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Nella
gremita sala polifunzionale dello storico Palazzo Fazio, i
volontari dell’Associazione Volontari Ospedalieri (Avo) di
Capua hanno celebrato i 10 anni di servizio di 6 colleghi e
la nascita dell’Avo Giovani, costituito da 21 tirocinanti
che hanno concluso il corso di formazione. Hanno partecipato
alla serata: S. E. Mons. Bruno Schettino, Arcivescovo di
Capua; Mons. Domenico Di Salvia, parroco della Cattedrale e
1° socio onorario dell’Avo Capua; la prof.ssa Nina Staro,
Presidente Avo della Regione Campania, che ha dato vita
all’Avo di Capua e di cui è stata presidente per 13 anni e
Stefania Cacace, Responsabile Avo Giovani della Regione
Campania. Ad accogliere gli ospiti è stata la Prof.ssa Raffaella Boccia,
Presidente in carica dell’Avo di Capua, la quale, dopo aver
ringraziato i presenti per essere intervenuti, ha raccontato
brevemente la storia della nascita dell’Avo in Italia e le
origini dell’Avo cittadina.
“Nel 1989 Nina Staro propose ad un gruppetto di persone
amiche, tra le quali c’ero anch’io, di far nascere anche a
Capua l’Avo – ha spiegato la Presidente. Un po’ spaventate,
un po’ entusiaste, cominciammo quest’avventura che tutt’ora
viviamo. Il nostro ingresso nell’Ospedale Palasciano è
cominciato in punta di piedi. Ora il nostro servizio
ospedaliero si svolge in piena collaborazione col personale
medico e con tutti gli operatori. Il nostro ruolo in
ospedale è quello di un familiare accanto ad una persona di
famiglia ammalata, quindi di sostegno morale e, se occorre,
anche fisico, per cui non interferiamo in alcun modo con
l’operato dei medici e degli infermieri. Ogni anno siamo
soliti fare una piccola festa per i volontari che compiono
dieci anni di servizio e per i nuovi tirocinanti. Stavolta,
però, abbiamo deciso di estendere la festa alla città, per
dire che l’Avo di Capua continua ad operare anche se
l’Ospedale Palasciano ha cambiato fisionomia, anzi ora ha
ancora più bisogno di volontari, perché ci sono reparti di
lunga degenza e di ortopedia che accolgono ammalati spesso
soli e molto anziani. Inoltre, oggi nasce ufficialmente
l’Avo Giovani a Capua”.
Sono seguiti gli interventi della prof.ssa Nina Staro, di
Stefania Cacace e di Monsignor Bruno Schettino.
L’Arcivescovo ha posto l’accento sull’emergenza educativa,
argomento di cui si è discusso alla Conferenza Episcopale
Italiana di fine maggio, e sulla dimensione giovanile a
volte allo sbando “alla cui base – ha detto Mons. Schettino
– spesso vi è una domanda interiore alla quale si dà però
una risposta sbagliata. Il problema molto frequentemente è
la ricerca di felicità, di relazioni immediate e vere, il
desiderio di realizzarsi nel miglior modo possibile anche
umanamente, però purtroppo a volte la risposta è in
opposizione alla grande domanda interiore”. Da qui
l’importanza del volontariato che “attraverso un’esperienza
di dono offerto agli altri – ha sottolineato Mons. Schettino
- pone le condizioni di una forte riflessione interiore,
aiutando a crescere e a dare alla vita un significato molto
più forte, molto più incarnato nelle dimensioni di una
storia umana”.
La serata è stata animata dai giovani dell’Avo, i quali
hanno offerto dei pensieri di riflessione ed hanno
rappresentato un brano di “Aggiungi un posto a tavola” per
esprimere il senso di appartenenza all’associazione e
l’importanza della collaborazione nello spirito
dell’amicizia e della condivisione. E’ seguita la cerimonia
di consegna delle medaglie e delle pergamene ai volontari
che hanno raggiunto i dieci anni di servizio: Nunzia Carola,
Ersilia Del Pozzo, Cinzia Inella, Nives Maieron, Pina
Modugno e Anna Pattori, le quali hanno ricevuto anche un
omaggio floreale dalla Presidente Avo della Regione
Campania. Molto significative le parole impresse sulla
pergamena, che racchiudono tutto il senso ed il valore
dell’attività svolta dall’Avo: “Grazie, perché hai donato
dieci anni di solidarietà al malato; perché lo hai ascoltato
e hai sofferto con lui in silenzio; perché l’hai considerato
con rispetto; perché ti sei avvicinato alla sua realtà;
perché l’hai aiutato a superare le prove più dolorose;
perché l’hai rassicurato con il tuo sorriso; perché sei
stato discreto e tollerante; perché con la tua stretta di
mano gli hai dimostrato comprensione; perché gli hai dato
fiducia e, soprattutto, calore umano; perché lo hai seguito
giorno dopo giorno con AMORE”.
Subito dopo, sono stati
consegnati i camici e i pass ai ragazzi dell’Avo Giovani, di
cui è stata ufficialmente sancita la nascita; un obiettivo
importante frutto della passione, della dedizione e del
notevole impegno profuso dalla Prof.ssa Raffaella Boccia, coadiuvata dai
volontari dell’associazione. Questi i nomi dei ventuno
tirocinanti: Stefania Callisto, Paola Conforti, Roberta
Conforti, Claudio Di Benedetto, Ermanno Di Lorenzo, Emanuele Dugo, Alessia Ferrone, Francesco Garibaldi, Maria Guglietta,
Salvatore Iavarone, Ezia Mirra, Roberta Parente, Luca
Paternuosto, Ilaria Pucillo, Alfonso Russo, Ivana Russo,
Alessio Salerno, Luca Scarano, Eugenia Sgueglia, Veronica
Valletta, Antea Zanga. Uno dei prossimi progetti che l’Avo
Capua intende realizzare è quello di un giornalino, che non
vuole solo rappresentare un altro momento di aggregazione e
condivisione, ma essere anche un mezzo di divulgazione delle
attività dell’associazione per far avvicinare i cittadini a
questa splendida ed importante realtà. La serata è terminata
con un buffet realizzato in modo artigianale dai volontari. |