| | | | |
Mailing List di Capuaonline. Scrivi qui sotto la
tua e-mail e sarai aggiornato sulle novita' del sito, di Capua e dintorni
! | | | |
|
|
|

|
A
cura di:
Mario Nardiello |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Luglio a Capua 2007 |
|
"Sacco di
Capua" Rievocazione storica in costumi d'epoca
|
|
 |
|
Un momento del
corteo storico |
|
|
|
La Cronaca
|
|
Capua, 29
Luglio
2007
|
Capua
rivive una delle pagine più tristi e cruenti della sua gloriosa
storia, il Sacco di Capua. Una bella
manifestazione, un corteo davvero ricco, maestoso, composto anche da
giovani capuani, ha rievocato oggi pomeriggio, uno degli avvenimenti
di estrema crudeltà denominato il “Sacco di
Capua” avvenuto nel lontano 24 luglio 1501.
Cesare Borgia, detto anche duca Valentino in quel giorno fatale,
realizzò il disegno di espugnare Capua accostando ai motivi
personali, quali la vendetta escogitata verso il re Federico
d'Aragona, allora re di Napoli, per avergli rifiutato in moglie la
figlia Carlotta.
Inoltre, Cesare Borgia, perseguiva ambiziosamente, l'intento di
estendere il suo potere ad un regno così forte, e quindi a
tutta l'Italia. Il disegno politico cominciò a prender forma quando
il papa Alessandro VI, padre di Cesare Borgia, depose il re Federico
(25 giugno 1501).
Il 12 luglio le truppe francesi si accamparono alla periferia di
Capua, attuale rione Madonna della Grazie. Ma la nostra città era
inespugnabile, grazie alle mura difensive da un lato e le acque del
Volturno per il restante perimetro.
A tutto questo, bisognava aggiungere il valore dei combattenti
capuani che difesero fino allo stremo delle forze la città. I
combattimenti durarono quattro giorni e tra i nomi più illustri,
impegnati in battaglia c'erano pure Ettore Fieramosca, difensore
della fortezza di Calvi e Fabrizio Colonna difensore della stessa
Capua.
La città dopo quattro giorni di durissimi scontro, si vide
costretta a barattare la resa con i francesi per una taglia di 40000
ducati da pagare entro le ore 15 del giorno 24 luglio. Accurata
e minuziosa si rivelò la regia dello scempio sul popolo capuano,
infatti, Il duca Valentino determinò il tradimento, ordinando alle
truppe francesi, di allentare la morsa in prima istanza, in modo
tale da poter accedere alla città; furono aperte le porte di Capua
(porta Tifatina, Capuana, del Castello e quella delle due Torri) e
si abbandonò la guardia delle mura.
Fu solo quando la maggior parte dei soldati erano dentro la città
che Cesare Borgia, al centro della Piazza Giudici, alzando la spada,
diede inizio alla strage.
Nello stesso istante stavano uscendo dei delegati dal palazzo del
Governatore, con il denaro da consegnare.
Era il giorno sabato 24 luglio, ore tredici.
Lo scempio che si consumò fu indescrivibile, non si risparmiò
nessuno, neppure i bambini e le donne. Dai testi consultati in
proposito, si evince che un bambino, salvato dalla morte imminente
fu Cristoforo Sannelli che per ringraziare, poi, il santo di
cui portava il nome per averlo protetto, eresse nella chiesa
Santissima Annunziata un altare e sull'altare una statua del
Santo con Cristo fanciullo sulla spalla. La statua (di legno e
alta
2 metri
) oggi si può osservare nel Museo campano.
Le donne furono prese di mira per la loro bellezza e si racconta che
alcune di esse (circa 40) rifugiatesi nel Castello Normanno o delle
Pietre furono violentate.
Molte altre, invece, pur di non concedersi al nemico in cambio della
salvezza, si gettarono nel fiume Volturno annegando.
Fu così anche per una componente dell'illustrissima famiglia Della
Vigna che si trovava nel monastero di S. Maria delle Dame Monache,
che accoglieva tutte giovani nobili e per una gentildonna di Casa
Antignano, accerchiata per strada.
Le vittime, si pensa che siano state più di 5000 persone e la città
fu testimone di un tale scempio perchè si narra che il fiume
Volturno si colorò di rosso per il sangue versato in alcuni tratti.
Due furono gli eventi miracolosi che avvennero durante l'assedio: si
narra che i soldati, inspiegabilmente, non riuscirono ad entrare
nella chiesa di S. Benedetto, oggi S. Filippo e Giacomo, per
uccidere i cittadini che vi si rifugiarono per pregare attorno
all'immagine sacra della Vergine delle Grazie.
Ancora, si narra che
la Vergine
raffigurata in un dipinto sul muro lungo una strada che costeggia il
fiume Volturno, chiamata Madonna della Pietà e detta dal popolo
Madonna della "Santella", si portò le mani al volto in
segno di tanto orrore di quei giorni, ponendo fine a tale scempio.
Testimonianze di quello scempio possiamo trovarle presso la chiesa
di S. Maria delle Grazie o della Santella, dove fu fatta una lapide
commemorativa nel 24 luglio del 1901 e, sulla strada che porta a S.
Angelo in Formis dove c'è una cappella chiamata Cappella della
Morte.
Si narra che essa sorge proprio nel luogo dove si stabilì la tenda
del d'Aubigny. Questa, distrutta nel 1860, fu rifatta all'inizio del
secolo scorso come la si può vedere oggi. Ritornando
alla manifestazione folkloristica, registriamo con molto piacere una
massiccia presenza di pubblico. Ciò significa che il legame del
popolo capuano con la propria storia è ancora forte e che la
memoria storica così facendo, potrà essere trasmessa degnamente ai
posteri.
|
|
|
|
Le Immagini
|
|
|
|
|
|
|
|
Simulazione di
spari a Piazza d'Armi
|
|
|
|
Cavalieri,
sbandieratori, trombonieri e dame sfilano per la città...
|
|
|
|
|
|
|
|
Si raggiunge
il centro storico di Capua
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Altre
immagini della manifestazione, in Piazza de Giudici
|
|
|
|
Per informazioni scrivi a:
redazione@capuaonline.com |
|
|
 |
|
|