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Alle volte alcune decisioni di
carattere amministrativo che dovrebbero essere ad esclusivo
vantaggio della collettività poi diventano inspiegabili e persino
inaccettabili. Quello che racconteremo, all’inizio vi sembrerà
plausibile, poi diventerà inspiegabile ed infine si trasformerà in
qualcosa di inaccettabile. Per ricostruire con chiarezza l’intera
vicenda ci siamo avvalsi di una documentazione dettagliata, messaci
a disposizione dai figli del compianto Vittorio Fiore (74 enne in
buona salute) che il 20 maggio u.s. fu travolto da un tir mentre
attraversava la strada tra il condominio Caputo e il Parco Delle
Rose a poche decine di metri dal semaforo in via San Tammaro
(Quadrivio Caputo). Erano le 12 e 20 ed i dispositivi semaforici con
photored erano in funzione (9,30-12,30 e 14,30-17,30 le fasce di
accensione). Il signor Vittorio Fiore stava attraversando la strada
dieci minuti prima che quel “semaforo” si spegnesse. Era prudente il
signor Vittorio; attraversava sempre sulle strisce pedonali ed era
attento a che il semaforo fosse rosso per i veicoli e verde per i
pedoni. E così anche quel mattino del tragico incidente, quando era
stato costretto a fermarsi nei pressi del centro strada (la linea di
mezzeria non era ben visibile), perché dall’altra corsia provenivano
i veicoli da via Giulio Cesare Falco e via S. Maria C.V. (verde per
i veicoli e rosso per i pedoni), dove veniva travolto dalla fiancata
di un tir. Molto forte l’impatto e altrettanto rovinosa la caduta
sull’asfalto; tant’è vero che accorrevano in molti per soccorrerlo.
Ne seguiva il trasporto in ospedale attraverso il 118 e l’immediato
trasferimento al Cardarelli di Napoli, causa la gravità delle
lesioni interne riportate. Sul posto intervenivano gli uomini della
Sottosezione della Polizia Stradale di Capua (comandati dal
Commissario Persico) che si adoperavano per effettuare i rilievi
planimetrici e raccogliere la deposizione di qualche testimone ai
fini di ricostruire l’esatta dinamica del sinistro. Purtroppo il
signor Fiore, ancora cosciente nei minuti successivi l’accaduto
ancorché molto sofferente, veniva ricoverato nel reparto
rianimazione del Cardarelli in prognosi riservata dove spirava nel
pomeriggio del 4 giugno u.s. dopo 15 giorni di agonia e di vane
speranze per i parenti. A quel punto, mentre s’apriva un fascicolo
presso la Procura della Repubblica di S.Maria C.V. sul tragico
incidente, Antonio ed Enzo Fiore (figli della vittima), ancora
sofferenti per la tragica scomparsa del padre, si attivavano
immediatamente per far luce su una vicenda assai nebulosa. A parte
gli incarichi conferiti ad un avvocato civilista, il dottor Guido
Fiorillo di Camigliano, e a due penalisti dello studio Stellato di
S.Maria C.V. (Umberto Pappadia e Carlo De Stavola), i fratelli Fiore
decidevano, in sintonia con gli altri componenti del Comitato
Anti-Semafori, di avviare una petizione popolare per spegnere quei
congegni, “il cui funzionamento potrebbe avere - secondo quanto
asseriscono i figli della vittima – un nesso di causalità con
l’incidente mortale che ha visto coinvolto il loro congiunto”. E’
quello che i fratelli Fiore vorrebbero dimostrare attraverso
un’accurata perizia tecnica di parte affidata ad un professionista
di fiducia. E’ chiaro che, non essendovi certezza di quanto
sostenuto poc’anzi, ci dissociamo completamente dall’asserzione.
Analizziamo, comunque, con obiettività la questione cercando di
descrivere i vari elementi che la compongono; poi ognuno sarà libero
di farsi la propria opinione. Lasciamo invece alla Magistratura il
compito di accertare i fatti e stabilire se ci sono o meno delle
responsabilità e a chi, in caso affermativo, queste saranno
addebitate. Veniamo ai fatti. “Il Comune di Capua con l’intento di
alleviare il traffico, con determinazione n. 260 del 31/5/2002,
indiceva ‘la gara d’appalto per il noleggio con installazione e
manutenzione di impianti semaforici e di sistemi e strumenti fissi
di rilevazione di infrazioni del codice della Strada’.
