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A cura di: Vincenzo Paternuosto con la collaborazione di Iolanda Roma


- I Reportage di Capuaonline -

  Capua 17.07.2005

L’inchiesta di Capuaonline sui semafori al "Quadrivio Caputo" di Capua

Via Giulio Cesare Falco di giorno, con semaforo acceso

Alle volte alcune decisioni di carattere amministrativo che dovrebbero essere ad esclusivo vantaggio della collettività poi diventano inspiegabili e persino inaccettabili. Quello che racconteremo, all’inizio vi sembrerà plausibile, poi diventerà inspiegabile ed infine si trasformerà in qualcosa di inaccettabile. Per ricostruire con chiarezza l’intera vicenda ci siamo avvalsi di una documentazione dettagliata, messaci a disposizione dai figli del compianto Vittorio Fiore (74 enne in buona salute) che il 20 maggio u.s. fu travolto da un tir mentre attraversava la strada tra il condominio Caputo e il Parco Delle Rose a poche decine di metri dal semaforo in via San Tammaro (Quadrivio Caputo). Erano le 12 e 20 ed i dispositivi semaforici con photored erano in funzione (9,30-12,30 e 14,30-17,30 le fasce di accensione). Il signor Vittorio Fiore stava attraversando la strada dieci minuti prima che quel “semaforo” si spegnesse. Era prudente il signor Vittorio; attraversava sempre sulle strisce pedonali ed era attento a che il semaforo fosse rosso per i veicoli e verde per i pedoni. E così anche quel mattino del tragico incidente, quando era stato costretto a fermarsi nei pressi del centro strada (la linea di mezzeria non era ben visibile), perché dall’altra corsia provenivano i veicoli da via Giulio Cesare Falco e via S. Maria C.V. (verde per i veicoli e rosso per i pedoni), dove veniva travolto dalla fiancata di un tir. Molto forte l’impatto e altrettanto rovinosa la caduta sull’asfalto; tant’è vero che accorrevano in molti per soccorrerlo. Ne seguiva il trasporto in ospedale attraverso il 118 e l’immediato trasferimento al Cardarelli di Napoli, causa la gravità delle lesioni interne riportate. Sul posto intervenivano gli uomini della Sottosezione della Polizia Stradale di Capua (comandati dal Commissario Persico) che si adoperavano per effettuare i rilievi planimetrici e raccogliere la deposizione di qualche testimone ai fini di ricostruire l’esatta dinamica del sinistro. Purtroppo il signor Fiore, ancora cosciente nei minuti successivi l’accaduto ancorché molto sofferente, veniva ricoverato nel reparto rianimazione del Cardarelli in prognosi riservata dove spirava nel pomeriggio del 4 giugno u.s. dopo 15 giorni di agonia e di vane speranze per i parenti. A quel punto, mentre s’apriva un fascicolo presso la Procura della Repubblica di S.Maria C.V. sul tragico incidente, Antonio ed Enzo Fiore (figli della vittima), ancora sofferenti per la tragica scomparsa del padre, si attivavano immediatamente per far luce su una vicenda assai nebulosa. A parte gli incarichi conferiti ad un avvocato civilista, il dottor Guido Fiorillo di Camigliano, e a due penalisti dello studio Stellato di S.Maria C.V. (Umberto Pappadia e Carlo De Stavola), i fratelli Fiore decidevano, in sintonia con gli altri componenti del Comitato Anti-Semafori, di avviare una petizione popolare per spegnere quei congegni, “il cui funzionamento potrebbe avere - secondo quanto asseriscono i figli della vittima – un nesso di causalità con l’incidente mortale che ha visto coinvolto il loro congiunto”. E’ quello che i fratelli Fiore vorrebbero dimostrare attraverso un’accurata perizia tecnica di parte affidata ad un professionista di fiducia. E’ chiaro che, non essendovi certezza di quanto sostenuto poc’anzi, ci dissociamo completamente dall’asserzione. Analizziamo, comunque, con obiettività la questione cercando di descrivere i vari elementi che la compongono; poi ognuno sarà libero di farsi la propria opinione. Lasciamo invece alla Magistratura il compito di accertare i fatti e stabilire se ci sono o meno delle responsabilità e a chi, in caso affermativo, queste saranno addebitate. Veniamo ai fatti. “Il Comune di Capua con l’intento di alleviare il traffico, con determinazione n. 260 del 31/5/2002, indiceva ‘la gara d’appalto per il noleggio con installazione e manutenzione di