Pompei e dalle catacombe romane. Alcuni artisti statunitensi hanno scelto di adottare  questa tecnica delle scritte realizzate con la vernice spray, dando vita ad un movimento noto come “graffitismo”. Tornando alle due espressioni citate in precedenza, premesso che non conosco le fattezze di Lisa ma so di certo che se fossi lei mi incazzerei e non poco se il mio amore scrivesse che mi ama sulle pareti dei bagni della villa comunale, soprattutto perché se sono una cozza, qualcuno potrebbe attraverso l’identikit del cesso, risalire proprio alla mia persona ;  ancora per ritornare alla frase incisa poche ore fa, che  nonostante abbia condotto numerosi ed approfonditi studi, non ho ancora capito se e soprattutto come il cesso farebbe a “pariare”; verificato  che Capua non ha origini, né legami egizi, per cui non mi sembra di aver mai rinvenuto somiglianza alcuna tra qualche simpatico esponente della vita politica - amministrativa locale con Cleopatra o Marco Antonio ma al massimo qualcuno potrebbe più avvicinarsi per la particolare e simpatica conformazione corporea al sarcofago che conteneva le spoglie di qualche faraone, mi chiedo alla luce di tutto ciò: ma a noi, che ce ne fotte ( scusata se sono salace) che uno ama Lisa o che in un’ ora imprecisata del giorno, un deficiente si sta divertendo da matti? Tali gesti costituiscono certamente espressione di inciviltà, specie quando non portando un messaggio quantomeno valido, si limitano ad essere la semplice manifestazione dello scarso senso di civismo negli autori. Forse è vero  che  quelli che si dilettano a lasciare scritte sui muri, sono giovani che vanno alla ricerca di un identità individuale e sociale ancora poco palpabile, che è il tentativo di opporsi e contestare un’organizzazione socio-politica  verso la quale nutrono contemporaneamente odio e amore; che gli adolescenti tentano di esibirsi e ad opporsi per verificare nelle reazioni degli altri il proprio esistere; che vivono di paradossi e hanno delle regole, in un mondo ideologico che non possiede regole , ma  se esibizione deve esserci, facciamo in modo che al meno sia positiva. Quale esibizione può esserci da parte di chi scrive che si sta divertendo come un cesso? Accanto ad un aspetto psicologico, ne esiste anche uno giuridico; possiamo infatti rinvenire punti di riferimento per quanti lasciano il loro segno sulle pareti di un palazzo o di un bene di valore storico artistico, sanzioni comminate dal codice penale. Sono infatti tre le norme di riferimento e le possiamo leggere negli articoli 635 , 639 e 733 del Codice Penale. Il primo dei tre è rubricato “Danneggiamento” e che ci dice che chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende inservibile cose mobili o immobili è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a trecento euro; il secondo articolo forse più pertinente è rubricato invece “Deturpamento e imbrattamento di cose altrui” e che punisce con la multa i casi di imbrattamento e solo nei casi più gravi con la reclusione fino a un anno o sempre della muta fino a mille euro se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico; il terzo articolo, il 733 che è rubricato “Danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale”, che punisce con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda non inferiore a duemila euro, ipotesi certamente più grave che richiede però  come elemento essenziale della fattispecie, un nocumento (danno) al patrimonio archeologico , storico o artistico. Riporto qui due sentenze, l’una che ha assolto l’autore di scritte su superficie piastrellata, ma non assorbente il colore adoperato, scritta eliminata con un’accurata opera di lavaggio e che quindi essendo stata rimossa,  non ha comportato pena, in quanto non esiste alcun “deterioramento apprezzabile” del bene; la seconda sentenza che ha invece condannato non per il reato di danneggiamento, così come era stato inizialmente contestato all’imputato ma per quello di imbrattamento di cose altrui ,  certamente meno grave del danneggiamento, l’autore di frasi incise su un palazzo  , perché l’atto dell’imbrattare non rende il bene inservibile come è invece richiesto perché sussista la fattispecie del danneggiamento di cui al 635 del C.P.. Ora però v’è da dire che se è certamente censurabile la pratica di imbrattare gli edifici specie con frasi senza senso,  esiste un’arte a parere dello scrivente che è quella dei murales, che certamente non ha nulla da invidiare a pitture su tela, che in molti casi, seppur più blasonate, non hanno neppur vagamente quel senso del bello che un quadro dovrebbe ispirare. E’ questione di gusti e allora un invito alle amministrazioni, acciocchè si possano individuare spazi liberi , come è stato fatto per le pareti a piazza D’Armi, per poter esprimere una componente dell’identità personale che può essere la vena artistica estrinsecabile attraverso la passione per i murales, quella che non solo è un’arte ma soprattutto una libera manifestazione del pensiero. 

Una scritta a Piazza Etiopia I Giardini di Via Duomo 
L'amore di un deficiente...  Alle Torri di Federico II 
Via Pomerio  Che cosa c'entra Gesu' ? 
Una povera panchina   L'affronto a Federico II 
Delle scritte straniere  La bellissima Chiesa di S.Eligio 
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La Redazione di Capuaonline

 

 

 

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