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  Servizio a cura di: Salvatore Carbone
Foto: Franco Fierro

Valorizzare il Volturno - L'Associazione "Amici del Fiume" impegnati per il recupero del reperto storico

Il carro con la Statua di cartapesta di S.Giovanni Nepomuceno

Capua 7 Ottobre 2010

L’Associazione “Amici del Fiume, che nasce nel 1996, con la prima delle improvvisate edizioni di “Estate in Riviera”, ha come scopo principale la valorizzazione del fiume Volturno, e quindi della Capuanità, di cui esso è il simbolo. Infatti le nostre radici storiche affondano le loro radici nel fiume, che dovrebbe essere un volano economico per la nostra città. Pensate all’incremento della pesca sportiva come è avvenuto a Umbertide in Umbria, dove è stato creato uno Stadio della Pesca Sportiva; ad una sistemazione delle rive per passeggiate nella natura; alla nascita di piccole industrie, sviluppando attività sportive acquatiche. Con queste premesse, ricordiamo che gli “Amici del Fiume”in questi 15 anni, hanno fatto civili battaglie per sollecitare le pubbliche amministrazioni ad affrontare questo tema. Ahinoi!, i risultati sono stati quasi nulli ma noi non demorderemo e continueremo la nostra azione incalzante per coinvolgere la cittadinanza. Tanti auguri alla 15^ edizione di “Estate in Riviera”.
Diego Giacobone
Presidente “Amici del Fiume”



E’ LA FESTA DI TUTTI
Non voglio ripetere quello che ormai scrivo sul “Block Notes” e sui quotidiani provinciali da anni, ma solo evidenziare il valore sociale di “Estate in Riviera” che da quest’anno sottotitoliamo con “la festa di Capua”, non “una” festa. Perché essa racchiude in sé l’anima popolare e popolana, che si ritrova insieme senza differenza di censo e di cultura, come in una sorta di “carnevale” di una volta quando si aspettava quell’occasione per essere uguali, ricchi e poveri. Ora no, i muri sono caduti, i piccoli e i grandi, gli anziani e le donne , tutti insieme in pista, si sentono una sola famiglia. Ed è questo lo spirito della festa, che ancora non ha perso smalto e vuole migliorarsi anno per anno. Sullo sfondo di questa kermesse, però, c’è anche un motivo di cultura religiosa-popolare che anima i capuani: non abbandonare il culto di quel Santo straniero che annegò nel fiume Moldava e che suggella, con la Sua sepoltura nelle acque del Volturno e con la venerazione di Esso, il carattere di internazionalità di una Capua immortale, che ha fatto della tolleranza, da sempre, il suo marchio distintivo di città aperta, multietnica e progressista.
Franco Fierro
Fondatore di “Estate in Riviera”



La festa di Capua è…
La 15^ edizione di “Estate in Riviera” non è solo musica, ballo, bingo e quant’altro, ma anche recupero della tradizione del passato, con l’esaltazione del fiume Volturno, inquinato, ma da noi capuani pur sempre amato; il fiume della nostra infanzia, quello che,moderatamente balneabile, era la nostra vacanza estiva (all’insaputa dei genitori) ed in cui, purtroppo, sono annegati nostri amici per imperizia, come recentemente il piccolo rom Davide. Ebbene, non tutti i capuani sanno che è grazie a S.Giovanni Nepomuceno che, sulle rive del Volturno, è nata “Estate in Riviera” (1996). La festa doveva essere un mezzo propagandistico per recuperare la statua. Si chiamò, appunto, “Festa del Fiume”, che si celebrava nell’anteguerra. Allora, esercitando l’oneroso compito assessoriale alla cultura, mi appassionai all’idea di recuperare i reperti lapidei sotto il Ponte Romano, ancora oggi giacenti sotto i nostri occhi: colonnine, pietre lavorate,nonché la statua ( o i frammenti) della statua sommersa di S.Giovanni Nepomuceno. La Soprintendenza ci autorizzò per iscritto ad avviare l’opera di recupero. Ci fu un’azione dimostrativa dei sommozzatori di Caserta, senza esito; sollecitammo in seguito anche gli amministratori di turno per interventi specializzati in merito, anch’essi infruttuosi. Con l’allora attivo presidente degli “Amici del Fiume”, Vincenzo Appollonio, a Ferragosto del 1998, a mezzogiorno, tentammo, con l’aiuto di molti cittadini, con robuste corde, di issare su una colonnina ed autodenunciarci la sera, dal palco di “Estate in Riviera”, mostrandola al pubblico. Purtroppo la corda si spezzò e l’impresa fallì.
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Con il nuovo presidente, Diego Giacobone, infaticabile e disponibile, si è accentuata negli “Amici del Fiume” la voglia di portare a termine la “Missione S.Giovanni N.”, scrivendo una lettera in tedesco al Borgomastro di Salisburgo in Austria ( dove tutti i ponti fluviali hanno un S.Giovanni) di volere donare alla città di Capua un’esemplare della statua da ricollocare sulla balaustra del ponte. Ma i capovolgimenti elettorali nella città austriaca frenarono la nostra azione. Recentemente sono venute fuori due altre iniziative: quella dell’impiego di ultrasuoni per il recupero di reperti archeologici, e l’altra, più onerosa, di costituire un comitato, presieduto dal prof. Antonio Citarella, capuanissimo come pochi, per affidare ad uno scultore la realizzazione della statua del santo.
Franco Fierro


Artisti, che hanno partecipato a “Estate in Riviera”:
Peppino Brio, Adriano Pappalardo, Maria Nazionale, Mirna Doris, Lina Santoro, Tony Dallara, Rita Pavone, Teddy Reno, Jenny B., Laura Grey, Antonio Siani, il Gruppo Russo “Kalinka”, i “bruniani” di Mimì Palmiero, i cabarettisti Enzo Fischetti, il mostro Gianluca Manzieri, Jury Monaco, Manuela Lettieri; i “Cantica Popularia”, gli “Antichi Cantori”. E tantissimi altri.

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Alla prima edizione di “Estate in Riviera” parteciparono il “M° Pregadio” Bruno Galbiati, Pino Rega, Nicola Greco,Mario Zenga, Nardo da Procida, Luigi De Rosa, il comico Tore Pizza, Scocchione. Di acqua ne è passata sotto i ponti!

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S.GIOVANNI NEPOMUCENO, MARTIRE ANNEGATO 2 VOLTE
Durante la dominazione austriaca iniziata nel 1707, sulla balaustra del Ponte Romano fu collocata l’imponente statua di S.Giovanni Nepomuceno, di origine prussiana, ad opera di un ufficiale che era stato miracolato in una battaglia, schivando un colpo di bombarda che certamente lo avrebbe ucciso. La statua nel bombardamento del 9 settembre 1943 finì nel sottostante Volturno e mai più riportata in superficie. Giovanni era il sacerdote e confessore della Regina di Boemia, consorte di re Venceslao. Questi fu invitato a svelare quanto detto dalla regina in confessione, ma il sacerdote si rifiutò. Venceslao, infuriato, lo fece legare mani e piedi e buttato nell’acqua profonda del fiume Moldava. Era il 1393.
S.Giovanni N. è il protettore di naviganti e viandanti.
 

 
Prototipo del volto di S.Giovanni Nepomuceno
 
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