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San
Felice a Cancello-(Caserta) -
Il 19 ottobre
dello scorso anno inaugurò in pompa magna, con una serata di
gala il suo stadio, costruito senza contributi e fondi
pubblici. Un campo sportivo regolamentare, con un prato da
fare invidia ai campi di serie A.
Festa
culminata da una intitolazione della struttura sportiva-
destinata a sbalordire i media nazionali. A distanza di un
anno, infatti, Franco Magliulo, 61 primavere è finito nel
mirino di Striscia La Notizia (Il servizio realizzato a
Cancello giovedì scorso dalla troupe del biscione
dall'inviato Luca Abete, con la collaborazione di Giuseppe
Sangiovanni, giornalista freelance- di programmi Rai e Mediaset potrebbe andare
in onda domani sera alle
20.30 su Canale 5) il tg satirico di Antonio Ricci
sedotto dalla singolare idea di Magliulo personaggio
vulcanico, allenatore e presidente di diverse squadre
che hanno partecipato a campionati di prima categoria ed
eccellenza. Una struttura voluta fortemente, un sogno rincorso
e realizzato dopo sacrifici e abnegazione che porta il nome di
un giornalista importante. Un solo problema,
è vivo e vegeto- e nel pieno della sua attività
(conduce Buon Pomeriggio, è supervisore
a Buona Domenica, produce fiction con la società
Fascino). Trattasi di Maurizio Costanzo, all'oscuro della
curiosa "intitolazione" alla sua memoria. Un omaggio
che farà fibrillare Costanzo e la stessa Maria De Filippi che
darà il nome prossimamente alla progettata tribuna che
Magliulo intende costruire e intitolare alla consorte del
conduttore coi baffi. "Le persone si devono ricordare
sempre, soprattutto quando sono in vita", sottolinea
Magliulo, il mio è un atto d'amore nei confronti di un grande
giornalista che mi ha ospitato due volte nelle sue
trasmissioni(Buona Domenica e Tutte Le Mattine". Altro
che corbelleria, come disse Raffaele Morelli, direttore di
Riza Psicosomatica e opinionista delle trasmissioni di
Costanzo, lo stadio a lui dedicato è una bellissima realtà
che ospita dall'inaugurazione grandi squadre (affezionate e
sempre vincenti al Costanzo: proprio ora ricorda al cronista è andato via Caffarelli (con
i suoi ragazzi del Napoli), ex ala dell'era
Maradona. Una struttura con un manto erboso perfetto,
un gioiello ambito da tutti".
Magliulo, un
terzo della sua vita passata in mare, sulle navi di Achille
Lauro ha girato il mondo in lungo e in largo(giro del mondo
per ben tre volte).
“Curavo il
giornale di bordo prima con navi che trasportavano emigranti,
poi con quelle da crociera: otto anni con il passaporto
italiano, e dieci con il libretto di navigazione- tiene a
precisare.
Nel suo Dna il
calcio. Artefice da allenatore di quattro storiche promozioni,
con quattro squadre diverse: Marcianise, Acerra, Casalnuovo e
San Felice a Cancello.
Negli anni
scorsi alla ribalta delle cronache internazionali, per un
curioso abbinamento pubblicitario della sua squadra . Lo
sponsor era una ditta di onoranze funebri e ogni domenica la
dirigenza sorteggiava una bara da regalare ai tifosi (una fu
subito utilizzata dallo sfortunato vincitore).
Non meno
curiosa la stampa di un calendario di bare, dove
posavano nudi alcuni giocatori della Stellazzurra, o la
bara-ciondolo, gadget portafortuna distribuito a tifosi e
gente comune.
“Le
invento tutte per non far morire il calcio a San Felice, la
nostra realtà non è delle più facili- mancano luoghi e
strutture di aggregazione-cerco di stimolare ed invogliare i
miei concittadini a partecipare: togliendo allo stesso tempo,
dalle insidie della strada, circa sessanta tra ragazzi e
bambini- e questo mi gratifica”.
Depositario
di un originale testamento. Desidera “semplicemente”
donare il proprio corpo agli scienziati, per “farsi
monitorare” nel processo di decomposizione, il tutto
immortalato dalle telecamere di Channel 4 Television,
emittente londinese che ha in programma un reality show unico
al mondo.
“Nella
vita ne ho viste di tutti i colori. L’idea di donare il mio
corpo, nasce dopo aver assistito circa dieci anni fa, in
America a qualcosa di analogo. E’ il mio ultimo gioco.
Mettere a disposizione il mio corpo di un gruppo di scienziati
che dovrebbe seguire costantemente l’evoluzione nel processo
di decomposizione del mio cadavere. Spero con questo di dare un contributo utile alla
scienza, per scoprire nuove cose.
Magliulo non
ama finire al cimitero, come i comuni mortali,
non chiede di essere trainato da otto cavalli. Vuole
“solo” essere analizzato e pure guardato dall’occhio
catodico e magari da qualche milione di telespettori. “Chissà
che dal mio Dna possa uscire qualcosa da buono, utile
alle generazioni future!, conclude Magliulo. |