Successivamente, con provvedimento dirigenziale n. 21 del
10/07/2002, venivano approvati i verbali di gara ed aggiudicato il
noleggio alla ditta TEC SERVICE Srl di Francavilla Fontana. Il
giorno 5/08/2002 il Comune di Capua e l’amministratrice della ditta
prescelta stipulavano il contratto di noleggio n. 8/2202, con il
quale veniva prevista l’installazione e manutenzione di
apparecchiature elettroniche per il controllo e la gestione del
traffico da installarsi nel territorio comunale da parte della
suddetta ditta e di n. 4 apparecchiature denominate ‘Photored F 17’
al ‘Quadrivio Caputo’, con lo scopo di documentare fotograficamente
le infrazioni commesse dai veicoli che sarebbero passati col rosso.
Gli impianti semaforici con photored entrarono in funzione nel
febbraio 2004, ma in quanto vecchi, obsoleti e forse mal
temporizzati, suscitarono le proteste vibranti dei residenti e dei
commercianti della zona, poiché, invece di alleviare il problema del
traffico per cui erano stati riattivati a distanza di un ventennio,
determinarono un peggioramento della circolazione, un aumento
considerevole dell’inquinamento acustico ed atmosferico, gravi
situazioni di pericolo per i pedoni (saranno spiegate più avanti) e
rilevanti perdite economiche per i commercianti nell’area in
questione. L’Amministrazione Pasca, a quel tempo, scelse, in
sintonia con il Comando di Polizia Municipale, di spegnere gli
impianti semaforici. Probabilmente ci si accorse che non servivano a
nulla, oppure che con quelle condizioni di funzionamento, visto
l’incrocio e accertate le lacune tecniche nell’impianto, la mancanza
di segnaletica adeguata, ecc., anziché migliorare la vivibilità dei
cittadini la peggioravano in tutti i sensi anche per le tasche dei
contravventori. Perché, quindi, a distanza di più di un anno, la
stessa Amministrazione Pasca decideva di rimettere in funzionamento
gli impianti semaforici coi photored? Forse per mantener fede ad un
contratto che sarebbe ed è tranquillamente sottoponibile a
risoluzione, visto che l’art. 11 della determinazione n. 260 del
31/05/2002 ‘cause di risoluzione del contratto’ espressamente
prevede, tra i possibili casi di risoluzione, i motivi di pubblico
interesse (parte tratta dalla relazione dell’avv. Luigi Sperino)”.
<<Perché l’Amministrazione Pasca, pur sussistendo gravi motivi di
pubblico interesse (inquinamento, danno al commercio, pericolo per
la salute e la sicurezza dei cittadini, ecc.), - affermano Enzo e
Antonio Fiore - non ha proceduto alla revoca del bando di gara e di
tutti gli atti successivi (contratto; vedi anche l’art. 21-quinquies
del Testo coordinato della legge 7 agosto 1990 n. 241, come
risultante dalle modifiche introdotte dalla legge 11 febbraio 2005
n. 15)? Perché ora il Commissario Prefettizio di Capua Francesco
Provolo, dopo aver ricevuto la suddetta relazione dell’avv. Sperino,
il testo integrale di precedenti petizioni, la denuncia degli
esercenti delle attività commerciali della zona e le dichiarazioni
di 8 ex consiglieri comunali non provvede a risolvere il contratto e
quindi a far spegnere i semafori? Perché il signor Prefetto di
Caserta, dopo quello che è accaduto (la morte del signor Fiore) non
interviene e non risponde alle lettere della nostra famiglia? Un
mistero. Le Istituzioni tacciono perché è morto un semplice
cittadino… Ma non è forse una persona meritevole di giustizia come
chiunque altro? E’ necessario – aggiungono Enzo e Antonio - che la
Magistratura indaghi a fondo per accertare se ci sono delle
eventuali responsabilità di terzi sull’accaduto. Vogliamo risposte
certe e siamo sicuri che le avremo dalle indagini della
Magistratura. Ma nel frattempo se gli impianti semaforici erano a
norma, quand’è accaduto il tragico evento, perché successivamente il
Comune ha provveduto all’installazione di nuova cartellonistica
stradale e delle pulsantiere per l’attraversamento dei pedoni ai
semafori? E a cosa servono le pulsantiere in via San Tammaro, dove è
accaduto l’incidente, se quando scatta il verde per i pedoni
contemporaneamente scatta il verde per i veicoli in via S.Maria C.V.
