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  Foto e cronaca di: Vincenzo Paternuosto

Emergenza rifiuti: Capua si difende come può. L'Amministrazione comunale sta facendo il possibile ma annaspa. Intanto Bassolino suggerisce l'apertura di nuove discariche: che assurdità!

I due volti della città: Via Napoli e la Stazione Ferroviaria

La Cronaca

Capua, 18 Ottobre 2006

Capua, la provincia di Caserta e tutta la regione Campania sono ripiombate nuovamente nell’emergenza rifiuti. Le foto che abbiamo scattato sono molto eloquenti e lasciano intuire come l'Amministrazione Comunale sia in grossa difficoltà giacché, dopo le dimissioni di Catenacci, non è più riuscita a gestire la raccolta come in precedenza. Insomma, le ambizioni del sindaco Antropoli, un continuo prodigarsi per mantenere il territorio comunale fuori dall'emergenza rifiuti, sono state ridimensionate da un improvviso cataclisma. E pensare che il nostro primo cittadino era riuscito a tenere la città pulita per oltre quattro mesi, mentre gli altri comuni casertani già arrancavano. Perciò, cari cittadini, non possiamo incolpare l'Amministrazione Antropoli per quello che sta accadendo nelle ultime settimane. Le responsabilità vanno cercate altrove. Intanto il Sindaco ha espresso il suo parere sulla tribolata questione. "Stiamo facendo il possibile - ha detto il dott. Antropoli - per contenere questa devastante emergenza. Tenete conto che comunque Capua è messa meglio rispetto agli altri comuni limitrofi. Purtroppo le quantità raccolte sono insufficienti e si è costretti ad agire per aree. Di più al momento non possiamo fare. Speriamo che il Commissario Bertolaso trovi presto delle soluzioni efficaci che ci permettano di uscire dall’emergenza. Nel frattempo - continua Antropoli - abbiamo disposto l'intervento dell'ASL per una disinfezione dei cassonetti e delle aree circostanti. Sono convinto che il responsabile politico di questa crisi sia il Governatore Bassolino, che non ha saputo adottare, nella sua posizione istituzionale, le giuste contromisure per arginare e risolvere definitivamente la problematica".

 

Effettivamente, il Governatore Bassolino ha grosse responsabilità in merito alla questione dello smaltimento dei rifiuti in Campania, anche se non crediamo si possa considerare un “capro espiatorio”. Il problema dei rifiuti in Campania è annoso. Ricordiamo che, nella seconda metà degli anni novanta, il Governo decise di nominare Commissario Straordinario per l'emergenza rifiuti l’allora Governatore Rastrelli. Ebbene, neanche il Governatore di centrodestra riuscì a risolvere la questione. Poi è arrivato Bassolino, che si è dimesso perché non è riuscito a risolvere nulla. Dopodichè il Governo Berlusconi ha nominato Commissario Straordinario l’ex prefetto Corrado Catenacci. Ma anche quest’ultimo, non essendo riuscito a trovare il bandolo della matassa, si è dimesso. Ora il Governo Prodi, non sapendo che pesci pigliare, ha addirittura nominato Commissario Straordinario il Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Ma riuscirà il “nostro eroe” a trovare la strada giusta per una concreta soluzione del problema? Difficile a dirsi. La faccenda comincia a non piacerci, perché proprio oggi al Tg3 Bassolino ha dichiarato che per uscire dall'emergenza si dovranno aprire nuove discariche fino a quando non saranno costruiti gli inceneritori. Quindi, centrosinistra o centrodestra la musica in Campania è sempre la stessa.

 

Ma torniamo alla delicata questione capuana che ci riguarda da vicino. Prima di tutto, invitiamo per l'ennesima volta i cittadini a comportarsi dignitosamente evitando di incendiare i rifiuti. La puzza è insopportabile, lo sappiamo, ma la combustione della spazzatura provoca lo sprigionarsi delle diossine, composti assai pericolosi per la salute (possono provocare l'insorgenza del cancro). Cerchiamo, per cortesia, di non comportaci da stupidi incendiando la spazzatura, altrimenti finiamo per fare harakiri. Quei roghi ci liberano dalla puzza della parte organica in decomposizione ma rendono l’aria irrespirabile e tossica. Quindi, ci appelliamo al senso di responsabilità dei cittadini ed alla sagacia dell'Amministrazione Comunale affinché si evitino i roghi e si gestisca al meglio la raccolta anche nelle periferie (vedi foto).

 

Esprimiamo tutto il nostro disappunto nei confronti della proposta fatta dal Governatore Bassolino in merito all'emergenza rifiuti in Campania. Secondo noi l'apertura di nuove discariche nelle varie province campane, come ha dichiarato il Governatore, non è una soluzione accettabile. Riteniamo inoltre pericolosa la proposta di costruire i termovalorizzatori. Volete sapere perché? Bene, ve lo spieghiamo subito. Attualmente nelle discariche vere e proprie ed in quelle secondarie, dove ci sono le "ecoballe", s'è accumulata tanta di quella immondizia che con cinque o sei termovalorizzatori ci vorrebbero circa 10 anni per bruciarla tutta. Allora nel frattempo che facciamo? Creiamo nuove discariche e, poi, quando saranno pronti i termovalorizzatori, bruceremo l’immondizia accumulata liberando le discariche per fare posto a quella che produrremo in quegli anni. Ma che razza di soluzione è questa? Una soluzione assurda perché oltre alle discariche che continueranno ad esistere ed inquinare ci saranno anche i termovalorizzatori, macchine diaboliche assai pericolose per la salute.

In conclusione diciamo che una soluzione che si può chiamare tale dovrebbe contenere un pacchetto di misure veramente efficaci. Proviamo a fare un esempio: 1) individuare, svuotare e bonificare tutte le discariche esistenti nella regione Campania (lecite, illecite, pubbliche e private) e spedire immediatamente l'immondizia ove può essere trattata e distrutta arrecando il minor danno possibile all'ambiente; 2) obbligare tutti i comuni campani ad avviare la raccolta differenziata a partire dal 1° gennaio 2007, pena gravi sanzioni; 3) fissare un tetto minimo da raggiungere obbligatoriamente di rifiuti differenziati (25%) entro un anno, pena gravi sanzioni; 4) convogliare i materiali differenziati verso le aziende specializzate al riciclaggio; 5) convogliare i materiali tossici verso centri attrezzati per il trattamento; 6) convogliare la parte non riciclabile dei rifiuti nei Cdr per la preparazione delle ecoballe; 7) spedire le ecoballe a “coloro” che le richiedono “per la finalità di produrre energia a basso costo” (così dicono) e compensare i costi di trasporto facendosele pagare. Quello  proposto da noi ha almeno la parvenza di un piano anticrisi. A questo punto vi domanderete perché nel piano anticrisi non abbiamo inserito la costruzione dei termovalorizzatori. Semplice! Perché abbiamo ragione di ritenere (vedi ricerche Gatti-Montanari) che i termovalorizzatori siano molto pericolosi alla salute. Però c'è chi è convinto del contrario, e sono in molti, allora non sarà affatto difficile trovare qualcuno disposto a bruciare la nostra immondizia producendo "energia a basso costo" (se ne sono convinti accontentiamoli!).

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