impianti semaforici e di sistemi e strumenti fissi di rilevazione di infrazioni del codice della Strada’. Successivamente, con provvedimento dirigenziale n. 21 del 10/07/2002, venivano approvati i verbali di gara ed aggiudicato il noleggio alla ditta TEC SERVICE Srl di Francavilla Fontana. Il giorno 5/08/2002 il Comune di Capua e l’amministratrice della ditta prescelta stipulavano il contratto di noleggio n. 8/2202, con il quale veniva prevista l’installazione e manutenzione di apparecchiature elettroniche per il controllo e la gestione del traffico da installarsi nel territorio comunale da parte della suddetta ditta e di n. 4 apparecchiature denominate ‘Photored F 17’ al ‘Quadrivio Caputo’, con lo scopo di documentare fotograficamente le infrazioni commesse dai veicoli che sarebbero passati col rosso. Gli impianti semaforici con photored entrarono in funzione nel febbraio 2004, ma in quanto vecchi, obsoleti e forse mal temporizzati, suscitarono le proteste vibranti dei residenti e dei commercianti della zona, poiché, invece di alleviare il problema del traffico per cui erano stati riattivati a distanza di un ventennio, determinarono un peggioramento della circolazione, un aumento considerevole dell’inquinamento acustico ed atmosferico, gravi situazioni di pericolo per i pedoni (saranno spiegate più avanti) e rilevanti perdite economiche per i commercianti nell’area in questione. L’Amministrazione Pasca, a quel tempo, scelse, in sintonia con il Comando di Polizia Municipale, di spegnere gli impianti semaforici. Probabilmente ci si accorse che non servivano a nulla, oppure che con quelle condizioni di funzionamento, visto l’incrocio e accertate le lacune tecniche nell’impianto, la mancanza di segnaletica adeguata, ecc., anziché migliorare la vivibilità dei cittadini la peggioravano in tutti i sensi anche per le tasche dei contravventori. Perché, quindi, a distanza di più di un anno, la stessa Amministrazione Pasca decideva di rimettere in funzionamento gli impianti semaforici coi photored? Forse per mantener fede ad un contratto che sarebbe ed è tranquillamente sottoponibile a risoluzione, visto che l’art. 11 della determinazione n. 260 del 31/05/2002 ‘cause di risoluzione del contratto’ espressamente prevede, tra i possibili casi di risoluzione, i motivi di pubblico interesse (parte tratta dalla relazione dell’avv. Luigi Sperino)”. <<Perché l’Amministrazione Pasca, pur sussistendo gravi motivi di pubblico interesse (inquinamento, danno al commercio, pericolo per la salute e la sicurezza dei cittadini, ecc.), - affermano Enzo e Antonio Fiore - non ha proceduto alla revoca del bando di gara e di tutti gli atti successivi (contratto; vedi anche l’art. 21-quinquies del Testo coordinato della legge 7 agosto 1990 n. 241, come risultante dalle modifiche introdotte dalla legge 11 febbraio 2005 n. 15)? Perché ora il Commissario Prefettizio di Capua Francesco Provolo, dopo aver ricevuto la suddetta relazione dell’avv. Sperino, il testo integrale di precedenti petizioni, la denuncia degli esercenti delle attività commerciali della zona e le dichiarazioni di 8 ex consiglieri comunali non provvede a risolvere il contratto e quindi a far spegnere i semafori? Perché il signor Prefetto di Caserta, dopo quello che è accaduto (la morte del signor Fiore) non interviene e non risponde alle lettere della nostra famiglia? Un mistero. Le Istituzioni tacciono perché è morto un semplice cittadino… Ma non è forse una persona meritevole di giustizia come chiunque altro? E’ necessario – aggiungono Enzo e Antonio - che la Magistratura indaghi a fondo per accertare se ci sono delle eventuali responsabilità di terzi sull’accaduto. Vogliamo risposte certe e siamo sicuri che le avremo dalle indagini della Magistratura. Ma nel frattempo se gli impianti semaforici erano a norma, quand’è accaduto il tragico evento, perché successivamente il Comune ha provveduto all’installazione di nuova cartellonistica stradale e delle pulsantiere per l’attraversamento dei pedoni ai semafori? E a cosa servono le pulsantiere in via San Tammaro, dove è accaduto l’incidente, se quando scatta il verde per i pedoni contemporaneamente scatta il verde per i veicoli in via S.Maria C.V. e via