e via Giulio Cesare Falco? E’ normale che un pedone in via San
Tammaro (luogo dell’incidente mortale) mentre attraversa la strada
col verde semaforico si debba fermare al centro della strada perché
rischia di essere investito dai veicoli provenienti dalle strade
sopramenzionate o da quelli che appena scatta il verde pigiano il
piede sull’acceleratore per evitare che si riaccenda il rosso o si
incorra in infrazione (condizione che presumibilmente si è
verificata quand’è accaduto l’incidente mortale e potrebbe
costituire un nesso di causalità con la tragedia)? Sì, potrebbe
rispondere qualcuno. Ci sono le strisce pedonali presso i semafori!
Ma avete visto che al semaforo di via San Tammaro le strisce
pedonali sono mezze cancellate? E - dicono ancora i figli del povero
Vittorio Fiore – dove nostro padre ha attraversato la strada ed è
stato investito non molto tempo fa (nel 2004 prima dei lavori alla
sede stradale fatti fare dal Comune) c’erano delle strisce pedonali.
Abbiamo le foto a testimonianza di quello che diciamo. Perché dopo i
lavori non sono state ritinteggiate le strisce pedonali?>>. Nel
frattempo si è conclusa la petizione popolare fatta dal Comitato
Anti-semafori, coordinato dal dott. Antonio Fiore, in cui si chiede
al signor Prefetto di Caserta, al Commissario Prefettizio di Capua e
al Presidente della Provincia di Caserta (cui sarà inoltrata la
petizione), visto che i quartieri di Capua ubicati presso il
quadrivio denominato “Caputo” versano in situazione di generale
pericolo per l’incolumità e la salute dei cittadini ivi residenti
e/o in transito etc, etc, etc…, di porre un freno ai gravissimi
attentati alla salute dei cittadini che gli attuali livelli di
inquinamento atmosferico e acustico comportano e di recedere dal
contratto regolante il funzionamento dell’apparato semaforico del
“Quadrivio Caputo” nei confronti della società appaltatrice a mente
dell’art. 1671 del codice civile e di prospettare soluzioni
alternative come ad esempio la costruzione di una ennesima rotonda,
con annesso senso rotatorio, a similitudine di quanto già è stato
realizzato in corrispondenza di altrettanti incroci di tipo
“nevralgico” presenti nella nostra città. Quest’ultima è stata
firmata da oltre 1250 cittadini ed è stata consegnata ai destinatari
sopramenzionati lunedì 18 luglio 2005 dal dottor Antonio Fiore.
Prima di chiudere lanciamo due provocazioni-suggerimenti: 1) perché,
volendo rispettare le sei ore di accensione dei semafori e nello
stesso tempo non arrecare danno ai cittadini, non si stabilisce di
accendere gli stessi di notte quando non c’è traffico? 2) Perché non
si costruisce al “Quadrivio Caputo” la rotonda prevista nel “Piano
di Mobilità Urbana” attuato solo in parte e mai completato?
Concludiamo (in attesa di novità positive dalle Istituzioni) la
nostra inchiesta sulla vicenda dei semafori al “Quadrivio Caputo”
ricordando che presto avremo l’esito delle misurazioni
sull’inquinamento acustico che i tecnici dell’ARPAC di Caserta hanno
fatto nella mattinata di lunedì 18 luglio 2005. Cari lettori, vi
aggiorneremo puntualmente sulle novità riguardanti la vicenda. Nel
frattempo se avete suggerimenti, proposte e considerazioni da fare
sull’argomento trattato, inviate le vostre e-mail alla redazione di
“Capuaonline” (redazione@capuaonline.com) o all’indirizzo di posta
elettronica del sottoscritto “enzo19671@libero.it”.
Foto
gentilmente messe a disposizione dal dr. Antonio Fiore, coordinatore
del Comitato Anti-semafori |