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Far
rivivere la storia capuana attraverso i suoi personaggi è
l'obiettivo del progetto
«Le storie di
Capua» del Liceo Luigi Garofano di Capua. Un viaggio
attraverso le vicende storiche, le dominazioni e le culture
che nel corso dei secoli hanno interessato Capua e di cui il
ricco patrimonio monumentale, architettonico ed artistico
della città ne è testimonianza. Una rievocazione realizzata
mediante i personaggi storici capuani, dai più
rappresentativi ai meno noti, che parte dall'856, anno della
fondazione della nuova Capua ad opera dei Longobardi nella
doppia ansa del fiume Volturno presso il ponte Casilino,
sino ai nostri giorni. Il progetto ha avuto inizio con la
suddivisione della storia cittadina in nove periodi:
dall'856 al 1000, l'Alto medioevo, periodo delle dominazioni
dei Longobardi e dei Normanni; dal 1000 al 1250, il
Medioevo, epoca degli Svevi; dal 1250 al 1496, Basso
medioevo, con la dominazione degli Aragonesi; dal 1496 al
1500, l'Umanesimo, con gli Angioini e gli Aragonesi; dal
1500 al 1600, il Barocco, con gli Spagnoli; dal 1600 al
1750, l'età moderna, con i Francesi e gli Austriaci; dal
1750 al 1860, il Romanticismo, con gli Austriaci ed i
Borbonici; dal 1860 al 1917 con i Savoia; dal 1917 ad oggi,
l'età contemporanea. In ognuno di questi periodi saranno
collocati dei personaggi capuani. Finora ne sono stati
individuati e realizzati otto sotto forma di abiti di
pregiata manifattura creati da sartorie artigianali locali
ed indossati dagli studenti del liceo: il Conte Landolfo e
la sua dama, Federico II e la sua dama, Bartolomeo da Capua,
Pier delle Vigne, Ettore Fieramosca, popolana. «Stiamo
realizzando anche l'abito di Ginevra attingendo dalla
letteratura – ha spiegato il dirigente scolastico prof.
Giovanni Di Cicco -. Il progetto, infatti, ha lo scopo di
divulgare la storia, però desidera anche suscitare interesse
nei giovani che, anche attraverso la letteratura, possono
avvicinarsi alla storia di Capua». Altri abiti in fase di
preparazione sono quelli di Carlo V e della duchessa
Antignano, che saranno realizzati e donati da una nota
artigiana capuana. Un terzo abito sarà donato da un'altra
capuana. L'adesione al progetto di cittadini rappresenta la
risposta ad un invito di collaborazione che il prof. Di
Cicco lanciò qualche mese fa, per far sì che l'iniziativa
uscisse dall'ambito scolastico coinvolgendo attivamente i
capuani. «Altro intento del progetto – ha aggiunto Di Cicco
- è di creare nel tempo un importante patrimonio da lasciare
alla città ed in particolare ai giovani che, attraverso gli
abiti, potranno identificarsi nella storia di Capua, nella
sua cultura, sviluppando un senso di appartenenza alla città
e alle sue vicende storiche. Se riusciremo a conseguire
questo obiettivo potremo dire di aver fatto veramente
attività educativa». Gli abiti saranno esposti e fatti
sfilare durante eventi e manifestazioni. La prima
partecipazione si è avuta nel corso dell'ultima edizione del
Carnevale. Gli abiti saranno accompagnati da schede, in fase
di elaborazione, che riporteranno i tratti salienti di ogni
personaggio, l'epoca di riferimento, il nome del ragazzo/a
che lo avrà indossato e, nel caso di abiti regalati alla
scuola, il nome di chi l'avrà donato. Gli abiti sono
custoditi in una stanza del liceo ma, raggiunto un numero
maggiore di abiti, sarà allestita una mostra all'interno
della scuola, contando di poter raggiungere col tempo un
altro importante traguardo: la creazione di un museo
dell'abito del personaggio capuano, destinando a tale scopo
un locale dell'istituto. |