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La
Legge Forestale Regionale protegge gli alberi ad alto fusto isolati,
in filare o in gruppo appartenenti alle specie come: cipresso
comune, pino domestico, abete bianco,tasso, agrifoglio, leccio,
farnia, cerro, cerrosughera, rovere, roverella, castagno, faggio,
acero campestre, acero napoletano, acero opalo, acero di monte,
acero riccio, tiglio, albero di giuda, frassino maggiore, frassino
ossifillo, orniello, olmo campestre, olmomontano, ciliegio canino,
sorbo domestico, ciavardello,sorbo montano, sorbo degli uccellatori,
carpino bianco, carpinella, carpino nero, bagolaro, pioppo tremulo,
pioppo bianco, ontano nero,ontanobianco,corbezzolo, fillirea,
terebinto, lentisco, pino d’aleppo, gelso nero, gelso bianco.
Quello abbattuto a tempo di record la settimana scorsa, in Via
Napoli, apparteneva ad una specie secolare denominata "pino
domestico".
Non si conoscono bene le ragioni dell'abbattimento, infatti molte
sono le voci discordanti che corrono sul misfatto.
Dunque, per abbattere un albero ad alto fusto protetto, come nel
caso del pino domestico, è necessaria un’autorizzazione con validi
motivi rilasciata dal Comune o dalla Comunità montana.
Ogni albero di cui è autorizzato l’abbattimento (ripetiamo con
giusta causa) deve essere compensato entro dodici mesi con due
individui di specie protette indicati dall’ente.
Questi alberi “compensativi” sono protetti indipendentemente dalle
loro dimensioni. L’autorizzazione è sostituita da una semplice
comunicazione all’ente competente (Comune o Comunità Montana) nel
caso di abbattimento di alberi completamente secchi o schiantati e
di mantenimento delle distanze di sicurezza previste da leggi o
regolamenti, situazioni queste, certamente non di questo pino
secolare, cosi' come si evincono dalle foto.
E mentre la nostra Amministrazione provvede ad abbattere alberi in
buono stato di salute (vedi la foto di qualche giorno prima dell'abbatimento),
un paese confinante li tutela, creandoci addirittura una rotonda.
Parliamo di Vitulazio "nella foto in basso" un'Amministrazione che
cura e rispetta la natura (quella secolare) creandoci appunto una
rotonda per evitare l'abbattimento considerato scellerato.
Attendiamo, quindi, una risposta dall'Ente
Comune e dall'Assessorato all'Ambiente, per spiegarci il motivo
della distruzione del pino ad alto fusto.
Questo reportage verrà protocollato al Comune di Capua,
all'Att.ne Ass. Marco Ricco, al Sindaco Carmine Antropoli, al Corpo
Forestale dello Stato di Caserta. |