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  a cura di: Iolanda Roma

Festa dell'Avo Capua per celebrare i 10 anni di servizio di sei volontari e la nascita dell'Avo Giovani

da sinistra Stefania Cacace, Mons. Bruno Schettino, Prof.ssa Nina Staro, Prof.ssa Raffaella Boccia

La Cronaca

Capua, 14 Giugno 2008

Nella gremita sala polifunzionale dello storico Palazzo Fazio, i volontari dell’Associazione Volontari Ospedalieri (Avo) di Capua hanno celebrato i 10 anni di servizio di 6 colleghi e la nascita dell’Avo Giovani, costituito da 21 tirocinanti che hanno concluso il corso di formazione. Hanno partecipato alla serata: S. E. Mons. Bruno Schettino, Arcivescovo di Capua; Mons. Domenico Di Salvia, parroco della Cattedrale e 1° socio onorario dell’Avo Capua; la prof.ssa Nina Staro, Presidente Avo della Regione Campania, che ha dato vita all’Avo di Capua e di cui è stata presidente per 13 anni e Stefania Cacace, Responsabile Avo Giovani della Regione Campania. Ad accogliere gli ospiti è stata la Prof.ssa Raffaella Boccia, Presidente in carica dell’Avo di Capua, la quale, dopo aver ringraziato i presenti per essere intervenuti, ha raccontato brevemente la storia della nascita dell’Avo in Italia e le origini dell’Avo cittadina.

“Nel 1989 Nina Staro propose ad un gruppetto di persone amiche, tra le quali c’ero anch’io, di far nascere anche a Capua l’Avo – ha spiegato la Presidente. Un po’ spaventate, un po’ entusiaste, cominciammo quest’avventura che tutt’ora viviamo. Il nostro ingresso nell’Ospedale Palasciano è cominciato in punta di piedi. Ora il nostro servizio ospedaliero si svolge in piena collaborazione col personale medico e con tutti gli operatori. Il nostro ruolo in ospedale è quello di un familiare accanto ad una persona di famiglia ammalata, quindi di sostegno morale e, se occorre, anche fisico, per cui non interferiamo in alcun modo con l’operato dei medici e degli infermieri. Ogni anno siamo soliti fare una piccola festa per i volontari che compiono dieci anni di servizio e per i nuovi tirocinanti. Stavolta, però, abbiamo deciso di estendere la festa alla città, per dire che l’Avo di Capua continua ad operare anche se l’Ospedale Palasciano ha cambiato fisionomia, anzi ora ha ancora più bisogno di volontari, perché ci sono reparti di lunga degenza e di ortopedia che accolgono ammalati spesso soli e molto anziani. Inoltre, oggi nasce ufficialmente l’Avo Giovani a Capua”.

Sono seguiti gli interventi della prof.ssa Nina Staro, di Stefania Cacace e di Monsignor Bruno Schettino. L’Arcivescovo ha posto l’accento sull’emergenza educativa, argomento di cui si è discusso alla Conferenza Episcopale Italiana di fine maggio, e sulla dimensione giovanile a volte allo sbando “alla cui base – ha detto Mons. Schettino – spesso vi è una domanda interiore alla quale si dà però una risposta sbagliata. Il problema molto frequentemente è la ricerca di felicità, di relazioni immediate e vere, il desiderio di realizzarsi nel miglior modo possibile anche umanamente, però purtroppo a volte la risposta è in opposizione alla grande domanda interiore”. Da qui l’importanza del volontariato che “attraverso un’esperienza di dono offerto agli altri – ha sottolineato Mons. Schettino - pone le condizioni di una forte riflessione interiore, aiutando a crescere e a dare alla vita un significato molto più forte, molto più incarnato nelle dimensioni di una storia umana”.

La serata è stata animata dai giovani dell’Avo, i quali hanno offerto dei pensieri di riflessione ed hanno rappresentato un brano di “Aggiungi un posto a tavola” per esprimere il senso di appartenenza all’associazione e l’importanza della collaborazione nello spirito dell’amicizia e della condivisione. E’ seguita la cerimonia di consegna delle medaglie e delle pergamene ai volontari che hanno raggiunto i dieci anni di servizio: Nunzia Carola, Ersilia Del Pozzo, Cinzia Inella, Nives Maieron, Pina Modugno e Anna Pattori, le quali hanno ricevuto anche un omaggio floreale dalla Presidente Avo della Regione Campania. Molto significative le parole impresse sulla pergamena, che racchiudono tutto il senso ed il valore dell’attività svolta dall’Avo: “Grazie, perché hai donato dieci anni di solidarietà al malato; perché lo hai ascoltato e hai sofferto con lui in silenzio; perché l’hai considerato con rispetto; perché ti sei avvicinato alla sua realtà; perché l’hai aiutato a superare le prove più dolorose; perché l’hai rassicurato con il tuo sorriso; perché sei stato discreto e tollerante; perché con la tua stretta di mano gli hai dimostrato comprensione; perché gli hai dato fiducia e, soprattutto, calore umano; perché lo hai seguito giorno dopo giorno con AMORE”.

Subito dopo, sono stati consegnati i camici e i pass ai ragazzi dell’Avo Giovani, di cui è stata ufficialmente sancita la nascita; un obiettivo importante frutto della passione, della dedizione e del notevole impegno profuso dalla Prof.ssa Raffaella Boccia, coadiuvata dai volontari dell’associazione. Questi i nomi dei ventuno tirocinanti: Stefania Callisto, Paola Conforti, Roberta Conforti, Claudio Di Benedetto, Ermanno Di Lorenzo, Emanuele Dugo, Alessia Ferrone, Francesco Garibaldi, Maria Guglietta, Salvatore Iavarone, Ezia Mirra, Roberta Parente, Luca Paternuosto, Ilaria Pucillo, Alfonso Russo, Ivana Russo, Alessio Salerno, Luca Scarano, Eugenia Sgueglia, Veronica Valletta, Antea Zanga. Uno dei prossimi progetti che l’Avo Capua intende realizzare è quello di un giornalino, che non vuole solo rappresentare un altro momento di aggregazione e condivisione, ma essere anche un mezzo di divulgazione delle attività dell’associazione per far avvicinare i cittadini a questa splendida ed importante realtà. La serata è terminata con un buffet realizzato in modo artigianale dai volontari.

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