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In
questi giorni in cui il freddo è più intenso sono tante le persone
disagiate, che si presentano in strutture comunitarie, chiedendo un
pasto caldo.
La Parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo, è oramai diventata meta
fissa per decine e decine di extracomunitari e non, che chiedono
appunto un aiuto in termini di viveri ogni giorno.
Proprio quest'anno, i volontari che lavorano presso la "mensa dei
poveri" si apprestano a festeggiare il nono anno di attività
continuativa.
I volontari lavorano affinchè, anche per questa gente, possa essere un
giorno speciale.
Sono in tanti a rivolgersi alla mensa, con prevalenza di uomini, poche
le donne e bambini in prevalenza ukraini, polacchi, mussulmani,
marocchini, algerini e tanti altri, provenienti da ogni parte della
provincia.
La mensa è nata grazie agli sforzi di don Gianni, attuale parroco dei
SS Filippo e Giacomo, e si regge sull’opera di quanti giornaliermente
ritagliano un po’ del loro tempo per far sì che questo progetto di
accoglienza vada avanti.
La struttura in questi mesi più freddi riesce a garantire un pasto per
circa 40/45 ospiti al giorno, restando aperta sette giorni su sette
per tutto l'intero anno, dalle ore 12 fino alle 12.45.
Da nove anni, la mensa non ha mai chiuso i "battenti", afferma l'ex
maresciallo dell'Aeronautica in pensione Vegliante, attuale
coordinatore e responsabile della mensa.
Per 365 giorni l'anno ci apprestiamo a svolgere questo straordinario
servizio - continua dicendo - aiutando tante persone in difficoltà.
Oltre quaranta sono i volontari che durante la settimana si alternano
per garantirne la continuita'.
Una volta al mese, anche il gruppo Scout Capua 2, (M.A.S.C.I.) prende
parte a questa speciale "missione".
Non va di certo sottovalutato l'impegno costante di alcuni
commercianti della citta', che aiutano la comunita' ogni giorno con
viveri e donazione di vestiario in genere.
Due volte l'anno poi, il parroco congiuntamente con la vicina scuola
elementare Pier delle Vigne, raccoglie viveri, vale a dire scatolame,
pasta, farina, sale ecc.
La mensa comunitaria, dunque, da nove anni e' in esponenziale crescita,
per cui e' indiscutibile una richiesta di aiuto nei confronti delle
autorita' locali e della stessa Caritas che da qualche anno a questa
parte, ha ridotto drasticamente i viveri per l'attivita'.
Non si capiscono bene le ragioni di questa scelta, ma affinchè
l'attivita' di volontariato al servizio di chi non ha la possibilita'
di procurarsi un pasto caldo vada avanti, c'e' bisogno di un concreto
aiuto per sostenere quest' iniziativa umanitaria che vuole fungere da
esempio anche per altre comunità, un esempio di impegno verso queste
persone che vivono in una realtà ben lontana dal nostro "benessere",
ma soprattutto svantaggiata e con non poche difficoltà per quanto
riguarda anche la loro integrazione nella vita sociale. |