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Un
lavoro duro, fatto da forti braccia: ma anche tanto sano divertimento
con canti e balli tradizionali, dopo il genuino pranzo finale in mezzo
all’aia.
E’
stato un vero e proprio boom di visite di turisti a caratterizzare
anche quest’anno la decima edizione della
Festa della Cultura Contadina, abbinata al Festival
internazionale del folklore organizzata dalla Pro Loco “Raiano”-
retta dal Pasquale Di Meo, colonnello dell’esercito in pensione.
Il
tema -anche quest’anno è stato il confronto etnico: alle attività di promozione della
civiltà contadina locale unite esperienze sia italiane che
internazionali.
Mostre
fotografiche e di pittura, convegni e spettacoli intersecati al punto
da “rendere viva” anche la staticità dell’apparato espositivo-
dell’artigianato posizionato nelle caratteristiche botteghe di un
tempo.
La
civiltà contadina è
stata riproposta attraverso
un suggestivo itinerario che ha condotto i visitatori nelle vecchie
cantine, nei frantoi,
nelle abitazione rurali, nelle stalle: ambienti,
rigidamente conservati così com’erano secoli fa: in
mostra l’utensileria e
l’attrezzistica tipica recuperata con amore dai responsabili della
mostra e resi fruibili al turista così com’erano utilizzati nei
tempi passati.
Clou
della festa, il rito della mietitura e trebbiatura(occorrevano all’epoca
dozzine e dozzine di persone e numerose giornate lavorative).
Mietitura
effettuata come in tempi remotissimi, grano
raccolto a mano con la falce messoria che ha mantenuto nei millenni la
stessa forma. “Comparse” calate
superbamente nel ruolo- di mietitore – con una mano a
tenere il mannello di steli di grano, e l’altra la falce-
per tagliare.
Mannelli
poi riuniti in covoni, legati assieme
con gli stessi steli, poi
caricati sui carri e
portati sull'aia dove. Un lavoro duro e delicato- concluso con la
trebbiatura – effettuata con l’antica trebbia o macchina da
battere. Prelievo dei covoni dal barco-
lancio, taglio e “imbucata” nell’imboccatura verso i
battitori del mezzo-Poi l’incredibile polvere e paglia- fino al
sospirato grano raccolto in cesti. Alla fine il sospirato pranzo, i
canti e balli tradizionali- che hanno avuto come location la vecchia
aia.
Oggi
questo lavoro lo compie rapidissimamente - la macchina con un solo
operatore che rimane in cabina con l'aria condizionata e compie tutte
le operazione con il computer di bordo.
Soddisfatto
per il recupero della vecchia mietitura, trebbiatura e
dell’intera manifestazione il
sindaco di Ruviano, Roberto Cusano. “Uno straordinario successo-
dichiara raggiante Pasquale Di Meo- presidente della Pro Loco Raiano-
deus ex machina dell’evento- una
manifestazione visitatissima- che cresce sempre di più-che ci
spinge ad impegnarci con tutte le nostre forze-per fare sempre meglio,
per conservare storia, cultura e tradizioni di un comprensorio
che ha tutti i numeri per fare il grande salto di qualità”.
In
effetti chi ha avuto la fortuna di visitare e soggiornare negli
agriturismi situati tra Caiazzo, Ruviano, Alvignano e dintorni- ha
trovato “l’Umbria nella Campania”. La Campania Felix. Fare un
giro per credere!
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