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Venerdì
sera, nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale, si è svolto
un interessante evento culturale. Il Comune di Capua, retto
dal Commissario Prefettizio dott. Franco Provolo, ha dedicato
alla città una serata di prestigio presentando l’ultimo
libro del dott. Ermanno Corsi “Terra di Lavoro e di
Progresso – La Provincia di Caserta nel Terzo Millennio”
(ed. Guida). Numerosi i partecipanti, nonostante il gran caldo
e l’assenza di molti cittadini già in ferie. Tante le
presenze illustri: il Prefetto di Caserta dott. Carlo
Schilardi, il Comandante provinciale dell’Arma dei
Carabinieri col. Burgio, il Presidente di Assostampa della
Provincia di Caserta dott. Mario De Simone; l’Arcivescovo di
Capua S.E. Mons. Bruno Schettino; il Comandante della
Compagnia dei Carabinieri di Capua cap. Gianluca Ignagni;
l’ex Sindaco di Capua dott. Alessandro Pasca di Magliano, il
Presidente di Capuanova Andrea Vinciguerra, il Direttore del
Compartimento di Studi Economici della Facoltà di Economia
Aziendale di Capua prof. Francesco Izzo, il Comandante della
Polizia Municipale di Capua dott. Luigi D’Aquino, il
Direttore dell’Area Tecnica del Comune ing. Fiorentino
Aurilio, il Funzionario Comunale dott. Giuseppe Turriziani e
ovviamente l’autore dott. Ermanno Corsi. Si è registrata
anche la presenza di una folta schiera di giornalisti e di
cittadini. Il moderatore, Mario De Simone, dopo un breve
intervento introduttivo, ha concesso la parola
all’Arcivescovo di Capua, che ha elencato gli elementi
positivi e negativi di Terra di Lavoro nell’auspicio di un
futuro più roseo e meno problematico partendo dalle risorse
spirituali e morali dei cittadini. Il Commissario Prefettizio,
invece, ha evidenziato la pecca del cosiddetto
“napolicentrismo” regionale che penalizza fortemente una
provincia con grandi potenzialità e risorse umane ma povera
di infrastrutture idonee a consentire un adeguato sviluppo
economico. Il Prefetto Schilardi, nel suo intervento, ha
ringraziato l’autore Ermanno Corsi (Presidente dell’Ordine
dei Giornalisti della Campania) per aver scritto un libro in
cui sono trattati argomenti anche scottanti ma in maniera
molto sobria e senza accentuare troppo i fatti negativi. Ha
poi bacchettato la stampa casertana che mette in eccessivo
risalto gli eventi di cronaca ed i fatti di sangue, troppo
spesso sbattuti in prima pagina, e dà pochissimo spazio alla
cultura contribuendo poco alla formazione pedagogica di una
coscienza civile nel popolo di Terra di Lavoro. Ha chiesto,
pertanto, uno sforzo ai giornalisti presenti affinché diano
maggior risalto anche agli eventi positivi che aiutano a far
crescere i cittadini in un ambiente complesso come quello
della nostra provincia. Poi è venuto il turno del prof. Izzo,
che ha tracciato un’analisi lucida e razionale della
situazione economica di Terra di Lavoro. Una realtà in cui le
menti migliori, cioè gli studenti più bravi che si laureano
in economia Aziendale presso la sede di Capua, sono costretti
ad andare via da un territorio che non offre loro delle
opportunità lavorative valide. Un aspetto, quest’ultimo,
legato allo sviluppo socio-economico, che, tempo fa ha vissuto
una fase di grossa espansione industriale (negli anni ’60
– ’80), e adesso è in grave crisi recessiva.
L’agricoltura è ancora trainante nella nostra provincia e
le piccole e medie imprese non riescono a fornire uno sviluppo
economico rimarchevole. Infine, Ermanno Corsi, dopo i
ringraziamenti di rito, ha parlato delle cause che stanno alla
base delle problematiche socio-economiche del nostro
territorio. Innanzitutto lo sviluppo demografico abnorme, con
una distribuzione della popolazione assolutamente disomogenea
sul territorio regionale. Troppo popolate, secondo il dott.
Corsi, l’area metropolitana di Napoli (circa 3.000.000 di
abitanti sui 6.000.000 di tutta la Regione Campania) e la
tutta la zona costiera, da Sessa Aurunca a Sapri, dove è
dislocata l’80% di tutta la popolazione. E’ questo uno dei
problemi maggiori della nostra Regione. In Terra di Lavoro,
poi, ci sono troppe imprese (circa 60.000), molte delle quali
contano uno o due addetti. Una frammentarietà eccessiva che
nuoce alla competitività e allo sviluppo delle stesse. Per
concludere, l’autore ha stigmatizzato come la Provincia di
Caserta è una delle più ricche d’Italia, quindicesima in
classifica generale per depositi bancari ed i conto correnti
assai cospicui. Ma nelle tasche di chi sono tutti questi
soldi?
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