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Ha
avuto inizio ieri alle ore 10.00 con la SS. Messa presso la
Cattedrale di Capua, la commemorazione dei caduti in guerra,
una tradizione che da anni ricorda il tragico epilogo del 9
settembre del 1943 con le sue 1062 vittime innocenti.
Presenti al sessantaquattresimo anniversario il Colonnello
Pasquale Galluccio referente istituzionale, che vestiva la
fascia tricolore, varie autorità di Stato nonché le
associazioni di Protezione Civile SOS Radiosoccorso e
Volturnia Civitas.
Il Gonfalone della città di Capua con le associazioni
Combattentistiche, Carabinieri e Bersaglieri hanno raggiunto,
al termine della SS. Messa, il monumento dei caduti, alle
10.45 circa, per la deposizione della corona d'alloro.
Il Colonnello Galluccio ha dichiarato durante il suo
intervento, che da oltre 60 anni si attende la verità,
quella verità nascosta che non è mai arrivata a comporre le
ferite per decenni; la verità è rimasta chiusa in un armadio
in via degli Acquasparti a Roma sede della procura militare.
Nell'armadio della vergogna - continua Galluccio - sono ancora
conservati i settanta fascicoli di altrettante stragi
fasciste.
Galluccio conclude dicendo che la cerimonia del 9 settembre
deve essere sentita da tutti i capuani, una partecipazione che
non deve avvenire per invito, ma per amore della propria
patria, tutti quanti noi durante il 1943 con quei 1062 morti,
di cui 61 del pirotecnico di Capua, fonte di lavoro e di
salvezza della Città di Capua, ancora oggi vengono
dimenticati.
Dobbiamo altrettanto dire che la cerimonia di ieri è stata
poco sentita dai capuani, che come al solito erano in pochi
presenti, assenti anche gli assessori e l'intera giunta,
tranne l'assessore Antonio Minoja, che ha assistito anche lui
alla cerimonia, atto grave per una manifestazione che ricorda
migliaia di vittime capuane, cadute in guerra. |