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Discreta
affluenza alla Rievocazione del 504° anniversario del Sacco di Capua.
Idee e proposte per la realizzazione di un evento di qualità
superiore più aderente alla realtà storica.
Per
il 21° anno consecutivo
la Pro Loco
, col Patrocinio del Comune, ha organizzato
la Rievocazione Storica
del “Sacco di Capua” (24 luglio 1501). Si tratta di un
appuntamento con la storia in cui si rievoca un evento efferato che
firmò la fine della dinastia d’Aragona nell’Italia Meridionale.
“Il 24 luglio del 1501, Cesare Borgia, detto il Valentino,
affiancato dalle truppe francesi comandate dal generale D’Aubigny,
assediò la città di Capua che, nonostante la ferrea difesa, fu
costretta a barattare la resa con i francesi per una taglia di 40.000
ducati da pagare entro le 15 del giorno 24 luglio. Una volta
abbandonata la guardia delle mura, il Valentino, giunto al centro
della Piazza dei Giudici, diede inizio alla strage non risparmiando
nessuno. La cronaca del tempo, infatti, riporta un numero di morti
superiore a
5000”
. Domenica pomeriggio, in una città asfissiata dall’afa, si è
svolta la celebrazione del 504° anniversario dell’eccidio. Il
corteo storico, composto dai Cavalieri della Pergamena Bianca, gli
Sbandieratori di Cava dei Tirreni, il Corteo Storico di Monte Castello
e i Trombonieri di S. Anna all’Oliveto, si è mosso dalla Spianata
Olivares ed ha sfilato lungo le vie del centro storico. Giunti al
Ponte Romano, al corteo si sono affiancati i confratelli del Sodalizio
della Morte (congregazione nata proprio in ricordo della strage), che
hanno dato luogo alla cerimonia del lancio di rose nel fiume Volturno
in memoria delle vittime. Nell’area sottostante le Torri di Federico
II, poi, è stata riproposta la “Giostra delle Ottine”: otto
cavalieri, ognuno dei quali rappresentava un quartiere della città,
si sono sfidati in un avvincente palio. La manifestazione si è
conclusa in Piazza dei Giudici con l’esibizione di tutti i gruppi
componenti il corteo storico applauditi da una nutrita folla festante.
Un plauso va rivolto agli agenti del Comando di Polizia Municipale di
Capua e ai volontari di Protezione Civile della Volturnia Civitas
impeccabili nel servizio d’ordine assicurato alla manifestazione.
Non ce ne
vogliano gli amici della Pro Loco, i quali hanno scelto di riproporre
la medesima manifestazione dell’anno scorso per rievocare un evento
luttuoso tutt’altro che festante per la città di Capua, ma crediamo
sarebbe opportuno, anche per un maggiore rispetto degli eventi storici
e delle vittime di quel tempo, proporre una manifestazione più fedele
alla realtà. Nel 1501 non fu una festa ma una vera e propria tragedia
e come tale andrebbe riproposta. Questa, sia beninteso, non vuole
essere una sterile polemica con gli amici della Pro Loco, ma
un’incisiva proposta che sia da stimolo per fare di più e meglio in
avvenire. Per esempio si potrebbe organizzare in Piazza dei Giudici
una messinscena di ciò che realmente avvenne il 24 luglio del 1501,
tutto con attori preparati e costumi dell’epoca. Poi, si potrebbe
costituire un corteo funebre che, sfilando silenziosamente verso il
fiume Ponte Romano, terminasse con la cerimonia del lancio delle rose
nel fiume Volturno a ricordo delle oltre 5000 vittime dell’eccidio.
Infine, per conferire una degna conclusione alla vicenda ed un giusto
valore pedagogico alla rievocazione dell’evento, si potrebbe
inscenare un vero e proprio processo in Piazza dei Giudici (con
la Corte
, gli avvocati, gli imputati, la parte lesa ed una giuria popolare),
che termini con la condanna inappellabile dei responsabili della
strage (n.d.r. da un’idea di Mario Nardiello). Cittadini di Capua e
amici della Pro Loco, che cosa ne pensate? Non sarebbe quella
suggerita, arricchita da ulteriori accorgimenti, una rievocazione più
degna e rispettosa? Non si potrebbe, così facendo, coinvolgere anche
la carta stampata nazionale, le emittenti locali e persino Rai 3 con
un evento di qualità superiore? I cittadini dei paesi limitrofi
accorrerebbero a frotte e i turisti riceverebbero un richiamo
irresistibile.
(Vincenzo Paternuosto)
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