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Tutti
ricorderanno l’inverno 2008/2009 come uno dei periodi più
piovosi degli ultimi decenni. Anche il C.N.R. lo ha definito
uno degli inverni più piovosi degli ultimi due secoli,
paragonabile all’anno 1951 celebre anch’esso per le grandi
nevicate su Alpi e Appennini. In un territorio come il
nostro, dove è una costante il rischio idrogeologico,
precipitazioni abbondanti sono intimamente collegate alle
alluvioni, smottamenti e frane.
Anche a Sant’Angelo
in Formis le abbondanti precipitazioni dell’inverno scorso
hanno lasciato il segno. Infatti, se si osserva in località
Forcina il boschetto accanto alla cava Statuto si può notare
tra gli alberi un taglio di terra fresca come un grosso
smottamento. Non è altro che una frana con scorrimento
complesso di tipo rotazionale-traslativo, cioè formato da
zolle di terra semi-integre che sono scivolate come zattere
su un substrato argilloso. La zona di distacco è avvenuta
nel repentino cambio di pendenza al di sotto di un sentiero
e in corrispondenza di un modesto rivolo d’acqua che nasce
da una sorgente appena a monte.
Ad un anno circa
dalla frana, siamo tornati a controllare lo stato in cui si
trova il luogo. Con ovvio stupore abbiamo riscontrato che il
movimento franoso non è cessato! La zona di innesco si è
svuotata e approfondita creando le condizioni di continue
riattivazioni e distacchi che hanno portato ad un
allargamento del fronte della frana. Il punto di coronamento
e la scarpata di frana, per un movimento di tipo
retrogressivo, si sono spostati più a monte di alcuni metri,
interessando completamente il sentiero lì presente.
Importante è,
quindi, approfondire il più possibile con indagini mirate il
movimento che è in atto, cercando di creare un modello
geologico-tecnico. Questo sarà importante nell’approccio con
la back analisis, una particolare procedura che,
grazie ad una modellazione di tipo numerico delle
misurazioni di sollecitazione e spostamento delle masse,
permette di stabilire lo stato di sollecitazioni
preesistenti prima della frana. Creare un tale modello
aiuterà alla mitigazione del rischio indotto dal movimento
franoso e a valutare la suscettibilità a franare in zone con
la stessa litologia affiorante su tutto il Tifata.
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