Giulio Cesare Falco? E’ normale che un pedone in via San Tammaro (luogo dell’incidente mortale) mentre attraversa la strada col verde semaforico si debba fermare al centro della strada perché rischia di essere investito dai veicoli provenienti dalle strade sopramenzionate o da quelli che appena scatta il verde pigiano il piede sull’acceleratore per evitare che si riaccenda il rosso o si incorra in infrazione (condizione che presumibilmente si è verificata quand’è accaduto l’incidente mortale e potrebbe costituire un nesso di causalità con la tragedia)? Sì, potrebbe rispondere qualcuno. Ci sono le strisce pedonali presso i semafori! Ma avete visto che al semaforo di via San Tammaro le strisce pedonali sono mezze cancellate? E - dicono ancora i figli del povero Vittorio Fiore – dove nostro padre ha attraversato la strada ed è stato investito non molto tempo fa (nel 2004 prima dei lavori alla sede stradale fatti fare dal Comune) c’erano delle strisce pedonali. Abbiamo le foto a testimonianza di quello che diciamo. Perché dopo i lavori non sono state ritinteggiate le strisce pedonali?>>. Nel frattempo si è conclusa la petizione popolare fatta dal Comitato Anti-semafori, coordinato dal dott. Antonio Fiore, in cui si chiede al signor Prefetto di Caserta, al Commissario Prefettizio di Capua e al Presidente della Provincia di Caserta (cui sarà inoltrata la petizione), visto che i quartieri di Capua ubicati presso il quadrivio denominato “Caputo” versano in situazione di generale pericolo per l’incolumità e la salute dei cittadini ivi residenti e/o in transito etc, etc, etc…, di porre un freno ai gravissimi attentati alla salute dei cittadini che gli attuali livelli di inquinamento atmosferico e acustico comportano e di recedere dal contratto regolante il funzionamento dell’apparato semaforico del “Quadrivio Caputo” nei confronti della società appaltatrice a mente dell’art. 1671 del codice civile e di prospettare soluzioni alternative come ad esempio la costruzione di una ennesima rotonda, con annesso senso rotatorio, a similitudine di quanto già è stato realizzato in corrispondenza di altrettanti incroci di tipo “nevralgico” presenti nella nostra città. Quest’ultima è stata firmata da oltre 1250 cittadini ed è stata consegnata ai destinatari sopramenzionati lunedì 18 luglio 2005 dal dottor Antonio Fiore. Prima di chiudere lanciamo due provocazioni-suggerimenti: 1) perché, volendo rispettare le sei ore di accensione dei semafori e nello stesso tempo non arrecare danno ai cittadini, non si stabilisce di accendere gli stessi di notte quando non c’è traffico? 2) Perché non si costruisce al “Quadrivio Caputo” la rotonda prevista nel “Piano di Mobilità Urbana” attuato solo in parte e mai completato? Concludiamo (in attesa di novità positive dalle Istituzioni) la nostra inchiesta sulla vicenda dei semafori al “Quadrivio Caputo” ricordando che presto avremo l’esito delle misurazioni sull’inquinamento acustico che i tecnici dell’ARPAC di Caserta hanno fatto nella mattinata di lunedì 18 luglio 2005. Cari lettori, vi aggiorneremo puntualmente sulle novità riguardanti la vicenda. Nel frattempo se avete suggerimenti, proposte e considerazioni da fare sull’argomento trattato, inviate le vostre e-mail alla redazione di “Capuaonline” (redazione@capuaonline.com) o all’indirizzo di posta elettronica del sottoscritto “enzo19671@libero.it”.

Foto gentilmente messe a disposizione dal dr. Antonio Fiore, coordinatore del Comitato Anti-semafori

Via Santa Maria C.V. di giorno con semaforo acceso

Via San Tammaro la sera all'accensione del semaforo tra le 21.00 e le 22.00

Via Giulio Cesare Falco intasata dal traffico causato dal semaforo in funzione

Operai della ditta Roma Srl. che sistemano la segnaletica stradale, molto dopo l'incidente..

Verde pedonale visibile in via San Tammaro e passa un'auto proveniente da via S. Maria C.V.

Strisce pedonali mezze cancellate, al semaforo di via San Tammaro

Via Giulio Cesare Falco di sera

Un' altra veduta di Via San Tammaro a semaforo acceso

  L'impianto di Photored al Quadrivio Caputo (8-6-2005) Linea poco visibile nei pressi del luogo dell'incidente

 

 

 

 

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